Cerchio (AQ), attraverso gli inventari conservati nell’Archivio della Diocesi dei Marsi in Avezzano
Nell’Archivio della Diocesi dei Marsi in Avezzano si conservano interessantissimi documenti riguardanti gli atti di tutte le chiese dell’intera nostra sub regione marsicana.
Tra i numerosi atti conservati che hanno, in particolar modo, colpito la mia attenzione, sono gli inventari, rigorosamente curati, dagli esperti tecnici dell’arte agrimensoria i quali si sono scrupolosamente attenuti ai dettami di papa Benedetto XIII ( vedi qui ), passato alla storia anche come il papa archivista. Questi con la costituzione apostolica Maxima vigilantia, del 14 giugno 1727, ordinò che ogni chiesa avesse il proprio archivio attraverso il quale ogni responsabile prontamente si attivasse a redigere i relativi atti di propria spettanza quali erano l’ “Inventario de Beni Mobili, e Stabili, ed’altri Suppellettoli diversi “ relativi alle varie chiese e alla varie compagnie e confraternite
“ p[er] servarsi nel’Archivio, Secondo la S.[anta] M.[ente] di N.[ostro] S.[ignor] Papa Benedetto XIII feliciter Amen”.
Oggetto del presente lavoro è la trascrizione dei quindici inventari settecenteschi delle varie chiese di Cerchio conservati attualmente presso il citato archivio della nostra diocesi da me, in parte succintamente, già pubblicati nel 2005, nel Quaderno del Museo Civico di Cerchio n. 63, Anno VIII, dal titolo: “Opere d’arte nelle chiese di un paese dell’entroterra abruzzese: Cerchio (AQ) Secolo XVIII”.
I citati inventari sono:
“ Inventario della Cappella della Madonna S.[Santis]S[ima] del Carmine ” compilata il 1 dicembre 1728 dal rettore della suddetta cappella don Domenico Tuccieri ( C/27/624);
“ Inventario della Compagnia del S:[antis]S[i]mo Nome di Giesù “, compilato il 4 dicembre 1728 ( C 27/626);
“ Inventario della Capp[el]la del S.[antis[S[imo] Rosario di Cerchio”, compilato il 5 dicembre 1728 dal rettore della suddetta cappela don Domenico Tuccieri ( C 27/625);
“ Inventario di tutti li Terreni, seu stabili, una colla rendita, e pesi del Canonicato sotto il titolo di S. Bartolomeo”, compilato il 12 gennaio 1729 dal rettore del canonicato di San Bartolomeo don Pontio d’Amore ( C 28/687);
“ Inventario delli terreni assegnati dalli Pietroiusti alla Cappella del S:[antis]S[i]mo Rosario”, compilato il 20 gennaio 1729 dall’arciprete di Cerchio don Pietropaolo d’Amore ( C 28/685 );
“ Inventario delli Terreni aratory, una cogl’Arbori di diverse sorti, e Prati Lasciati p[er] Testamento sotto il dì otto Gennaro 1686 dalla B.[ona] M.[emoria] del Rev[erend]o D.[on] Giacomo Iacobacci della T[er]ra di Cerchio, al q.[uonda]m Rev[erend]o D.[on] Simon’Antonio de Amicis all’ora Economo Curato della sud.[ett]a T[er]ra sua vita durante coll’obbligo d’una Messa La Settimana in perpetuo, e dopò la Morte del d.[ett]o Rev[erend]o D.[on] Simon’ant.[oni]o de Amicis succeda il Curato prò tempore”, compilato dall’arciprete di Cerchio don Pietropaolo d’Amore, il 25 gennaio 1729 ( C 28/682);
“ Inventario di tutti li terreni, seu beni Stabili, una colla rendita, e pesi di essi del Canonicato sotto il titolo di S. Silvestro “, compilato il 6 febbraio 1729 dall’arciprete di Cerchio don Pietropaolo d’Amore ( C 28/686 );
“ Inventario de Beni Mobili, e Stabili, ed’altri Supellettoli diversi della Chiesa Matrice Parrocchiale della T[er]ra di Cerchio fatto nella Pro[cu]ra del Rev.[erend]o D.[on] Bartholomeo Pietro Cicco “ compilato nel 1729, anche se non risulta il nome del redattore, dall’agrimensore Luca Ciotti (vedi in seguito) ( C 28/688);
“ Inventario, de Beni Mobili, Suppellettoli, e Stabili della Ven.[erabile] Società del S.[antis]S[imo] Sac[rament]o della T[er]ra di Cerchio fatto nella Pro[cu]ra di Cesare Tuccieri, e Clemente Iacobbacci, di detta T[er]ra” compilato nel 1729, anche se non risulta il nome del redattore, dall’agrimersore Luca Ciotti ( vedi in seguito) ( C 28/680);
“ Inventario seù annotam.[ent]o di tutti Li Beni Mobili, e Stabili della Ven.[erabile] Compagnia del S.[antis]S[i]mo Rosario della Terra di Cerchio fatto nel anno 1729 nella Pro[cu]ra, et amministrazione del Rev.[erend]o Can.[onic]o Don Nicola d’Amore” compilato, anche se non risuta il nome, dall’agrimensore Luca Ciotti ( vedi in seguito) ( C 28/681);
“ Inventario, Seù Stato, in cui si ritrova In Cotesta T[er]ra il S:[acro] Monte dell’Ospedale di Cerchio” compilato nel 1729, anche se non risulta il nome, dall’agrimensore Luca Ciotti (vedi in seguito) ( C 28/683);
“ Inventario della Compagnia del Suffraggio del’Anime del Purgadorio “, compilato nel 1729, anche se non risulta il nome, dall’agrimensore Luca Ciotti ( vedi in seguito) ( C 28/679);
“ Inventario de Beni stabili del Rev[erend]o Capitolo di Cerchio “ non risulta né l’anno della compilazione (1729?) né il nome del compilatore che comunque è l’agrimensore Luca Ciotti (vedi in seguito) ( C 27/623 );
“ Inventario della Ven.[erabi]le Confraternita della Madonna della Misericordia di Cerchio” non risulta né l’anno dela compilazione (1729?)né il nome del compilatore che comunque è l’agrimensore Luca Ciotti (vedi in seguito) ( C 28/678 );
“ Inventario, e descrittione di tutti Li Beni Stabili spettanti alla Venerabile Chiesa della Madonna S.[antis[S[i]ma d.[ett]a di Piede ponte “ non risulta né l’anno della compilazione né il nome del compilatore ( C 28/684 ).
In questi documenti veniamo alla conoscenza, en passant, di notizie utilissime per la storia del nostro umile centro.
Grazie a questi precisi, concisi e rigorosi inventari apprendiamo notizie importantissime quali per esempio sono la descrizione delle chiese ormai distrutte sia dai vari terremoti accaduti nel nostro centro (1) sia, purtroppo, dall’incuria di chi doveva fare opera di conservazione; veniamo anche alla conoscenza di personaggi che con amore e pietas donarono verso le proprie chiese arredi utili ed artistici; veniamo alla conoscenza del culto dei santi facenti parte del loro particolare panteon infine, veniamo alla conoscenza dell’allora sistema di misura: insomma riusciamo a comprendere, seppur velatamente, la vita dei nostri antenati di quel tempo: un piccolo mondo antico che grazie a questi documenti torna a nuova vita.
“[…] La sud.[ett]a Chiesa Matrice, e P[ar]ro[cchia]le sotto il Titolo della S:[antis]S[i]ma Nuntiata volgarm.[ent]e detta S.[an]ta M.[aria] Dentro di detta T[er]ra di Cerchio è di due Navi, Una grande, e l’altra piccola, confina à tre Lati con la strada Publica, cioè verso Levante vi è la Porta di essa Chiesa, sop.[r]a della quale vi è dipinta l’Im[m]agine della S:[antis]S[i]ma Nuntiata, titolo di detta medema Chiesa, come di sopra si è detto, e sopra detta Porta vi è una Fenestrina tonda, con Vitriata. Verso mezzogiorno vi è la Publica Piazza dell’Uni[versi]tà, Ove si trovano fabricati due Speroni d’una canna (2), e più di larghezza nei fondam.[en]ti, una canna, e mezza di Larghezza, e can.[n]e cinque d’altezza, che sostengono detta facciata tutta stronata, e sciolta, che altrim.[en]ti sarebbe andata à terra, et in rovina. Vi sono parim.[ent]i in d.[ett]a facciata cinque fenestre semplici con vitriate, com’anche nel piano vi sono quattro Botteghe, delle q[ua]li solam.[en]te Una ne tiene in affitto L’Uni[versi]tà con la corrisponsione di dieci carlini (3) L’anno a beneficio di essa Chiesa Sopra delle q[ua]li Botteghe vi sono tre altre Stantiole, due delle quali servoni p[er] granari di essa Chiesa, dove per salirvi vi era una scala di pietra di gradini n.[umer]o 18, e L’altra Stanza e Granaro della Ven[erabile] Comp.[agni]a del S.[antis]S[im]o Sacram.[ent]o Alla parte di Settentrione vi è La strada Publica come si è detto e dalla parte di Ponente vi è La Chiesa del Mag.[nific]o Liborio Cimini (4) nepote dell[a] B.[ona] M.[emoria] del fù Sig.[no]r Gio.[van]Ant.[oni]o Cappelli (5), e circa l’edificatione di detta Chiesa n[o]n vi è Memoria certa, così della Consagratione. Sono in essa Chiesa Cappelle, seù Altari n.[umer]o cinque, Uno è il Capo Altare dedicato al’ S.[antis]S[i]mo Sacram.[ent]o (6) Situata alla parte verso Ponente, dove vi è il Tabernacolo indorato, e Li 12 Apostoli col Padre Eterno, e diversi Cherubini, tutti dipinti in calce, seù à guazzo, Le pietre di dett’Altare sono indorate, ma à pena si conosce l’indorature p[er] esser’antichissimo, e sopra il med.[em]o Altare vi è il Baldacchino di tela, ove è dipinto in mezzo il nome del Giesù, con rose, seù stelle, e Splendori intorno, e banderole, seù Zennine. Vi sono parim.[ent]e alla parte destra, e Sinistra di dett’Altare due Reliquiary ornati di Stucco, e con Angioli (7), Fatti p[er] l’assito del q.[uonda]m Don Gio.[van]Pietro Cicco, Sacerdote, e Can.[onic]o di essa Chiesa, ove ad ad’una parte, cioè alla p.[ar]te destra vi sono diverse Reliquie dela Passione di Giesù X[cris]po, degl’Apostoli, et Evangelisti, e de Vergini, Martiri e Confessori, A man sinistra vi sono Le Reliquie delli Gloriosi Martiri S. Gio:[vanni], e Paolo Protettori (8) di questa Università di Cerchio. Nella facciata, cioè a Nave piccola vi è la Cap[pel]la, seù Altare del S.[antis]S[i]mo Rosario col quadro di tela, ove è dipinta La Madon[n]a col figlio in braccio, à man’ destra L’im[m]agine di S. Dom.[enic]o con diversi altri Santi, et à man’ Sinistra La figura di S. Catarina, con altre Sante Vergini, ed’intorno i quindeci mistery di esso Rosario, della quale vi è la Compagnia de frat[el]li, e sorelle d’esso S[antis]S[im]o Rosario (9) con alcuni Beni Stabili si come nel suo Invetario fatto da i Pro[curato]ri di essa Comp.[agni]a cui. Nella facciata verso mezzo giorno in d.[ett]a Nave piccola vi è L’Altare indorato del S.[antis]S[i]mo Nome del Giesù, nel q[ua]le vi è il Juspatronato delli Cappelli (10), e vi è la figura del Crocifisso in mezzo à man’ destra La Mado[n]na S.[antis]S[i]ma, et à man’ Sinistra S. Gioseppe, tutti dipinti à guazzo A’ man Sinistra di detto Altar’ Maggiore nella Nave grande viè La Cap[pel]la della B.[eata] Vergine del Carmine fatta di Semplice Stucco con il quadro di tela, dove vi è la figura della B.[eata] V.[ergine] del Carmine (11) col Bambino in braccio, alla parte destra La figura di S. Stefano protomartire, et alla Sinistra La figura di S. Vito, Con le Statue Laterali à man’ destra S. Michele’Arcangelo, et à man’ Sinistra S. Gaetano. Appresso verso la Porta, vi è La cap[el]la della Natività di N.[ostro] S.[ignore] eretta, fondata, e dotata dal q.[uonda]m D.[otto]r Miss.[e]r Iacovo Polonio (vedi in seguito), si como p[er] suo Testamento (12) al q[ual]e quale Cap[el]la steva nel’ingresso della Sagrestia à man’ sinistra del’Altar’ maggiore fatta al’uso antico, e p[er]chè dal q.[uonda]m Monsign[o]r Corradini (13) fù sospesa, ed ordinatane La celebrazione delle messe al’Altare’ maggiore, Fù La med.[em]a poi nuovam.[ent]e eretta, e fatta di Stucco al’uso moderno dalli q.[uonda]m D.[on] Fabritio, Fran.[cesc]o (14), e Luca d’Amore fra[te]lli, et her.[edi] del pred.[ett]o q.[uonda]m D.[otto]r Iacomo Polonio, Nel quadro della quale (15) vi è La B[eata] V.[ergine], S. Giosep.[p]e, et il Bambino Giesù nato, con li Pastori, e Gloria d’Angioli, e nella parte destra, e sinistra Laterali Le Statue delli Gloriosi Martiri S.[anti] Gio.[vanni], e Paolo Protettori (16) principali di questa Terra (17), nella quale si celebrano prontam.[ent]e Le messe d’obligo lasciate da d.[ett]o q.[uonda]m M.[esse]r Iacovo Polonio ( vedi apendice n.d.r. ), e Mad.[onn]a Lucretia sua moglie, e nel mezzo di dette due Cappelle vi è il Pulpito di Stucco col passetto secreto, che si entra dal Choro; Adietro à d.[ett]o Altar’ maggiore vi è la Sagrestia, ed il Choro ambedue à Lamia con un’ fogocolare p[er] uso de Sacerdoti, et una porticina, che esce dalla Sagrestia alla strada Publica. Il tetto di d.[ett]a Chiesa è fatto all’antica con semplice Tavole, e cavalli di legno, Vi sono tre Campane, Una grande, e due piccole La Campana grande in mezzo di peso di libre (18) tremila, e cinquecento in circa d’altezza palmi (19) quattro, ed’altre tanti di Larghezza Alla so[m]mità di detta Campana vi sono Le sequenti parole= Christus Rex, venit in Pace, Deus Homo factus est, un’ poco più sotto. In Nomine Jesù omne genuflectatur. Joseph de Prosperis de Nursia Fecit. Anno D[omi]ni 1611.= Vi è in detta Campana da una parte l’I[m]magine della Beatiss.[im]a Vergine col figlio in braccio, e con la mezza Luna soto li Piedi, adornata attorno con rosette, Sotto detta figura vi è un Lucerta animale senza testa per essersi rotta, e Le Campanelle piccole sono di peso libre due cento cinquanta l’una, Vi è anco un’ Campanello fuori la Porta della Sagrestia p[er] uso del Segno quando escie la messa fuori della med.[em]a Sagrestia A’ man’ Sinistra nella facciata verso Levante, e proprio dietro La Porta della Chiesa vi è il Battisterio, cioè la Fonte Battesimale, col Stipo di Noce sopra, Coverto di tela stampata di color violaceo, Vi sono due baccili di rame p[er] uso del Battesimo, con un maniero di Sta[g]gno p[er] pigliar’ L’acqua, et anco una Conca di rame coverta, che tiene l’acqua adattata alla Fonte di Pietra, Vi sono anche tre vasetti di Stagno fino ad’uso de fiaschetti, e tre altri parim.[ent]i di stagno, ne q[ua]lo si conserva l’oglio nella bambace p[er] uso del Battesimo, et anco p[er] glì infermi, et un altro vasetto col piede parim.[ent]i di stagno coverto col coperchio, et un altro vasetto per tenere il sale[…]Cinque Crocette d’ottone col Christo Crocifisso p[er] portare all’infermi Una Croce grande p[er] le Processioni coverta tutta d’argento fino col Crocifisso d’argento, da una parre col Dio Padre di Sopra, e con le tre Marie à gli altri lati, Dal’altra parte vi è la figura del Salvatore con la Destra alzata in forma di benedire, con la Sinistra tenente un libro con sei teste di Cherubini al di sotto, con li quattro Evangelisti alli quattro angoli di d.[ett]a Croce,con la figura della S.[antis]S[im]a Nunziata adornata attorno d.[ett]a Croce con diversi Bottoni di rame indorati (20)[…]La med.[em]a Chiesa Par[rocchia]le have nove calici, Uno de quali con la coppa e sottocoppa d’argento fino col piede di rame indorato, spetta alla Cappella della S.[antis]S[im]a Natività di N.[ostro] Sig.[nor]e, come apparisce dal testamento fatto dalla B.[ona] M.[emoria] di Mis.[se]r Iacovo Polonio ( vedi appendice n.d.r. ), Altri cinque calici parim.[ent]e di coppa d’argento fino, con sotto coppa, e piede di rame indorati Altri Calici tre sono con coppe d’argento basso indorati con sottocoppe, e piedi di rame indorati, quali calici sopradetti hanno Le Patene di rame indorate, e vi è parim.[ent]e un altro calice tutto di Stagno Un’Ingenziero con Navicella d’argento fino di libre tre con quattro colonnelle attorno Una Pisside grande d’argento, con coverchio parim.[ent]e d’argento, col piede di rame indorata con una Crocetta (21) Una Scatola d’argento fino p[er] il viatico all’Infermi Una Sfera, seù Ostensorio di rame indorata Due Lettorini, uno portabile, e L’altro in forma di stipo, quale stà sempre nel Choro Due libri di carta bergamena (22), uno continente Introiti delle Domeniche, e delle Ferie, con le note del canto fermo, e l’altro continente Le messe de canti con le note parim.[ent]e di canto fermo Un altro Antifonario di carta reale p[er] li Vespri grande (23), e l’altro piccolo Un’ Candeliero grande di legno di Noce p[er] il Cereo Pasquale (24) Trè Campanelli piccoli p[er] lelevatione della messa Due Caldarelle di rame (25) stampate p[er] uso del’acqua benedetta, che si sparge p[er] a Chiesa sopra del Popolo Un’altra Caldarella di rame antica atta, et usa a portare La calce dalli Sagrestani p[er] rabboccare Le Seppolture de Defonti (26) Cinque Messali grandi usati, e cinque altri messaletti de morto[…]Casa da cielo à terra sopro (sic) la Piazza conf.[in]o La d.[ett]a Piazza, La Chiesa medema, et il Mag.[nifi]co Liborio Cimini di membri quattro, quale si trova p[er] uso della Sagrestia, e Coro[…]”
Da come chiaramente si evince sono notizie di prima mano, sono le uniche che descrivono con dovizia la chiesa. In un altro documento, anche questo della prima metà del XVIII secolo, la famosa relazione Gallarano (1718-1723) si apprende, sempre di questo sacro edificio, altre notizie degne di nota (27).
“[…] Inventario di tutti li terreni seu beni stabili, una colla rendita, e pesi del Canonicato sotto il titolo di S. Silvestro, unito alla Chiesa Par[rocchia]le dellaTerra di Cerchio dalla B.[ona] M.[emoria] di Matteo Colli olim Vescovo de Marsi (28) sotto il dì 26 Aprile 1589 (29) ( la Chiesa d’esso canonicato stava mezzo Miglio, e più lontana da d.[ett]a Terra di Cerchio, della quale appena si conosce il Sito, e n[o]n v’è p[er]sona vivente, che L’habbia vista all’impiedi ) coll’obbligo di far L’Eddomada (30), cioè dir La Messa all’Aurora p[er] co[m]modo del Popolo (31), La Domenica susseguente cantare la Messa, ed applicarla p[er] il popolo, e prestar La servitù agli altri quattro Canonici, coll’assistenza in Coro di Canto nelle loro Eddomade, ed intervenir’à tutte L’altre funzioni Ecclesiastiche[…]”
Queste sono, fino ad oggi, le uniche notizie degne di nota riguardanti l’antichissima chiesa di San Silvestro (32).
“[…]Inventario di tutti li Terreni, seu stabili, una colla rendita, e pesi del Canonicato sotto il titolo di S. Bartolomeo nella T[er]ra di Circhio Diocesi di Marsi, la quale Chiesa è posta fuora delle mura di d.[ett]a T[er]ra loco d.[ett]o l’Ara, conf.[in]o l’Ara, e la strada à doi lati, vi è l’Altare, nel quale Altare vi è in mezzo la statua della Madonna della Misericordia col figlio in seno di creta cotta indorata, à man destra vi è la statua di S. Bartolomeo anco di creta cotta col manto indorato, et à Man sinistra vi è la statua di S. Antonio di Padova anco di creta cotta, nella quale Chiesa vi è la Compagnia della Misericordia (33), la quale hà cura di d.[ett]a Chiesa, il quale Canonicato fù trasferito nella Chiesa Matrice, seù Parrocchiale di d.[ett]a T[er]ra di Circhio, et unito con gl’altri Canonici di d.[ett]a Chiesa, qual’unione fù fatta dal q.[uonda]m Monsig:[no]r Mattei Colli Vescovo di Marsi sotto il giorno 26 del Mese d’Aprile 1589 , col peso, et obligo di far l’Eddomada[…]”
La sopra descrizione riguardante l’antichissima chiesa di San Bartolomeo insieme all’altra eseguita dal sopramenzionato Donato Gallarano nella prima metà del XVIII secolo sono le più antiche in nostro possesso (34).
“[…]Inventario, e descrittione di tutti Li Beni Stabili spettanti alla Venerabile Chiesa della Madonna S.[santis]S[ima] di Piede ponte sita fuora La T[er]ra di Cerchio, e proprio Loco d.[ett]o Piedeponte con un solo Altare dove vi è dipinta L’Immagine della Beatiss.[i]ma Vergine in mez[zo], à man Sinistra L’immagine di S. Antonio Abbate, e fuori del Altare à man destra La Statua di S. Pietro Apostolo e L’immagine di S. Agostino, et à man Sinistra La Statua di S. Paolo Apostolo, e L’immagine di S. Nicolò di Tollentino, e dietro d.[ett]o Altare vi è la Sagrestia, e da un Lato di d.[ett]a Sagrestia vi è una casa di due; M[em]bri dove habita L’Eremita, e vi è anco La Campana di peso lib.[re] tre mila, e tre cento in circa con piazza (35) d’avanti, e da un Lato[…]”
Queste notizie sono le uniche che descrivono, fino ad oggi, l’interno di tale sacro edificio. Il già citato Gallarano anche di questo tempio ne fa una succinta descrizione (36). Di questa chiesa però si conserva nell’Archivio della Diocesi dei Marsi un intreressante documento che descrive l’inizio del culto verso tale madonna ( avvenuto alla fine del Cinquecento ) da me riportato integralmente nel mio citato lavoro : “ I conti della Fraterna di Santa Maria delle Grazie di Corvarola e della Chiesa di Santa Maria di Piede Ponte di Cerchio (AQ) (secc. XVI-XVIII)” (37).
Da come chiaramente si evince i sopracitati documenti illuminano prepotentemente lo scenario dell’umilissima storia di Cerchio: documenti utilissimi ed imprescindibili per tratteggiare, se pur sommessamente, un agile profilo della storia del nostro centro che, grazie alle conseguenze dell’epocale evento noto come il Concilio di Trento (38) si può tracciare.
Alla fine di tale importante Concilio, l’11 novembre 1563, durante la ventiquattresima sessione, fu emanato il decreto “ De refomatione matrimonii” con il quale si rendeva obbligatorio per tutti i parroci curati la registrazione e la tenuta dei registri dei matrimoni e dei battesimi. La XXIV sessione, infatti, si soffermò sul sacramento del matrimonio, considerato indissolubile secondo l’insegnamento di Cristo, e stabilì le norme per un suo eventuale annullamento; venne poi confermata e resa vincolante l’usanza del celibato ecclesiastico. Si decise inoltre che ogni parroco dovesse tenere un registro dei battesimi, delle cresime, dei matrimoni e delle sepolture. Ai vescovi fu imposto di compiere la visita pastorale nelle parrocchie delle diocesi ogni anno, completandola ogni due anni.
In verità bisogna dire che la Chiesa anche prima del citato concilio aveva tentato di disciplinare il delicato problema della tenuta dei vari registri e, di conseguenza, la tenuta di un archivio funzionante.
“[…] Gli archivi della Chiesa nascono nei secoli I-III con la formazione e lo sviluppo delle strutture cristiane, fin dalle loro origini. Detti archivi si venivano formando dietro varie necessità liturgiche, pastorali e amministrative, quali: la conservazione oltre che dei testi sacri della Bibbia, quelli delle memorie dei martiri o Gesta martyrum e delle loro Passiones, le matricole del clero e dei poveri, l’amministrazione del patrimonio costituito dai luoghi di culto, cimiteri[…]Dopo l’editto costantiniano di Milano (313), si ebbe, nel corso del IV secolo, la riorganizzazione delle chiese locali, il che portava a rinnovare gli archivi e ad adeguarli alla nuova situazione. Così in Roma esisteva già nel secolo IV un archivio, chiamato “Chartarium Ecclesiae Romanae” da San Girolamo e trasportato verso la metà del VII secolo nel palazzo lateranense. Contemporaneamente venne istituito un altro archivio presso la Confessione della basilica di S. Pietro, dove furono gelosamente custoditi importanti documenti tra i quali la “cautio” prestata dall’arcivescovo di Ravenna Felice, le donazioni di Pipino e di Carlomagno, e il “pactum” di Ottone I. Un terzo archivio sorse a Roma intorno al 1083 alle pendici del Palatino, in prossimità dell’Arco di Tito, nella cosiddetta “Turris chartularia” che raccolse soprattutto documenti relativi alla amministrazione del beni della S. Sede. Questa torre, venuta in possesso dei Frangipane, fu da essi distrutta nel 1197 con quanto eravi dentro, archivio compreso[…]Negli archivi delle varie chiese locali, diffuse dal IV secolo in poi, si rifletteva man mano la loro funzione non solo nel campo strettamente spirituale e di culto, ma anche in quello cittadino con il ruolo importante svolto in esso a lungo dal vescovo, specialmente in materia di foro misto. La varietà degli sviluppi del patrimonio ecclesiastico ( mensa vescovile ) ne introduceva in detti archivi anche i documenti relativi ( inventari di beni, di beneficiari, ecc. ). Superati i tempi duri dell’invasioni barbariche e un periodo di grande decadenza degli archivi, essi ripresero in epoca medievale e ancor più nell’età moderna. Oltre agli archivi vescovili si svilupparono così altri archivi ecclesiastici legati alle collegiate, ai capitoli cattedrali, alle parrocchie, alle confraternite, alle varie associazioni caritative ed educative, e a tutta la variegata gamma degli archivi monastici, di quelli dei mendicanti e delle case degli istituti religiosi moderni maschili e femminili, con la documentazione tipica delle loro attività, anche fuori i confini d’Italia ( come ad esempio nelle missioni nei vari continenti). In detti archivi anche oggi si conservano preziose raccolte di pergamene, cartulari, codici, cronache, matricole, registri contabili, inventari patrimoniali, registri anagrafici e meticolose e puntuali segnalazioni sulla prassi sacramentale. Purtroppo molto materiale documentario è andato perduto per le alterne vicende storiche di ogni istituzione ecclesiastica, e le alienazioni avvenute con le soppressioni, soprattutto del Settecento e dell’Ottocento[…]” (39)
“[…] Il Concilio di Trento, completando l’opera di diversi concilii provinciali, venuti dal secolo XIV in poi ad integrare le disposizioni pontificie, da noi già ricordate per la conservazione e restituzione delle scritture ecclesiastiche, aveva prescritto, nella sessione 24.a del novembre 1563, la tenuta dei libri parrocchiali. Sotto l’influenza del cardinale Carlo Borromeo, il sinodo provinciale di Milano del 1565, riprendendo, in tale occasione, in esame tutte le decretazioni precedenti in materia, aveva dettato le norme per la istituzione e il funzionamento degli archivi ecclesiastici entro i limiti della sua circoscrizione: norme che Pio V colla bolla Inter omnes del 6 giugno 1566 aveva confermato e generalizzato. Ma i pontefici, di lui successori, pure alzando la voce e concedendo a chi ne li richiedesse bolle, che inibivano la sottrazione e detenzione di atti pubblici, lasciarono agli Ordinari la cura di applicare quelle disposizioni, limitandosi a fissare i propri occhi sugli archivi più a loro vicini e a perfezionare la raccolta e la conservazione. Noi troviamo, pertanto, nel secolo XVII un decreto generale della S. Congregazione del Concilio in data 9 dicembre 1625, e parecchi decreti di sinodi provinciali, diretti a inculcare l’osservanza di quei canoni. Ne abbiamo, per esempio, uno notevole in quello emanato nel 1709 dal cardinale Vincenzo Maria Orsini, arcivescovo di Benevento (40), relativo all’abbandono in cui erano lasciate ben 13.837 pergamene sparse nei vari istituti religiosi della diocesi, ch’egli raccolse, restaurò e fece rilegare e persino anche in parte trascrivere[…]Salito nel 1725 sulla sede di S. Pietro, sotto il nome di Benedetto XIII, l’Orsini conservò lo stesso fervore per gli archivi, si da meritarsi l’appellativo di papa archivista. Colla costituzione Maxima vigilantia del 14 giugno 1727, confermando la bolla di Pio V e accogliendo tutte le disposizioni suggerite da s. Carlo Borromeo, prescrisse l’erezione per tutta l’Italia degli archivi ecclesiastici; pei quali dettò norme circa la compilazione d’inventari, la chiusura e l’apertura dei locali, l’ispezione degli archivi, gli ufficiali addettivi, la raccolta e il recupero del materiale sottratto, la tutela degli atti in caso di vacanza, il prestito degli atti, la ricerca degli atti processuali e la conservazione del materiale archivistico nei luoghi pii, non retti da un collegio. Né di ciò pago, ponendo gli occhi sull’archivio segreto vaticano, ordinò ne fosse compilato l’inventario sommario[…]”(41)
Non sappiamo se prima del citato Concilio tridentino i parroci delle sei chiese curate ubicate nell’attuale territorio comunale di Cerchio: Santa Maria dell’Annunziata, volgarmente detta “ Santa Maria dendro ” o “ Santa Marsia dendro le mura ”, chiesa matrice; San Bartolomeo per “ lo casale de Circhio ”; S. Silvestro per “ Lo casale de Troppigliano ”; San Vito per “ lo casale di Ozano ”; S. Pietro per “ lo casale de Flimini ” e Santo Stefano per “ lo casale di Patiano ” avessero il proprio archivio parrocchiale.
Dobbiamo supporre di sì perché presso l’Archivio della Diocesi dei Marsi in Avezzano e presso il Museo Civico di Cerchio si consevano documenti che abbracciano un arco di tempo che va dal XIII al XVIII secolo.
Nell’Archivio della Diocesi dei Marsi si conservano due bolle di indulgenze in pergamena recanti, la prima, la data esatta: 12 Luglio 1295 e la seconda, invece, solamente la data dell’anno 1300 oltre ad altri documenti e frammenti che partono dal XV secolo.
Le due citata bolle furono inviate sicuramente con l’avallo di papa Bonifacio VIII ( 1235-1303 ) e dalla sua curia, la prima, alla chiesa di San Pietro in Flimini ( vedi nota 65 ) e, l’altra, in occasione del primo Giubileo della storia, alla chiesa di San Bartolomeo de Circulo (42): è lecito supporre, quindi, che venivano conservate a Cerchio e successivamente, non sappiamo né i motivi né l’epoca, furono prelevate e collocate nell’Archivio della Diocesi dei Marsi sedente allora in Pescina. Dobbiamo arguire, forse, che tale acquisizione, da parte dell’archivio della diocesi dei Marsi, delle due citate bolle e di altri documenti, sia avvenuta in seguito alla promulgazione della costituzione apostolica, da parte del sopramenzionato papa Benedetto XIII (43), “Maxima vigilantia” del 14 giugno 1727.
Presso il Museo Civico di Cerchio sono conservati due codici miniati del XIV-XV secolo (44), la bolla cardinalizia miniata in pergamena dell’erezione dell’Arciconfraternita del Santissimo Sacramento notificata alla nostra comunità il 30 novembre 1539 e ratificata il 18 aprile 1542, l’antifonario stampato in Venezia nel 1548 (45) ed altri interessanti documenti.
Si conservavano fino a qualche anno fa presso l’Archivio Parrocchiale di Cerchio (46) ( collocato presso il Museo Civico di Cerchio ed ora conservato presso l’Archivio della Diocesi dei Marsi in Avezzano dal 2016) cinque “Liber Matrimonium” relativi agli anni 1567-1705 (47); 1705-1801; 1801-1824; 1824-1855; 1855-1883; 1883-1897; sei “Statui Animarum” compilati nel 1764; nel 1785; nel secolo XVIII ( due frammenti) (48); nel 1802; nel 1843 e nel 1862 (49); cinque registri dei battezzati relativi agli anni 1745-1801; 1801-1834; 1834-1855; 1855-1883 e 1883-1897; un registro dei cresimati relativo agli anni 1805-1911; tre registri dei defunti relativi agli anni 1801-1824, 1824-1883 e 1883-1897 ed, infine, tre registri di introito ed esito relativi alla Confraternita della Madonna Santissima delle Grazie di Corbarola ( 1589-1663 ) (50), alla Confraternita della Madonna Santissima di Piediponte ( 1606-1746 ) (51) ed alla Compagnia dell’Anime del Purgatorio ( 1682-1761 ) (52) oltre naturalmente ad altri importanti documenti esposti nel citato Museo Civico di Cerchio quali per esempio gli atti notarili ( secc. XVI-XVIII ), i numerosi dipinti ( secc. XVI-XIX ), i reliquiari lignei ed argentei ( secc. XVII-XVIII ), le statue lignee dei santi protettori di Cerchio Giovanni e Paolo Martiri ed altre statue ed altri oggetti e documenti vari (53).
La popolazione di Cerchio insieme con i propri Massari ( sindaci ), Eletti ( Consiglieri ) e tutto il clero locale si attenne alle varie risoluzioni che Il Concilio di Trento emise come infatti traspare da vari documenti conservati sia nell’Archivio della più volte citata Diocesi dei Marsi e sia nell’archivio Parrocchaie di Cerchio.
I parroci di Cerchio immediatamente si attennero alle disposizioni tridentine guidati dal loro pastore Mons. Giambattista Milanesi vescovo della Diocesi dei Marsi ( dal 1562 al 1578 ) che prese parte al citato concilio (54) il quale, tornato tra il suo gregge, cercò di portare in seno alla sua comunità religiosa quanto era stato lì codificato:
“[…]Infatti, dopo la chiusura del Concilio ( di Trento n.d.r. ), prima fra tutti i Vescovi della Marsica, radunò un Sinodo ed emanò utili prescrizioni, che sono conservate nelle nostre mani, per il governo e l’amministrazione della Diocesi[…]” (55)
e tutt’altro semplice risultò la sua opera infatti, per l’istituzione del seminario diocesano da erigersi in Pescina, dovette
“[…] superare la forte opposizione dei preti di Cerchio e di Celano, i quali avrebbero voluto istituirlo nella più importante e più grande città di Celano[…]” (56)
Nel nostro archivio dicocesano infatti si conserva un importante incartamento composto da 6 fogli ( di cui uno in bianco, ADM C/2/38 ) recante, al primo foglio, la seguente scritta:
“ Tassa p[er] la erez.[ion]e del Seminario, giusta il Conc.[ili]o di Trento a 11 Luglio 1567/in Pescina , e non, come si pretese dalli Can.[nonic]i di Celano, e Cerchio, in/Celano, unitamente alli atti a tale riguardo”
dove nei fogli 3 e 4, di disagevole lettura, apprendiamo che i “ canonici di Santa Maria di Cerchio chiesa matrice” don Nanni Ciantellini, don Andrea Panecasio e don Bernardino Campomizzi ed il capitolo della venerabile chiesa di san Giovanni di Celano non volevano contribuire alla quota per l’erezione del seminario in Pescina in quanto volevano che questo fosse eretto nella terra di Celano ed in conseguenza di ciò, il 12 dicembre 1579, fu presentata dal teologo Geronimo Piperni la scrittura della procura della sopracitata loro risoluzione al reverendo vicario marsicano Giovan Marino Tomassetti.
Ritornando al nostro discorso il 17 settembre 1577 le 4 chiese curate: San Bartolomeo de Circulo, S. Silvestro di Torpigliano, S. Pietro in Flimini e S. Vito in Ozano inizieranno l’iter per costituire una unica parrocchia unendosi di fatto alla chiesa matrice di Santa Maria dell’Annunziata detta “ Santa Maria dentro” o “ Santa Maria dentro le mura”:
“Siccome nostro ufficio è di provvedere alla salvezza delle anime di tutti i residenti e soggiornanti della terra della Diocesi dei Marsi in qualità di Vicario Generale del Reverendississimo Vescovo dei Marsi (57) di cui facciamo le veci nelle questioni spirituali che in quelle temporali, ci è parso bene richiamare molto opportunatamente l’attenzione su ciò che è conveniente e necessario per una incombenza come quella relativa alla salvezza delle anime e siccome secondo le canoniche istituzioni del culto i Parroci debbono conoscere i propri parrocchiani, e amministrare loro la Santa Comunione (chiesa) dare consigli per la loro salvezza, e altresì indirizzati alla vita eterna e beata con la parola e l’esempio; perciò abbiamo pensato che sia anche nell’interesse della Chiesa avvertire per iscritto i sacerdoti curati nella terra di Cerchio della nostra Diocesi Marsicana. Con la presente ingiungiamo agli stessi di conoscere con particolare cura i propri parrocchiani dimoranti nella detta terra di Cerchio e di mettere in opera quanto si richiede da parroci diligenti nella Chiesa parrocchiale e curata di S. Bartolomeo presso le mura di detta terra celebrandovi le sacre funzioni, e amministrandovi la santa Comunione, ascoltandovi le confessioni dei peccatori, concedendo le assoluzioni, battezzando e svolgendo le altre mansioni spettanti ai parroci curati, e (ingiungiamo) di usare attenzione continuamente, pena la privazione di detti benefici. E all’inverso ingiungiamo per iscritto ai parrocchiani di detta chiesa curata di S. Bartolomeo, e delle altre chiese elencate, di riconoscere d’ora in poi il proprio parroco elencato e il proprio sacerdote, di visitare la detta chiesa, di ascoltarvi nei giorni prescritti la parola divina, di ricevervi la santa Comunione, di adempiere a tutti gli altri doveri dei buoni Cristiani parrocchiani, sotto la pena di rendervi contro che, se non eseguono le cose sopra elencate e le altre loro spettanti, non hanno ottemperato ai precetti della Chiesa e pertanto ne paghino il fio con le pene che è giusto subiscano i cattivi e scellerati Cristiani. In esecuzione di ciò abbiamo dato disposizioni che la presente venga comunicata agli stessi sacerdoti e ai parrocchiani secolari, mediante affissione della presente ai battenti della porta della chiesa di S. Bartolomeo, fatta una copia della presente che, in fede del vero abbiamo scritto e sottoscritto di nostra propria mano, e abbiamo sigillato col nostro sigillo (58) Piscine die XVII° 7.[septem]bris 1577. Idem marinus thomassittus q[ui] s.[upr]a Vic.[ariu]s
Parrocchus nota/Pro curate Ec[clesi]a s[anct]j bartholomei ven[erabi]les donnus nicolaus d[e] ciofano(59) d[e] Circulo./Pro curata ecc.[lesi]a sanctj sylvestri de troppigliano ven[erabi]les d[on]n[u]s marinus thomassittj [de] Piscina: et p[er] eo substitus Ven[erabi]les donnus terentus marchettj d[e] Circulo/Pro curata ecc[lesi]a s[anct]j petrj de flimino.Substitus d[on]n[u]s fran[cesc]o antonjj[…]don[nu]s ven[erabi]les donnus Salvator Berardocchj de Circulo/Pro curata ecc[lesi]a s[anc]tj Vitj d[e] ozano ven[erabi]les donnus Iacobus d[e] Celano/parrocchianj S[anc]tj bar[tholom]ei in primis tucti q[ue]llj d[e] casa d[e] berardocco/ Mercurio de berardocco/m[astr]o petro/Her[edi] de m[astr]o s[an]to/Don Salvator[e]/Giovan antonio/ludovico/fabio/Dionisio/[…]/de masartillo/de berardocco/Ambrosio d[e] petrj Iusto/Petrj cico/maroslio/Giovan vincenzo/Lucianio/Venantio/de petrj Justo/Renzo d[e] fosco co[n] fratellj/Renato et neputj/Cola d[e] Cjp[ri]ano/Rosato/Andita et fratelli/Toj de fosco/de fosco/marco d[e] ant[oni]o d[e]m[astr]o Jac[om]o/Berardino de Jatosto et fratellj/Parrocchianj de S[an]to Stephano de patiano/[…]et Don Salvatore/[…]thomasso capucitto/[…]/[…]/[…]/Bartholomeo de cappello/Heredi bartholomeo Ciccarato/Don nannj ciantellino fratelli et neputi/Tuctj de casa de Calvacchio/Tuctj d[e] casa de rantj de calvacchio/Parrochianj s[anc]tj sylvestrj/O[mn]es de casata cyophanj/Donnus nicolaus/Petrj de cyopane/Giulio/my[sser] Argutio/Giovan dom[eni]co/agustino/Giovannj/Dom[enic]o/micantonio/Berardino/Colanardo/Giovannj/Cyophano/Cicarrollo/d[e] Ciophano/Berardo de caruso/Sancto de Novello/Petro d[e] novello/francesco de jacovaccio p[er] essa sua madre/Cosmo d’amor[e]/li figly di martino de amor[e]/li figli d[e] Cicco d’amor[e]/li figli d[e] marino d[e] amore/Adario de amor[e]/luca d’amor[e]/Salvator[e] d[e] amor[e]/Cola d[e] amor[e]/ prospero d[e] amor[e]/S[an]to de amor[e]/Pasquale d’ amor[e]/Sylvestro d[e] martello[z]zo/ant[oni]o de martellozo/Sebast[ia]no de martellozo/Gentile d[e] martellozo/Cola Cico d[e] carusone/ant[oni]o d[e] carono/amico et luca de carusone/S[an]to de carusone/Her[edi] de vangelista d[e] carusone/Ant[oni]o d[e] cola S[an]to/Iac[om]o d[e] cola s[an]to/Cicarello d[e] cola s[an]to/Her[edi] d[e] fran[ces]co de cola S[an]to/Her[edi] de petrj de Cola s[an]to/Giovan Paulo d[e] petrocco con fratellj/Gentile et neputj de petrocco/Berardino de petrocco/Mariano d[e] petrocco/Andrea de Petrocco/Cola d[e] petrocco/Meo de petrocco/Her[edi] de colang[e]lo/Lorito d[e] petrono/Jac[om]o d[e] varanelli/Cosmo de varanello/rusiaglia de varanello co[n] nepoti/[…]varanello/[…]de marchitto/[…][va]ranello/[…] d[e] Colama[rt]ino della cyotta/Her[edi] d[e] mariano della cyotta/Her[edi] d[e] petrj s[an]to d[e] ruscitto ( 60)/Petri et fratelli[…] Jac[om]o de Tuccero/Joseppe d[e] meo[…] de pantano/Tuttj de casa de an[to]nozo/Tuctj de casa d[e] mj[ssere]/Her[edi] d[e] Camillo d[e] mascioro/Ang[e]lo [de] sebast[ia]no Et sa[n]to giov[van] Paulo/Tucti d[e] Casa de pincarello/ Tuctj della [cas]a de Paulino/Tuctj d[e]lla casa de Cypriano d[e] Caruson[e]/Meo d’angelone/Alex[an]dro d’ang[e]lone/Tuctj d[e]lla Casa d’ang[e]lone/Parrochianj d[e] s[anc]to petri d[e] fliminj/Tuctj d[e]lla casa de campomizzo/Tuctj della casa de Jacobaccio/M[esser] Jacomo et tuctj d[e]lla casa de mactheo/felice d[e] Cammoritto/Tuctj d[e]lla casa d’amico de masciola/Tuctj d[e]lla casa d[e] meo grosso/Tuctj della casa d[e]lla zanna/Tuctj d[e]lla casa di marino d[e] morello/Parrocchiani de s[an]to vito d’ozano/Tuctj de Casa de mione/Tuctj de casa de marchitto/Tuctj de casa de freza (61) Die 21 sup.[radic]ti mensis [15]77 presentes fuerunt affixe in valvis s.[anc]ti Bartholomei ecc.[lesi]a curate, et parochiales p[er] me D.[onnus] Terentiu[s] marchittu[s] de circulo dioc[esi]s, et incit[…]dimissa copia p[rese]ntiu[m] de 22 scripta manu mei p.[redic]ti” ( come chiaramente si evince è scritto da altra mano n.d.r. )
e, nel mese di settembre del 1579, fu inviata, dai massari e cittadini dell’università di Cerchio, al vescovo dei Marsi, la seguente lettera:
“ Mem[oria] […]( al margine destro è riportato il numero 10 n.d.r. ) Li massari, et altri homini eletti dell’università di [Cir]chio con ogni debbita riverenza espongono à V.[ostra] S[ignoria] R.[everendissi]ma qualm.[en]te nel destritto di d[et]ta terra d[i] Circhio sono molte chiesie, qual sono state anticam.[en]te delli casali che in detto loco erano per che de[t]te chiese hando benefitio, tutte, quel[le] sono possedute senza haver cura, ò servitio al[c]uno contra L’ordine del sacro consiglio tre[dentino] et con grandissimo preiuditio del anime d[e] benefattori et ( è scritto sopra n.d.r. ) scandalo delli viventi. Però supplicano V.[ostra] S[ignoria] R.[everendissi]ma voglia proveder à quest[i] inconvenienti come a Lei parerà, et secondo La forma di d[ic]to consiglio: li benefit[y] sono L’infrascritti quam deus
S.[anc]to Vito curato
S.[anc]to Pietro di flimini simil[men]te curato//
[…]
S.[anc]te maria de ave[nutio] [ benefici]
S.[anc]to Laurentio semplici
S.[anc]ta Margarita (62)
Die 25[septem]bris 1579 p[rese]ntata p[er] mass.[ari]os T[er]ra circulj presentis” ( è scritta, come è ovvio, da altra mano n.d.r. )
Piace chiudere questo excursus intorno alla riunione dei casali con le relative chiese al “ casale de Circulo” riportando un illuminante documento ( conservato nell’Archivio della Diocesi dei Marsi al Fondo D, B.D-13 ) inviato dall’arciprete don Francescantonio d’Amore (63) il primo gennaio 1835 al vescovo dei Marsi Monsignor Giuseppe Segna, vescovo che resse la nostra diocesi per ben 16 anni (dal 27 maggio 1824 all’8 marzo 1840 ):
f. 1r
Ill(ustrissi)mo, e R(everendissi)mo P(adro)ne Col(endissi)mo
E’ piaciuto ala Religiosità di V[ostra] S[ignoria] Ill[ustrissi]ma, e R[everendissi]ma per il ben di S[anta] Chiesa, e/adempimento a Superiore incarico, comandarmi di dire con/la possibile chiarezza, Se il decreto del Suo Antecessore Monsi./gnor Colli (64) B.[ona] M.[emoria] de 26 Aprile 1589 per la riunione alla Chie-/sa Parrocchiale di Cerchio, delle due Chiese Curate, e Rurali,/Sotto il titolo di S. Pietro in Flimini (65), e S. Vito in Ozzano (66), Sor-/tisse la sua materiale, ed effettiva esecuzione, come Se le respetti-/ve Chiese Rurali fossero anch’esse materialmente, ed effet-/vivamente incorporate, ed unite alla Chiesa Parrocchiale med.[esim]a/e per quando restarono unite Se l’attuale Titolare del Bene-/ficio di S. Vito Cavaliere d.[on] Erasmo d’Amore (67) Sia annuente alla riunione del d.[ett]o Beneficio./E tanto fatto prima, che Seconda proposta, ho l’onore rassegnare alla Sag-/gezza di V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma, e R[everendissi]ma, che la materiale, ed effettiva riunione/
f. 1v
delle due Chiese in parola e sue dipendenze, come Si ha dalla lettera/del citato decreto Sortirono la materiale, ed effettiva incoporaz.[ion]e/perche vi è la nomina de Titolari Successori nelle vacanze/degl’allora godenti le Cure, che come si ha da registri di questa Cura, ottennero il possesso, e vengonsi registrati ne libri antichi di/questa Chiesa Curata (68). Dall’aver dato la norma di Amministrarsi/le rendite delle Chiese Sud[ett]e; nelle vacanze, e tempo intermedio, alle nuove proviste addicendosi a bisogni della rid.[ett]a, ed alla quale,/Si addissero./Per aver riservato a Vescovi Successori il dritto delle/proviste vacanti./Oltre a ciò le rassegno quello si ha da documenti della Curia diocesana,/ed Archivio di V.[ostra] S[ignoria] Ill[ustrissi]ma, e R[everendissi]ma. Con una lettera Scritta a 3. Marzo 1577 (69) del Capitolo de Marsi all’allora Vescovo di Pescina/ d.[on] Gio:[van]Bat[tis]ta Milanesi (70) perche i Curati di S.[an] Bartolomeo (71) d.(on) Carlo di/Cristofano per lo Casale di Cerchio, e d:[on] Crescenzo Marchetti Cura-/to di S. Silvestro in Turpillano (72), e d:[on] Salvatore Berardocco per d:[on]/Francesco d’Andrea, Studente in Roma, e Rettore per lo Casale di/S. Pietro in Flimini, riconoscessero i loro Filiani (73), nella nuova/Chiesa di S. Maria dentro (74), ed in essa amministrassero ognuno/a Suoi Filiani Sacramenti, e Sacramentali, con tutt’altro, che vi/Si legge. Costa pure da carte publiche dell’Archivio Diocesano,/che nel notamento delle Popolazioni della Diocesi,(75) vi è menzione/del Casale di S. Pietro in Flimini, e S. Vito in Ozzano. Ed è/altresì esistente nella stessa R[everendissi]ma Curia la domanda de Sindaci,/e particolari di Cerchio de 25 7[sette]mbre 1579 (76) perche l’ordinario/Diocesano avesse disposto la riunione delle Cure di S. Pietro, e di/S. Vito nominate./Fù allora, che con tali premesse il Vescovo Colli pronunziò il decreto/ de 26 Aprile (77). Si ha poi da Libri de registri della Cura per i/Trapassati (78), che d:(on) Berardino Campomizzi nominato col citato de/creto al Servizio della Chiesa di S.Maria dentro, morì a 19 8[otto]bre/1616, e d[on] Andrea Panecasio anch’esso al Servizio della Chiesa/med[esim]a, morì a 2 9[novem]bre 1627. Che Se gli Titolari prescelti poste-/
f. 2r
riormente alla riunione, prestarono Servizio alla riunita Parroc-/chia di S. Maria dentro, e le Popolazioni de Casali di Flimini, e/di Ozzano passarono ad abitare effettivamente nel Casale di Cer-/chio, dove più Famiglie tuttora esistono ne loro discendenti, come/molte altre Si estinsero al tempo della peste, costando dal citato/Libro del Registro de Morti.(79)/Non posso precisare il tempo della Seguita occupazione Baronale/del Padronato di d.[ett]e due Chiese, perche l’infelice Popolaz.[ion]e/di Cerchio dal 14 8[otto]bre del 1656, all’epoca de 17 Agosto del/1657: fù bersaglio di Sterminatore Contagio pestilenziale, che/tolse di vita oltre due terzi (80) della Popolazione med.[esim]a; E mi/convinco, che da quel epoca per la mancanza de Soggetti la potenza/Baronale degl’ex Conti di Celano, ne invadesse il dritto. Con/accerto quindi, e convinzione ho creduto accertare V.[ostra] S.[ignoria] Ill[ustrissi]ma,/e R[everendissi]ma, che il decreto in parola ebbe la Sua materiale, ed affettiva/esecuzione./Quello importa il contentamento del Titolare attuale del Beneficio di/S. Vito Cavaliere d:[on] Erasmo d’Amore, richiesto ha protestato/
che dove le rendite del Beneficio detto Si addicono a Stabi-/lire la Chiesa ricettizia (81) nel Comune di Cerchio, come si è/proposto da V[ostra] S.[ignoria] Ill[ustrissi]ma, e R[everendissi]ma a S.[ua] E.[ccellenza] il Ministro Segretario di Stato per gli affari Ecclesiastici, presta il Suo Consenzo per/tale aggregazione./Gradisca con tutta stima la mia devozione, e mi ammetta con pro-/fondo inchino al bacio del S.[acro] Anello/
Cerchio primo Gennaro 1835
Di V[ostra] S[ignoria] Ill[ustrissi]ma e Rev[erendi]ssi[m]a
Monsignor Vescovo dei Marsi
Sig.[no]re D.[on] Giuseppe Segna
(Pescina)
Um[ilissim]o , e divoto V.[ostr]o Ser:[vitor]) U[milissi]mo
Fran[cesc]o Ant[oni]o Ar[ci]p[re]te d’Amore “
Da come chiaramente si evince le risoluzioni scaturite dall’epocale Concilio di Trento e dall’intelligenza dei Nostri antenati ha permesso sia la riunione delle varie chiese cerchiesi in una unica infrastruttura ecclesiastica più funzionante, moderna ed attiva:
“[…]Il Concilio di Trento fece un grande servizio alla parrocchia, facilitandone la vita e l’attività pastorale. Seppe organizzare la dottrina cattolica in maniera così semplice e coerente con i bisogni del tempo, che la teologia arrivò fino agli analfabeti attraverso il catechismo da tutti imparato a memoria; i sacramenti accompagnavano la vita del cristiano dalla nascita fino alla morte; la liturgia, sintonizzata col ciclo stagionale del mondo agricolo faceva rivivere a tutti ogni anno la vita di Gesù dal Natale alla Pentecoste. E fece in modo che quasi non esistesse agglomerato umano senza un campanile e un sacerdote. A questo scopo costruirono dovunque i seminari per i candidati al sacerdozio, impartendo loro una solida formazione umana e crisitana[…]” (82)
sia, di conseguenza, all’unisono, anche, la riunione dei vari clan familiari dei casali e villaggi disseminati lungo il nostro territorio comunale al nucleo principale di Cerchio affinchè meglio potessero difendersi da eventuali nemici e forze oscure e maligne e, anche, per cercare di sbarcare il lunario e riuscire, a prezzo di enormi sacrifici, se non ad avere un’ agognata, agiata e migliore qualità della vita almeno ottenere un’ esistenza dignitosa ed onesta confortata dalla fede cristiana.
Cerchio, 10 novembre 2018
Fiorenzo AMICONI
Per quanto riguarda le notizie e note esplicative dei numerosissimi toponimi qui citati si rimanda ai miei numerosi lavori già pubblicati come, e, in special modo, ai più volte citati “ Il catasto del convento degli Agostiniani Scalzi in Cerchio (AQ)” ed “ I conti della “Fraterna di Santa Maria delle Grazie” di Corvarola e della “Chiesa di Santa Maria di Piede Ponte” di Cerchio (AQ) (secc. XVI-XVIII)”.
Note
- La popolazione di Cerchio, nel corso dei secoli, come era logico supporre essendo la nostra contrada marsicana come l’intera provincia aquilana catalogata zona altamente sismica, è stata colpita da numerosi terremoti quali quello del 1 novembre 1633, 19 gennaio 1648, 14 gennaio 1703 ed il 30 dicembre 1850: “ Adi p[rim]o di 9[novem]bre 1633 in giorno di Martedì ad hore venti in circa prima che si cominciasse il Vespero, fù un grandissimo et spaventoso terremoto che fece restare tutti smarriti p[e]r no[n] esser udito più il Simil, et dopo finito il Vespero delli defonti dal R.[everen]do Clero p.[resen]te il Popolo fù esposto il S[antis]s[imo] Sacramento co[n] grandiss.[i]ma devozione acciò no[n] rassicondasse come p[er] gratia del Sig.[no]re sono[…]”; “Adi 19 di Gennaro 1648 La matina circa le 14 hore mentre si celebrava la p[r]rima messa fu un Terri.[bile] terremoto più ter.[ribi]le de gli anni passati. Nel qual tempo stava assediata la T.[er]ra si Celano dal Pezzola per providere Gente della Sere.[nissi]ma Repubblica di Napoli in d.[et]ta T.[er]ra di Cerchio vi erano 150 soldati”; “ Adi 14 Gennaro 1703. Dom:[eni]ca 2.[second]a dopo L’epifania verso un’hora, e mezza di Notte fù similm.[ent]e un Ter.[ribi]le terremoto che qui in Cerchio caderono alcuni travi e tavole in alcuni tetti de par.[ticol]ari, et anco muraglie de’ Casaleni, e fu proprio il 3° anno dopo la Morte di Carlo 2°, Rè, e Monarca di Spagna di Casa Austriacha; Nel qual te[m]po terrib.[ilmen]te si guerreggiava la d.[et]ta Monarchia dal Go.[vern]ator con il Duca d’Angiò Nipote di Luigi Rè di Francia con numerosis.[im]i Eserciti d ambedue Le diversi parti, e nell’istess’Anno il Sangue del Glorioso S. Gennaro in Napoli n.[o]n fè il solito miracolo della Liquefatt.[io]ne del proprio sangue, q.[ua]le diede gran timore a viventi; q.[ua]le ter.[remo]to replicò due altre volte in d.[ett]a notte, ma n[o]n così terribil.[men]te Cioè à pena fù conosciuto”; “[…] la disgrazia che si ebbe del forte Terremoto avvenuto la mattina del trenta or Caduto mese ha fatto si che non possa neppure da questo fondo prendesi Cosa alcuna, poiché ha rovinato quasi tutte le Chiese di padronato di questo Comune fra le altre la parrocchiale di cui la Cuppola ha sofferto in più punti ed a bisogno sollecito riparo In quella della Vergine S[antis]S[i]ma delle Grazie deve nuovamente ricostruirsi tutta l’intiera Volta, con il tetto la Chiesa del camposanto con il Camposanto istesso ed in generale tutti gli edifici comunali han Sofferto, ed han bisogno di riparo, ed all’oggetto si e fatto venire l’architetto Sig.[no]re Rosario Bonaldi per redigerne le Corrispondenti perizie[…]” (seduta del Consiglio Comunale di Cerchio del 5 gennaio 1851-Archivio comunale di Cerchio). Sicuramente un altro terremoto dovette accadere nel 1457 come sembra leggersi dalla sofferta annotazione riportata nel “Graduale ante-1457”, collocato nel Museo Civico di Cerchio dove così si legge: “Nello ando de missere deo mille cccc°[quattrocentesimo] LVII ed adi[…]della V ind[ictione] cioè allo di de foj de Sabato de […] di foj udito horribile […]ti quo n.[…]ita vamen[…] stato une udirlo[…]”. Amiconi F. M.: Appunti di archeologia cerchiese”, Arti Grafiche Fratelli Palombi, Roma s.d.(ma 1987).” AA.VV.: “ 13 gennaio 1915 Il terremoto della Marsica, AGENZIA DELLA PROTEZIONE CIVILE SERVIZIO SISMICO NAZIONALE, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato-P.V.- Roma, 1999. Amiconi F.:” I codici musicali di Cerchio e la loro importanza per la storia locale” in AA.VV.:” La musica sacra nella provincia dell’Aquila la Marsica”, a cura di Gianluca Tarquinio, Ianieri Editore Pescara, Arti Grafiche Picene srl, 2009. Socciarelli A.M.:” I terremoti nella Marsica precedenti il 1915 nella documentazione d’archivio “, INGV Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, 2016, Quaderni di Geofisica Numero 132. Amiconi F.: “ Storia della Madonna delle Grazie di Cerchio Attraverso documenti editi e inediti”, Edizioni Kirke, Avezzano, 2018.
- Nel Comune di Cerchio nella seconda metà del XVIII secolo, dovevano esistere due tipi di canna infatti nel 1677 la Canna era composta di “[…]palmi otto mercantili Napolitani che al presente si costuma in questa Terra di Cerchio delle quali canne ogni cento di esse fanno una coppa[…]” e, nel 1680 la Canna era “[…] di palmi otto Napoletani et ogni centovencinque canna fanno una coppa, e cinque di esse fanno 1 pugillo, conforme l’antico usato solito di essa Terra[…]”. Amiconi F.:” I conti della Fraterna di Santa maria delle Grazie di Corvarola e della Chiesa di Santa maria di Piede Ponte di Cerchio (AQ) (sec.XVI-XVIII)”, s.c.e.( ma Stampa MCM Carsoli ) s.d.( ma 2006 ). Amiconi F.:” Il catasto del Convento degli Agosatiniani Scalzi in Cerchio (AQ)” in AA.VV.:” Cabrei e Catasti tra Stato Pontificio e Regno delle Due Sicilie”, Atti del Convegno di Studi, Civitella Roveto, Sala Polivalente 23 settembre 2000 A cura di Eugenio Maria Beranger e Riccardo Garbini, Tipolitografia “La Monastica”, Abbazia di Casamari ( FR ), 2006.
- Moneta pari a 10 grana. Amiconi F.:” I conti della Fraterna op.cit.”.
- In un documento conservato nell’archivio della diocesi dei Marsi in Avezzano recante la data del 27 febbraio 1715 ( D 109/140 ) Liborio Cimini figura come figlio ed erede del quondam Giovan Battista Cimini della terra di Rovere. Questi il 22 gennaio 1722 si unì in matrimonio con Veronica figlia di Giovan Battista d’Amore: […] Die vigesima M.[ensi]s January 1722 Liborium filium q.[uonda]m Joannus Bap[tis]te Cimini T[er]re Roburis incolam huius T[er]re Circuli, a Veronicam filia[m] q.[uonda]m Joannis Bap[tist]e de Amore suprad.[ict]e T[er]re Circuli, tribus denunciationibus premissis festivis dieb[us]; inter Missar[um]; solemnia Populo in divinis adstante quar[um]; prima facta fuit die sexta, altera die undecima, et ultima die decima octava supra d.[ict]i M.[ensi]s January, nulloq[ue] impedimento detecto, ego Petrus Paulus de Amore Archip.[resbite]r Ecclesie Parocch.[ialis] T[er]re Circuli eos interrogavi; ac eoru[m] mutuo consensu habito solemniter p[er] verba de p[rese]nti Vis et Volo matrimonio coniunxi p[rese]ntib[us]; Testib[us]; Rev.[erend]o Can.[onic]o Nicolai d’Amore, Ioanne Petro de Amore, ac Marco Ciofano T[er]re Circuli In quor[um]; fide[…]” Liber matrimoniorum Ecclesie Parochialis Sancte Marie intus de hac T[er]ra Circuli 1705”, Archivio Parrocchiale di Cerchio ora in Archivio della Diocesi dei Marsi in Avezzano.
- Il notaio Giovanni Antonio Cappelli era nato a Cerchio intorno al 1552 in quanto nell’agosto del 1630 aveva settantotto anni come rilevasi dalla sua testimonianza circa il culto dei Santi Martiri di Celano. Amiconi F.:” Testimonianze per il culto dei Santi Martiri di Celano (AQ) ( 13-26 agosto 1630 )”, Museo Civico di Cerchio, Quaderno n. 95, Anno XI, 2008. Nel Museo Civico di Cerchio si conserva il testamento pergamenaceo del Dottor Jacomo ( o Jacobo ) Polonio ( vedi in seguito ) rogato dal Nostro nel mese di novembre del 1578 ed aperto dal medesimo notaio, presenti gli eredi e testimoni, il 14 settembre 1582 e la Bolla di erezione della Confraternita del Santo Nome di Gesù nella chiesa parrocchiale di Santa Maria dell’Annunziata nella Cappella del M.[agnifico] D.[omino] Io:[annes] Cappelli Notaio della Terra di Cerchio del 5 aprile 1610 ( vedi nota 10 ). In questo stesso anno è, insieme con Domenico Varanello, procuratore della chiesa della Santissima Madonna di Ponte ( o Piedoponte, attuale chiesa cimiteriale).
- Nel Museo Civico di Cerchio si conserva l’artistica bolla cardinalizia miniata in pergamena dell’erezione dell’Arciconfraternita del Santissimo Sacramento notificata il 30 novembre 1539 e ratificata il 18 aprile 1542 ( misura mm. 720×160 ). Amiconi F.:” Museo etnografico d’arte op.cit.”. Amiconi F.:” Gli statuti delle confraternite di Cerchio ( sec. XVII-XIX ) ”, Museo Civico di Cerchio, Quaderno n. 38, Anno II, 1999.
- Sono i due speculari reliquiari lignei indorati ( già noti del 1647 ) attualmente conservati nel Museo Civico di Cerchio.
- E’ il reliquiario d’argento fuso conservato nel museo civico di Cerchio recante la data del 1727 ( misura cm. 49 ), sicuramente di scuola romana in quanto vi è impresso il punzone rappresentante il simbolo delle due chiavi incrociate ed un’ancora. Amiconi F.:” Museo etnografico d’arte op.cit.”.
- Nell’Archivio Parrocchiale di Cerchio, ora in Archivio della Diocesi dei Marsi in Avezzano, si conserva il “Libro delle fratelli e sorelle del Sant.[issi]mo Rosario fondato nuovamente ad 25 Marzo del Anno 1624”. Amiconi F.:” Gli statuti delle confraternite di Cerchio op.cit.”. Nel Museo Civico di Cerchio è collocata la statua settecentesca (?) della Madonna del Rosario.
- Nel Museo Civico di Cerchio si conserva la Bolla pergamenacea della Confraternita del Santo Nome di Gesù recante 5 miniature: Madonna con il Bambino in braccio benedicente, il simbolo del sole con l’iscrizione berardiniana I[esus] H[ominum] S[alvator] con sotto 3 chiodi rappresentanti la crocifissione di Gesù; l’immagine di due frati che fraternamente si abbracciano; un leone rampante. Sotto vi sono le seguenti iscrizioni: In Ecclesia Parrocchiali S. Mariae, et in Cappella M.[agnifici ]D.[omini] Io:[vanni] Cappelli Not.[arius] Terrae Circuli Marsicane Diocesis Dat. Romae Die V Mensis Aprilis M DCX Fra Seraphinus qui supra manu propria Publicatum In ecclesia, et diocesis Marsica Piscine die 18 mensis 7[septe]mbre 1610 Horatius Melchioris Vicarius generalis marsorum Per intrepositam Persona M.[agnifici] D.[omini] Silvii Polonii eiusdem Confratris Procuratoris”.
- Nel Museo Civico di Cerchio si conserva il dipinto della Madonna del Rosario ed anche la statua legnea policroma del sec. XIX ( ?).
- Tale testamento attualmente si conserva nel Museo Civico di Cerchio ( misura mm. 600×475 ).
- Monsignor Francesco Berardino Corradini vescovo deila Diocesi dei Marsi dal 27 maggio 1680 al 26 dicembre 1718 ( data della sua morte ).
- Rivestiva la carica di Mastro Massaro del cardinale Savelli “Utile Padrone” di Cerchio nel 1680 quando cioè fu redatto il catasto del Gentilesco di Cerchio dal catastiero Lorenzo Natale di Rovere. Amiconi F.:” Il Catasto del Convento degli Agostiniani Scalzi di Cerchio (AQ) op.cit. “.
- La pala della Natività è attualmente conservata nel Museo Civico di Cerchio recante la firma dell’autore “Marcus Antonius Pingebat” e la data “1571” (misura cm. 220×161) è il dipinto più antico del citato museo. L’immagine di tale dipinto è stata riprodotta nella copertina del mio volume: “ I conti della Fraterna di Santa Maria op.cit”. Amiconi F.:” Museo etnografico d’arte op.cit.”.
- Tali speculari statue lignee policrome si conservano attualmente nel Museo Civico di Cerchio. In una di queste, sotto il panneggio del mantello, è raffigurato una piccola testa di agnello sicuramente forse doveva rappresentare una singolare firma del committente che faceva parte del ceto dei facoltosi allevatori di armenti ( misurano, ognuna, cm 133 ). Amiconi F.:” Museo Etnografico d’arte op.cit.”.
- I Santi Giovanni e Paolo Martiri furono eletti santi patroni di Cerchio nel 1705. Nel Museo Civico di Cerchio infatti, è esposto il decreto, recante la data del 5 dicembre 1705, emanato dalla Sacra Congregazione dei Riti, dell’appovazione come santi protettori di Cerchio i Martiri Giovanni e Paolo inviato alla comunità di Cerchio; nel retro vi è la ratifica del menzionato decreto da parte del vescovo della Diocesi dei Marsi Mons. Corradini del 4 giugno 1706.
- Libra unità di peso pari a kg. 0,320759. Amiconi F.:” I conti della Fraterna di Santa Maria op.cit. “.
- Palmo unità di misura pari a cm. 26,4 nel 1841. Amiconi F.:” I conti della Fraterna di Santa Maria op.cit.”.
- E’ sicuramente la croce processionale astile di scuola sulmontina recante la data del 1484: “ + ANNO D[OMINI] M[ILLESIM]O CCCCLXXXIII/FO FACTA QUESTA CROCE/P[ER] LIMOSINA D[OMIN]O ANTONO/D[I] COLA D[I] PETRI D[I] CIC/CO E COLA D[I] ANGELU/D[I] ANTONOZA ET M/ACTEO D[I] ANTONU/D[I] MACTEO PROCU/RATURI D[I] S MARIA D[I] CIRCHIU P[ER] POPULU”. Amiconi F.:” I codici musicali e la loro importanza per la sotria locale” in AA.VV.:” La musica sacra nella provincia dell’Aquila La Marsica”, a cura di Gialuca Tarquinio, Ianieri Editore, Pescara, Arti grafiche Picene srl, 2009.
- Chissà se è la pisside in argento ( altezza mm.90-diametro mm. 85) in possesso dell’attuale arciprete di Cerchio padre Emmanuel John Essiet e da me vista il primo aprile 2013. La citata pisside reca due iscrizioni, la prima è posta sopra il coperchio: ” + EGO SUM PANIS VIVUS QUI DE CELO DESCENDIT “ la seconda è posta intorno: “+ SIQUIS MANDUCAVERIT EX HOC PANEM VIVET IN ETERNUM” e reca anche l’incisione del punzone sulmontino ”SUL”. Chissà se la citata Croce d’argento del 1484 e la pisside sono coeve e quindi di conseguenza l’artefice è lo stesso?
- Sono i graduali noti come il “ Graduale ante 1457” ed il “ Graduale Licharane” entrambi ascrivibili al secolo XV e collocati attualmente nel Museo Civico di Cerchio. Amiconi F.:” Museo etnografico d’arte op.cit.”. Amiconi F.:” I codici musicali di Cerchio op.cit:”.
- E’ questo l’antifonario stampato a Venezia nel 1548 collocato nel Museo Civico di Cerchio. Amiconi F.:” Museo etnografico d’arte op.cit.”. Amiconi F.:” I codici musicali di Cerchio op.cit.”.
- Ancora esistente nella chiesa parrocchiale.
- Sono quelle collocate attualmente nel Museo Civico di Cerchio?
- Dentro la suddetta chiesa parrocchiale Santa Maria dell’Annunziata, collocata a Nord dell’attuale paese di Cerchio, nel luogo denominato volgarmente “ ‘nagastej’ “ vi era, sotto il pavimento della citata chiesa, anche il cimitero.
