Marsica – Nel periodo che va dal 1952 al 1956 io avevo pochi anni, ero un ragazzo e già si parlava della strada Sora-Pescasseroli.
Era stata suggerita dall’allora sindaco di Sora, Annibale Petricca, con l’obiettivo di procurare un nuovo sbocco commerciale ai prodotti agricoli e zootecnici del Sorano, che rischiavano di essere sorpassati da quelli del Cassinate.
Allora si pensò ai centri dell’Alto Sangro, terra di ricchi pascoli e di bellezze naturali. Si pensò a un collegamento diretto tra Sora e Pescasseroli nella zona Alto Sangro, che allora era di 58,5 Km. attraverso Forca d’Acero, attraversando Alvito e San Donato Val Comino.
Nel 1953 i Comuni di Sora, Campoli Appennino e Pescasseroli avevano dato all’ingegnere sorano Rubens De Rubeis l’incarico di uno studio della strada da realizzare. Studio che venne sottoposto ai Comuni interessati, al direttore del Parco Nazionale e al Ministro Campilli per il Comitato della Cassa per il Mezzogiorno.
Non sto qui a raccontare il progetto, solo dico che la somma totale per la realizzazione dell’intero progetto ammontava a 735 milioni di lire, di cui 287 milioni e 500 mila per la costruzione della galleria. La Cassa per il Mezzogiorno non approvò il progetto per ragioni finanziarie.
Nell’anno 1955 si pensò a una proposta alternativa presentata dal Comune di Pescosolido, che pensava a uno sviluppo sciistico e turistico. Si ipotizzava l’innesto tra il comune di Pescosolido e la Vallelonga e attraverso il valico dell’Aceretta raggiungere Pescasseroli.
Furono interpellati i Comuni di Villavallelonga, Collelongo, Trasacco, Ortucchio, Lecce dei Marsi, Ortona, Carrito, Cocullo, Anversa degli Abruzzi, Bugnara, Introdacqua e Sulmona. Secondo il progetto di massima, il nuovo tronco avrebbe avuto una lunghezza di 17,607 Km., di cui 1,5 in galleria per raggiungere la località di Prati d’Angro, con innesto sulla costruenda strada Villavallelonga, Valico dell’Aceretta-Pescasseroli.
Il costo del progetto, tra Pescosolido e Prati d’Angro, era stimato in 786 milioni di lire e la distanza tra Sora e Pescasseroli sarebbe stata di 30,50 Km. Inoltre, secondo il progetto elaborato da Roccatani, favoriva scambi commerciali con i centri del Fucino e della valle del Giovenco e la conca di Sulmona.
Tra gli anni 1950 e 1965 ci fu un’accresciuta richiesta turistica, specialmente tra le due città metropolitane Roma e Napoli. All’inizio degli anni cinquanta Pescasseroli era, con Tagliacozzo, Scanno, Roccaraso e Ovindoli, una delle stazioni climatiche estive.
Nell’anno 1956, un anonimo giornalista del Messaggero aveva riproposto nell’area del Parco Nazionale d’Abruzzo il dilemma tra conservazione e valorizzazione turistica. L’anno successivo un imprenditore di Pescasseroli, il ragioniere Fausto Grassi, aveva dato inizio all’iniziativa edilizia, acquistando terreni in località Vicenne.
Il Grassi, visto il successo delle Vicenne e dietro un suggerimento di un attore cinematografico, acquistò altri terreni di proprietà comunale, e l’allora Sindaco di Pescasseroli, Bernardo Trillò, tutto affascinato da un avvenire turistico, si affrettò a sdemanializzare quei terreni.
Il Grassi agiva attraverso la Società Colli dell’Oro, della quale era socio; venne anche costituita la Cooperativa Parco Nazionale d’Abruzzo, che aveva come oggetto l’acquisto di aree fabbricabili; inoltre venne costituita la Valle dell’Oro, il cui presidente onorario era il Deputato l’avezzanese Giuseppe Fracassi. Nel 1958 a Roma si era costituita la Sisipna, con l’obiettivo di costruire una seggiovia e una sciovia.
L’inaugurazione del comprensorio Monte delle Vitelle e Monte Ceraso avvenne il 19 marzo 1963. In quegli anni, iniziative analoghe a quelle di Pescasseroli investirono anche l’area della Cicerana in territorio di Lecce dei Marsi e Prati d’Angro e dell’Aceretta in territorio di Villavallelonga.