- “[…]Dentro e a fuori detta Terra vi sono più Chiese è frà l’altre dentro la Terra, la Chiesa Parrocchiale sotto titulo della SS. Annunciata, detta Chiesa tiene al sua porta con orna di pietra forte all’antica di lavoro squarciato, e scannellato con colonnette; sopra vi è l’Immagine della Vergine con occhio, con pietra forte, mediante due scalini si piglia il riposatorio avanti la èporta, da dove con cinque scalini s’ascende ad una nave grande della Chiesa, ed a sinistra vi è altra nave piccola mattonata nel suolo, coverta a tetto di canali a due penne, ed a sinistra vi sono cinque arcati coverti a tetto ad una penna sostenuti da pilastri di pietra forte, a destra dell’entrare vi è la Fonte Battesimale, ed al diritto di sopra vi è il campanile in profili con trè campane. In testa della Nave viè l’altare maggiore con Prebiterio separato, con balaustrata di legno, et in cornu Epistolae, vi e la Sacrestia coverta a lamia a botte con l’armari di legno dove si conservano gl’apparati sacerdotali di tutti li colori Ecclesiastici, vi è ingenziero, Navetta, e croce d’argento, et otto calici, sopra della Sacrestia vi è il Coro con sedili attorno con letturino in mezzo, coverto a lamia a botte a lunetta con commodità di ciminera, e con due finestre corrisponde sopra l’altare maggiore, e calando alla sacrestia, a destra vi è porta, che corrisponde alla strada. Tronando alla Chiesa, l’altare maggiore ha la sua facciata con pietr colorite, e suoi cornicioni, vi è il Tabernacolo di legno indorato, dove si conserva il Venerabile, et a fianchi vi sono armari di stucco con due Angeli sotto con due Reliquarij con reliquie insigni del SS. Martiri, legno della SS.ma Croce, velo della Vergine Santissima, ed altre reliquie, e dalla parte dell’Evangelo vi è altare con facciata di pietra forte con colonne, cornicioni, fasche ecc. Nella Nave picciola vi sono due altari, in uno dei quali vi si celebra, e dalla parte dell’epistola nella nave grande vi sono due altari con ornamenti di stucco, vi è il pulpito di stucco colorito, e li detti altari sono guarniti di candelieri, frasche ecc, vi sono ancora due statue di stucco bianco al naturale accosto a detto Altare vi sono confessionarij, sedili ed altro Detta Chiesa viene servita dall’Arciprete, quattro altri canonici, e tre altri sacerdoti, e tre Clerici, è sta detta Chiesa meglio tenuta di quello che è la proporzione della Terra[…]” in “ ALLEGATO XLIII. Estratto dall’apprezzo della Contea di Celano e Baronia di Pescina incominciato da Donato Gallarano nel 1718, e compilato nel 1723, per decreto dela Sacro Regio Consiglio” in “ VERTENZA CERCHIO-COLLARMELE PARERE Gennaro Manna AQUILA Tip. Sociale di A. Eliseo 1894.
- Monsignor Matteo Colli vescovo della Diocesi dei Marsi dal 1579 al 1596.
- Come chiaramente si evince il vescovo dei Marsi Mons. Matteo Colli il 26 aprile 1589 con apposito decreto riunì “ alla chiesa Parrocchiale di Cerchio le due Chiese curate, e Rurali, Sotto il titolo di S. Pietro in Flimini, e S. Vito in Ozano” (vedi in seguito). Questo ottimo presule nella sua relazione del 12 gennaio 1592 conservata nell’Archivio della Diocesi dei Marsi ( ADM/57) e tradotta in italiano dal compianto Angelo Melchiorre ( 1935-2014) così ribadisce :”[…]In terra di Cerchio trasferì la cura delle anime dalle due parrocchiali site fuori del paese nella chiesa di S.Maria, alla quale riunì alcuni benefici vacanti siti in quel territorio; e vi costituì un Arciprete e quattro Canonici, che assistono ai divini offici[…]” Melchiorre A.:” La diocesi dei Marsi dopo il Concilio di Trento”, Bullettino della Deputazione Abruzzese di Storia Patria, Annata LXXV (1985), Tipografia LABOR s.n.c., Sulmona, 1986. Tale decreto, purtroppo, non esiste nel su citato Archivio della diocesi né, in copia, nell’Archivio Parrocchiale di Cerchio.
- Eddomada letteralmente significa settimana.
- Chiaramente si evince che i nostri antenati, anche a causa dei lavori agricoli, erano molto mattinieri.
- Tale scomparso sacro edificio viene citato da Pietro Sella sia nell’ottimo lavoro “ RATIONES DECIMARUM ITALIAE APRUTIUM-MOLISIUM LE DECIME DEI SECOLI XIII-XIV”, CITTA’ DEL VATICANO, BIBLIOTECA APOSTOLICA VATICANA MDCCCCXXXVI, p. 29 e sia nel “Quaternus” (sec. XIV) conservato nell’Archivio della diocesi dei Marsi : “[…] In Plebe S[anc]ti Joh[ann]is de Pentoma[…]Ab Ecclesia S[acn]ti Silvestri de Turpillano Cup[pas] tres[…]”. Melchiorre A.: “ La Diocesi dei Marsi op.cit.”. Amiconi F.- Di Domenico M.:” Bonifacio VIII e le Bolle delle Indulgenze Anruzzesi L’Aquila 1294- Cerchio 1300”, D’Abruzzo Libri Edizioni Menabò, Centro Stampa Filarete, Roma, 2000. Melchiorre A. :” La diocesi dei Marsi dopo il concilio di Trento”, in AA.VV.:” La Terra dei Marsi cristianesimo, cultura, istituzioni” a cura di Gennaro Luongo, ViellaLibreria editrice, Romam Tibergraph s.r.l. Cottà di Castello, 2002. Berardi M.E.:” Poteri centrali e poteri locali nella Marsica in età angioina”, in AA.VV.:” La Terra dei Marsi op.cit.”. Nel 1630 tale chiesa “diruta” :”[…] Nel distretto e territorio di essa Terra vi è la chiesa diruta di S. Silvestro con benefitio qual si possiede dal sudetto Don Jacomo Jacobaccio Diacono canonicato aggregato alla detta Parrocchiale[…]” (vedi in seguito).
- Già nel 1630 esisteva, presso la chiesa di San Bartolomeo, la “compagnia della Misericordia con vesti” :”[…] Nell’incasato di detta terra vi è la chiesa di S. Bartolomeo eretta con benefitio; possede al presente il sudetto Rev. Don Cesare Colantonio Canonicato aggregato nella sudetta Chiesa parrocchiale, nel qual Chiesa vi è la compagnia della Misericordia con vesti[…]”(vedi in seguito). Sicuramente in un’epoca a noi non nota questa confraternita dovette cessare, non sappiamo i motivi, la sua filantropica opera perché nell’Archivio Parrocchiale di Cerchio (ora nell’Archivio della Diocesi dei Marsi in Avezzano) è collocato il “liber” delle “ Regole della Confraternita della Madonna della Misericordia sovranamente approvate nel 1784”. Amiconi F.:” Gli statuti delle confraternite op.cit.”.
- “[…] Poco di sopra della predetta Terra vi è un’altra Chiesa di San Bartolomeo, con porta con orna di pietra forte all’antica squarciata, risoltata con colonnette, con facciata e con quattro scalini s’ascende alla Chiesa ad una nave mattonata nel suolo, e coverta a tetto a due penne con arco in mezzo, e paragostata di legno, e due scalini s’ascende al Presbitero con sedili attorno mattonato nel suolo, e coverto con tempiatura a quatrelli in testa si ha l’altare con facciata di stucco, e fondi coloriti con nicchio con figura di rilievo della vergine coll’Eterno Padre sopra, et a fianchi vi sono due nicchi con le Statue di rilievo al naturale, vi è pulpito di legno, vi è altra cappellaccia con alcune dipinture de’ Santi, vi è campaniletto con campanello, et in detta Chiesa vi si celebra due volte l’anno per obligo, il mezzo Agosto, e la seconda festa di Pasqua, ed altre volte per divozione, tiene gl’apparati, et utensilij, calici ecc, et ha di fondo alcuni terreni, che li rendono da tre in quattro some di grano[…]” in “ Allegato XLIII. Estratto dall’apprezzo della Contea di Celano op.cit.”. “[…]A Cerchio, oltre una delle solite croci parrocchiali del secolo XV, vedremo le crete della chiesa di San Bartolomeo, che sta nella parte più elevata del paese. Gli affreschi del Cinquecento vi sono in gran parte deperiti. A noi dunque non resterà da studiare, se non il gruppo delle tre statue nell’altare maggiore. E sono la Madonna col Bambino sulle ginocchia, al quale Ella con la mano destra solleva la manina sinistra; Sant’Antonio da Padova col libro in mano; San Bartolomeo col coltello levato in alto alla mano destra e un libro alla sinistra. Delle antichità di Cerchio da me descritte, mi pare che facesti tu una recensione nella Rivista[…]”(il De Nino scriveva questi appunti nel 1898 e si rivolgeva all’amico Giacinto Pannella direttore della prestigiosa Rivista Abruzzese) in De Nino A.:” Tradizioni Popolari Abruzzesi (Scritti inediti e rari)”, vol. II a cura di Bruno Mosca, L.U. Japadre Editore L’Aquila, Edigrafital Teramo, 1972, pp. 202-203. Amiconi F.:” Storia della chiesa di San Bartolomeo in Cerchio (AQ)”, Museo Civico di Cerchio, Quaderno n. 8, Anno I, 1998.
- Qui sicuramente si svolgeva l’antica fiera di Cerchio isitutita con Real Rescritto da re Filippo d’Aragona il 19 maggio 1633. Dal citato Gallarano apprendiamo:” […]l’abitatori della predetta Terra godono d’una ferie, che si fa nella Domenica fra l’ottava della vergine nella Cappella di S. Maria Piè di Ponte, dove si portano a vendere ogni sorta di Animali grossi, e minuti, vasi di creta, frutti, e verdume, e dura un giorno[…]” in “ Vertenza Cerchio-Collamele Parere op.cit.”. Amiconi F.:” Ha tre secoli e mezzo la <<Fiera>> di Cerchio”, Il Tempo, 11.9.1986. Amiconi F.:” La fiera di Cerchio”, Marsica Domani, n. 7, 30.9.1988.
- “[…]Verso mezzogiorno distante circa un miglio vi sta un’altra chiesetta sotto titulo di S. Maria Piede Ponte, coverta a tetto a due penne, dove vi stà altare con paragostrata e Presbiterio, e vi si celebra il giorno della festa, e li sabbati, ed altri giorni per divozione, e tiene li paramenti et utensili necessarij- Vi è Campana, sacrestia, e casetta per l’abitazione dell’Eremita che ci assiste e tiene d’entrada da 3, ò 4 some di grano l’anno[…]” in apprezzo Donato Gallarano in “ Vertenza Cerchio-Collarmele Parere op.cit.”. “[…] La Chiesa eretta di Santa Maria piede ponte, dove risiede Nicola Amicone eremita et vi è cappellano Don Rosato Campomizzo amministrata da procuratori Flaminio Cappelli e Lorenzo Colantonio[…]”. Il culto verso questa Madonna iniziò a Cerchio alla fine del XVII secolo ( Amiconi F.:” I conti della Fraterna di Santa Maria op.cit.”, p.117. Amiconi F.:” Gli statuti delle confraternite op.cit.”.).
- Amiconi F.:” I conti della Fraterna di Santa Maria op.cit.”.
- Il Concilio di Trento fu il XIX concilio ecumenico della Chiesa cattolica, convocato per reagire alla diffusione della riforma protestante in Europa. Questo durò per 18 anni, dal 1545 al 1563, sotto il pontificato di tre papi: Paolo III, Giulio III, Pio IV ( ad onor del vero vi fu anche un altro pontefice: Marcello II che resse il pontificato per solo 23 giorni ). Il Concilio di Trento Produsse una serie di affermazioni a sostegno della dottrina che Martin Lutero contestava. Con questo concilio venne definita la controriforma della Chiesa cattolica e la reazione alle dottrine del calvinismo e del luteranesimo.
- Boaga E.:” Archivi ecclesiastici”, Vol. 1, Dizionario Storico Tematico “La chiesa in Italia dalle origini all’Unità nazionale”, Roma 2013.
- Loewinson E.:” La costituzione di papa Benedetto XIII sugli archivi ecclesiastici: un papa archivista”. Contributo all’archivistica dei secoli 16°-18; negli Archivi Italiani, III,(1916).
- Archivi ecclesiatici – Istituto Centrale per gli Archivi- www.icar.beniculturali.it/biblio/pdf/casanova/09_Stoia_02_p06.pdf .
- Amiconi F. – Di Domenico M.: “ Bonifacio VIII e le Bolle delle Indulgenze Abruzzesi L’Aquila 1294- Cerchio 1300”, D’Abruzzo Libri Edizioni Menabò, Centro Stampa Filarere, Roma, 2000.
- Al secolo Vincenzo Maria Orsini, nato a Gravina in Puglia il 2 febbraio 1649, da Ferdinando III Orsini, XI duca di Gravina e da Giovanna Frangipane della Tolfa di Toritto e deceduto in Roma il 21 febbraio 1730. Fu eletto al soglio pontificio con il nome di Benedetto XIII il 29 maggio 1724. Fu zelante, virtuoso ed attento verso la cura delle anime a lui affidate. Nel 2012 si è aperta l’inchiesta diocesana per la causa di beatificazione, che si è conclusa il 22 febbraio 2017.
- Amiconi F.:” I codici musicali di Cerchio e la loro importanza per la storia locale”, in AA. VV. : “La musica sacra nella provincia dell’Aquila La Marsica”, a cura di Gianluca Tarquinio, Inaieri Editore Pescara, Arti Grafiche Picene srl, 2009.
- Vedi nota 44.
- Amiconi F.: “ L’Archivio Parrocchiale di Cerchio”, Marsica Domani, n. 8 del 31.10.1988. Amiconi F.:” L’archivio parrocchiale e il museo civico di Cerchio “, Museo Civico di Cerchio, Quaderno n. 7, Anno I, 1998.
- Amiconi F.:” Gli atti di matrimonio all’indomani del Concilio di Trento in un paese dell’entroterra abruzzese: Cerchio (AQ)”, Museo Civico di Cerchio, Quaderno n. 50, Anno III, 2000.
- Demografia Marsicana nel XVIII secolo- Cerchio”, Museo Civico di Cerchio, Quaderno n. 45, Anno III, 2000.
- Amiconi F.:” Demografia Marsicana nel XIX secolo – Cerchio (AQ)”, Museo Civico di Cerchio, Quaderno n. 49, Anno III, 2000.
- Amiconi F.:” I conti della Venerabile Compagnia della Fraterna di Santa Maria della Grazia di Corvarola 1589-1661”, Museo Civico di Cerchio, Quaderno n. 66, Anno VIII, 2005. Vedi anche Amiconi F..” I conti della Fraterna di Santa Maria delle Grazie di Corvarola op.cit.”.
- Amiconi F.:” Storia della Confraternita di S. Maria di Piediponte in Cerchio(AQ)”, Deputazione Abruzzese di Storia Patria, Tipografia “Labor”, Sulmona, 1995. Amiconi F.:” Storia della Madonna di Piedponte Chiesa cimiteriale in Cerchio (AQ)”, Museo Civico di Cerchio, Quaderno n. 13, Anno I, 1998. Amiconi F.: “Storia della confraternita di S. Maria di Piediponte in Cerchio (AQ)”, Quaderno n. 23, Anno II, 1999. Vedi anche Amiconi F.:” I conti della chiesa della Madonna di Piediponte ( 1607-1746 )”, Museo Civico di Cerchio, Quaderno n. 67, Anno IX, 2006. Amiconi F.:” I conti della Fraterna di Santa Maria op.cit.”.
- Amiconi F.:” I conti della ‘Compagnia delle Anime del Purgatorio ( 1682-1761)”, Museo Civico di Cerchio, Quaderno, 93, Ano XI, 2008.
- Amiconi F.:” Museo Etnografico d’Arte sacra di Cerchio”, Marsica Domani, 31 gennaio 1988.
- Monsignor Giovan Battista Milanesi partecipò al Concilio di Trento:”[…]Questo Vescovo Milanese intervenne al Conclio di Trento, come apparisce dal Catalogo dei Padri stampato nello stesso Concilio fra i Vescovi creati da Pio IV. Ritornato in Pescina, per eseguire in parte quello che in tal Concilio si era stabilito, celebrò nella sua Chiesa Cattedrale sotto il titolo di S. Maria delle Grazie il primo Sinodo Diocesano. Quindi si occupò del Seminario, e sostenne nel corso della sua carica con zelo veramente Apostolico le cause intraprese dai suoi antecessori contro i Casinesi, il Clero di Celano ed i Baroni che nella Diocesi erano resi dispostici delle cose Chiesastiche[…]”. Di Pietro A.:” Catalogo dei Vescovi della Diocesi dei Marsi scritto da D. Andrea Di Pietro Canonico Teologo DELLA CATTEDRALE DI PESCINA”, ristampa anastatica dell’edizione del 1872, Edizioni KIrke, Cerchio 2011, Tipografia <<Braille Gamma S.r.l.>> di Santa Rufina di Cittaducale, 2011. Il citato Monsignor Milanesi, il 14 dicembre 1577, concesse alla popolazione di Cerchio, che supplice l’aveva richiesta, la bolla di erezione della Confraternita di Santa Maria delle Grazie di Corvarola: “ Giovan Battista Milanesi, vescovo dei Marsi per grazia di Dio e della sede apostolica, saluta e benedice amorevolmente i diletti Confratelli in Cristo e la Confraternita di Santa Maria delle Grazie in Corvalora di Cerchio. Ci è pervenuta da parte vostra la petizione relativa alla chiesa di santa Maria delle Grazie che voi avete costituito nel territorio di Cerchio della nostra diocesi dei Marsi nel luogo chiamato Corvarola fuori le mura con le elemosine raccolte dai fedeli di Cristo. Chiedete che la Chiesa suddetta e la Confraternita siano accolte da Noi sotto la protezione nostra e della Nostra Chiesa Cattedrale di S. Sabina e che esse siano messe a parte delle indulgenze e di favori spirituali concessi e che saranno in futuro concessi dalla santa Romana Chiesa e dai sommi Pontefici. Noi, pertanto, rispondendo alle vostre attese e alla vostra pia e lodevole richiesta, e volendo, come è giusto, farvi cosa gradita, in forza della presente lettera, mettiamo sotto la protezione nostra e della Chiesa Cattedrale di Santa Sabina voi, la vostra Confraternita e la suddetta chiesa di Santa Maria delle Grazie in Corvarola fuori le mura del paese di Cerchio; le mettiamo a parte altresì di tutte indistintamente le indulgenze e favori spirituali concessi, e che saranno in futuro concessi dalla Santa Romana Chiesa e dalla Santa Sede Apostolica. A garanzia di tutto ciò che abbiamo fatto scrivere la presente da Noi firmata personalmente e munita del nostro sigillo maggiore. Dato nella Città di Avezzano il 14 dicembre dell’anno del Signore 1577, Indizione quinta. Nell’anno sesto dell’attuale pontefice Gregorio XIII, nostro papa per grazia di Dio”- Traduzione del prof. Pietro Maccallini. Misura mm. 329×256. ADM, A/107. Amiconi F.M.:” Storia dela Madonna delle Grazie in Cerchio (Aq)(documenti)”, s.c.e. (ma De Cristofaro Editore, Roma) s.d.(ma 1996).
- Febonio M.: ” Storia dei Marsi “ Libro Secondo testo latino e traduzione di Pietro Smarrelli catalogo dei Vescovi dei Marsi testo latino e traduzione di Manfredo Santucci Introduzione note e profilo dell’imperatore Claudio di Giulio Butticci, De Cristofaro Editore-Roma, 1988.
- Melchiorre A.:” La diocesi dei Marsi dopo il concilio di Trento op.cit.”.
- E’ il sopracitato vescovo Mons. Giovan Battista Milanese vescovo deilla diocesi dei Marsi dal 1562 al 1578.
- E’ stato tradotto dal latino in lingua italiana dal prof. Pietro Maccallini.
- Il parroco don Nicola Ciofano morì intorno al 1593 :”[…]il beneficio di S. Stefano Vaca per la morte di D.[on] Cola di Ciofano il quale Morse da trentasei anni circa[…]” ADM- C 5/131.
- De ruscitto è la traduzione in italiano del cognome latino De Rubeis.
- Da come chiaramente si evince è un documento importantissimo per la conoscenza dei cognomi in voga a Cerchio nel 1577 ( misura mm.398×261 ).
- Tale documento però e, purtroppo,privo sia della data di stesura della sopra riportata missiva e sia anche del destinatario. Senza ombra di dubbio è inviata all’allora vescovo dei Marsi dai Massari dell’università di Cerchio come chiaramente si evince dalla nota della “presentata” del 25 settembre 1579 sopra riportata.
- Nasceva a Cerchio il 14 ottobre 1769, da Anselmo (vedi) e Rosa Felicia d’Amore, Francesco Antonio d’Amore, il futuro arciprete di Cerchio.Grazie a due lettere conservate nell’archivio della diocesi dei Marsi in Avezzano veniamo alla conoscenza della grande influenza della potente famiglia cerchiese dei d’Amore:“ Ill[ustrissi]mo Sig[no]r P[adro]ne Col[indissi]mo Vacato nella terra di Cerchio Luogo di mia Diocesi, e Feudo della Conte di Celano uno dei Canonicati di quella Parrocchia, il Sig[no]r Conte in vigore del Padronato che vanta ( al margine sinistro si legge: “ Al Seg[reta]rio della Real C[amera] di Santa Chiara Sig[no]r d[on] Giacinto Dragonetti Per il Canonicato provisto in Persona del Novizio Fran:[ces]co d’Amore di d[ett]o luogo” n.d.r.) su i Beneficij de’ Suoi Feudi, nominò p[er] Can[oni]co Francesco (sic) d’Amore Giovane di appena sedici anni , e non ancora clericato. Costui à far uso di una tal Nomina spedita in Roma, dove il Conte dimora, l’esibì in Camera Reale, chiedendo, che si munisse del solito Recipiatur. Mà degnatasi la Real camera d’interpellarmi, come Ordinario del Luogo, Io mi viddi onorato di una Lettera di V[ostra] S[ignoria] Ill[ustrissi]ma in data del 25 7[settem]bre, colla quale mi comandava di riferire se del vacante Canonicato siasi la Fondazione, ed Erezione dunque un tal comando, le fò presente, quel che riguarda così la natura del cennato Beneficio, che la nomina fattane. La sud[dett]a Terra di Cerchio hà una sola Parocchia servita da un’Arciprete curato, il quale è parimenti Can[oni]co nella stessa Chiesa. Egli hà varj Coadiutori, che con nome medesimo di Can[oni]ci selo dividono il peso della Cura. Né punto diversi è il sistema delle altre Parrocchie di mia Diocesi, in ognuna delle quali, oltre il Curato, vi sono tali coadiutori, che volgarm[ent]e Can[oni]ci si appellano. Assegnar non saprei ne del nome, ne della cosa l’origine, e quando, e come queste coadjutorie surte fossero. Se ne vuol comunem[ent]e Autore Monsig[no]r Colli Vescovo dei Marsi poco dopo del Concilio di Trento; mà non avvene documento. Comunque però sia, certo è che p[er] maggior servizio del Publico furon esse istituite, e che il nome di Canonicati à quelle date, come altresì il Nome di Can[oni]ci ai Coadiutori, non è che un mero titolo; poiché essi in realtà Son veri, e propri Concurati, e vero, e proprio Beneficio Curato, e residenziale è la Coadjutoria, che esercitano. Infatti questi sedicenti Can[oni]ci non hanno Coro, ne ufficiatura, ne Insegna, e Molto meno han veruna Prebenda, mà son contenti di una tenue rendita, come p[er] esempio i Can[oni]ci di Cerchio non hanno più, che cinque grana al giorno p[er] ciascuno. All’incontro hanno l’obbligo di coadiuvare il Parroco nella cura, ed insiem con Lui portano il peso p[er] hebdomadam di applicare la Messa pro Populo nei dì Festivi: circostanza che non compete se non ai soli attuali Curati, come insegnò l’immortale Papa Lambertini nelle su notificazioni p[er] la Chiesa di Bologna e ristampate col titolo dì Istitutiones Canonicae Lambertini; E ciò è tanto vero, che p[er] quest’obligo appunto di applicar la Messa pro Populo furon già dichiarati curati i Canonicati della Parrocchia di Carsoli, anche luogo di mia Diocesi; siccome lo sono quei di Cappelle eziandio mia Diocesi, p[er] i quali avvi un recente Decreto della Curia del cappellan Maggiore, che ad istanza dell’Uni[vesi]tà obbligò quei Can[oni]ci à risedere. Quando dunque si dice, che vaca un Canonicato nella parrocchia di Cerchio, ben sorge il di Lei savio intendimento, che vaca una Coadjutoria di quella Pieve, cioè a dire un Beneficio comunque tenue, nondimeno di sua natura Curati, del quale perciò non può mostrarsi né la Fondazione ne l’Erezzione in titolo , come colla Sovrana Risoluzione fù disposto, e come tutto giorno viene in casi simili decisi. Passo ora alla Nomina. E’ noto a V[ostra] S[ignoria] Ill[ustrissi]ma, che nello scorso Mese di Maggio coll’occasione di parlare di altri Beneficy, che il Conte di Celano pretendeva di suo Padronato, richiamai generalm[ent]e questo Dritto alla Corona, dà cui fù senza dubbio svelto, e diviso. L’è noto ancora, che le Ragioni da me addotte furon dalla Regal Canera rimesse alla consider[azion]e, e censura del Fiscale del Real Patrimonio, e Consultore del cappellan Maggiore D[on] Domenico Potenza. Quel incomparabile Ministro non hà fin’ora dato il suo sentimento, e perciò sembrami, che in verun conto possan ammettersi Le Nomine, che il Sig[no]r Conte interinam[ent]e và facendo in comprova del suo preteso possesso. Mà p[er] il Canonicato di cui si parla avvi anche una speciale ragione. Questa si è la consulta da Lei, o Sig[nor]e, non ha guari fatta, ed umiliata al Rè p[er] l’Arcipretura appunto di Cerchio. Si risolvè con tal consulta, che vacando da oggi innanzi d[ett]a Arcipretura, la nomina debba essere di S[ua] M[aestà], e non già del Conte di Celano, p[er] averla il Rè nuovam[en]te dotata colle rendite di un soppresso Convento, che ivi era. Or chi non vede, che il Sovrano hà la nomina dell’Arcipretura, dove benanche quella de’ Canonicati della stessa Parochia, i quali si è detto non sono, se non mere, e semplici Coadjutorie? nel tempo istesso, che il Rè nomina l’Arciprete, è un rendere frustanea la cennata consulta. Il Rè nomina l’Arciprete; mà questo Arciprete istesso è un Can[oni]co. Dovrà dunque costui nell’istessa Chiesa esser Arciprete a nomina del Rè, e Can[oni]co p[er] nomina del Conte di Celano? Come figurar mai un’assurdo uguale? Niente hò fin qui detto, e niente dirò del abuso, che fù non già il Sig[no]r Conte ( di cui è troppo nota la retta intenzione, e l’edificante morale) mà chiunque del di lui Nome s’avvale del abuso, dico, che fa del preteso Padronato. Mà sarebbe degna questa riflessione dell’Augusto Senato, di cui V[ostra] S[ignoria] Ill[lustrissima è occhio, e braccio Si nomina ad un Beneficio Curato, ad un Canonicato che di sua natura, seco porta un’obligo indispensabile di amministrare i Sacramenti, e di applicar la Messa Pro Populo, Chi un Ragazzo di sedici anni, e neppur iniziato. Ecco la bella maniera, colla quale, se mai spettasse al Sig[no]re Conte alcun Dritto, si pone questo in opra, contro la Disposizione Concilaire, e contro tutto ciò, che la Disicplina della Chiesa hà di più sacro, e di più venerabile. Niun particolare interesse mi spronò a richiamare al Sovarno questo supposto Feudal Padronato: ò che nomini il Rè, o che presenti il Conte di Celano, il Nominato dovrà essere sempre da me ricevere l’Istituzione, ed il possesso del Beneficio. Mà credo da una parte, che un buon Vassallo ometter non possa di far conoscere le Sovrane prerogative della Corona; e dall’altra che sia tenuto il Vescovo ad impedire la Nundinazione dei Beneficj. Il nominato Francesco d’Amore è Figlio di Anselmo (vedi) il quale con publico Istromento rogato da Notar Sorge di Avezzano hà anticipato in beneficio del conte la somma di ducati mille, e cinquecento p[er] l’affitto del Lago Fucino. Affitto, in cui l’Anselmo entrerà da qui à due anni: intanto il Nominato del canonicato è contemporanea al cennato Istromento di anticipazione. E questo si chiama provvedere i più Degni? E’ questo un retto ab ( è stato cancellato n.d.r. )uso del Padronato, qualora fusse? Dal fin qui detto, siccome chiaro apparisce di non doversi mostrare la Fondaz[io]ne ed Erezione del Canonicato, cha vaca p[er] esser un Beneficio residenziale, e curato, così pure, che non debba menarsi buona la Nomina di quello fatta dal Conte di Celano, mà che anzi possa supplicarsi la M[aestà) del Padrone, affinchè facendo uso de’ suoi inviolabili Dritti, si degni di Provvedere il vacante Canonicato di Cerchio in vigore della prelodata Consulta della Real Camera, colla quale si aggiudica alla M[aestà) S(ua) la Nomina dell’arcipretura, di cui parte, e coadiutorie i Canonicati, che è quanto rappresentar le dovea in disimpegni del comando datomi. Pescina à 22 8[otto]bre 1784 Io sono intanto, e sarò sempre col maggior ossequio Di V[ostra] S[ignoria] Ill[ustrissi]ma D[evotissi]mo, ed Ob[bligatissi]mo Ser[vito]r vero F[rancesco] Vescovo dei Marsi”. “ S[ua] R[eal] M[aestà]Signore Il chierico Francesco Antonio d’Amore della terra di Cerchio, mia Diocesi ( al margine sinistro si legge: “ Per La promozione del Cherico fran[ces]co Ant[oni]o d’Amore di Cerchio” n.d.r. ) supplicò V[ostra] M[aestà] per esser promosso agli ordini Sacri non ostante, che abbia in casa un zio Prete , cioè il Curato del Luogo, e la M[aestà] V[ostra] con R[e]al Carta de 5 Gennaro del corrente Anno ebbe la Clemenza di comandarmi, che informassi, e dicessi il numero delle Anime, e delli Eccle[sia]lici della cennata Terra, e se siavi il bisogno della Chiesa. Costa dunque dalle Fedi autentiche così dell’Uni[versi]tà, che del Economo Curato, non men, che dal esame di testimonj di esservi in Cerchio la Popolazione di settecento cinquantotto anime, e di sei sacerdoti, compresovi un Naturale di d[ett]a Terra, che da lungo tempo dimora nell’Aquila in qualità di Beneficiato di S[anta] Maria di Paganica. Debbo però far presente à V[ostra] M[aestà], che oltre al Chierico Supplicante, è anche indirizzato al Sacerdozio il Chierico Vincenzo Iacobacci dell’istesso Luogo. Quindi se tra’ Preti di Cerchio intende la M[aestà] V[ostra]; che si annoveri anche l’Assente, come Colui, che sebbene incardinato, non di meno volendo ripadriarsi potrebbe farlo, in tal caso contandosi li Preti di Cerchio per sei, come si è detto, ed all’incontro non arrivando l’Anime ad ottocento, acciò possa ordinarsene un altro, ò deve restare escluso il Supplicante medesimo, che ha un altro Sacerdote in Casa, ò il Iacobacci, che non ne ha nessuno, e che è più prossimo ad ascendere al Altare per ragione della maggiore età; ò pure L’Augusta Vostra beneficenza se così si degna, ad amendue su di che attendo il Sovrano oracolo, a’ piedi del Augusto Trono profondamente m’inchino. Pescina ai di 22 Marzo 1778 Di V[ostra] R[eal] M[aestà] Umilissimo vassallo Fran[ces]co Vescovo dei Marsi”. Il 26 Maggio 1793 verrà ordinato sacerdote in L’Aquila dal Vescovo di quella città Monsignor Francesco Saverio Gualtieri. Il Nostro, dopo la morte dello zio arciprete don Angelo Nicola d’Amore, avvenuta a Cerchio il 17 luglio 1820, ne sarà, a tale onorifica carica, il degno successore. Morì a Cerchio il 1 ottobre 1844.
- E’ Monsignor Matteo Colli vescovo della Diocesi dei Marsi dal 1578 al 1596.
65) Il 12 Luglio 1295, nell’anno primo di papa Bonifacio VIII, in questa chiesa, fu inviata da dodici vescovi riuniti in Anagni, città natale del menzionato pontefice, un “Bulla Indulgentiarum” mediante la quale ognuno concedeva l’indulgenza di 40 giorni a coloro che confessati e comunicati avessero visitato questo sacro edificio nei giorni festivi di San Pietro, Santo Natale, in quelli delle quattro festività della vergine e nella Domenica delle Palme. Il citato documento è conservato presso l’Archivio della Diocesi dei Marsi in Avezzano. Vedi Amiconi F.-Di Domenico M. : “ BONIFACIO VIII E LE/BOLLE DELLE INDULGENZE ABRUZZESI/L’AQUILA 1294- CERCHIO 1300”, D’ABRUZZO/LIBRI/EDIZIONI/MENABO’,Centro Stampa Filerete, Roma 2000. Nell’Archivio della Diocesi dei Marsi in Avezzano si conserva un documento attraverso il quale sappiamo che il 12 febbraio 1721 tale sacro edificio risultava diruto:”[…]Uni[versi]tà, e Sindici della Terra di Cerchio diocese de Marsi Facciamo piena, ed indubitata fede, mediante il nostro giuramento da ratificarla tam in judicio, quam extra; quatenus opus sit, qualmente nel Territorio di detta nostra Università vi è una Chiesa diruta detta S.[an] Pietro di Flimini, che possiede intorno essa Chiesa quantità de Teritory, e li frutti, e rendite di essi si riscuotono per il Beneficio, che possiede l’E[ccellentissi]mo dell’Amirandola ( è Pico della Mirandola sicuramente un discendente del famoso umanista e filosofo Giovanni Pico della Mirandola [1463-1494]), e poco più distante da detta Chiesa di S. Pietro per la Strada, che si và in Celano, vi è un’altra Chiesa diruta chiamata S. Gio:[vanni] di Pentima, e confinante ad essa si possiede una grossa Vicenda con altri Territory dal Seminario de Marsi, aggregati in Visita da vescovi prò tempore e stà situata detta Chiesa, frà Aielli e Cerchio Territorio promiscuo, né in detti Luoghi nominati vi possiede verun’ Territorio La Badia di S. Benedetto, ne tampoco in questi nostri Contorni, e Terra Convicine vi sono mai stati Locali, e Territory nominati S. Benedetto in Oritino, S. Gregorio in Pentima, Santa Maria in Illara ne Monte Aquirano, e se vi fussero stati, se ne haverebero Le notitie, e si saprebbero detti nomi, e con detto nostro Territorio vi è quello di S. Benedetto, dove in detto Territorio vi è la Chiesa di detto Santo, et intorno alla medema non vi Si vedono Segni, ò vestigie, che da’ Secoli passati possa arguirsi esservi state habitationi de Religiosi, conforme si osservano Le reliquie, e vestigie di essi in S. Nicola nel Colle Armele in S. Salvatore di Paterno, S. Marco delle Foci, nella Terra delle Cese, nella T[er]ra di Luco, et altri Luoghi, dove la presente si vedono d’esservi state L’Abbitationi; Onde in fede del vero à richiesta habbiamo fatto la presente Scritta, e sottoscritta di nostre proprie mani, e corroborata col solito, e consueto popolar Sigillo di questa n[ost]ra Uni[versi]tà, et in fede Datum Circuli hac die 12 feb[ruar]y 1721 Io Luca Ciotti Massaro ho scritta la p[rese]nte di mia p[ro]p[ri]a mano, e fò fede, e confirmo come à tergo in fede Io Gio.[van] Pietro Cicco Massaro fo fede come S[opr]a[…]”-ADM, C24/555.
66) Tale è chiesa viene citata nella nota bolla di Papa Pasquale II emessa nel 1115.
67)Vedi nota in seguito.
68) Personaggio già citato.
69)Documenti sicuramente andati perduti.
70) Al momento non abbiamo riavuto tale importante documento.
71) E’ Mons. Giovambattista Milanesi vescovo della diocesi dei Marsi dal 1562 al 1578.
72) Nel 1300, sicuramente in occasione del Primo Anno Santo, fu inviata alla chiesa di San Bartolomeo “de Circulo” da sedici vescovi riuniti in Roma e sicuramente con l’avallo di Papa Bonifacio VIII, una ” Bulla Indulgentiarum” mediante la quale ognuno concesse l’indulgenza di 40 giorni a i fedeli che in determinate festività dell’anno avessero piamente frequentato tale sacro edificio e avessero eseguito ciò che stava prescritto in tale “Bulla”. Vedi Amiconi F.- Di Domenico M. : “ BONIFACIO VIII E LE /BOLLE op.cit.”
73) Toponimo già noto nell’ 818: “(…) cella Sancti Ianuarii in Torpiliano (…)” in Errico Cuozzo e Jean Marie Martin : “ Document inedit ou peu connus des archives du Mont-Cassin (VIIIe-Xe siecles)” in MEFRM, 103,1,1991,,pp. 215-210, quando l’imperatore Ludovico il Pio, il 18 Marzo 818, su richiesta dell’Abate Theodomar, conferma a Monteccassino i beni e gli edifici di culto dipendenti.
74) Con tale affermazione chiaramente si evince che di tutte le chiese esistenti nel Cinquecento a Cerchio forse questa era la più moderna o, in ultima analisi, con la parola nuova si può intendere anche nuovamente edificata da una chiesa precedente come purtroppo, è stato per l’attuale chiesa dei Santi Giovanni e Paolo ricostruita nell’antico sito della precedente chiesa completamente distrutta dal disastrosissimo terremoto avvenuto nella tragica mattina del 13 Gennaio 1915. Vedi nota susseguente.
75) Al momento non sappiamo se esiste ancora nell’Archivio della Diocesi dei Marsi tale documento. Con l’allocuzione di nuova chiesa senz’altro si vuole intendere che questa chiesa, appunto, era di nuova costruzione altrimenti perché chiamarla nuova? Al momento non sappiamo quanto fu edificata: chissà se la croce grande astile d’argento datata 1484 fu realizzata da valenti orafi sulmontini per la consacrazione della Madonna dell’Annunziata volgarmente detta “dentro le mura” infatti, nel verso, sta così riportato : “ + ANNO D[OMINI] M[ILLESIM]O CCCCLXXXIIII/FO FACTA QUESTA CROCE/P[ER] LIMOSINA D[OMIN]O ANTONO/D[I] COLA PETRI D[I] CIC/CO ET COLA D[I] ANGELU/D[I] ANTONO ZA[NN]) ET M/ACTEO D[I] ANTONU/D[I] MACTEO PROCU/RATURI D[I] S. MARIA D[I] CIRCHIU P[ER] POPULU “. Sembrerebbe di sì infatti, nella settecentesca descrizione fatta dall’attento e perito agrimensore Luca Ciotti apprendiamo:”[…]Una Croce grande p[er] le Processioni coverta tutta d’argento fino col crocifisso d’argento da una parte col Dio Padre di sopra, e con le tre Marie agl’altri lati, Dall’altra parte vi è la figura del Salvatore con la Destra alzata in forma di benedire, con la Sinistra tenente un libro con sei teste di Cherubini al di sotto, con li quattro Evangelisti alli quattro angoli di d.[ett]a Croce, con la figura della S[antis]S[im]a Nuntiata ( è la prima e la più antica raffigurazione di tale Madonna conservata a Cerchio : è composta da due circolari borchie rappresentanti, la prima, un angelo inginocchiato e la seconda, la Madonna seduta in trono con le braccia conserte e con un libro aperto sulle ginocchia. n.d.r. ) adornata attorno d.[ett]a Croce con diversi Bottoni di rame indorati[…]”( vedi in seguito ). Quindi dobbiamo arguire che tale tempio fosse stato edificato nel secolo XV e, forse, molto probabilmente anche i due graduali miniati, ascrivibili al secolo XV ( vi è un’annotazione manoscritta del 1457 : “ nello ando de missere domine mille cccc° Lvii et adì[….]/della V. fud[….]/lo di foj de Sabato de[….]/di foj dito un horribIle[…]/ti quo n.[…]/vamnes/[…]udirlo dis[….]”) furono realizzati per la nuova chiesa. Se la mia supposizione è esatta, quindi, la nuova chiesa fu costruita prima del 1457 . Amiconi F.: “ OPERE D’ARTE NELLE CHIESE DI UN PAESE/DELL’ENTROTERRA ABRUZZESE : CERCHIO (AQ)/SECOLO XVIII”, Museo Civico di Cerchio,Quaderno n. 63, Anno VIIII 2005. Nel mio: “ Il Settecento Cerchiese “, Museo Civico di Cerchio, Quaderno n. 68, Anno IX, 2006 veniamo alla conoscenza di altre importanti notizie : “[…]Passai quindi/a’ riferire lo stato così della p[rese]nte Chiesa Par[rocchia]le, che/della nuova, la di cui fabbrica si vede giunta a’ qualche termine. E riguardo alla p(ri)ma dissi quale q[ue]sta sia, cioè un tugurio, anziché una Chiesa al culto/Sacro dedicata, perché oscura, coverta a’ soli tetti, senza veruna soffitta,/colle mura sdrucite, e crollanti, in guisa chè non solo apparisce indecentis=/sima, ma’ è eziandio tutto giorno in pericolo di cadere[…]7 Febraro 1784 […]”. Infine ulteriormente apprediamo:”[…] Sulla menzionata terra sorse anche una chiesa dedi-/cata alla SS. Annunziata e precisamente nell’orto Cimi-/ni, addossata alla casa da questi abitata.Tale chiesa ricca di belle pitture e di espressivi bassorilievi, aveva la comu-/nicazione interna con la casa Cimini e dopo che fu fatta/demolire, nel 1884, come vedremo appresso, la parete co-/mune ai due edifici conservava ancora le pitture fino al/terremoto del 13 gennaio 1915, che l’abbattè completa-/mente./La cripta divisa in due grandi stanze, serviva da ci-/mitero./La chiesa aveva anche la mostra di un orologio pub-/lico[…]”. Di questa chiesa aveva anche valore artistico il por-/tone di sambuco adorno ‘ di intagli nobili e curiosi’ come afferma Monsignor Corsignani, il quale scrive nel 1738 che in quei tempi Cerchio contava ‘ cento fuochi all’incirca’ e la chiesa parrocchiale aveva quattro canonici./nella seconda metà del secolo XVIII questo tempio/era pericolante ed allora, per iniziativa del clero, si decre-/tò la costruzione di una nuova chiesa parrocchiale che su-/bito ebbe inizio e che fu curata in tutti i suoi particolari(…)Come abbiamo visto, la costruzione di detta chiesa ( si parla della chiesa parrocchiale dei Santi Giovanni e Paolo n.d.r. )/fu causa di gravi difficoltà finanziarie, ma fu necessario/che i lavori progredissero e fossero portati presto a com-/pimento, perché la chiesa Matrice della SS. Annunziata/minacciava di cadere, quantunque, però, rimanesse ancora/in piedi e funzionasse da cimitero fino verso il 1890./Negli ultimi tempi vi venivano seppelliti solo i de./funti delle migliori famiglie del paese, mentre il popolo/seppelliva i suoi morti in un cimitero annesso/alla già esistente chiesola di S. Lucia(…)Nell’anno 1880 per ordine del Sindaco Don Venanzio/D’Amore Fracassi, la chiesa della SS. Annunziata fu de-/molita e si cominciò a seppellire nel nuovo cimitero (…)” in Tecla Tucceri Cimini Vecchietti : “ Cerchio/Notizie Storiche e Leggendarie “, Roma 1947/ARTI GRAFICHE SEZZATINI. Il 21 Febbraio 1577, come abbiamo riportato, fu redatto l’inventario dei beni custoditi nella chiesa di Santa Maria dell’Annunziata volgarmente detta “dentro le mura”. “Grazie all’articolo di Angelo Melchiorre pubblicato sul Bullettino della deputazione Abruzzese di Storia Patria, Annata LXVV(1985) dal titolo : “ LA DIOCESI DEI MARSI/DOPO IL CONCILIO DI TRENTO “ dove riporta la visita “ad limina” del vescovo Matteo Colli effettuata il 12 Gennaio 1595 apprendiamo, a pag. 275, l’avvenuta riunione delle due sopraccitate chiese : “[…] In terra di Cerchio trasferì la cura delle anime dalle/due parrocchiali site fuori del paese nella chiesa di S. Ma-/ria, alla quale unì alcuni benefici vacanti siti in quel ter-/ritorio; e vi costituì un Arciprete e quattro canonici, che/assistono ai divini offici[…]” (Archivio Diocesi dei Marsi, B/57) l’originale è scritto in latino ed è stato tradotto in italiano dal sopramenzionato Angelo Melchiorre.
76) Sicuramente è la lettera, collocata nell’Archivio della Diocesi dei Marsi in Avezzano, da me soprariportata e citata a a pag. 32 nel mio “ Storia della Madonna delle Grazie in Cerchio (AQ)(documenti) ” [1995 (ma 1996) s.c.e. ( ma De Cristofaro Editore Roma ) dove affermavo, erronemamente che la stessa non riportava alcuna data mentr’invece, nel retro della stessa vi era, come ho potuto verificare, la data della “presentata” del 25 settembre 1579. Il disguido era avvenuto perché il compianto Angelo Melchiorre mi aveva gentilmente fotocopiato solo la prima parte ed io ero convinto che tale documento così dato fosse integro.
77) E’, sicuramente, il 26 Aprile 1589.
78) Molti registri parrocchiali come il nostro, purtroppo sono andati perduti sia a causa dell’uomo che della natura.
79) Vedi nota soprariportata 15.
80) In quel tragico evento morirono a Cerchio 254 persone come chiaramente si evince dalla nota 1 di pag. CXXIII di : “ VERTENZA/CERCHIO-COLLARMELE/PARERE/Gennaro Manna “ AQUILA/TIP. SOCIALE DI A. ELISEO/1894 :” Non deve recar meraviglia, se il Gallarano,/considerando la popolazione di Cerchio, la trova di/numero assai scarsa. Egli non tenne presente che/questo paese fu straziato dalla peste dal 14 ottobre/1656 al 17 agosto 1657 , nel qual tempo morirono 254/persone, e si estinsero molte tra le migliori famiglie./Ciò risulta da’ libri Parrocchiali di Cerchio / Re-/gistro de’ morti p. 41 a 52 degli anni suddetti); e/spiega perché, giusta la numerazione fatta nel 1664, Cerchio avesse fuochi ( o famiglie ) 58, mentre secondo/quell’antica aveva fuochi 185 (…)” in realtà alla fine del ‘500 così come nel 1625 Cerchio contava 192 fuochi ( Vedi Biblioteca Vaticana- Archivio Barberini ). Cerchio il 19 Dicembre 1657 contava 330 anime e 410 ne contava il 20 Aprile 1683. Il sopra citato registro dei morti è, molto probabilmente, andato perduto forse a causa del terremoto del 13.1.1915.
81) Chiesa ricettizia soggetta più all’Universita’(Comune) che all’autorità del vescovo. “ Chiesa ricettizia era quella chiesa ‘ eretta in ente morale originariamente posta sotto il patronato del Comune o della famiglia che l’aveva fondata, officiata da un collegio di sacerdoti che si rinnovava per cooptazione e svolgeva funzioni pastorali o di culto; era inoltre dotata di un patrimonio comune il cui reddito veniva ripartito fra i membri del collegio ‘. Pertanto nelle aree rurali del Mezzogiorno, essa non si differenziava molto da un’azienda, e costituiva per sua natura il fondamentale punto di riferimento per fittavoli, massari, contadini “ ( “ Chiesa e società nel Mezzogiorno.Dalla ricettizia del sec. XVII alla liquidazione dell’Asse ecclesiatico in Basilicata “ Leura Antonio, 1996 ). ” Lo storico Gabriele De Rosa, nel suo volume ‘ Vescovi, popolo e magia nel Sud ‘, così definisce le chiese ricettizie.”[…] erano chiamate ricettizie dal termine giuridico “receptius”, riservato[…],proprio perché queste erano riservate esclusivamente ai preti recepti: vale a dire, erano ammessi al governo e alla partecipazione dei relativi frutti di massa comune solo coloro che erano nativi del luogo[…]. Infatti, tali chiese, essendo di origine laicale e privata, dipendevano strettamente dal patrono e dalla famiglia che ne avevano promossa l’istituzione […]” Angelo Melchiorre in “ Santa Maria nuova in Gioia dei Marsi “, Messaggero Marsica Avezzano, 10 Aprile 1987 n. 6-anno 2 N. 13.
82) Pepe E.: ” Come è nata la parrocchia”, http://www.clerus.org/clerus/dati/1999-03/17-2/COMEnatalaparocchia.rtf.hmtl/.
CAPITOLO PRIMO
ARCHIVIO DELLA DIOCESI DEI MARSI AVEZZANO
C 28/688
“ f. 1r ( al margine destro è scritto a matita da mano moderna il numero “1” n.d.r. )
In Dei Nomine Amen
Inventario, et annotam.[en]to (1) di tutti li Beni Mobili, e Stabili spettanti, ed appartenenti alla Chiesa Matrice, e Par[occhi]ale sotto il titolo della S.[antisis]S[i]ma Nunziata (2) volgarm.[en]te detta S.[anta] Maria Dentro la Terra di Cerchio, una con la descrittione, e stato seù Sito di essa Chiesa in conformità che sotto si descriverà p[er] servarsi nel’Archivio, secondo la S.[anta] M.[ente] di N.[ostro] S.[ignore] Papa Benedetto XIII (3) felicitèr Amen 1729.
In p[rim]is La sud[dett]a Chiesa Matrice, e P[ar]ro[chia]le sotto il Titolo della S[antis]S[i]ma Nuntiata volgarm.[ent]e detta S.[anta] M.[aria] Dentro di detta T[er]ra di Cerchio è di due Navi, una grande, e l’altra piccola, confina à tre lati con la Strada Pubblica, cioè verso levante vi è la Porta di essa Chiesa, sop[r]a della quale vi è dipinta l’Im[m]agine della S[antis]S[i]ma Nuntiata, titolo di detta medema Chiesa, come di sopra si è detto, e sopra detta Porta vi è una Fenestrina tonda, con Vitriata. Verso mezzo giorno vi è la Publica Piazza dell’Uni[versi]tà, Ove si trovano fabricati due Speroni d’una canna (4), e più di larghezza nei fondam.[ent]i, una canna, e mezza di larghezza, e can[n]e cinque d’altezza, che sostengono detta facciata tutta stronata, e sciolta, che altrim.[en]ti sarebbe andata à terra, et in rovina. Vi sono parim.[en]ti in d.[ett]a facciata cinque fenestre semplici con vitriate, com’anche nel piano vi sono quattro Botteghe, delle q[ua]li solam.[ent]e Una ne tiene in affitto l’Uni[versi]tà con la corresponsione di dieci carlini (5) l’anno à beneficio di essa Chiesa, Sopra delle q[ua]li Botteghe vi sono tre altre Stantiole, due delle quali servono p[er] granari di essa Chiesa, dove p[er] salirvi vi è una scala di pietra di gradini n.[umer]o 18; e l’altra Stanza è Granaro della ven.[erabile] Comp.[agni]a del S[santis]S[im]o Sacram[ent]o. Alla parte di Settentrione vi è la strada Publica come si è detto, e dalla parte di Ponente vi è la Casa del Mag.[nifi]co Liborio Cimini nipote della
f. 1v
B.[ona] M.[emoria] del fù Sig.[no]re Gio.[van]Ant.[oni]o Cappelli, e circa l’edificatione di detta Chiesa n[o]n vi è memoria certa, così della Consagratione. Sono in essa Chiesa Cappelle, seù Altari n.[umer]o cinque,, Uno è il Capo Altare dedicato al’ S[antis]S[i]mo Sacram.[ent]o situato alla parte verso Ponente, dove vi è il Tabernacolo indorato,e li 12 Apostoli col Padre Eterno, e diversi Cherubini, tutti dipinti in calce, seù a’ guazzo, le pietre di dett’Altare sono indorate, ma a’ pena si conosce l’indoratura p[er] esser’antichissimo, e sopra il med.[em]o Altare ci è il Baldacchino di tela, ove è dipinto in mezzo il nome del Giesù, con rose, seù stelle, e Splendori intorno, e banderole, seù Zennine. Vi sono parim.[ent]e alla parte destra, e Sinistra di dett’Altare due Reliquiariry ornati di stucco, e con Angioli,(6) Fatti p[er] l’assito del q.[uonda]m Don Gio.[van]Pietro Cicco, Sacerdote, e Can.[onic]o di essa Chiesa, ove ad’una parte, cioè alla p.[ar]te destra vi sono diverse Reliquie della Passione di Giesù X[Cris]po, degl’Apostoli, et Evangelisti, e de Vergini, Martiri, e Confessori, A man sinistra vi sono le Reliquie delli Gloriosi Martiri S. Gio:[vanni], e Paolo (7) Protettori di questa Università di Cerchio (8). Nella detta facciata, cioè alla Nave piccola vi è la Cap[el]la, seù Altare del S[antis]S[i]mo Rosario col quadro di tela, ove è dipinta la Madon[n]na col figlio in braccio, à man destra l’im[m]agine di S. Dom[enic]o con diversi altri Santi, et à man’sinistra la figura di S. Caterina, con altre Sante Vergini, ed’ intorno i quindeci mistery di esso Rosario, della quale vi è la Compagnia de fra[te]lli e sorelle d’esso Rosario (9) con alcuni Beni Stabili di some nel suo Inventario fatto da i Pro[curato]ri di essa Compag.[ni]a cui. Nella facciata verso mezzogiorno in d.[ett]a Nave piccola vi è l’Altare indorato del S[antis]S[i]mo Nome del Giesù, nel q[ua]le vi è il Juspatronato delli Cappelli, e vi è la figura del Crocifisso in mezzo à man destra la Madon[n]a S.[antis]S[i]ma, et à man Sinistra S. Gioseppe, tutti dipinti a guazzo A man sinistra di detto Altar Maggiore nella Nave grande vi è la Cap[pel]la della B.[eata] Vergine del Carmine fatta di semplice Stucco cin il quadro di tela, donde è la figura del B.[eata] V.[ergine] del Carmine col Bambino in
f. 2r ( al margine destro è scritto a matita da mano moderna il numero “2” n.d.r. )
in braccio, alla parte destra La figura di S. Stefano protomartire, et alla Sinistra la figura di S. Vito, Con le Statue Laterali à man’destra S. Micchel’Arcangelo, et à man’ Sinistra S. Gaetano. Appresso verso la Porta vi è La Cap[pel]la della Natività di N.[ostro] S.[ignore] eretta, fondata, e dotata dal q.[uonda]m D.[otto]re Miss.[e]r Iacovo Polonio, ( vedi in appendice ) siccome p[er] suo Testamento (10) al q[ua]le quale Cap[el]la stava nel’ingresso della Sagrestia à man’ sinistra del’Altare’ maggiore fatta al’uso antico, e p[er]chè dal q.[uondam Corradini ( 11) fù sospesa, et ordinatane la celebrazione delle messe al’Altare maggiore, Fù la med.[em]a poi nuovam[ent]e eretta, e fatta di Stucco al’uso moderno dalli q[uonda]m D. Fabritio, Fran.[ces]co e Luca d’Amore fra[te]lli, et her.[edi] del pred[ett]o q.[uonda]m D.[otto]r Iacomo Polonio, Nel quadro (12) della quale vi è la B.[eata] V.[ergine], S. Giosep.[p]e, et il Bambino Giesù nato, con li Pastori, e Gloria d’Angioli , e nella parte destra, e sinistra Laterali le Statue delli Gloriosi Martiri S. Gio.[vanni], e Paolo (13) Protettori principali di questa Terra , nella quale si celebrano prontam.[ent]e Le messe d’obligo lasciate da d.[ett]o q.[uonda]m M.[esse]r Iacovo Polonio, e Mad.[onn]a Lucretia sua moglie, e nel mezzo di dette due Cappelle vi è il Pulpito di Stucco col passetto secreto, che si entra dal Choro; Adietro à d.[ett]o Altare maggiore vi è la Sagrestia, et il Choro ambedue à lamia con un focolare p[er] uso de Sacerdoti, et una porticina, che esce dalla Sagrestia alla strada Publica. Il Tetto di d.[ett]a Chiesa è fatto all’antica con semplice Tavole, e cavalli di legno, Vi sono tre campane, Una grande, e due piccole La campana grande in mezzo di peso libre (14) tremila, e cinquecento in circa d’altezza palmi (15) quattro, ed’altre tanti di Larghezza Alla Som[m]ità di detta Campana vi sono le sequenti parole = Christus Rex, venit in Pace, Deus Homo factus est, un poco più sotto. In Nomine Jesu omne
f. 2v
genuflectatur. Joseph’ de Prosperis de Nursia Fecit. Anno D[omi]ni 1611.= Vi è in detta Campana da una parte l’Im[m]agine della beatiss.[im]a Vergine col figlio in braccio, e con la mezza Luna sotto li Piedi adornata attorno con rosette, Sotto detta figura vi è una Lucerta animale senza testa per essersi rotta, e Le Campanelle piccole sono di peso libre due cento cinquanta l’una, Vi è anco un’ Campanello fuori la Porta della Sagrestia p[er] uso del Segno quando escie la messa fuori della med.[e]ma Sagrestia. A man’ Sinistra nella facciata verso levante e proprio dietro la Porta della Chiesa vi è il Battistero, cioè la Fonte Battesimale, col stipo di Noce sopra, Coverto di tela stampata di color violaceo. Vi sono due baccili di rame p[er] uso del Battesimo, con un’ maniero di stag[g]no p[er] pigliar l’acqua, et anco una Conca di rame coverta, che tiene l’acqua adattata alla Fonte di Pietra. Vi sono anche tre vasetti di stagno fino ad’ uso de fiaschetti, e tre altri parim.[ent]i di stagno, ne q[ua]li si conserva l’oglio nella bambace p[er] uso del Battesimo, et anco p[er] gl’infermi, et un altro vasetto col piede parim.[ent]e di stagno coverto col coperchio, et un altro vasetto per tenere il sale.
f. 3r ( al margine destro è scritto a matita da mano moderna il numero “3” n.d.r. )
Sieguono i Beni Mobili, e Suppellettoli di detta Chiesa
In p.[rim]is Un’ Piviale novo di broccato d’oro sopra damasco di più colori, con trina, e francie d’oro.
Un altro Piviale di Damasco bianco, col frescio, e Cappuccio di mezza seta usato,
Un altro Piviale di raso liscio violaceo, col frescio, et Cappuccio giallo usato,
Una pianeta nova di broccato d’oro sopra damasco di più colori, con trena, e francie d’oro
Due pianete di broccato di seta sopra nobiltà di vary colori con trena, e francie di seta
Due tonicelle di broccato di seta come sopra
Una Pianeta usata di lama d’argento bianca, col frescio avanti, a adietro di ricami d’argento
Una Pianeta di broccato d’oro usata di color rosso, e bianco con trena parim.[en]te di broccato
Due Tonicelle di Damasco bianco con fiocchi di seta al uso antico
Una pianeta ricamata di seta sopra raso bianco di diversi colori usata
Due Tonicelle di velluto negro con mostra avanti, e adietro di taffetano giallo, con fiocchi adietro, trene bianche, e verde, e francie bianche di seta
Una pianeta pavonazza liscia di moccaiale usata con trena di seta bianca, e rossa, e con fascia avanti, e dietro di seta gialla
Una pianeta parim.[ent]e pavonazza di moccaiale con trene, e francie di seta
f. 3v
Una pianeta bianca di seta rigata di vary colori, con fresci, seù trene d’oro
Un’altra pianeta bianca di mezza seta, con trene, e francie di seta di vary colori
Una pianeta usata, et antica di velluto rosso ricamata con fresci d’oro, e seta avanti, et adietro, e con figure de Santi
Un’altra pianeta di damasco al’antica ricamata come sopra
Un’altra pianeta di nobiltà rossa, con trene di seta rossa, e verde, e col Nome del Giesù con li suoi Splendori d’intorno di seta gialla.
Una pianeta di seta rossa, lavorata à scacco, con trene, e francie d’oro, e di seta, usata, et in parte lacera
Un’altra pianeta rossa di seta fiorata con fascie avanti, et à dietro dieta gialla, e rossa, con trena piccolina di oro
Due pianete di damasco bianche mezze lacere, con trena, e francie di seta di diversi colori
Un’altra pianeta di nobiltà fiorata di diversi colori, lacera con trena di seta bianca e rossa e con fascia avanti, et a’ dietro di seta gialla, et altri diversi colori
Due pianete verde di Moccaiale usate con trene piccole di seta di diversi colori
Una pianeta negra di mezza seta, con trene di seta di diversi colori
Un’altra pianeta negra di seta ondeggiata, con trene, e francie d’oro
Due
f. 4r ( al margine destro è scritto a matita da mano mpderna il numero “4” n.d.r. )
Due Tonicelle di velluto rosso con francie rosse di seta, e trena parimente di seta di diversi colori
Un’ velo bianco di nobiltà Cerimoniale col Nome di Giesù in mezzo d’oro con i splendori, e freggi d’oro intorno
Tovaglie di tela bianca n.[umero] otto con pochissimi lavori di seta di diversi colori d’un braccio (16 ), e mezzo, e di due l’una
Altre tovaglie n.° 26 di tela bianca di diverse misure
Un’altra tovaglia fina di due braccia con nome del Giesù in mezzo recamata in oro e con lavoro a capo, et à piedi di seta di diversi colori
Altri pezzetti di panno n.[umer]o quattro di un braccio l’uno
Cinque Crocette d’ottone col Christo Crocifisso p[er] portare all’infermi
Una Croce grande p[er] le Processioni coverta tutta d’argento fino col crocifisso d’argento da una parte col Dio Padre di sopra, e con le tre Marie agl’altri lati, Dall’altra parte vi è una figura del Salvatore con la Destra alzata in forma di benedire, con la Sinistra tenente un libro con sei teste di Cherubini al di sotto, con li quattro Evangelisti alli quattro angoli di d.[ett]a Croce, con la figura della S[antis]S[im]a Nuntiata adornata attorno d.[ett]a Croce con diversi Bottoni di rame indorati ( vedi nota 2 ),
Due stendardi piccoli p[er] la sud.[dett]a Croce grande ad’uno de quali vi è la Natività della Madonna ad una parte, al’altra vi sono l’im[m]agini di S. Pietro e Paolo con francie di seta di diversi colori attorno, al’altro lato vi è la figura della Madonna con la mezza luna sotto i piedi ad’una parte, ed’al’altra vi sono le figure delli Gloriosi Santi Martiri, Santi Protettori Gio:[vanni], e Paolo
La med.[em]a Chiesa Par[occhia]le have nove calici, Uno de quali con la coppa e sottocoppa d’argento fino col piede di rame indorata, spetta alla Cappella della S[antis]S[im]a Natività di N.[ostro] Sig.[nor]e, come apparisce dal Testamento fatto dalla B.[ona] M.[emoria] di Miss.[e]r Iacovo Polonio.
f. 4v
Altri cinque calici parim.[nt]e di coppa d’argento fino, con sottocoppa, e piede di rame indorata
Altri calici tre sono con coppe d’argento basso indorati con sottocoppe, e piedi indorati, quali calici sopradetti hanno le Patene di rame indorate, e vi è parim.[ent]e un altro calice tutto di Stagno
Un’Ingenziero con Navicella d’argento fino di libre tre con quattro, colonnelle attorno
Una Pisside grande d’argento, col coverchio parim.[ent]e d’argento, col piede di rame indorata con una Crocetta ( chissà se è la pisside riportata nella nota n. 2 n.d.r. )
Una Scatola d’argento fino p[er] il viarico all’Infermi
Una Sfera, seù Ostensorio di rame indorata
Due Lettorini, uno portabile, e l’altro in forma di stipo, quale stà sempre nel Choro
Due libri di carta bergamena, uno continente Introiti delle Domeniche, e delle Ferie, con le note del canto fermo, e l’altro continente le messe de Santi con le note parim.[ent]e di canto fermo (17),
Un altro Antifonario di carta reale p[er] li Vespri grande (18), e l’altro piccolo
Un’ Candeliero grande di legno di Noce p[er] il Cereo Pasquale (19)
Tre Campanelli piccoli p[er] l’elevatione della messa
Due Caldarelle di rame stampate p[er] uso del’acqua benedetta, che si sparge p[er] la Chiesa sopra del Popolo
Un’altra caldarella di rame antica atta, et usa à portare la calce dalli Sagristani p[er] rabboccare le Seppolture de Defonti
Cinque Messali grandi usati, e cinque altri messaletti de morti
f. 5r ( al margine destro è scritto a matita da mano moderna il numero “5” n.d.r. )
Siegue l’Inventario, et annotam:[ent]o de Beni stabili, e Terreni di essa Ven[erabile] Chiesa matrice, in conformità si trovano registrati nel Publico Catasto dell’Uni[versi]tà di Cerchio (20), e sono l’infra[scri]tti
Li numeri posti nel im[m]argine sono carlini di stima del valore di ciascheduna coppa (21) di terreni.
20. T[er]ra in via dritta seù Ripoli, conf.[in]o S.[anta] M.[ari]a Dentro a due lati il S[antis]S[i]mo,
il fosso, e la Via publica, e Vicinale con olmi in essa num.[er]o 14 C[oppe] 3 = p.[ugilli] (22) 19
20 T[er]ra in Brusciano, Conf.[in]o il Convento, Gio.[van]Antonio d’Amore, e
p[er] esso il Mag.[nifi]co Fulgentio d’Amore ( vedi in appendice ), et il
Monte della Pietà di Celano C[oppe] 2- p.[ugilli] 5
16 T[er]ra alla mandola di Picocco, seù Nucicchia confino il Sig.[no]r Medico
Carlo de Andreis del Colle, S. Francesco, l’her.[ede] di Berard[in]o Pietro
Massaro e Gio.[van]Pietro Cicco C[oppe]- p.[ugilli] 3
19 T[erra] à S.[anta] M.[ari]a di Piede Ponte, conf.[in]o di Fran.[cesc]o d’Amore,
Don Berardino Ranalletta, la Madonna di Piede Ponte, Marco di luca
Tuccieri, Dom.[eni]co Tuccieri, e la strada C[oppe] 10- p.[ugilli] 0
Olmi in essa Terra num.[er]o dieci
17 T[erra] ò Rigo Mordano conf.[i]no il Fosso, il Conv.[ent]o e Santa Savina C[oppe]- 8 p.[ugilli] 14
16 T[erra] in Morrone di S. Pietro, conf.[in]o S.[ant]a Savina à due lati, il Convento,
S.[anta] M.[aria] Dentro, il detto Morrone, la Via e D.[on] Fran.[cesc]o Cesareo C[oppe] 7- p.[ugilli] 4
15 T[erra] in S.[anta] Margarita, seù Villa Mayna, conf.[in]o Luca Pane Cascio,
S. Margarita, la Strada, ed il Sig.[no]re D. Filippo Tomassetti p[er] Prato C[oppe] 6 – p.[ugilli] 23
—————————-
Somma, e Siegue C[oppe] 44- p.[ugilli] 18
f. 5v
Siegue, e som[ma] à tergo C[oppe] 44= p.[ugilli] 18
16 T[erra] in Pagliari, conf.[in]o S. Paolo à due Lati, il Reggio Tratturo, e
l’her.[ede] di Gio.[vanni] Tomassetti C.[oppe] 6 – p.[ugilli] 15
23 Prato in Can[n]avine Villa Mayna conf.[in]o Marco di Luca Tuccieri, la
Via, e Gioseppe Matteo d’Alesandro del Colle C[oppe] 2- p.[ugilli] 1
14. T[erra] in Prati conf.[in]o il Purgatorio, li Iacobacci, Fran.[cesc]o
Antidormi, l’Inculto, et Agostino Cipriano C[oppe] 6- p.[ugilli] 16 ½
10 T[erra] in Palignano, conf.[in]o il Popolo, e li Paolini C[oppe] 4 . p.[ugilli] 15 ½
10 T[erra] in Palignano, seù Ponte, conf.[in]o Francesco Antidormi,
et altri dal Bastardello (23) V.[ecchio] f.[olio] 195. C[oppe] 4- p.[ugilli] 15
23 Prato in Prata di Flimini, fù di Gio.[vanni] Pietro Cicco C[oppe] 0- p.[ugilli] 17
15 T[er]ra in Castigliano, Confino Sante di Carosone C[oppe] 1- p.[ugilli] 19
15 T[er]ra] in S.[anta] Margarita, confino S.[anta] Margarita, et altri
Confini, 2[second]o il Catasto Vecchio (24) C[oppe] 2- p.[ugilli] 12 ½
20 T[erra] in Fonticella, conf.[in]o il Convento à due lati Luca Pane Cascio
il Capitolo di Pettorano l’her.[ede] di D.[on] Gio.[vanni] Zanna, et altri C[oppe] 2- p.[ugilli] 7 ½
Grotte in essa, et Olmi n.[umero] 8, e Noce Una,
19 T[erra] in Ripoli, conf.[in]o la S[antis]S[im]a Trinità d’Aielli, La Strada,
l’her.[ede] di D.[on] Fabritio d’Amore, et il Popolo, e p[er] esso
Gio.[sepp]e Todesci C[oppe] 12- p.[ugilli] 9 ½
Olmi in essa num.[er]o ottanta cinque 85
Arbori di noce n.[umero] nove, e pera due 11
Albucci seù pioppi num.[er]o tredici 13
17 T[er]ra in Carmenando, seù Patiano, c onfino il Sig.[no]r D.[on]
Filippo Tomassetti, Gios.[epp]e Matteo d’Alesandro, Tomasso
Antidormi, et il Rosario C[oppe] 6 – p.[ugilli] 00
——————————–
Som[m]a, e siegue C[oppe] 94 -p.[ugilli] 21 ½
f. 6r ( al margine destro è scritto a matita da mano moderna il numero “6” n.d.r. )
Siegue, e som[m]an’Incontro C[oppe] 92 = p.[ugilli] 21 ½
20 T[er]ra con arbori in Fonticella conf.[in]o il Convento à due lati, e Luca
Pane Cascio C[oppe] 1 – p[ugilli] 12
18 T[er]ra in Colle à Circhio, conf.[in]o Fran.[cesc]o Martellozzo il
Sig.[no]r Maceroni, e la Via à due lati C[oppe] 4 – p.[ugilli] 0
20 T[er]ra in Ripoli, conf.[in]o l’her.[erde] di Gio.[vanni] Tomassetti,
il Convento, la Via, et il fosso C[oppe] 6 – p.[ugilli] 20
Olmi in essa n.[umer]o 10, et Albucci n.[umer]o 8.
40 Vigna in Colle S. Andrea, seù Fonticella conf.[in]o Gio.[vanni]
Ant.[oni]o Tuccieri, con la corrisponsione di carl[ini] venti cinque l’anno C[oppe] 4 = p.[ugilli] 24
—————————-
Olmi in essa n.[numer]o sei, mandole, e mela n.[umer]o 14 C[oppe] 112 – . 0 ½
Casa da cielo à terra sopra la Piazza, conf.[in]o la d[ett]a Piazza, la Chiesa medema,
et il mag.[nifi]co Liborio Cimini di membri due, quale si trova p[er]uso della Sagrestia, e Coro.
f. 6v
I.M.I. 1729
Inventario de Beni Mobili, e Stabili, ed ‘altri Suppellettoli diversi della chiesa Matrice Par[r]occhiale della T[er]ra di Cerchio fatto nella Pro[cu]ra del Rev.[erend]o D. Bartolomeo Pietro Cicco, ut Intus “
Note
- Tale annotamento ed inventario fu redatto senza alcuna ombra di dubbio, anche se in questo documento non compare il suo nome, dall’ esperto agrimensore cerchiese Luca Ciotti ( vedi in appendice ). Possiamo affermare ciò in quanto nell’archivio Parrocchiale di Cerchio, ora conservato nell’archivio della Diocesi dei Marsi in Avezzano, vi è collocato un documento che alla fine, a mò di regesto reca così scritto: “ 1729. Inventario de Beni mobili, Suppellettoli, e stabili della ven.[erabile] Comp.[agni]a del S[antis]si]mo Sacram.[ent]o q[ue]sta di Cerchio, fatto da me Luca Ciotti nella Procura di Cesare Tuccieri, e Clemente Iacobbaccio, ut Intus. Primo sbozzo”. Siccome la scrittura è la stessa ciò ci autorizza, senza alcuna tema di smentita, che appunto il redattore del nostro documento fu il sopracitato Luca Ciotti, il quale fece un altro “primo sbozzo”, sempre collocato nell’archivio parrocchiale di Cerchio ed ora conservato nel citato archivio della diocesi di Avezzano, dell’ “Inventario, seù an[n]otam.[ent]o di tutti li Beni mobili, e Stabili della Ven.[erabile] Comp.[agni]a del S[antis]S[i]mo Rosario di Cerchio fatto nell’amministratione del Rev.[erend]o Can.[nonic]o Don’ Nicola d’Amore da me Luca Ciotti à tal carica eletto in questo corrente Anno 1729. Laus sit semp[er] Deo Beate Virginis Marie Primo sbozzo” da me pubblicato con il titolo: ”L’inventario della Compagnia del Santissimo Sacramento di Cerchio nel 1729”, Museo Civico di Cerchio, Quaderno n. 14, Anno I, 1998. Nel medesimo anno 1729, il Nostro, compila anche gli inventari della “Compagnia del SS.[santissi]mo Rosario” e del “ Suffragio del’Anime del Purgatorio”. Documenti questi ora conservati, come gli altri, nell’Archivio della Diocesi dei Marsi in Avezzano.
- Di questo sacro edificio, come degli altri del nostro centro, non sappiamo l’anno di erezione. Era ubicato nella parte alta del paese attualmente nota in dialetto “ngastej’”: in castello. Il documento più antico in nostro possesso che parla di tale chiesa è l’iscrizione posta nel verso della citata croce grande, astile, d’argento sbalzato, di scuola sulmontina, del 1484, dove, come abbiamo riportato nella nota n. 76 ( pp.25-26 ) nel verso, dove è apposta la sopracitata iscrizione, è riportata sopra, nella barra orizzonatale delle citata croce, in due circolari placche argentee, la scena dell’Angelo inginocchiato in una e, nell’altra la Madonna dell’Annunziata seduta in trono. Molto probabilmente al sunnominato anno 1484 è da datare la pisside argentea conservata presso l’abitazione del parroco da me vista il primo aprile 2013. La pisside ( misura mm. 90 in altezza e mm. 85 in larghezza) reca due scritte, una sopra al coperchio (dove è infissa una piccola croce): “ + EGO SUM PANIS VIVUS QUI DE CELO DESCENDIT “ e l’altra intorno al piccolo fusto: “ + SIQUIS MANDUCAVERIT EX HOC PANEM VIVET IN ETERNUM” recante impresso sul coperchio e sul fusto il punzone sulmonese “SUL”. Grazie alla “relazione” del regio tavolario Donato Gallarano dell’inizio del XVIII secolo ( 1718-1723) riusciamo a capire com’era ( l’avvocato nonché senatore del regno d’Italia onorevole Gennaro Manna nella sua sopra citata “ Vertenza Cerchio-Collamele- Parere Gennaro Manna”, riporta acutamente il “pezzo” riguardante Cerchio).
- Benedetto XIII. “ Pier Francesco Orsini ( Gravina 1649-1730 ). Domenicano; papa dal 1724 al 1730. Lasciò governare il cardinale Coscia che si macchiò di gravi abusi.” Nuova Enciclopedia” Editrice Italiana di Cultura, vol. I, A-B, Arti Grafiche “ La Moderna”, Roma, 1966, p. 453.
- Unità di misura. Nella seconda metà del ‘600 a Cerchio esistevano due tipi di Canna: nel 1677, come si rileva nel catasto del Convento degli Agostiniani Scalzi, conservato nel Museo Civico di Cerchio, la Canna era composta da “[…] palmi otto mercantili Napoletani che al presente si costuma in questa Terra di Cerchio delle quali canne ogni cento di esse fanno una coppa[…]” e nel 1680, come riporta il Catasto del Gentilesco di Cerchio compilato il 28 giugno 1680 e conservato nell’Archivio di Stato dell’Aquila, la canna era composta da”[…] palmi otto Napoletani et ogni cento venticinque canne fanno una coppa, e cinque di esse fanno 1 pugillo, conforme l’antico usato solito di essa Terra[…]”. Amiconi F.: ” Il catasto del Convento op.cit.”.
- Un carlino era composto da 10 grana.
- Forse sono i due speculari reliquiari lignei dorati ante 1647 collocati nel Museo Civico di Cerchio.
- E’ sicuramente il reliquiario in argento fuso di scuola sicuramente romana ( vi è impresso il punzone raffigurante un’ancora e due chiavi incrociate ) recante, alla base, la data del 1727 conservato nel Museo Civico di Cerchio. Misura in altezza cm. 39 : i due martiri misurano uno 29 centimetri e l’altro 30.
- Eletti come santi Protettori di Cerchio nel 1705. Nel Museo Civico di Cerchio si conserva il documento originale, recante la data del 5 dicembre 1705, inviato dalla Sacra Congregazione dei Riti di Roma alla comunità religiosa cerchiese attraverso il quale si approvava, in quanto non vi erano “[…] alios Patronos neque Principales, neque minus Principales habeant”, i santi Giovanni e Paolo Martiri come Protettori di Cerchio. Nel retro vi è la ratifica, inviata ai nostri antenati, emanata dal vescovo dei Marsi Mons. Francesco Berardino Corradini (1680-1718) recante la data del 4 giugno 1706.
- Compagnia del Santissimo Rosario. Nell’Archivio Parrocchiale di Cerchio, ora in Archivio della diocesi dei Marsi in Avezzano, si conservano i “ Capitoli della nuova Confraternita del S[santis]S[i]mo Rosario “ confraternita eretta il 25 marzo 1624. Vedi Amiconi F.:” Gli statuti delle confraternite di Cerchio”, Museo Civico di Cerchio, Quaderno n. 38, Anno II, 1999.
- E’ collocato nel Museo Civico di Cerchio.
- E’ mons. Francesco Berardino Corradini vescovo dei Marsi dal 1680 al 1718.
- Tale dipinto ( è una pala d’altare ) reca la data del 1571 ed è opera di un certo “Marcus Antonius” ( misura cm. 220×160 ). Tale opera è stata restaurata dalla Sovrintendenza dell’Aquila.
- Le due statue lignee policrome ( misurano entrambe cm. 133 ) si conservano nel Museo Civico di Cerchio. Sono quasi speculari in una di esse, quasi nascosta dal panneggio, compare una testolina di agnello forse è una singolare firma dei committenti che dovevano far parte della ricca classe dei locati : i facoltosi proprietari di greggi di Cerchio.
- Unità di misura pari a Kg. 0,320759 in AA.VV. “ Raccolta provinciale degli usi”, Revisione ed aggiornamento eseguiti nell’anno 1985- A cura della camera di Commercio Industria e Artigianato e Agricoltura L’Aquila, Tip. Dominici Avezzano, s.d.
- Unità di misura pari ad 1/9 di Canna ( nel 1825 ) e pari ad 1/8 di canna nel 1845. Nel 1841 un Palmo misurava cm. 26,4.
- Unità di misura pari, nel 1841, a 3 Palmi pari a m. 0,78101.
- Molto probabilmente sono i due antifonari noti come “ antifonario ante 1457” ( mm. 485×360 ) e il “ Graduale <<Licharane>> “ ( mm. 478×342 ) ai quali sono state cinicamente asportate quasi tutte le miniature . Vedi Amiconi F.: ” I codici musicali di Cerchio e la loro importanza per la storia locale“ in AA.VV..” La musica sacra nella provincia dell’Aquila La Marsica”, a cura di Gianluca Tarquinio, Ianieri Editore, Pescara, 2009, Arti Grafiche Picene, 2009.
- Molto probabilmente è l’antifonario a stampa del 1548 ( mm. 424×280 ) il quale è stato oggetto del medesimo trattamento riservato ai due sopramenzionati preziosi libri musicali. Vedi Amiconi F.:” I codici musicali di Cerchio op.cit.”.
- Ancora oggi viene usato nelle funzioni inerenti la Settimana Santa. E’ collocato nell’attuale chiesa parrocchiale di Cerchio.
- Attraverso il contenzioso “ Per la Baronessa D.[onna] Girolama Matucci Tomasetti. Colla Università di Cerchio. da trattarsi nel S.[acro] R.[egio] C.[onsiglio] a relazione del regio Consigliero Illustre Marchese di Villabruna Signor D.[on] Francesco Condè. Coll’intervento dello Spettabile Signor reggente Presidente del S.[acro] R.[egio] C.[onsiglio]” da me ristampato nei Quaderni del Museo Civico di Cerchio con il titolo:” Sommosse popolari nella Marsica agli inizi del ‘700” ( n. 46, Anno III,2000) apprendiamo che nel 1574 l’Università di Cerchio aveva fatto redigere ad un anonimo catastiere un catasto municipale . Questo è forse quello citato da Luca Ciotta (o Ciotti)? Presso l’Archivio di Stato dell’Aquila sono depositati 6 catasti cerchiesi: 1) “Libro dell’Università di cerchio seu Bastardello di Catasto” anteriore al 1617 ( in modo erroneo è riportato anteriore al 1622), numero di inventario 191; 2)Catasto del 1680, numero di inventario 41;3) Catasto Gentilesco del 1680, numero di inventario 42; 4) Catasto anteriore al 1735, numero di inventario 43; 5) Catasto secolo XVIII, numero di inventario 193; 6) Catasto del 1746, numero di inventario 192. Presso l’Archivio Storico del comune di Cerchio si conserva il “ Catasto geometrico della proprietà del Comune di Cerchio nei tenimenti di Aielli Cerchio e Collarmele- Cerchio 2 Marzo 1896” ( molto probabilmente l’autore fu Vincenzo Carusoni). Nel museo civico di Cerchio si conserva anche il “ Catasto del venerabile Convento de Padri Eremitani Scalzi di S. Agostino in S. Maria delle gratie detta Corbarola di Cerchio Fatto da me Ferrante Cocuzzio della Villavallelonga l’Anno del Sign[ore] MDCLXXVII Laus Deo semper beatae g.[ratiarum] Mariae Virgini et Beato patri Augustino Amen Amen” ( vedi Amiconi F.: “ Il catasto del Convento degli Agostiniani Scalzi in Cerchio” in AA.VV.: ”Cabrei e Catasti tra Stato Pontificio e Regno delle Due Sicilie” Atti del Convegno di Studi Civitella Roveto, Sala Polivalente 23 settembre 2000 a cura di Eugenio Maria Beranger e Riccardo Garbini da un’idea di Eugenio Maria Beranger, Tipoligrafia “La Monastica”, Abbazia di Casamari (FR), 2006.
- Coppa, Unità di misura pari a 100 canne come abbiamo visto nel 1677 e 125 canne nel 1680. Nel 1825-1831 e nel 1845 la Coppa era composta da 100 Canne. Nella seconda metà del XIX e XX secolo nel territorio di Cerchio esistevano, come attualmente esistono, due tipi di coppe una misura mq. 448 e l’altra, quella fucense, misura mq. 500. Coppa unità di misura per aridi pari a Kg. 10,50 di grano sconcio e pari a Litri 14 (secc. XIX-XX-XXI).
- Unità di misura pari, nel 1680, come abbiamo visto, a 5 canne.
- Vedi nota 20.
- Vedi nota 20.
CAPITOLO SECONDO
ARCHIVIO DELLA DIOCESI DEI MARSI AVEZZANO
C 28/680
“ f. 1r ( al lato destro è scritto a matita da mano moderna il numero “ 1“ n.d.r. )
Inventario, de Beni Mobili, Suppellettoli, e Stabili della Ven.[erabile] Società del S[antis]S[i]mo Sacramento (1) della T[er]ra di Cerchio fatto nella Pro[cu]ra di Cesare Tuccieri, e Clemente Iacobbacci, di detta T[er]ra, ut Intus (2)
f.1v
[ foglio In bianco n.d.r. ]
f. 2r ( è scritto a destra, a matita, da mano moderna il numero “ 2” n.d.r. )
In Dei Nomine Amen
Inventario, seù Registro, et annotam.[ent]o di tutti li Beni, sì Mobili, Come Stabili, spettanti, ed’appartenenti alla Ven.[erabile] Compag.[ni]a, seù Confratenità del’ S[antis]S[i]mo Sacram.[en]to, et Altare Maggiore nella Chiesa Par[rocchia]le di questa Terra di Cerchio sotto il titolo della S[antis]S[im]a Nuntiata volgarm.[ent]e detta S.[ant]a M.[ari]a Dentro, si come si trovano registrati nel Pub.[li]co Cat.[ast]o Orig[ina]le (3) di essa Te[r]ra, da conservarsi nel’Archivio 2[econd]o la S.[anta] M.[emoria] Papa Benedetto XIII feliciter Amen 1729. Principiando da i mobili nell’infra[scri]tto modo si descrive[ran]no.
In p.[rim]is Una Croce, con Giesù X[Cris]po Crocifisso, con la sua tovaglia di Damasco fiorata di color’ rosso p[er] di sopra d’intorno dedita, et usa p[er] le Processioni
Un’ Baldacchino usato parim.[en]te di Damasco rosso fiorato con le banderole, seu zennine con francie intorno, e con figure della Passione di Giesù Christo.
Un’altro Baldacchino usato, e più antico di Cottone, seù mezza Seta fiorato bianco, e rosso, con zennine, seù banderole con francie intorno
Otto candelieri grandi di stagno, e quattr’altri più piccoli ordinary parim.[en]te di stagno, cioè due nuovi, e due usati
Sei candelieri grandi di legno inargentati, e sei altri più piccoli parimente di legno indorati
Due Statuette d’Angioli grandi indorati, fatti di legno con candelieri piccolini nelle mani, e due piccioli indorati
Una Statuetta piccola di N[ost]ro Sig.[nor]e con la crocetta in mano
Quattro Vasi de fiori inargentati di legno grandi, et otto piccoli parimente di legno indorati
Otto rami
f. 2v
Sieguono i Beni Mobili, e Suppellettoli
Otto rami de’ Fiori inargentati, quattro grandi, e quattro piccoli
Sei altri rami de Fiori di tela fina bianca, e rossa, e quattr’altri fiori usati di vary colori
Una Carta gloria indorata col Lavabo, et in principio Due altre Carte glorie usate, et un Baldachinetto grande indorato ed un altro più piccolo p[er] l’Espositione del Venerabile
Un’ Parato fiorato dentro, e fuori pavonazzo; e rosso di tela ordinaria
Un altro Parato novo d’oro pelle rosso infiorato
Due altri parati usati pavonazzi fioreggiati diversamente
Un’ Confalone usato con l’Im[m]agine del Santiss.[im]o Sagram.[ent]o da una parte, e dall’altra la Madonna del Carmine
Due Candelieri alti, e grandi indorati, con tovagliole intorno p[er] portare avanti a d[ett]o Confalone nelle Processioni
Un’ Lanternone grande mezz’indorato, e due altri più piccoli di Latta p[er] uso delle processioni
Due altri Lanternoni più piccoli usati parim.[ent]e di Latta
Tre’ Bastoni di legno alti con l’im[m]agine in cima del S[antis]S[i]mo Sacram.[en]to, col cerchio indorato intorno
Un’ Lanternone grande usato, et antico, che stava p[er] coprire La Lampada
Una Lampada grande d’ottone, che del continuo stà accesa avanti L’Altar maggiore del S[antis]S[i]mo Sagram.[en]to
Quattro pezzi di tela stampata gialla longhi, ed un’altro pezzetto piccolo del’istessa qualità in uso del Sepolcro, e delle colonne
Due altri pezzi di tela grandi usati, di color rosso, e giallo
Quattro Cuscini d’Altare d’oro pelle stampata, e due paonazzi
Due altri Cuscini d’oro pelle stampata di color’ rosso
Due altri Cuscini usati di seta rossa, alquanto laceri
Quattro Cuscini antichi di tela di vary, e diversi colori
Un’ Canopeo di seta bianca, et un altro di seta gialla p[er] il Tabernacolo
Un altro
f. 3r ( al margine destro è scritto a matita da mano moderna il numero “ 3 “n.d.r. )
Mobili, e Suppellettili
Un’ Canopeo di Seta verde, et un altro di seta rossa usati
Un altro canopeo Pavonazzo p[er] d.[ett]o Tabernacolo
Un’Arca seù Cassa grande di noce con la serratura ove si conservano Le Veste de Confrati, Tovaglie, e scritture di essa Comp.[agni]a
Un’altra cassetta parimente di noce senza serratura, piccola
Un’ Cassettino piccolo pitturato fino p[er] l’espositione del S[antis]S[i]mo Sacram.[ent]o nel Sepolcro la Settimana Santa
Tovaglie d’Altare num.[er]o quattordici di diversa lunghezza di tela bianca lavorato con diversi lavori
Altre tovaglie quattro d’altare con Lavoro di seta diversa
Due Lenzuola di tela bianca con liste torchine, e l’altro rosse in mezzo
Altre Tovaglie di tela bianca di mezza canna l’una in circa con diversi lavori di seta intorno
Altre Tovaglie di tela bianca p[er]venute da i mortuory (4) num.[er]o venticinq[ue];
Sette Cuscini, seù voglieri di tela bianca con diversi lavori usati
Un’ Fazzoletto, seù incappaturo da testa di donna di seta usato con rose rosse di seta, et altri diversi colori
Veste, seu Sacci de Confrati di tela rossa (5) p[er] le processioni num.[er]o 25
Una coperta di Lana usata fatta à mostaccioli bianca, e torchina
Due Longelle, seù Cogne Una grande, et una piccola da tener’ l’oglio
Un’ Buzzichetto di latta da portarci l’oglio alla Lampada, e Lampadini con suo maniero, seù scom[m]arello di ferro che si tiene dal Sagrestano
Un’ Baccile Largo d’Ottone fioreggiato (6), ove si fa l’offerta nel Seppolcro
Un’ Campanello grande, et uno piccolo p[er] quando esce fuori della Chiesa il Venerabile in processione Le 3.[terz]e Domeniche (7)
Quattro libre di stagno avanzato alli Candelieri novi
Un’ Baldacchino grande, che si trova in cima del Altare del S[antsis]S[i]mo Sagram.[ent]o colla pittura del S[antis]S[im]o Nome del Giesù nel mezzo con Li suoi Splendori intorno di tela fiorata rossa, e torchina con stelle e calici alli quattro angoli, e banderoli intorno
f. 3v
Sieguono i Privileggi, Istrom.[en]ti, et altre diverse scritture, e sono
Un’ Privilegio, seu Bolla antica stampata in carta beregamena che principia In Dei No[m]i[n]e Amen Spedita da Papa Paolo 3°(8) sotto li 18 Aprile 1546 (9) con le piture, seù im[m]agini à Capo il Calice del S[antis]S[i]mo Sacram.[en]to in mezzo et à man’ destra, e sinistra S. Rocco, e S. Sebastiano, e con altre figure, e pitture à mezze lettere d’oro, e diversi fiori di vary colori, appartenente detto Privileggio sopra tutti gl’oblighi che han[n]o li frat[el]li d’essa Ven[erabile] Compagnia, ed’ altre prerogative si come in d.[ett]o Privilegio cui.
Un’ altro Privilegio sotto il primo Luglio 1627 confirmato, et autenticato dal Vescovo di Pescina sotto li 2 7[sette]mbre 1627 (10) continente di molte, e diverse Indulgenze concesse da diversi som[m]i Pontefici a tutti li frat[el]li, e sorelle di essa Ven.[erabile] Comp.[agni]a; con due Angioli nel mezzo che sostengono il calice del S[antis]S[i]mo Sacram.[ent]o, à man’ destra, e sinistra l’im[m]agine di S. Pietro, e Paolo, e della Beatiss.[im]a Vergine, nel mezzo di esso S. Bartolomeo, e S. Lucia, parimente stampato in carta bergamena con suggello di cera di Spagna dentro, e fuori, con l’impronta del S[antis]S[im]o Sacram.[ent]o chiuso in una scattola d’ottone fino, che principia In X[cris]pi No[m]i[n]e Amen
Un altro Som[m]ario di più, e diverse Indulgenze concedsse da Som[m]i Pontefici a frat[el]li, e sorelle di essa Comp.[agni]a in tutte le 3.[terz]e Domeniche, nel Corpus Domini, e p[er] tutta l’ottava giorni di quaresima, festi principali di prima classe, ed’altri tempi del anno cui
Un’Istrom.[ent]o di ricompra fatta da Bartolomeo Cappelli della casa gentilesca che fù di Gio.[van]croce Pincarelli seù Pietro Massaro dentro La T[er]ra di Cerchio, e da esso Cappelli riceduta alla Compagnia sotto li 8 Ap[ri]le 1551 con l’Entapoca, e beneplacito di Dionisio Moscatello Erario Gen[era]le del fù Duca d’Amalfi, per docati (11) quaranta, come app.[ar]e dal d.[ett]o Istrom.[ent]o rogato p[er] m.[an]o di Not.[a]r Gio.[van]Ant.[oni]o Ricci, ove si trova p[rese]ntem.[ent]e l’Altar’ magg.[io]re del S[antis]S[i]mo Sagram.[ent]o
Un altro Istr.[umento]
f. 4r (al margine destro è scritto a matita da mano moderna il numero “4” n.d.r. )
Sieguono Istrom.[ent]i, et altre diverse Scritture
Un’altr’Istrom.[ent]o d’un’altra Casa gentilesca dentro la T[er]ra di Cerchio confino essa Chiesa, e Bartolomeo Cappelli à due Lati che fù di Gio.[van]Pietro Massaro alias Pincarelli p[er] duc.[ati] quaranta, come p[er] istrom.[ent]o p[er] M.[an]o di Not.[a]r Tomaso Capoccetti (12) sotto li 21 Apr[i]le 1551 ove parim.[ent]e si trova il med.[em]o Altare del S[antis]S[im]o
In’Antapoca di essa Casa spedita sotto li sette Giugno 1549 da Dionisio Moscatello Erario Gen[era]le del fù Duca d’Amalfi p[er] duc[ati] 13=66 2/3
Un’altr’Istrum.[ent]o di compra d’una Casa gentielsca dentro la T[er]ra di Cerchio da Cielo à terra, che fu parim.[ent]e di Gio.[van]Croce Pincarelli p[er] docati quaranta conf.[in]o la Via pub[lic]a; Bartolomeo Cappelli, e l’Ecclesia, ove p[rese]ntemente si trova d.[ett]a Chiesa, come p[er] istrom.[ent]o rogato p[er] M.[an]o di Not.[a]r Marc’Ant[onio] Zanna sotto li 13 Marzo 1563; con l’Antapoca in piedi del med.[emo] Istrom.[ent]o spedita da Matteo di fosca sotto il primo 8[otto]bre 1563 per ducati 13=66 2/3, come Erario G[e]n[era]le del fù Duca d’Amalfi
Un Testamento chiuso fatto da Gio.[van]Pietro Paolini sotto li 20 d’Agosto 1613 p[er] M.[an]o di Not.[a]r Gio.[van] Ferdinando Ricci (13) in cui lasciò herede la d.[ett]a Comp.[agni]a del S[antis]S[i]mo Sacr[ament]o di tutti li suoi Beni, e stabili, col peso di farli celebrare, una messa de morti ogni mese p[er] l’anima sua
Un’ Memoriale col rescritto dell’Ecc.[ellentisssi]mo Prencipe Peretti (14) sopra la pertubatione del possesso della pred.[ett]a heredità, dalle parenti Lagatary del pred.[ett]o Gio.[van]Pietro Paolini fatto sotto li 13 Luglio 1621 cui
Un’istrom.[ent]o d’un pezzo di terra à Fonticina comprata ad’istinto di candela p[er] docati sei, e fù di Gio:[vanni] Polonio p[er] istrom.[ent]o rogato p[er] M.[an]o di Not.[a]r Sante Pantano sotto li 10 Agosto 1626 al quale
Una scrittura di compra d’un’Casaleno scoverto in Piazza conf.[in]o
f. 4v
confino essa Comp.[agni]a, fù di Matteo Varanelli p[er] docati sei, e mezzo, fatta p[er] mano di Vergilio Petracca sotto il primo di Giugno 1628
Un’altra scrittura di compra d’un’pezzo di T[er]ra in Carmenando fù di Berard.[in]o Mione p[er] carl[in]i trenta due, fatta p[er] M.[an]o di D.[on] Fran.[cesc]o Ant.[oni]o Varanelli sotto li 6 9[nove]mbre 1633
Un’altra scritt.[ur]a, seù donatione fatta dal D.[otto]r Luca Col’Ant.[oni]o, e fra[te]lli d’un pezzo di T[er]ra di cop.[p]e dieci in circa alle fosse seu Prati conf.[in]o La Via, Pietr’Ant.[oni]o Col’Ant.[oni]o, e Ventura d’Amore scritta sotto li 3 Febraro 1646 p[er]mano di Gio.[van]Battista d’Amore
Un’altra scrittura di donatione fatta da Faostina di Gio.[van]Rosato Col’Antonio d’un’pezzo di T[er]ra loco d.[ett]o Pezzo grande, conf.[in]o la Via et esso S[santis]S[i]mo Sac[ramen]to, scritta p[er]M.[an]o di d.[on] Cesare Col’Ant.[oni]o (15) sotto li 29 7[sette]mbre 1650
Un’altra scrittura di donatione fatta da Vittoria moglie di Gio.[van]Pao.[lo] d’Amore Paolini, d’alcuni Beni stabili, et una Casa in Borgo(16) sotto li 14 X[dece]mbre 1651 scritta p[er] M.[ano] del Rev.[erendo] D.[on] Cesare Col’Antonio
Un’altra scrittura di donatione fatta da Catarina del q[uonda]m Sante di Ciofano di sei pezzi di terreni aratore, si come in essa donatione appare scritta p[er] M.[an]o di D.[on] Cesare Col’Ant.[oni]o sotto li 25 Ap[ri]le del’anno 1656
Una scrittura di concessione d’una stalla in Corbarola, conf.[in]o la strada, l’her.[ede] di Dom.[enic]o Iacobacci, li Tomassetti, et altri, ceduta alla Comp.[agni]a da Giovanna figlia di Benedetto Colasante p[er] doc.[ati] sette, e grana Novanta due dico d[ocati] 92 scritta p[er] mano di D.[on] Iacovo Polonio(17) sotto li 15 7[settem]bre 1661
Un’altra scritt.[ur]a di donatione fatta da Lisa Varanelli d’un pezzo di T[er]ra loco d.[ett]o Rovella conf.[in]o D.[on] Franc.[esc]o Ant.[oni]o Varanelli, il Monte et altri, scritta p[er] M.[an]o di D.[on] Fabio Muty sotto li 18 di 7[sette]mbre del’anno 1644
Una Scritt.[ur]a
f. 5r ( al margine destro è scritto a matita da mano moderna il numero ” 5” n.d.r. )
Sieguono Scritture, e istrom.[ent]o
Una scrittura di permuta di due coppe di T[er]ra in Preturo cambia con li RR.[reverendi] PP.[padri] del Convento di Cerchio (18) con altre cop.[p]e quattro di T[er]ra à Flimini da med.[em]i date alla Compagnia fatta per mano di D.[on] Iacomo Polonio sotto li 2 Genn.[ar]o 1671
Un’Istrom.[ent]o d’Enfiteusi con Decreto di Monsig.[no]r Corradini Vesc.[cov]o di Pescina contro Bened.[ett]o Fosca d’un’pezzo di T[er]ra a S. Lucia dal med.[em]o invignata con la corrisponsione di sei carlini l’an[n]o fatta soto li 21 X[dece]mbre 1680
Un’Libro Maestro de Conti, seu Bilanci de Significatorie principiato sin’dal’anno 1695 d’altezza quattro dita (19), et un’palmo (20) di Longhezza
Un’Mem[moria]le col suo rescritto di Monsig.[no]r Ill.[ustrissi]mo Vescovo di Pescina col Decreto di manutenzione del Granaro, seù stanza sotto la Chiesa p[er] il possesso se gli era perturbato dalli Pro[curato]ri del S[antis]S[i]mo Nome del Giesù, cui
Detta Ven[erabile] Comp.[agni]a have il suo Altar’Maggiore del S[antis]S[im]o Sacram.[ent]o eretto dentro La Chiesa Matrice Par[rocchia]le sotto il titulo della S[antis]S[ima] Nuntiata volgarm.[ent]e detta S.[anta] M.[aria] Dentro di d.[ett]a T[er]ra di Cerchio, in cui stà il Tabernacolo indorato con una Crocetta di Giesù X[Cris]po in cima, e col Padre Eterno, e dodici Apostoli, e diversi Cherubini, tutti dipinti in Calce, seù à guazzo, Le Pietre di esso Altare sono indorate. Ma apena si conosce L’indoratura p[er] esser’antichissimo, Sopra Seù in cima di esso Altare vi è il Baldacchino di tela torchina nel mezzo, col nome del Giesù dipinto con i suoi Splendori, e stelle d’intorno, et L’altra parte di tela intorno è di color rosso fioreggiata, e con Zennine, seù banderole che pendono d’intorno e col calice del S[antis]S[i]mo Sacr[ament]o alli quattro Angoli di detto Baldacchino.
f. 5v
Annotamento de i Terreni di essa Ven.[erabile] Compag.[ni]a
Li numeri posti nel Im[m]argine sono carlini di stima del valore e prezzo di ciascheduna coppa di Terreno
18 Terra in Ceppa, seù Nucicchia, conf.[in]o S.[anta] Maria Corbarola à due lati, e la
Strada C.[oppe] 4=p.[ugilli] 21
17 T[er]ra in Chiuse di Flimini, conf.[in]o il Monte della Pietà di Celano, la Cap[pel]la
del Carmine, Marco, e Martino Ciofano, la Strada e Gio.[van]Iacomo d’Amicis,
con un’ olmo C[oppe] 18= p.[ugilli] 0 1 ½
16 T[er]ra in Pezzo grande confino l’her.[ede] di Loreto Mione, il Convento,
l’Ospedale, e la strada, cop.[pe] sei, e pugilli ventiquattro C[oppe] 6 – p.[ugilli] 24
20 T[er]ra in Campoli confino Agostino di Stefano d’Amore à due Lati, L’her.[ede]
di Berardo Meogrosso, e la Sig.[nor]a Elisabetta Amorosi Masciarelli di Celano C[oppe] 1- p.[ugilli] 6
14 T[er]ra in Carmenando conf.[in]o Gio.[van]Bat[tis]ta di Domenico di Legge
del Colle, S. Francesco, e Pietr’Antonio Carosone à due lati C[oppe] 3- p.[ugilli] 19
14 T[er]ra ibid[em], seu Patiano, conf.[in]o il Popolo, e l’her[ede] di Francesco
D’Amore, S. Vito, li Tomassetti, et il Popolo C[oppe] 3 – p.[ugilli] 17
14 T[er]ra ibid[em] seù Patiano, conf.[in]o S. Margarita à due Lati, l’her[ede]
d’Angela Pietro Iusti, e S. Maria Dentro C[oppe] 3 – p.[ugilli] 0
—————————-
Som[m]a, e siegue C[opp]e 42 – p.[ugilli] 0
f. 6r ( al margine destro è scritto a matita da mano moderna il numero “6” n.d.r.)
Siegue, e somma in contro C[oppe] 42 = p.[ugilli] 00
10 T[er]ra in Rovella, conf.[in]o Tomeo d’Amore, l’her[ede] di D.[on] Giosep[p]e
Ranallo del Colle à due lati, il Convento, Fran.[cesc]o Ramelli, e l’Inculto, seù
Monte C[opp]e 11 – p.[ugilli] 17
10 T[er]ra ibid.[em] conf.[in]o il Convento, La Madonna della Misericordia, e
l’Inculto C[oppe] 3- p.[ugilli] 2 ½
20 T[er]ra in Fonticino confino il Popolo p[er] Felice d’Amore, e Loreto Mione
prò uxore C[oppe] 2 = p.[ugilli] 14
20 T[er]ra ibid.[em] conf.[in]o Loreto Mione, et il fosso C[oppe] 2- p.[ugilli] 2
Olmi tre Noci due, et un’ ceraso in essa
15 T[er]ra in Ripoli conf.[in]o D.[on] Marc’Ant.[oni]o Pantano ( vedi appendice ) il
S[antis]S[im]o Rosario, Ant.[oni]o Fasciano prò uxore, e la strada C[oppe] 3 – p.[ugilli] 7 ½
19 T[er]ra sotto lim[m]iti, conf.[in]o la Madonna di Piede Ponte, e D.[on]
Berard.[in]o Ran[n]alletta C[oppe] 1 – p-[ugilli] 9 ½
16 T[er]ra i Fonte di Troppegliano conf.[in]o la Madonna di Piede Ponte,
Valerio d’Amore p[er] il Popolo, e la Via C[oppe] 0 – p.[ugilli] 24
18 T[er]ra sotto Lim[m]iti, conf.[in]o La Mad.[onn]a di Piede Ponte, e la Via
Vicinale C[oppe] 2 – p.[ugilli] 11
17 T[er]ra al Turco seù Pizzone di S.Pietro conf.[in]o il Purgadorio, e la Via C[oppe] 2 – p.[ugilli] 9
23 Prato in Ponticilli, conf.[in]o il Popolo, li Paolini di Magliano, e la strada C[oppe] 1 – p.[ugilli] 3 ½
23 Prato in Flimini, conf.[in]o Fra.[ncesc]o d’Amore, La Via, et Marco Ciofano,
e nipote C[oppe] 1- p.[ugilli] 0
——————————-
So[m]mano C[oppe] 74 – p.[ugilli] 0
f. 6v
Siegue, e som[m]an’à tergo C[oppe] 74 = p.[ugilli] 00
23 Prato in Flimini, conf.[in]o Angela Pietro Iusti, Marco, e Martino Ciofano,
e Cesare Tuccieri, cop.[pe] una, e pugilli dieci nove C[oppe] 1 – p.[ugilli] 19
23 Prato in Cannavine Vecchie conf.[in]o il Capitolo, il Sig.[no]r D.[on] Filippo
Tomassetti, et altri C[oppe] 1- p.[ugilli] 3
23 Prato in Villa Mayna conf.[in]o L’her[ede] di Dionisio Pane Cascio, Cesare
Tuccieri, e Stefano Col’Ant.[oni]o p[er] D.[on] Marc’Ant.[oni]o Pantano C[oppe] 0 . p.[ugilli] 16
16 T[er]ra in Ceppa seù S. Margarita, conf.[in]o l’her[ede] di Gio.[vanni]
Tomassetti, e l’her.[ede] di Gioseppe Iaccobacci C[oppe] 1- p.[ugilli] 21
16 T[er]ra ibid.[em] conf.[in]o il Convento, li Sig.[no]ri Mattei d’Avezzano, e
la Strada publica C[oppe] 15 – p.[ugilli] 5
15 T[er]ra sotto Bagno, conf.[in]o la Madonna di Piede Ponte ( è stato cancellato
n.d.r. ) della Misericordia, La R.[egia] Fabrica, il fosso, e la Via C[oppe] 2 – p.[ugilli] 16 ½
18 T[er]ra in Patronelli conf.[in]o Elia Pantano, la D.[ett]a Fabrica, Fran.[cesc]o
D’Amore, e La Via C[oppe] 6 – p.[ugilli] 10
14 T[er]ra in Fosse, conf.[in]o il Conv.[ent]o, il Poplo, S.[anta] M.[ari]a
Dentro, l’her.[ede] di Fran.[cesc]o Ramelli à due Lati, e la strada publica C[oppe] 6 – p.[ugilli] 00
20 T[er]ra in Capazzano, seù S. Biascio, conf.[in]o l’her.[ede] di Cesare Ciaglia,
e la Via publica e Vicinale à tre Lati C[oppe] 4- p.[ugilli] 21 ½
Olmi in essa T[er]ra num.[er]o 35 e sorbi due secchi, n[o]n più atti a render
Frutto
18 T[er]ra in Valle di Maiano, conf.[in]o il Cov.[en]to, Gio.[van]Ant.[oni]o
Meogrosso, et il Popolo C[oppe] 1 – p.[ugilli] 15
—————————–
Som[m]a, e siegue C[oppe] 116= p.[ugilli] 2
f. 7r ( al margine destro è scirtto a matita da mano moderna il numero “7” n.d.r. )
Sieguono Li Terreni, e som[m]a in contro C[oppe] 116= p.[ugilli] 2
10 T[er]ra in Plaiola conf.[in]o il Popolo, D.[on] Marc’Antonio Pantano, e la Strada C[oppe] 2-p.[ugilli] 5
13 T[er]ra in Capo de Prati conf.[in]o Gio.[vanni] Cappelli, il Popolo, il fosso e
l’inculto C[oppe] 9- p.[ugilli] 21
16 T[er]ra alla Cona di campo cavallo, conf.[in]o Li Mattucci p[er] Vigna, e la
Via à tre lati C[oppe] 1 – p.[ugilli] 24
Mandole due, un melo, et un’ olmo in essa
17 T[er]ra in Cannavine Vecchie, conf.[in]o l’Ospedale, il S[antis]S[im]o
Rosario à due lati et il Popolo C[oppe] 7 – p.[ugilli] 0
17 T[er]ra in essa conf.[in]o detto S[antis]S[im]o Rosario à due Lati, et
Agostino Ciofano, n[o]n reperitur in Catasto C[oppe] 4 – p.[ugillo] 0
16 T[er]ra in pagliari conf.[in]o Fran.[ces]co d’Amore, S. Paolo et esso
S[antis]S[i]mo p[er] la sequente C[oppe] 12- -p.[ugilli] 6
16 T[er]ra ibid.[em], seù S. Ilario, conf.[in]o esso S[antis]S[i]mo p[er] la
sud.[ett]a la Cap[pel]la di S. Sebastiano, e la strada C[oppe] 2 – p.[ugilli] 10
16 T[er]ra ibid.[em], seù Patronelli conf.[in]o esso Santiss.[im]o, La Via e
Cola Iacovo d’Amore C[oppe] 3 – p.[ugilli] 15
16 T[er]ra in essa conf.[in]o esso S[antis]S[i]mo, Li Paolini, e la Cap[pel]la
S. Sebastiano, fù di D.[on] Simone d’Amicis p[er] ca[m]bio C[oppe] 2- p.[ugilli] 3
17 T[er]ra in Carmenando, seù Patiano, conf.[in]o Gio.[van]Batt[ist]a di
Dom.[enic]o di Legge, Gios.[epp]e Matteo d’Alesandro, l’heredi di
Fra.[ncesc]o Peroscia, et Sig.[nor]a Elisabetta Amorosi C[oppe] 4 – p.[ugilli] 10
17 T[er]ra in Macerine, conf.[in]o Fran.[ces]co Ant.[oni]o Marinacci p[er]
Li Varanelli, Stefano d’Amore, e la Via C[oppe] 2 – p.[ugilli] 4 ½
18 T[er]ra in Fonte di Furmoli, seù Prati iuxta Ascanio di Missere, Giulio di
Missere, il rigo, e Simone Colasanto, q[ue]sta n[o]n si possiede C[oppe] 1 – p.[ugilli] 0
20 T[er]ra avanti la Fonte di S. Vito (21), seù Ozzano, conf.[in]o la Sig.[nor]a
Elisabetta Amorosi, S. Vito, e la strada C[oppe] 0 – p.[ugilli] 14
————————————-
Som[m]a, e siegue C[oppe] 169 = p.[ugilli] 14 ½
f. 7v
Sieguono Li Terreni, e som[m]an’ a’ tergo C[oppe] 169= p.[ugilli] 14 ½
20 T[er]ra alle forme, confino S. Nicola, Gioseppe Iacobbacci, e Felice Cipriano
pro’ uxore C[oppe] 4 – p.[ugilli] 6 ½
18 T[er]ra à S. Silvestro, conf.[in]o D.[on] Iacomo Iacobbacci e p[e]r esso il
R[everend]o Arciprete p[ro]tempore, e S. Silvestro C[oppe] 1- p.[ugilli] 7
20 Ara in Ara di Cerchio p[er] conf.[in]o La Via, Gio:[van]Marino di Paolini, e
Pietro di Tuccieri C[oppe] 0 – p.[ugilli] 0 5/8
20 Ara in Ara di S. Bartolomeo, e Li Colasanti C[oppe] 0 – p.[ugilli] 1 1/3
18 Ter[ra] à S.[an]to Salvatore, seù Troppegliano, conf.[in]o l’Ospedale
Sig.[no]r D.[on] Filip.[p]o Tomassetti, Tomaso Antidormi del Colle. e
S:[an] Silvestro C[oppe] 3 – p.[ugilli] 9
16 T[er]ra sopra S.[anta] Margarita, conf.[in]o S.[anta] Margarita à due
Lati, il Seminario di Pescina, et il Popolo à due Lati p[er] esso
Marc’Ant.[oni]o di Legge C[opp]e 5 – p.[ugilli] 8
Noce due in essa Terra
16 T[er]ra in Pagliari, conf.[in]o La strada di Celano, li Sig.[no]ri Maceroni à Due
lati, Panfilo Tuccieri, et il Convento, fù p[er] l’assito di Gio.[vanni] Cappelli
in Catasto di Cerchio, et Aielli C[oppe] 7 – p.[ugilli] 16
Olmi n.[umer]o dieci in essa T[er]ra
14 T[er]ra, seù Vigna in Trovano, che fù p[er] Lassito di Filippo Col’Antonio,
iuxta li suoi noti confini, ut in Cat.[ast]o Vetero (22), quale n[o]n si possiede C[oppe] 2 – p.[ugilli] 0
16 T[er]ra Sop.[r]o (sic) S.[anta] Margarita, conf.[in]o Marc’Antonio di Legge,
il Popolo, e S.[anta] Margarita, La quale ne tampoco si possiede C[opp]e 2 – p.[ugilli] 3 ¾
16 T[er]ra in Castigliano, che fu di Filippo Col’Ant.[oni]o per Lassito iuxta
li suoi noti confini, n[o]n si possiede e si occupa, e possiede da Gios.[epp]e
Angelucci C[oppe] 4 –p.[ugilli] 1 ½
in circa ———————————
C[oppe] 200- p.[ugilli] 2 2/3
f. 8r ( al margine destro è scritto a matita da mano moderna il numero “8” n.d.r. )
Sieguono Li Terreni, e Vigne, e som[m]’a’ tergo C[oppe] 200- p.[ugilli] 2 2/3
36 Vigna in Pastinuccio, conf.[in]o La Cap[pel]la di D.[on] Marc’Antonio
Pantano à due lati, Gio.[vanni] Antidormi Gio.[vanni]Pietro Cicco p[er]
Lorenzo, e Luca Ciotti C[oppe] 1- p.[ugilli] 12 ½
Si tiene da Agostino d’Amore con la corresponsione di sette carlini
l’anno d[ucati] = 70
36 Vigna ibid.[em] piantata da Luca Tuccieri, confino La Via, S.[an] Lorenzo,
il Convento, e Luca Ciofano C[oppe] 5 – p.[ugilli] 20
Si tiene hoggi da Gios.[epp]e Todesco p[er] la moglie con la corresponsione
di nove carlini L’anno d[ucati] = 90
40 Vigna in S. Lucia conf.[ino] l’her.[ede] di Berardo Meogrosso, la Via à due Lati,
e Benedetto Fosca, si è invignata dal detto Bened.[ett]o, et hog.[gi] si tiene
da Anna Fosca con la corrisponsione di carlini sei L’anno d[ucati] 0=60 C[oppe] 1- p.[ugilli] 16
32 Vigna in Capazzano conf.[in]o Gio.[vanni] Cappelli à tre Lati.
S. Lucia, Benedetto Fosca, e La via Vicinale C[oppe] 4- p.[ugilli] 4
Si è invignata, e piantata dagl’he.[redi] di Marc’Ant.[oni]o d’Amore con il
canone di nove car.[lini] l’an[n]o d[ucati] = 90
40 Vigna in Cannito, seù Trovano conf.[in]o Gio.[vanni] Cappelli S. Bartolomeo,
Gio.[van]Iacomo d’Amicis, e li Paolini di Magliano, et Anna Palozzo C[oppe] 2- p.[ugilli] 8
Si è piantato dagli her.[edi] di M.[astr]o Franc.[esc]o d’Amore Sartore con
L’annuo Can:[on]e di g.[ran]a quarantacinq.[ue] d[ucati] = 45
40 Vigna in Cannito, seù lo Puzzo con arbori confino Li Paolini, li Tomassetti à due
Lati D.[on] Teodosio Petracca, et il fosso C[oppe] 24= e più fù di D.[on]
Marc’Ant.[oni]o C[opp]e 11 ½ in tutto C[oppe] 35 – p:[ugilli] 13
Pioppi n.[umer]o q[uin]deci, salce n.[umer]o 13, olmi sei, e Cerasi due in essa
——————————-
C[oppe] 251= p.[ugilli] 22
f. 8v
Siegue, e som[m]an’à tergo C[oppe] 251= p.[ugilli] 22
14 Terra al Morrone della Fara confino La via pub.[lic]a à due Lati, e La Cap[pel]la
della Mad.[onn]a degl’Angioli, delli Miozzi di Celano in circa C[oppe] 12- p.[ugilli] 2
16 T[er]ra in Prati, seù fosse, confino Giuseppe, e Micchel’Angelo Iacobacci, di
Capacità in’ Cat.[ast]o Vetero, La q[ua]le non si possiede C[oppe]- – – – – – – – -(sic)
10 T[er]ra in Ponte conf.[in]o S. Lorenzo à due Lati, ne tampoco si possiede C[oppe]————–(sic)
10 T[er]ra in Rovella conf.[in]o Marc’Ant.[oni]o Ciofano, et altri, n[o]n si possiede C[oppe]- – – – – – – – (sic)
Casa da cielo à terra in Piazza, e propriam.[ent]e il Granaro di essa ven.[erabile]
Comp.[agni]a, con la figura del Calice del S[santis]S[im]o Sacram.[en]to sopra
la porta, con Terrata à lamia sotterranea p[er] di sotto, conf.[in]o la d.[ett]a
Piazza, La rua, seù Atrascenda, La via vicinale, e Cesare Tuccieri fu p[er] compra
fatta dalli Varanelli
Casa sopra un’ Sopportico dentro la terra, con l’entrata, e Porta p[er] di
dentro la Chiesa Matrice, conf.[in]o essa Chiesa, il Campanile della med.[em]a,
La Strada a più Lati, e Vincenzo Iacobbacci d’un’solo membro, ove si vestono li
Confra[te]lli in occasione delle Processioni, e si conservano tutti li retro[scri]tti
mobili, e Suppellettoli di essa Compagnia
Casa, seù Granaro in Piazza, e proprio sotto La Chiesa Matrice, confino La d.[ett]a
Chiesa à più lati et l’Orloggio (23) dell’Uni[versi]tà, e la Via, con L’entrata sotto il
Sopportico di detta Chiesa, qual’ Granaro si fa tenere gratis alli Procuratori del
S[antis]S[i]mo Nome del Giesù, che vi ripongono pochissimo grano,
f. 9r ( al margine destro è scritto a matita da mano moderna il numero “9” n.d.r. )
La restro[scri]tta Possessione di cop[p]e 35=p.[ugilli] 13 In Cannito, seù Lo Puzzo si è piantata à Vigna in Enfiteusi dalli so[ttoscri]tti, con le so[ttoscri]tte annui corrisponsioni di Canone, da ciascun di essi diversam.[en]te dovuti p[er]Le quantità delle coppe ad’ ogn’uno di Loro annotate a can[n]a piana nel seq[uent]e modo
Gio.[van]Iacomo d’Amicis ne tiene C[oppe] 7 – c.[ann]e 00 à g[ran]a 15 la cop.[p]a deve d[ocati] 1=05
Pietro Meogrosso ne tiene C[oppe] 5 – c.[anne] 41 à g[ran]a 15 la C[oppa] deve d[ocati] 0=81
Giovan[n]a di Dom.[eni]co Tuccieri C[oppe] 4 – c.[ann]e 21 à g.[ran]a 17 ½ la C[opp]a deve d[ocati]0=45
Her.[edi] di Berard.[in]o Massaro(24)C[oppe] 4=c.[ann]e 21 à g.[ran]a 17 ½ la C[oppa]devono d[ocati]0=73 ½
Dom.[eni]co Tuccieri ne tiene C[oppe 4-c.[anne]88 à g.[ran]a 17 ½ la C[oppa] deve d[ocati] 0= 85 ½
Her.[edi] di Luca Ciofano C[oppe]3-c.[anne]51 à g.[ran]a 17 ½ la C[oppa] devono d[ocati] 0=61 ¼
Sante Cipriano prò Uxore C[oppe] 2- c.[anne] 87 à g.[ran]a 17 ½ l a C[oppa] deve d[ocati] 0-50
Dom.[enic]o di Gio.[vanni] d’Amore C[oppe] 6- c.[anne] 45 à g.[rana] 17 ½ la C[opp]a deve d[ocati]1-13
__________________ —————–
Som[m]ano in tutto C[oppe]37) = 33——– D[ocati] 6=14 ¼
Deve capirsi, e considerarsi da Pro[curato]ri, che Le sud[dett]e C[oppe] 35- p.[ugilli]13
à misura di Catasto, ridotte à can[n]a piana fanno coppe quaranta quattro, e can[n]e
quaranta, che dedotte le sudette C[oppe] 37, e c.[ann]e 33 affittate, come sopra vi
vengono à mancare coppe sette, e can[n]e sette; dalla q[uale] som[m]a deve farsi
la diligenza p[er] ritrovarle, e riunirle. E più si esiggono carl[in]i dodici dagl’her[edi] del
q.[uonda]m Fran.[cesc]o, e M[ast]ro Franc.[esc]o d’Amore p[er] 3.[terze] di Censo
dellj Polony d[ocati] . 1=20
Et in oltre uniti Li canoni cinque delle Vigne descritti à tergo som[m]ano altri carlini trenta
cinq[ue] mezzo d[ocati] 3=55
———————–
Som[m]ano in tutto docati D[ocati].10=89 ¼
Tutti li retro[scri]tti Terreni Aratory si tengono affittati p[er] sei anni ad’ist[in]to di
Candela à Gios.[epp]e Meogrosso p[er] Salme (25) dieci, e cop.[p]e quattro, e mezze l’anno cioè anno p[er] anno di grano sconcio
f. 9v
Obligo, che tiene detta Ven.[erabile] Comp.[agni]a, et Esiti della medema.
In p.[rimi]s è tenuta, et obligata detta Comp.[agni]a; e suoi Pro[curat]ori prò tempore fare tre officy L’anno, cioè Uno in S:[an] Gioseppe, l’altro nel Corpus Domini, e l’ultimo nella Festa di S. Gio.[vanni], e Paolo, e si spende ogn’anno fra’ Can.[noni]ci, Sacerdoti, Chierici, e Sagrestani docati quattro, e mezzo in circa, secondo il num.[er]o de Sacerdoti, che vi sono d[ocati] 4=50
E più si pagano alli RR:[reverendi] Can.[oni]Ci, e Sacerdoti altri carl[in]i trenta sei l’anno p[er] le tre messe il mese, che si fanno celebrare ogn’anno in perpetuo p[er]l’anima dello q.[uonda]m Giacomo Polonio, e Gio.[van]Pietro Paolini, secondo l’obligo del loro Legato d[ocati] 3=60
Si spende ancora p[er] li tre metri (26), e X[deci]ne (27) due in circa d’oglio, che consuma La Lampada, che del continuo stà accesa avanti l’Altare del S[antis]S[im]o Sacram.[ent]o, che si compra ogn’anno prò tempore in circa doc.[ati] dieci d[ocati] 10=00
Per le Cere, Cerei, Torcie, ed’altre cere, che serve in tutto l’anno per le 40 hore nel Sepolcro, Corpus Domini, e sacra ottava, e 3[terz]e Domeniche del’anno in c irca docati venti d[ocati] 20=
Per l’incenzi, polvere, X[deci]me papali, assistenze de sepolcri, Ra[zio]n[a]le de conti, ed’altre occorrenze, e spese in dies in circa altri docati venti, ed alle volte venti cinque, e 30 d[ocati] 25=00
Paga parim.[ent]e d.[ett]a Comp.[agni]a ogn’anno coppe dieci di grano sconcio al Sagrestano prò rata portione della Servitù della Chiesa
————————-
Di modo che som[m]a in tutto l’esito di essa Compagn.[ni]a D[ocati] 63=10 ”.
Note
- Tale compagnia fu istituita nel 1539 e notificata nel 1542. Nel Museo Civico di Cerchio si conserva la splendida Bolla cardinalizia miniata in pergamena dell’erezione dell’Arciconfraternita del Santissimo Sacramento notificata il 18 aprile 1542. Misura mm. 720×160 e presenta 5 miniature, ognuna di queste circoscritte in un cerchio dorato: tre miniature sono poste in alto e rappresentano San Sebastiano ( a sinistra ), il Calice con l’ostia consacrata ( al centro ) e San Rocco ( a destra ) e, le altre due, sono poste sotto una ( a sinistra ) raffigurante San Bartolomeo e, l’altra (a destra ) raffigurante i Santi Giovanni e Paolo Martiri ( quindi già nel XVI secolo era attestato il culto a quei santi che poi, nel 1705, saranno eletti come protettori principali della comunità cerchiese ). Le prime tre miniature misurano mm. 90×90 all’esterno e mm. 75×75 all’interno, le rimanenti due invece misurano mm. 80×80 all’esterno e mm. 67×67 all’interno. Il citato pregevolissimo documento è impreziosito da un elegante fregio floreale ( mm. 725x470x72 ) che circonda e racchiude tutte le 61 righe dell’atto compreso l’invocazione :” IN X[Cris]PI Nomine Amen” ( che occupa l’intero primo rigo ): la prima lettera, la I, misura in altezza mm. 50 e le altre misurano mm. 30. Tale documento è ben conservato, sicuramente fu restaurato dopo il sisma del 13.1.1915.
- Si conserva nell’Archivio Parrocchiale di Cerchio ( ora in Archivio della Diocesi dei Marsi in Avezzano ) il “Primo sbozzo” compilato dall’agrimensore Luca Ciotti :” 1729 Inventario de Beni Mobili, Suppellettoli, Scritture, e stabili della Ven.[erabile] Comp.[agni]a del S[antis]S[i]mo Sacram.[ent]o di q[ue]sta di Cerchio, fatto da me Luca Ciotti nella Procura di Cesare Tuccieri, e Clemente Iacobbaccio, ut Intus. Primo sbozzo “ da me pubblicato con il titolo “ L’inventario della Compagnia del Santissimo Sacramento di Cerchio nel 1729”, Museo Civico di Cerchio, Quaderno n. 14, Anno I, 1998.
- Vedi nota 20 del primo capitolo.
- Dopo il funerale si usava, fino a più di trent’anni fa, donare alla chiesa le tovaglie bianche che si mettevano alle croci portate dai ragazzi, ogni ragazzo portava una croce a seconda dell’età: l’ultima era la croce grande donata alla chiesa parrocchiale dall’arciprete don Beniamino Pietroiusti ( 1818 – 1908).
- Notizia interessante attraverso la quale sappiamo il colore dei sai degli appartenti alla citata confraternita.
- E’ conservato nel Museo Civico di Cerchio.
- Notizie interessante in quanto ci fa partecipe di un’antica consuetudine ormai desueta.
- “ Papa Paolo III. Alessandro Farnese (Canino 1468-1549). Eletto nel 1534, lottò contro la Riforma, cui oppose l’Ordine dei Gesuiti, da lui approvato con la bolla Impere Domini del 1540. Nel 1542 organizzò l’Inquisizione romana; nel 1545 aprì il Concilio di Trento. Nella lotta tra Carlo V e Franceco I di Francia si mantenne neutrale, tentando anzi, sebbene senza successo, di riconciliarli ( tregua di Nizza del 1539 ). Favorì grandemente le fortune dei quattro figli avuti prima dell’imposizione degli ordini sacri, infeudando ad uno di essi, Pier Luigi, Parma e Piacenza, e nominando cardinali i giovanissimi nipoti Alessandro e Ranuccio Farnese e Guido Ascanio Sforza. Fu un grande mecenate: protesse le lettere, e abbellì Roma di monumenti” dalla “Nuova Enciclopedia Editrice Italia di Cultura, V, Mo-R, Grafiche “La Moderna”, Roma, 1965, p. 2993.
- E’ la già descritta bolla di erezione dell’Arciconfraternita del Santissimo Sacramento alla nota 1 contenente sicuramente un errore di trascrizione in quanto il citato documento fu inviato alla comunità di Cerchio, come chiaramente si evince il 18 aprile 1542.
- Vescovo di Pescina il 2.9.1627.
- Moneta pari a 10 Carlini; 5 Tari; 100 Grana.
- E’ Giovan Tomasso Capocitto il fratello di don Pietro Capocitto il Giovane ( 1529?-1587 ), generale dell’Ordine dei Celestini, eletto, per la sua intelligenza, sagacia e saggezza, per ben 4 volte a tale cospicua carica, doti queste, essendo lui un profondo teologo, che lo portarono a riformare il citato Ordine e di conseguenza è passato alla storia come il Riformatore dell’Ordine celestiniano ( vedi appendice ).
- E’ Giovan Ferrante Rico di Aielli. Questi in molti documenti da me visti si firma anche con il cognome Ritii, Ritius.
- E’ il principe Michele Peretti nipote di Camilla Peretti ( sorella di papa Sisto V ) la quale , nel 1591, acquistò, da Alfonso Piccolomini, la contea di Celano. Questi, alla data della morte della sopramenzionata nonna, ereditò la sopraccennata contea che tenne fino al 1631, anno della sua morte. Il mentovato Principe Peretti il 25 maggio 1618 emanò, per una più retta ed equa giustizia nei suoi possedimenti marsicani le “ INSTRUTTIONI ET ORDINI DA OSSERVARSI INVIOLABILMENTE NELLI NOSTRI STATI DI CELANO E DI PISCINA DA NOSTRI MINISTRI PER BUON GOVERNO ET AMMINISTRATIONE DELLA GIUSTIZIA”, documento conservato presso la Biblioteca Apostolica Vaticana, Archivio Barberini, Indice II, 1944 e da me pubblicati ( in due puntate ) nel 1991 sulla rivista “Marsica Domani” con il titolo : “ Anno 1618: la giustizia nella Marsica ( Celano, Pescina, Lecce ed Ortucchio)” ( Marsica Domani, n. 2 del 28.2.1991 e n. 3 del 31.3.1991) e, nel 1999 con lo stesso titolo, sul Quaderno n. 21, Anno II, 1999 del Museo Civico di Cerchio.
- Arciprete di Cerchio dal 1635 al 1657.
- Notizie interessante in quanto ci fa conoscere un luogo denominato “borgo” diverso quindi dal nucleo principale di Cerchio altrimenti perché se no definire tale luogo Borgo?
- E’ il futuro arciprete di Cerchio don Iacovo ( o Iacomo) Polonio reggerà, infatti, l’arcipretura di Cerchio da dopo il 15 gennaio 1673.
- E’ il Convento degli Agostiniani Scalzi di Roma eretto a Cerchio nel 1614. Vedi “ Lustri storiali de Scalzi Eremiti della congregazione d’Italia, e Germania descritti dal suo cronista P.[adre Gio.[van]Bartolomeo da S. Claudia milanese, dedicati all’Augustissimo Imperatore Leopoldo Primo in Milano, MDCC.” Nella stampa di Francesco, e fratelli Vigoni. D’Amore B.:” Raccolta de’ portenti e miracoli fatti dalla Madonna delle Grazie la di cui sacra immagine si venera nella Terra di Cerchio compilata a sua devozione da Benedetto D’Amore”, Tip.Grossi, Aquila 1855. Sant’Eusanio Padre Domenico “ La città rifugio dell’Abruzzo Aquilano o si descrizione delle più venerabili Chiese ed immagini di Maria Santissima esistenti nella provincia dell’Aquila città rispettabile dell’Italia centrale, data in luce da padre Domenico di Sant’Eusanio Lettor Giubilato de’ Francescani della Regolare osservanza”, Aquila, Tipografia Gran Sasso d’Italia, di Carlo Langellotti, 1861. Amiconi F.M.:” Storia della Madonna delle Grazie in Cerchiuo (AQ)”, Roma 1976. Amiconi F.M.:” Storia della Madonna delle Grazie in Cerchio(AQ)- Documenti”, Roma, 1996. Amiconi F.:” Storia delle Madonna delle Grazie in Cerchio e Giovanni Feneziani”, Centro Stampa GraphiType, Raiano, 2003. Amiconi F.:” Storia della Madonna delle Grazie di Cerchio attraverso documenti editi e inediti”, Edizioni Kirke, Cerchio-Avezzano, 2018.
- Misura attualmente non nota.
- Misura di lunghezza pari ad 1/9 di Canna nel periodo 1825-1831. Nel 1841 è pari a 1/10 di Canna la quale misura m. 2,64 e quindi pari a cm. 26,4.
- Fonte, con l’abbeveratoio, ancora oggi esistente. Qui era ubicata, nel medioevo, l’antica chiesa intitolata a San Vito, citata, per la prima volta, nella bolla emessa da papa Pasquale II il 25 febbraio 1115 ( una copia settecentesca si conserva nell’Archivio della Diocesi dei Marsi in Avezzano ).
- E’ forse il catasto del 1574? Vedi nota n.20 del primo capitolo.
- Notizia interessante che attesta l’uso dell’orologio pubbico ed il luogo dove questo era collocato. Non riusciamo bene a comprendere dove fosse ubicato con precisione, tale importante infrastruttura, comunque in piazza e nei pressi dell’antica chiesa Parrocchiale, sicuramente nei pressi dell’attuale muraglione dove, in occasione del primo centenario del terremoto del 13 gennaio 1915, l’amministrazione comunale di Cerchio ha posizionato due grandi cartelloni dove sono collocate le riproduzioni delle foto che hanno ‘fotografato’, ‘fermato’ i primi momenti del terribile castastrofico sisma del 1915. In tutta la Marsica furono oltre 30.000 le vittime: a Cerchio ne perirono 256 e l’80% delle case furono distrutte. Un altro orologio pubblico fu installato nel campanile della nuova sette-ottocentesca chiesa parrocchiale intitolata ai santi protettori di Cerchio Giovanni e Paolo martiri. Questa sacro tempio fu completamente distrutto nella tragica mattinata del 13 gennario 1915: qui perirono la maggior parte delle donne cerchiesi, 120 donne trovarono la morte, in quanto, in quel terrificante frangente, stavano officiando una speciale messa a loro dedicata. Morirono anche i due ministri officianti la santa messa: Padre Emilio Annessi e padre Antonio Mirabelli. I loro resti mortali furono, in seguito, tumulati nell’architrave della sacrestia della nuova chiesa intitolata sempre ai nostri protettori santi Giovanni e Paolo martiri inaugurata il 28 settembre 1930, nel giorno delle festività tributate in pompa magna, alla speciale protettrice di Cerchio: la Madonna delle Grazie.
- Il compilatore Luca Ciotti Continua scrivendo “ a g.[ran]a 17: p[er]” da considerarsi un mero error calami che sicuramente ha cancellato usando la stessa linea che usa per andare al simbolo C per descrivere le Coppe.
- Salma o Soma unità di misura pari a 12 coppe e pari a Kg. 126 di grano sconcio ed a Litri 168 ( secc. XIX-XX-XXI ).
- Metro misura di liquido non nota.
- Decina misura di liquidi non nota.
CAPITOLO TERZO
ARCHIVIO DELLA DIOCESI DEI MARSI AVEZZANO
C 28/681
“ f. 1r ( al margine destro si legge scritto a matita da mano moderna il numero “1” n.d.r. )
I.M.I. 1729
Inventario, seù annotam.[ent]o di tutti li Beni Mobili, e Stabili della Ve.[nera]bile Compagnia del S[antis]S[i]mo Rosario (1) della Terra di Cerchio fatto (2) nel anno 1729 nella Pro[cu]ra, et l’am[m]inistratione del Rev.[eren]do Can.[noni]co Don Nicola d’Amore Laus sit semp[er] Deo Beate Virginis Marie
f. 1v [ foglio in bianco n.d.r. ]
f. 2r ( al margine destro si legge scritto a matita da mano moderna il numero “2” n.d.r. )
In Dei Nomine Amen. 1729
Inventario, et annotam.[ent]o di tutti Li Beni mobili, e stabili appartenenti, e spettanti alla Ven.[erabile] Compagnia del S[antis]S[i]mo Rosario della Terra di Cerchio, la di cui Cappella, seù Altare si trova eretta dentro la Par[rocchia]le Chiesa Matrice sotto il titolo della S[antis]S[i]ma Nuntiata, volgarm.[en]te detta S. Maria Dentro di detta T[er]ra di Cerchio, nel modo, e forma, che attualm.[ent]e si trova pacificamente havere, e possedere, principiando ne i Beni mobili, e suppellettili di essa Compagnia, nel seguente modo.
In p.[rimi]s il detto Altare, seù cappella si trova à man’Destra di detta Chiesa nella Nave piccola verso mezzo giorno di qua dal’Altar’ maggiore del S[antis]S[i]mo Sacram.[ent]o Lavorato con due colonnelle de cantoni al’antica col Suo quadro di tela con la figura, seù Im[ma]gine in mezzo della beatiss.[im]a Vergine del Rosario col figlio in Braccio con la corona in testa tenuta da due Angioli, A man’ Destra S. Domenico con altri Santi, e Vescovi, à man’ Sinistra S. Catarina, con altre sante vergini, e con i suoi quindeci mistery d’intorno.
In cima, seù in capo di esso Altare vi è il suo baldacchino, che cuopre dett’altare, di tela stampata gialla, et una bandinella di tela torchina, col suo ferro tondo, e buccale p[er] coprire il med.[em]o quadro
Due Privileggi antichi stampati in carta bergamena, col’im[m]agini in capite con lettere mezze indorate della B.[eata] Vergine del Rosario nel mezzo, e da due Lati, S. Pietro, e S. Paolo, concernentino sop.[r]a La fondazione di essa Ven:[erabile] Comp.[agni]a fatta dalli q.[uonda]m Antonozzi, e Pietro Iusti, e con diverse Indulgenze in essi concesse à fratelli, e sorelle di detta Ven.[erabile] Comp.[agni]a
Due altre altre Tabelle d’Indulgenze concesse da som[m]i Pontefici in ciaschedun’mese, settimane, e giorni, di tutto l’anno, che pendono à man’ destra e sinistra del’istesso Altare, e si Leggono al Popolo dal R.[everendo] Arciprete tutte le prime Domeniche del mese
f. 2v
Sieguono i Mobili
Item sei Candelieri di legno inargentati con la Croce del Altare col suo piede parimente inargentato
Item quattro Vasi di legno inargentati del istessa qualità
Sei altri candelieri di Legno indorati con la Croce, e piede del istessa qualità
Quattro Vasi de fiori ad’una parte indorati, et al’altra inargentati,
Due Candelieri di Stagno di grandezza ordinarj
Due altri Candelieri piccoli d’ottone,
Otto rami de fiori quattro di seta, e quattro di talco
Due Statuette d’Angeli indorati, con due candelieri piccoli
Una Carta Gloria inargentata col Lavabo, et in principio con Cornice Liscie parimente inargentate
Un’altra Carta Gloria, col Lavabo, et inprincipio indorata con fogliami
Tovaglie d’Altare num.[er]o ventidue con diverse francie, et ardicelle, ed’ altre tovaglie tre piccole con lavoro di seta diverso
Quattro Cuscini di Sirico, seù seta cruda fioreggiati, e due altri cuscini d’oro pelle d’altare
Cinque altri Cuscini, seù voglieri usati di tela bianca, listati in mezzo, e d’intorno,
Trè altri Cuscini antichi usati con lavoro di seta verde uno, e due con Lavoro di seta negra
Tovaglie pervenute da mortuory numero otto
Due Lanternoni di latta indorati, e due bastoni p[er] la Processione (3), con l’im[m]magine della B.[eata]
V.[ergine] del Rosario in cima di essi bastoni con Boccie, e cerchi di Legno indorati intorno
Una Lampada seù spera di stagno intagliata sistente avanti l’Altare
f. 3r ( al margine destro è scritto a matita da mano moderna il numero “3” n.d.r. )
Sieguono i Beni mobili
Item una Croce seù Crocifisso da portare in Processione con la tovaglia sopra d’intorno con l’im[m]agine della B.[eata] V.[ergine] à due parti di tela stampata recamata intorno con filo indorato
Un’Confalone usato con l’im]m]agini, seù figure della B.[eata] V.[ergine] del Rosario, con S. Dom.[eni]co, e S. Catarina da una parte, e dall’altra l’im[m]agine delli Glioriosi Martiri S.[anti] Gio.[vanni], e Paolo Protettori dell’Università di Cerchio.
Due Candelieri grandi di Stagno con le sue tovagliole, e bastoni dedicati avanti il Confalone nelle processioni
Sei veste, seu sacci de Confrati di tela bianca con cingoli bianchi con i suoi collari di tele negra p[er] le Processioni (4)
Una tavola con la figura della B.[eata] V.[ergine] con Le Letanie stampate d’intorno, che pende a man’ destra del’Altare
Un’ parato rosso usato di tela S. Carlo coperto con rete di filo bianco
Un altro parato usato d’oro pelle fioreggiato bianco, e rosso
Due Cascie di pioppo, con serrature, una grande, e l’altra piccola
Un’ Bancone di Noce con l’appoggiaturo alto appoggiato al muro con tre cassette, due serrate con i Suppellettoli et una mezza disfatta aperta
Una Cogna da tener’ L’oglio con scom[m]arello, e bocalone di maiolica da tener’ l’oglio p[er] la Lampada
Una Croce d’ottone con il Suo piede, e Crocifisso p[er]l’Altare
Un’Arcone da tener’ il grano di q[ue]lli del Peschio (5) di sal.[me] sei in circa
Una pala, et una coppa (6) da misurare il grano
Un Libro M[ast]ro delle Significatorie, seù Bilanci de conti
f. 3v
Annotamento, et Inventario de Terreni d’essa Compagnia
La stima nel’im[m]argine sono il num.[er]o de carlini del valore di ciascheduna coppa di terreno, si come sotto si registra
17 T[er]ra in Avanusce sotto la strada, conf.[in]o Li Mattucci, Matteo Ranallo del Colle il
Sig.[nor]e D.[on] Filippo Tomassetti à due lati, Colascia d’Amore, e la strada, cop[p]e
Sei, e pugilli tre C[oppe] 6 p.[ugilli]3
17 T[er]ra in Carmenando, seù Patiano, conf.[in]o Giuseppe Matteo d’Alesandro del
Colle, S.[anta]Maria Dentro, Franc.[ces]co d’Amore prò uxore Luce e L’her.[ede]
di Franc.[cesc]o Ant.[oni]o Iotti del’Aquila C[oppe] 4 = p.[ugilli] 15
19 T[er]ra in Campo Cavallo con arbori, confino La S[antis]S[i]ma Trinità à due Lati,
il Reg.[i]o Tratturo, La Strada, Li Mattucci à due Lati, Luca Pane Cascio, Cesare
Ciaglia, e li Perotta à due Lati C[oppe] 48= p.[ugilli] 12 ½
Noci in essa Terra num.[er]o tredici 13
Piedi d’amandole num.[er]o due .2
Piedi d’olmi num.[er]o quindeci 15
Pioppi, seù Albucci num.[er]o due .2
Palombara con pagliaro in essa quasi cadenti, e mezza diruta, che minaccia
rovina che p[er] star’ distanti dalla terra di circa mezzo miglio n[o]n si sono
trovate mai à dare in affitto, e con Casaleni diruti in essa
19 T[er]ra in Ripoli, conf.[in]o il S[antis]S[i]mo Sacram.[en]to, La Cap[pel]la
del S[antis]S[i]mo Nome del Giesù, Francesco d’Amore, e la via publica C[oppe] .3= p.[ugilli] 7 ½
——————————–
Som[m]ano, e Siegue C[oppe]62- p.[ugilli] 13
f. 4r
Sieguono i Beni stabili, e som[m]an’incontro C[oppe]62- p.[ugilli] 13
17 T[er]ra in Santo Martino conf.[in]o La Cappella del Giesù, Gio.[vanni] Cappelli.
S. Pietro, Luca Pane Cascio, et il Popolo C[oppe] . 5 – p.[ugilli] 22
17 T[er]ra in Castigliano, seù Ponte, conf.[in]o L’Ospedale, il Capitolo del Colle, e
la strada C[oppe] . 3- p.[ugilli]. 3
10 T[er]ra à Pentima conf.[in]o La Via, il fossato da capo, Berardino d’Amicone, e
Coletta di Coletta, fù de gl’Amici C[oppe] . 6-p.[ugilli] 4
La sud.[ett]a T[er]ra n[o]n si possiede, né tampoco vè ne’ memmoria alcuna,
n[o]n havedola mai detta Compagnia posseduta
17 T[er]ra in Cannavine Vecchie conf.[in]o il S[antis]S[i]mo Sacram.[ent]o à due Lati,
e L’Ospedale C[oppe] . 4=p.[ugilli] 3
17 T[er]ra in essa, conf.[in]o d.[ett]o S[antis]S[im]o Sacram.[ent]o à due Lati, at altri,
che già La Compagnia ne stà in possesso, et n[o]n reperitur in Catasto altre coppe
sette, e pugilli due C[oppe] . 7-p.[ugilli] 2
20 T[er]ra in Via dritta, seù Ripoli confino La Chiesa Matrice, Dom.[eni]co Polla
d’Aielli, e La Strada publica, e vicinale C[oppe]. 3=p.[ugilli 22
Olmi in essa numero piedi nove 9
La sud.[ett]a si possiede pacificam.[en]te, et non reperitur in Catasto.