Dopo l’anno della grande nevicata del 1956, la popolazione della Val Comino aveva avuto una perdita pari al 70% della produzione e i contadini si trovavano a lottare per poter sopravvivere e speravano, con la realizzazione di infrastrutture turistiche, alberghi e cabinovie, sciovie, di poter superare tale difficoltà.
La nuova amministrazione eletta nel 1964, presieduta dal sindaco Paolino Panetta, non diede corso alla proposta, anche se qualche anno prima si era tentato lo sviluppo turistico a Picinisco, nella Valle di Canneto.
A Pescasseroli, il capogruppo della minoranza Guido Boccia raccolse cinquemila firme tra i vaccari e i pastori per contrastare la sdemanializzazione di terreni per la costruzione di villini ed alberghi.
Le iniziative edilizie di Pescasseroli e della Cicerana in territorio di Lecce dei Marsi furono oggetto di diverse interrogazioni parlamentari, per lo scempio dei boschi nel Parco Nazionale d’Abruzzo.
Il senatore e scrittore Umberto Zanotti Bianco, quella del pescarese Raffele Delfino e quella del naturalista Vincenzo Rivera, il quale in una lettera pubblicata sul Giornale d’Italia il 26 agosto 1958, parlava dello scempio del Territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo. Una particolare minaccia era data dal Monte Marsicano, di cui si proponeva l’inclusione entro i limiti del Parco, insieme ad altre aree, come quella del Monte Meta.
Tornando alla costruzione della strada Sora-Pescasseroli va detto: dopo le elezioni al comune di Sora del 1960, tramite il senatore Pier Paolo Restagno, ci fu una ripresa per una nuova proposta e lo studio preliminare per la costruzione della strada di collegamento da Sora passando per San Pancrazio di Campoli per il girone Telungo sulla statale di Forca d’Acero per Opi, per raggiungere Pescasseroli e l’Alta Valle del Sangro.
Le ragioni a sostegno della richiesta erano quelle ormai note: il miglioramento degli scambi commerciali e il più rapido collegamento tra le città di Roma e di Napoli e la valorizzazione dell’immenso patrimonio boschivo. La Cassa per il Mezzogiorno aveva disposto la redazione del progetto Sora, Campoli Appennino, Grotta di Lice, Forca d’Acero, che avrebbe abbreviato il collegamento con Pescasseroli e si sarebbero evitate lunghe gallerie.
La scelta di collegare Sora al girone sopra Telungo della strada esistente Atina-Opi fu frutto di uno studio dell’ingegnere Ugo Macioce che aveva rivisto precedenti progetti.
Nel frattempo, grazie all’interessamento del senatore Piemontese, la costruzione della strada da Sora a Forca d’Acero per Opi e Pescasseroli era stata inclusa nel piano delle grandi strade a scorrimento veloce approvato dal Comitato dei Ministri per il Mezzogiorno nella riunione del 29 marzo 1961. Oltre al progetto della Sora-Forca d’Acero, progettò anche altre strade tra cui Settefrati-Forca d’Acero e Picinisco-Forca d’Acero.
La decisione della Cassa per il Mezzogiorno di dare avvio alla progettazione della Sora-Pescasseroli, secondo il tracciato San Donato-Opi, suscitò malcontento sia negli ambienti Sorani che negli ambienti di Pescasseroli. Alcuni uomini politici, tra cui Carlo Bartolomucci, Gilberto Bernabei e anche Giulio Andreotti e l’Ente Provinciale del Turismo dell’Aquila, si interessarono ma non trovarono l’accordo su quale tracciato destinare le somme che sarebbero state messe a disposizione dalla Cassa per il Mezzogiorno.
Il responsabile della Cassa per il Mezzogiorno, Pescatore, aveva messo in evidenza che la distanza di allora tra Sora e Pescasseroli era di 58 Km.; con il Progetto Macioce si sarebbe ridotta a 42,8 Km. e in futuro con la galleria di Forca d’Acero la distanza sarebbe scesa a 35 Km., abbreviando la distanza con Opi, Villetta Barrea, Scanno, Alfedena, avvantaggiando non solo Pescasseroli ma tutto l’Alto Sangro.