16 T[er]ra in Trovano, seù Pastinuccio, confino Vincenzo Pietro Iusti, e Gaetano
Sperandio prò uxore à due lati C[oppe] . 2-p.[ugilli]- 7 ½
——————————–
Som[m]ano C[oppe]95-p.[ugilli] 1 ½
f. 4v
Som[m]ano à tergo i Beni stabili C[oppe]95-p.[ugilli] 1 ½
La retro[scri]tta T[er]ra in Trovano è stata invignata da Gaetano Sperandio in
Enfiteusi con l’annua corrisponsione di grana cinquanta sette, e mezze l’anno
In tutto
Granaro, con Cellaro in Borgo, conf.[in]o Fran.[ces]co d’Amore prò ux[or]e Luce,
e la via publica, e Vicinale, qual si tiene p[er] uso della Compagnia, et il cellaro,
s’affitta, s’affitta p[er] cinque, e sei carlini L’anno.
Li sudetti terreni si affittano al terzo, e ne percepisce di risposta la Compagnia
un’anno, sei a vece da fertile ad infertile in circa salme 3=00
L’altr’anno, seù Vece in circa altre salme 9-00
—————-
In tutto S[al]me 12-00
Sieguono l’infra[scri]tti terreni lasciati a detta Compagnia dalla q.[uonda]m Angela
Pietro Iusti di Pescina, con l’obligo d’un’offitio L’anno in perpetuo, e sono li sequenti
16 T[er]ra alla mandola di Picocco. Seù Nucicchia conf.[in]o, il Rev.[erend]o
Prop.[ost]o d’Andrea del Colle, e la strada à due Lati C[oppe] 9-p.[ugilli 17 ½
17 T[er]ra in Calbuni, conf.[in]o La S[antis]S[i]ma Trinità d’Aielli, il Popolo,
Gio.[vann]Ant.[oni]o d’Amore, S.[anta] M.[aria] Dentro, e la strada C[oppe] 6-p.[ugilli] 12 ½
17 T[er]ra ibidem conf.[in]o La d.[ett]a S.[antis]S[ima] Trinità, Loreto Mione, e
La strada pubilca C[oppe] 1-p.[ugilli] 10
——————————
Som[m]ano, e Sieguono C[oppe] 18-p.[ugilli] 00
f. 5r
Sieguono i Stabili, e som[m]an’incontro C[oppe] 18= p.[igilli] 00
17 T[er]ra in Calbuni, onf.[in]o Tomeo d’Amore p[er] Gentilesco, Fran.[c esc]o
d’Amore, Agostino Ciofano Luca d’Amore d’Aielli, e la strada C[oppe] .3-p.[ugilli] 3 ½
19 T[er]ra alla Madonna di Piede Ponte, seù Rigo di Pentima, conf.[in]o
S. Fran.[cesc]o di Pescina, Dom.[eni]co Tuccieri, li Mattucci, e la Via C[oppe] . 4=p.[ugilli]10
Olmi quattro in essa
20 T[er]ra in Campoli, seù Carmenando, confino il Sig.[no]r Don Filippo Tomassetti,
S.[anta] M.[aria] d’Avanusce, Colaiacovo d’Amore, S. Fran[cesc]o e Gioseppe
Iacobbacci C[oppe].6-p.[ugilli] 22 ½
18 T[er]ra in Carmenendo, conf.[in]o Luca Pane Cascio, la Mad.[onn]a di Piede
Ponte, e S.[anta] [Maria]d’Avanusce C[oppe] 2-p.[ugilli] 21 ½
18. T[er]ra con arbori in Cerquito, conf.[in]o Cesare Ciaglia, Matteo Ciofano, D.[on]
Gio.[van]Pietro Cicco, e la strada, olmi in essa n.[umer]o quattro C[oppe]. 5-p.[ugilli] 01
16 T[er]ra in Ceppa, seù S. Margarita, conf.[in]o S.[anta] M.[aria] Dentro, la Via,
Franc.[ces]co d’Amore p[ro] Uxore Luce, e l’her.[ede] di Fran.[cesc]o Ramelli
C op[e] 12 – pug.[illi] 15. C[oppe] 12-p.[ugilli] 15
16 T[er]ra in S. Margarita conf.[in]o il Con.[ven]to à due Lati, Li Sig.[no]ri Mattei,
il S[antis]S[i]mo Sacram.[en]to Berard.[in]o Pietro Massaro, e la Mad.[onn]a
di Piede Ponte, con noce due in essa C[oppe] 10-p.[ugilli] 18
16 T[er]ra à S.[anta] Margarita, conf.[in]o Vincenzo Pietro Iusti, e Loreto Mione C[oppe].0-p.[ugilli] 23 ½
——————————–
Som[m]ano C[oppe] 64=p.[ugilli] 15
f. 5v
Som[m]an’a’tergo Li terreni d’Ang[el]a Pietro Iusti C[oppe].64=p.[ugilli]15
E quelli antichi della Compagnia som[m]ano C[oppe] 95=p.[ugilli]. 1 ½
———————————
Som[m]ano in tutto cop[p]e C[oppe]159.p.[ugilli] 16 ½
Delli predetti Terreni della Compagnia, se ne percepiscono di risposta al 3[terz]o
una vece, cioè un’anno salme tre, e l’altro salme nove in circa cioè q.[uan]do più,
e quando meno 2[second] Le stagioni, in tutto S[al]me 12=C.[oppe] 00
Li Terreni Lasciati da Angela Pietro Iusti si tengono affittati à due coppe di grano
p[er] ciascheduna coppa di Terreno che sono ogn’anno salme cinque, e cop[pe],
cinque et in tutto S[al]me 10- c[oppe]10
——————————
e fanno frà tutto S[al]me 22-c.[oppe]10
Delle q[ua]li 2[second]o l’obligo di essa Compagnia se ne pagano ogn’anno coppe quattro al
Sagrestano p[er] la servitù prorata con le altre Compagnie
Obblighi, che have essa Cop.[agni]a del Rosario sono li seq.[uent]i
In p.[rim.]is è tenuta, et obligata d.[ett]a Comp.[agni]a, e suoi Pro[curato]ri pro tempore fare in perpetuum, quatto officy L’anno in tutti Li quattro tempi del’anno, e Si pagano à Canoni, Sacerdoti, Clerici, e Sagrestani frà in tutto L’anno in circa docati D[ocati] 4 = 80
Più si pagano a med.[e]mi p[er] l’officiatura, che si fa nella Festa del S[antis]S[i]mo
Rosario la prima Dom.[eni]ca d’8[otto]bre ogn’anno frà tutti in circa, secondo il concorso de
Sacerdoti D[ocati] 1 – 70
E più à med.[em]i p[er] l’officio della q.[uonda]m Angela Pietro Iusti, che di fa nel mese
di X[decem]bre 2[second] il suo Legato D[ocati] 1- 10
Per il Sussidio caritativo delle X[deci]me Papali annui D[ocati] 0- 30
Alli RR.[reverendi] Rationali de conti annui p[er] li Bilanci D[ocati] 0- 50
Per cera di fagole, e Cerei p[er]le Processioni di tutto L’anno, ed in tutte le 3[terz]e
Domeniche del’anno, e Festi della Madonna si spende in circa ogn’anno D[ocati] 3- 50
——————–
In tutto D[ocati] 11-90
E per altre spese in dies p[er] varie occorrenze, risarcimenti,et altro bisgognevoli D[ocati] 10-00
———————
[Docati]21-90
f. 6r ( al margine destro è scritti a matita da mano moderna il numero “6” n.d.r.)
Della constrascritta som[m]a di grano di Salme 22-C[oppe] 10 sconcio, n’esigge la Comp.[agni]a La metà un’anno, e La metà L’altro, mentre d.[ett]a soma si percepisce in due messure, seù in due anni, et da fertile ad’infertile quando si vende così sconcio p[er] li bisogni di essa Comp.[agni]a se ne puol’ ritrahere in circa da dieci otto in venti doc.[at]i D[ocati] 20=00”
Note
- Come già abbiamo visto alla nota n. 9 del primo capitolo il 25 marzo 1624 venivano compilati i “Capitoli della nuova confraternita del S[antis]S[i]mo Rosario”. Chissà se per nuova volevano intendere che nel passato già era esistita una confratenita del Santissimo Rosario o semplicemente invece volevano intendere che a Cerchio era sorta un’altra confraternita oltre alle già esistenti confraternite quale quella del Santissimo Sacramento ( notificata il 18 aprile 1542 ), di Santa Maria di Corbarola ( istituita nel 1577 ), del Nome di Gesù del 1610.
- L’autore dell’inventario è opera del più volte citato Luca Ciotti come inequivocabilmente si può rilevare dalla sua inconfondibile grafia ed anche perché il Nostro di questo inventario ne fece un “Primo sbozzo” infatti nel 1729 compilò : “ I.M.I. Inventario, seù an[n]otam.[ent]o di tutti li Beni mobili, e Stabili della Ven.[erabile] Comp.[agni]a del S[antis]S[im]o Rosario di Cerchio fatto nell’amministratione del Rev.[erend]o Can.[oni]co Don’ Nicola d’Amore da me Luca Ciotti à tal’ carica eletto in questo corrente Anno 1729. Laus sit sem[per] Deo Beate Virginis Marie Primo sbozzo”, documento questo facente parte dell’Archivio Parrocchiale di Cerchio ora collocato in Archivio della Diocesi dei Marsi in Avezzano.
- Nel Museo Civico di Cerchio si conservano due tipi di bastoni processionali uno di legno verniciato con colore blu scuro recante sopra una punta dove è dipinta la lettera M ( significante Misericordia: sono i bastoni appartenenti alla non più esistente confraternita della Misericordia [esisteva fino agli anni ’50 del passato secolo: era l’unica rimasta] ed un altro ricavato da un ramo d’albero recante alla punta dipinte ad un lato le lettere S[santis]S[ima] T[rinità] ed, all’altro, una M [Misericordia]: è il bastone del capo della singolare “compagnia” della Santissima Trinità la quale si ricompone una volta l’anno per andare in pellegrinaggio al santuario della Santissima Trinità posto sul monte Autore in quel di Vallepietra. Il capo, o i capi compagnia di tale associazione, non vengono eletti da un consesso di iscritti bensì il “comando” di tale associazione viene passato, senza alcuna opposizione, dal capo compagnia ad una persona (o persone) a lui congeniale in quanto con gli anni ha dimostrato di avere a cuore l’organizzazione del pellegrinaggio: sicuramente è un retaggio molto antico. Ancora oggi questi sono gli organizzatori del pellegrinaggio trinitario nei tempi passati si andava a piedi e durava 3-4 giorni oggi invece la maggior parte va con il pulman. Amiconi F.:” Il culto della S. Trinità” Il Giornale della Valle del Giovenco-Bimestrale della Comunità Montana Valle del Giovenco, Pescina (AQ), Anno II, n. 3,Maggio-Giugno 2001.
- Notizia importante perché ci rende edotti dei colori dei vestiti della confraternita.
- E’ il paese di Pescasseroli in provincia dell’Aquila.
- Manufatto ligneo di forma cilindrica della capacità di Kg. 10,50 di grano sconcio pari a Litri 7. Nel Museo Civico di Cerchio vi sono vari esemplari di legno ed in ferro. Amiconi F.:” I conti della “Fraterna op.cit.”.
CAPITOLO QUARTO
ARCHIVIO DELLA DIOCESI DEI MARSI AVEZZANO
C/27/624
f. 1r ( al margine destro è scritto a matita da mano moderna il numero “1” n.d.r. )
“ In Dei N[omi]ne Amen Die p.[rim]a X[decem]bris 1728
Inventario della cappella della della Madonna S[antis]S[ima] del Carmine detta, e nuncupata la Capp[el]la delli Pietro Cicchi, Colantony, e Panecasy, sita dentro la Chiesa parrocchiale di Cerchio à man destra nell’ingresso di d.[ett]a Chiesa recto tramite da Capo al Pulpito, Sotto la porta della sacrestia, vicino la lampada, sotto la Palaustra, et e fatta come seque
In p[rim]is nell’Altare vi è dipinto in Quadro di tela la Madonna S[antis]S[ima] del Carmine colla figura del Bambino in braccio; à man dritta la figura di S. Stefano Protomartire vestito da Diacono, et à Man Sinistra la figura di S. Vito col Cane; Have anco à man destra una Statua di S. Michele Archangelo, et à man Sinistra la Statua di S. Gaetano col Bambino in Mano, e son fatte di stuccho.
La Cappella è di stucchi bianco di molti lavori come intagli con un Cherubino sopra in mezzo sopra la Cornice del Quadro, e due altri Cherubini sopra le Colonne, à Capo due Angeli, che forsi tenevano una Croce, che adesso n[o]n c’è, have due colonne scannellate, una à Man dritta, e l’altra à man sinistra, il resto è lavorato come ad intaglio di Stucchi; Hà avanti il Paliotto di Stucco con lavori di più Colori, con un scalino anco di Stucco p[er] li Candelieri, vi è la Pietra Sacrata di Marmo bianco. In Cima vi è un Quadro di S. Fran.[ces]co di Paola, à piedi si trova la Bradella di Tavole di Pioppo ad ottangoli.
Quale cappella nominata come sopra, eretta dalli sud.[ettt]i li 21 Feb.[rar]o 1621 coll’assenso, e consenso di Monsig.[no]r Bartolomeo Peretti all’hora V.[escov]o di Marsi(1), e li sud.[ett]i Elettori p[er] Mantenim.[en]to di d.[ett]a cappella donarono alcuni pochi beni stabili, senza però farvi Suppelettili, solo vi si trovano due Candelieri piccoli, con una Croce di Stagno, fatti da un Certo Dom.[eni]co Tuccieri, come uno de Benefattori di d.[ett]a cappella, e devoto della Mad.[onn]a del Carmine, dove vi è il Segno di un D, et un T; che significa Dom.[eni]co Tuccieri.
Li beni stabili donati dalli sud.[ett]i sono li sequenti, come si trovano descritti in Cat.[ast]o nuovo di Cerchio a C[arta] 156
16 T[erra] in Campo dell’Olmo, conf.[ino] luca Tuccieri, S.[anta] Maria Corbarola, e l’her[ede] di Diana di
Matteo cop[pe] due C[oppe] 2 —
18 T[erra] in Carmenando conf.[ino] S. Fran.[ces]co di Celano, Loreto Meone à 2 Lati, e la
f. 1v
Strada cop.[pe] due, e pudil.[li] diecennove C[oppe] 2—19
16 T[erra] in Avanusce, seù Carmenando conf.[ino] S. Franc.[es]co, Berardino Cipriano
Del Colle à 2 Lati, e la via C[oppe] 2 – 17 ½
19 T[erra] à Campo Cavallio conf.[ino] D.[on] Carlo Ramelli, la S[santis]S]im]a Trinità
d’Aielli, et Andrea Mattucci C[oppe] 1 -11
18 T[erra] in Cretale di Berardino Ranelletti di Celano, Paolo d’Amore, e la via C[oppe] 1- 19
19 T[erra] à Colle à Cerchio conf.[ino] il Popolo, Gioseppe Iacobacci, e la via, et altri C[oppe] 2- 11 ½
18 T[erra] à Cerquito conf.[ino] Gio:[van]Giacomo de Amicisi pro Ux[o]re, l’her.[ede]
di Gio:[vanni] Tomassetti, Angela Pietro Iusti, e Gio:[vann]Ant.[oni]o d’Amore C[oppe] 3 —
15 T[erra] in Migliara in due partite con.[in]o Fran.[ces]co Tuccieri, Felice Cipriani, e
Gioseppe Iacobacci C[oppe] 2-17
In Cat.[asto] d’Aielli à F.[oglio] 181 à tergo, della Cappella delli Pietro Cicchi
12 T[erra] in S. Salvatore conf.[ino] la Chiesa diruta di S. Salvatore (2) a più lati, la
Capp[e]lla delli Letta, la via, e Benedetto Coletta à pù lati C[oppe] 10 –
Q[ue]sto pezzo di T[er]ra in territorio d’Aielli è stato litigato sin’al giorno d’hoggi, p[er]che si trovava possedere dal S[antis]S[imo] d’Aielli, e parte dal Carmine di Celano.
Nella retroscritta Cappella del carmine vi è instituito un Juspatronato de Q.[uonda]m D.[on] Francesco Rosa(3) di Cerchio col peso di Messe due la 7[sette]mana, di frutto ducati dodici annui, di come p[er] suo Testam.[en]to sotto li 7 di 9[nove]mbre 1645 rogato da N.[ota]r Vincenzo Serraini di Celano, et inter alias è come seque:
Ite[m] lascia, e vole, che dalli d.[ett]o suoi heredi, D.[on] Cesare Colant.[oni]o Arciprete di Cerchio, e Gio:[vanni] Pietro Cicco si debbia istituire, e fondare un Beneficio con certa entrata di Annui ducati dodici viventino essi heredi delli beni di esso Testatore, q[ua]li se li ponno godere essi medemi heredi loro vita durante, e doppò la loro Morte si debba dell’entrata applicare, et aggregare alla cappella della Madonna S[antis]S[ima] del Carmine dentro la T[er]ra, e n[o]n bastando li terreni lasciati da esso Testatore di d.[ett]a heredità si debba vendere la Casa di esso medemo Testatore, e del prezzo di quella
f. 2r
quella si comprino altri beni, e si convertino in Entrata certa, che supplisca alli d.[ett]i Annui ducati dodici.
Beni del soprad.[ett]o Iuspatronato descritti in Cat.[ast]o di Cerchio
à C.[arta] 70 à tergo
36 Vigna in S.[an]to Lorenzo conf.[ino] Marc’Ant.[oni]o Zanna, Carlo Giannini, l’Anime del
Purgadorio, il Tratturo, e la Via cop.[pe] otto, e pugil.[li] dieci C[oppe] 8- 10
20 T.[erra] in Brusciano conf.[ino] Franc.[ces]co Ramelli à 2 lati, l’Anime del Purgadorio, e
la Via Arbori in essa n.[umer]o sei C[oppe] 2 -06
18 T[erra] in Campo dell’Olmo, seù Ceppa conf.[ino] S.[anta] Maria Corbarola, e la Strada C[oppe] 2- 12 ½
17 T[erra] in pezzo grande conf.[ino] l’Ospedale, S.[anta] Maria Corbarola, e la Strada C[oppe] 1 – 07 ½
17 T[erra] ibid[em], conf.[ino] S.[anta] Maria Corbarola, l’Ospedale, e la Via C[oppe] 4-14
19 T[erra] in Campo Cavallo conf.[ino] l’her.[ede] di Marino Tomassetti, D.[on] Carlo
Ramelli, S.[anta] Maria dentro, e la via, ulmi in essa n.[umer]o tre C[oppe] 2-01
20 T[erra] à Capo Ozzano conf.[ino] Appollonia Salvatore, D.[on] Giacomo Iacobacci,
l’Ospedale, e la via. Ulmi in essa n.[umer]o cinque C[oppe] 4-09
12 T[erra] in Plaiola, seù Prati conf.[ino] Fran.[ces]co Antidormi, la Via, et il Popolo p[er] solo C[oppe] 3 –
6 E solo di minor valore in essa C[oppe] 4 -04
16 T[erra] in Prati, seù Felce conf.[ino] l’her.[ede] di Fran.[ces]co Peroscia à 2 Lati, e
Francesco Martellozzo C[oppe] 2 -11
23 Sodo in Fonte d’Ozzano (4) conf.[ino] Andrea Mattucci à 2 Lati, D.[on] Marc’Ant.[oni]o
Pantano, e la Via in Salci piantate da Me Rettore n.[umer]o diecedotto, e tre antiche C[oppe] 0 -10
17 T [erra] in Chiuse di Flimini conf.[ino] l’Ospedale il S[antis]S[im]o Sacramento, e la via C[oppe] 3-18
20 T[erra] in S.[ant]o Biaso, seù S.[anta] Lucia conf.[in]o Giacinto Paolini, l’Anime del
Purgadorio, e la via C[oppe] 3
Le q[ua]li cop.[pe] tre di T[er]ra si tengono in Enfiteusi da Clemente Iacobacci à Carl[ini]
due la Coppa à Canna piana, messa à Vigna, e paga ogn’Anno Carl[ini] sette e g.[ran]a cinque________
20 T[erra] In Campli con Pioppi quattro conf.[ino] S. Vito à 2 Lati, D.[on] Iacomo Iacobacci,
e Tomeo d’Amore C[oppe] 3 – 18
Prato
f. 2v
23 Prato in Flimini conf.[ino] il Con.[vento] Gentile Martellozzo, e la via C[oppe] 0 -23
17 T.[erra] in fonte di Caruso conf.[ino] Gioseppe del Pezzo (5), la via, et altri C[oppe] 1 -14
18 T.[erra] ibide[m] conf.[ino] Gioseppe del Pezzo, Gentile Martellozzo, e la Via C[oppe] 1–17
18 T.[erra] ibid[em] conf.[ino] il Con.[ven]to, l’Ospedale, Pietro Paneccasio, la via, et il
Popolo C[oppe] 5- 02 ½
20 T.[erra] con Albori di Noci n.[umer]o cinque, un Sorbo, et Ulmi due in Frattuccie
conf.[ino] S. Vito à più lati, et il Tratturo C[oppe] 8 – 14
20 T.[erra] ibide[m] conf.[ino] Gio:[vann]Ant.[oni]o d’Amore, S. Vito, et il Tratturo,
con un Piede di Noce, et un Olmo C[oppe] 0 – 22 ½
20 T.[erra] con Arbori al Vallone, conf.[ino] Gio:[van]Ant.[oni]o Cappelli à 2 lati, il
fosso, e la via vicinale, Noce una, Ulmi n.[umer]o vent’uno C[oppe] 4- 18 ½
14 T.[erra] à Villa Maina, quale n[o]n si gode, conf.[ino] il popolo, et altri C[oppe] 1 -09 ½
14 T.[erra] à Corno vecchio conf.[ino] Gio:[van]Ant.[oni]o Tuccieri prò Ux[o]re,
Fran.[ces]co d’Androsciano(6), et altri C[oppe] 4 ——-
16 T.[erra] alle Gioie conf.[ino] S. Gio:[vanni] di Celano, il Popolo, la Via, e l’her.[ede] di
Gio:[vanni] Tomassetti C[oppe] 7-06 ½
23 Prato à Flimini conf.[ino] l’her.[ede] di Michele Pantano, e Domenic’Ant.[oni]o
Ciofano C[oppe] 1 —-
16 T.[erra] à Patiano conf.[ino] Fran.[ces]co Antidormi del Colle e Gio.[van]Iacomo de
Amicis C[oppe] 2-07
In q[ue]sta Cappella vi è anco un Legato della q.[uonda]m Cintia PaneCasio di Messe tre il Mese, la quale lasciò alcuni beni Stabili, et una Casa al Colle Armele, che fù venduta dal q.[uonda]m Fabritio d’Amore, e ne ritrasse ducati quaranta, Comprata da D.[on] Gio:[van]Loreto d’Alesandro di d.[ett]a T[er]ra, quali denari funno dati à frutto à raggione di sette p[er] Cento, e sono l’infra[scri]tti
Mattia d’Amore ducati dieci
Gio:[vanni] Antidormi ducati dieci di Cerchio
Tomasso di Taddeo Tuccieri ducati dieci
Marc’Ant.[oni]o del Colle Armele ducati dieci
__________________
Li
f. 3r ( al margine destro è scritto a matita da mano moderna il numero “3” n.d.r. )
LI beni stabili sono li sequenti, si come in Cat.[ast]o di Cerchio à C.[arta] 30
20 T.[erra] in Brusciano conf.[ino] la d.[ett]a capp[el]la del Carmine, Berardino PaneCasio,
Luca d’Amore d’Aielli, e la Strada C[oppe] 6 —-
19 T.[erra] in Cona di Ciofano conf.[ino] Agostino Cipriano, Matteo Ciofano, Gioseppe
del Pezzo, il Con.[ven]to, il Tratturo, e la Strada C[oppe] 5 – 13
23 Prato in Villa Maina conf.[ino] la Cappella delli Maceroni, Berad.[in]o Panecasio, il
Con.[v en ]to, et Angela Pietro Iusti, parte in Cerchio, e parte in Cat.[ast]o d’Aielli C[oppe] 4——
18 T.[erra] in Troppigliano, seù Colaione conf.[ino] S.[anta] Maria dentro, Berard.[in]o
Pane Casio, Fran.[ces]co d’Amore, e la via C[oppe] 1 -07 ½
19 T.[erra] allo Colle delle Pera conf.[ino] Berard.[in]o Pane Casio, Berardo Meogrosso,
et altri, Sorbo uno in essa C[oppe] 1 -23
14 T.[erra] alle Fosse conf.[ino] D.[on] Marc’Ant.[oni]o à 2 Lati, S.[anta] Maria dentro, la
Strada, Sorbo uno in essa C[oppe] 5 – 17
14 T.[erra] ibide[m] conf.[ino] il Conv.[en]to l’Ospedale, e D.[on] Marc’Ant.[oni]o Pantano C[oppe] 3- 02 ½
20 T.[erra] in Ozzano conf.[ino] Berard.[in]o Pane Casio à 2 lati, e la via à tre lati C[oppe] 6——
Li Frutti delli sud.[ett]i beni, e Cenzi retroscritti ascendono alla Somma di ducati Cinque; e Carl.[ini] cinq[u]i Annui, al peso di Messe tre il Mese, come dissi, quali si celebrano da me Rettore Dom.[eni]co Tuccieri.
Detta Cappella si trova havere p[rese]ntem.[en]te l’Infra[scri]tti Suppellettili, la Maggior parte fatti da me sud.[ett]o Rettore
Tovaglie lunghe, e mezzane con più sorti di lavori, cioè Merletti, e Francie nu.[mer]o sette. Cuscini dui, et un leggio
Candelieri sei colla Sua Croce, Carta Gloria, lavabo, et in principio inargentati, lasciati dal q.[uonda]m D.[on] Gio:[vanni] Pietro Cicco mio Antecessore
Candelieri sei con Sua Croce, parte indorati, e parte coloriti di rosso fatti da me sud.[ett]o
Carta Gloria, lavabo, et inprincipio dorate, fatte anco da me sud.[ett]o
Quattro Vasi da Fiori mezzo indorati, e mezzo inargentati, e sei vasetti coloriti à modo d’ampolline fatte anco da me sud.[ett]o
Quattro rami di Fiori di talco, e sei Rami di seta di più colori fatti anco da me
Una
f. 3v
Una carta Gloria, lavabo, et in principio Vecchie
Due Candelieri, e Croce di Stagno piccoli, che vi hò trovato, fatti come dissi da Dom.[eni]co Tuccieri Mio Avo, come benefattore, e decreto della Madonna del Carmine, con lettere D e T, che significa Dom.[eni]co Tuccieri
Altri Suppellettili, come Calice con Patena d’Argento, tre Pianete, una di più Colori, una Rossa, et Una Negra, Messale grande, Messaletto de Morti, borse, Corporali, Veli di più Sorti, Purificatori, fazzoletti, et altra biancheria, tutta fatta da me Rettore del Mio
Io D.[on] Domenico Tuccieri Rettore della soprad.[ett]a Cappella M.[an]o p[ro]p[ri]a”
Note
- Mons. Bartolomeo Peretti vescovo dei Marsi dal 1596 al 1628.
- Notizia interessante perché ci fa conoscere che nel 1728 erano ancora visibili i resti della chiesa di S. Salvatore sita in territorio di Aielli.
- Morì improvvisamente mentre stava descrivendo la “significatoria” della “ Venerabile Compagnia della Fraterna di Santa Maria della Grazia di Corvarola” relativa agli anni 1641-1642: “[…]per esser rimasto imperfetto per la morte del q[uonda]m sud[ett]o d[on] fran[ces]co Rosa[…]Circhio 9 Aprile 1646[…]”. Amiconi F.:” I conti della “Fraterna di Santa Maria op.cit.”, p. 104.
- Molto probabilmente dovrebbe essere l’attuale fonte San Vito trasformata, nel secolo XIX, anche in abbeveratoio.
- Fu un munifico donatore verso il Convento degli Agostiniani Scalzi di Cerchio come chiaramente si evince da foglio 105r a foglio 107r :”[…] Gioseppe del Pezzo di Celano Il quale à donato à questo convento dj Santa Maria delle Gratie dj Cerchio tutti lj sottoscrittj beni esitentino in Territorio di detta Terra dj Cerchio, e Aiellj, parte in Vita & l’altre doppo la sua morte, come per Jnstrumento rogato per mano dj Notar Gio:[van] Antonio de Nigris di Pjscina a x[dieci] febraro 1677[…]”. Amiconi F: ”Il catasto del convento degli Agostiniani Scalzi op.cit.”.
- E’ l’attuale paese di Antrosano, frazione del comune di Avezzano in provincia dell’Aquila.
CAPITOLO QUINTO
ARCHIVIO DELLA DIOCESI DEI MARSI AVEZZANO
C 27/626
“ f. 1r ( è scritto al margine destro a matita da mano moderna il numero “1” n.d.r. )
Inventario della Compagnia del S[antis]S[i]mo Nome di Giesù
Q[ues]to è l’Inventario di tutti li beni, Stabilj, Mobilj, Rendite di quasiano sorte della Compagnia del S[antis]S[i]mo Nome di Giesù, fatto hoggi li 4 x[dece]mbre 1728, p[er] me Marco Ciofano della T[er]ra di Circhio pre[cede]nte Procuratore di d.[ett]a Compagnia
La sud.[ett]a Compagnia ( è stato corretto n.d.r. ) del S[antis]S[i]mo Nome di Giesù stà posta dentro la Chiesa Parrocchiale della S[antis]S[i]ma Annuciata, sicome vien descritta dall’Inventario di d.[ett]a Chiesa
Have p[er] obligo d.[ett]a Compagnia di pagare alli Sig.[no]ri Canonici di d.[ett]a Chiesa carlinj dodici, qualj sono p[er] l’ ufficiatura, che si fa da d.[ett]i Sig.[no]ri Canonicj i[n] ogni 2.[second]a Domenica del Mese, cioè l’assistenza della Messa cantata, e Processione
Have p[er] obligo d.[ett]a Compagnia di fare officiare nel giorno della Circumcisione del Sig:[no]re, con cantare Messa Solenne, con primj, e 2.[second]i Vesprj, e con l’applicatione di tutte le Messe Paga d.[ett]a Compagnia nel Giorno della Circu[m]cisione all’ R.[everend]o Sig.[no]re Arciprete p[er] l’ufficiatura che fa carlinj tre ( è stato corretto n.d.r. ), e p[er] ciascheduno Sacerdote p[er] l’applicatione della Messa, et assistenza g.[ran]a quindeci, e p[er] ciascheduno Chiericho g.[ran]a quattro e mezzo, et al Sacristano di d.[ett]a Chiesa g.[ran]a sette, e mezzo p[er] ogn’anno
Have la Sud.[ett]a Compagnia Tovaglie d’Altare numero nove di Canapa bianche
Candelieri nuovi Indorati quattro, con quattro Vasi parimente di legno Indoratj
Cartagloria, Lavabo, col’Inprincipio di legno nuovo Indorato
Have quattro rami di fiori di Seta
Have quattro Candelieri di Stagno, e due di bronso, con Croce di legno privata
Have una Cartagloria di Stagno, col’Inprincipio di legno usato
Have quattro Coscini d’Altare, due di Canapa bianchi, e due di Corame pittato, tutte le Soprad.[ett]e cose sono state comprate p[er] carità
La Soprad.[ett]a Compagnia have li qui an[n]notatl Terrenj
T[erra] In S. Martino Conf.[in]o S. Pietro, S. Paulo, et altri C[oppe] 02 p.[ugilli] 22
T[er]ra In Colle à Cerchio, conf.[in]o il S[antis]S[i]mo Rosario, il S[antis]S[i]mo
Sacramento, et altri C[oppe] 04 p.[ugilli 00
Dalli Soprad.[ett]i Terrenj, se ne retraino Coppe sette di grano scongio à missura da Gio:[vanni] d’Amore, e suoj Figlj Coloni di d.[ett]i Terreni, q[ua]li Terrenj sono stati lasciati p[er] carità à d.[ett]a Compagnia da Cittadini di Cerchio, ma n[o]n si sa da chi
Io Marco Ciofano della T[er]ra di Cerchio all pre[se]nte Procuratore della Compagnia dell’S[antis]S[i]mo Nome dell Giesù, hò fatto il Sud.[ett]o Inventario di tutte le Cose, e beni soprasacrittj, e li beni Stabilj si tengono i[n] affitto da Gio:[vanni] d’Amore, e suoi Figlj, e rispongono p[er]l’affitto i[n] ogni due anni coppe sette di grano scongio et i[n] fede mi sono Sottoscritto di mia propria mano i[n] presenza di Clemente Iacobacci, e Gaetano Sperandio, q[ue]sto dì 4 x[decem]bre 1728
Io Gaetano Sperandio fui presente sono testimonio
Io Clemente Iacobacci fui presente sono testimonio
Io Marco Ciofano Procuratore Io Epifanio Ciofano d’ordine di mio Padre “.
CAPITOLO SESTO
ARCHIVIO DELLA DIOCESI DEI MARSI AVEZZANO
C 27/625
“ f. 1r ( al magine destro è scrittto a matita da mano moderna il numero “1” n.d.r. )
In Dei Nom[in]e Amen. Hoggi li 3 X[decem]bre 1728
Inventario della cappella del S[antis]S[i]mo Rosario di Cerchio Juspatronato del q.[uonda]m D.[on] Marc’Ant.[oni]o Pantano di d.[ett]a T[er]ra, q[ua]le esso lasciò in testa di Gio:[vann]Ant.onio, et Alfonzo Ciaglia Suoi Nepoti Carnali, come nel suo Codicillo primo in una particola inter alias, dove lasciò secondo, in esso si trova.
Copia del Codicillo primo di D.[on] Marc’Ant.[oni]o Pantano inter alias, fatto, e stipulato il 20 luglio 1688 p[er] N.[ota]r Ant.[oni]o Sericchi di Celano.
Di tutto quello, che avanza il d.[ett]o D.[on] Francesc’Ant.[oni]o Cesareo Mio Esecutore ne debbia far compra in tanti beni stabili, liberi, e franchi da ogni peso, ò pure fondare tanti Cenzi, à p[er]sone sicure, e fondare un Iuspatronato in testa di Gio:[vanni], Ant.[oni]o e Alfonso Miei Nepoti Carnali, li q[ua]li possano presentare il cappellano nella capp[el]la della Madonna del S[antis]S[i]mo Rosario, sita dentro la Chiesa di S.[anta] Maria,dentro la Chiesa Matrice della T[er]ra di Cerchio, q[ua]li debbiano nominare, e presentare p[er] primo Cappellano, si come nomina il Chierico Dom.[eni]co Figlio di Luca Tuccieri della T[er]ra di Cerchio, e più appresso si debbiano nominare da d.[ett]i Miei Nepoti, e Suoi Successori, li più propinqui in grado, seù linea Mascolina, e mancando d.[ett]a Linea Mascolina, succeda la linea Femminina, e mancando l’una, e l’altra succeda al Venerabil Capp[el]la del S[antis]S[i]mo Rosario sita nella d.[ett]a Chiesa Matrice, dentro la Chiesa di Cerchio, e d.[ett]o Primo Cappellano, et altri debbiano celebrare, e far celebrare in p[er]petuu[m] tutte quelle Messe, che da d.[ett]o D.[on] Francesc’Ant.[oni]o Cesareo mio Esecutore Testamentario S’ imponeranno, il q[ua]le debbia procurare, che fruttino g.[ran]a dice sette, e mezzo p[er] Ciascheduna Messa, incaricandosi in ciò la Coscienza di d.[ett]o D.[on] Francesc’Ant.[oni]o Cesareo, e così voglio, che s’osservi, e no[n] in altro modo. L’avanzo è stato di ducati due Cento si come nel Privilegio C[oppe] 200—
f. 1v
Per il che sono stati Comprati alcuni terreni in territorio d’Aielli, q[ua]li sono stati pagati ducati venticinque, e del rimanente sono stati fondati alcuni Cenzi Esimibili ad otto p[er] Cento con il peso di Messe otto il Mese, si come p[er] Bolla spedita dall’Ill.[ustrissi]mo Monsignor Corradini sotto li 18 Marzo 1689 q[ua]li Messe si celebrano p[rese]ntem.[en]te da me D.[omeni]co Tuccieri nominato Mia vita durante del sud.[dett]o Testatore, come appare nelli Libri delle Messe p[er]petue
Gl’her.[edi], seù lagatary n[o]n hanno mai voluto provedere di nessuna sorte di Suppellettili p[er] la celebrazione delle Messe, e Monsig.[no]r Corradini ordinò in una Visita, che si pagasse una cinquina p[er] Messa.
Li terreni sono li sequenti. In Catasto d’Aielli à C.[arta] 181 . Il Ros.[ari]o di Cerchio, Iuspatronato di D.[on] Marc’Ant.[oni]o Pantano.
16 T.[erra] à Pentima conf.[ino] Pietr’Ant.[oni]o Letta, S.[anta] Maria Pendenne, il Ros.[ari]o d’Aielli, e D.[on] Francesco Polla coppe sette, e pug.[illi] quattordici C[oppe] 1- 14
12 T.[erra] alla Stancha conf.[ino] Berardino del Mancino, S:[anta] Maria Corbarola, il lito
di Fucino (1), e la Via Cop[pe] tre, e pugil.[li] venti due, e mezzo C[oppe] 3 – 22 ½
12 T.[erra] ibid[em] conf.ino] D.[on] Agostino Angelitto à 2 lati, D.[on] Fabritio d’Amore, e
la Via cop.[pe] una; e pug.[il]li dieci C[oppe] 1- 10
12 T.[erra] alla Sterpara conf.[ino] Marc’Ant.[oni]o di Berardo, Artisia di Alesio, Paolo di
Gio:[vanni ]Lonardo, e Pietro Ant.[oni]o Letta cop.[pe] Sette, e pug.[illi] dodici,e mezzo C[oppe] 1-12 ½
12 T.[erra] à Plara conf.[ino] Bend.[ett]o Coletta, S. Gioseppe, e l’inculto cop.[pe] cinque,
e pug.[illi] cinque C[oppe] 5 -05
17 T.[erra] in Valle Ripoli conf.[ino] Nicola Maccallini, Gio.[van]Pietro Rico, Ant.[oni]o
Macerola, S. Angelo, Artisia d’Alesio, e Gioseppe del PInto cop.[pe] otto, e pugil.[li]
sette, e mezzo C[oppe] 8- 07 ½
15 T.[erra] alli Massimi conf.[ino] Fran.[ces]co di Berardo à 2 lati, Ant.[oni]o Letta
à 2 lati, Domenico Angelitti, e la via cop.[pe] otto, e pugil.[li] quindici C[oppe] 8 – 15
in q[ue]sta possessione, vi sono cinque Piedi di Noci
In Tavola di D.[on] Agostino Angelitti p[er] Cambio d’una Casetta in d.[ett]a Tav[ol]a à
C.[arte] 46 si come p[er] decreto di Monsignor Corradini, quale si pone apresso
11 T[erra] alle Margine conf.[ino] Bartolomeo Coritto, e Giacomo del Mancino cop.[ppe]
Due, e pugilli due C[oppe] 2 -02
f.2r
14 T.[erra] à Pentima conf.[in]o Andrea Letta, L’Un[iversi ]tà, e S. Angelo cop.[pe] due, e
pug.[ill]i dodici C[oppe] 2 – 12
14 T.[erra] Sopra la Stancha conf.[ino] Biaso Callocchia, il Ros.[ari]o, la Via, e L’uni[versi]tà
cop.[pe]due C[oppe] 2 —
18 T.[erra] à S. Egidio conf.[ino] Biaso Callocchia, Loreto Coritto, li Tomassetti, e la Via
cop[pe] una, e pug.[illi] tredici ( è stato cancellato n.d.r. ) venti tre C[oppe] 1- 23
Siegue il Decreto.
In Dei nomine Amen die 12 July 1700 Cora[m] Ill.[ustrissi]mo, Rev.[erendissi]mo Dom[in]o Fran.[ces]co Bernardino Corradino Marsoru[m] Ep[iscop]o, meoque Notorio, et Testibus infra[scri]ptis in Infra[scri]pto loco p[rese]ntes, et personaliter costituti Re.[verendus] D.[ominus] Dom.[ini]cus Tuccerius T[er]re Circuli, tanqua[m] Rector Cappellis B.[eata]e Virginis S[anctis]S[im]i Rosary site, intus Parr[occhia]le Ecclesia[m] d.[ict]e T[er]re Juris Patronatus fundati ex dispositione q.[uonda]m R.[everendi] Marci Antony Pantane, nemine, et pro parte d.[ict]e Capp[el]le ex una, et R.[everendus] D.[ominus] Augustinus Angelittus T[er]re Agelli agens, et interveniens ad infra[scri]pta[m] prò se, suisq[ue] her.[edibus] parte ex altera p[er]mutaverunt invice[m] infra[scri]pta bona dictus R.[everendus] D.[ominus] Dominicus […] ( il citato documento che si omette di trascrivere occupa il rimanente foglio 2 r , foglio 2 v e le prime due righe del foglio 3 r n.d.r.)
f. 3 […]
Li cenzi redimibili sono li sequenti, e parte ne stanno fodati in Aielli, parte in Cerchio, ed uno a S. Benedetto ad otto [per] Cento, come dissi
Aielli
Heredi di Pietro d’Alessandro, hoggi Gioseppe suo Fr[ate]llo, e Santo suo Figlio ducati
diece e Carl.[ini]cinque D[ucati 10 -50
Her.[ede] di Marco Gualtieri, hoggi Fran.[ces]co suo Figlio, her.[ede] di Bartolomeo del
Mancino, hoggi Gio:[van]Cola Figlio, e l’her.[ede] di Fran.[ces]co Petracca hoggi
Gio:[vanni] suo Figlio ducati diecedotto, in solidu[m], cioè ducati sei p[er] ciascheduno D[ucati] 18-
Cerchio
Gio:[van]Pietro Petrocco, hoggi her.[ede] Pietro Iacobacci ducati cinquantuno D[ucati] 51–
Cecilia Campomizzo p[er]sona propria ducati ventidue D[ucati] 22-
Alfonzo Ciaglia ducati quindici D[ucati] 15-
Her.[ede] di Luca Tuccieri, hoggi Tomasso Figlio ducati ventidue D[ucati] 22-
S.[an] Benedetto(2)
Her.[ede] di Gio:[vanni] Raglione, hoggi Marta sua Figlia ducati sei D[ucati] 06-
Docati trenta, E Car.[ini] cinque si trovano in Mano di me p[rese]nte Rettore D.[on]
Dom.[eni]co Tuccieri, riassicurati sopra un Casa di Membri tre, che fu dalli Pantani,
ricomprata da me sud.[ett]o dall’Abbate di S. Angelo di Celano, e da D.[on]
Lorenzo d’Ovidio d’Ortucchio, qual casa si tiene p[rese]ntem.[en]te da Ascenzo
Massaro à Carl.[ini] ventiquattro l’Anno D[ucati] 30-50
La rendita di d.[ett]a Cappella si trova essere frà 3.[terz]e di cenzo, e frutti di terreni
Annua ducati diecedotto, si come stà espresso nel suo Privilegio spedito dall
B.[ona] M.[emoria] di Monsign[o]r Corradini
f. 3v
Corradini sotto li 18 Marzo 1686 , Il peso delle Messe sono otto il Mese come dissi à
Principio di q[ue]sto Inventario, senza Suppellettili.
Io D.[on] Domenico Tuccieri Rettore della retroscritta Capp[el]la m.[an]o pr[o]p[ri]a “.
Note
- Era il terzo lago d’Italia completamente prosciugato nel 1876 per volontà del banchiere, divenuto principe, Alessandro Torlonia ( 1800- 1886) .
- E’ sicuramente l’odierno san Benedetto dei Marsi (AQ).
CAPITOLO SETTIMO
ARCHIIVIO DELLA DIOCESI DEI MARSI AVEZZANO
C 28/685
“ f. 1r ( al margine destro è scritto a matita da mano moderna il numero “1” n.d.r. )
Inventario delli terreni assegnati dalli Pietroiusti alla cappella del S[antis]S[i]mo Rosario coll’obligo d’una Messa la settimana, sistente nella Chiesa Parrocchiale della Terra di Cerchio, sotto il titolo della S[antis]S[i]ma Annunciata, volgo’ S.[anta] Maria dentro La Terra, nella quale v’è la Compagnia, seù Confratenita de Fratelli, e Sorelle fondatrici di d.[ett]a cappella; quali Messe presentem.[en]te si celebrano da me D.[on] Pietropaolo Arcip.[re]te d’Amore, presentato dalla q.[uonda]m Angela Pietroiusti mia Parente, e sono
T[erra] in S.[ant Stefano, seu Patiano,Conf.[in]o La Strada à due Lati, e li Perotta C[oppe] 10: p.[ugilli] –
T[erra] in Mandola di Picocco, Conf.[in]o S. Maria dentro, il Preposto di Beffi, Luca
Paneccasio, Fran:[ces]co d’Amore, e la strada publica C[oppe] 13: p.[ugilli] 15
T[er]ra allo Turco, seù Pizzone di S. Pietro, Conf.[in]o Gioseppe del Pezzo , S.
Fran.[ces]co di Celano, e La Strada à due Lati C[oppe] 22: p.[ugilli] —
T[er]ra ibidem, Conf.[in]o Agostino Ciofano, Loreto Mione à due Lati, Li Perotta, e
la Strada, nelli quali due pezzi di T[er]ra vi mancano due coppe in
circa secondo Li Catasti Vecchi (1) C[oppe] 05: p.[ugilli] 16
T[erra] alle Forme, seù Villa Mayna, Conf.[in]o Li Melchiorre di Piscina, D.[on]
Gio:[vanni] Pietrocicco, il Capitolo, e D.[on] Giacomo Iacobacci C[oppe] 06: p.[ugilli] –
Sodo ibidem, conf.[in]o Berardino Pietro Massare, il Popolo, Li Paolini, e Colascia
d’Amore C[oppe] 04:p.[ugilli] –
T[erra] in Rigo Mordano, Conf.[in]o L’her[ede] di Gio:[vanni] Tomasetti, Agostino
Ciofano, e La Strada C[oppe] 09: p.[ugilli] –
T[erra] in Palagiano, in Catasto del Colle fol.[io] 128 Conf.[in]o Matteo Peroscia, il
Preposto del Colle, Li Paciulli, Dionisio Panecascio p[er] il Popolo, la
Cappella delli Maceroni, e l’her.[ede] di Pietro Silverio di Pasquale
d’Acciano pro’ Uxore C[oppe] 16: C[anne] 85
La Sud.[ett]a Cappella del S[antis]S[i]mo Rosario, dotata dalli Pietroiusti, come sopra
Have una Pianeta di Raso di diversi colori, e mezza
f. 1v
Lacera, Un Velo da Calice dell’istessa materia, con trina, e francia di seta di color verde, ed un Messale usato di stampa bassa, quali sono quasi inhabili p[er] essere stati risarciti più volte, e p[er] ciò si son’ assegnati à chi celebra le Messe prò tempore, p[er] uso di tutti Li Suppellettili bisognevoli p[er] detta celebrazione
Io Sotto[scri]tto Arcip.[re]te della sud.[ett]a Chiesa Par[occhia]le hò fatto il sud.[ett]o Inventario coll’assistenza del Mag.[nifi]co Luca Ciotti Agrimensore, e Felice Cipriano Cittadini della Terra di Cerchio, huomini prattici di tutta La campagna, Li quali hanno giudicato potersi affittare d.[ett]i Terreni p[er] una coppa di grano sconcio p[er] ciascheduna coppa di terra, conf.[orm]e si sono tenuti, e presentem.[en]te si tengono in affitto da Pietr’Antonio Carosone; ed in fede ho scritto, e sottoscritto il pre[se]nte di prop[ri]o Carattere alla p[rese]nza dell’Infra[scri]tto. In Cerchio q[ue]sto dì 20 Gennaro 1729
D. Pietropaolo Arcip.[re]te d’Amore M.[ano] prop.[ri]a
Io Luca Ciotti Parrocchiano sono stato p[rese]nte, mentre si è fatto l’Inventario delle cose e Beni sudetti, de q[ua]li Io hò notitia, e so, che la d.[ett]a cappella, o Cappellano li gode, e possiede, in fede di che mi sono qui sottoscritto di mia p[ro]p[ri]a M[an]o, e così giuro. ( manca la sottoscrizione n.d.r. )
Io Felice Cipriano Parocchiano sono stato pre[se]nte mentre si è fatto L’Inventario dessi beni sudetti delli quali Io hò notitia e so che il detto Arciprete gode e possiede detti Beni ma non tutti In fede di che mi sono qui sotto scritto di propria mano e così giuro” ( manca la sottoscrizione n.d.r. ).
Note
- Vedi nota n. 20 del primo capitolo.
CAPITOLO OTTAVO
ARCHIVIO DELLA DIOCESI DEI MARSI AVEZZANO
C28/682
“ f. 1r ( al margine destro è scritta a matita da mano moderna il numero “1” n.d.r. )
In Dei Nomine amen
Inventario delli Terreni aratory, una cogl’Arbori di diverse sorti, e Prati lasciati p[er] Testamento sotto il dì otto Gennaro 1686 dalla B.[ona] M.[emoria] del Rev[erend]o D.[on] Giacomo Iacobacci della T[er]ra di Cerchio, al q.[uonda]m Rev[erend]o Simon’antonio de Amicis all’ora Economo Curato della sud.[ett]a T[er]ra, sua vita durante coll’obbligo d’una Messa La Settimana in perpetuo, e dopò La Morte del d.[ett]o Rev[erend]o D.[on] Simon’ant.[oni]o de Amicis succeda il Curato prò tempore, cioè L’uno muora all’altro coll’istess’obligo, e sono gli Infrascritti.
17 T[erra] alle Cortine, conf.[in]o il Popolo, Gio:[vanni] di Mutio, Colascia d’Amore.
e La Strada, & esso med.[e]mo p[er] qu[e]lla, che fù fi Micchele Ciofano C[oppe].3 p.[ugilli] 12 ½
19. T[erra] in Ozano, conf.[in]o Gio:[van]ant.[oni]o Meogrosso, Santa Maria
dentro, Berardo Meogrosso, e La Strada C[oppe] 6. –
18. T[erra] in Carmenando, seù Campoli, conf.[in]o Loreto Mione, L’Hospedale
Berardo Meogrosso, Berardino Panecasio, Francesco di Domenico Tuccieri, e La
Via, nella q[ua]le vi sono Piedi quattro di Noci C[oppe] 4. P.[ugilli] 17 ½
14. T[erra] in Carmenando, conf.[in]o Gioseppe del Pezzo à doi Lati, La Madonna
di Piedeponte, Antonio d’Alesandro del Colle, e l’Hospetale C[oppe].7 p.[ugilli] 01
14 T[erra] in Carmenando, conf.[in]o Luca Panecasio, La Madonna di Piedeponte,
L’Ospedale, il Popolo, e La Strada C[oppe] 5. P.[ugilli] 12
18. T[erra] in S.[an]to Silvestro, conf.[in]o Domenico Ciotta, L’Inculto,
Gio:[van]Marino Gizzo, & il Santissimo Sacramento C[oppe] 4. P.[ugilli] 22
19. T[erra] sotto limiti, conf.[in]o Berardino Ranalletta di Celano, Vincenzo
Pietroiusti, & il Sodo C[oppe] 1. P.[ugilli] 16
16. T[erra] sotto Limiti, seù Troppigliano, cof.[in]o L’Her.[ede] di Giacomo Perotta,
C[oppe] 2.p[ugilli]15 L’Ospedale, S. Silvestro, Francesco di Domenico Tuccieri, e la
P[er] il Colle Madonna di Ponte C[oppe] 8.p.[ugilli] 15 ½
17. T[erra] in Corno vecchio conf.[in]o il Popolo à 2 Lati, & il Colle di Fucino C[oppe] 4. p.[ugilli] 12 ½
f. 1v
18. T[erra] in Ponte, conf.[in]o Loreto Mione, Francesco Antidormi del Colle, et
il Tratturo C[oppe] 1 p.[ugilli] 1 2 ½
14. T[erra] in Trovano, conf.[in]o L’Her.[ede] di Gio:[vanni] Tomassetti à due Lati,
& il Popolo C[oppe] 3. P.[ugilli] 09
18. T[erra] in Ponte, seù Palagiano, conf.[in]o Francesco Antidormi, Francesco
d’Amore, il Fosso, et esso p[er] il Colle, nella q[ua]le Terra vi sono quattordici
Piedi di Pioppi C[oppe] 12. P.[ugilli] 03
18 T[erra] in Patronelli, conf.[in]o D.[on] Teodosio Petracca, e Felice d’Amore C[oppe] 4. P.[ugilli] 04 ½
5. T[erra] alle Renara, conf.[in]o L’Inculto, e Li Iacobacci C[oppe] 4.
23. Prato in Flimini, conf.[in]o L’Her:[ede] di Gio:[vanni] Tomassetti, D.[on]
Teodosio Petracca, e La Via C[oppe] 3. P.[ugilli] 15
16. T[erra] a S. Margarita, seù Villa Maina, conf.[in]o S. Margarita à due Lati, Luca
Panecasio, e La Via, & esso p[er] Aielli C[oppe] 3. P.[ugilli] 02
23. P.[rato] in flimini, conf.[in]o esso p[er] Aielli, D.[on] Marc’antonio Pantano, il
Preposto di Beffi, il Purgatorio, e L’Hospedale C[oppe] 1. P.[ugilli] 21
17. T[erra] alle Cortine di flimini, stava al Popolo, e si riporta à D.[on]Giacomo,
hauta da Micchele Ciofano C[oppe] 3. P.[ugilli] 12 ½
In Catasto d’Aielli à fol:[io] 172.
6. T[erra], seù Cesa con una Noce alla Sterpata, conf.[in]o Giacomo Coletta,
Lorenzo Coritto, e L’Inculto à più lati C[oppe] 15. P.[ugilli] 15
15. T[erra] in Campo Cavallo, conf.[in]o Angela Pietroiusti, il Convento, Gioseppe
Fasciano, La Misericordia, Domenico Ciofano, Francesco Martellozzo, et il Rigo C[oppe] 13. p:[ugilli]03
Arbori diversi in d.[ett]a T[er]ra à Campo Cavallo, cioè due Albucci, una Salce,
un piede di Mela selvatiche, un’Olmo, e due piedi, seu arbori di Noce uno
piccolo, e uno più grande
20. T[erra] à S.Margarita, conf.[in]o s.Margarita à due Lati, esso per Cerchio, e La Via C[oppe] 03.p.[ugilli]–
f. 2r ( al margine detro è scritto a matita da mano moderna il numero “2” n.d.r. )
Io infra[scri]tto Arcip.[re]te della sud.[ett]a Chiesa Par[rrocchia]le hò fatto il sud.[ett]o Inventario, d’ordine di Monsig.[no]r Ill:[ustrissi]mo e Rev.[erendissi]mo Giacinto Dragonetti Vescovo de Marsi, coll’assistenza del Mag.[nifi]co Luca Ciotti Agrimensore, e Felice Cipriano Cittadini della T[er]ra di Cerchio, huomini prattici di tutta la Campagna, e di d.[ett]i terreni, quali hanno giudicato poters’affittare p[er] una coppa di grano sconcio p[er] ciascheduna coppa di Terra, una cogl’Arbori, conf.[orm]e gl’ave tenuti, e presentem.[en]te Li tiene in affitto Gio:[van]Giacomo d’Amicis, coll’obligo d’una Messa La Settimana p[er] L’Anima di d.[ett]o Testatore, Ed in fede hò scritto, e sottoscritto il p[rese]nte di prop.[ri]o Carattere, alla presenza dell’infra[scri]tti. In Cerchio q[ue]sto dì 25 Gennaro 1729
D.[on] Pietropaolo d’Amore Arcip.[re]te M.[ano] prop.[ri]a
Io Luca Ciotti Parrocchiano sono stato p[rese]nte mentre si è fatto L’Inventario delle cose, e Beni predetti, de q[ua]li io hò notitia, e so che il d.[ett]o Cappellano seù Arciprete possessore di detti Beni, li gode, e possiede, in fede di che mi sono qui sottoscritto di mia prop.[ri]a Mano, e così giuro ( manca la sottoscrizione n.d.r. )
Io Felice Cipriano Parocchiano sono stato presente mentre si è fatto L’Inventario detti beni sudetti delli quali io hò notizia e so che il detto Arciprete gode e possiede detti Beni ma non tutti In fede di che mi sono qui sottoscritto di propria mano e così giuro ( manca la sottoscrizione n.d.r. ) “.
CAPITOLO NONO
ARCHIVIO DELLA DIOCESI DEI MARSI AVEZZANO
C28/686
“ f. 1r ( al margine destro è scritto a matita da mano moderna il numero “1” n.d.r. )
In Dei nomine amen
Inventario di tutti li terreni, seù beni Stabili, una colla rendita, e pesi di essi del Canonicato sotto il titolo di S. Silvestro, unito alla Chiesa Par[rocchi]ale della Terra di Cerchio dalla B.[ona] M.[emoria] di Matteo Colli olim Vescovo de Marsi(1) il dì 26 Aprile 1589 (2) (La Chiesa d’esso Canonicato stava mezza Miglio (3) da d.[ett]a Terra di Cerchio, della quale appena si conosce il sito (4), e n[o]n vi è p[er]sona vivente, che l’habbia vista all’inpiedi ) coll’obbligo di far L’Eddomada (5), cioè dir la Messa all’Aurora p[er] com[m]odo del Popolo, La Domenica susseguente cantare La Messa p[er] il Popolo, e prestar La servitù agli altri quattro Canonici (6), coll’assistenza in Coro di Canto nelle loro Eddomade, ed intervenir’à tutte L’altre fuzioni Ecclesiastiche.
Li Beni stabili, seù terreni spettanti à detto Canonicato sono Li seg.[uen]ti
10. T[erra] à S. Silvestro dove anticam.[en]te v’era La Chiesa, Conf.[in]o D.[on]
Giacomo Iacobacci, il Popolo à 2 Lati, il Monte, e La Via C[oppe] 42: p.[ugilli] 00
10. T[erra] ibidem à man dritta in piedi del Rigo de’ Santi, Conf.[in]o La Via,
L’inculto, et altri, n[o]n si possiede C[oppe] 7:—-
20. T[erra] in Colaione, Cof.[in]o L’Anime del Purgadorio, S.[anta] Maria dentro, e La
Cappella del D.[ottor] Giacomo Polonio C[oppe] 2 :p.[ugilli] 13
20. T[erra] ibidem, Conf.[in]o Li Maceroni, p[er] Li Varanelli a due Lati, S.[anta]
Maria dentro, e La Strada, Arbori in essa, cioè un sorbo, trè Piedi di Pera
Selvatiche, ed Olmi quattro C[oppe] 1: in circa
15. T[erra] in Via deritta, seù Colaione, Conf.[in]o D.[on]Marc’ant.[oni]o Pantano,
Loreto Mione, e La Via, Olmi due in d.[ett]a T[er]ra C[oppe] 3: p.[ugilli] 21
18. T[erra] in Fonte di Troppigliano (7), Conf.[in]o Domenico Varanelli, Berardino
Cipriano, e La strada, Olmi trè in d.[ett]a T[er]ra C[oppe] 1: p.[ugilli] 4
f. 1v
18. T[erra] in Colaione, seù Troppigliano, Conf.[in]o Domenico Ciotta S.[ant]a Maria
dentro, e la strada C[oppe] 2 : p.[ugilli] 22
10. T[erra] in Rovella, Conf.[in]o La Cappella delli Maceroni, Fran.[ces]co d’Amore,
prò Uxore Luce, Gio:[vanni] di Loret’ant.[oni]o d’Amore, e L’inculto C[oppe] 8: p.[ugilli] 3
10. T[erra] ibidem, Conf.[in]o Bartolomeo Legge à due Lati, il Popolo à due Lati,
Berardino Cipriano del Colle à due Lati, D.[on] Theodosio Petracca, La Strada, &
il Macero C[oppe] 5: p.[ugilli] 4
10. T[erra] ibidem, Conf.[in]o La cappella delli Maceroni, Fran.[ces]co d’Amore
Prò Uxore Luce, il Popolo, La Strada, e Felice Mostaccio del Colle C[oppe] 5 :p.[ugilli]10 ½
18. T[erra] à S. Salvatore, Conf.[in]o Li Casalini della Chiesa, Domenico Ciotta,
Agostino Ciofano, e Francesco Pietrocicco C[oppe] 8: p.[ugilli] 12
18. T[erra] in Troppigliano, Conf.[in]o Fran.[ces]co d’Amore à trè Lati C[oppe] 2: p.[ugilli] 07
12. Sodo in Migliara, Conf.[in]o il Popolo à due Lati, il Vallone, e la Via C[oppe] 4:—–
16. T[erra] in Fonte di Troppigliano, Conf.[in]o D.[on] Giacomo Iacobacci,
L’Ospedale, e La Via, Olmetti trè in essa Terra n[o]n coltivabile p[er] esser’
Acquosa C[oppe] 1: p.[ugilli] 16
18. T[erra] ibidem, Conf.[in]o Gioseppe del Pezzo à due Lati, e Francesco di
Domenico Tuccieri C[oppe] 1: p.[ugilli] 13 ½
14. T[erra] in Trovano, Conf.[in]o D.[on] Teodosio Petracca, D.[on] Fran.[ces]co
di Beffi, e La Via C[oppe] 5: p.[ugilli] 20
Quel terreno si tiene in Enfiteusi da Francesco di Persio p[er] una coppa di
Grano p[er] Ciascheduna coppa di Terra
13 T[erra] in Valle di Maiano, Conf.[in]o il Convento, il Popolo, e La Via
Qual terreno n[on] si possiede C[oppe] 1: p.[ugilli] 12 ½
16. T[erra] in Prati, Conf.[in]o S.[anta] Maria dentro, il Sodo, il Fosso, e la Via C[oppe] 4:——–
12. Sodo in piano di Cerrino, Conf.[in]o Felice dAlesandro, Gio:[vanni] di Maio,
Fran.[ces]co Antidormi, & il S[antis]S[i]mo Rosario del Colle, n[o]n si possiede C[oppe] 1:p.[ugilli] 22 ½
f. 2r ( al margine destro è scritto a matita da mano moderna il numero “2” n.d.r. )
14. Sodo in Forcella, seù Cosigliano, Conf.[in]o Berardino Cipriano, La Madonna
del Colle, & il Popolo, si possiede, e si occupa da Elia Pantano C[oppe] 1: p.[ugilli] 12 ½
12. T[erra] in Forcella, conf.[in]o Ant.[oni]o Fidanza, Berardino detto, La Via, e
l’inculto C[oppe] 8: p.[ugilli] 26
14 T[erra] in Cosigliano, seù cerrino, Conf.[in]o La Madonna del Colle, e Felice, et
Antonio d’Alesandro C[oppe] 8: p.[ugilli] 23
20. T[erra] in Ripoli, Conf.[ino] Gio:[vanni] di Luca Ciofano, e p[er] esso La cappella
di D.[on] Marc’ant.[oni]o Pantano, il Fosso, ed il Capitolo di Pettorano (8) p[er]
quello di Gio:[van]ant.[oni]o d’Amore C[oppe] 1: p.[ugilli] 19
15. T[erra] in Via dritta, seù Ripoli, Conf.[in]o Berardino Cipriano a due Lati,
Dom.[eni]co di Gio:[van]Battista Polla d’Aielli, & Anna Palozzo, Olmo uno in
essa Terra C[oppe] 5: ——-
12. T[erra] in Fonte di Furmoli, Conf.[in]o Camillo Fidanza del Colle à due Lati, Lo
Fossato, et un altro del Colle C[oppe] 4: p.[ugilli] 16
9. T[erra] in Prati sopra Via, Conf.[in]o La Strada Regia, e la Via, che và al Colle, e lo
Lemito da Capo, n[o]n si possiede C[oppe] 2: p.[ugilli] 14
14. T.[erra] ibidem, dove si dice Valle d’Abbruzzo, Conf.[in]o Ubald’ant.[oni]o del
Fiacco, Le Moniche di Pescina, et altri C[oppe] 2 :——–
Li sud.[ett]i terreni si tengono in affitto da Giacomo Tagliola del Colle p[er] salme sei, e mezza di grano
sconcio p[er] una Vece; e L’altra vece si tengono in affitto da Felice Cipriano di Cerchio p[er] salme trè di grano sconcio, e ciò consideratosi dal Mag.[nifi]co Luca Ciotti, e d.[ett]o Felice Cipriano, hanno giudicato n[o]n poters’affittar’à maggior prezzo p[er] esser detti terreni tutti d’inferiore qualità, situati vicino La Montagna: Qual Canonicato di S. Silvestro hà l’obbligo di pagar’ogn’anno alla Menza Vescovale una salma, e mezza di grano concio, oltre gl’obblighi di servitù come sopra. Ed In fede Io Sott[oscri]tto Arcip.[re]te hò scritto e sotto[scri]tto di mio prop.[ri]o Carattere il sud.[ett]o Inventario
coll’assistenza delli sud.[ett]i In Cerchio q[ue]sto dì 6 Febraro 1729
Io D.[on] Pietropaolo Arcip.[re]te d’Amore M.[ano] prop.[ri]a
f. 2v
Io Felice Cipr[i]ano Parocchiano sono stato presente mentre si è fatto L’Inventatio delli beni suddetti delli
quali Io ho notitia e so che il detto Arciprete gode e possiede detti Beni ma non tutti In fede di che mi sono
scritto di propria mano e così giuro ( manca la sottoscrizione n.d.r. )
Io Luca Ciotti Parocchiano sono stato presente mentre si è fatto l’inventario delli Beni retroscritti, de’ quali
Io hò notitia, e so che il d.[ett]o R.[everendo] Arciprete, e Can.[oni]co possessore de medemi li gode, e
possiede in fede mi sono qui sottoscritto di mia prop[ri]a M.[an]o, e’ così giuro “ ( manca la sottoscrizione n.d.r. ).
Note
- Matteo Colli vescovo della diocesi dei Marsi dal 1578 al 1596.
- Il 26 Aprile 1589 si riunirono alla Chiesa Parrocchiale di Santa Maria dell’Annunziata di Cerchio, per volontà del vescovo della diocesi dei Marsi Mons. Matteo Colli, le due chiese curate, e rurali di Cerchio: la chiesa di San Pietro in Flimini e la chiesa di S. Vito in Ozano. Sicuramente alcuni anni prima si erano già riunite al sopramenzionato sacro tempio, la Chiesa di San Bartolomeo del Casale “de Circulo”, la chiesa di Santo Stefano del Casale “de Patiano” e la chiesa di San Silvestro del casale “de Troppigliano” ( o Torpigliano), in quanto, come chiaramente si evince dal documento conservato nell’Archivio della Diocesi dei Marsi in Avezzano ( C-2/52 ) recante la data del 18 settembre 1577 ben 5 erano le chiese curate disseminate nel territorio comunale di Cerchio e sono tutte e cinque le sopramenzionate. Addirittura vi sono annotati tutti i nominativi dei capifamiglia e, di conseguenza, quindi, sappiamo anche il numero dei fuochi che abitavano tali casali: nel casale ove era la chiesa curata di San Bartolomeo “de Circulo” vi erano 24 fuochi; nel casale ove era la chiesa curata di Santo Stefano “de Patiano” vi erano 10 fuochi; nel casale ove era la chiesa curata di San Silvestro “de Turpigliano” vi erano 73 fuochi; nel casale di San Pietro “de fliminj” vi erano 8 fuochi e nella chiesa curata di San Vito “de Ozano” vi erano 3 fuochi per un totale, quindi, di 118 fuochi. Alle fine del cinquecento Cerchio contava 192 fuochi ( Biblioteca Vaticana- Archivio Barberini, Indice II, 1944) si evince, quindi, che il centro ove era ubicata la chiesa di Santa Maria dell’Annunziata, volgarmente detta “Dentro le Mura”, era composto dai rimanenti 74 fuochi.
- Mezzo Miglio pari a metri
- Notizia interessante attraverso la quale sappiamo che nel 1729 era ancora noto il sito di tale sacro edificio ed al quel tempo non vi era persona che l’aveva vista in piedi. Sicuramente i terremoti che sono accaduti a Cerchio nel XVII secolo ed all’inizio del XVIII contribuirono al totale disfacimento della citata chiesa (vedi sopra ).
- Ebdomada= settimana. Dal Novissimo Dizionario di Lingua Italiana, Edizione a cura di Gianfranco Folena, Fratelli Fabbri Editore, 1977, Milano.
- Vedi nota 2.
- Al momento non sappiamo dove fosse ubicata tale fonte.
- E’ l’odierno paese di Pettorano sul Gizio in provincia dell’Aquila
CAPITOLO DECIMO
ARCHIVIO DELLA DIOCESI DEI MARSI AVEZZANO
C27/623
“ f. 1r ( al margine destro è scritto a matita da mano moderna il numero “1” n.d.r. )
In Dei Nomine Amen (1)
Inventario, et annotam.[ent]o di tutti i Crediti, e Beni Stabili del Rev[erend]o Capitolo della Chiesa
P[ar]ro[cchia]le della T[er]ra di Cerchio sotto il titolo della S[antis]S[ima] Nuntiata volgarmente detta
S.[anta] M.[aria] Dentro, in conformità si trovano descritti, e registrati nel Pub.[lic]o, et original Catasto di
esssa Uni[vers]ità, = Principiando da i Crediti di esso Rev.[erendo] Capitolo nel ‘infra[sci]tto modo.
In Cerchio
In p.[rim]is Da Berard.[in]o Pietro Massaro e suoi heredi p[er] annuo frutto di docati
trenta Cenzo Cap[ita]le à
1694 fav.[or]e di esso Capitolo à rag.[ion]e di sette p[er] cento come p[er]
Istrom.[en]to rogato p[er] m.[an]o di Not.[a]r Dom.[enic]’Ant.[oni]o
Sericchi di Celano sotto li 24 Gen[nar]o 1694 D[ocati] 30= D[ocati] 2=10
Beni hipotecati à detto Cenzo sono
Vigna in Pastinuccio, seù Preturo, confino il Con.[vent]o Franc.[esc]o Martellozzo,
et altri C[oppe] 7=p.[ugilli] 14
Vigna in detto Loco, conf.[in]o D[on] Simone d’Amore di
capacità ut in Cat.[ast]o in circa C[oppe] 4-
T[er]ra in Loco d.[ett]p Sterpaturo conf.[in]o il Conv.[ent]o
di S. Francesco di Celano, S. Pietro, et altri C[oppe] 3-
T[er]ra in Nocicchie conf.[in]o il Conv.[ent]o, e Francesco
Martellozzo, et altri C[oppe] 2-p.[ugilli] 7
T[er]ra in detto Loco, Conf.[in]o il Conv.[ent]o di S. Fancesco
di Celano, La Chiesa, la Via, et altri C[oppe] 2 p.[ugilli] 24
T[er]ra in Capo de Prati, conf.[in]o il Popolo à due Lati, il
Fosso, e l’inculto C[oppe] 6 –
__________________
C[oppe] 25 p.[ugilli] 20
f. 1v
Som[m]an’à tergo D[ocati]30=09 C[oppe] 25 p.[ugilli]20
Item da Cesare Tuccieri p[er] annuo frutto di
di docati undeci e mezzo Cenzo Cap[ita]le à
rag.[ion]e di doc.[at]i sette p[er] cento g.[rana]
ottanta, e mezze come p[er] istrom.[ent]o
rog.[ato]( al margine sinistro è scritto 1695 n.d.r. )
p[er]mano di Not.[a]r Dom.[enic]o Ant.[oni]o
Sericchi di Celano sotto il 24 Gen[nar]o 1695 D[ocati]11=50 C[oppe] 0=80 ½
Beni hipotecati sono
T[er]ra alle Forme conf.[in]o Luca Tuccieri, il
Fosso, S.Nicola, il S[antis]S[i]mo, e li Tomassetti C[oppe] 18=00
Da Felice Cipriano, e Giacomo Tonno, in solidum p[er]
annuo frutto si doc.[ati] 35 Cenzo Capitale a ragione
di docati sette p[er] cento, carlini venti quattro, e mezzo,
l’anno, come ( al margine sinistro si legge “1700” n.d.r. )
p[er] istrom.[ent]o rogato p[er] M.[an]o di Dottor
Domenico Vitagliano, sotto il di 19 Genn.[ar]o del 1700 D[ocati] 35=00 D[ocati 2=45
Beni hipotecati da Felice Cipriano
T[er]ra in Prati seù Colle di Cerrino conf.[in]o
Pietro Pane Cascio, Fran.[ces]co Ramelli, e
Santa Maria Dentro C[oppe] 5=00
T[er]ra in fonte di Torpegliano conf.[in]o
Berad.[in]o Cipriano, la via à due Lati, et esso
p[er] Gentilesco C[oppe] 2-00
T[er]ra in Capo del’ara conf.[in]o Fran.[cesc]o
d’Amore, e La cappella delli Maceroni, et altri C[oppe] 5-00
T[er]ra in Rovitoli conf.[in]o La Via, Gio.[vanni]
Cappelli, e Dom.[eni]co Ciofano C[oppe]12-00
T[er]ra in Fonticella, conf.[in]o La Via, e D.[on]
Berard.[in]o Ranalletta C[oppe] 9-00
_____________
Som[m]ano C[oppe]33-00
Beni Hipotecati da Giacomo Tonno.
T[er]ra in Torpegliano, conf.[in]o Fra.[ncesc]o
Antidormi, e Micchele Angelone del Colle e
D.[on]Teodosio C[oppe] 3=00
T[er]ra in Torpegliano conf.[in]o d.[ett]o
Antidormi, et Angelone C[oppe] 5=00
T[er]ra ibid.[em], seù S. Salvatore, conf.[in]o
Gios.[epp]e Fasciano, et Agostino Cipriano C[oppe] 3-00
T.[erra] à S. Bartolomeo seù Ponte di Ripoli,
conf.[in]o Tadeo Tuccieri, il fosso e l’Ospedale C[oppe] 1 –
T[er]ra in Mandra di Bagno conf.[in]o La Via,
Pas[qua]le Martellozzo et altri in Cat.[ast]o d’Aielli C[oppe] 3- _________________________
Vig.[n]a a fontegellana conf.[in]o S. Croce, e li
Mattucci C[oppe] 4— D.[ocati] 76=50 C[oppe] 5= 35 ½
_________
C[oppe] 19
f. 2r ( al margine destro è scritto a matita da mano moderna il numero “2” n.d.r. )
Siegue, som[ma] in conto D[ocati 76 =50 C[oppe] 5- 35 ½
Da Antonio Antidormi p[er] annuo frutto di Cenzo
Capitale di docati diece à ragione di sette p[er]
cento carlini sette l’anno ( al margine sinistro è
scritto:”1700” n.d.r. ) come p[er] Istrom.[ent]o
rog.[at]o p[er] M.[an]o di Not.[a]r Dom.[enic]o
Vitagliano sotto li 19 Gennaro del 1700 D[ocati] 10=00 C[oppe] 0-70
Beni hipotecati a detto Cenzo
Vigna in Pastinuccio, conf.[in]o L’Ospedale, il Convento di
Cerchio, et il S[antis]S[i]mo Sacram.[ent]o C[oppe] 4=00
T[er]ra in Cerquito, seù la Madonna di Piede
Ponte, conf.[in]o La via à due alti, et Agostino
Cipriano, e D.[on] Teodosio Petracca C[oppe] 5-00
___________
C[oppe] 9-00
Da Stefano d’Amore, et Ant.[oni]o Fosca p[er]
annuo frutto di docati undeci cenzo Cap[ita]le
à ragione di doc[at]i sette per cento, grana
settanta sette L’anno, come p[er] istrom.[oment]o
rogato p[er] ( al margine sinistro si legge:”1700 “
n.d.r. ) mano di N.[ota]r Dom.[enic]o Vitagliano
sotto li 19 Gennaro del’anno 1700. D[ocati] 11.00 c[oppe] 0-77
Beni Hipotecati dal d.[ett]o Antonio
Una Casa, seù stalla in Borgo conf.[in]o Luca e Tomeo
d’Amore e la via a due Lati e Fran.[cesc]o Tuccieri
Beni hipotecati da Stefano sud.[ett]o
T[er]ra, seù Chiusa in Colle di S. Andrea, seù Campera
bella (2), conf.[in]o La Via, Dom.[enic ]o Ciofano,
D.[on] Berad.[in]o Ranalletta, et il Carmine con
Arbori in essa di cop.[pe] ut in Cat.[ast]o
Da Luca Ciofano, e Lonarda sua moglie carl[in]i sette
p[er] annuo frutto di doc.[at]o dieci a sette p[er]
cento p[er] istr[ument]o rog.[at]o p[er] mano di
Not[a]r Dom.[enic]o Vitagliano Li 31 Gen[nar]o
1700 ( al margine sinistro di legge:”1700”n.d.r. ) D[ocati] 10=00 C[oppe] 0=70
Beni Hipotecati a d.[ett]o Cenzo
Vigna in Fonticella conf.[in]o Luca Pane cascio a 3
l.[ati] C[oppe] 2=2 ½
Vigna in Colle di S.[ant’)] Andrea conf.[in]o S.[an]
Franc:[esc]o di Celano, Fran.[cesc]o Petrocco, e La
Via C[oppe] 1-p.[ugilli] 20
T[er]ra alla Cona, seù Ozzano conf.[in]o Li
Mattucci, Agustino Cipriano, e Luca Pane Cascio C[oppe] 1-p.[ugilli] 12 ½
_________________ ______________________
C[oppe] 5 p.[ugilli] 10 D[ocati]107=50 C[oppe]7=52 ½
f. 2v
Siegue, som[m]an’à tergo D[ocati] 107-50 C[oppe]7=52 ½
Da Fran.[cesc]o Martellozzo carl[in]i nove, et
un’grano p[er] an[n]uo frutto di Cenzo Cap[ita]le
di docati tredici (al margine sinistro si legge:”1700”
n.d.a.) come p[er] istr[ument]o rog.[at]o p[er]
m.[an]o di Not.[ar] Dom.[enic]o Vitagliano di
Celano sotto li 31 Genn.[ar]o 1700 D[ocati] 13-00 C[oppe] 0=91
Beni hipotecati à detto Cenzo
Vigna in Pastinuccio, conf.[in]o Gio.[van]Ant.[oni]o
D’Amore, Ant.[oni]o Antidormi e Berad.[in]o
Massaro C[oppe] 10=00
T[er]ra in Campoli conf.[in]o Gios.[epp]e
Meogrosso e L’her.[ede] di Berardo Meogrosso C[oppe] 6-00
T.[erra] in d.[ett]o loco conf.[in]o Gios.[epp]e
Fasciano e la Cap[pel]la del Carmine, in circa ut in
Cat.[ast]o C[oppe] 4 –
T[erra] ibid.[e]m conf.[in]o Gios.[epp]e, e Berardo
Meogrosso e Domenico Tuccieri C[oppe] 4—
______ ____
C[oppe] 24—
dal Rev.[erend]o Don Dom.[enic]o Tuccieri, e
Luca Tuccieri suo Padre in solidu[m], carl[in]i
vent’uno l’anno per frutti di doc.[ati] trenta
cenzo Cap[ita]le à rag.[ion]e di docati sette p[er]
cento, (al margine sinistro si legge:” 1700” n.d.a.)
come p[er] istrom.[ent]o rogato per M.[ano]
di Not.[ar] Dom.[enic]o Vitagliano a 31
Gen.[nar]o 1700 D[ocati] 30=00 C[oppe] 2=10
Ipoteca.Vigna in Colle di S. And.[re]a, seù
Fonticella, conf.[in]o D.[on] Teodosio Petracca à
due lati, e S.[anta] M.[aria] Dentro C[oppe] 3= 00
T[er]ra alle Forme, conf.[in]o S. Angelo, et il fosso C[oppe] 5 –
T[er]ra alla Mad:[onn]a di Piede Ponte, conf.[in]o
Dom.[eni]co di Giacomo Tuccieri, e la Chiesa
Matrice C[oppe] 1 –
T.[erra] in Campoli conf.[in]o Fra[ncesc]o d’Amore,
Fran.[cesc]o Antidormi, et Ercole Pantano C[oppe] 5—
T.[erra] à S.[anta] Anastasia conf.[in]o d.[ett]o
Ercole D[on] Simone d’Amicis, il Convento e la strada C[oppe] 2—
T.[erra] à S.[anta] Margarita conf.[in]o Luca d’Amore
d’Aielli e la Cap[pel]la delli Maceroni C[oppe] 2—
Prato in Can.[navin]e Vecchie conf.[in]o la Chiesa C[oppe] 2—
___________ ____________ ______________
Membri due di Casa alla Fonte conf.[in]o la Via C[oppe]25- D[ocati]150=50 C[oppe] 10=53 ½
f. 3r
Siegue, e som[m]a in contro D[ocati 150=50 C[oppe] 10=53 ½
Da Berard.[in]o e Fran[cesc]o Ant.[oni]o di
Berard:[in]o d’Antrosciano, et Angel’Ant.[oni]a,e
Lucia Felice sue moglie in solidum, carl[in]i
quindeci, e g.[ran]a quattro p[er] frutti d’un’Cenzo
Cap[ita]le di docati venti due à ragione di doc.[at]i
Sette p[er] cento ( al margine sinistro di legge:”1700”
n.d.r. ) come p[er] istrom.[ent]o rogato p[er]
M.[an]o di Not.[a]r Dom.[menic]o Vitagliano di
Celano sotto li 24 Febraro 1700 D[ocati] 22-00 C[oppe] 1= 54
Beni Hipotecati sono
Casa in Borgo con Palombara da cielo à terra di
membri quattro, conf.[in]o essi med.[em]i p[er]
il rimanente Berard.[in]o Pietro Massaro, e la via.
T[er]ra in Costa d’Ozzano con noce, conf.[in]o La
Via, Colascia d’Amore, e Le sorelle p[er] l’altra
metà coppe due C[oppe] 2=00
Vigna in Trovano conf.[in]o Le Loro Sorelle, e
d.[ett]o Berard.[in]o di Pietro Massaro C[oppe] 2—
Da Gio.[vanni] Pantano, e Fratelli carl[in]i dodici,
e g.[ran]a sei p[er] frutti di docati dieci dotto Censo
à ragione di doc[at]i sette p[er] cento, come p[er]
istrom[ent]o ( al margine sinistro si legge:”1700”
n.d.r. ) rogato per mano di Notar’ Dom.[enic]o
Vitagliano sotto li 24 del mese di Febraro del anno
1700. D[ocati] 18=00 C[oppe] 1=26
Beni hipotecati à d.[ett]o Cenzo sono
T[er]ra in Calbuni conf.[in]o D.[on] Simone d’Amicis,
e li Mattei d’Avezzano, et altri C[oppe] 3-00
T.[erra] à S. Margarita conf.[in]o li detti Mattei, li
Maceroni, et esso p[er] Aielli C[oppe] 3-00
T[er]ra à S. Anastasia, conf.[in]o esso p[er]
Gentilesco, il Convento, e Luca Tuccieri C[oppe] 7—
T[er]ra in Plaiola conf.[in]o il Conv.[ent]o, e la Via C[oppe] 10—
___________
C[oppe] 23=00
Da Pietr’Ant.[oni]o Col’Ant.[oni]o, carlini dieci,
e mezzo p[er] frutti d’un’annuo Cenzo Cap[ita]le
di doc.[at]i q[uin]deci à ragione di doc.[ati]
sette ( al margine sinistro si legge:”1700”
n.d.r. ) p[er] cento, come p[er] istrom[ent]o
rogato p[er] M.[an]o di Not.[a]r Domenico
Vitagliano di Celano sotto li 5 7[settem]bre 1700 D[ocati] 15-00 C[oppe] 1=05
_________________________
D[ocati]205=50 C[oppe] 14=38 ½
f. 3v
Siegue e som[m]a à tergo D[ocati]205=50 C[oppe] 14=38 ½
Beni Ipotecati dal retro[scri]tto Pietr’Ant.[oni]o
T[er]ra in Avanusce sotto Strada conf.[in]o S.[anta]
M.[aria] Dentro, Cesare Tuccieri, e la Via con due
Noci in essa C[oppe] 6-00
T.[erra] in Costa d’Ozzano conf.[in]o Cesare
Tuccieri,la Via, e Fran.[cesc]o Antidormi con
noce in essa C[oppe] 3- 12 ½
Prato in Villa Mayna conf.[in]o il S[antis]S[im]o
Sacr[ament]o Dionisio Pane Cascio, e Berad.[ino]
Pietro Massaro C[oppe] 5- p.[ugilli] 6
T.[erra] sop.[r]a S. Pietro, seù S. Martino
conf.[in]o Cesare Tuccieri, Dionisio Pane Casio,
e la Strada C.[oppe] 2—
__________________
C[oppe] 16-p.[ugilli] 18 ½
Da Dom.[eni]co Ant.[oni]o Mione p[er] annuo
frutto di cenzo Capitale di docati diece à
ragione di sette p[er] cento carlini sette,
come ( al margine sinistro si legge: “1703”
n.d.ar) p[er] istrom.[ent]o rogato p[er]
M.[an]o di N.[ota]r Simplicio Rosati Sotto
li 21 7[sette]mbre 1703 D[ocati] 10=00 C[oppe] 0-70
Beni hipotecati a d.[ett]o Cenzo sono
T[er]ra in Pezzo grande conf.[in]o
Berard.[in]o Mione e Ferrante Bertone
d’Ortucchio C[oppe] 1 p.[ugilli] 16
T[erra] in Fonticino conf.[in]o li Mattei,
e d.[ett]o Berard.[in]o C[oppe] 1 p.[ugilli] 7
T[er]ra in Ceppa seù S.Marg.[arit]a, conf.[in]o
Fra.[ncesc]o d’Amore, e La via pub.[lic]a, e
Vicinale C[oppe] 1 – 4
T.[erra] à S. Margarita. Conf.[in]o Vincenzo
Pietro Iusti, e Fran.[cesc]o d’Amore et altri C[oppe] 3=23
T.[erra] in Capazzano conf.[in]o li Maceroni, e
li Tomassetti e la Via C[oppe] 1-15
T.[err]a in Fonticino conf.[in]o detti Tomassetti
et il S[antis]S[im]o Sacram.[ent]o C[oppe] 2—
_____________
C[oppe] 11 p[ugilli] 13
Da Fran.[cesc]o Pantano, carlini quattordici p[er]
annuo frutto di docati venti Cenzo Cap[ita]le à
ragione di sette p[er] cento, come p[er]
istrom.[ent]o rogato p[er] M.[an]o di Not.[a]r
Simplicio Rosati di Celano sotto li 8 d’Agosto 1708 D[ocati] 20=00 C[oppe] 1- 40 ½
___________________________
D[ocati]235=50 [Coppe] 1-40 ½
f. 4r ( al margine sinistro è scritto a matita da mano moderna il numero “4” n.d.r.)
Siegue, e som[m]a à tergo, seù di contra D[ocati] 235-50 C[oppe] 16=48 ½
Beni hipotecati dal contra[scri]tto Fra.[ncesc]o
Pantano
Una Casa, seù Granaro in Borgo, seù Torre della
Croce conf.[in]o esso p[er] Cellaro, e la via à tre
Lati
T[er]ra in Plaiola, seù le Fosse, conf.[in]o Matteo
Ramelli l’Inculto, e l’Ospedale, cop[p]e sei C[oppe] 6=00
T[er]ra alle Forme conf.[in]o la Cap[el]la di S.
Gaetano Fran.[cesc]o d’Amore, e Luca Tuccieri C[oppe] 18 -00
_____________
C[oppe] 24-00
Da Margarita moglie d’Ascenzo Massaro grana
settanta due p[er] annuo frutto di docati nove à
ragione d’otto ( al margine sinistro si legge:”1711”
n.d.r. ) p[er] cento, come p[er] Scrittura privata
fatta p[er] M.[an]o di Luca Ciotti con l’obbligo
di stipularne istrom.[ent]o publico p[er] M.[an]o
di Notar à ( è cancellato n.d.r. )richiesta,fatta li
sei marzo dell’anno 1711. D[ocati]..9-00 C[ppe] 0= 72
Beni hipotecati dalla med.[em]a sono
T[er]ra, e Pastino à S. Vito conf.[in]o il Popolo, La Via
à due Lati, e Santo Vito con arbori in essa C[oppe] 4=20
T[er]ra in essa Vigna conf.[in]o La Via vicinale C[oppe] 1=14
T.[erra] in Sorbetella conf.[in]o Gio.[van]Ant.[oni]o
d’Amore, Santa M.[ari]a Dentro à tre lati, e S.[anta]
Savina C[oppe] 4-22
Prato in Flimini, conf.[in]o Gentile Martellozzo, li
Paolini, il Popolo, e D.[on] Simone d’Amicis C[oppe] 4- p.[ugilli] 6 ½
T.[erra] sop.[r]a La Stanga conf.[in]o Cola Iacovo
d’Amore, Fran.[cesc]o d’Amore, e Gio.[vanni]
Batt[ist]a Iannicca d’Aielli C[oppe] 4-p.[ugilli] 9 ½
T[er]ra in Valle di Maiano conf.[in]o Dom.[enic]o
Ciotta, Angela Pietro Iusti, ed il Lemita C[oppe] 2- p.[ugilli] 18
___________________
C[oppe] 22-p[ugilli] 15
Da Gaetano Sperandio, carl[in]i otto p[er] annuo
frutto di docati dieci à rag.[ion]e d’otto p[er]
cento come p[er] scrittura privata fatta p[er]
M.[an]o di Luca Ciotti li Sei di Marzo 1711 con
l’obligo di Stipularne Istrom.[ent]o publico à
richiesta p[er] M.[an]o di Notaro D[ocati] 10=00 C[oppe] 0=80
_________________________
D[ocati]254=50 . 18=00 ½
f. 4v
Siegue, e somm’à tergo D[ocati]254=50 C[oppe] 18=00 ½
Beni hipotecati da Gaetano Sperandio
Una stalla da cielo à terra loco detto il Borgo confino
La via à due lati, l’atrascenda, e l’Ospedale
Da Gio.[vanni]Antonio Tuccieri carl[in]i quattordici
p[er] annuo frutto di docati venti Cenzo Cap[ita]le
à ragione di sette p[er] cento, come p[er]
istrom.[ent]o ( al margine sinistro si legge:”1721”
n.d.r. ) rog.[at]o p[er] M.[an]o di N.[ota]r Simplicio
Rosati Sotto li 19 Marzo 1721 D[ocati] 20=00 C[oppe] 1-40
Beni hipotecati in detto Cenzo sono
T[er]ra alli Staffoli conf.[in]o Giacomo e Cesare
Tuccieri C[oppe] 2=09
Vig.[n]a in Colle di S. Andrea, conf.[in]o D.[on]
Teodosio Petracca à due Lati, S.[anta] M.[aria]
Dentro, et Ercole Pantano C[oppe] 2=22
Sodo invignato in essa altri pugiili C[oppe] 0- .7
T[er]ra in rovella, conf.[in]o Felice Mostacci
del Colle Cesare Tuccieri, e la Strada C[oppe] 3=16
T[er]ra in Puzzoli conf.[in]o La cap[el]la delli
Maceroni, D.[on] Teodosio à due lati, e la Strada C[oppe] 1-16
T.[erra] in mandola di Picocco conf.[in]o
Berardo Meogrosso, et il Popolo à due Lati C[oppe] 2-00
T[erra] in Nocicchie conf.[in]o esso, e Marco
Ciofano C[oppe] 2-07
T[erra] in Vitellino conf.[in]o Stefano d’Amore
il Capitolo, et il fosso C[oppe] 5- 17
T.[erra] à Coll’à Circhio conf.[in]o li Paolini, e
Fran.[cesc]o Martellozzo C[oppe] 1- 15 ½
T[erra] Prativa con albucci in ripoli conf.[in]o
Luca d’Amore d’Aielli, e Dom.[enic]o Ciotta C[oppe] 3-15
T[er]ra in Ponticillo conf.[in]o esso med.[e]mo
Gio.[vanni] Tomasso Ianni, ed il Convento C[oppe] 5-00
____________
C[oppe] 30- 14 ½
____________________________
Siegue, e Som[m]ano ducati D[ucati] 274=50 C[oppe] 19=40 ½
f. 5r ( al margine destro è scritto a matita da mano moderna il numero “5” n.d.r. )
Siegue, e som[m]a di contro D[ocati] 274=50 C[oppr] 19-40 ½
Da Tomaso di Tadeo Tuccieri p[er] annuo
frutto, di ducati dieci à rag.[ion]e di sette
p[er] cento carlini sette L’anno, come
p[er] scrittura privata fatta p[er] m.[an]o di
Luca Ciotta con la clausola et obligo di
Fargliene à richiesta pub.[lic]o Istr[oment]o
P[er] m.[an]o di Not.[aro] e fatta, e Stipulata
Sotto li ( sic ) D[ucati] 10.00 C[oppe] 0-70
Beni hipotecati dal med.[esim]o in d.[ett]o Cenzo
Una casa di membri trè da cielo à Terra in Borgo
confina La Via à due Lati, D.[on] Fran.[cesc]o
Cesareo di Beffi et altri di natura rustica
T[er]ra alla Perazza conf.[in]o Tomaso Gallo, La
Via Li Maceroni e l’her[ede] di Paolo Iacobacci,
ut in Catasto d’Aielli in circa di cop.[p]e C[oppe] 5 p.[ugilli] 12 ½
Prato à Flimini conf.[in]o Marc’Ant.[oni]o Zanna,
il Popolo, e Luca d’Amore d’Aielli C[oppe] 1-
____________________
C[oppe] 6 p.[ugilli] 12 ½
Cole Armele Cenzo
Da Andreana Vedova d’Andrea Cefassi del
q.[uondam] Silverio Cifassi, il Clerico Bartolomeo
Cifassi, e Gio[van]Dom.[enic]o Cifassi del Colle,et
prò Eustachio eius fratre p[er] annuo frutto,seù
3[terz]e di Cenzo di Cap[ita]le docati cinquanta
ad’otto ( al margine sinistro si legge:”1700”
n.d.r. ) p[er] cento docati quattro L’anno Come
appare per Istrom.[ent]o rogato p[er] M.[an]o
di N.[ota]r Dom.[enic]o Vitagliano di Celano
sotto li 4 Maggio del anno 1700 cui D[ocati] ..50=00 C[oppe] 4=00
Beni hipotecati sono
Chiusa, seù Terreno loco d.[ett]o Prativati di
Cop[p]e cento, ottanta in circa, ut in Cat.[ast]o
e Territ.[ori]o del Colle, con arbori in essa
conf.[in]o l’her.[ede] del q.[uonda]m Gios.[epp]e
del Pezzo di Celano, il Seminario di Pescina, et
altri noti confini, ut in Catasto C[oppe] 180=09
___________________________
Som[m]ano, e siegue D[ocati]334=50 C[oppe] 24=10 ½
f. 5v
Siegue, e som[m]à tergo ducati D[ocati]334=50 C[oppe] 24=10 ½
Sieguono i Cenzi in Aielli
Da Ant.[oni]o Nucci p[er] frutti di docati sette
Cenzo Cap[ita]le à ragione di Sette p[er] cento
g.[ran]a 49 L’anno, come p[er] istrom[ent]o
rogato p[er] Mano di N.[ota]r Dom.[enic]o
Ant.[oni]o ( al margine sinistro si legge:”1695”
n.d.r. )Sericchi di Celano li 24 Gen:[nar]o 1695 D[ocat]i -7-00 C[oppe] 0=49
Ipotecata. Vigna Loco d.[ett]o Plara territ.[ori]o
d’Aielli, conf.[in]o Pietro Paolo Maccallino,
Marc’Ant.[oni]o Petracca, e Dom.[eni ]co
Angelone C[oppe] 5- p.[ugilli] 12 ½
Da Paolo Lattantio p[er] annuo frutto di
docati dieci sette Censo Cap[ita]le à
rag.[ion]e di sette p[er] cento carl[in]i
undeci e g.[ran]a nove l’anno, come p[er]
istr[oment]o rogato p[er] M.[an]o di
Not.[a]r ( al margine sinstro si legge:” 1695”
n.d.r. )Dom.[enico] Ant.[oni]o Serricchi di
Celano sotto li 24 Genn.[ar]o 1695 D[ocati] 17-00 C[oppe] 1-19
Beni Ipotecati sono li seq.[uenti]
T[er]ra in Bovezzo conf.[in]o Dom.[enic]o
Angelone, Barard.[in]o Letta, Gius.[epp]e
Letta, et altri C[oppe] 1-p.[ugilli] 12 ½
T[er]ra alle Coccie conf.[ino] Biascio Macerola,
Benedetto Ciarallo, et altri C[oppe] 3 –
T.[erra] in Colle Vetera conf.[in]o
Marc’Ant.[oni]o di Berardo, e l’inculto C[oppe] 2- 12 ½
T.[erra] in Cacchio conf.[in]o Bartolomeo
Curitto, Giuliano Iacobucci, et altri in circa C[oppe] 3 –
_______________
C[oppe] 10.00
Una casa di cinque membri al Cornone, dentro
la Terra d’Aielli con orto contiguo, conf.[in]o
Gios.[epp]e d’Alesandro, Marc’Ant.[oni]o di
Berardo, et altri
Da Alesandro d’Alesandro g.[ran]a 72 p[er]
annuo frutto di docati nove ad’otto p[er] cento,
come p[er] istr[ument]o rogato p[er] M.[an]o
di Not.[a]r ( al margine sinistro si legge:”1700”
n.d.r. )Dom.[enic]o Vitagliano sotto li 20 Marzo
del’anno 1700 cui D[ocati] 9-00 = 72
________________ ___________
Som[ma], e siegue D[ocati] 367=50 C[oppe]26=50 ½
f. 6r ( al margine destro è scritto a matatia da mano moderna il numero”6” n.d.r. )
Siegue, e som[m]a in contro D[ocati] 367=50 C[oppe]26=50 ½
Beni ( al margine sinistro si legge: 1700” n.d.r. )
hipotecati dal contra[scri]tto Alesandro
Vigna in loco detto Cappelle conf.[in]o
Gregorio del Rosso Dom.[enic]o e Felice
D’Alesandro C[oppe] 3=00
T[er]ra in Colle Rotondo conf.[in]o Nicola
Angelitti e Berad.[in]o del Mancino C[oppe] 8-.3
T.[erra] sotto il lem[m]ite e confino li sudetti C[oppe]3-.0
T.[erra] in Cacchio conf.[in]o Loreto
Gualtieri, e Pietro d’Alesandro C[oppe] 3-00
______________
C[oppe]17=.3
Da Dom.[enic]o Letta p[er] annuo frutto
di docati trenta à ragione di otto p[er]
cento, carlini venti quattro, come p[er]
istro[ment]o ( al margine sinistro si legge:
“1700” n.d.r. ) p[er] M.[an]o di N.[ota]r
Dom.[enic]o Vitagliano li 5 7[sette]mbre
1700. D[ocati] 30-00 C[oppe] 2=40
Ipoteca. Una Stalla con pagliaro loco
d.[ett]o Alafrano conf.[in]o Francesco
Coletta, e la via publica da cielo à terra
T[er]ra à S. Nicola, conf.[in]o il Rosario,
e L’Un[iversi]tà C[oppe] 3 =00
T.[erra] alli Colli conf.[in]o S. Martino,
e Marc’Ant.[oni]o Petracca C[oppe] 1-13
T.[erra] alla Cona di Tomaso, conf.[in]o
Marco Letta il Macerino, et altri C[oppe] 0-16
T.[erra] ibid.[em] conf.[in]o Marco Letta
à due Lati, il S[antis]S[im]o
Sacr[ament]o e S. Anna C[oppe] 3-20 ½
T.[erra] alle Vicenne di Bovezzo,
conf.[in]o Paolo Lattantio, Scipione Rico,
e Felice Tatucci C[oppe] 3-20 ½
T.[erra] alle Vicenne, conf.[in]o il Sig.[no]r
Maceroni, Santa Iusta, e Paolo Lattantio C[oppe] 4-14
T.[erra] in Colle della Scota conf.[in]o
Tarquinio Nucci Portia Rossi, et esso p[er]
Gentilesco C[oppe] 3-00
T.[erra]in piedi Barbarano, conf.[in]o
Berard.[in]o del Mancino S. Fran.[cesc]o,
e S. Anna C[oppe] 6-10
____________________________
[Docati]397=50 C[oppe] 28=90 ½
T.[erra] in Valle Ripoli, conf.[in]o Luca
d’Amore, Nicola Maccallino, et il Rosario C[oppe] 2-15
______________
Siegue C[oppe] 32- 19 ½
f. 6v
Siegue, e som[m]an’a’ tergo D[ocati]397=00 C[oppe] 28=90 ½
Som[m]a à tergo L’Ipoteca di Dom.[enic]o
Letta, e siegue C[oppe] 32=19 ½
T[er]ta in Colle morteda conf.[in]o
Fran.[cesc]o Petracca Biascio Callocchia,
e Gio.[van]Pietro Rico C[oppe] 10-24
______________
C[oppe] 43-18 ½
Da Fran.[cesc]o di Gio.[vanni] del Pinto p[er]
annuo frutto di docati quindeci à rag.[ion]e
d’otto p[er] cento car.[lini] dodici, come p[er]
istrom.[ent]o ( al margine sinostro si legge:
“1701” n.d.r.) rogato p[er] mano di N.[ota]r
Dom.[enic]o Vitagliano di Celano Sotto li
31 Genn.[ar]o 1701. D[ocati] 15-00 C[oppe]1=20
Beni hipotecati à d.[ett]o Cenzo sono
Vigna à Plara conf.[in]o Bened.[ett]o Coletta,
e La Via à due Lati C[oppe] 5- 4
T[er]ra a rio da capo conf.[in]o Loreto
Gualtieri et altri, con arbori in essa C[oppe] 2- 12 ½
T.[erra] in Aiello Vecchio conf.[in]o
Micchel’Ang.[el]o Gualtieri, e Biascio
Callocchia C[oppe] 2-.5
T.[erra] in Fonte Palomba conf.[in]o
Ant.[oni]o Ciaralla, e Dom.[enic]o Gualtieri C[oppe] 1-10
T.[erra] in Fonte di Tenna conf.[in]o
Gios.[epp]e del Pinto, e L’un[iversi]tà à più
Lati C[oppe] 5- 11
T.[erra] in Cacchio conf.[in]o Fran.[cesc]o
Petracca, e Nicola Maccallino C[oppe] 2-.8
________________
C[oppe] 19=.0 ½
Da Gio.[van]Marino Petracca p[er] annuo
frutto di docati quindeci Cenzo Cap[ita]le
à rag.[ion]e d’otto p[er] cento carl[in]i dodici,
come p[er] istr[oment]o rog.[at]o p[er] mano
di ( al margine sinistro si legge:”1701”n.d.r. )
Not.[ar] Domenico Vitagliano di Celano sotto
Li 31 del mese di Genn.[ar]o 1701 D[ocati] 15-00 C[oppe] 1-20
Beni Hipotecati sono
T[er]ra in Colle morteda conf.[in]o S.[anta]
M.[aria], S. Angelo, S. Silvestro, et il fosso C[oppe] 8=00
T[er]ra in Bovezzo conf.[in]o il Con.[vent]o
di Cerchio Marc’Ant.[oni]o Petracca, e
Tomeo Polla C[oppe] 2- 4
______________ ___________________________
Siegue C[oppe] 10- 4 D[ocati]427=50 C[oppe] 31=30 ½
f. 7r
Siegue, e som[m]a incontro D[ocati]427-50 C[oppe] 31-30 ½
Siegue L’Ipoteca di Gio.[van]Marino Petracca,
e so[m]ma C[oppe] 10-4
T[er]ra in Valle Ripoli conf.[in]o Tomaso Gallo,
Pasquale Vittorino, e Le Rave C[oppe] 5 -0
Una Stalla al Vallone con Locale avanti conf.[in]o
Fran.[cesc]o Petracca, e la Via à duel Lati ______________
C[oppe] 15-04
Da Dionisio Gualtieri d’Aielli p[er] annuo frutto
di docati dieci Cap[ita]le à rag.[ion]e d’otto p[er]
cento carlini otto l’an[n]o, come p[er] scritt.[ur]a
privata ( al margine sinistro si legge:”1710” n.d.r. )
fatta p[er] M.[an]o di Luca Ciotti sotto li
29 Giug.[n]o 1710 con obligo, e clausola di farne
Istr[oment]o publico p[er[ M.[an]o di Notaro ad
ogni richiesta. D[ocati] 10=00 C[oppe] 0 -80
Beni Hipotecati sono
Vigna alli Martini con fabriche in essa conf.[in]o
Pasq[ua[]le del Cecato, Felice Tatucci, e S. Ang.[el]o C[oppe] 9=20
T.[erra] in Barbarano, conf.[in]o il Seminario, S.
Nicola, Gio.[van]Marino Tatucci, e Gio.[van]
Batt[ist]a Marozzi C[oppe] 4-00
T.[erra] alle Vallicelle conf.[in]o Berardino del
Mancino, e Le Lamate C[oppe] 2-15
____________
C[oppe] 16-00
Gagliano
Da Giulio Cesare Montemurro di Gagliano p[er]
annuo frutto di docati venti cenzo Cap[ita]le à
ragione d’otto p[er] cento, carl[in]i sei L’an[n]o
come ( al margine sinistro si legge: “1695”n.d.r. )
p[er] istrom.[ent]o rog.[at]o p[er] M.[an]o di
Not.[a]r Domenic’Ant.[oni]o Serricchi di Celano
sotto li 24 di Gennaro 1695. [Docati] 20=00 C[oppe] 1=60
________________________
So[m]mano in tutto. D[ocati]457=50 C[oppe] 33=70 ½
f. 7v
Somman’à tergo D[ocati]457=00 C[oppe] 33=70 ½
Siegue L’hipoteca di Giulio Cesare Montemurro
della Terra di Gagliano
T[er ]ra in loco detto Lupereccia, conf.[in]o
Fran.[cesc]o Antonio Chiavelli, Gasbarro
Schiavitti, et altri coppe tre C[oppe] 3=
T.[erra] in Coste di Valle Lancia conf.[in]o
Gio.[van]Ba[ttist]a Palmieri, e Bartolomeo Olivieri C[oppe] 5
T.[erra] à Prata Pannuni conf.[in]o Pietr’Ant.[onio]
Agresta, et il Monast.[er]o di S. Chiara C[oppe] 2-
T.[err]a à Via Plara conf.[in]o Gio.[van]Batt[ist]a
Palmieri il S[antis]S[i]mo, et altri C[oppe] 2-
T.[erra] in Cese della Villa Cupa conf.[in]o
Gio.[van]Paolo Palom[m]ella, e Giulio Lattantio C[oppe] 2-
T.[erra] ibid.[em] conf.[in]o Gismondo, il
Monast.[er]o di S. Chiara, e Pietro de Vecchis C[oppe] 5-
T[er]ra in Tricaglio, cof.[in]o Carl’Ant.[oni]o
Palmieri C[oppe] 1-
T[er]ra Loco d.[ett]o La Caia conf.[in]o Gio.[van]
Batt[ist]a Petrocco, et Antonio Berardinello C[oppe] 1-
T.[erra] in Valle di Castello conf.[in]o Stefano
Pignatelli, e Sante Chiavelli C[oppe] 1-
Prato alle Preta di Fora di Conche, conf.[in]o La
Via, La Corte, e L’Inculto C[oppe] 3-
Prato ibid.[em] conf.[in]o Dom.[enic]o Ant.[oni]o
Di Gio.[van]Angelo, D.[on] Lorenzo di Valerio, e
L’inculto C[oppe] 2-
Prato alla Mandra di Canale conf.[in]o D.[on]
Ant.[oni]o Iannella, Gio.[van]Paolo Palom[m]elli C[oppe] 1-
Prato in Fossa del’Acera conf.[in]o l’inculto
circum circa C[oppe] 1-
Una Casa in d.[ett]a T[er]ra di Gagliano loco
d.[ett]o a Porta di S. Martino, conf.[in]o l’her.[ede]
di Tomaso Montereale, e la Via à due Lati.
f.8 r (al margine destro è scritto a matita da mano moderna il numero “8” n.d.r. )
Annotam.[ent]o e Terreni di esso Capitolo
Li numeri posti nel’im[m]argine dinotano Li carlini distima, e del valore di ciascheduna coppa di terreno, nel seq.[uent]e modo
14 T[er]ra in Vitellino, seù Macerine, conf.[in]o
il Popolo à due lati, l’her.[ede] di Fran.[cesc]o
Peroscia, e la Strada C[oppe] 6-p.[ugilli] 00
17 T[er]ra in Macerine, conf.[in]o Tom[m]aso
Antidormi à cinque lati, Stefano d’Amore,
Cesare Tuccieri à due Lati, e la strada Ducale C[oppe] 17-p.[ugilli]15
20 T[er]ra à Rigo di Pentima conf.[in]o Agostino
Cipriano e Cesare Tuccieri C[oppe] 1-p.[ugilli] 1 ½
20 T[er]ra con Casaleno, et ascio in Fonticella,
con arbori, conf.[in]o Gio.[vanni] Cappelli,
li Casaleni, il fosso, e la via Vicinale con
Olmi in essa n.[umer]o 13. C[oppe] 2. P.[ugilli] 10 ½
18 T[er]ra sotto il morrone di S. Pietro,
conf.[in]o Luca Tuccieri, Fran.[cesc]o
d’Amore, e la strada C[oppe] 2- p.[ugilli] 21
23 Prato in Flimini conf.[in]o il Conv.[ent]o
à due Lati, e La via, fù p[er] lassito di
D.[on] Fran.[cesc]o Rosa (3) C[oppe] 2- p.[ugilli] 17
23 Prato in Can[n[avine Vecchie conf.[in]o
li Mezzara di Sulmona, il D.[otto]r Paciulli,
et il S[antis]S[im]o Sacram.[ent]o C[oppe] 1-p.[ugilli] 5
16 T[er]ra in Ceppa, seù S. Margarita,
conf.[in]o Gios:[epp]e del Pezzo, li Maceroni
à due Lati, e la via C[oppe] 2-p.[ugilli] 8
14 T[er]ra sotto bagno conf.[in]o L’her.[ede] di
Gio.[vanni] Tomassetti à due Lati,
Gios.[epp]e del Pezzo, Li Paolini di Magliano,
e l’her.[ede] di Berard.[in]o Pane Cascio C[oppe] 10 p.[ugilli] 8 ½
13 T[er]ra in Colle di Crognale, seù valle di
Maiano conf.[in]o Gio.[vanni] Cappelli,
li Maceroni, e Luca d’Amore C[oppe] 13-p.[ugilli] 12 ½
17 T[er]ra alle Forme conf.[in]o Ang.[el]a
Pietro Iusti, D.[on] Gio.[vanni] Zanna,
et il Popolo C[oppe] 4- p.[ugilli] 0
_________________
Som[m]ano C[oppe] 63-p.[uglli] 24
f. 8v
Siegue, e som[m]a à tergo C[oppe] 63-p.[ugilli] 24
18 T[er]ra in Castigliano conf.[in]o Agostino
Cipriano, Gentile Martellozzo, e
Micchel’Ang.[el]o Iacobacci C[oppe] 9- p.[ugilli] 23
17 T[er]ra in Villa Mayna, conf.[in]o il
Convento à due Lati, Le Prata, e la via C[oppe] 14- p.[ugilli] 10
17 T[er]ra in Casatigliano, conf.[in]o l’Ospedale,
Bartolomeo di Legge, et il Proposto del Colle C[oppe] 4- p.[ugilli] 13 ¾
16 T[er]ra à S. Margarita, conf.[in]o D.[on]
Teodosio Petracca, Gio.[vanni] di Gio.[vanni]
Ant.[oni]o d’Amore, e La Strada C[oppe] 1- p.[ugilli] 10
10 T[er]ra in rovella, conf.[in]o La Cap[pel]la
delli Sig.[no]ri Maceroni, Gios.[epp]e.
Iacobacci à due Lati, e l’inculto C[oppe] 5- p.[ugilli] 10
16 T[er]ra à S.Margarita, conf.[in]o esso Capitolo,
Li Maceroni, e La Strada, fù di Mattia d’Amore
p[er] estinzione di cenzo C[oppe] 2- p.[ugilli] 20
16 T[er]ra in Mandola di Picocco, seù Nocicchia
conf.[in]o Gio.[vanni] Pietro Cicco, S. Vito, e
S.[anta] M.[aria] Dentro C[oppe] 1- p.[ugilli] 16
16 T[er]ra in Cornacchino conf.[in]o Gio.[vanni]
Ant.[oni]o d’Amore e l’her.[ede] di Fran.[cesc]o
Di Gio[vanni] Ant.[oni]o D’Amore C[oppe] 2-p.[ugilli] 18 ½
20 Prato al Puzzo conf.[in]o La Via à due Lati, Luca
Ciotti, e Fran.[cesc]o di Gio.[vanni] d’Amore C[oppe] 0- p.[ugilli] 16 ½
Le quattro ultime sud.[ett]e furono di Mattia
d’Amore p[er] estinzione di cenzo.
20 T[er]ra con Casaleni, et ascio in Corbarola,
conf.[in]o D.[on] Fran.[cesc]o Cesareo à tre
Lati, Luca Pane Cascio, Angela Pietro Iusti, S.[anta]
M.[aria] Corbarola (4) e La Strada à due Lati con
arbori in essa. C[oppe] 6- p.[ugilli] 0 ½
La sudetta si è invignata da Gio.[van] Pietro Chicchiarelli
con l’annua corresponsione di grana ( è lasciato in bianco n.d.r. )
___________________
Dico C.[oppe] 113=12 C[oppe] 113 ( è stato corretto n.d.r.)p.[ugilli] 12( è stato corretto n.d.r. )
f. 9r
Siegue, e som[m]ano incontro C[oppe] 133=12 ( è stato scritto dopo n.d.r. ) C[oppe] 113 ( è stato corretto n.d.r.)-p.[ugilli] 12 ( è stato corretto n.d.r.)
14 T[er]ra in Vitellino, seù fosso della Fara, confino
la strada pub.[lic]a à due Lati, il fosso detto
della Fara, et in circa C[oppe] 40- p.[ugilli] 01
17 T[er]ra in Can.[navin]e Vecchie, conf.[in]o Marco
Ciofano, Fran.[cesc]o Antidormi, e la Via, non
reperitur in Catasto C[oppe] 11-p.[ugilli] 6
Sieguono L’infra[scri]tti Terreni quali furono per
Lassito del q.[uonda]m D.[on] Gio.[vanni] Pietro
Cicco, e sono C[oppe] 3= p.[ugilli] 15 ½
17 T[er]ra alle Forme, conf.[in]o D.[on] Marc’Ant.[oni]o
Pantano, Luca Ciofano, e Le Prata C[oppe] 3=p.[ugilli] 15 ½
14 T[er]ra in Carmenando conf.[in]o, seù Patiano, S.
Maria Dentro, e Gio.[vanni] Pietro Cicco C[oppe] 3- p.[ugilli]. 3
19 T[er]ra in Coll’à Circhio, conf.[in]o Gio.[vanni]
Ant.[oni]o d’Amore, Francesco d’Amore, e
Gio.[vanni] Pietro Cicco, con Olmi due C[oppe] 1- p.[ugilli] 17
18 T[er]ra sotto S. Pietro, conf.[in]o Ercole Pantano,
D.[on] Fran[cesc]o Cesareo, La cap[pel ]la delli
Maceroni, e La strada C[oppe] 3- p.[ugilli] 19 ½
18 T[er]ra ibid[em] conf.[in]o La ripa di Fucino, e
Clem.[ent]e Iacobacci C[oppe] 2 p.[ugilli] 13
20 Orto con Casaleno in Corbarola, conf.[in]o D.[on]
Marc’Ant.[oni]o, et esso p[er] Casaleno C[oppe] p- p.[ugilli] 10
Casaleno con ascio in Corbarola conf.[in]o esso
p[er] Orto, il Popolo, e La Via
16 T[er]ra à S. Pietro, seù Sorbetella, conf.[in]o
Dom.[enic]o Varanelli, Gio.[vanni] Pietro Cicco, il
Conv.[ent]o, e Fran.[cesc]o d’Am.[o]re C[oppe] 4 –p[ugilli] 02
23 Prato in Flimini conf.[in]o Marco Iacobbacci, Cesare
Tuccieri, e Gio.[van]Ant.[oni]o d’Amore p[er] Terra C[oppe] 1-p[ugilli] 02
18 T[er]ra in Rovitoli conf.[in]o Agostino Ciofano,
li Paolini di Magliano, e la Via C[oppe] 1- è.[ugilli] 22 ½
10 T[er]ra in S. Ilario conf.[in]o il Conv.[ent]o il Macero
di Sant’Ilario, l’her.[ede] d’Ant.[oni]o Letta, e
Gio.[van]Berard.[in]o Polla C[oppe] 4- p.[ugilli] o
__________________
dico C[oppe]191=06 ½ D[ocati] 191 ( è stato corretto n.d.r. )=p.[ugilli]06 ½
f. 9v
Siegue, e som[m]an’à tergo C[oppe] 191=06 ½ ( è stato scritto dopo n.d.r.) C[oppe] 191 ( è stato corretto n.d.r. )=p.[ugilli] 06 ½ ( è stato corretto n.d.r. )
23. Prato in argentella conf.[in]o Gio.[vanni] Cappelli,
e Loreto Mione, et altri C[oppe] 2- p.[ugilli] 4
10 T[er]ra in Pagliari conf.[in]o Loreto Mione,
e Catarina Pietro Cicco, et altri C[oppe] 2- p.[ugilli] 9
16 T[er]ra in Carmenando conf.[in]o S.[anta] M.[aria]
Dentro, Cesare Tuccieri, Dom.[enic]o di legge, e
D.[on] Fra[ncesc]o Cesareo C[oppe] 3- p.[ugilli] 17 ½
16 T[er]ra in Trovano, seù Pastinuccio conf.[in]o
Agostino Cipriano, S.[anta] M.[aria] Dentro, e
Pietr’Ant.[oni]o Col’Ant.[oni]o C[oppe] 1- p.[ugilli] 20
____________________
Som[m]ano in tutto C[oppe]201- p.[ugilli] 07
f. 10r ( al margine destro è scritto a matita da mano moderna il numero “10” n.d.r. )
I.M.I.
Inventario de Beni stabili
del Rev.[erend]o Capitolo di Cerchio “
Note
- Anche questo inventario, non recante né la data di compilazione né il nome del compilatore, è opera dell’agrimensore Luca Ciotti in quanto inconfondibile è la grafia del Nostro.
- E’ la prima volta, nel corso dei miei pluridecennali studi, che ho incontrato tale singolare toponimo.
- Vedi nota n. del capitolo
- Santa Maria delle Grazie di Corbarola è il titolo esatto della nostra Madonna delle Grazie che, ogni anno, la prima o la seconda domenica di Settembre pomposamente si sollenizza a Cerchio. Fino alla fine degli anni ’70 del passato secolo si festeggiava invece, l’ultima domenica ( è più esatto dire due domeniche dopo la fiera di Cerchio la quale si svolgeva, e si svolge, la prima domenica dopo l’otto di settembre ).
CAPITOLO UNDICESIMO
ARCHIVIO DELLA DIOCESI DEI MARSI AVEZZANO
C/28/679
f. 1r ( al margine destro è scritto a matita da mano moderna il numero “1” n.d.r. )
In Dei Nomine Amen
Inventario (1) della Compagnia del Suffraggio del’Anime del Purgadorio, col’annotam.[ent]o di tutti Li Beni stabili, aratori, Prativi, et invignati spettanti ad’esso Suffraggio in conformità si trovano registrati nel Publico, et original Catasto di questa Terra di Cerchio à fol.[io] 158 e sono li seguenti= 1792
Li numeri posti nel’im[m]argine sono carlini, che dinotano il valore, e stima di ciascheduna coppa di terreno
17 T[er]ra in Colaione, conf.[in]o S.[anta] M.[ari]a Dentro, Panfilo di
Fran.[ces]co Tuccieri, et il Convento C[oppe] 1= p.[ugilli] 15 ½
Olmi in essa n.[umer]o 3, Sorbi 3, e tre piedi di Pera
17 T[er]ra ibid[em] conf.[in]o S. Fran.[cesc]o di Celano detto Panfilo Tuccieri,
S.[anta] M.[aria] Dentro, e S. Silvestro C[oppe] 2- p.[ugilli] 24
Noce una ( è stato corretto n.d.r. ), e mandole due in essa Terra.
20 T[er]ra in Brusciano, conf.[in]o L a Cap[pel]la Di D.[on] Marc’Ant.[oni]o
Pantano, D.[on] Gio.[vanni] Pietro Cicco, la Via, et il Convento C[oppe] 2- p.[ugilli] 2
Olmi due, e Sorbo uno in essa
20 T[er]ra à Via dritta, conf.[in]o La Via, il Monte della Pietà di Celano
à due Lati, e Dom.[enic]o di Gio.[vanni] di Loret’Ant.[oni]o d’Amore C[oppe] 1- p.[ugilli] 0
Olmi in essa n.[umer]o 12, e Noce una
17 T[er]ra in Macerine, conf.[in]o L’her.[ede] d’Ottaviano Melchiorre
di Pescina, e La via Publica, e Via Ducale C[oppe] 2- p.[ugilli 0
f. 2v
Siegue e som[m]an’à tergo C[oppe] . 9- p.[ugilli] 16 ½
14 T[er]ra in Carmenando, conf.[in]o il Popolo, il Convento, Don Fran.[cesc]o
Cesareo e La Madonna della Misericordia C[oppe] 1- p.[ugilli] 16
10 T[er]ra in Rovella, conf.[in]o gl’her.[edi] di Berard.[in]o Cipriano del
Colle, Bartolomeo di legge, e l’inculto da Capo C[oppe] 8- p.[ugilli] .0
13 T[er]ra in Ripoli, seù via dritta, conf.[in]o Berard.[in]o Cipriano, S.[anta]
M.[ari]a Dentro, S. Bartolomeo ed il fosso da piede C[oppe] 11-p.[ugilli] 22
18 T[er]ra in Ripoli, conf.[in]o L’Ospedale, Gio.[vanni] Pane Cascio p[er]
il Popolo, gl’her.[edi] di D.[on] Fabritio d’Amore, e La via, con Albucci
due in essa C[oppe] 2- p.[ugilli] 0
19 T[er]ra in Casalini di Troppegliano, seù S. Salvatore, confino Fabio d’Amore,
Tomaso Antidormi, e Giacomo Tonno C[oppe] 1- p.[ugilli] 0
18 T[er]ra in Troppegliano, conf.[in]o L’her.[ede] di Fran.[cesc]o d’Amore
à due Lati, et il Convento C[oppe] 1- p.[ugilli] 11
17 T[er]ra in MIgliara, conf.[in]o Agostino Cipriano, il Popolo, et altri C[oppe] 1- p.[ugilli] 6
18 T[er]ra ibid[em] conf.[in]o L’her.[ede] di Fran.[cesc]o d’Amore,
Cesare Tuccieri, e S.[anta] M.[ari]a Dentro à due lati C[oppe] 2-p.[uglli] 9
17 T[er]ra al Turco, seù Pizzone di S. Pietro, conf.[in]o il S[antis]S[i]mo
Sacram[ent]o, et il Convento C[oppe] 2- p.[ugilli] 9
16 T[er]ra in Sorbetella, seu Rigo Mordano, conf.[in]o S. Gio.[vanni] li
Maceroni, il Popolo à due Lati, e Santa M.[ari]a Dentro C[oppe] 5 p.[ugilli] 20
___________________
Som[m]ano,e siegue C.[oppe]47=9 ½ (è scritto dopo n.dra) C[oppe] 47(è stato corretto n.d.r.) p.[ugilli]9 ½
f. 2 r (al margine destro è scritto a matita da mano moderna il numero “2” n.d.r. )
Siegue, e som[m]a in contro C[oppe] 47=p.[uglli] 9 ½
23 Prato in Flimini, conf.[in]o il Convento, Ferdinando Vasques pro ux[or]e,
e D.[on] Iacomo Iacobbacci C[oppe] 2- p.[uglli] 24
23 Prato in Villa Mayna, conf.[in]o Berardino Cipriano, e Fran[cesc]o
Antdormi del Colle C[oppe]- p.[ugilli] 18 ½
20 . Prato in Ponticillo, conf.[in]o Timasso Antidormi L’her.[ede] di Berardino
Pietro Massaro, et il fosso C[oppe] 1-p.[ugilli] 20
20 T[erra] in Capazzano, confino Agostino Ciofano à due Lati, il Popolo, e
L’inculto da capo C[oppe] 0- p.[ugilli] 20
18 T[er]ra in Valle di Maiano, conf.[in]o S. Andrea, il Sig[no]r D.[on]
Filippo Tomassetti, e la strada C[oppe] 1- p.[ugilli] 20
Olmi in essa Terra num.[er]o due
16 T[er]ra ibid[em] conf.[in]o S.[anta] M.[ari]a Dentro, L’her.[ede] di
Marco Iacobbacci, e Micchel’Ang.[el]o Iacobacci C[oppe] 2- p.[ugilli] 2 ½
16 E più in essa, che fù, del detto Micchel’Angelo, p[er] Lassito conf.[in]o
S. Andrea, e Luca Ciotti C[oppe] 3- p.[ugilli] 3
et esso Purgadorio p[er] la sudetta
14 T[er]ra in Carmenando, conf.[in]o L’her.[ede] di Gios.[epp]e Iacobbacci,
il Popolo, e S. Angelo, fù del sud.[ett]o Micchel’Angelo p[er] lassito C[oppe] 3- p.[ugilli] 5
17 T[er]ra in Migliara conf.[in]o Gios.[epp]e Iacob[b]accio S. Fran.[cesc]o
p[er] Berard.[in]o Pane Cascio, e Loreto Mione, viene dal d.[ett]o
Micchel’Angelo p[er]Lassito come sopra C[oppe] 2- p.[ugilli] 5
__________________
Som[m]a, e siegue C[oppe] 69 p.[ugilli] 2 ½
f. 2v
Siegue, e som[m]ano à tergo C[oppe] 69- p.[ugilli] 2 ½
16 T[er]ra in Felce conf.[in]o Fran.[cesc]o Martellozzo à due Lati, Agostino
Cipriano, e Gius.[epp]e Iacobbacci C[oppe] 1- p.[ugilli] 16
14 T[er]ra in Prati, seù Colle di Cerrino conf.[in]o il Sig.[no]r’ D.[on]
Filippo Tomassetti, il Popolo, et il sodo C[oppe] 6-p.[ugilli] .7
16 T[er]ra in Pagliari, conf.[in]o L’her.[ede] di Gio.[vanni] Tomassetti,
Paolo Paolini, et il Tratturo C[oppe] 7- p.[ugilli] 20 ½
19 T[er]ra sotto Limiti conf.[in]o La Cap[pel]la del Carmine, La strada,
Fran.[cesc]o Martellozzo, il Sig.[no]r D.[on] Filippo Tomassetti, La
Via Vicinale, e D.[on] Dom.[enic]o Ant.[oni]o d’Amore p[er] q[ue]llo
fù di Micchel’Angelo Iacobbacci C[oppe] 3=p.[ugilli] 11
19 – E più fù di Marc’Ant.[oni]o Zanna C[oppe] 10 p.[ugilli] 9 ½
19—E più fù di Gentile Martellozzo altre C[oppe] 5 p.[ugilli] 8
_________________ C[oppe] 19= p.[ugilli] 3 ½
Si che In tutto fanno C[oppe]19 p.[ugilli] 3 ½
Arbori in d.[ett]a T[er]ra, cioè olmi n.[umer]o cinquanta sei, quattro
piedi di Moro, sorbi otto Mandole tre, mela tre, e Noce due in essa
15 T[er]ra in Cornacchino, conf.[in]o il Convento, S.[anta] M.[ari]a Dentro,
e Santo Nicola, fù di catarina di Cenzo Ciofano p[er] Lassito C[oppe] 4= p.[ugilli] 14
14 T[er]ra in Trovano, conf.[in]o D:[on] Teodosio Petracca, e p[er] esso
Pietro Iacobacci, et il Convento di Cerchio, et il Popolo C[oppe] 2- p.[ugilli] 00
___________________
Som[m]ano, e sieguono C[oppe] 110-p.[ugilli] 13 ½
f. 3r ( al margine destro è scritto a matita da mano moderna il numeo “3” n.d.r.)
Siegue, e somma incontro C[oppe] 110-p.[ugilli] 13 ½
36 Vigna in Santo Lorenzo, conf.[in]o La Cap[pel]la del Carmine,
Domenico Tuccieri, Marc’Ant.[oni]o Zanna, et il Tatturo Reggio C[oppe] 3- p.[ugilli] 9
Arbori in essa d’olmi, mela, e mandole
Si tiene in Enfiteusi la sud.[ett]a da Stefano Col’Antonio con l’annua
corrisponsione di tre coppe, et uno’terzo di coppa di grano in tutto.
40 Vigna, e T[er]ra in Colle S. Andrea, confino Marco Ciofano à due Lati,
Martino Ciofano, il Sig.[no]r Maceroni, La strada, e Don Fran.[cesc]o
Cesareo di Beffo C[oppe] 4- p.[ugilli] 22 ½
Olmi in essa n.[umer]o 7, e mandole n.[umer]o 15
Si tiene in enfiteusi da Gio.[van]Batt[ist]a Iannicca col annua
Corresponsione di carl[in]i venti cinque
40 Vigna in S.[an]to Biascio, seù S. Lucia, conf.[in]o La Cap[el]la del
Carmine, il sig.[no]r D.[on] Filippo Tomassetti, e La Via pub.[lic]a
à due Lati C[oppe] 3- p.[ugilli] 5
Arbori in essa d’olmi, mandole, e mela n.[umer]o 10
Si è piantata da Gaetano di Dom.[enic]o di Paterno in Enfiteusi
con l’annua corresponsione di g.[ran]a 28 p[er] cop.[p]a à canna
piana, che sono carlini undeci, e due grana L’an[n]o in tutto
Casa sop.[ra] pesole in Borgo, seù La Fonte conf.[in]o D.[on]
Bartolomeo Pietro Cicco, La Strada, e Dom.[eni]co Tuccieri, fù
p[er] Lassito di Catarina Pietro Cicco, e stà p[er] uso di Granaro
di essa Comp.[agni]a _____________________
Som[m]ano C[oppe] 122-è.[ugilli] 00
f. 3v
Siegue, e somman’à tergo C[oppe] 122-p.[ugilli] 00
Casa in Borgo da cielo à Terra, con terrata, e vaschia in essa, conf.[in]o
La Via à due Lati, Berardino di Legge prò uxore, e Maria di Giuliano
Campomizzo, q[ua]l casa rare volte s’affitta, e p[rese]ntem.[en]te si
trova affittata per un’anno solo à carl[in]i venti di pigione
16 T[er]ra in Pentima conf.[in]o Enrico Rico, S. Maria di Pennerone,
L’Uni[versi]tà d’Aielli, et il Tratturo, fù di Gio.[vanni] Cappelli p[er]
Lassito si come in Bastardello novo d’Aielli à fol.[io] 145 C[oppe] 5-p.[ugilli] 14
16 T[er]ra ibid[em] conf.[in]o Gioseppe Rico, e p[er] esso D.[on]
Carl’Orante d’Amicis, S. Nicola, e l’her.[ede] del q.[uonda]m
D.[on] Fran.[cesc]o Polla fù del detto Cappelli p[er] Lassito
come sopra come à d.[ett]o fol.[io] 45 C[oppe] 4- p.[ugilli] 10
__________________
Sommano in tutto coppe C[oppe] 131- p.[ugilli] 24
Li sud.[ett]i Terreni si tengono affittati à Domenico Lepore p[er] sei
salme, e mezze di grano concio anni p[er] anno, così remastoli ad’
istinto di candela S[al]me 6- C[oppe] 6
Da Stefano Col’Antonio p[er] Can.[n]e di vigna S[alme]0-C[oppe] 3 1/3 S[al]me 6=C[oppe] 9 1/3
__________________ ___________________
Esigge de Canoni detta Comp.[agni]a come à tergo
Da Gio.[van]Batt[ist]a Iannicca p[er] Can.[on]e di Vigna Carl[in]i 2=50
Da Gaetano di Dom.[enic]o p[er] Can.[on]e di Vigna [Carlin]i 1- 12
Da Simone Arestayno p[er] pigione della Sud.[ett]a Casa [Carlini] 2- 00
______________
In tutto doc.[ati] [docati] 5-62
E più da Sante Spadone p[er] frutti di cenzo, seù
pigione di casa col patto redimendi [docati] 0- 80
_____________
[docati] 6- 42
f. 4r (al margine destro è scritto a matita da mano moderna il numero “4” n.d.r. )
Beni Mobili di esso Suffraggio
Un’Arcone grande di quelli del Peschio (2) da conservar il grano, di Salme dieci in circa
Un’altro Arconetto parim.[ent] di tavole del Peschio di salme sei
Un’altro Arconetto del’istessa qualità di sal.[me] quattro in circa
Un’ Libro de Bilanci de Conti, seù Significatorie
Una Scritt.[ur]a di compra d’una casa in Burgo contro Sante Spadone col patto di ricompra quandocunq[ue] per doc.[ati] undeci in data li 7 Ap[ri]le 1728, con l’annuo affitto di essa di carlni otto l’anno.
Pesi che have, e tiene detta Compagnia
Per Le Cere in tutto L’anno p[er] L’ufficy si fanno due
volte il mese p[er] d.[ett]o Suffragio si spende in circa [docati] 3=50
Alli RR:[reverendi] Can.[nonic]i, Sacerdoti, Clerici, e Sagrestano p[er]
L’assistenza de gl’officy predetti si pagano in circa ogn’anno docati venti [docati] 20-00
A Rev.[erendi] P[ad]ri Predicatori della quaresima [docati] 0-50
A Ra[zio]n[a]li p[er] le visione de conti annui [docati] 0-30
E p[er] altre diverse spese in dies in varie occorrenze [docati] 5-00
___________
Som[m]a in tutto D[ocati] 29-90
f. 4v
I.M.I.=1729
Inventario, et annotam.[ent]o de Beni/Stabili e,/mobili della Compagnia/del Suffraggio del’Anime del Purgadorio di Cerchio, fatto nella Pro-/cura delli R[eve]R[endi] D.[on] Carlo d’Amore, e D.[on]/Carl’Orante d’Amicis, ut intus”.
Note
- Anche se in questo inventario non compare il nome del compilatore comunque è opera, senza alcuna ombra di dubbio, dell’agrimensore Luca Ciotti in quanto è inconfondibile la sua grafia ed anche perché, nell’Archivio Parrocchiale di Cerchio ( ora collocato nell’archivio della diocesi dei Marsi in Avezzano ) si conserva di questo documento il “ Primo sbozzo” dove compare, come redattore, il nome del Nostro: ” 1729./Inventario de Beni Stabili e/mobili della Comp.[agni]a del Suffrag-/gio delle Anime del Purgadorio/della T[er]ra di Cerchio, fatto da/me Luca Ciotti d’ordi-/ne delli RR[reverendi] D.D.(Don) Carlo d’Amore e D.[on] Carl’Orante d’Amicis p[rese]nti/Pro[cura]ori di esso Suffragio, ut intus/Laus sit sem[per] Deo/Primo Sbozzo”.
- E’ sicuramente il paese di Pescasseroli in provincia dell’Aquila, sede del Parco Nazionale Abruzzo e patria del grande filosofo Benedetto Croce ( 1866 – 1952 ).
CAPITOLO DODICESIMO
ARCHIVIO DELLA DIOCESI DEI MARSI AVEZZANO
C/28/683
“ f. 1r ( al margine destro è scritto a mattia da mano moederna il numero “1” n.d.r. )
In Cerchio 1729 I.M.I., et In Dei Nom.[in]e Amen
Inventario (1), seù Stato, in cui si ritrova In Cotesta T[er]ra il S:[acro]( è stato corretto n.d.r. ) Monte dell’Ospedale di Cerchio de Beni Stabili, e Territory, quali sono L’infra[scri]tti
16. T[er]ra in Migliara, conf.[in]o La Cap[el]la di Gius.[pp]e del Pezzo,
eretta nel Convento di Cerchio, et il Rev.[erend]o Don Marc’
Ant.[oni]o Mostacci p[er] compra fatta da Gentile Martellozzo C[oppe] 2=p.[uglli] 2 ½
15. T[er]ra in Cornacchino, conf.[in]o il Popolo à due Lati, e p[er] esso
Gio.[van]Batt[ist]a, e fra[te]lli del q.[uonda]m M [ast]ro Fran.[ces]co
di Gio.[vanni] d’Amore C[oppe] 5-p.[ugilli] 17 ½
10. T[er]ra alle Grotte di Picazzara, conf.[in]o La cap[pel]la di D.[on]
Marc’Ant.[oni]o Pantano, Sante Cipriano, prò Uxore, et il Popolo C[oppe] 6- p.[ugilli] 00
20. T[er]ra in Preturo conf.[in]o gl’her.[edi] di Gio.[van]Ant.[oni]o
d’Amore, e p[er] essi Li Sig.[no]ri Corsignani, S. Lorenzo, e
La Via, e fosso C[oppe] 3- p.[ugilli] 00
Olmi n° (sic)
18. T[er]ra in Colaione, seù Roveraia, ovvero le Ginestre, conf.[in]o
S.[anta] M.[aria] Dentro, Valerio d’Amore p[er] Li Maceroni, e
gl’her.[edi] di Domenico Varanelli, et il Popolo p[er] Li Ciotti C[oppe] 3- p.[ugilli] 18 ½
19. T[er]ra in Campo del’Olmo conf.[in]o il Monte della Pietà di Celano
p[er] Gios.[epp]e Porcaro, Li Maceroni, Gio.[van]Iacomo d’Amicis,
p[er] Fran.[cesc]o Angelone del Colle, e Gio.[vanni] di Paolo d’Amore C[oppe] 3- p.[ugilli] 16 ½
18. T[er]ra ibid[em], seù Ceppa conf.[in]o, L’Her.[ede] di D.[on]
Gio.[vanni]Pietro Cicco, Marco d’Agostino Ciofano, e La Via publica C[oppe] 6- p.[ugilli] 00
Noce in essa
16. T[er]ra alla Mandola di Picocco, conf.[in]o L’her.[ede] di Francesco
Angelone del Colle, et p[er] essi Gio.[van]Iacomo d’Amicis p[er]
cambio, La Cap[pel]la dell Maceroni, e La Via C[oppe] 3- p.[ugilli] 18 ½
16. T[er]ra in Mandra di Bagno conf.[in]o S. Fran.[cesc]o di Pescina per
compra dalli Pacilulli, La Cap[pel]la del S[antis]S[i]mo Rosario di
Cerchio p[er] Angela Pietro Iusti, e La Via C[oppe] 6- p.[ugilli] 8
Mandole, n° olmi n° (sic)
17. T[er]ra in Calbuni, conf.[in]o S.[anta] M.[aria] Dentro, il Convento à
due Lati, e La strada publica C[oppe] 2- p.[ugilli] 0
17 T[er]ra in Cortine di Flimini, conf.[in]o La Strada à due Lati,
Gio.[van]Iacomo d’Amicis, et il R.[everend]o D.[on] Dom.[enico]
Ant.[oni]o d’Amore p[er] compra
da Nicola Angelitti d’Aielli C[oppe] 4-p.[ugilli] 9
__________________
Siegue e Somma C[oppe] 46=p.[ugilli] 15
f. 1v
Siegue, e somman’à tergo C[oppe] 46=p.[ugilli] 15
17. T[er]ra in Cortine di Flimini, conf.[in]o il Monte della Pietà
di Celano p[er] Gius.[epp]e Porcaro, Martino Ciofano à due,
Lati p[er] compra da Giuliano Campomizzo, e La Strada C[oppe] 6 (è stato corretto n.d.a.) p.[ugilli] 21 ½
17. T[er]ra ibid[em], seù Cornovecchio conf.[in]o Pietro Iacobbacci
prò Uxore p[er] D.[on] Teodosio Petracca, L’her.[ede] di
Fran.[cesc]o di Carlo di Giannino, et La ripa del Laco di Fucino(2) C[oppe] 2- p.[ugilli] 8
17. T[er]ra in Cortine di Flimini, conf.[in]o L’her.[ede] di Gio.[vanni]
Tomassetti, La Cap[pel]la del Carmine, S. Pietro, e La Strada C[oppe] 3- p.[ugilli] 14
17. T[er]ra in Pezzo grande conf.[in]o il Convento di Cerchio à due
Lati, il S[antis]S[i]mo Sacram.[ent]o, il Convento pred.[ett]o
p[er] Ferrane Bertone, D.[on] Gio.[vanni] Pietro Cicco, e La
Strada C[oppe] 3- p.[ugilli] 3
17. T[er]ra ibid[em] conf.[in]o detto Convento, il Popolo,
e Gio.[vanni] di Francesco Pietro Cicco C[oppe] 4- p:[ugilli] 0
17. T[er]ra ibid[em] conf.[in]o La Cap[el]la di D.[on] Gio.[vanni]
Pietro Cicco, L’her.[ede] di Pietro Pane Cascio, e La strada C[oppe] 1-p.[ugilli] 13 ½
17. T[er]ra in Macerine conf.[in]o La Cap[pel]la di Gius.[epp]e del
Pezzo, e Gio.[vanni] d’Amore p[er] compra da Silvio Cambise C[oppe] 1- p.[ugilli] 22 ½
20. T[er]ra in Campoli, conf.[in]o Gios.[epp]e Meogrosso, La
Cap[el]la di Gius.[epp]e del Pezzo, Don Berardino Ranalletta,
et Tomaso Antidormi del Colle, e frat[el]lo C[oppe] 5- p.[ugilli] 8
20. T[er]ra ibid[em] conf.[in]o S.[anta] M.[aria] Dentro,
Tomeo d’Amore, e Santo Vito C[oppe] 2 —
20 T[er]ra al Rigo di Pentima, conf.[in]o Tomeo d’Amore p[er]
Fran.[cesc]o Ramelli, e Felice di Stefano Cipriano C[oppe] 1- p.[ugilli] 23 ½
18 T[er]ra in Carmenando conf.[in]o L’her.[ede] di Loreto
Mione L’Her.[ede] di Berardo Meogrosso, et l’her.[ede]
di D.[on] Iacomo Iacobbacci, cioè l’Arciprete del Loco C[oppe] 1- p.[ugilli] 13 ½
_____________________
Siegue, e Som[m]ano C[oppe] 80 p.[ugilii] 17 ½
f. 2 r (al margine destro è scritto a matita da mano moderna il numero “2” n.d.r.)