I politici di allora erano alcuni concordi altri no, ma comunque si voleva indirizzare la corrente di traffico (con appena 80 Km.) da Roma al Parco Nazionale d’Abruzzo percorrendo da Roma l’Autostrada del Sole fino a Frosinone; in sostanza, si voleva portare il turista nel breve tempo e nella maniera più comoda.
Il 15 marzo 1962 l’allora Sindaco di Sora Aldo Vicini convocò alcuni ingegneri, che tralascio di nominarli, per uno scambio di idee e per raggiungere un accordo, anche se preventivo, con il progetto redatto per il Mezzogiorno.
Al convegno erano state invitate numerose personalità dell’allora Governo, parlamentari locali ed erano presenti i tecnici della Cassa per il Mezzogiorno.
L’ingegnere De Rubeis, presa la parola, dichiarò congruo il finanziamento di 700 milioni di lire, stanziato dalla Cassa per il Mezzogiorno, per il tratto da Sora attraverso le pendici di San Pancrazio, Fontana Lepore e colle Teligno, fino alla strada San Donato-Forca d’Acero.
Dopo la riunione, o meglio convegno, di Sora la Cassa per il Mezzogiorno invitò il tecnico arpinate a dare corso alla progettazione, tenendo conto dei suggerimenti dei Sindaci di Sora e Pescasseroli; il tecnico, Macioce, venne sollecitato a presentare il progetto per dare inizio ai lavori nell’anno 1962 e il 20 giugno il tecnico presentò il progetto alla Cassa per il Mezzogiorno.
La questione fu affrontata pure a Pescasseroli il 15 luglio 1962, presenti il Sindaco Trillò, gli assessori Gennaro Tarquinio e Loreto Di Nella e dai tecnici Oscar Grassi e Nicola Vitale, e si decise di elaborare una o più ipotesi di progetto. Il progetto esecutivo del primo lotto venne approvato il 20 dicembre 1962.
La nuova strada aveva inizio dalla strada statale n.82 della Valle del Liri all’innesto esistente della strada comunale per Campoli Appennino. Il progetto esecutivo venne depositato alla Cassa per il Mezzogiorno il 15 gennaio 1964. I lavori del primo lotto furono ultimati il 31 luglio 1967.
La seconda tratta tra Campoli Appennino e colle Polmone, attraverso il Colle San Pancrazio dove terminava il primo lotto, venne seguita con trepidazione dai sorani ed aveva suscitato perplessità e delusioni. I lavori del primo lotto furono ultimati il 31 luglio 1967.
Il progetto esecutivo del secondo lotto venne depositato alla Cassa per il Mezzogiorno il 15 gennaio 1964 e prevedeva il tracciato attraverso la vicinale per colle Mancino, attraverso la sella di Sant’Antonio, località che si raggiungeva attraverso la carrareccia che saliva da Alvito per Sant’Onofrio, per raggiungere Colle di Lice oltrepassando il ponte-viadotto del fosso del Nibbio, in prossimità della strada per Forca d’Acero a pochi km. da San Donato Val Comino.
L’esperimento d’asta ebbe luogo il 6 novembre 1964, presso la Provincia di Frosinone. Il contratto d’appalto era stato stipulato in data 18 febbraio 1965 ed i lavori della Sora-Pescasseroli furono ultimati il 19 novembre 1968.
In quel periodo si affacciava anche a Campoli Appennino il problema della costruzione di villini ed alberghi, iniziativa di un imprenditore alberghiero italo-inglese per la costruzione di un villaggio turistico e sportivo, nel territorio di Campoli Appennino, ed alcune villette vennero realizzate, non certo un centro turistico come l’italo-inglese aveva progettato, a seguito dell’allora costruenda strada Sora-Pescasseroli.
Ci sarebbe molto da raccontare, solo si sa che la strada Sora-Pescasseroli, che prima dei progetti indicati passava per San Donato Val Comino, ora passa per Campoli Appennino, raggiunge la strada Cassino-Opi, passando per Forca d’Acero, senza alcuna galleria, molte volte inclusa nei progetti innanzi menzionati. Naturalmente la strada Sora-San Donato esiste ancora.
Queste notizie sono state prese dal libro di Emiliano Tersigni: “UNA STRADA PER IL PARCO”, pubblicato nell’anno 2020.
ANDREA DI MARINO