Siegue, e som[ma] in contro C[oppe] 80= p.[ugilli] 17 ½
18. T[er]ra in Avanusce, conf.[in]o Matteo Ranallo del Colle,
Tomasso, e frat[el]li Antidormi, e La Strada à due Lati C[oppe] 2- p.[ugilli] 20
T[er]ra in Ravaiano conf.[in]o Don Berardino Ranalletta à
due Lati li Maceroni e, Ferdinando (non si legge bene n.d.a.) c[oppe] 2-p.[ugilli]00 ( è stato corretto in C[oppe] 1 p[ugilli] 18 n.d.a.)
Resta p[er] C.[oppe] 1=p.[ugilli] 18 Mandola Una
16. T[er]ra in Santa Margarita conf.[in]o il Convento, il Sig.[no]r
Maceroni à due Lati, e La Strada da piedi C[oppe] 2- p.[ugilli] 12 ½
16. T[er]ra ibid[em], seù S. Stefano, conf.[in]o L’her.[ede] di
Berard.[in]o Cipriano, il Fosso, et altri, e S. Francesco C[oppe] 2- p.[ugilli] 16
10. T[er]ra in Rovella conf.[in]o L’Her.[ede] d’Ottaviano Melchiorre,
S. Bartolomeo, e La strada da piedi C[oppe] 3- p.[ugilli] 6
17. T[er]ra in Puzzoli, seù Mandra de Bagni conf.[in]o il Rev.[erend]o
Capitolo di Pettorano p[er] D.[on] Teodosio Petracca à due Lati.
La Cappella de Maceroni, e La strada C[oppe] 3- p.[ugilli] 24
Olmi 3 Noce 2
18. T[er]ra ibid[em] conf.[in]o S[anta] M.[aria]a Dentro, e S. Francesco, C[oppe] 3- p.[ugilli] 11
et esso Ospedale, p[er] l’estintione del Cenzo di Gio.[vanni] di
Lorit’Ant.[oni]o d’Amore (è stato aggiunto dopo n.d.r.)
20. T[er]ra con arbori in Fonticella conf.[in]o L’her.[erde] d’Agostino di
Cipriano, Valerio d’Amore p[er] Li Maceroni, e Strada C[oppe] 3- p.[ugilli] 00
Arbori (è stato scritto dopo n.d.r.)
17. T[er]ra in Ripoli conf.[in]o La Via publica, e Vicinale, il Conv.[ent]o
di Cerchio, e Gius.[epp]e Meogrosso p[er] il Popolo C[oppe] 2- p[ugilli] 22
Sorbo. Olmi (è stato scritto dopo n.d.r.)
20 T[er]ra in Ara di Cerchio conf.[in]o L’Her.[edi] di Fran.[cesc]o
d’Amore à tre Lati, e La Strada publica C[oppe] 1-p.[ugilli] 4
Olmi (è stato aggiunto dopo n.d.r.)
19. T[er]ra in Colle à Circhio seù Ripoli, conf.[in]o Gio.[vanni]
Pietro Cicco L’Heredi del q.[uonda]m Luca d’Amore, e La Strada C[oppe] 5- p.[ugilli] 7
Olmi ( è stato aggiunto dopo n.d.r.)
19. T[er]ra in Ripoli, conf.[in]o L’her.[ede] del q.[uonda]m D.[on]
Fran.[cesc]o Cesareo di Beffo(3), Luca Ciotti à due lati, il
Purgadorio da piedi, e Gio:[van]Ant.[oni]o Tuccieri p[er] l Popolo C[oppe] 7- p.[ugilli] 19
17. T[er]ra à S. Salvatore conf.[in]o Gio.[vanni] Pietro Cicco à due
Lati, e L’her.[ede] di francesco d’Amore à due lati C[oppe] 5- p.[ugilli] 19
____________________
C[opp]e 130 (è stato corretto n.d.r.) p.[ugilli] 3 (è stato corretto n.d.r.)
f. 2v
Siegue, e somm’à tergo C[oppe] 130=03(è stato scritto dopo n.d.a) C[oppe] 130(è stato corretto n.d.r.) p.[ugilli] 3 (è stato corretto n.d.r.)
17. T[er]ra in Castigliano p[er] col’ Capitolo, conf.[in]o Bartolomeo di
Legge, et il S[antis]S[i]mo Rosario n[o]n si possiede C[oppe] 04-p.[ugilli] 13 ¾ (è stato corretto n.d.r.)
14. T[er]ra sotto limiti conf.[in]o l’her.[ede] di D.[on] Iacomo Iacobbacci,
il Popolo, S. Silvestro, e la strada C[oppe] 3. P.[ugilli] 1
17. T[er]ra al Turco conf.[in]o L’her.[ede] di Luca, e di Matteo Ciofano,
e La Strada C[oppe] 2- p.[ugilli] 16
18. T[er]ra sotto S. Pietro conf.[in]o L’Her.[ede] di Luca d’Amore p[er]
q[ue]llo fù di Dom.[enic]o Varanelli, e Gius.[epp]e Meogrosso C[oppe] 5- p.[ugilli] 2 ½
18. T[er]ra ibid[em] conf.[in]o L’Her.[ede] di Gio.[van]Ant.[oni]o
d’Amore, e di Pietro Pane Cascio, la Via, e Clemente Iacobacci prò
Matre di Casa Ciaglia C[oppe] 1- p.[ugilli] 22
23. Prato in Sterpature conf.[in]o Pietro Iacobacci p[ro] Ux[or]e p[er]
D.[on] Teodosio Petracca, Agostino di Stefano d’Amore, e la Forma C[oppe] 1- p.[ugilli] 15
23 Prato in Salce conf.[in]o Remigio Coco di Pescina p[er] Lassito di
D.[on] Giacomo Iacobbacci, La forma, e la Via C[oppe] 1- p.[ugili] 18 ½
23 Prato in Flimini, conf.[in]o D.[on] Matteo d’Andrea Proposto del
Colle, e L’her.[ede] di D.[on] Iacomo Iacobbacci, e di D.[on]
Marc’Ant.[oni]o Pantano, et Alfonzo Ciaglia C[oppe] 2- p.[ugilli] 3
23. Prato in Argentella conf.[in]o il Popolo, il Convento p[er] Don
Marc’Ant.[oni]o Pantano, e la Forma C[oppe] 1- p.[ugilli] 17
23 Prato in Villa Mayna conf.[in]o Don Gio.[van]Loreto d’Alesandro
del Colle p[er] Desiderio Aquila, il Popolo D.[on] Fran.[cesc]o
Cesareo di Beffo, e la Via C[oppe] 3- p.[ugilli] 1
23. Prato ibid[em] conf.[in]o Gio.[vanni] Pietro Cicco p[er]
Gio.[van]Batt[ist]a di Domenico Legge, La Cap[pel]la del Giesù,
il Popolo, S. Pietro à due Lati, e li Paolini di Magliano C[oppe] 6- p.[ugilli] 1
__________________ Som[m]a, e siegue C[oppe]163= p.[ugilli] 16 ¾
f. 3r (al margine destro è scritto a matita da mano moderna il numero “3” n.d.r.)
Siegue, e som[m]a di contra C[oppe] 163: p.[ugilli] 16 ¾
16. T[er]ra un Ceppa, seù Santa margarita, conf.[in]o l’her.[ede]
di Fran.[ces]co d’Amore, e di Micchel’Angelo Iacobacci, La
Madonna di Piede Ponte, e Loreto Mione C[oppe] 4- p.[ugilli] 6
18. T[er]ra in Vigne Vecchie, seù Rovitoli, conf.[in]o il Sig.[no]r
Maceroni, il Sig.[no]r D.[on] Filippo Tomassetti, e La Via C[oppe] 1- p.[ugilli] 17
13. T[er]ra in Colle delle Pere, seù Ponte, conf.[in]o Le Muraglia della
Mad.[onn]a di Piede Ponte, il Convento, M[ast]ro Massimo
d’Ipolito, la strada da piedi, et altri C[oppe] 11- p.[ugilli] 21
Olmi Noce sorbi mandole (è stato aggiunto dopo n.d.r.)
20. T[er]ra con arbori in Capazzano, conf.[in]o La cap[pel]la di D.[on]
Gio.[vanni] Pietro Cicco, Luca Ciotti, la strada, e Gios.[epp]e
Meogrosso à tre lati p[er] D.[on] Giacomo Iacobbacci C[oppe] 3. P.[ugilli] 0
Olmo 1 Pero 1 melo 1 (è stato aggiunto dopo n.d.r.)
18. T[er]ra in Fonte di Caruso, conf.[in]o il Conv.[ent]o à due
Lati, l’her.[ede] di Pietro Pane Cascio, e La Cap[pel]la del
Carmine C[oppe] 1. P.[ugilli] 9
16 T[er]ra ibdi[em] conf.[in]o il S[antis]S[i]mo Sacram.[en]to, Evangelista
D’Ovidio d’Ortucchio p[er] Colascia d’Amore madre, il Popolo,
Felice Cipriano, e Li Mattucci C[oppe] 5-p.[ugilli] 13
Noci n.[umer]o 2. ( è stato aggiunto dopo n.d.r.)
20. T[er]ra con Arbori in Frattuccie, conf.[in]o il Monte della Pietà di Celano
p[er] Gios.[epp]e Porcaro, Cesare Tuccieri, e Strada C[opp]e 5- p[ugilli] 10
Noce n.[umer]o (è stato aggiunto dopo n.d.r.)
20. T[er]ra] in Fonticino conf.[in]o il Convento à due Lati, e la R.[egi]a
Fabrica (4), et altri C[oppe] 1- p.[ugilli] 19
Olmi n.[umer]o (è stato aggiunto dopo n.d.a.)
16. T[er]ra con abori in Colle Ranolfo, conf.[in]o Pietro Iacobacci p[ro]
Ux[or]e p[er] D.[on] Teodosio Petracca, gl’her.[edi] di Fran.[cesc]o
d’Amore, et il Convento di Cerchio,Pero 1,Melo 1 olmi n.[umer]o (è stato aggiunio dopo n.d.r.)
C[oppe] 3.p.[ugilli] 18
16. T[er]ra] in Capo di Plaiola, conf.[in]o il Popolo à due Lati, e strada C[oppe] 3- p.[ugilli] 0
12. T[er]ra ibid[em] conf.[in]o Tomaso Antidormi, il Convento, e Venantio
Iacobbacci p[er]il Popolo, e Gios.[epp]e Orlando C[oppe] 3- p.[ugilli] 5
16. T[er]ra in Felce conf.[in]o il Convento, e li Paolini di Magliano C[oppe] 2- p.[ugilli] 10
___________________
Somma, e sieguono Li stabili C[oppe] 210 (è stato corretto n.d.r.)-p.[ugilli] 18 ¾ (è stato corretto n.d.r.)
f. 3v
Siegue, e somman’à tergo C[oppe] 210=18 ¾ (è stato scritto dopo n.d.r.)C[oppe] 210(è stato corretto n.d.r.)-p.[ugilli] 18 ¾
18. T[er]ra in Rigo di Pentima, seù Staffoli, conf.[in]o il Popolo,
e Marco d’Agostino Ciofano C[oppe] 3-p.[ugilli] 1 ½
18. T[er]ra in Castigliano, conf.[in]o S.[anta] M.[ari]a d’Avanusce,
Matteo Ranavo, […]il Sig.[no]r Maceroni p[er] Agostino Cipriano,
e la Via, Albuccio 1 (è stato aggiunto dopo n.d.r.) C[oppe]8-p.[ugilli] 0
17. T[er]ra in S. Stefano, conf.[in]o d[on] Matteo d’Andrea Proposto
del Colle, e La Madonna di Piede Ponte C[oppe] 4- p.[ugilli] 0
16. T[er]ra in Castigliano, seù Ponte conf.[in]o Marco Ciofano,
l’ Her.[ede] di D.[on] Iacomo Iacobbacci, e Gio.[van]Batt[ist]a
di Legge C[oppe] 8- p.[ugilli] 8
10 T[er]ra ibid[em] conf.[in]o D.[on] Iacomo Iacobbacci, e D.[on]
Marc’Ant.[oni]o Mostacci del’ Colle C[oppe] 2- p[ugilli] 23 ½
17. T[er]ra ibid[em] conf.[in]o Marc’Ant.[oni]o. e Martino di Barolomeo
di Legge, il S[antis]S[i]mo Rosario, e La strada C[oppe] 3- p.[ugilli] 3
20. Orto sotto li Fossi, conf.[in]o Tomeo d’Amore, e La Via C[oppe] 3- p[ugilli]-5
12. T[er]ra in Forcella, conf.[in]o La Chiesa del Colle p[er]
Gio.[van]Ant.[oni]o Evangelista, Li Mattei d’Avezzano p[er]
Ant.[oni]o Fidanza, e Filippo Angelucci à due Lati prò Uxore C[oppe] 4= p.[ugilli] 15
18. T[er]ra in Castigliano, conf.[in]o S.[anta] M.[ari]a Dentro à
più Lati, et il Capitolo di Cerchio C[oppe] 5- p.[ugilli] 0
20. T[er]ra in Corbarola, conf.[in]o Clemente Iacobacci p[er] D.[on]
Marcant.[oni]o Pantano,il Conv.[ent]o, e Dom.[enic]o Lepore,
e Gio.[van] Batt[ist]a di M.[astr]o Franc.[esc]o d’Amore C[oppe] 2- p.[ugilli] 1 ½
Olmi n.[umer]o ( è stato aggiunto dopo n.d.r. )
16. T[er]ra in S. Ilario, seù Pagliari conf.[in]o Cola Maccallini l’her.[ede]
d’Agostino Cipriano, e S. Sebastiano C[oppe] 2- p.[ugilli] 15
25. T[er]ra à S. Massimo, conf.[in]o La strada publica, il Rev.[erend]o
D.[on] Matteo Letta, L’her.[ede] di Berard.[in]o Rico, Gios.[epp ]e
e Gio.[van]Ant.[oni]o, di Gio.[vanni] di Pietro, e li R[eve]R[endi] D.[on]
Luca, e D.[on] Ales.[andr]o Corsignani, e frat[el]li p[er] il q.[uonda]m
D.[on] Fran.[cesc]o Polla C[oppe] 4=p[ugilli] 15
Olmi n.[umer]o (è stato aggunto dopo n.d.r.) _________________
Som[m]ano, e siegue C[oppe]259 (è stato corretto n.d.a.)=p.[ugilli 6 ¼
f. 4r (al margine destro è scritto a matita da mano moderna il numero “4” n.d.a.)
Siegue, e som[m]a incontro C[oppe] 259= p.[ugilli] 6 ¼
14. T[er]ra in Carmenando, conf.[in]o La Cap[pel]la di Giusep.[p]e
del Pezzo, il Rev.[erend]o Sig.[no]r Arciprete p[er] Lassito del
q.[uonda]m Don Giacomo Iacobbacci à due Lati ed esso Ospedale,
fù d’Alesandro e Diana di Matteo C[oppe] 5- p.[ugilli] 6
16. E più in essa conf.[in]o Not.[a]r Gio.[vanni] Cappelli (5), esso
Ospedale, e La strada Publica, fù di Leone di Matteo C[oppe] 4- p.[ugilli] 23
18: T[er]ra sotto S. Pietro conf.[in]o il R.[everend]o Don Dom.[enic]o
Ant.[oni]o d’Amore, à due Lati p[er] q[ue]llo fù di Colaiacovo, e Gio.[vanni]
di Lorit.Ant.[oni]o d’Amore, esso Ospedale, e La Strada C[oppe] 1-p.[ugilli] 2
18. E più fù del q.[uonda]m Don Marc’Ant.[oni]o Pantano, conf.[in]o
esso Ospedale p[er] la sud.[ett]a, Gio.[van]Giacomo d’Amicis, e la
strada C[oppe] 3- p.[ugilli] 6
17. T[er]ra in S. Martino conf.[in]o La Cap[pel]la del Giesù delli Cappelli
à due Lati, e Cesare Tuccieri, fù del detto C[oppe] 3-p.[ugilli] 19
17. T[er]ra in Calbuni conf.[in]o Liborio Cimini p[er] Gio.[vanni] Cappelli
La strada da capo, S. Franc.[esc]o di Pescina, il Convento, fù del
detto q.[uonda]m D.[on] Marc’Ant.[oni]o Pantano C[oppe]-7-o.[ugilli] 0
18. T[er]ra in Ripoli cof.[in]o il Popolo à due Lati, e Gio.[vanni] Cappelli, e
p[er] esso Luca Ciotti, C.[oppe] 4=p.[ugilli] 2 sita parte in Cat.[ast]o
di Cerchio, e parte in Cat.[ast]o d’Aielli, e fù di Domenico di
Salvatore d’Amore, Albucci n.[umer]o ( è stato aggiunto dopo n.d.r.) C[oppe] 4-p.[ugilli] 2
18. T[er]ra in Cretale conf.[in]o Don Berard.[in]o Ranalletta, Pietro
Iacobbacci prò Ux[or]e, et esso Ospedale p[er] Aielli, fù di
Marc’Ant.[oni]o Pane Cascio C[oppe].2-p.[ugilli] 3
23. T[er]ra (al margine sinistro si legge: “ fatto prato” n.d.r.) à S.[anta] Margarita,
seù Villa Mayna conf.[in]o Ant.[oni]o Fasciano, l’Her.[ede] di Berardo
Meogrosso, Filippo Angelucci prò Uxore p[er] T[er]ra, e la Cap[pel]la delli
Migliori ed esso medemo Ospedale p[er] Terra C[oppe] 2= p.[ugilli] 19
17. T[er]ra in esso, come in Cat.[ast]o Vecchio, conf.[in]o S. Stefano
Cola di Fosca, e Lorita di Campomizzi … Marc’Ant.[oni]o Pane Cascio C[oppe] 3-p.[ugilli] 5
___________________
[…]C[oppe] 296-p.[ugilli] 10
f. 4v
Siegue, e som [m ]a à tergo C[oppe] 296- p.[ugilli] 10
15. T[er]ra à S. Margarita, seù Villa Mayna, conf.[in]o Felice Cipriano,
l’her.[ede] di D.[on] Marc’Ant.[oni]o Pantano, et altri C[oppe] 3, delle
quali ne stan[n]o pugilli 16 ½ in Cat.[ast]o d’Aielli C[oppe]. 3-p.[ugilli] 0
14. T[er]ra alle Fosse, conf.[in]o il Popolo à tre Lati, L’Inculto, e p[er] esso
Popolo Gio.[vanni] Pietro Cicco, e Gio.[vanni] Pietro d’Amore, e La
Cappella del Carmine, ut in Cat.[ast]o Vetero sono C[oppe] 15- p.[ugilli] 0
13. T[er]ra in Felce conf.[in]o il Convento, et il Purgadorio, fù degl’Heredi
di Vittorio Polonio C[oppe] ..1-p.[ugilli] 0
18. T[er]ra ibid[em] conf.[in]o La cap[el]la di M.[esse]r Iacomo Polonio,
S.[anta] M.[aria]a Dentro, il Conv.[ent]o, et Ant.[oni]o F asciano
p[er] il Popolo, et altri C[oppe]..3-p.[ugilli] 0
16 T[er]ra in Ceppa, seù S. Margarita, conf.[in]o il Sig.[no]r Maceroni
Santo Vito, e la Via pub.[lic]a fù di Dom.[enic]o di Salvator’ d’Amore
p[er] estintione di cenzo Vig.[or]e Istrom.[ent]o, e Cat.[ast]o Vecchio C[oppe]..1-p.[ugilli] 22
16 T[er]ra in Carmenando, conf.[in]o Marco, et Ambrosio Pane Cascio,
e p[er] esso Felice Cipriano, e gl’her.[edi] di Mic’Ant.[oni]o Ciofano,
fù di Marc’Ant.[oni]o Pane Cascio C[oppe] ..2-p.[ugilli] 2
16 T[er]ra in Pagliari, seù Patronelli, conf.[in]o S. Paolo, La Via, e
L’her.[ede] di Dom.[enic]o Petracca, fù di Fran.[cesc]o di Martino
d’Amore in Cat.[ast]o Vec.[chio] d’Aielli (6), et Vig.[or]e Istrom.[ent]o C[oppe] 1-p.[ugilli] 0
13. T[er]ra in Mandra di Bagno, conf.[in]o S. Gio.[vanni] di Pentima, l’heredi di
Rosato della Zanna, e La Via fù di Pasq[ua]le Martellozzo, come in
Cat.[ast]o Vecc.[hio] d’Aielli, et Vig.[or]e istrom.[ent]o C[oppe].3-p.[ugilli] 0
17 T[er]ra al Morrone d’Antonucci in due partite conf.[in]o l’her[ed]e di
Fran.[cesc]o Angelitti, et il Colle di Fucino, fù del d.[ett]o in d.[ett]o
Cat.[ast]o C[oppe] .5-p.[ugilli] 3
17. T[er]ra ibid[em] conf.[in]o S. Paolo, L’her.[ede] di Vincenzo Petracca e
L a Via, fù del d.[ett]p Pasq[ua]le in d.[ett]o Cat.[ast]o Vec.[chio] d’Aielli C[oppe]. 2-p.[ugilli] 0
18 T.[erra] à Pentima, conf.[in]o Gio.[van]Iacomo d’Amicis, e p[er] esso il
Sig.[no]r’ Maceroni p[er] cambio Scipione Rico, e Gio.[vanni] di Paolo
d’Amore in Cat.[ast]o d’Aielli à fol.[io] 182 C[oppe]-5-p.[ugilli] 8
18 T[er]ra in Pagliari conf.[in]o Felice Cipriano, Nicola Maccallini et Antonio
di Gio.[vanni] Iannotta in Cat.[ast]o novo d’Aielli f.[olio] 182 C[oppe]-2-p.[ugilli] 10
__________________
C.[oppe] 341- p.[ugilli].5
f. 5 r (al margine destro è scritto a matita da mano moderna il numero “5” n.d.r.)
Siegue, e som[m]a Incontro C[oppe] 341- p.[ugilli] .5
17. T[er]ra al Morrone, conf.[in]o L’her.[ede] di Pietro di Fosca,
e di M.[astr]o Cicco Ant.[oni]o d’Agostino Ciofano C.[oppe] 1 ( è stato corretto n.d.r.)
=p.[ugilli] 22 (è stato corretto n.d.r.) fù di Berard.[in]o di Marco Cipriano
in Bast.[ardell]o Vecc.[hio] fol. 321 C[oppe]- 1-p.[ugilli] 22
18. T[er]ra in Ripoli, seu capo di Via dritta, conf.[in]o l’her.[ede]
d’Alesandro Maccallini, Agostino d’Amore, e D.[on] Berard.[in]o
Ranalletta, fù di Dom.[enic]o di Gio.[vanni] di Lorit’Antonio d’Amore p[er]
estintione di cenzo in Cat.[ast]o d’Aielli C[oppe] 3-p.[ugilli] 12 ½
17. Prato hog.[gi] fatta Terra in Cann.[avin]e Vecchie, conf.[in]o il
Sig.[no]r’ D.[on] Filippo Tomassetti à due Lati, Felice Cipriano,
La Corte, e l’her.[ede] di Vitt.[ori]o Polonio, e la Via da capo,
Viene dal detto come sop.[r]a p[er] estintione C[oppe] 7=p.[ugilli] 13
17. T[er]ra ibid[em] sop.[r]a Strada, conf.[in]o Gius.[epp]e Matteo
d’Alesandro del Colle, il S[antis]S[i]mo Sacram.[ment]o, Agostino
Ciofano, e La Via, fù del d.[ett]o come sopra p[er] estintione di
Cenzo e sono al’uso di Cat.[ast]o di Cerchio, C.[opp]e 26 p.[ugilli]14, ma pero
Si trova in cat.[ast]o del Colle, che al’uso di esso sono C[oppe] 33- c.e 14
17. T[er]ra in Valle di Maiano conf.[in]o S. Bartolomeo, Cesare Tuccieri,
e D.[on] Franc.[cesc]o Cesareo di Beffi Proposto, et il Popolo fù
del detto come sopra C[oppe] 4-p[ugilli] 20
17. T[er]ra in Puzzoli, conf.[in]o esso Ospedale Li Masciarelli et il
Capitolo di Pettorano p[er] esso D.[on] Teodosio Petracca, fù
del detto Dom.[enic]o d’Amore p[er] estintione come sop[r]a C[oppe] 2-p.[ugilli] 10
Noce n.[umer]o 2 in essa ( è stato aggiunto dopo n.d.r.)
18, T[er]ra in Colle di Cerrino iuxta Not.[a]r Ant.[oni]o dì Andrea, viene
dalla Tav.[ol]a di Miss.[e]r Argutio 1643 C[oppe] 3- p[ugilli] 19
18. T[er[ra ibid[em] conf.[in]o li Ciofani, fù di Micchele Ciofano
Vigore Decreti Curie C[oppe] 5-p.[ugilli] 0
14. T[er]ra in Trovano conf.[in]o L’her.[ede] di Gio.[van]Rosato
Col’Antonio, e Santa Savina, fù di Marc’Antonio Pane Cascio C[oppe] 8-p.[ugilli] 13 ½
____________________
Som[m]ano C[oppe] 412-p.[ugilli] 4
f. 5v
Siegue, somman’a tergo C[oppe] 412- p.[ugilli] 4
10. T[er]ra in Rovella iuxta Cola di Meogrosso à due lati Pietro di
Cipriano, Lutio di Col’Ant.[oni]o, e Petrocco C[oppe] 2-p.[ugilli] 10
20. T[er]ra con olmi in Capazzano iuxta La Via Angelo della Zanna, et
Iacob’Ant.[oni]o Polonio n[o]n si possiede ( è stato aggiunto dopo n.d.r.) C[oppe] 1-p.[ugilli] . 3
10. T[er]ra in Colle Cerrino conf.[in]o Ruscio di Varanello, L’inculto, e
Micuccio d’Amore, fù di Dom.[enic]o di Salvatore d’Amore vig.[or]e
istromenti n[o]n si possiede ( è stato aggiunto dopo n.d.r.) C[oppe] 4-p.[ugilli] 12 ½
17. T[er]ra in Rigo Mordano conf.[in]o La Via, lo Rigo, e d.[ett]o Micuccio
d’Amore, fù del detto,n[o]n si possiede ( è stato aggiunto dopo n.d.r.) C[oppe] 2-p[ugilli] 22
17. T[er]ra in Fonte di Cituro, iux Matteo di Missere, Cola d’Amore, e
l’inculto, fù di Liberatore Campomizzo C[oppe] 3-p.[ugilli] 0
18. T[er]ra à S. Anastasia, iuxta S. Maria, esso Ospedale, La Via, e
l’Her.[ede] di Cosmo d’Amore, et Agostino di Martellozzo, fù
di Pasq[ua]le Martellozzo C[oppe] 1- p.[igilli] 18
18. T[er]ra ibid[em] iuxta La Via, Gio.[vanni] di Mis.[ser]e, e l’her.[ede]
d’Antonio, et Agostino Martellozzo, fù del detto C[opp]e 1- p.[ugilli] 20
__________________
C[oppe] 429 p.[ugilli] 14 ½
In Catasto del Colle f.[olio] 127
35. Vigna sterpa in Lunese, iuxta Dom.[enic]o Fidanza Gio.[van]
Batt[ist]a Ranallo, e D.[on] Marc’Ant.[oni]o Mostacci C[oppe] 4= c.e 96
-8. T[er]ra in piedi Le Prata di Luna iuxta Ant.[oni]o Cipriano, S. Pietro.
e Martino d’Amore C[oppe] 3
30. T.[erra] in can[n]avinata in Cann.[avin]e Vecchie iuxta Lo Rigo,
e l’Her.[ede] d’Ant.[oni]o d’Andrea C[oppe] 1- c.e 75
14 T[er]ra al Morrone della Fara conf.[in]o Gio.[van]Batt[ist]a
d’Amore, La Strada à due Lati, et altri C[oppe] 18
16 T[er]ra in Cortine di Patiano, conf.[in]o gl’her.[edi] di Giacomo
Colasanto, et altri, fù di Andrea Ciaglia C[oppe] 14
Som[m]ano C[oppe] 471-c.e 41 ½ (è stato scritto dopo n.d.a.) C[oppe] 471=41 ½ (è stato corretto n.d.r.)
f. 6r (al margine destro è scritto a matita da mano moderna il numero “6” n.d.r.)
Siegue, e som[m]an’ di Contra C[oppe] 471-c.e 41 ½
36. Vigna in Pastinuccio, conf.[in]o il Convento, il S[antis]S[i]mo,
Gio.[vanni] Antidormi, e Luca Ciotti, col’accesso, e rigresso sin’alla Strada Publica
fù di Fabio Carosone,e viene da Pietro Pane casio (è scritto sotto n.d.r.) C[oppe] 2-p.[ugilli] 17 ½
Si tiene dal sud.[ett]o Luca Ciotti con L’annua corresponsione di Carlini
otto L’anno in tutto [docati] 0=80
40. T[er]ra invignata al Puzzo, seù Cannito conf.[in]o S. Maria Corbarola à
due lati, e La Via, et il fosso C[oppe] 3. p.[ugilli] 6
Si tiene in Enfiteusi da Marco Tuccieri, e frat[el]lo con L’annua
corrisponsione di (è stato lasciato in bianco n.d.r.)
40. T[er]ra invig.[na]ta in Orto Sereno conf.[in]o S. Lorenzo, Vincenzo
Pietro Iusti à due Lati, et il Sig.[no]r’ D.[on] Filippo Tomassetti C[oppe] 6. P.[ugilli] o
Si tiene in Enfiteusi da Dom.[enic]o Iacobacci, con L’annua
corrisponsione di coppe sei di grano L’an[n]o=C.[oppe] 6
40. Vigna in Fonticelle, seù Corbarola conf.[in]o esso p[er] locale, e
Casaleno, D.[on] Franc.[cesc]o Cesareo di Beffo, g hl’her.[edi] di Luca Ciofano
a 2 lati (è scritto sopra n.d.r) e S. Bartolomeo C[oppe] 2- p.[ugilli] 20
Si tiene da Dionisio Pane Cascio in Enfiteusi con l’annua corrisponsione
di carl[in]i sette L’an[n]o [docati] 0=70
28. T[er]ra invignata in Trovano conf.[in]o L’her.[ede] di Gio.[vanni] di
Mutio, e La Mad.[onn]a di Piede Ponte C[oppe] 3-p.[ugilli] 1
Si tiene in Enfiteusi da Mariangela di Nuntio di Gio.[vanni] Sante
Con L’annua corrisponsione di carlini cinque L’anno [docati] 0=50 ______________________
Som[m]an’in Tutto C[oppe] 489=p.[ugilli] 1
f. 6v
Casa da cielo à terra di membri cinque in Borgo, conf.[in]o La Via Publica à due Lati Li Mattucci, e L’Uni[versi]tà p[er] casa, e Forno.
f. 7 r
[…][In] Dei Nomine Amen[…][tu]tti Li Crediti d’Istrom.[ent]o del Monte del’Osp[edal]e/[…][Ter]ra di Cerchio, e posteriom.[en]te di tutti Li Beni sta[bili]/[…]itory, che dal detto Ospedale si possiedono/
[…],et Alfonzo Ciaglia p[er] annuo frutto di docati quaranta censo
Cap[ita]le à ragione di sette per cento car[lini][…]ent’otto, come
p[er] istrom.[ent]o rog.[at]o o[er]mano di Not.[a]r Berardo
Sclocchi di Pescina li 21 Feb[ra]ro 1705 [docati] 40=00 [coppe] 2 =8
Beni Hipotecati à detto Cenzo sono
T[er]ra in Fonticino conf.[in]o Franc.[cesc]o d’Amore à due Lati, La
Via, et Angela Pietro Iusti à due Lati C[oppe] 4= 6
T[er]ra in Migliara conf.[in]o Fran.[cesc]o d’Amore, il Vallone,
Fran[cesc]o Pietro Cicco, e Luca d’Amore d’Aielli C[oppe] 9 – 15
T[er]ra in essa contigua conf.[in]o la sud.[ett]a, e Gio.[vanni] di
Loreto Ant.[oni]o d’Amore, fù di Vincenzo Pietro Iiusti (è scritto sotto n.d.a.) C[oppe] 3- 7 ½
T[er]ra in Flimini seù la salce, confino Francesco Iacobbacci, Li Paolini,
Nicola Angelitti, e Gioseppe del Pezzo C[oppe] 6-15
T[er]ra à Rio Mordano conf.[in]o L’her.[ede] di Gio.[vanni] Tomassetti,
Paolo d’Amore, D.[on] Teodosio Petracca à due Lati, e S. Francesco di
Celano C[oppe] 5-22
T[er]ra ibid[em] conf.[in]o d.[ett]o D.[on] Teodosio, Angela Pietro Iusti,
Agostino Ciofano, il Morrone di S. Pietro esso p[er] Aielli, il Convento, e
La Via C[oppe] 17-03
T[er]ra in Nocicchie conf.[in]o La Cap[el]la delli Maceroni, e
Gio.[van]Batt[ist]a Iannicca p[er] il Popolo C[oppe] 4= 12 ½
T[er]ra in Vitellino conf.[in]o d.[ett]o Gio.[van]Batt[ist]a, et altri C[oppe] 4. 0
T[er]ra ibid[em] conf.[in]o Lorenzo Marinacci, Gio.[van]Iacomo
d’Amicis, e Luca Tuccieri C[oppe] 4- 12 ½
T.[er]ra in Campo de Prati conf.[in]o Fra.[ncesc]o Antidormi, e la Via C[oppe] 2- 0
Prato in Villa Mayna conf.[in]o Paolo d’Amore, Felice Cipriano, e la Via C[oppe] 4-0
T.[er]ra in Sorbetella conf.[in]o Li Masciarelli, Carlo Giannino esso p[er]
Gentilesco, et il Conv.[ent]o in Aielli C[oppe] 6- 5
____________
C[oppe] 71- p.[ugilli] 23 ½
f. 7v
[Foglio in bianco n.d.r.]
f. 8r (al margine destro è sctitto a matita da mano moderna il numero “8” n.d.r.)
Siegue, e Som[m]a in contro (7) [docati] 40=00 [coppe] 2=80
Da M[ast]ro Fran.[cesc]o, et Ant.[oni]o d’Amore p[er] annuo
frutto di doc.[at] venti à rag.[ion]e di sette p[er] cento, carlini
quattordici L’anno come p[er] Istrom.[ent]o rogato p[er]
M.[an]o di Not.[a]r Berardo Sclocchi di Pescina, sotto il p.[rim]o
Mag.[gi]o 17[…] [docati] 20-00 [coppe] 1-40
Beni hipotecati à d.[ett]o Censo
Vigna in Cornacchino conf.in]o Mattia suo frat.[el]lo, il Conv.[ent]o
et altri con T[er]ra in essa di cop.[p]e 3 ½ in circa C[oppe] 3= 12 ½
T[er[ra ibid[em] conf.[in]o La Misericordia, et il
Conv.[en]to C[oppe] 3- 2
E di minor’ valore in essa, con Noce in essa C[oppe] 3
T[er]ra alle Forme,seù La salce, conf.[in]o S. Nicola C[oppe] 5-16
T.[er]ra in Via di Maiano conf.[in]o Gio:[vann]
Ant.[oni]o Tuccieri, il Convento, e la Strada C[oppe] 4-00
T[er]ra in Cerquito conf.[in]o La Cap[el]la del
Carmine Gio.[van]Iacomo d’Amicis, et altri C[oppe] 1-00
____________
C[oppe] 20- 5 ½
Da Venantio Ciofano, e Cecilia Contestabile Varanelli
Sua Suocera ved.[ov]a del q.[uonda]m Dom.[enic]o
Varanelli p[er] annuo frutto di docati tredici à ragione
di sette p[er] cento g.[ran]a novantuno, come p[er]
istrom.[ent]o rog.[a]to p[er] M.[an]o di Not.[a]r
Simplicio Rosati sotto li 28 di Luglio 1710 [docati] 13=00 [coppe] 0=91
Beni hipotecati à d.[ett]o Cenzo
T[er]ra sotto S. Pietro, conf.[in]o La Via Fran.[cesc]o,
d’Amore, S. Pietro, et altri C[oppe] 7- 12 ½
T[er]r a in Ripoli conf.[in]o L’Ospedale, et il fosso C[oppe] 2-12 ½
T[er]ra in d.[ett]o Loco conf.[in]o Carlo Masico,
Giuliano Campomizzo, e Fran.[cesc]o Martellozzo C[oppe] 3= 6
Vigna alle Fosse conf.[in]o il Tratturo la Cap[pel]la
del S[antis]S[i]mo Nome del Giesù delli Cappelli,
e Giacom’Ant[oni]o Ciotta C[oppe] 4= 12 ½
_______________
C[oppe] 17-18 ½
__ ____________________
Som[m]a, e siegue [docati] 73=00 [coppe] 5=11
f. 8v
Siegue, e som[m]a a tergo [docati] 73=00 [coppe] 5-11
Da Fran.[cesc]o Ant.[oni]o di Berard[in]o, e Lucia Felice
sua moglie, et Angel’Antonia sua Cognata, respuè, come p[er]
Procura inserita in d.[ett]o Istrom.[ent]o alla q[ua]le car.[lini]
1:40 p[er] an[nu]o frutto di doc.[ati] venti p[er] istrom.[ent]o
p[er] M.[an]o di N.[otar] Berardo Sclocchi sotto il primo[…]
del an[n]o 1706 [docati] 20-00 [coppe] 1-40
Ipoteca. T[er]ra in S. Lorenzo conf.[in]o Gios.[epp]e Porcaro,
Giacomo Tuccieri, il Tratturo, e La Strada C[oppe] 3=5
T[er]ra in piedi La Costa d’Ozzano, conf.[in]o
Colascia d’Amore à due Lati, Marco Iacobacci, e
la Via C[oppe] 4-1
T.[erra] in Cornovecchio conf.[in]o esso p[er] Aielli C[oppe] 3
T[er]ra à S. Margarita conf.[in]o esso p[er] Aielli e
li Mattei C[oppe] 5
Stalla sop.[r]a La Fonte del Pozzo (8) conf.[in]o
il S.[antis]S[i]m]o, e Via C[oppe] 2-6
Pastino in Trovano conf.[in]o essi p[er] il Colle C[oppe] 6-00
Stalla in Corbarola conf.[in]o l’are, et essi p[er] il ________________
C[oppe]23-12
rimanente consistenti in due membri
Da Dionisio Pane Casio p[er] frutti di doc.[at]i venti
à sette p[er] cento p[er] istr[oment]o rog.[at]o
p[er] M.[an]o di N.[ota]r Berardo Sclocchi sotto
li 6 Maggio 1706 carl[in]i quattordici [docati] 20-0= [coppe] 1=40
Ipoteca T[er]ra alla Cona conf.[in]o li Mattucci, la Via à
due lati Gio.[vanni] Cappelli, e li Ciofani C[oppe] 9=4 ½
T[er]ra al morrone di S. Pietro conf.[in]o la
Misericordia C[oppe] 4- 4
Vig.[n]a in Colle di S. Andrea conf.[in]o
Agostino Ciofano C[oppe] 1- 24
T[er]ra in Ripoli conf.[in]o L’Ospedale, e li Ciotta C[oppe] 6
T[er]ra in Sorbetella conf.[in]o La Cap[el]la, e Dom[enic]o Tuccieri e Gio:[vanni] Curti C[oppe] 5
_____________
[coppe] 26= 7 ½
Stalla con ascio in Corbarola conf.[in]o La Strada
da Don Dom.[enic]o Tuccieri, Luca suo Padre e
Marco, e frat[el]lo Suoi frat[el]li p[er] frutti di
doc[at]i venti à sette p[er] cento come p[er]
istr.[oment]o rog.[at]o p[er] M.[an]o di
N.[ota]r Berardo Sclocchi sotto il primo
Mag.[gi]o 1706 car.[lini] quattordici (è stato sccitto dopo n.d.r.) [docati] 20-00 [coppe] 1-40
_______________________
[docati]133-00 [coppe] 9-31
Ipoteca Vigna al Pozzo conf.[in]o il Conv.[ent]o, li
Sig.[no]ri Maceroni il S[antis]S[i]mo
Sacr[ament]o, et altri C[oppe] 12—
T[er]ra in Mandra di Bagno(è stato corretto n.d.a.)
Confino La Cap[pel ]la del Carmine, e Cesare
Tuccieri, et il Conv.[ent]o ut in Cat.[ast]o d’Aielli C[oppe] 7 –
____________
C[oppe] 19-00 (9) “.
Note
- Anche questo inventario è opera dall’agrimensore Luca Ciotti in quanto la grafia del documento in parola è la stessa degli altri dove compare il nome del Nostro.
- Lago Fucino Vedi qui.
- Attualmente è frazione del comune di Acciano in provincia dell’Aquila. Gli abitanti residenti sono 42.
- Chissà se il notar Ceccho di Mastro Nicola Cappelli di Subiaco di cui conosciamo due atti ( Archivio d’Amore Fracassi ) relativi agli anni 1427 e 1428 rogati a Cerchio sia stato il primo della famiglia dei notai Cappelli ad abitare a Cerchio. Amiconi F.:” Storia di Cerchio dalle origini al ‘ 400”, Museo Civico di Cerchio, Anno I, Quaderno n. 2, 1998. Il 5 Aprile 1610, nella Cappella del notaio Giovanni Cappelli fu eretta la compagnia “In Nome di Gesù” ( la bolla di erezione si conserva nel Museo Civico di Cerchio). Il notaio Giovanni Cappelli fu uno dei dieci testimoni intervenuti, dal 13 al 26 agosto 1630, per il giusto riconoscimento, presso la sacra Congregazione dei riti, del culto dei santi martiri di Celano: i testimoni riuscirono egregiamente nel loro intento e proprio nel medesimo anno delle loro deposizioni i santi martiri celanesi furono inclusi nella nuova edizione degli “Acta Sanctorum” che, nelle edizioni precedenti erano stati esclusi. Il notaio Giovanni Cappelli, in quel frangente afferma di aver anni 78 in circa. Amiconi F.:” Testimonianze per il culto dei Santi Martiri di Celano (AQ) (13-26 agosto 1630)”, Museo Civico di Cerchio, Quaderno n. 95, Anno XI, 2008.
- Attualmente nel Comune di Aielli si conservano 5 catasti antichi.
- Chiaramente si evince che sono mancanti i fogli attraverso i quali erano trascritte le varie coppe di terreno ed i vari ducati attraverso la somma dei quali si arrivava alla soprariportata somma di Ducati 40=00 e Coppe 2 e pugilli 80 infatti, la sopracitata somma, seguiva le altre somme come inequivocabilmente è riportato nel nostro documento “ Siegue, e Som[m]a in contro” cioè non è altro che un riporto di somme già annotate . Chiaramente il nostro attuale documento, composto da un unico foglio, è mutilo e manco sappiamo, ovviamente, di quante pagine era composto.
- Ancora oggi esistente con abbeveratoio.
- E qui finisce il nostro mutilo documento. Vedi nota la sopra riportata nota 7.
CAPITOLO TREDICESIMO
ARCHIVIO DELLA DIOCESI DEI MARSI AVEZZANO
C 28/687
“f. 1r ( al margine destro è scritto a matita da mano moderna il numero “1” n.d.r.)
Inventario di tutti li terreni , seu stabili, una colla rendita, e pesi del Canonicato sotto il titolo di S. Bartolomeo nella T[er]ra di Circhio Diocesi di Marsi, la quale chiesa è posta fuora delle mura di d.[ett]a T[er]ra loco d.[ett]o l’Ara (1), conf.[in]o l’Ara, e la Strada à doi lati, e vi è l’Altare, nel quale Altare vi è in mezzo la Statua della Madonna della Misericordia col figlio in seno di creta cotta indorata, a’ man destra vi è la Statua di S. Bartolomeo anco di creta cotta col manto indorato, et à Man sinistra vi è la Statua di S. Antonio di Padova anco di creta cotta, nella quale Chiesa vi è la Compagnia della Madonna della Misericordia (2), la quale hà cura di d.[ett]a Chiesa, il quale Canonicato fù trasferito nella Chiesa Matrice, seù Parrocchiale di d.[ett]a T[er]ra di Circhio, et unito con gl’altri Canonici di d.[ett]a Chiesa, qual’unione fù fatta dal q.[uonda]m Monsig:[no]r Matteo Colli Vescovo dei Marsi (3) sotto il giorno 26 del Mese d’Aprile 1589 (4), col peso et obligo di far l’Eddomada (5), come gl’altri canonici, cioè dir la Messa all’Aurora per commodo del Popolo, e prestar la servitù à agl’altri Canonici coll’assistenza in Coro di Canto nelle loro Eddomade, et intervenire à tutte l’altre funzioni Ecclesiastiche
Li beni stabili seu Terreni sono l’infra[scri]tti
Vigna in Fonticella, seu Corbarola Conf.[in]o li Sig:[no]ri Maceroni, il
Convento, Luca Pane cascio, e la via C[oppe] 5 p[ugilli] 12 ½
con la rendita di Sal.[m]e (6) due di mosto, più i meno sec.[ond]o l’Annata
T[er]ra in S. Bartolomeo, conf.[in]o l’Ara, Fran[cesc]o d’Amore, D.[on]
Teodosio Petracca, e la Strada à doi lati C[oppe] 12 p.[ugilli] 03
La quale si trova Messa à vigna data ad’Enfiteusi à Dom.[eni]co
Lepri, e Frat[e]llo con la responsione di cop.[pe] dieci nove di grano
concio.
T[er]ra in Trovano, seu Pastenuccio conf.[in]o l’heredi di Marino Tomassetti,
S. Maria dentro à doi lati, la quale tiene messa à vigna Gio:[van]
Pietro Ciciarello con la responsione di Carl[in]i otto l’anno C[oppe] 3 p.[ugilli] 06
T[er]ra in Fontecino conf.[in]o la cappella delli Maceroni, S. Maria dentro, e
La Strada,….con alcuni alberi d’olmi C[oppe] 2 p[ugilli] 16
T[er]ra à Fonte Vecchia conf.[in]o Gioseppe del Pezzo, Agostino Cipriano, e
la via, Alberi d’olmi in d.[ett]a T[er]ra C[oppe] 4 p.[ugilli] 08 ½
T[er]ra in Ripoli conf.[in]o S. Maria dentro, il fosso, l’Anime del Purgadorio,
et il lemite, con dui Alberi di Pioppo C[oppe] 4 p.[ugilli] 08
f. 2v
Olmo uno in Ozano in T[er]ra dell’heredi di Franc[es]c’Ant.[oni]o Iotti
conf.[in]o la via C[oppe] 0 (sic)
T[er]ra sotto il Morrone di S. Pietro conf.[in]o Fran.[ces]co d’Amore,
e la ripa di fucino C[oppe] 4 p.[ugilli] 00
T[er]ra in Torpegliano, se Colaione, conf.[in]o Agostino Cipriano,
S.[anta]Maria dentro, e la via C[oppe] 2 p[ugillo] 00
T[er]ra in Flimini conf.[in]o Fran.[ces]co di Dom.[eni]co Tuccieri, Luca
Carusone, Colascia d’Amore, e Gioseppe del Pezzo C[oppe] 3 p.[ugilli] 11
T[er]ra in Patronelli conf.[in]o Michele Pantano, il Convento, la via, et il Popolo C[oppe] 1 p.[ugilli] 00
T[er]ra in Trovano, seu Pastinuccio, conf.[in]o Gio:[vanni] Cappelli, il Popolo
et Agostino Cipriano C[oppe] 3 p.[ugilli] 06
T[er]ra in Cannito, seu Trovano conf.[in]o li Paolini, D.[on] Marc’Ant.[oni]o
Pantano, Gio:[vanni] Cappelli, et il S[antis]S[i]mo Sagram.[en]to C[oppe] 1 p.[ugilli] 00
T[er]ra in Valle di Maiano conf.[in]o Gio:[van]Ant.[on]io d’Amore, D.[on]
Fran.[ces]co Ant.[on]io Cesario, Gio:[vanni] di Loret’Ant.[on]io
d’Amore, e la Strada C[oppe] 3 p.[ugilli] 15
T[er]ra in Cornacchino, conf.[in]o il Popolo à doi lati, il Convento, Gio:[van]
Ant.[on]io d’Amore, la via vicinale, e l’inculto C[oppe] 8 p.[ugilli]00
T[er]ra in Fontecino conf.[in]o D.[on] Teodosio Petracca, et il Convento à
tre’ lati C[oppe] 2 p.[ugilli] 20
T[er]ra in Castegliano conf.[in]o la Cappella delli Ciofani, la via, et altri C[oppe] 3 p.[ugilli] 04
T[er]ra in Argentella, conf.[in]o Gio:[vanni] Cappelli p[er] il Popolo, Loreto
Mione et altri C[oppe] 2 p.[ugilli] 04
T[er]ra in Rovella conf.[in]o l’Hospedale, il Popolo, la via e l’inculto, con una noce C[oppe] 3 p.[ugilli] 08
T[er]ra in Castigliano conf.[in]o la via, Luca d’Amore alias di Capa[n]na, et altri C[oppe] 2 p.[ugilli] 20
T[er]ra in Rovella conf.[in]o la via, Berardino Cipriano, et altri C[oppe] 3 p.[ugilli] 04
T[er]ra in Rovella conf.[in]o il Convento, li Ciofani, e la Strada à doi lati C[oppe] 2 p.[ugilli] 02
Da tutti li Sud.[ett]i Terreni si precepisce di rendita Sal.[m]e due di mosto, più,e
meno secondo l’annata p[er] la vigna come sopra, e Car.[ini] otto p[er] l’altra vigna
come Sopra; E di grano da fertile, ad infertile Sal.[m]e tre, e cop.[pe] tre l’anno,
compresovi della T[er]ra invignata all’Ara, del quale se ne paga mezza Salma di
grano concio alla mensa Vescovale, si che restano Salme due, e cop.[p]e nove
Si paga p[er] il Sussidio quinquennale à Monsig:[no]r di Napoli Carlini Undeci, e
Grana sei (vi è una vistosa cancellatura n.d.r.)
Dell’infra[scri]tti Terreni, quali si trovano descritti nel Catasto vecchio a fol.[io]
278 in tavola di Simone di Moscia, et in Bastardello vecchio à fol.[io] 160 n[o]n
Si possedono, ne se ne percepisce cos’alcuna p[er] n[o]n poterne haver
Notitia, e sono l’infra[scri]tti
T[er]ra
f. 2r ( al margine destro è scritto a matita da mano moderna il numero “2” n.d.r.)
T[er]ra in Sorbetella iuxta Andrea, e Dionisio di Colasanto pro uxore C[oppe] 1–
T[er]ra sotto limiti iuxta Bat[tist]a, Simone, Fran.[ces]co Iacovaccio, e
Marco Cipriano C[oppe] 0 p.[ugilli] 21
T[er]ra in Capo de Prati iuxta l’heredi di Loreto Coia, Gio:[vanni] della
Ciotta, Angel’Ant.[oni]o Iacobaccio, et Agostino di Martellozzo C[oppe] 0 p.[ugilli]21
T[er]ra in Corvarola iuxta Colanardo di Ciofano, e Mariano di Ciofano, la
Via publica, e Vicinale C[oppe] 3 p.[ugilli] 06
T[er]ra in Capo di Rovella iuxta Pasquale d’Amore, Rosato Campomizzo,
e l’inculto C[oppe] 2 —-
T[er]ra in Campo Cavallo, seu Fonticella iuxta Dom.[enic]o di Ciofano à doi
lati, la via, e Marco di Cipriano pro uxore C[oppe] 1 p.[ugilli] 15
Ascio, seu locale in d.[ett]a Chiesa di S. Bartolomeo iuxta d.[ett]a Chiesa,
e Gio:[van]Pietro, Marino, e Gio:[vanni] de Paolini p[er] servitio
di d.[ett]a Chiesa
Ara ibid[em] iuxta d.[ett]a Chiesa, Gio:[van]Angelo Cipriano, la via da doi lati, si
come hò trovato nella misura delli Tereni delli Canonicati fatta da
Domenico Pietroiusti li 15 Giugno 1595 Can[n]e cinquanta C[oppe] . C[anne] 50
Io infra[scri]tto Rettore del Canon.[ica]to sotto il titolo di S. Bartolomeo ho’ fatto
il soprascritto inventario di tutti li terreni di d.[ett]o Canon.[ica]to,
quali possono rendere di frutto una coppa p[er] coppa di grano sconcio
p[er] esservene alcuni sterili, si come hanno giudicato Tomasso Tuccieri,
e Gio:[van]lucio d’Amicis huomini pratici della Campagna; onde in fede
della verità ho’ scritto, e sottoscritto il soprad.[ett]o inventario di mia
p[ro]p[ri]a Mano, presente l’infra[scri]tti, q[ue]sto dì li 12 Gennaro 1729
Io D.[on] Pontio d’Amore Rettore del Soprad.[ett]o Canonicato mano p[ro]p[ri]a
Io Tomasso Tuccieri Sono Stato presente, e detto come Sopra
Io Gio:[van]Lucio d’Amicis Sono Stato presente, e d.[ett]o come Sop.[r]a “
Note
- Chiesa ancora esistente ed ubicata a nord dell’attuale paese di Cerchio. Nel 1987 tale sacro edificio è stato arricchito da un’artistica “Via Crucis” opera di valenti pittori di scuola abruzzese e romana. Dal 1997 in questa chiesa si dirige il Corteo storico della Bulla Indulgentiarum giunto quest’anno alla sua ventunesima edizione.
- Tale confraternita prima aveva la sede nella chiesa della Madonna delle Grazie poi, nel secondo ventennio del XVII secolo, tale sede fu trasferita nella citata chiesa di San Bartolomeo. La confraternita della Misericordia, con alti e bassi, ha continuato la sua filantropica attività fino agli inzi degli anni ’50 del passato secolo.
- Monsignor Matteo Colli fu Vescovo della Diocesi dei Marsi dal 1579 al 1596.
- Vedi sopra.
- Hebdomada letteralmente settimana. Vedi nota n.5 del capitolo VIII.
- Salma o soma pari a Ettolitro 1, 200050. Amiconi F.:” I conti della “Fraterna di Santa Maria op.cit.”.
CAPITOLO QUATTORDICESIMO
ARCHIVIO DELLA DIOCESI DEI MARSI AVEZZANO
C 28/678
“f. 1r (al margine destro è scritto a matita da mano moderna il numero “1” n.d.r.)
In Dei Nomine Amen
Inventario, et annotam.[en]to di tutti ì mobili come Stabili Spettanti alla Ven.[erabi]le confraternità della Madonna della Misericordia (1), il di cui Altare Sta Eretto nella Chiesa di S. Bartholomeo (2) Sita fuori la T[er]ra di Cerchio, è prop.[r]io nell’Ara d.[ett]a di S. Bartolomeo, quale Chiesa, vi è un Solo altare Maggiore colla Statua della Beatis.[si]ma Vergine, et à mano destra la Statua di S. Bartolomeo, ed à mano Sinistra vi è la Statua di S. Ant.[oni]o di Padova, quale confraternità si trova aggregata alla Chiesa Par[r]o[chia]le di d.[ett]a T[er]ra di Cerchio con Sacchi bianchi (3) la quale Chiesa è sotto il Titolo della S[antis]S[i]ma Annuntiata volgarm.[en]te d.[ett]a S.[ant]a Maria Dentro, Li beni mobili e’ Stabili Sono
In p.[rimi]s Una Croce, con Giesù X[cris]po Crocifisso con la sua tovaglia di lino con vary lavori p[er] di Sopra de dita p[er] uso delle ( è stato corretto n.d.r. ) Processioni
Otto Candelieri, Sei di legno con colori torchini e rossi, e dui picoli ( è stato corretto n.d.r.) di Stag[g]no
Quattro vasi di fiori inargentati di legno con quattro rami de Fiori di Talco
Una Carta gloria, col lavabo, et in principio, una crocetta con Giesù X[Cris]po di legno
Quattro cuscini di tela di lino
Tovaglie di Altare num.[er]o nove con diversi lavori
Un cam[m]isce vecchio
Due parati di Seta di color rosso, e’ uno di color’verde
Una lampada di Stagno
Un cantarano che sta in d.[ett]a Chiesa
Un missale usato
Una campana di libre cento cinquanta in circa che sta in d.[ett]a Chiesa
f. 1v
Sieguono i Beni mobili, e Suppellettoli
Due corone d’Argento che vanno Sop.[r]a la Testa della Beata Vergine
Sacci bianghi seù veste de Confrati di tela p[er] le processioni numero diece sette tra piccoli e grandi
Due candelieri grandi di legno p[er] le processioni
Un confalone usato con L’Immagine della Madonna
Una cassa Seù arca grande di noce con la Serratura ove si conservano le veste de conFrati quale cassa si conserva nella Chiesa Matrice
Un lanternine piccolo di latta p[er] uso delle processioni
An[n]otamento de i terreni di essa Ven.[erabile] Confraternita
Li numeri posti nel’immargine Sono Carlini di Stima del valore, et prezzo di ciascheduna cop.[p]a di Terreno
20. T[erra] in costa d’Ozzano conf.[in]o Franc.[esc]o di Dom.[eni]co Tuccieri
And.[re]a Mattuccci, e La Strada in tavola d’Horatio della Zanna C[oppe] 4: p.[ugilli] 8
Si tiene da Vincenzo Iacobacci ad enfiteusi e paga carlini diece e’ g.[ran]a
due l’an[n]o in vig.[n]a
16 T.[err]a in Campo del Olmo conf.[in]o Camillo Tomassetto, Agostino Ciofa (sic)
e S.[an]to Vito C[oppe] 4=p.[ugilli] 8
17 T.[err]a in Avanusce Sotto Strada conf.[in]o Colascia d’Amore, Micchelangelo
Iacobacci, e S.[an]ta Maria dentro C[oppe] 6 = p.[ugilli] 19 ½
14 T.[err]a in Carmenando conf.[in]o Gentile Martellozzo L’Anime del
Purgadorie, il Convento, e S.[ant]a Maria Dentro C[oppe] 1= p.[ugilli] 17 ½
10 T.[err ]a in Rovella conf.[in]o il S[anstis]S[i]mo Sacramento Agostino
Ciofano, e l’inculto C[oppe] 3= p.[ugilli] 2 ½
14 T.[err]a in Ravaiano Seù Fonticella conf.[in]o Agostino Cipriano, Paulo
de Amore la via Stefano d’Amore il Cl.[eri]co Berardino Ranelletta, e
D.[on] Iacomo Iacobacci C[oppe] 4= p[ugilli] 8 ½
Vig.[n]a Sterpa in essa C[oppe] 5 p.[ugilli] 27
in d.[ett]a Terra con arbori di Mandole piedi venti quattro Olmi piedi quattro
f. 2r (al margine destro è scritto a matita da mano moderna il numero “2” n.d.a.)
Sopra piedi due un piede di pero, e uno di melo.
il quale Terreno Si tiene ad enfiteusi da Gregorio, e Fratello di Dom.[enic]o,
e pagano carlini venti Sette, e g.[ran]a cinque annuo
18. T.[err]a a S. Silvestro il Populo, L’Heredi d’Ales.[andr]o Macchalino d’Aielli,
e la strada C[oppe] 5- p.[ugilli] 7
16 T.[err]a in Morrone di S. Pietro conf.[in]o D.[on] Franc.[ces]co Cesario,
e Luca Panecasio C[oppe] 4- p[ugillo] 0
15 T.[err]a Sotto bagno conf.[in]o Luca Ciofano, il S[antis]S[i]mo Sacramento, il
Fosso, e la via C[oppe] 2-p.[ugilli] 16 ½
15 T.[err]a Soda con arbori in capozzano conf.[in]o D.[on] Iacomo Iacobacci a dui
lati e Micchelangelo Iacobacci C[oppe] 1- p.[ugilli] 2
in d.[ett]a T[er]ra vi sono piedi diece dotto Olmi
15 T.[err]a con arbori in cornachino Seù colle ranolfo conf.[in]o il Popolo à
dui lati, Fran.[ces]co Tuccieri, Cola Iacomo d’Amore, e Blasio Macerola d’Aielli C[oppe] 10- p[ugillo] 0
in d.[ett]a T[er]ra vi sono piedi dolmi numero quindeci, sorba piedi sette
13 T[err]a in capo di prati conf.[in]o Gios.[epp]e Iacobacci Agostino Ciofano
il Convento, e la via C[oppe] 9- p.[ugilli] 11 ½
12 T[err]a in Fonticino conf.[in]o Fran.[ces]co d’Amore, D.[on] Marco
Ant.[oni]o Pantano à due lati C[oppe] 4- p.[ugilli] 6 ¼
16 T.[err]a Sopra la Stanca, Seu Pentima, conf.[in]o D.[on] Fran[ces]co Polla,
e Gio:[van]batt[ist]a Ianniccha, e la Strada C[oppe] 1- p[ugilli] 22 ½
15 T.[err]a sotto bagno conf.[in]o Gio:[vanni] di Mutio D.[on] Teodosio
Petracca il Fosso e la via fù di Fran.[ces]co Tuccieri C[oppe] 4= p.[ugilli] 9
9 T.[err]a in S.[ant]a Anastasia conf.[in]o li Maceroni, la Strada à due lati,
il Convento, e S. Pietro del Monte d’Aielli C[oppe] 22=p.[ugilli] 9
In catasto d’Aielli
16 T.[err]a alla Stanca conf.[in]o S.[an]ta Maria Corbarola, e Gios.[epp]e
Iacobacci, et Ercole Pantano C[oppe] 2- p[ugilli] 7 ½
f. 2v
13 T.[err]a in Campo Cavallo conf.[in]o Gios.[epp]e Fasciano Dom.[eni]co
Ciofano e la via C[oppe] 1- p[ugilli] 2
di tutti li sop.[r]a terreni descritti al presente ne ritrae la confraternita
Salme tre di grano sconcio anno p[er] anno
Casa di Membri tre in borgo conf.[in]o il Popolo, e Gio:[van]An.[ton]io Meogrosso
la sop.[r]a d.[ett]a Casa si tiene affittata da Luca An.[ton]io Accianelli e paga
al presente carlini venti
Casa Sop.[r]a pesale seù granaro ibidem conf.[in]o Fran.[ces]co Ramelli, e
Fran.[ces]co de Amore
Stalla in borgo conf.[in]o l’Ospedale, e la via al presente si tiene à Pigione
da Vingenzo Pietro Iusti e paga carlini quindeci l’anno si deve
raccomodare p[er] esser cadente
Locale Sotto Li Fossi conf.[in]o, la via, Gios.[epp]e Iacobacci
Per li oblighi di d.[ett]a confraternità p[er] li offity
Per l’unedì di Pasqua al Sig.[no]r Arciprete carlini tre D[ocati] 0-30
Per otto Sacerdoti à g.[ran]a quindeci p[er] ciascheduno carlini dodici D[ocati] 1-20
Per il P.[ad]re Predicatore carlini quattro p[er] il discorso che fa in d.[ett]a Chiesa D[ocati] 0-40
Per dui Chierici g.[ran]a Sette, e mezze D[ocati] 07 ½
Per il Sacristano g.[ran]a sette, e mezze D[ocati] 07 ½
Per la Festa della Assunta alli 15 di Agosto
Al Sig.[no]r Arciprete carlini tre D[ocati] 0-30
Per otto Sacerdoti carlini dodici D[ocati] 1-20
Per dui Chierici g.[ran]a sette, e mezze D[ocati] – 07 ½
Per il Sacristano g.[ran]a sette, e’ mezze D[ocati] – 07 ½
Paga d.[ett]a confraternita cop.[p]e otto di grano l’anno cioè quattro al Sacristano e
cop.[p]e quattrro à quello che serra la Chiesa e Seppellisce li Morti C[oppe] 8
f. 3r (al margine destro è scritto a matita da mano moderna il numero “3” n.d.r.)
Si dispende an[n]uo p[er]mezza decina (4) di cera carlini dice sette D [ocati] 1- 70
Si dispende p[er] raccommodatura de tetti delle case, e stalla carlini dodici D[ocati] 1- 20
Per revisione de conti carlini cinque D[ocati] 0- 50
Per sussidio caritativo al sig.[no]r Commissario carlini tre l’anno D[ocati] 0-30
Per la fune della campana g.[ran]a diecestte D[ocati] 0- 17
Io Gio:[van] Lucio d’Amicis Procuratore ò Scritto il Sud.[ett]o inventario m.[an]o prop.[ri]a
f. 3v
Inventario della confraternita della ( è stato cancellato n.d.r. ) Ven.[erabi]le Confratrnita della Madonna Misericordia di Cerchio, ut intus”.
Note
- Prima stava alla chiesa della Madonna delle Grazie e poi, dal secondo ventennio del secolo XVII fino agli anni ’50 del passato secolo,svolgeva la sua filantropica attività nella chiesa di San Bartolomeo .
- Chiesa ancora esistente ubicata a nord del paese.
- Notizia interessante attraverso la quale sappiamo il colore del saio del confratelli.
- Decina pari a 10 libre e pari a Kg. 3,20759. Amiconi F.:” i conti della “Fraterna di Santa Maria op.cit.”.
CAPITOLO QUINDICESIMO
ARCHIVIO DELLA DIOCESI DEI MARSI AVEZZANO
C 28/684
“ f. 1r ( al margine destro è scritto a matita da mano moderna il numero “1” n.d.r.)
Inventario, e descrittione di tutti Li Beni Stabili spettanti alla Venerabile Chiesa della Madonna S[antis]S[i]ma di Piede ponte(1) sita fuora La T[er]ra di Cerchio, e proprio Loco d.[ett]o Piede ponte con un solo Altare dove vi è dipinta l’Immagine della Beatiss.[i]ma Vergine in’ mez[z]o à man Sinistra L’Immagine di S. Antonio Abbate, e fuori del Altare à man destra La Statua di S. Pietro Apostolo e L’Immagine di S. Agostino, et à man Sinistra La Statua di S. Paolo Apostolo, e L’Immagine di S. Nicolò di Tollentino, e dietro d.[ett]o Altare vi è La Sagrestia, e da un Lato di d.[ett]a Sagrestia vi è una Casa di due Membri dove habita l’Eremita (2), e vi è anco la Campana di peso di lib.[re] tre mila, e tre cento in circa con piazza d’avanti (3), e da un Lato, e li beni Stabili Sono come siegue
40 Vigna in Colle di S:[an]to And:[re]a conf.[in]o Agostino Ciofano, e Luca
Pane casio C[oppe] 1- p.[ugilli]- 9 ½
17 T[er]ra in Macerine Conf.[in]o Dom.[eni]co Varranelli, L’her[ed]e
d’Ottavio Melchiorre di Piscina, la cap[el]la delli Ciofani, e Fran.[ces]co
di Dom.[eni]co Tuccieri C[oppe] 4- p.[ugilli] 0
19 T[er]ra con Pioppi, & olmi à S.[an]ta M.[ari]a di Piedi ponte conf.[in]o
La Chiesa Matrice Luca Tuccieri, e la Strada C[oppe] 2- p.[ugilli] 4 ½
19 Locale, sodo & Orto in essa, conf.[in]o Le Muraglie della Chiesa, e la
Via C[oppe] 2- p.[ugilli] 15
20 T[er]ra in campoli conf.[in]o Li Mattei, Fran.[ces]co d’Amore Gioseppe
Iacobacci, e Gioseppe del Pezzo C[oppe] 1- p.[ugilli] 15
f. 1v
18 T[er]a in Carmenando conf.[in]o Vincenzo Pietro giusto S. Fran.[ces]co
di Celano, e La Via C[oppe] 2- p.[ugilli] 15
18 T[er]ra ibide[m] conf.[in]o Fran.[ces]co di Dom.[eni]co Tuccieri à
2 lati S.[an]ta M.[ari]a Avenusce Angela Pietrogiusto, e La Via C[oppe] 6- p[ugillo] 0
18 T[er]ra in Avenusce p[er] ½ conf.[in]o Fran.[ces]co Antidormi, conf.[in]o
La Via C[oppe] 1- p.[ugilli] 20
14 T[er]ra con un piede di Noce à Carmenando conf.[in]o il Popolo à
2 lati, et Luca Pane, e casio C[oppe] 9-p.[uglli] 15
14 T[er]ra à Carmenando conf.[in]o D:[o]n’ Giacomo Iacobacci à 2
Lati Luca d.[ett]o & L’hospedale C[oppe] 4-p.[ugilli] 2
18 T[er]ra con Pioppi n.[umero] 13 in Ripoli, conf.[in]o il Popolo, e
li Tomassetti, e Dom.[eni]co Ciotta C[oppe] 2- p.[ugilli] 6
18 T[er]ra sotto limiti conf.[in]o Agostino Ciofano il S[antis]S[i]mo
Sac.[ramento] C[oppe] 1 –p.[ugilli] 9 ½
16 T[er]ra in fonte di Troppigliano conf.[in]o S. Silvestro il S[antis]S[i]mo
Sac[ramen]to, e La Via C[oppe] 1- p.[ugilli] 20
18 T[er]ra sotto limiti conf.[in]o S. Fran.[ces]co, il S[antis]S[i]mo
Sac.[ramen]to, e La Via vicinale C[oppe] 2- p.[ugilli] 11
Orto con stalla & ascio, in Puzzacchio, conf.[in]o D:[o]n Marc’ (al margine sinistro di legge: “ 1690 P’ à Gio:[van]Ant.[on]io d’Amore La Stalla, et ascio p[er] La Li[ce]nza di Monsignore…..d’Orto” n.d.r.)
An[ton]io Pantano, e La Strada C[oppe] 0-p.[ugilli 10
12 T[er]ra in S.[an]ta Marg.[ari]ta conf.[in]o Angelo Pietro giusto Fran.[ces]co
Antidormi Micchel’Angelo Iacobacci, e L’hospedale C[oppe] 4- p.[ugilli] 6
16 T[er]ra sopra S.[an]ta Marg.[ari]ta conf.[in]o Agostino Ciofano D.[on]
Theodosio, e La Via stava tutta al d.[ett]o Agostino C[oppe] 2- p.[ugilli] 22
18 T[er]ra in Ponte conf.[in]o Anna Palozzo della Villa (4), e L’her[ed]e
di Sim.[on]e cola S.[an]to C[oppe] 1- p.[ugilli] 17
18 T[er]ra in Ponte conf.[in]o il Convento S. Lorenzo, & il fosso C[oppe] 4-p.[ugilli] 14
18 T[er]ra ibid[em] conf.[in]o Fran.[ces]co Angelone Loreto
Mione il fosso, & il Tratturo C[oppe] 1- p.[ugilli] 12 ½
15 T[er]ra in Trovano conf.[in]o D.[on] Giacomo Iacobacci, e Colascia d’Amore C[oppe] 2-p.[ugilli] 8
14 T[er]ra ibide[m] conf.[in]o Gio:[vanni] Cappelli e L’hospedale C[oppe] 1- p.[ugilli] 20
16 T[er]ra in fonte di caruso, conf.[in]o il convento Marco Iacobacci
L’her[ed]e di Marino Tomassetti C[oppe] 1- p.[ugilli] 20
f. 2r (al margine destro è scritto a matita da mano moderna il numero “2” n.d.r.)
20 T[er]ra soda con olmi alla Mad.[onn]a di Ponte, conf.[in]o Stefano
d’Amore mediante L’acquaro, e La Via a 2 Lati C[oppe] 2- p.[ugilli] 15 4/2
18 T[er]ra in Castigliano conf.[in]o Fran.[ces]co Antidormi il Popolo,
La cap[pel]la delli Ciofani, e La Via C[oppe] 3- p.[ugilli] 5
16 T[er]ra ibide[m] conf.[in]o L’hospedale Stefano d’Amore
il fosso, e La Via C[oppe] 5- p.[ugilli] 13
Casa Sopra pesale in Borgo conf.[in]o La Via a 2 Lati, e Li Maceroni
17 T[er]ra in S.[an]to Stefano conf.[in]o il Preposto del Colle
L’Hospedale Berard.[in]o Cipriano, e il convento C[oppe] 8- p.[ugilli] 0
14 T[er]ra in Prati conf.[in]o Gioseppe del Pezzo Pietr’Ant.[oni]o
Colantonio Fran.[ces]co Tuccieri & il Popolo C[oppe] 2- p.[ugilli] 0
10 T[er]ra soda con un Piede di Pioppo à Polignano seù Ponte
conf.[in]o L’Her[ed]e di Gio:[vanni] Thomassetti il Popolo,
Carlo Giannini D.[o]n Theodosio Petracca & il fosso C[oppe] 3- p.[ugilli] 0
10 T[er]ra in Rovella conf.[in]o Fran.[ces]co Antidormi C[oppe] 0- p.[ugilli] 18 ½
T[er]ra à S.[an]ta Margarita conf.[in]o Luca Pane cascio,
La cap[el]la delli Maceroni, e La Strada C[oppe] 3- p.[ugilli] 2
Se li pone T[er]ra in Avenuscie seù carmenando conf.[in]o
Fran.[ces]co Angelone à 2 Lati, S.[an]ta M:[ari]a d’Avanuscie
e Felice Mostacci, Viene dalla Tavola di Fran.[ces]co
Ramelli p[er] Lassito di cintia in c.[atast]o fol.[io] 30 C[oppe] 2- p.[ugilli] 19 ½
Sieguono Li Beni Mobili
In primis Un Calice con coppa d’Argento con sotto scoppa, Piede, e Patena
di Rame Indorato
Una Pianeta di raso di tutti Colori, con Borsa p[er] il Corporale dell’istessa robba
Due Corporali, seu Veli, uno bianco, e Rosso, e l’altro Pagonazzo p[er] il Calice
Due Messali, uno Antichis.[si]mo, e l’altro Moderno usati
f. 2v
Un’altra Pianeta Verde, e bianca di Mezza seta
Due Camisci usati
Sette Tovaglie con diversi Merletti, e Lavori p[er] l’Altare
Un Paliotto di diversi Colori
Un Crocifisso, e due Candelieri tutto d’ottone
Due Candelieri di Stagno usati
Due Coscini usati di tela bianca
Due Angeletti
Una Lambada d’ottone
Un Candarano da conservare li Soppellettoli sud.[ett]i
Due Inginocchiatori p[er] la Preparatione
Un Campanello p[er] L’elevatione della Messa
Una Campana alta due palmi (5), e due larghi di peso di X.[decin]e (6) trenta cinq[u]i in circa “.
Note
- Chiesa di S. Maria di Piedeponte attuale chiesa cimiteriale. Amiconi F.:” Storia della Confraternita di S. Maria di Piediponte in Cerchio (AQ)”, Deputazione Abruzzese di Storia Patria, Annata LXXXIII (1993) [CV dell’intera collezione], Tipografia “LAbor2, Sulmona, 1995. Amiconi F.:” I conti della Fraterna di Santa Maira op.cit.”.
- Eremita
- Sicuramente qui si svolgeva la fiera di Cerchio demominata “ In nome di Maria” istituita con “Real Rescritto”, del 19 maggio 1633, dal re Filippo d’Aragona. A causa dei numerosi tafferugli che quasi ogni anno accadevano in questa giornata di cui, purtroppo, anche cruenti, costrinsero il sindaco Venanzio d’Amore Fracassi il Giovane ( 1856-1940) a spostarla nel centro del paese dove ancora oggi attualmente si svolge: “[…]Seduta del dì 14 Aprile 1882[…]Il Presidente ( è il sindaco Venanzio d’Amore Fracassi n.d.a.), visto il numero legale ha dichiarato aperta la seduta ed ha proposto di deliberare sul trasporto della fiera detta della Madonna di Cerchio, che suole farsi nella seconda Domenica di Settembre, dalla località presso la chiesa di Santa Maria Piediponte trasportandola nell’interno e nelle adiacenze dell’abitato. Il Consiglio ( composto da Gaetano Continenza, Alfonso Continenza, Angelo Cimini, Pasquale Continenza, Francescantonio Continenza, Pietro Iacobacci e Giovanni Fosca con l’ìassistenza del segretario comunale Marcellino Pietroiusti ): Ritenuto che il luogo ove vuole, farsi la fiera suddetta è a circa due chilometri di distanza dal paese, e difetta di acqua totalmente, onde di sommo incomodo è tanto per le persone, che per gli animali, sì del paese che forestiere; Ritenuto che in quella località l’ordine e la sicurezza pubblica sono sempre rimaste turbati con reati quando più, e quando meno gravi; Ritenuto che il paese sia nell’interno che nelle adiacenze offre moltisimo sito ove detta fiera collocare; onde i paesani non patirebbero il disagio dell’andata e del ritorno, ed i Forestieri troverebbero tutti i comodi necessari alla vita. Per appello nominale ad unanimità Delibera: 1° Per l’avvenire la fiera detta della Madonna di Cerchio, solita a farsi in questo Comune nella seconda Domenica di Settembre presso la Chiesa di S. Maria Piediponte, per l’avvenire sarà tenuta nell’interno e nelle adiacenze del paese[…]”. Archivio Comunale di Cerchio. Amiconi F.:” Ha tre secoli e mezzo la <<Fiera>> di Cerchio”, Il Tempo, 11.9.1986. Amiconi F.:” La fiera di Cerchio”, Marsica Domani, 30.9.1988.
- E’ l’odierno paese di Villavallelonga in provincia dell’Aquila.
- Nel 1841 tale misura di lunghezza era pari a cm. 26.4. Amiconi F..” I conti della “Fraterna di santa Maria op.cit.”
- Misura di peso pari a 10 Libre, una Libra è pari a Kg. 0,320759. Amiconi F.:” I conti della “ Fraterna di Santa Maria op,cit.”.
APPENDICE
ARCHIVIO PARROCCHIALE DI CERCHIO
MUSEO CIVICO DI CERCHIO
Inventario della chiesa Santa Maria daventro
“ f.1
Adì 21 de febrare 1577
Inventario che si fa delle robbe quale se ritrovano della ecc[lesi]a de S[an]ta Maria daventro, le qual robe se reconsionaro dal ven[erabi]le Don Cola de Ciofano priore vechio in mano delli pr[io]ri novi Antonio de Cola s[an]to et Marino de Paulino et del ven[erabi]le Don Salvatore de Berardocco de detta t[er]ra de Circhio in p[rese]ntia delle ven[erabi]li preti Don Nanni Ciantelino don Berardino Campomizzo et Don Andrea Pane casio rettori de detta ecc[lesi]a et di me Don Terentio Marchitto scrittore della p[rese]nte
In primis in mano d’Anto[ni]o et Marino sop[rade]tti duicento trenta quattro pezzi ( al margine sinistro si legge: “ n[on] han[no] dato vito[?] Ant[oni]o et marino” n.d.r. ) de tovaglie tra piccole et grandi lavorate; qual a seta qual a filo et qual a bambaie, quale fatto ad aco et qual à tolaro
It[em] reconugnato per deto don Nicola dieci altari feniti di tovaglie et parati denanzi alli preditti
It[em] in mano del detto don Salvatore la croce d’argento (1) con lo confalone de taffeta roscia
Item quatro calici in mano de detto Salvatore et uno p[er] uso suo e quinque altri dui calici in mano ( […]li calici pietro di Salvatore alli pro[curato]ri di S.[ant]a m.[ari]a de crovarola” n.d.r.) delli infrascritti preti V[enerabi]li Don Nanni don Berardino don Andrea Terentio sop.[rade]tti et uno in mano de don Alfonzo de mione ad ciascheduno di essi calici la sua patena
It[em] doi antifonari(2), doi messali vechi in mano del detto Salvatore
It[em] doi cotte usate, quatordeci oruglieri et trenta sette tovaglie p[er] uso de comunicare al detto Salvatore
It[em] cottorella da lavare le mani
It[em] una paca de oglio
It[em] un incenzero d’argento ed una navicella de stagno
It[em] un tabernacolo d’argento
It[em] un ficuile de raso turchino
It[em] una pianeta de velluto negro con doi tonicelle
It[em] doi pianete con doi tonicelle de ciambellotto biancho
It[em] una pianeta de velluto roscio con le tonicelle
f. 1v
It[em] doi libri da scrivere li battesimi et nozze (3)
It[em] sei pianete di seta di varij colori
It[em] una fune tutto in mano del detto Salvatore
It[em] doi campanelli
It[em] tre para de ferri delle hostie
It[em] una pianeta de seta usata in mano de Salvatore
It[em] un’altra pianeta gialla di seta
It[em] uno crucifissetto de argento indorato che dicono stava sopra della coppetella dove si reserba il Santi.[ssi]mo Sacramento
f. 2r
Inventarium V.[enerabi]lis ecc.[lesi]a S.[anc]te Marie “(4)
Note
- E’ sicuramente la citata croce astile in argento sbalzato di scuola sulmontina recante la data del 1484.
- Sicuramente sono i codici miniati noti come “il messale de Licharane” e quello datato “ante 1457” conservati nel Museo Civico di Cerchio. Vedi Amiconi F. :”I codici musicali di Cerchio op.cit.
- E’ il “Liber Matrimoniorum” impiantato il 23 marzo 1567 (ora collocato nell’Archivio della Docesi dei Marsi i Avezzano), appena quattro anni dopo la fine del Concilio di Trento (1545-1563): in quel giorno vengono celebrati due matrimoni. Vedi Amiconi F.:” Gli atti di matrimonio all’indomani del Concilio di Trento in un paese dell’entroterra abruzzese: Cerchio (AQ) 1567- 1705”, Museo Civico di Cerchio, Quaderno n. 50, Anno III, 2000.
- Seguono poi vari numeri allineati verticalmente per eseguire l’operazione dell’addizione. La somma risultante è di 159. Rigirando il foglio compare prima una parola di difficile lettura e poi compaiono altri numeri allineati sempre verticalmente di difficile interpretazione.
ELENCO DEI PROCURATORI DELLA VENERABILE COMPAGNIA DELLA FRATERNA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE DI CORVAROLA
( 1588 – 1661 ) (1)
1588 – 1589: Pietro di Marchitto e Liberato di andrea
1589 – 1590: Renzo di fosco e Marco di pane cascio
1590 – 1591: Matteo di amore e piero di berardocco
1591 – 1592: Pietro de berardocco e Amore [de] amore
1592 – 1593: Cola de Fosco e Ambrosio Paneccasio
1593 – 1594: Pietro di Marchitto e Luca della Zanna
1594 – 1595: Sabbatino di petro Cicco
1595 – 1596: Cola di Fosco e Pietro di berardocco
1596 – 1597: Jovannangelo de Cariano e Pompilio de Carosone
1597 – 1598: Dionisio di berardocco e Salvatore di Amore
1598 – 1599: Alexandro presuto e Giovan Paulo Cipriano
1599 – 1600: giovanni di messere e sabatino di pietro cicco
1600 – 1601: Ovidio di amore e Lorito panecasio
1601 – 1602: Mastro petro di berardocco e attilio di fosche
1602 -1603: Luca della Zanna e marino di amore (morirà durante il suo mandato)
1603 – 1604: Marcho petrocicco e Cresedio di calvacchio
1604 – 1605: Francesco petroni e Benedetto jacobaccio
1605 – 1606: Francesco petrone e Benedetto jacobaccio
1606 – 1607: Cola foscho e lorito de panecasio
1607 – 1608: Alixandro di mattheo e Scipione Ciaglia
1608 – 1609: Giovanni di missere e Giovan Battista di tucciero
1609 – 1610: Pompilio de Carusone e Pietro Pomponio de missere
1610 – 1611: gregorio di Amore e Bartolomeo di pietrocicco
1611 – 1612: Gregorio d’Amore e Silvio Panecasio
1612 – 1613: Lorito panecasio e Benedetto iacobaccio
1613 – 1614: Giovan battista Tuccero e Pasquale di martellozzo
1614 – 1615: Rante di foscho e Alisandro di Matteo
1615 – 1616: Pompilio carusoni e Benedetto di Fosco
1616 – 1617: Benedetto di Iacobaccio e Pietro di Missere
1617 – 1618: Attilio di fosco e Loreto pane casio
1618 – 1619: Giovanbattista Tucciero e Bartolomeo Pietro Cicco
1619 – 1620: francesco roscio e Pasquale Martellozzo
1620 – 1621: Gregorio di Michele e Pietro di Missere
1621 – 1622: Nardo de Ciofano e lorito panecasio
1622 – 1623: fabio di Amore e Benedetto Iacobaccio
1623 – 1624: Pasquale Martellozzo e Appio della Ciotta
1624 – 1625: Pasquale Martellozzo e Appio della Ciotta
1625 – 1626: Francesco Roscio e Pompilio Carosone
1626 – 1628: Francesco Roscio e Pasquale Martellozzo
1628 – 1629: Vittorio Polonio e Giovanni panecascio
1629 – 1630: Fabio d’Amore e Giovanni panecascio
1630 – 1632: Fabio d’Amore e Giovanni panecascio
1633 – 1636: Pietro Pietrocicco e Bartolomeo Ciofane
1637 – 1639: Pietro di Pietro cicco e Pietro di Marchitto
1639 – 1640: Giovanni Panecascio, Giovan Maria Colantonio e Pietro Cicco
1641 – 1642- flaminio Cappello e Pietro Pierocicco
1642 – 1646: flaminio Cappelo e pietro Pietrocicco
1647: ?
1648: ?
1649 (15 Agosto ): Loreto Calvacchio e Giovanni panecasio
Foglietto staccato relativo al 1653 al 1654 : Giovan Marino Colantonio e Pietro Marchitto
Note
- Tale elenco è stato compilato dallo scrivente traendo i vari nominativi dal “Liber” dei conti della VENERABILE COMPAGNA DELLA FRATERNA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE DI CORVAROLA collocato nell’Archivio Parrocchiale di Cerchio ora conservato nell’Archivio della diocesi dei Marsi in Avezzano. Vedi Amiconi F.:” I conti della fraterna di Santa Maria op.cit”.
ELENCO DEI PROCURATORI DELLA CHIESA DELLA SANTISSIMA MADONNA DI PIEDI PONTE
( 1607 – 1746 ) (1)
1607 – 1608: Pontio Colantonio e Brardino ( o Berardino ) Cipriano
1608 – 1609: Cesare di Paneccasio e Simone Colasanto
1609 – 1610: Cenzo di Ottaviano e Silvio di paneccasio
1610 – 1611: Notar Giovanni Cappello e Missere Domenico Varanello
1611 – 1612: Magnifico marino d’Amore, Dottor Giovan Maria d’Amore e Missere Marcantonio Angelone
1612 – 1613: Dottor Bartolomeo petrocco e Micuccio d’amore
1614 – 1615: Simone de Cipriano e Antonio d’Andrea
1615 – 1616: Pontio di Colantonio e Appio della Ciotta
1616 – 1617: Cesare di Pane Casio e Giovan Antonio di Carosone
1617 – 1618: Pontio d’Amore e Giovandomenico de Jacbaccio
1618 – 1619: Pontio d’Amore e Giovandomenico Jacobaccio
1619 – 1620: Francesco di Colasanto e Giovanrosato di colasanto
1620 – 1621: Alfonso Cameritto e Giuseppe Colantonio
1621 – 1622: Cenzo di Giovan Antonio Ciofano e Pompilio Carusone
1622 – 1623: Michele Pantano e Virgilio Petraccho
1623 – 1624: Loreto Paneccasio e Sante Colasante
1624 – 1625: Magnifico Dottore Alfonzo Cappello e francesco Paneccasio
1625 – 1626: magnifico Dottore Alfonzo Cappello e Francesco Paneccasio
1616 – 1628: Notar Sante Pantano e Domenico Antonio Ciofano
1628 – 1629: Giovabatista d’Amore e Giovan dominico Iacobaccio
1629 – 1630: Flamminio Cappello e Lorenzo Colantonio
1630 – 1631: Flamminio Cappello e Lorenzo Colantonio
1631 – 1632: Alfonzo Cameritto e francesco martellozzo
1632 – 1633: Giovanbattista d’Amore e Giaco (o Jacomo) Ciofani
1633 – 1634: Dottor Alfonzo Cappello e Silvio Panecasio
1634 – 1635: Dottor Alfonzo Cappello e Silvio Panecasio
1635 – 1636: Giovan Rosato Colantonio e Lorenzo Pietro Giusto
1636 – 1637: Giulio d’Amore e Francesco Colantonio
1637 – 1638: Giulio d’Amore e Francesco Colantonio
1638 – 1639: Tomeo d’Amore e Domenico Tucciero
1639 – 1640: Tomeo d’Amore e Domenico Tucciero
1640 – 1641: Giovanantonio Panecasio e Francesco Martellozzo
1641 – 1642: Michel Pantano e Domenico d’Andrea
1642 – 1643: Michele Pantano e Domenico d’Andrea
1643 – 1644: Michele Pantano e Domenico d’Andrea
1644 – 1645: Don Iacovo Iaocovaccio e Iacomo (o Iacovo) di Ciofano
1645 – 1646: Don Iacovo Iacovaccio e Iacomo (o Iaocovo) di Ciofano
1646 – 1647: Don Iacovo Iacovaccio e Iacomo ( o Iacovo) di Ciofano
1647 – 1648: Don lutio Colantonio e Biascio di Cipriano
1648–1649:Berardino ( o Bilardino) di Giovanfilippo di Ciofano e Berardino (o Biliardino) d’Ercole pane casio
1649 – 1650: Gioseppe Cameritto e Marco Antonio Ciofano
1650 – 1651: Gioseppe Cameritto e Marco Antonio Ciofano
1651 – 1652: Gioseppe Cameritto e Marco Antonio Ciofano
1652 – 1653: Don Iacovo Iacobacci e pietr’Antonio carusone
Non sono annotati i conti che vanno dal 1653 al 1661 e di conseguenza non sono annotati neanche i relativi procuratori di quegli anni.
1661 – 1662: pitro ( o Pietro) cipriano e Don Teodosio pitraca ( o petrarca)
1663: Luca d’Amore e Giuseppe di iacobaccio
1664: Luca d’Amore e Gioseppe di Iacobaccio
1665: Luca d’Amore e Gioseppe di Iacobaccio
1666 – 1667: Luca d’Amore e Gioseppe Iacobaccio “[…] Seguita l’introito delle re[troscri]tti Gioseppe
Iacobaccio et Luca di amore pro[curato]ri per non esservi stato chi habbia voluto accettare
detta Procura, et sono p[er] l’anno 1666 et 1667[…]”
1667 – 1668: Agostino Cipriano e Gentile Martellozzo
1669 – 1670: Don Giovanni Zanna e Berardino di Pietro Massari
1670 – 1671: Reverendo Don Giovanni Zanna
1671 – 1676: Don Fabritio d’Amore e Giovan Battista Meo grossi
1676 – 1678: Don Giovan Pietro Cicco
1678 – 1680: Don Iacomo Iacobaccio e Stefano d’Amore
1681 – 1682: Reverendo Don Sino (Simone) Antonio d’Amicis e Giovan Paolo d’Amore
1682 – 1685: Stefano Cipriano
1685 – 1688: Francesco Giannino e Pietr Antonio di Colantonio
1689 – 1690: GiovannAntonio Ciaglia e GiovanAntonio Tuccieri
1690 – 1693: Giovan Battista d’Amore e Giuseppe meo Grossi
1693 – 1698: Chierico Nicola d’Amore e Marco Antonio d’amore
1698 – 1699: Chierico Nicola d’Amore e Marco Antonio d’Amore
1699 – 1700: Pietrantonio Colantonio e Venanzio Ciofano
1700 – 1703: Luca d’Amore e Marco Ciofano
1703 – 1710: Tomasso Tuccieri
1710 – 1715: Tomasso Tuccieri
1715 – 1717: Tomasso Tuccieri
1717 – 1722: Felice Cipriani
1722 – 1725: Felice Cipriano
1726 -1729: Leopoldo Pietrogiusti
1730 – 1737: Brunone d’Amore
1737 – 1776: Brunone d’Amore
1746 (10 ottobre): Don Giusepe Ciotti e Don Pontio d’Amore
Note
- Tale elenco è stato compilato dallo scrivente traendo i vari nominativi dal “Liber” dei conti della chiesa della Santissima Madonna di Piede Ponte collocato nell’Archivio Parrocchiale di Cerchio ora conservato nell’Archivio della Diocesi dei Marsi in Avezzano. Amiconi F.:” Storia della Confratenita di S. Maria op.cit.”. Amiconi F.:” I conti della fraterna op.cit.
ARCHIVIO DELLA DIOCESI DEI MARSI AVEZZANO
Relazione dell’Arciprete don Alfonso De Rubeis inviata al vescovo dei Marsi Monsignor Mutio Colonna nel 1630:
f. 12r ( al margine destro è scritto a matita da mano moderna il numero “12” n.d.r.)
All’Ill.[ustrissi]mo e R.[everendissi]mo Mutio Colonna (1) Vesc[ov]o de i Marsi n.[ost]ro P.[ad]rone Oss.[ervantissi]mo Nota destinta data da Don Alfonso de Rubeis Arciprete di Circhio nella Parrocchiale Ecclesia di Santa Maria dentro di essa Terra, per l’ordine inviatoci da SS.[ignoria] V.[ostra] Ill.[ustrissi]ma dell’infrascritte cose:
In primis: Il numero dell’anime che si ritrovano sotto la mia Cura conforme la diligenza e nota fatta nella Pascha dell’anno caduto 1629. Ritroviamo che vi sono da communione anime num.[er]o 520, e quelli che non sono di comm[union]e so[n]no di n.[umer]o 200.
In quanto alle Chiese p[ri]n[ci]palmente qua in Cerchio dove concorre il Popolo ad divina, ci è la Chiesa parrocchiale no[tor]ie Santa Maria dentro la Terra dove si ritrovano D.[on] Alfonso de Rubeis sudetto Arciprete con doi Canonici V.[enerabil]i Don Fabio mutij e Don Scipione Antonozzi Economo del benefitio vacato per la morte della bon.[a] Mem.[oria] Don Andrea panecascio p[rese]ntato dall’Ill.[ustrissi]mo et Ecc.[ellentissi]mo sig.[no]r P[ri]n[ci]pe Peretti,et essa parrocchiale Ecchlesia è officiata p[ri]n[cip]almente da essi tre preno[m]i[n]ati et oltre questi dal Rev:[everendo] Dottor Theologo Don Cesare Colantonij, Don Jacomo Jacobaccio Diacono, da don Felippo Ottaviano, da Don Berardo Jacobaccio, da Don Francesco Rosa, et da Don Rosato Campomizzo Sacerdoti; da Don Jacomo Polonio, et Don Gio.[van]Andrea d’Amore diaconi; da Don Francescant[oni]o Varanelli Subdiacono: da Stefano Colant[oni]o, Giovanpietro Salvatore, Lutio Colantonio e Giovan Maria d’Amore Clerici.
Nella qual Chiesa vi è la compagnia del S[antis]S[i]mo Sacramento (2) qual è confraternità con vesti con privilegio d’Indulgenza de Sommi Pontefici (3), aggregata alla Minerva di Roma, quale s’amministra da pro[curato]ri Anselmo d’Amore, e Micantonio di Ciofano.
La Cappella del S[antis]S[i]mo Rosario confraternita con vesti con privilegio d’Indulgenze aggregata alla Minerva amministrata da p[rocura]ori N.[otar] Santo Pantano e Paolo Iaocobaccio.
La Cappella del Giesù senza vesti con Indulgenze (4) aggregata alla Minerva di Roma amministrata da pro[curato]ri Gioseppe Cameritto, e Francesco Colantonio.
Nell’incasato di detta Terra vi è la chiesa di S. Bartolomeo eretta con benef[iti]o; possede al p[rese]nte il suddetto Rev.[verendo] Don Cesare Colantonio Canonicato aggregato nella sudetta Chiesa Parrocchiale, nella qual Chiesa vi è la compa[gni]a della Misericordia con vesti.
f. 12v
L’Ecclesia di S. Lucia ( 5) con benefitio, si possiede dal Sig:[nor] Dottor Fulgentio Thomassetti della Città di Piscina.
L’Ecclesia di S. Maria Corbarola eretta, dove al presente si ritrovano li padri scalzi Agostiniani, dove anco si ritrova la cappella di San Rocco confraternità con vesti aggregata a San Giovanni Laterano amministrata da pro[curato]ri Vergilio Petrocco e Flaminio Cappelli.
L’Hospedale eretto dall’Università di [Cerc]hio dotato da essa, amministrato da Pr[ocurat]ori Sabatino Sperandio et Agostino d’Amore; et quello puoche d’intrate che have d[ett]o Hospedale sono aggregate alla Fabrica del sud[ett]o Convento dei Padri Agostiniani Scalzi.
Nel distretto e terr[itori]o di essa Terra vi è la Chiesa diruta di S. Silvestro con Benefitio qual si possiede dal sud[ett]o Don Jacomo Jacobaccio Diacono canonicato aggregato alla detta Parrocchiale.
La Chiesa diruta di Santo Vito con benefitio di possiede dal sud[ett]o D[on] Felippo Ottav[ian]o serviente aggregato nella predetta Chiesa Parrocchiale.
La Chiesa eretta di Santa Maria piede ponte eremiticha dove risiede Nicola Amicone eremita, et vi è cappellano D[on] Rosato campomizzo amministrata da pro[curato]ri Flaminio Cappelli e Lorenzo Colantonio.
La Chiesa diruta di San Stefano patiano con benef[iti]o si possiede dal Theologo di V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma.
La Chiesa di San Giovanni
la Chiesa di S. Maria Avanusce
la Chiesa di S. Maria di Ceturo, Dirute con benefitij si possedono dal Seminario della Citta di Piscina
Sant’Andrea e
San Stefano Ozzanelli chiese dirute con benefity si possedono da D.[on] Mattheo Falcone di Piscina
Santa Margherita e
San Pavolo, Chiese dirute con benefitjj si possedono da Don Giovanni del cerruto della Città di Piscina
San Lorenzo Chiesa diruta con benef.[iti]o di possiede dla Clerico D.[on] Angelo Pucci
f. 13v (al margine destro è scritto a matita da mano moderna il numero “13” n.d.r.)
S. Pietro di Flimini Chiesa eretta nel detto Territorio con benefitio quale al p[rese]nte vaca per la morte del q[uonda]m Dottor Valerio Andrei del Colle, se bene di esso benef[iti]o se ben ne prese possesso il Clero di detta mia Parrocchiale di Cerchio vigore Bulle unionis bon.[a] mem.[oria] Matthei Collis, si come in essa appare, come ottimam[en]te V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma ne fu informato dal Dottor Gio[van]Battista Ciofano in Roma (6).
In detta Chiesa Parrocchiale vi sono li infrascritti paramenti:
Doi pluviali, uno bianco et uno Violaceo.
Tre pianete usate con tonicelle: bianca, roscia e negra.
Quattro pianete di mocchiale usate, bianca roscia, verde e violacea.
Calici numero nove.
Una sfera per il S[antis]S.[i]mo Sacramento di ottone indorato.
Doi coppe d’argento, una grande et una piccola.
Una croce grande d’argento ( 7 ).
Un incensero d’argento con navicella di stagno.
Tre crocifissi d’ottone.
Il M[aest]ro di Schola è stipendiato dalla Communità. Si ritrovano in essa Terra il Dottor Fisico Giovan Maria d’amore; et il dottor Alfonso Cappelli Legista. N[otar] Giovanni Cappelli et N[otar] Santo Pantano, Secolari.
Si riduce a memoria a V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma come dal numero e quantità delli suddetti benefitij, quasi tutti si possedono da Forastieri, eccettuatone il benef[iti]o di S.[an]ta Maria parrocchiale; S. Bartolomeo, S. Vito, e S. Silvestro; et hormai da mano in mano sarra[n]no dodeci Sacerdoti, la mag[gio]r parte de quali non possed[on]o benefitij; si che tutti giontam[en]te supplicano V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma si degni haverli p[er] raccomandati, et signanter del benef[iti]o di S. Pietro ad esso vacante, che di sua natura è Curato.
D[i] V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma e Rev.[everendissi]ma Humil.[issi]mo s.[ervito]re L’Arciprete di Circhio. “
Note
1) Vescovo dei Marsi dal 1630 al 1632.
2) La bolla di erezione è conservata nel Museo Civico di Cerchio.
3) Tale privilegio si conserva nel Museo Civico di Cerchio.
4) La bolla di erezione si conserva nel Museo Civico di Cerchio.
5) Tale chiesa è citata la prima volta il 18 Marzo 818. Vedi prima.
6) “[…]GIOVAM-BATTISTA CIOFANI della Terra di Cerchio fu Dottor delle Leggi assai celebre in Roma, ed Avvocato. Fiorì Egli nell’A.[nno] 1663 e fu Auditore de’ Duchi di Carpineto, e Principi Panfili, e Borghese, da’ quali si ebbe in singolar stima. Istituì nella Chiesa di S. Girolamo della Carità una perpetua Cappellania con buone rendite del suo Peculio, e volle che il Gius di nominare il Cappellano spettasse perpetuamente alle Eccellentis.[sime] Case Panfili, e Borghese coll’alternativa, e con altre condizioni nel suo Testamento dicharate. Suo Rede dichiarò la detta chiesa di S. Girolamo, dove fu seppellito[…]”. Corsignani P.A.: “ Reggia Marsicana ecc.”, In Napoli M. DCC. XXXVIII, Parte II, p.532
7) Sicuramente è la più volte citata croce processionale astile in argento sbalzato di Scuola sulmontina datata 1484 e conservata tutt’ora a Cerchio.
JACOMO POLONIO
( 15…- 1582 )
Di questo personaggio, come del resto di tutti i personaggi cerchiesi purtroppo, abbiamo al momento, qualche sparuta citazione compare, infatti, come testimone in vari atti di matrimonio. Altre informazioni utili al nostro discorso le ricaviamo dall’unico documento in nostro possesso: la copia seicentesca del suo testamento, conservato nel Museo Civico di Cerchio, rogato nel mese di novembre del 1578 dal Notaio cerchiese Giovanni Cappelli ed aperto dopo la sua morte il 14 settembre 1582:
“[…] presenti bus/suprascripttis Judice et testi bus Alfonzo di cameritto Judice Regio il magnifico Argutio di ciofano, Don Andrea di pane et cascio (1), Don Berardino de campomizzo(2), don luca di amore, mastro francesco di amore, luca di marchitto, et Antonio di colasanto, civibus de circulo rogatis, qui con propria manibus se sub/scripserunt Intus vero in dei nomine amen anno domini 1578 die (3) mensis novembris septime Indictione in terra circuli ed in domo magnifici Domini Jacobi polonij eiusdem terre in burgi ipsius iuxta suos fines e Regnante Philippo (4) Considerando io Jacomo soprascritto essere per grazia de Idio sano di mente et intelletto/ma infermo al pressente di corpo, et in questa fragile e caduca vita non essere più certa della morte, et cosa più incerta dell’hora della morte, et ricordandomi di quel detto della scrittura memento homo a cinis es et cines reverteris, e di quel altro si dice vi/gilate et orate qua nescitis dies neque horam per questo ho fatto lo presente testamento inscriptis clauso et sigillato, il quale non voglio si debbia aprire et publicare se non di poi la morte mia, lo quale voglio che vaglia in tutto i modi et vie che di ragione si deve iuxta la/forma et pertinentia di esso et non se ne defalchi cosa alcuna, lo quale testamento inscriptis ho fatto scrivere a Notar Gio:[vanni] Cappelli di circhio subscritto di mia propria mano. In primis perché l’anima è più degna del corpo per questo la mia mando all’Onnipotente Iddio et/ad tutta la corte del cielo, li quali pregho vogliano per loro bontà e misericordia collocarla all’altri biasi quando passano da questa fragile vita, Item lasso che lo corpo mio sia purtato nudo solo con un linzolo avolto alla venerabile ecclesia di Santa Maria dentro la terra et fa[…]/sia seppellito dentro una cascia, et l’offitio funerale se facci ad arbitrio di Lucretia mia moglie, et delli infrascritti exequtori, et in detto giorno si distribuisca una soma (5) di grano in tanto pano ai poveri, item che ogni anno al giorno della morte si facci un offitio/de morti con li preti di circhio, con la distribuzione di coppe sei di grano in tanto pano a poveri in perpetuo; Item lasso alla soprascritta Ecclesia di Santa maria dentro la terra li frutti di ducati sette e mezzo che tiene a cenzo di Sebastiano a reparatio di essa Ecclesia et non ad altro uso/et si gli consegni poi la morte mia con la caut[el]a et rescodendosi detto censo se ne compri da poveri una intrata viva di cose stabili et li frutti vadino per lo medesimo uso, et lo presente non si minuisca mai, Item lasso alla compagnia del Santissimo Sacramento (6) dentro li frutti di ducati/trenta et mezzo cio e ducati quindici e mesi tiene pacifico di pacifico di gagliano, et ducati quindici che tiene cola di talone et neputi per uso delli lumi di esso Santissimo Sacramento dentro la terra non per alio uso et rescodendosi se ne compri per li procuratori una 2 e […]/traianina in cose stabile al medesimo uso, quali[…]pro tempore per carità ogni mese facciano dire una messa de morti all’altare della Natività (7) fatto per esso testatore Item lasso all’hospedale di detta terra li frutti di ducati sette che tiene a cenzo ferrante pincarello e neputi per reparatione di detto hospitale, et rescondendosi item lasso alla compagnia di Santa Maria della grazia (8) pro la terra uno pezzo di terra a Santa Anestasia (9) confino Santo Pietro del monte, et/la via et li frutti si distribuiscano quiolib anno alla ricolta per li poveri (10) pro tempore subito a beneficitio et aug.[umen]to di dicta Ecclesia Item lasso a Santo Bartolomeo uno ducato quale subito si metta a reparatione di dicta Ecclesia Item lasso alla opra pia di circhio li frutti di ducati vintisette che tengono Lo/dovico de brardoccho con li figli di marsilio suo fratello, et rescodendoseli si fa[…] di sopra quali frutti vadano sempre a benefitio publico li quali frutti men[tre] lucretia mia moglie serra viva et manuterra l’habito viduale siano soi, e se gli piglia […]uto della vita sua, et che li massari (11) pro tempore per carita[…]/dita abbiano a cantare una messa de morti a detto altare et cappella della natività fatta per esso testatore. Item che la detta compagnia della fraternità ut supra medesimamente per carita al tempo che piglia li frutti dicta terra facciano celebrare uno offitio di preti et sacerdoti di circhio dicta cappella cantare la messa de morti Item/che la dicta cappella della natività si finisca di quanto serra necessa[rio] ecceto che il calice, quale si trova in potere delli sacerdoti di dicta ecclesia Item lasso alla detta cappella li frutti di docati centocinquanta quale stando a censo in potere di Don Berardino e suo fratello di campomizzo, et ducati cinquan/ta in potere del’heredi di Cristofano d’andrea, et ducati cinquante in potere dell’heredi di Mario di messere et Agostina sua madre, li quali si distribuiscano a li tre sacerdoti benefitiati in detta ecclesia di Santa maria dentro di circhio la terza parte per ciascaduno, et così succedendo in perpetuo, et rescodendosi et/in tutto o in parte si mettano in tanti stabili como di sopra e li frutti predetti vadano a loro benefitio per terza parte como di sopra secondo che dalle pre[…] cessando rescossi,et che li detti sacerdoti per carita debiano ogni settimana dire per ciascaduno di loro una messa di Venardi della quale messe ne sia una cantata ogni mese, li quali frutti se gli consegnino subito […] la morte mia, et mancando alcuno di essi sacerdoti li frutti tornino all’infrascritti eredi, quali in detto loco possino esigere uno altro a loro volonta Item lasso li frutti et censo di docati cin/quanta cioè di ducati vinticinque che tiene marco di amore et sabati[no] masciola suo genero et ducati vinticinque che tiene in parte in magior summa Io[van] paulo et lorito di pellegrino che si diano ducati quattro, a zitella, o, vidove (12) che ne[…] et bisognose per loro dote, la quale elezzione et distribuzione si facci ogni/anno per li sopradescritti sacerdoti benefitiati in dicta ecclesia di santa maria dentro circhio, et rescodendosi detti cenzi se ne compri una intrata viva di cose stabile, et si distribuisca como di sopra quali censi et frutti mentre che lucretia mia moglie serra viva, et manutenga l’abito viduale[…]/tona et usufruiscano et ne facci quel tanto che a lei piacerra Item lasso una annata di detti censi di ducati cinquanta per ciascheduna delle figlie femine del quondam palma mia nepote et moglie di salvatore di amore, un’altra annata alla figlia femina di benedetta della zanna con[…]/una una delle figlie femine di Angeluccio di guerrino, et doi annate ad Angelica mia nepote figlia della quondam Lucretia mia figlia naturale per le loro dote secondo si avrando maturando et no[…] maritando non si […]/no che, et questo si intenda senza preiuditio che mia moglie di dicti fru[tti] […] di sopra in vita sua, Item lasso alla dicta Angelica quanto si maritaria due trenta detale et che si possa stare sia tanto vivere con detta mia moglie con quanto gli sarra necessario per la vita sua et morendo senza […]/o, ne so che si rimaritasse subito medesimamente victo et vestito in car[…]elli infrascritti done gli piacerra che uno di essi et ogni uno di dicti heredi gli proveda della rata gli compete secondo la sua qualità et lo medesimo si facci maritandosi restando vidua il che Idio non voglia, Item lasso a Dominica mia serva trenta ducati dotale, et che se ne possi desponere a suo piac[imento] ancora che non si maritasse, che gli si dia anco lo canestro come corre a Cerchio (13), et non si maritando possi stare in casa tanto in vita como poi la morte di mia moglie et l’herede infrascritti li prevedono di vitto et vestiti secondo lo grado suo et/Item lasso anco li dieci ducati che tiene a cenzo floriano di calvacchio[…]li censi vadino a lei et suo uso et benefitio, Item lasso a Jo[van] paulo di Sebastiano mio nepote li sette ducati et mezzi che tiene a cenzo con antonio suo zio insieme con tutti li cenzi e frutti che non ha pagati et che ne ha pagati/altro se gli relassi Item lasso a Pietro di marchitto li venti ducati che tiene [ a cen]zo, et tanto li vinti ducati como li cenzi et non ne sia molestato, Item lasso a Jacomo Antonio nepote tutti li libri miei (14) con doi vestiti delli miei ad elusione sua Item lasso a detto Jacomo Antonio Jo[van] et Silvio soi fratelli et mei nepoti figli della quondam Lucretia/mia figlia naturale la casa nel burgo che fu di meo di petracco confino […]ico et cola martino della zanna quale mentre mia moglie serra viva, et tenga l’habito viduale se la possa fruttare lei, Item lasso ancora la terra sopra la strada a santo vito, fino le case di essa ecclesia (15) e le case di Desiderio loro padre Item lasso/dicta la cannavina posta al ponte (16) di san vito confino la via, dicta ecclesia […]de Angeluccio et Ar. Berlino d’amicone fratelli una casa di vigna alla costa di ozano da piede confino la via l’ecclesia di Santa Trinita (17) et me Testatore d’alato et […]po questa ecclesia di santa Trinita, et le case di Don Cola di ciofano, et neputi la quale/casa di vigna dicta mia moglie la possa fruttare in vita sua et mes[…]arra l’habito viduale Item lasso a tutti li neputi miei mascoli figlioli delle mie sorelle carnale al tempo della morte mia una mia barzetta con lo suo vela per ciascheduno et alle figliole femine mie nepote carnale e figliole delle mie sorelle uno pari de/maniche per ciascheduna di panno azori bono medesimamente al tempo della [morte] mia, Item lasso a Jo[van] paulo sopradicto mio nepote il pesilo della casa dentro la terra confino Pietro di guerrino […]sopra lo collano di esso Testatore per di sotto et che mentre mia moglie serra viva e manuterra l’habito viduale sela possa tenere. Item lasso/alla soprascritta Angelica mia nepote la terra detta la cannavina avanti la […] di santo vito fino la via Matteo di presetto et l’herede di paulino Item lasso che la detta Lucretia mia moglie mentre serra vita et manuterra l’habito viduale sia padrona et usufruttuaria di tutti li beni miei mobili e stabili presenti e fu/turi et tenghi la casa operta come s’io vivesse facendo et dispo[nendo] di detti frutti come meglio gli piacerra,et, si possa tenere una o doi oneste e di bona vita per bisogno et giusto della vita sua tanto mentre che Dominica sopra sarra in casa se si maritasse, o, se tornasse in casa sua et che […]/gli si dia la faozità di fare altrimenti inventario di detti beni e stabilire […] et gli infrascritti ogni anno per ciascaduno li diano dieci some di legna mentre serra viva et manuterra l’habito viduale et questo ad ogni richiesta di essa lucretia, et quello che mancasse caschi dalla parte sua di detta heredità, Item/partendosi detta lucretia di casa, o, volendosi rimaritare […] ristituisca la dote sua con quello di pù secondo li capitoli matrimoniali quali stando in potere suo, et che le […]ine cumprate delli denari della dote sua et che le causale dicino in faccia sua alle heredi infrascritte restino et li/denari che selli hanno a restituire frando(?) a cinemati(?) a più persone […]mo appare a libro di censi, et cau[te]le sie cassa una parte et parte a riscotere come appare a detto libro, et questo ad elezione di essa Lucretia di quelli denari che si vorra pigliare accensuari in sino alla summa di quello/dicte herede di dicta dote per essere più summa di censi, Item che ancora partendosi di casa o volendosi rimaritare non gli siano viste ne aperte le cascie sue, ma sella possa portare como si trovano, Item pregho quanto posso la dicta mia moglie che resti contenta delli denari quale dote […]/como è detto di sopra et lassi le portioni all’infrascritti heredi di tutti l’altri miei beni mobili e stabili presenti e futuri, Jo[van] paulo di Sebastiano mio nepote per la quarta parte et che della quarta parte ne dia restanti ducati […]/figli tanto mascoli come femine […]rata della quondam palma sua sorella […]/ moliera gia di salvatore d’amore, et morendo tanto esso Jo[van] paulo como alcuni di detti figli senza figli legittimi […] l’uno all’altro, Item lasso un’altra quarta parte heredi Dionisio de amore mio nepote et figlio de/quondam Sabella mia sorella et che di detta quarta parte ne dia a[…] et pubilia sue sorelle et mie neputi vinti ducati cio è ducati dieci per ciascaduna et morendo alcuni di essi senza figli succedano como di sopra; Item per l’altra quarta parte lasso heredi Jo[vanni] filippo Aluisio […]/et jo[van] Antonio mei nipoti et figli della quondam Lurita mia sorella, et che ne diano ad Antognia et Jovanna loro sorelle et mie neputi vinti ducati cioè ducati dieci per ciasaduna et succedano como di sopra […]/altra quarta parte lasso heredi Maria (Ilaria?), Antonella et Dominica mie nepoti et figliole del quondam Marco di ciofano et Dionisia mia sorella et morendo alcuna di loro senza figli […] et succedano como di sopra et che detti heredi non debbiano dare mai fac[…]/Lucretia mia moglie mentre sarra in casa o con l’habito viduale et che serra viva et se alcuno gli desse fastidio ipso facto se intendano privati della successione et sia devoluta ad essa Lucretia mia moglie […] che tanti delli predetti figli mascoli et femine […]/prima gna alla detta palma et Pubilia Antog[na] mei neputi per li lassiti soprascritti non siano tenuti et obligati a contribuzione alcuna che si tiene in questo testamento ma che gli si diano liberi da ogni peso et [con]tributione, Item lasso […][fabio]/del pezzo mio sig.[nore] la dicta lucretia mia moglie […]et manuterra l’habito viduale Aluisio di ciofano et Dionitio de amore mei neputi […]auta di vendie alienare mobili et stabili a loro arbitrio per exqutione del pressene Testamento […]/alcuno dalli heredi caschino dalle loro parte et se altri […] Ha mia moglie, Item che nascendo alcuna differentia tanto tra li sopraddetti heredi gna tali legatari et altri che pretendessero alcuna […]one di gna si tiene nel presente Testamento debbiano […]/[…] di essi debbia che ripetendesse interessi ricorrere […] fabio del pezzo soprascritto exqutore, et aegetare del sano Fide di detto s.ti et de quello non sed amare ne appellare altrimente tanto quanto fo[…]lege scritta, et quello che non quietasse di dicto […] et in[…]/se ne volesse resentire ipso facto si decada dal legato […] della ereditate vero d’altro che a pretendessero pregando quanto non posso detta ecclesia Sancti fabio piglia questo peso per l’affettione che se[…]gli o portata, Item lasso che nel presente Testamento se ne faccino […]/autentiche in forma probante in carta bergamena àè[…] ereditate una delle quali se ne dia alli procuratori del santissimo sacramento et si servi per sempre nella loro cascia dove si conservano l’altro loro scritture et altro spettante a detta […] l’oglia si dia […]/alli detti sacerdoti e benefitiati all’ecclesia dentro […] et che al servino medesimamente con l’altri cosa di dicta ecclesia et l’altri si dia a […] lucretia mia moglie mentre sarra viva et manuterra l’habito viduale poi la distribuisce alli […[] heredi […]/et uno delli predetti sia tenuto mostrarla a quello che gli la dimu[…]arra et la possa vedere, et che se ne possa pigliare unico copia, et questo dico essere la mia ultima volunta et ultimo testamento inscriptis lo quale voglio che vaglia per ragioni […]/di […] non valesse voglio che vaglia per ragione di codicillo et se […]ione di codicillo non valesse voglio che vaglia per ragione di donatione ca vorra, et se per ragione di donantione ca[…]rtoj non valesse voglio che vaglia per qualsivoglia altra ragione et firma[…]/mia ultima volonta lassando da nro tutti altri testamenti […] ultime volonta ch’io avesse per prima fatte in qualsivoglia modi. Ego Jac.[omu]s polonii qui supra testator affirmo et approbo omnia […] in dicto testamento inscritto et in fide […] propria/sub scritti due et anno ut supra in principio ipsius testimoni Quo[…] testamento aperto per me Joan N[otarius] ac letto et publicato prefata m.[adonn]a lucretia et non […] altri coniuncti Nos Jacos Judicis me N[otarius] et Testes rescriverunt et rogaverunt […]de […]/[…] deberem publ[icus] Testamento unus seu plura et que et q[ue] fuerint oportune, et si ex quali bus legato opurteret fieri pub[lico] instrum[ento], at ad ipso […] et singlor[um] quor[um] et […] interest et poterit in futuri quem […] certitudinem et […]est presentis mei predicti N[otarius] sum sub finibus suprascriptur[am] dictam iudicem et testius per scripsi et publicavi […] Joannes de cappellij publicus et Notarius que propria [manu] [in]terfui ips[…] test[…] in hanc publicam formam redactam per me N[otarius] Joan di [cappellij] meo solito et pertinenti signo quo in aliis publicus scrpturis ut […] signavi/ ( vi è disegnato il proprio tabellione n.d.a.)/Ego yoanes Dominicus Ciofani qui supra judice regius interfui et me/Io Jo[an] Mar[ino] d’Amore di circhio sono testimone alla apertura come di sopra et me/Io Dominico varanello di Circhio fui testimonio alla aperturta a quanto ut sopra e me/( più sotto n.d.a.)Ego Notarius Joannes Feu[…] inde non que valere ad sopradictum testamentum/[…] pro eius mortem a predicto adi […]/Ego dominus Berardinus qui supra testis predictis interfui et me/Ego dominus luca de amo[re] supra testim[onis] predicits et interfui et me/Io francesco de cola petruccio d’amore fui presente alla clausura et apertura como di sopra et me suscrissi/Bartolomeo Petroccho sop.[radet]to fui presente all’apertura del soprascritto testamento e per questo in fede della verità me son sottoscritto/ ( Con diversa altra mano sta annotato: “Adi 22 februarii 1628 conditib[us] per di Santus Pantano proc./con. Ne lamandi copia” n.d.r.) (sul retro del documento pergamenaceo, sta riportato: “ Celani ca.tus fuit per p. res con pentes per […]potestan.re rela[ta] di copia et rem orig[ina]le […]gie […] may 1626” n.d..).
Da come chiaramente si evince il Nostro fu un notevole personaggio amante dell’arte e del prossimo (18).
Note
- Don Andrea Paencasio morì a Cerchio il 2 novembre 1627 (Fondo D, BD-113-1832-46-Archivio Diocesi dei Masris Avezzano ).
- Don Berardino Campomizzi morì a Cerchio il 19 ottobre 1616. Vedi nota n. 1.
- Nel documento pergamenaceo ( mm. 600x 475),conservato nel Museo Civico di Cerchio(AQ), non si legge bene la data del giorno.
- E’ Filippo II re di Spagna. Fu anche re di Milano, di Napoli e Sicilia e re dei Paesi Bassi ( 1527-1598).
- Misura di aridi equivalente a 12 coppe. Vedi Amiconi F.:” I conti di Santa Maria op.cit.”.
- E’ la citata pergamena miniata dell’erezione dell’Arciconfratenita del Santissimo Sacramento conservata nel Museo Civico di Cerchio.
- E’ la tela dipinta collocata nel locale Museo Civico del pittore Marcus Antonius : “MARCUS ANTONIUS P[I]NGEBAT”, 1571 ( misura cm. 220 X cm. 161).
- Nell’archivio della Diocesi dei Marsi in Avezzano esiste la bolla dell’erezione di tale confraternita già descritta.
- Chiesa già nota nel 818 d.C. Vedi.
- “ a lla r’ccota d’ ji pover’ “ ( Alla raccolta dei poveri ) ancora oggi di usa dire a Cerchio in senso satirico, cioè alla raccolta che non avverrà mai mentr’invece, da come si evince dal nostro documento era un uso ben preciso e, come in questo caso, codificato in un testamento.
- Equivalente degli attuali sindaci.
- Interessante questa istituzione di dotare con 4 ducati una zitella o vedova per l’imminente matrimonio.
- Antica consuetudine cerchiese. Vedi anche Ugo Speranza: “ Le fonti notarili della Marsica”, pagg. 480-481-483, di “Bullettinio della Deputazione Abruzzese di Storia Patria, Annate LX-LXII=1970-1972, XCI-XCIII dell’intera collezione.
- Peccato non riuscire a capire l’entità di tale biblioteca.
- L’antica medievale chiesa, già citata, di San Vito in Ozano, località posta a sud dell’attuale paese di Cerchio dove nei suoi pressi esiste ancora l’antico abbeveratoio.
- Al momento non sappiamo dove fosse ubicato.
- E’ la prima volta, fino ad ora, che viene citata in documenti ufficiali, una chiesa sotto il titolo della Santissima Trinità. Attualmente alla Sacra Triade viene solennemente tributato, dall’intera popolazione di Cerchio, uno speciale culto ancora oggi, infatti, la “compagnia della Santissima Trinità” di Cerchio va, in sentito pellegrinaggio, alla volta del santuario di Valle Pietra e negli anni ottanta del passato secolo è stata edificata in località “Le coste” in onore delle “Tre Persone” una graziosa chiesetta e, nei suoi pressi, vi è una confortevole area pic-nic con chalet di legno.
- Amiconi F.:” Usi e costumi funebri a Cerchio nella seconda metà del ‘500”, Marsica Domani, n. 7/93, 30.9.1993.
PIETRO CAPOCITTO IL GIOVANE
Abate Generale dell’Ordine dei Celestini
(1529? – 1587)
Il 5 febbraio 1587, all’età di 58 anni, moriva in Roma, Pietro Capocitto il Giovane, noto per le diverse costituzioni da lui emanate, come il riformatore dell’Ordine monastico dei celestini.
Figura di primissimo piano nel mondo ecclesiastico di allora, tutto il suo operato infatti, è pervaso dallo spirito della Controriforma e dell’amore verso il ripristino delle antiche regole celestiniane e la devozione sua e di tutto l’Ordine verso il culto mariano.
Dà alle stampe, nel 1579, presso la benemerita casa editrice “ Heredes Antonij Bladij “ di Roma la sua opera omnia:
“ Constitutiones Monachorum ordinis S. Benedicti sub reformatione S. Petri confessoris olim Coelestini papae Quinti Ab Illusttriss.[i]mo et Reverendiss.[i]mo S. Cardinali de Aragona Protectore Ad praescriptum Regulae reformatae et auctae: ATQUE A REVERENDISSIMUS D.[OMINO] MAGIstro Petro Capocitto Circensi Abbate Generali Complilatae, eiusque cura excussae, anno tertio sui tertij triennij, M D LXXIX. ROMAE Apud Heredes Antonij Bladij Impressores Camerales M D L XXIX”
opera questa rarissima. Ne esiste infatti, una sola copia in tutto il mondo ed è collocata presso la Biblioteca Alessandrina di Roma ( schedatura ICCU n. 2690 ). Opera importantissima che verrà nuovamente pubblicata, dopo la morte del Nostro, nel 1590, presso la tipografia di Giovanni Rossi di Bologna. Da questa opera apprendiamo il ripristino delle antiche Regole e la devozione dell’Ordine per la Santissima Vergine:
“[…]La condizione particolare del tempo esige che alle antiche Costituzioni si apportino delle Riforme[…]affinchè i professori della vita monastica, non solo siano riportati sulle vie del Signore, ma possano progredire giorno dopo giorno[…]Io Pietro Capocitto[…] umile Abbate generale ho disposto di inserire e di concordare le antiche Ordinazioni della nostra congregazione[…]”
“[…] Perché possiamo avere la Gloriosissima Madre di Dio e Avvocata nostra sempre propizia nelle nostre necessità, perché molto spesso possiamo supplichevoli lodarla e venerarla, affinché più benevolmente e celermente interceda per noi presso il Signore, sull’esempio dei nostri Padri e secondo le disposizioni della Santa Madre Chiesa, vogliamo che, oltre il divino Officio, si dica l’Officio della stessa Beatissima Vergine Maria, in Chiesa; comandiamo che per tutte le ore, di giorno e di notte, secondo le disposizion del Breviario già stampato; in modo che prima di ogni ora canonica del divino Officio, si leggano le singole ore della Beata Vergine Maria. E stabiliamo che lo stesso Officio si dica in Chiesa in ogni tempo, eccetto nelle feste principali e solenni […]”
Il Nostro molto probabilmente nacque intorno al 1529 nel casale Paziano ( o Patiano ) località ancora riportata nelle mappe comunali ubicata sotto l’attuale chiesa cimiteriale di S. Maria di Piedponte ( sec. XVII), lungo la strada che va dal bivio di Cerchio verso Pescina.
Il Nostro, per il suo alto ingegno, meritò di essere prescelto, per ben quattro volte, alla massima carica di generale dell’Ordine dei Celestini: nel 1564 ( aveva circa 36 anni, nel 1570, nel 1576 e nel 1582 e se la morte non fosse stata inclemente avrebbe sicuramente, tanta era la sua considerazione nell’Ordine, stabilito il record dell’elezioni.
Liberò l’ Ordine dai diversi debiti che aveva contratti, rinnovò in Roma dalle fondamenta, il Monastero di S. Eusebio ( ubicato nei pressi dell’attuale Piazza Vittorio Emanule II, ora sede di PS ). Prima di lui, anche suo zio dallo stesso nome, fu eletto generale dei Celestini.
L’Illustre storico avezzanese Muzio Febonio ( 1597 – 1663 ) nella sua famosissima “Historia Marsorum”(1) così li descrive entrambi:
“[…] Non poco ornamento apportarono ad esso [Cerchio, n.d.r.] l’uno e l’altro D. Pietro Capocitto che furono portati all’apice del generalato dei celestini, il più vecchio dei quali essendo Abate in Siponto nello stesso anno in cui il Cardinale del Monte teneva la sede Arcivescovile, dove egli raggiunse la cattedra del Pontificato massimo [Giulio III, nda]; il fatto che aveva accettato quello di Abate, per la continua familiarità non lasciò affatto che la stima e l’osservanza della disciplina regolare e le altre doti dell’animo rimanessero nell’ombra; ma per sostenere la verga pastorale di tutta la religione, in virtù del suo potere fù elevato alla carica sublime di Generale di quell’Ordine tanto distinto subitamente si rivolse ai Padri il 5 novembre 1566, viene sepolto nella chiesa di S. Spirito al Morrone.
L’altro, nipote di lui, per parte di padre, emulò le virtù così rifulse per tutto l’ordine dei religiosi per la magnificenza delle virtù, per la prudenza, per l’accortezza e per la conoscenza di quasi tutte le scienze, tanto che per vari gradi delle cariche non una sola volta meritò il più alto, ma meritò per quattro volte di ascendere alla cospicua carica, ed in quella tanto diede sé stesso alle cure dell’ufficio pastorale che con nuove costituzioni purgò le cose corrotte, ultimate queste riforme meritò l’appellativo di riformatore dei Celestini: e non solo liberò il suo stesso ordine oppresso dai debiti, ma accumulò moltissime ricchezze per usi futuri. Rinnovò il monastero dei S. Eusebio, tovinatosi per l’antichità[…]avendo compiuto il 58° anno, ricco di fama, di virtù, nell’anno 1586 (2) strappato ai vivi a Barletta,(3) in Puglia, fu trasportato alla chiesa di S. Spirito al Morrone, (4) nella cappella eretta poco prima da lui stesso, da D. Donato Lantona Tarentino che gli successe nell’ottavo servizio pastorale, il 16 febbraio 1596[…]”.
Chiaramente si evince la forte personalità del Nostro infatti intorno ai 36-37 anni fu eletto per la prima volta all’importantissima carica di Abate generale dell’intero ordine dei Celestini: segno evidentissimo ed inequivocabile della sua spiccata intelligenza e versatilità in tutte le discipline. Anche verso il mondo dell’Arte ebbe una grande attenzione infatti, il 14 marzo 1585, commissionò al valente artista francese Guillame Pororiet della Champagne, attivo in Roma, 7 statue lignee da collocare nella basilica di Collemaggio in L’Aquila. Le statue dovevano rappresentare S. Pietro Celestino, S. Benedetto, S. Paolo, l’Annunziata, lo Spirito Santo e S. Agnese (5).
Pietro Capocitto “Il Vecchio” era pronipote, del vescovo di Sant’Angelo dei Lombardi Pietro Janitella ( o Jannetella) di Aielli:
“[…] R.[everendus] D.[ominus] Petrus Capoccitus de Circulo 1552, Rev.[erendissi]mi D.[omini] Petri Janitelle ad Ageliis Episcopi S.[anc]ti Angeli de Lombardis ex Nepta Pronepos[…]” (6)
monaco Celestino, priore del monastero di S. Eusebio in Roma nel 1426 ed eletto vescovo di S. Angelo dei Lombardi il 13 agosto 1427 dove rimase per poco più di vent’anni, fino al 27 novembre 1447 quando cioè rinunciò a tale incarico:
“[…] ren.[unciatio] Petri Pogalus (Possulus Ursoni) can.[onicus] Surreni[i] 1447 Nov. 27[…]” (7)
Pietro Capocitto “il Giovane” era, come abbiamo detto, nipote di Pietro il Vecchio:
“[…] R.[everendus] D.[ominus] Petrus junior Capuccittus de Circulo S.T.P. D.[omini] Petri Seniores ex Frate Nepos[…]”(8)
E zio di Pietro di Aielli, anche questi eletto alla carica di abate generale dell’Ordine dei Celestini il 30 aprile 1603:
“ R.[everendus] D.[ominus] Petrus ab Agellis D.[omini] Petri Capocitti Juniores de Circulo ex Sorore Nepos[…]”(9)
E lo stesso paese di Aielli diede i natali ad un altro abate generale dell’Ordine dei Celestini: Francesco Maceroni ( o Macerola) di Aielli eletto a tale prestigiosa carica per due volte: il 2 maggio 1627 ed il 14 aprile 1636. Il suo corpo attualmente riposa nell’apposita tomba, recante un’epigrafe elogiativa posta a sinistra ( di chi entra) prima dell’altare maggiore della chiesa di Santa Maria di Collemaggio dell’Aquila.
Un altro Pietro Capocitto, “Dono Petro Capocipti de Circulo”, anch’egli religioso, lo ritroviamo citato in un frammento pergamenaceo collocato nell’Archivio della nostra diocesi dei Marsi in un documento stilato in Pescina recante la data del 2 marzo 1493, nel primo anno del pontificato di papa Alessandro I.
“ Mey Cappucciti de Circulo” è, al momento, il primo appartenente alla famiglia Capocitto che squarcia il nero velo dell’oblio : figura, infatti, come testimone nell’atto di giuramento dei sindaci di Aielli e di Cerchio attraverso il quale, il 29 aprile 1425, questi giurarono fedeltà, in Aielli ( presso la pubblica piazza davanti la chiesa della Santissima Trinità) a Edoardo Colonna e sua moglie Covella di Celano, conte e contessa di Celano, nelle mani del loro legale rappresentante Ettore de Maczacolle. (10)
La famiglia dei Capocitto, che si estinguerà a Cerchio nel secolo XVII, viene citata in molti documenti ed atti notarili del secolo XVI: nel 1566, nel catasto di Aielli, viene citato un certo Pietro Paulo de Capoccitto; nell’archivio della diocesi dei Marsi in Avezzano, in un importante documento del 1577, vengono annotate tutte le famiglie delle 5 parrocchie di Cerchio, in quella di Santo Stefano di Patiano apprendiamo: “[…] Parrocchiani di Santo Stefano per lo casale di patiano Notar Thomasso di casa di Capucitto[…]” è questi il fratello del sunnominato Pietro Capocitto il Giovane. Del notaio Giovan Tomasso Capocitto si conserva, nel citato Archivio della diocesi dei Marsi, un atto da lui stilato , il 13 gennaio 1580. Un altro atto stilato il 17 febbraio 1588 è conservato presso l’archivio della colleggiata di S. Cesidio in Trasacco. Questi il 19 aprile 1591, per estinguere un censo che aveva verso il Monastero di S. Angelo di Celano per ducati 273 di enfitale, assegna al detto monastero terre in Aielli e Cerchio. Atto di notar Giovanni de Cappelli di Cerchio, giudice a contratti Giovan Domenico di Ciofano.
Nel “Liber Matrimoniorum” 1567-1703 (11) i Capocitto compaiono sia come testi che come attori di atti di matrimonio (12).
Da come chiaramente si evince in queste stringatissime notizie il casato Capocitto a buon titolo occupa un posto di rilievo non solo nella storia della nostra contrada marsicana e meriterebbe di essere oggetto di studi più meticolosi specialmente per quanto riguarda il XVI secolo.(13)
Nel 1992, l’Amministrazione comunale di Cerchio, ha dedicato al Nostro, a perenne ricordo della sua encomiabile attività rivolta verso il mondo ecclesiastico, tanto da meritare il titolo di “ Riformatore dell’Ordine dei Celestini”, una strada.
Note
Serramonacesca Antonio: Celestino V”, Japadre Editore, L’Aquila, Tipografia Labor Sulmona, 1968. Amiconi F.:” Pietro Capocitto abate generale dei Celestini”, Il Tempo, 31.12.1986. Amiconi F.M.:” Storia della Madonna delle Grazie in Cerchio (AQ) (documenti)”, c.s.e. ( ma De Cristofaro Editore, Roma) s.d. ( ma 1996). Marinageli G.:” I Celestini In Abruzzo. Figure, luoghi, influssi religiosi culturali e sociali”, Deputazione Abruzzese di Storia Patria, l’Aquila, 1995 e con lo stesso titolo in Museo Civico di Cerchio, Quaderno n. 28, Anno II, 1999. Amiconi F.:” Pietro Capocitto il Riformatore”, IL Giornale della Valle del Giovenco, Pescina, A. II, n.2, marzo-aprile 2001. Amiconi F.:” I codici musicali di Cerchio e la loro importanza per la storia locale”, in AA.VV.:” La musica sacra nella provincia dell’Aquila La Marsica”, Ianieri Editore, 2009, Arti Grafiche Picene Srl, 2009. Amiconi F.:” Homines novi (Aielli e Cerchio nei secc. XIV-XVI) note”, Museo Civico di Cerchio, Quaderno n. 116, Anno XIII, 2010.
Muzio Febonio: “Historia Marsorum libri tres….”
Morì il 5 febbraio 1587 da come risulta nei regesti Celestini di Ludovico Zanotti riproduzione anastatica di DIGESTUM SCRIPTURARUM COELESTINAE CONGREGATIONIS, L’Aquila nella sede della Deputazione 1985.
Morì a Roma. Vedi nota n. 2.
Tale sacro edificio fu completamente distrutto dal catastrofico terremoto del 1706.
Atto Notar Porzio, Archivio di Stato dell’Aquila.
Vedi nota n. 2
Eubel C.:” HIERARCHIA CARTHOLICA MEDII AEVI SIVE SUMMORUM PONTIFICUM, S.R.E. CARDINALIUM ECCLESIARUM ANTISTITUM SERIES AB ANNO 1431 USQUE AD ANNUM 1503 PERDUCTA E DOCUMENTIS TABULARII PRAESERTIM VATICANA COLLECTA, DIGESTA, EDITA PER CONRADUM EUBEL, S. THEOL. DOCT. ORD. MIN. CONV. DEFINITOREM GENERALEM OLIM APOSTOLICUM APUD D. PETRUM DE URBE POENITENTIARUM EDITIO ALTERA MONASTERII MDCCCXIV. SUMPTIBUS ET TYPIS LIBRARIAE REGENSBERGIANAE, p. 88.
Vedi nota n. 2
Vedi nota n. 2
Documento conservato presso la Biblioteca di Santa Scolastica di Subiaco, facente parte dell’Archivio Colonna: CAS III BB, 56, 105.
Archivio Parrocchiale di Cerchio ora in Archivio della Diocesi dei Marsi in Avezzano. Amiconi F. :” Gli atti di matrimonio all’indomani del Concilio di Trento in un paese dell’entroterra abruzzese: Cerchio (AQ) 1567-1703”, Museo Civico di Cerchio, Quaderno n. 50, Anno III, 2000.
Il 2 marzo 1579 il notaio Jo:[van] Thomasso Capocitto figura come testimone; “Adì 26 d[i] magio 84 [è il 1584 n.d.r.] Jo:[van]berardino d[e]cola scarsello di ayello piglia p[er] sua ligitima moglie Alouisia de margarita senese serva gia d[e] N.[otar] Thomasso Capocitto con le debite sollen[n]ità precedente secondo comanda il Sac.[ro] Trid.[dentino] Cons:[iglio] in facie ecclesie circuli in p[rese]ntia delli infr[ascritt]i Il Mag.[nifi]co m[essere] Piet[r]o varanello d[e] circhio And[re]a caprino d[e] ayello N.[otar] Jo:[van]Thomasso capocitto d[e] Circhio[…]”; “M[esser] Antonne Capocitto de circhio”, il 25 novembre 1584 figura come testimone; “ M[esser] Fausto Capocitto”, il 29 novembre 1584 figura come testimone; “Adì 17 d[e] frebar[e] 1585 Alexandro d[e] mattheo piglia p[er] sua legitima sposa pauluccia nipote d[e] notar[o] Thomasso Cappuccitto co[n] le debite sollenita precedenti Secondo ordina il decreto del sacro consiglio Tredentino in facie ecc.[elsi]e[…]”; “Adi 9 de 7bre 1590 Lo m[agnifi]co m[esser] Mutio Capocetti piglia p[er] sua leg.[itim]a moglie Jaco.va m.[ari]a silvia figlia del q.[uonda]m Matteo Varanello co[n] li debiti cerimony, comanda lo Sac.[ro] Con.[siglio] Tred:[entino et in facie ecc.[lesi]e […]”.
MARC’ANTONIO PANTANO
( 1627? – 16…?)
L’unico documento degno di nota attraverso il quale riusciamo a comprendere, purtroppo, in parte, la sua forte personalità, è il suo testamento rogato a Cerchio, presso la propria abitazione, il 13 Luglio 1686, dal notaio Domenico Antonio Sericchi di Celano.
Nacque a Cerchio il 13 Febbrrio 1627 (1). Non sappiamo con esattezza nè quando né dove sia morto. Dal citato suo testamento notiamo il suo forte amore verso la religione e l’arte vuole infatti, che si esegua, come volontà testamentaria, l’erezione, presso la chiesa della Madonna delle Grazie di Cerchio, di una cappella in onore di S. Vito e che questa sia arricchita da un quadro commissionato ad un’artista romano. Nel citato testamento non dimentica i suoi parenti ai quali munificamente fa delle cospicue donazioni in denaro:
“In Dei Nomine amen Anno Nativitate Domini nostri Jesu x(cris)pti Millesimo sexcentesimo, octuagesimo Sexto, Die vero decima tertia mensis Juli Inditione [….] / nona Regnante Serenissimo, Inclitissimo Catholicique Domini nostro D.(omino) Carolo de Austria Dei gratia, Rege Secundo Castelle. Aragonum[….] / [….] DALMATIE Utriusque Sicilie, Francie, et Hierusalem, In Terre Circuli, et in Domo reverendo D.(omino) Marci Antony Pantani iusta suos fines Nos franciscus[….] / Todiscus de Celano Regius ad [….] gratus Judex ad contractus Dominicus Antonius Serichius de eadem publicus per Apritunas Provincias Citra et Ultra Regia auctoritate(….] /[…] digni testes ad hoc vocati Publicus spacialiterque. […] ograti / R.(everendus) Sacerdos D. Simeon Antonius de Amicis R(everendus) Sacerdos d. Joannes de Petro Cicco, Cinthius Ciotta, / […] us Tuccerius, Petrus Pane e Cascio, Josephus Fasciano, Licterati, et Domenicus Varanelli illetteratus omnes de Terra Circuli, Presenti Scripto publico declaramu […] facimus / atque fatur, et testamur, qualiter p(redi)tta diem, Loro, mense, et anno ad presentis Requisitionem nolit factus pro parte predicti R.(everendi) D. Marci Antony Pantani personalite[…] /[..] ideo vulgariter Loquendo ad majorem omnibus intelligentiam si istituisce, e fa herede Universale di tutti suoi beni stabili, crediti, polise et altro che / spe[…] alla sua heredità raggioni, et attioni la venerabile cappella di Santo Vito da fundarsi, et erigersi nella Chiesa di Santa Maria in Corbarola, con patto, e peso / pero i Reverendi Padri di detto Convento debbiano dire in perpetuo Sei messe la Settimana, e più per quanto Stimeranno Li Padri, e sotto scritte esequtore testamentario ascendano Li frutti / di dicta heredità à raggione di grana diecesette e mezze la messa, quale cognitione di stima si debbia fare il più Longo tra un’anno, e parte alla tabella il peso perpetuo / […] che fosse di più per ragione de frutti, e sin tanto non S’erigge la cappella detto peso di messe si debbiano dire all’Altare di S.(anta) Monaca per l’anima di esso Testato / re Suoi antenati e parenti, et acciò che quanto dispone, e lascia habbia il suo dante esatto Lascia esequtore Testamentario il R.(everendo) D.(on) francesco Antonio Cesareo Suo parente / della Terra di Acciano Preposto di Beffe quale habbia, e debba esequire e fare esequire adempire, e fare adempire, quanto nel presente Testamento si contiene dande […] / […] autorità, et ogn’altro miglior modo, e nell’istesso modo, e maniera farebbe[…] testatore per adempire la Sua volontà, e propria dispositione Item dispone […] / […] ascia, che subito Sequita la sua morte si debbia fondare, et eriggere la suddetta Cappella Seu Altare Dentro la detta Venerabile Chiesa di Santa Maria in Corbarola Convento de Padri Agosti / niani Scalzi della Terra di Cerchio, sotto vocabulo di S.(an) Vito, con procurare subito di far fare il quadro, e farlo venire da Roma nel quale vi s’habbia à pingere S.(an) Vito / San Francesco, e S.(ant’) Antonio, e sopra detti Santi un’imagine della Beatissima Vergine della Madonna del Carmine, e poi fare una Cappella di Stucco decente à detto quadro / con porvi l’arme d’esso testatore, et addobbare detto Altare di candelieri, tovaglie, cuscini, e parato, quale Altare debba stare al rincontro dell’Altare di S.(anta) Monaca, e per il[…] / dio per fare detto quadro, Cappella ad elli, et altro vi valesse lascia ducati cento contanti, e prega il R.(everendo) Pr(io)re fra Tomasso del Colle sotto Priore voglia invigilare à fare esequire / et adempire il presente legato, con patto che detti denari si debbiano contare, e pagare per detta opera, e come anderà comprando ò pagando li Sudetti Lavori, et a delli del sudetto reverendo d.(on) francesco / Antonio Cesareo Preposto di Beffe, Item lascia che dopo la sua morte Se li debbiano far celebrare due cento messe Item lascia iure legati alla compagnia del S(antis)S.(i)mo Sacramento di Circhio un pezzo di terra loco detto Preturo, confino il fosso, e detto S(antis)s.(i)mo, con patto però debbia dare tre canne di Strada, pigliando al fosso sin a lato à D.(on) Simon Antonio de / amicis per la Strada d’andare alla Sua vigna, Item lascia ala compagnia del S.(antissi)mo Rosario un pezzo di terra à Rovella, Conf.(ino) Domenico Legge à due lati, e Giovanni d’Amore, Item la / […] iure Legati alla Chiesa di S.(anta) Maria di piedi Ponte un pezzo di terra loco detto S.(anta) Margarita, confino S.(an) Nicola Bernardino pane, e cascio, S.(anta) Margarita, e la Cappella delli meozzi, Item Lascia alla Compagnia del Giesù carlini cinque Item lascia alla Cappella della Madonna del Carmine carlini cinque, Item lascia iure legati al Venerabile ospedale di Cerchio un pezzo di terra / Loco detto Calluri conf.(ino) Gio:(van) Antonio d’Amore, Gio:(vanni) Cappelli, e la strada, Item Lascia à detto Ven:(erabile) Hospedale un pezzo di terra loco detto S.(an) Martino con.(fino) Gio.(vanni) Antonio Cappelli à due lati per la / Cappella, e un altro pezzo di terra loco detto S.(an) Pietro, conf.(ino) Gio:(van) Antonio d’Amore e Antonio de Amicis, la Strada Item Lascia iure legati al R.(everendo) D.(on) Simon Antonio de / amicis suo Nepote un pezzo di terra loco detto cansuto seu trovano, conf.(ino) Gio:(vanni) Antonio d’Amore gl’heredi di marino Tomassetti, S.(anta) Maria dentro, Li Paulini, S.(an) Bartolomeo, La com = / pagnia del Sacramento, e detto D.(on) Simon’Antonio dove have messa lavigna, e ne sia signore e padrone detto D.(on) Simon’Antonio, e faccia d’ogni risposta, e che preghi Dio per esso Testatore come / anco lascia à detto D.(on) Simon’Antonio il tavolino, con due tiratere, con chiave, e l’inginocchiaturo che stà dentro la Cam.(er)a, Item Lascia iure legati à Dionisia, e Tomasella sue nepo / te carnali figlie di Cesare Ciaglia, e di Domenica Sua sorella carnale di detta Terra di Circhio ducati cento, cioè cento ducati à Dionisia, e cento à Tomassa, quali Li Lascia / à S.(u)e figliole, acciò più facilmente Si maritino, e trovino buon recapito de pari loro con patto e conditione però, che li detti ducati due cento che si pagheranno, e sborzeranno / […] R.(everendo) D.(on) francesco Antonio Cesareo esequtore come Sopra, si debbiano ponere loro depositi ad un banco sicuro sin’à tanto che si maritino, e non si possano in nessun modo diminuire / ò toccare, e tampoco Li frutti si perciperanno, ma servano per aumento di detta dote à dette Sue nepote, e non maritandosi dette Dionisia, e Tomasella Sue nepoti, ò vero morendo / Senza figli di Suo Corpo discendenti, Li Sudetti Ducati due cento, ò pure cento non maritandosi una, ò pure morendo sola una d’esse asenza verifica heredi rivadino, è Siano di Gio:(van) Antonio / e Alfonso Suoi nepoti Carnali, e figli delli Sudetti Cesare, e Domenica, e à agl’eredi, e Successori di detto Gio:(vanni) Antonio et Alfonso, Item lascia iure legati à Gio:(van) Antonio e Alfonso Suoi nepoti / carnali e figli delli sudetti Cesare, e Domenica l’infrascritti beni. In primis la casa dove al presente habita esso D.(on) Marc’Antonio di più membri da Cielo a terra con tutte le sup / pellettili cui sono dentro, tanto di rame, legnami, Materiali, lettiere, et altro, botti che stanno nella cantina riservata la botte grande, quale vuole che si restituisca / a Gio:(vanna) Col’Antonio moglie di francesco Tuccieri, e Si restiuisca il vino, quale debbia vendere Item Lascia ali sudetti iure legati cioè Pietro Antonio, et Alfonso Suoi nepoti L’infrascritti pezzi / di terreni. Vigna in P(aste) nucci, confino Antonio Antidormi, e francesco Martellozzi, Item un pezzo di tereni à Cerquito, confino Stefano d’Amore, et altri, Item un pezzo di terra à migloia / confino francesco d’Amore, francesco Pietrocicco, e Pietro(?) d’Amore d’Aielli Item un pezzo di terra in campo cavallo, confino il tratturo Reggio. Item un pezzo di Prato in flimini, conf.(ino) Luca pane, e cascio, Gioseppe / panaro, e la via item un altro pezzo di Prato in flimini conf.(ino) L’hospedale, D.(on) Giacomo Jacobacci, e Matteo Ciofano, Item un pezzo di Terra in flimini seu salce, conf.(ino) Antonio Jacobacci, […] / Angelitti, li Paulini, e Giuseppe del Pezzo, Item un pezzo di terra à rigo Mordano, con.(fino) L’heredi di Gio:(vanni) Tomassetti, e la via da lascio verso fucino; item un pezzo di terra in Curtine di flimini / Seu chiuse, conf.(ino) francesco Tuccieri, l’hospedale, la Strada et il Populo, Item Lascia iure legati à Gio.(van) Antonio Suo nepote, e li dona il grano imprestateli, et annulla quanto li dovesse dare, come / anco li denari[…] quello grano li spettasse per vendita seu risposta delle sue terre seminate alla parte Item lascia iure legati la vigna à Costa d’ozzano cioè tutto quello che conf.(ino) Con S.(an) Lorenzo / cioè il cenzo à Pietrantonio Colantonio, et à Giovanna Colantonio moglie di francesco Tuccieri quali se la debbiano dividere la metà per uno à basso a monte. Item lascia iure legati à Gioseppe / fasciano per molti servity, e beneficy riceuti una bottega sita dentro la terra di Circhio loco detto la Piazza, quale fu di Gio:(vanni) di Loretantonio d’Amore, conf.(ino) La trascenda, et altri, con patto che / costituendo il detto Giovanni docati quindeci à detto Gioseppe gli debbia detto Giuseppe restituire detta bottega Item lascia à detto Gioseppe fasciano la vigna di campo cavallo con il sodo inculto, conf.(ino) / Angela Pietro Justo, il Popolo, Agostino Ciofano, e la via, Item Lascia à detto Gioseppe fasciano un pezzo di terra in Vallone, confino S.(anta) Maria Corbarola la via vicinale, et altri, Item Lascia che il / censo che deve Gio:(vanni) Antonio d’Amore della terra di Circhio solo debba passare detto Gio:(van) Antonio ducati venti, in quattranni computateci il principale e terze, cioè ducati cinque l’anno alla / sudetta Cappella Sua herede, Item lascia iure Legatis à Gio:(van) Antonio, et Alfonso Suoi nepoti carnali tutti gl’animali vaccini che si trova, ecettuatone il bove quale è di francesco campomizzo, come; anco Lascia, e dona à detti Suoi nepoti tutti gl’animali minuti cioè pecore e capre, Item Lascia ad Antonia sua altra nepote carnale, e figlia delli Sudetti Cesare, e Domenica, e moglie di Lorenzo / di Michel’Angelo Jacobaci la stalla in Corbarola con tutta forraggine rustica, confino la Madonna di piede Ponte, et altri, come anco dona à detto Lorenzo, e Michel’Angelo tutto quale /[…] tanto di grano, come vino, et altro, Item lascia à Gio:(vanni) Antonio, e fratello Suoi / li[…] tanto di grano, come vino, et altro, Item Lascia à Gio:(van) Antonio, e fratello Suoi Nepoti carnali un altro pezzo di terra con arbori loco detto fonticeno, confino francesco d’Amore à doi lati Angela / Petro Justo à due lati, e la Strada, Item lascia alla cappella di S.(an) Gioseppe delle Scale Pie di Piscina un pezzo di Prato sito in tenimento di Circhio che fu parte delli meoni, e parte il suo in / , a parte il Suo in /[…] Ponticello, seu salce, confino il Popolo di Circhio, la via nova et altri; item lascia à Venantio figlio di Gio:(vanni) Ciofani un pezzo di terra Loco detto Coste d’ozzano, confino il detto Gio:(vanni) padre et altri / Item lascia iure legati à Pietr’Antonio Colantonio, et à Giovanna moglie di francesco Tuccieri il Prato à Villa maina, confino luca paneccasio cioè la meta per uno; Item lascia iure legati tutti gl’ / altri suoi beni che si trovano à Catasto per la fondatione della suddetta cappella sua herede; Item vuole e dispone, e lascia che tutti Li sudetti beni Stabili hereditary di detta cappella, tanto di terreni, come /[…] e li detti Padri del Convento le debbiano affittare, et allocare à Gio:(vanni) Antonio, et Alfonso Suoi nepoti carnali, quali Siano obligati, et tenuti dar la vendita, risposta, et affitto di /[…] beni alli detti, come si costuma nella terra di Circhio acciò sodisfacciano il peso di messe lasciate come sopra. Item Lascia esequtore, come have instituito lasciato, e fatto esequ = tore satifattere di questo suo ultimo testamento, e volontà il Reverendo D.(on) francesco Antonio Cesareo Preposto di Beffe suo parente, al quale have dato, e conceduto esso testatore La plenaria potestà il presente / testamento, e tutte le cose contenute in quello esequire, e mandare in esequtione, e sodisfare Li legati, e Signatary nel presente testamento contenuti, in sodisfatione, et esequtione della / volontà di esso testatore fin tanto che il presente testamento, Sarrà debitamente mandato in esequtione totalmente, realmente, et integralmente, et recto, et hà comandato esso Testatore, che del pre = / sente testamento, e delle cose tenute in questo possa, e voglia fare uno, doi, e più publici instrumenti, come ancora le di qualunque legati, in questo contenuto fusse necessario fare publico in = / strumento il quale testamento hà voluto, et ordinato, e comandato, che vaglia per ragion di testamento nuncupativo fine […]. E per detta ragione non valesse vale che vaglia per ragione / codicillo, donatione, per causa di morte, et ultima volontà fatta fia liberi, e che questa sia, e così ha ordinato, e commandato sia la sua ultima premeditata volontà, cassando, e annullando ogn’altro tes = / tamento che da esso fusse stato fatto, e che detto suo esequtore sia tenuto mandare in esequtione il presente testamento, e tutto il contenuto in questa iusta La sua ferma continentia, e tenere, e / che delli legati, e contenuto nel presente testamento non si possa, e debbia nesuna cosa detrahere minuire, ò defalcare per ragioni di natura, per ragioni di falcidia, ò trilelliarica, o per debito Sussidio di te /[…] verifica ne per qualsivoglia altra raggione[…] , e causa perche così have creduto, et è sua volontà, non solo in questo ma in ogn’altro miglior modo. Unde ad perepetuum verifica et futuram / […] rei memoriam et cautelam in[…] factum est de presente publicum instrumentus per manus mei supradicti Notary verifica rogato[…] Judicis et testium supradicti subscrip =[…] meoque solito et consueto signo signato Laus deo semper Ide verifica que supra not.(arius) […] Dominicus Antonius […] Celano[…] /
Ego franciscus Andrea de Taline […] supra Judex Regius ad Contractus Interfui, et me”.
Segue il tabellione del notaio Domenico Antonio Sericchi di Celano (2).
Note
- Archivio della Diocesi dei Marsi. Patrimonialia. Patrimonio e curriculum del clerico Marc’Antonio Pantano.
- Museo Civico di Cerchio- Archivio D’Amore Fracassi.
LUCA CIOTTA ( o CIOTTI)
(SECOLO XVII-XVIII)
Di questo personaggio non sappiamo nè la data di nascita né quella di morte. La prima notizia in assoluto, in nostro possesso, che riguarda Luca Ciotta è tratta dall’atto scritto di proprio pugno dal Nostro il 12 dicembre 1700 riguardante una dichiarazione debitoria tra Francesco Martellozzo e la compagnia della Misericordia di Cerchio:
“Adi 12 X[decem]bre 1700 in Circhio
Si dichiara con q[ue]sta Fran.[cesc]o Martellozzo della T[er]ra Sud:[ett]a d’esser vero, e Legitimo debitore, e dover dare alla Comp.[agni]a della Misericordia di d.[ett]a T[er]ra Salme quindeci di grano sconcio, q[ua]le grano l’ha p[reso] imprestito da d.[ett]a Comp.[agni]a in tempo, et Anno 99, e 1700 che hanno[…]citata d.[ett]a Procura p[er] Fran.[ces]co Martellozzo, et Elia Pantano di d.[et]ta T[er]ra, e promette il sud.[ett]o restituirlo al med.[esi]mo Elia Procuratore Martellozzo restituirlo al med.[esim]o Elia Procuratore ò altri Successori in pace et in ciò contravenendo vuole, e si obliga esser altro realitèr, e p[er]sonalitèr in forma Cand.e obligando se stesso, suoi beni p[rese]nti, e futuri, et in fede dela verità ha fatta scrivere La p[rese]nte à me Infra[scri]tto, similm.[en]te firmata col segno di croce di Sua propria Mano, p[re]sente li sottoscritti Testy, q[ue]sto di, et [anno]sud.[ett]o, et in fede
+ Seg.[n]o di croce di propria Mano del sud.[ett]o Martellozzo ill[etter]ato, q[ua]le s’obliga S[alme] 15=00 D.[on] P.[ietr]o P.[aol]o d’Amore Testi[mo]nio Luca Ciotta de ord.[in]e Mano p[ro]pri]a “ (1)
Dall’ importante manoscritto conservato nell’Archivio della Diocesi dei Marsi in Avezzano veniamo alla conoscenza della sua bravura nel mondo agrimensorio infatti, il 28 giugno 1705, redige il catasto di Santa Croce di Aielli:
“ Catastolo Seù INVENTARIO di S[an]ta Croce d’Aiello Fatto da me Infra[scri]tto Luca Ciotta di Cerchio Agrimensore, per ordine del Rev[erend]o S.[igno]r D[otto]r Don Sebastiano Tomassetti di Piscina Rettore di Cotesto Beneficio di S[anta] Croce. Havendo con l’assistenza di Gregorio Rossi M[ast]ro Massaro di d[et]ta Terra d’Aielli ricorsa la misura di tutti li corpi de Terreni, che si trovano descritti nell’antico Inventario fatto da Don Giacomo di Cicchella di San Sebastiano nell’Anno 1516. con havere rinovata tutta la quantità, Nomi, e Confini, con l’intervento, et assistenza di tutte le parti confinanti à dette Possessioni, mediante un’ordine speditoli dalla Corte di Celano. La canna servitoci à misurare detti//detti Terreni costa di palmi otto di Regno, che è simile, et uguale alli piedi tredici, e mezzi, si come nel pronom[a]to antico Inventario, et ogni canne cento, venti cinq[ue] superficiali fanno La coppa, la qual coppa è divisa in venti cinq[ue] pugilli, et il pugillo è contenuto in cinq[ue] canne. Si che ogni cinque canne fanno un pugillo, et ogni venti cinque pugilli fanno una coppa. Aielli li 28 Giugno 1705. Io Luca Ciotta di Cerchio Mano propria In oltre deve intendersi, che ogni coppa di Terra della p[rese]nte misura di canne cento, venti cinque, vi è un quarto rietto per ciascheduna coppa, che sono le canne venti cinque di più alle can[n]e 100 che sono la coppa corrente, quale si chiama à canna piana. Laus Deo sit sempre Amen[…]” (2)
Era figlio del quondam (defunto) Domenico quando, il 7 marzo 1707,(3) contrasse matrimonio con Orazia figlia del quondam Giuseppe d’Amore.
Il 20 maggio 1714 eseguì alcuni rilievi topografici per ordine di Francesco Antonio Marinaccio procuratore della Compagnia di San Sebastiano di Collarmele, per la concessione di un terreno in affitto in favore di Giovanni Antonio Mostacci (4).
Nel 1720 eseguì altri rilievi topografici.
Il 12 Febbraio 1721 in qualità di Massaro (sindaco) di Cerchio scrisse di proprio pugno una testimonianza intorno alla antica chiesa “diruta” di San Pietro in Flimini facendo, insieme col collega Giovanni Pietro Cicco, come già abbiamo visto, la relativa “fede”.
Questi, il 16 e 17 maggio 1721, insieme con Gian Pietro Cicco, entrambi massari di Cerchio, guidò una cinquantina di persone, ognuno con i propri animali ed armati di “pontelli e bastoni”, a pascere e tagliare erba nei terreni rilasciati dal lago Fucino e creduti di proprietà dalla baronessa donna Girolama Matucci Tomassetti (5).
Repentina fu la querela, contro i ritenuti abusivi, presso la Regia Udienza dell’Aquila, da parte della sopracitata nobildonna :
“[…]possedendo dunque pacificamente D.[onna] Girolama la sua posizione di questo prato, a’ quindici del mese di Maggio dell’anno 1721. da subito furore invasati gli Eletti, & alcuni Massaj della terra di Cerchio, unitisi nella publica piazza stabilirono, che tutt’i Cittadini nel giorno seguente avessero condotti in esso i loro animali a pascere, e così fù eseguito; imperocchè la mattina de’ sedici, unitesi da cinquanta persone armate di pontelli e bastoni, facendo capo due Massaj chiamati Gian Pietro Cicco, e Luca Ciotti v’introdussero quanti animali poterono adunare; ed avendo con seco condotti ancora molti sacchi, l’empirono dell’erbe, che a gara aveano mietute, e lieti e baldanzosi la sera si ridussero a casa. E perché parve a’ Capi della brigata; che i prati non fussero stati interamente devastati, ordinarono a’ compagni, che la mattina seguente vi avessero condotti i loro animali, e così fu fatto […]” (6)
Leggendo attentamente tale documenti sembra imbattersi in episodi che precorrono abbondantemente i tempi in terra fucense quando, negli anni ’50 del passato secolo, si lottava al grido di “ La terra a chi la lavora!”. Episodio così eclatante che l’avvocato napoletano Nicolò Pasca pensò bene di dare alle stampe in Napoli il 30 settembre 1723 (7). In questo contenzioso chiaramente si evince che il secolo XVIII è stato il secolo del risveglio da parte delle classi subalterne verso una propria coscienza anelante verso la legittimità che rappresenta il primo passo verso la conquista della libertà. Quasi settant’anni dopo, il 14 luglio 1789, in Francia, il popolo guidato da mani capaci, con la presa della Bastiglia, dà inizio al grido di “Libertè, Egalitè, Fratenitè” alla rivoluzione francese spazzando definitivamente via il lunghissimo servaggio medioevale.
E’ importante sottolineare che in tale contenzioso si nota in nuce, la maturazione ‘politica’ raggiunta dal popolo verso i propri antichi diritti o presunti tali: chi mai avrebbe pensato che un gruppo di persone di un piccolo paese del Sud: Cerchio (AQ), che nel 1723 contava, putroppo, 479 anime ( nella pestilenza del 1656-1657 morirono, nel nostro centro, 254 persone: nell’intero comprensorio marsicano ben 4080 furono le vittime) avesse osato, guidato addirittura dai Massari dell’Università, andare contro l’ordine costituito rappresentato dalla Baronessa Donna Girolama Matucci Tomasetti?
Non abbiamo, al momento, avuto modo di sapere gli sviluppi di tale contenzioso ( presso l’Archivio dell’Aquila non esiste alcun fascicolo al riguardo) sicuramente gli autori di tale eclatante episodio non furono condannati e, se lo furono, non in modo grave, ritroviamo infatti, Luca Ciotti, quale teste di atti di matrimonio relativi agli anni 1725, 1726, 1730, 1733 e 1745 (8).
Siamo venuti a conoscenza che nel volume di Giovanni Pansa “ Bibiografia Storica degli Abruzzi supplemento dei supplementi” opera postuma pubblicata a cura di P. Aniceto Chiappini O.F.M. nel 1964, a pag. 245, è riportato il seguente volume: ” […]Ragioni a pro’ del Commune, e Cittadini di Cerchio. Contro la Magnif.[ica] D.[onna] Geronima Mattucci Tomasetti. Da trattarsi a relazione del Regio Consigliero D.[on] Gaetano di Rosa. Coll’intervento dello Spettabile Signor Presidente del S.[acro] C.[onsiglio] In fol.[io] cc.[carte] 12 s.n. L’autore è GIACINTO FAGGIOLI, che si sottoscrive in ultimo con la data di Napoli li 15 Febraro 1723[…]”.
Nel 1729 compilò gli inventari delle varie nobili istituzioni ecclesiatiche di Cerchio: inventario della Chiesa Matrice Parrocchiale di Cerchio, della Compagnia del Santissimo Sacramento (9), della Compagnia del Santissimo Rosario, delle Anime dl Purgatorio, dei “Beni stabili del Reverendo Capitolo di Cerchio” ( si conserva nell’Archivio parrocchiale di Cerchio ora in Archivio della diocesi dei Marsi in Avezzano il “Primo Sbozzo” di tale inventario curato sempre dal nostro Luca Ciotti) e l’inventario del “Sacro Monte dell’Ospedale di Cerchio” da me, in questo lavoro messi in evidenza.
Il Nostro, quindi, nella prima metà del ‘700, da come chiaramente si evince, è stato sempre attivo: agrimensore, redattore di inventari ed atti in genere, massaro (sindaco) dell’Università di Cerchio nel periodo 1720-1721 (10).
Chissà se fu lui l’agrimensore che, il 3 febbraio 1720, disegnò la “Pianta e veduta dello Stato di Celano ne Marsi/Adì 3 Febraro 1720” conservata in Roma nella Biblioteca Vaticana Apostolica?(11) Dico questo, usando naturalmente il dovuto condizionale, perché l’anonimo agrimensore di tutti i 19 centri disegnati facenti parte della Contea di Celano e Baronia di Pescina, solamente del paese di Cerchio, a me sembra, ha messo in risalto, con cura, i resti di quello che doveva essere il castello di Cerchio, la croce ( ancora oggi esiste a Cerchio, sicuramente a ricordo di quella antica croce, il toponimo Largo della Croce), e l’intero agglomerato urbano. Solo un tecnico locale poteva conoscere l’esistenza dell’antico castello di Cerchio ( il toponimo è attestato ancora con Salita del castello e strada del Castello) e nel luogo ancora oggi denominato in dialetto ” ‘ngastej’ “ ( letteralemente in castello ) sono ancora visibili, nascosto da una fitta vegetazione di edera ed erbacce, i ruderi antichi di un muro che protrebbe essere i resti di un castello o di una torre quadrata, forse di epoca normanna?
Perché non fare un sagace ed intelligente recupero di questi ruderi molto importanti per la nostra umile storia locale? Perché non fare qualche saggio di scavo archeologico in quest’area?
In un documento sincrono della menzionata mappa, la famosa “Relazione Gallarano” ( 1718-1723) (12) categoricamente si afferma:”[…] In detta terra ( Cerchio n.d.r.) non vi è casa baronale n’è circondata di mura[…]” mentr’invece, nella sopramenzionata pianta, si vede inequivocabilmente riportati i resti di antiche mura: due torri con in mezzo un muro formato da blocchi di pietra.
Come mai questa forte discordanza fra la descrizione del Gallarano e la rappresentazione grafica dell’anonimo agrimensore?
Quello che a prima vista può sembrare una discrepanza forse non lo è: Il regio tavolario Donato Gallarano impiegò ben 5 anni per descrivere minuziosamente “Super facies loci” tutti i centri della Contea di Celano e Baronia di Pescina mettendo nel dovuto risalto tutte le cosiddette emergenze architettoniche per fini esclusivamente di valutazione economica. Per il paese di Cerchio, come abbiamo accennato, non valuta nulla in quanto “non vi è casa baronale n’è circondata di mura”. Come mai la citata discrepanza? L’enigma può essere risolto, secondo me, solo se l’agrimensore è nativo del luogo e ha voluto trasportare le conoscenze della storia patria del suo paese natìo sulla mappa in questione. Altrimenti perché rappresentare le due torri, quel pezzo di mura, la croce posta prima del convento degli Agostiniani Scalzi di Santa Maria delle Grazie di Corbarolo, tutte e tre le strade principali di Cerchio con i vari diverticoli ed, infine, sembra a bella posta, ha collocato il borgo di Cerchio quasi al centro della mappa?
Per dipanare tale quesito bisognerebbe fare un esame grafico minuzioso: occorrerebbe una perizia calligrafica.
Non sappiamo quanti lavori ha elaborato né sappiamo in quale luogo ha studiato.
L’ultimo documento in cui figura il Nostro è un “Rivelo”, conservato nel citato Archivio della diocesi dei Marsi, del 1746:
“[…]“Rivelo” fatto da Luca Ciotti sul monitorio di scomunica fatto pubblicare da Angelo Pantano per determinare il possesso di un granaio nel luogo chiamato “il borgo”[…]”(13).
Nel 1732, nell’interessante incartamento riguardante il patrimonio ed il curriculum del novizio Giuseppe Ciotti (14), figlio del Nostro, nato a Cerchio il 5 Luglio 1709, apprendiamo una interessante “Nota” riguardante i beni che si trovavano nella sua abitazione:
“[…] f 12r (numerazione antica n.d.r.)
Nota de Beni mobili diversi, e suo valore che si trovano nella Casa di Luca Ciotti, e fra[scri]tti, q[ua]li sono
Trè Bovi, Una Vacca domata, et un giovenco posson’ valere in tutto
docati sessanta cinq[u]i D[ocati] 65
Quattro somari, con li suoi Imbasti novi D[ocati] 35
Dieci pecora, e due agnelle tutte da corpo D[ocati] 11
Due Cupi d’Api nell’Orto, e Capo mandro sistenti D[ocati] 2
Due Animali negri D[ocati] 1-50
Tre Vemari d’aratri, e perticara, con tutti suoi Ordegni, due nuovi, et uno usato,
due perticare, e due aratri in tutto D[ocati] 6
Sei Botti grande, e tre botticelli, da tener vino con un’altra botticella nova, che
Tengono in tutte a misura sal.[me] (15) novanta cinq[ue] D[ocati] 50
Due arconi grandi da tener grano, e farina nuovi, con la mesa del pane, e tre
Arche del Peschio (16), e due cascie di noce nuove D[ocati] 8
Una Banga grande di noce con due tiratore, e due altre piccole prarim.[ent]e
di noce D[ocati] 3
Una Scancina nuova, colli suoi Stipetti D[ocati] 2
Un’ Tavolino di noce, col suo Canderano sop.[r]a parim.[ent]e di noce lavorato,
e nuovo D[ocati] 7
Un’ Cascione di noce usato da due salme D[ocati] 2
Diversi ferri minuti, con accette tre, due zappe, e due biodenti (17) in tutto il
suo valore D[ocati] 5
Una Cottora, seù Caldara di rame da una salma D[ocati] 10
Tre conche, e tre caldari parim.[en]te di rame D[ocati] 12
Due letti nuovi, et uno usato D[ocati] 25
Sei coperte di lana due nove, e quattro usate D[ocati] 10
___________
D[ocati] 254-50
f. 12 v
Sono à tergo D[ocati] 254-50
Quattro pari di Lenzuola nuove, e due usate D[ocati] 15
Due para di Lenzuola lavorate, e con preciate D[ocati] 3
Un’ padiglione, seù sparviero di braccia (18) sessanta D[ocati] 6
Un altro sparviero novo, n[o]n ancora cuscito di braccia sessanta D[ocati] 6
Quattro Mantili (19), e diverse serviette (20) ascendenti al num.[er]o di
braccia Venti quattro di Mantili, e serviette venti sei D[ocati] 5=50
Altro panno nuovo, e pannam.[ent]i diversi D[ocati] 10
Due Vanche, due pale di ferro, e Trovella, con Verdele D[ocati] 1-60
Altre diverse robbe di casa come sono Capofochi, cose di Cucina, Tavole nove di
pioppo, e d’olmo, e D[ocati] 12
_____________
In tutto salvo docati D[ocati]313=60
E più p[er] una posata d’argento, due fiasche di stagno, et otto anelli d’oro D[ocati] 23
Biancherie d’apprezzo nella Cassa di mia moglie D[ocati] 30
Un’ stipone di pioppo usato D[ocati] 3
Una Vaschietta con Le sue vite riduplicate, e naticchie da attorcer L’uva D[ocati] 5
Quattro arcibanchi, con diverse sedie, e specie D[ocati] 3
Una gravina (21), una zappetta da far la calce & cucchiara, Una ronca nova,
ed’altri simili D[ocati] 2
Lana gentile nuova e Vecchia del’an[n]no passato, filata in parte, e da farsi
X[deci]ne (22)cinq[u]i e mezze D[ocati] 5-50
Un’ migliaro, e mezzo de matoni seù pianozze nove, e robbe simili n[o]n
ancora posti in opera, e travi novi in tutto D[ocati]] 9
Braccia trenta di panno di Lana nuovo e braccia 70 di panno di cannapa
parim.[ent]e nuovo in tutto D[ocati] 15=40
________________
Robbe commestibili X[deci]ne 12 di salato, e sal.[me] 60 di Vino D[ocati] 409-50
Il campo seminato ne Terreni propry, ed’in atri, che tiene in aff.[itt]o
Sal.[me] 28 di grano, salme due, e mezze d’orzo, e sal.[me] due di fave da raccogliersi ad’Ag.[ost]o 1733
Sal.[me] 130 in circa in tutto
f. 13 (numerazione antica n.d.r.))
Nota de Beni Rustici, che restano p[er] La Casa di Luca Ciotti
17 T[er]ra In Cannavine Vecchie, conf.[in]o La Via à due lati, il
Convento, e Gioseppe Porcaro C[oppe] 1 p:[ugilli] 15 d[ocati] 1 – 7 1/5
20 T[er]ra in Capazzano conf.[in]o L’Ospedale, La Via, e
gl’Heredi di Berardo Meo Grosso à due Lati C[oppe] 2-p.[ugilli] 11 d[ocati] 1 -8 4/5
20 T[er]ra In frattucie conf.[in]o Luca Pane Cascio à
due lati, il Convento, e la Strada C[oppe] 1 p.[ugilli] 23 d[ocati] 1- 12/5
18 T[er]ra In Migliara conf.[in]o Panfilo Tuccieri, e La strada
a due lati C[oppe] 9 p.[ugilli] 15 d[ocati] 8- 12 4/5
18 E più fù di Gioseppe Varanelli p[er] compra C[oppe] 2 p.[ugilli] 0 d[ocati] 1.17
18 E più fù del Popolo p[er] ripartimento C[oppe] 4 p.[ugilli]00 d[ocati] 3-12
18 E più fù di Ferdinando Vaques p[er] compra C[oppe] 3 p.[ugilli] 12 ½ d[ocati] 3 3
18 E più fù del Popolo conf.[in]o Gentile Martellozzo C[oppe] 4 p.[ugilli] 12 ½ d[ocati] 4 1
28 Vigna alle Fosse rimanente conf.[in]o Stefane d’Amore,
e Fabio d’Amore in due partite C[oppe] 13 p.[ugilli] 8 d[ocati] 18. 13
28 Vigna in essa, che fù p[er] compra da Gio.[van]Batt[ist]a
di Gio:[van]Ant.[oni]o d’Amore C[oppe] 2 p.[ugilli] 12 ½ d[ocati] 3.10
19 Viti in essa in T[er]ra di S. Fran.[ces]co di Celano
conf.[in]o Gioseppe Meo Grosso, et Andrea d’Amore C[oppe] 4 p.[ugilli] 0 d[ocati] 3-16
18 T[er]ra In Castigliano conf.[in]o esso pro Uxore, e la
Strada fù di S.[an]te Cipriano p[er] ducati diece, e Mezzo
col patto di ricompra frà due anni C[oppe] 6 p.[ugilli] 0 d[ocati] 5-8
19 T[er]ra In campo dell’Olmo conf.[in]o La Cappella di
d.[o]n Marc’Ant.[oni]o Pantano e Gioseppe del Pezzo fù
di Lorenzo di Gio:[vanni] Massaro, e sua Madre C[oppe] 2 p.[ugilli] 16 d[ocati] 2 10
14 T[er]ra In Carmenando conf.[in]o il S[santis]S[i]mo
Sacramento, Giosepp’Angelucci, et Ant.[oni]o
Fasciano fù di Berard.[i]na di Gio:[vanni] Massaro C[oppe] 3 p.[ugilli] 0 d[icati] 2 2
16 T[er]ra In Fonte di Caruso conf.[in]o Ercole Pantano,
le Monache di Piscina, e Gioseppe del Pezzo furono
le trè ultime della sud.[ett]a Berard.[i]na col patto
redimendi p[er] ducati dodici C[oppe] 3 p.[ugilli] 13 d[ocati] 2. 16 1/5
18 T[er]ra In Ripoli conf.[in]o esso Luca p[er] donatione
Gio.[van]Ant.[oni]o Tuccieri, e La Madonna di
Piede Ponte C[oppe] 4 p[ugilli] 10 d[ocati] 4
Casa in Borgo di Membri sei conf.[in]o Felice Cipriano, la Via,
Il Convento, ed Elia Pantano ex d[ocati] 3
Casalino in Borgo conf.[in]o esso p[er] Casa, e Felice Cipriano,
e la Via ex d[ocati] 0 . 10
f. 13v
Beni di d.[ett]o luca Ciotti provenienti da Oratia sua Moglie in Catasto di Cerchio
18 T[er]ra In Castigliano conf.[in]o esso p[er] compra, il
S[antis]S]i]mo d’Ortucchio, e la Via C[oppe] 7 – 0 d[ocati] 6-6
10 T[er]ra in Valle di Majano conf.[in]o esso Med.[e]mo, Cesare
Tuccieri, e Gio.[vanni] d’Amore C[oppe] 4- d[ocati] 2 –
10 T[er]ra In Capo di Ripoli, seù S. Silvestro Conf.[in]o Stefane
Col’Ant.[oni]o, Ant.[oni]o Maccallini, e li Maceroni C[oppe] 4 d[ocati] 2
Casa sopra Pesole alla Fonte conf.[in]o Clemente Iacobacci, e
Gio:[van]pietro d’Amore ex 0 0 d[ocati] 0- 10
E più viti in Ozzano in T[er]ra di S. Andrea C[oppe] 1 -12 ½ d[ocati] 1- 6[è stato corretto n.d.a) ½
E più la Vigna lasciata alle Fosse, e non post’à Patrimonio C[oppe] 1 – d[ocati] 3 –
Beni In Catasto d’Aielli
4 T[er]ra In Ceturo conf.[in]o il Lemite, la Via vecchia, e li
Masciarelli C[oppe] 5- 0 d[ocati] 1 –
15 T[er]ra In Ripoli, seu via deritta conf.[in]o Gio:[van]
Batt[ist]a Polla, S. Silvestro, e la Via fù d’Anna Palozzo
p[er] compra C[oppe] 2 p.[ugilli] 0 d[ocati] 1-10
11 T[er]ra In Ceturo, conf.[in]o Fulgentio d’Amore, Clemente
Iacobacci pro Uxore, Martino di Legge, et altri ut in Catasto
del’ Colle ist.[romento] pro uxore C[oppe] 3 p.[ugilli] 0 d[ocati] 1- 13
In Catasto Gentilesco à carte due
20 T[er]ra In Campoli conf.[in]o esso p[er] Stalle, Cesare Tuccieri
e li Mattucci C[oppe] 1 p.[ugilli] 7 3/8 d[ocati] 1. 6 ¼
20 . Ort’In Puzzacchio conf.[in]o esso p[er] Stalle e la
Via vicinale à 2 Lati, e li Ranalletta C[oppe] 0 p.[ugilli] 22 3/8 d[ocati] 0- 17 5/5(?)
Stalle due con Pagliari ibide[m] da cielo à T[er]ra conf.[in]o
La Via, e li Iacobbacci ex (lasciato in bianco n.d.r.)
Casa seù Granaro con lamia Ibide[m], conf.[in]o esso e la
Via a due lati ex (lasciato in bianco n.d.r.)
Capomandro Ibide[m] con fabrica nova ex (lasciato in bianco n.d.r.)
18 T[er]ra In Piedi Rovella conf.[in]o D.[o]n Bartolomeo
Pietro Cicco, et il Vallone di Rovella C[oppe] 1 p.[ugilli] 19 d[ocati] 0 14 2/5
f. 14r (antica numerazione n.d.r.)
18 T[er]ra In Colle di Cerrino conf.[in]o Li Tomassetti, e Gioseppe
del Pezzo C[oppe] 0 p:[ugilli] 20 ½ d[ocati] 0 6 ½
16 T[er]ra à S. Anastasia conf.[in]o La Strada à 2 lati, e
Tomasso Tuccieri, fù di Gio:[van]Ant.[oni]o Pantano C[oppe] 4 p.[ugilli] 5 d[ocati] 3. 7 1/5
23 Prato in Villa Maina conf.[in]o Fulgentio d’Amore, li
Mattucci, e la Via C[oppe] 2 p.[ugilli] 2 d[ocati] 2 7 3/5
Io Tomasso Tuccieri ho stimato et apprezzato, come Sopra mane propria
Io Marco Ciofano ho stimato, et apprezzato come s[opra]
Io Felice Cipriano ho stimato et pprezzato Come Sopra
Io Felice Tuccieri ho apprezzato, e stimato come sopra mano propria
Attesto, e fò fede Io sottoscritto Arciprete della Chesa Par[rocchi]ale di Cerchio Deleg.[at]o haver publicato de verbo ad verbu[m] tutti li Beni assegnati, e donati p[er]il Titolo di Patrimonio al Chierico Gioseppe figlio di Luca Ciotti della T[er]ra di Cerchio, secondo L’istruzzioni di Monsig.[no]r Ill:[ustrissi]mo, e Rev.[erendissi]mo Vescovo de Marsi in trè giorni festivi, frà li solenni della Messa Par[rocchi]ale, alla p[rese]nza del Popolo, una colla stima, seù apprezzo fatto in mia presenza dalle quattro p[er]sone da me elette p[er] le più perite, e di buoni costumi; Come pur’attesto, che la nota di detti Beni, unitam.[ent]e colla stima, ed apprezzo è stat’affissata da Edoardo d’Amicis Sacristano di d.[ett]a Par[rocchi]ale di mio ordine nella Porta della med.[esi]ma dov’è stata p[er] spazio di 28 giorni, Quali Beni soni di valore ducati 393, e grana 53 2/3, e possono rendere annuatim di frutto ducati 34 e grana 35, secondo hanno deposto concordem.[en]te li sud.[ett]i Periti, dal che n[o]n è risultato niun Can.[oni]co impedim.[en]to Onde p[er] la verità hò scritto, e sottoscritto il p[rese]nte attestato, e fede di prop[ri]o Carattere. In Cerchio q[ue]sto dì 17 Maggio 1733-
Io D.[on] Pietropaolo Arciprete d’Amore attesto, e fò fede come sopra Liborio Cimini Attuario[…]”.
Un po’ poco per descrivere la sua forte personalità ed operosità.
Luca Ciotta ( o Ciotti ) doveva rappresentare, nella prima metà del settecento, un personaggio degno di nota. (23)
L’iniziale antico cognome della famiglia “ della Cyotta” si trasformerà in “Ciotta” ed infine nell’attuale Ciotti.
Note
- Archivio Parrocchiale di Cerchio ora conservato nella diocesi dei Marsi in Avezzano.
- Archivio della Diocesi dei Marsi, Avezzano. Il presente documento è composto da 4 fogli numerati ( o 8 pagine) più un foglio dove reca scritto ad una sola parte : “Inventario di S.[an]ta Croce d’Aielli 1705”.
- Amiconi F..” Gli atti di matrimonio all’indomani del Concilio di Trento in un paese dell’entroterra abruzzese: Cerchio (AQ)”, Museo Civico di Cerchio, Quaderno n. 50, Anno III.
- Archivio della Diocesi dei Marsi Avezzano, Collarmele D-119. Socciarelli A.M.:” Le carte di Collarmele nel fondo D dell’Archivio storico diocesano dei Marsi (1619-1914)”, Museo Civico di Cerchio, Quaderno n. 102, Anno XII, 2009, P. 11.
- Amiconi F.:” Sommosse popolari nella Marsica agli inizi del ‘700”, Museo Civico di Cerchio, Quaderno n. 46, Anno III, 2000.
- E’ stato ristampato, anastasticamente, dallo scrivente in Quaderno n. 46 del Museo Civico di Cerchio, Anno III, 2000 dal titolo : “ Sommosse popolari nella Marsica agli inizi del ‘700”.
- Tale opera composta da 14 pagine è conservata presso la Biboloteca Provinciale “ S. Tommasi” dell’Aquila.
- Amiconi F.:” Gli atti di matrimonio op.cit.”.
- Amiconi F.:” L’inventario della Compagnia del Santissimo Sacramento di Cerchio nel 1729”, Museo Civico di Cerchio, Quaderno n. 14, Anno I, 1998.
- Nell’archivio della Diocesi dei Marsi in Avezzano si conservano dell’agrimensore Luca Ciotti, oltre ai citati, altri documenti che vanno dal 1705 al 1746 ottimamente regestati da Antonio Socciarrelli e pubblicati su due Quaderni del Museo Civico di Cerchio dagli eloquenti titoli: “ Un contributo alla storia della Marsica regesto dei documenti “inediti” di Cerchio nell’Archivio storico diocesano dei Marsi (secc. XVII-XIX)”, Quaderno n. 87, Anno X, 2007 e “Le carte di Collarmele nel fondo D dell’archivio storico diocesano dei Marsi (1619-1944)”, Quaderno n. 102, Anno XII, 2009. Nel citatto fondo D, Cerchio, busta 109,Civilia, fasc. 151, 1720/10/9-15 apprendiamo che in quel tempo Luca Ciotti, insieme a Gio:Pietro Cicco, era massaro dell’Università di Cerchio:” Uni[versi]tà di Cerchio/ Noi sottoscritti Massari dell’Uni[versi]tà sud.[ett]a facciamo vera, e real’ fede à chiunq.[ue] La p[rese]nte spetterà vedere ò sarà quovis modo p[rese]ntatate[m] in iudicio, qua[m] extra, etia[m] cu[m] Iuram.[en]to quatenus opus sit, et sub pena falsi, Come à richiesta possiamo dire, conf.[orm]e dicemo, et attestamo che la Vigna, che comprò Matteo Ramelli di detta T[er]ra da Pontiano de Pontiani loco detto Preturo, sono alcuni anni, che la posiedono Li RR.[Reverendi] PP.[Padri] Agostiniani Scalzi di q[ues]to n[ost]ro Conv.[ent]o, e publicam.[ent]e Costa in q[ue]sta T[er]ra che loro l’hanno fatta coltivare, e vendembiare, e percepitone li frutti in detti anni senza verun’ostacolo, et nel Publico Catasto di q[ue]sta T[er]ra si trova posta detta Vigna in faccia di essi RR.[Reverendi] PP.[Padri], e p[er] esser ciò la verità gl’habbiamo fatta la p[rese]nte scritta, e so[ttoscri]tta di nostre prop.[ri]e Mani, e corroborata col solito, e consueto Popolar’ Sigillo di d.[ett]a n[ost]ra Uni[versi]tà, et in fede Cerchio li 13 8[otto]bre 1720. Io Luca Ciotti Masssaro fò fede come sop.[r]a M.[ano] p[ro]p[ri]a Io Gio:[vanni] Pietro Cicco Massaro ( al margine destro vi è impresso l’ ovoidale sigillo comunale recante all’interno la scritta UNIVERSITAS CIRCULI circoscritta dal leone rampante posto su un cerchio con dentro rappresentato una stella sopra tre monti n.d.a.) Die 15 Octobris 1720. In Can[celle]ria Ep[isco]pale, eo curiam Rev.[eren]do D.[omi]ni Vic.[ariu]s G[ene]rali Marsorum exhibita p[er] Rev[ererendu]m P[arrochial]em Nicolaum Angelum à s.[an]ta Lucia Pru[den]tiam dicti contractus RR.[Revendi] PP.[Padri] S.[anc]ti Augustini discalceatorum T[er]re Circuli pr. Et in fidem Phil[ippus] Casarionus Canc.”( è scritto, ovviamente, da altra mano n.d.r.).
- Archivio Barberini II, 1944 a.
- Manna G.: ”Vertenza Cerchio-Collarmele – Parere Gennaro Manna”, Aquila, Tipografia Sociale di A. Eliseo, 1894, p. CXXII.
- Socciarelli A.:” Un contributo alla storia della Marsica op.cit.”, Anni: 1746/02/1-05/1, Fascicolo 219, Busta 110, categoria Civilia, pagine 4.
- Socciarelli A.:” Un contributo alla storia della Marsica op.cit.”, Anni: 1732/05/17, fascicolo 448, busta 114, categoria Patrimonalia, pagine 43.
- Salma o Soma unità di misura pari ad un Ettolitro= l. 120,0050: misura abusiva anteriore al 1840. Amiconi F.:” I conti della ”Fraterna di Santa Maria delle Grazie” di Corvarola e della “Chiesa di Santa Maria di Piede Ponte” di Cerchio (AQ) (secc. CVI-XVIII)”, s.c.e.(ma Stampa MCM, Carsoli) s.d.(ma 2006).
- E’ l’odierno paese di Pescasseroli in provincia dell’Aquila.
- Bidente , tipico arnese in ferro usato dagli agricoltori. Nel Museo Civico di Cerchio ve ne sono diversi tipi.
- Braccia. Misura lineare pari a 3 Palmi. Pari a m. 0, 78101, misura del 1842. Amiconi F.:” I conti op.cit.”
- Coperte da tavolo.
- Salviette.
- Piccone strumento in ferro usato dai contadini ed in edilizia.
- Decina unità di peso pari a 10 libre. Una libra pesa Kg. 0,320759. Amiconi F..” I conti op. cit.”.
- Amiconi F.:” Il catasto del convento degli Agostiniani Scalzi in Cerchio (AQ)” in AA.VV.: ” Cabrei e Catasti tra Stato Pontificio e Regno delle Due Sicilie”, Atti del Convegno di studi Civitella Roveto, Sala Polivalente – 23 settembre 2000, a cura di Eugenio Maria Beranger e Riccardo Garbini – Amministrazione Comunale, biblioteca comunale Civitella Roveto, Tipolitografia “La Monastica” Abbazia di Casamari (FR), 2006, p. 212. Amiconi F.:” Il Settecento cerchiese “, Museo Civico di Cerchio, Quaderno n. 68, Anno IX, 2006.
FULGENZO d’AMORE ( 1701-1767)
Fulgenzo Matteo d’Amore nacque a Cerchio il 10 Ottobre 1701 da Giovan Battista e Lucretia Letta. Si unì in matrimonio, con Virginia Maria Domenica Mancini il 1 Giugno 1732 in Riofreddo, paese natale di Virginia.
Anche di questo personaggio, che tra l’altro è il mio sestavolo, sappiamo, purtroppo, poco.
Non sappiamo quale studì conseguì né quindi di conseguenza, se lo ebbe, di quale titolo accademico fu insignito. Sappiamo invece che fu uno dei più facoltosi personaggi della Cerchio d’allora.
Lo ritroviamo attore in molti atti notarili come acquirente e dal suo testamento, che qui si riporta integralmente, riusciamo a comprendere putroppo, in minimissima parte, il suo animus :
“ Copia del Testamento del Signor Fulgenzio d’Amore della terra di Cerchio in Provincia di Aquila […]
In Dei Nomine Amen, Anno a Nativitate Domini Nostri Iesu Christi, 1767 in die vero decima nona Mensis Novembris in terra Circuli, et proprie in Domo Domini Fulgentii de Amore sita in Burgo eiusdem, iusta finos Regnante Domino nostro Ferdinando IV. A preghiere, e ad istanza fattaci per parte del Signor Fulgenzo d’Amore di questa Terra di Cerchio, ci siamo personalmente conferiti nella medesima, e proprio nella di lui Casa abitativa, giusta suoi noti confini, e rinvenutolo nella Cucina, sedendo in un banco vicino al fuoco, infermo di Corpo, con male di troposia, sano però, di mente, e con perfetta loquela, ci ave asserito, che considerando egli lo stato fragile, e caduco dell’umana natura, il non esservi cosa più certa della Morte, ed incerta l’ora specialmente ad esso nello Stato in cui Si trova, dubitando di Morire ab intestato Senza disporre de Suoi beni temporali, per evidare le discordie,(1) fra’ i Suoi eredi, e Successori abbia perciò risoluto, e determinato di fare, conforme fa il presente Suo ultimo nuncupativo testamento, quale vuole, che vaglia per tale, ed in difetto per testamento in Scriptis, testamento privilegiato inter liberos,codicillo,donatione causa mortis, legato ad prias causa,ed ogni altro miglior modo, che dalle Leggi vien permesso, cassando ed annullando, e dirupando tutti e qualsivoglia altre disposizioni di ultima volontà fino al presente giorno vale, volendo, che questa abbia il suo dovuto effetto, e vigore senza da esso possa farsi veruna detrazione in virtù di Legge Frabillanica, essendo questa sua ultima volontà. In primo raccomanda l’anima Sua all’onnipotente Dio, e S[antis]S[im]a Trinità Padre Figlio, e Spirito Santo, affinché si degni collocarla nella Patria Celeste, implorando perciò meriti al Nostro Signor Gesù Cristo per la sua Morte, e Passione della Beatissima Vergine Maria di Lui Madre, e l’intercessione di tutti i Santi Suoi Avvocati, e Specialmente delli Santi Martiri, Protettori di questa terra S[anti] Giovanni, e Paolo. E perché il Capo è principale di qualsivoglia Testamento, e Sostituzione dell’Erede, Senza di cui per bocale, e disposizione si rende nullo,ed in valido,perciò di sua propria bocca nomina,ed istituisce Suoi Eredi universali, particolari li Suoi Carissimi Benedetti Figli, il Reverendo Canonico D[on] Sinibaldo d’Amore (2), e il Reverendo Sacerdote, e Cappellano di Malta Sig(nor) D[on] Arcangelo d’Amore (3) Sig[nor] Felicenatonio (4),Sig[nor] Giovanni Chierico (5), e Sig[nor] Paolo (6) Fratelli d’Amore, e ciascheduno loro pro equale parte e porzione Sopra tutti, e Singoli Suoi beni, solamente nell’Infrascritto Fedecommesso, condizione legati, riserbe Sostituzione Item vuole e comanda esso Testatore, che dopo la di lui morte, resti in suo luogo la di lui amatissima Consorte Signora Virgilia Mancini(7) alla quale debbano i suoi figli, ed eredi prestare la dovuta obbedienza, e venerazione, e la medesima Signora Virgilia vita sua durante sia usufruttuaria di tutti, e singoli beni ereditarj di esso Testatore coll’obligo di Somministrare a figli, e figlie gli alimenti, e sostenimenti necessarj, a proporzione delle forze Ereditarie, e nel caso, che trovasse disubbidiente, nell’uno di loro, e discolo, e poco timorato di Dio, possa castigarlo, conforme gli parerà., e piacerà,dando, e concedendo allla medesima Signora Virgilia la piena facoltà, e libertà in qualunque caso di disubbidienza, e mancanza, detercazione, e di poco rispetto de figli e figlie, di ritenersi, e disporsi a suo arbitrio per suo proprio sostenimento, e mantenimento ducati cento annualmente de’ frutti de beni ereditarj di esso Testatore durante la di lei vita naturale, riserbando la proprietà al Maiorasco, e fedecommesso=, Item istituisce detto Testatore suoi eredi particolari onorabili tantum titolo in legitum, che de jure natura gli spetta la signora Lucrezia(8) sua figlia maritata col Dottor Fisico Barleam Maccallini(9) in Ajelli, e la Signora Angela Teresa (10) altra sua figlia maritata con Carlo Alessandri(11) del Coll’Armele sopra le doti rispettive assegnateli, ritrovandosi maritate di Paraggio, et ultra paragium. Item ordina a detti suoi universali eredi di decoroso maritaggio,debbano assegnare, e dare alle ultime figlie Nubili di esso Testatore Signora Domenicantonia (12) e Signora Angelina(13) di ducati 400 per ciascheduna, nella maniera sono stati assegnati alle predette altre loro sorelle maritate= Item vuole, che detti suoi universali Eredi, abbiano, e debbano menticare, e ricuperare coi, frutti Ereditarj in Riofreddo li beni dotali Materni, e quelli da esso Testatore aumentati, ed ivi comprati, lasciando sopra di essi l’intiero usufrutto vita dutante alla Signora Virgilia sua moglie colla facoltà, di poter disporre Sopra di essi beni dotali a suo talento in vita, e serbati quelli acquistati ed aumentati da esso testatore, l’usufrutto de quali dopo la morte della riferita Signora Virgilia, debbano consolidarsi colla proprietà in beneficio del su cennato Maiorasco, e Fedecommesso= Item vuole, e comanda esso Testatore che morendo ciascun di essi suoi universali eredi in qualunque tempo, senza figli legitimi, e naturali, in tal caso debbano succedere quello, o quelli de Fratelli, che saranno superstiti, sostituendo ciascuno di loro, a ciascuno di essi superstiti eredi de fratelli Defunti= Item ordina a detti suoi universali eredi, che debbano de frutti de beni ereditarj continuare a mantenere nello Studio di Roma ove ritrovasi il Suaccennato sig. Paolo d’Amore loro Fratello, e dopo allo studio legale, o altro, che inchinerà fino a tanto, che sarà arrivato a perfezione ad ottenere la Laurea= Item vuole, e comanda esso Testatore, che non meno li beni, che furono in principio costituiti in Patrimonio al Reverendo Sacerdote D[on] Arcangelo d’Amore per iniziarsi alla prima Tonsura, ed ascendere alli ordini Sacri, che quelli costituiti dopo il Patrimonio per il godimento della Cappellania di Malta, abbiano tutto dopo la di lui morte il patto eversivo a favore dei Suoi universali Eredi, e successori nella maniera che furono costituiti,consolidandosi l’usufrutto colla proprietà ma siano ancora soggetti al suaccennato infrascritto Fedecommesso, e Maiorasco, pensione, comenta, o altra qualsivoglia rendita, o acquisto, che portasse il Suo concreto Sostenimento, conforme fù stabilito nella costituzione del Patrimonio, prima, che fosse creato Cappellano della Sacra Congregazione di Malta, e sembrerà conveniente alla predetta di lui Madre= Item avendo considerato esso Testatore, che per mantenere il decoro di una Casa, sono necessari i beni di fortuna, per mancanza de quali si è sperimentato, che molte cose di conosciuta nobiltà, sono degenerate da loro maggiori, che però per mantenere la sua Casa con quel decoro, che la Divina Provvidenza porta ave deliberato di formare un Majorasco, e Fedecommesso in beneficio del Suaccennato Paolo d’Amore suo figlio, suoi figli legittimi, o naturali Maschi, e a loro discendenti in infinitum, et in perpetuum da prima genitura in prima genitura ed in loro mancanza degli altri chiamati coll’ordine, serie, e condizioni, pesi, proibizione, clausole infrascritte= Per maggior chiarezza del suddetto Maiorasco, e Fedecommesso vuole esso Testatore, e dichiara, che durante la vita della Suaccennata Virgilia Mancini di lui Moglie, dovendo la medesima succedere in di lui luogo in quanto all’usufrutto,ed assumendosi il peso dell’educazione de propri figli, debba perciò essere pienamente usufruttuaria di tutti i beni ereditarj di esso Testatore, Senzacchè giammai possa obbligarsi ad inventario, o reddizione de conti, e alla libertà di poter trattare i figli nella maniera, che vuole, e meritano a di lei libero arbitrio, e volontà, ed a proporzione, rispetto, che li porteranno, ed anche colla libertà in caso di sgarbo, o poco rispetto di potersi presso di se ritenersi detto usufrutto per suo prosostenimento annui ducati cento conforme di sopra, si è spiegato, dandosi alla medesima tutta la facoltà bastante di poter in vita amministrare, governare la Casa, e Famiglia, esigere le rendite dotali nel caso di Matrimonio delle figlie Nubili, e fare ogni altra cosa, che la medesima Madre è di conosciuta esperienza, e probità, riconoscerà proprio, e conveniente= Item esso Testatore soggetta a detto Majorasco , e Fedecommesso tutti, e singoli Suoi bene ereditarj, Mobili, Stabili, semoventi,oro per annue entrate, cenzi, rendite, denari contanti, esigenze, nomi de debitori, azioni, ragioni, ed ogni altra cosa, che quomodocumque, et qualitercumque da ora in appresso, ed in futurum spetta e spettasse, o potesse spettare al medesimo Testatore= Item il primo chiamato al detto Majorascato, e fedecommesso sia il suaccennato Sig[nor] Paolo d’Amore di lui figlio, quale dopo la morte della di lei Madre, che gode in vita l’usufrutto de Suoi beni ereditarj con il peso dell’educazione, e sostenimento de figli, sia tenuto, ed obligato di assumere il peso del vitto, e sostenimento a proporzione del bisogno, e delle forze ereditarie de proprj fratelli, e Sorelle nella maniera di sopra disposta, e dichiarata= Item, che dopo la morte di esso Sig[nor] Paolo Succeda ad esso Majorasco, e fedecommesso il suo primo figlio Maschio legittimo, e naturale ex suo corpore procreato in forza di legittimo Matrimonio coll’istesso peso di aumentare gli altri fratelli, e dotare le Sorelle dell’usufrutto de beni, a fedecommesso soggetti, senza spropriare la proprietà, e così anche debbono succedere i discendenti di esso Sig[nor] Paolo chiamati da prima genitura, in prima genitura Mascolina esclusa la femminina= Item dichiara esso Testatore, che mancando la discendenza del chiamato Signor Paolo suo figlio in qualunque modo, in tal caso succeda a detto godimento il più prossimo in grado della discendenza di esso Testatore preferendo sempre la linea mascolina, esclusa la femminina, la quale debba subentrare al detto godimento solamente nel caso, che affatto mancasse la linea Mascolina della discendenza di esso Testatore, anche in grado remotione, proibendo espressamente esso Testatore di potersi in qualunque modo, alienare, vendere, o destrarre, ipotecare in qualunque Modo, impegnare, o Soggettare a debbiti in tutto, o in parte i sudetti beni ereditarj, eccettuato al cambio vantaggioso, volendo che tutti debbono sempre restar soggetti à perpetuo e strettissimo vincolo di Majorasco, e fedecommesso in beneficio di detti chiamati nel descritto ordine, i quali debbano essere Sempli[ci] usufruttuarj durante la di loro vita da primogenito, in primogenito, come sopra, Senzache a loro Supra di essi beni l’indenta trasferito, o acquisto dominio Servitù, possessione,comodita obbligo, e ipoteca, ragione, azione alcuna, possesso, ma solo alla proprietà, ma anche all’usufrutto con qualunque privilegio in corpore justis clausa, et claudendo per titolo di dote ,alimento, o il Regio Fisco, ne per qualsivoglia altra causa giusta sia favorevole, necessaria o promessa di, ragione, ancorché intervenisse qualunque Decreto, o dispensa, anche causa cognita, qualsivoglia clausola derogatoria delle derogatorie, ed espressamente delli presenti, o che li chiamati non avessero altri beni per liberarsi da qualunque pericolo di loro vita, e libertà, ò vero acquistarsi, o per acquistarsi qualsivoglia notabile beneficio in grandezza, ed esaltazione de’ beni di vita, di onore, o di altra cosa urgentissima, che fosse, volendo perciò, che qualunque vendita, distrazione, pegno, ipoteca, che si facesse sopra i beni Ereditarj, resta nulla, invalida di niuna forza, e vigore, come se mai giammai fusse fatta, semprechè sopra detto frutto, vi possano avere ragioni, azioni, senza ipoteca alcuna, per qualsivogliano crediti di qualunque delle dipendenti chiamati non meno per causa di dote, o alimenti, o molto meno il Regio Fisco, anche se fusse per qualunque delitto, che forze detti chiamati, o loro discendenti commettessero anche di lesa Maestà Divina, o Umana in qualsivoglia Capo, quod absit, per altro delitto, che meritasse confiscazione de beni, ma in tal caso s’indenta, e non il chiamato, che goderà l’usufrutto di detti beni nel medesimo tempo del delitto nell’istessa idea, che ave pensato di commetterlo, che meritasse confiscazione de beni,o per due ora avanti per il pensiero privato del godimento di esso usufrutto si abbia, come non fusse chiamato dandosi allora il luogo all’altro immediatamente chiamato ben’inteso, che venendo aggraziato, o assoluto quello che avrà commesso tale delitto torni allora a godere l’usufrutto di detti beni= Volendo finalmente esso Testatore, che resti in libertà de suoi universali Eredi, e di accettare tutto, e quando ha disposto, e dichiarato nel presente suo ultimo nuncupativo testamento, e specialmente nella erezione, fondazione, e regolamento di detto Majorasco, e fedecommesso senza contravvenire a menoma parte in esecuzione della sua volontà pel mantenimento e decoro della sua famiglia, e discendenza colli presenti beni di fortuna, o pure di pigliarsi la semplice legittima, che de jure natura li spetta, ed appartiene come sopra ad ereditario Paterno, nella quale in tal caso quelli, o quello, che ributterà di non accettare il presente Testamento, o quando in esso è stato disposto con Fedecommesso, e Majorato predetto istituisce suoi Eredi particolari onorabili tantum in legittima senzacchè possa o possano pretendere altro della sua Eredità=Item vuole, e comanda detto Testatore, che tutti i figli suoi universali Eredi, eccettuato i tempi dello Studio, ed altre legittime vacanze debbano sempre fra’ loro vita durante, e naturale coabitare, e vivere unitamente in pace e quiete da buoni Fratelli, e qualora ciascuno di essi volesse separarsi non possa pretendere altro se non che la pura legittima. O pure il piatto di ducati trentasei l’anno a loro elezione, durante tal piatto loro vita tantum= Item vuole esso Testatore, che per mantenimento di detta sua casa solamente a suo debito tempo prenda moglie, sperandone un decoroso Matrimonio il riferito Sig(nor) Paolo d’Amore suo figlio, nel caso che volesse anche casarsi li due altri secolari, non possono pretendere altro, che la sola legittima,o il piatto di ducati trentasei l’anno per ciascheduno a loro elezione durante tal piattolo loro vita= Item vuole, che dopo la sua Morte il suo corpo sia sotterrato nella Sepoltura de Majori di Sua Casa esistente nella Parrocchiale Chiesa di detta terra di Cerchio= Item vuole, che redimendosi qualche capitale di cenzo attivo della Casa, o beni comprati a tempus, o quantocumque in tal caso si debba impiegare il denaro in altre compre di terra, annue rendite= Item ordina il detto Testatore alli Succennati suoi Eredi universali, ed in specie al denutorie del Maiorasco o Fedecommesso, ed altri suoi successori come sopra chiamati, che debbono esattamente mantenere nel suo intiero stato la Cappella, o beneficj della Casa con celebrare, o far celebrare le Messe, e soddisfare i pesi esattamente nella maniera furono eletti= Item vuole, che dopo la Morte di esso Testatore, che se li faccino gli decenti funerali da suo pari con quei Suffragi che pareranno propri alla suddetta Signora Virgilia di lui Moglie a di lei pieno dominio, arbitrio, e libertà questa essere la sua ultima volontà= Item vuole, e comanda esso Testatore, che nel caso il suaccennato figlio Reverendo Signor Don Arcangelo d’Amore Cappellano di Malta non volesse accettare tutto, e quanto si è dichiarato, ordinato, e disposto il presente Testamento, et sub verbo signanter fù per la creazione, istituzione, e stabilimento del suaccennato Majorasco, e fedecommesso con eligersi la legittima, che de jure natura li spetta, vuole, che allora sopra la legittima medesima vi si debbono compensare tutti e singoli le spese sofferte tanto nell’assunzione all’ufficio di Cappellano di Malta, costituzione di Patrimonio, mantenimento in Roma, e professione seguita colli viaggi, e spese de fratelli per l’istesso effetto; quanto ogni altra spesa occorsa,e che forse occorrerà per il suo mantenimento permanente in Roma, o altrove, o pure in Casa, qualora questa seconda spesa sia eccessiva alla sua quota eguale alli altri fratelli, che nemmeno dalla loro comune Madre, ma eziandio a proporzione delle forze ereditarie verrà a ciascuno di loro dall’usufrutto ereditario dovuto, e stabilito, volendo espressamente, che nel caso sudetto voglia la legittima come sopra, rintegri intieramente l’asse Ereditario e venga detta legittima computata la spesa sofferta per l’assunzione alla Cappellania di Malta, ascendente a circa Seicento Scudi col di più di sopra espressato=Item lascio esecutore Testamentario il Reverendo Signor Don Gio[van]Battista Cimini(14) Arciprete di detta terra, a cui si da tutta la facoltà bastante di esiquire, e fare esiquire quanto nel presente suo ultimo nuncupativo Testamento viene ordinato, e disposto, come farebbe esso Testatore se vivente fusse= Finalmente richiesto a lasciare la carità al nuovo Clausorio di Napoli, ave risposto non poter lasciare cossa alcuna= Quibs omnibus sic per actis per predicti Testator requsibit nos, ut de omnibus predictis Publicum conficere deberemus actum, nos enim per unde P=Presenti=Il Magnifico Giannicola Cerasoli Giudice a Contratti di Pescina= Il Reverendo Don Pietrantonio Colantonio (15)= Il Reverendo Don Francesco Felippo d’amore (16), Francesco Cipriani, Giovanni Jacobucci(sic)= Carlo Felice Petricicco(sic)= Tommaso Giusti (17) di detta Terra letterati = Copia dell’Ordinativo fatto in calce della Suplica formata da me Notaro Conservatore al Signor Capo Ruota della Regia Udienza Provinciale per poter estrarre la copia del Testamento del fù Don Fulgenzio d’Amore= Ferdinandus IV Dei Gazia Rex= Per subscriptura Dominum Militem U.S.D.D. Franciscus Xaverium Scarci Judicem M[agnific]e Curie Vicarie per caput Aule huius Reg.e Aquilane Aud(itor)e deleg.e=Visto retroscripto Supplici libello, ac recognito Protocollo Regi Notare Cajetani Pallotta de Ano 1767, e visitato 1768 fuit provisum, quod liceat esemplare enunciatam copia Testamenti= Si è appuntato però, che nel farsi dal Supplicante l’estratta si spieghino i difetti enunciati nella presente Supplica per averne quelle ragioni, pro ut de jure da chi si deve = Aquila 3 Marzo 1795. Scarci D.A. De Petris Procuratore de Poveri ex officio “.(18)
La morte lo colse a Cerchio all’età di 66 anni il 9 Dicembre 1767.
Note
- Non è stato buon profeta sorsero infatti, molte e lunghe dispute legali.
- Nacque a Cerchio il 2.3.1733.
- Nacque a Cerchio il 18.3.1734.
- Nacque a Cerchio il 16.11.1735.
- Nacque a Cerchio il 27.12.1742.
- Nacque a Cerchio il 31.5.1750.
- Nacque a Riofreddo il 26.10.1710 e deceduta in Aielli il 26.8.1791.
- Nacque a Cerchio il 11.8.1739 e si unì in matrimonio con il medico Barlaam Maccallini di Aielli il 8.2.1756. E’ la mia quintavola: il figlio Nicasio Maccallini, nato ad Aielli il 11.7.1758 e deceduto a Cerchio il 19.10.1834 sposa in seconde nozze, il 1.9.1801, la mia prozia e di conseguenza quartavola Maria Domenica d’Amore (nata a Cerchio il 18.2.1774 ) figlia del mio quintavolo Silvestro d’Amore ( nato a Cerchio il 31.12.1732 ed ivi deceduto il 29.10.1822) in quanto dalla loro unione nasce Maria Luisa (nata a Cerchio il 22.1.1810 ed ivi deceduta il 16.3.1851) che a sua volta si unisce in matrimonio, il 17.2.1832, con il mio trisavolo Di Domenico Stanislao ( nato a Cerchio il 15.11.1807 ed ivi deceduto 8.8.1872) dal quale nasce il mio bisnonno Angelo ( nato a Cerchio il 5.8.1849 ed ivi deceduto il 13.1.1915) che unendosi in matrimonio, il 9.11.1880, con Iacobacci Giacinta ( nata a Cerchio il 7.10.1856 e deceduta in Pescina il 31.8.1929) darà alla luce mio nonno Umberto Vittorio ( nato a Cerchio il 14.1.1879 ed ivi deceduto il 17.8.1950) il quale unendosi in matrimonio, il 10.11.1904, con Continenza Maria Angela Giuseppa ( nata a Cerchio il 14.5.1884 e deceduta a Cerchio il 10.1.1960) nascerà mia madre Di Domenico Maria Grazia ( nata a Cerchio il 20.9.1917 e deceduta in Pescina il 6.12.2008) che si unirà in matrimonio a Cerchio, il 22.7.1946, con mio padre Amiconi Umberto Mario ( nato a Cerchio il 12.12.1914 e deceduto in Pescina il 31.1.1997.
- Nacque a Aielli il 28.2.1713
- Nacque a Cerchio il 24.10.1744 e si unì in matrimonio il 16.5.1762 con Carlo Francesco de Alexandris di Collarmele.
- Nacque a Collarmele .
- Nacque a Cerchio il 2.7.1741 contraendo, sempre a Cerchio, il 13 febbraio 1786, matrimonio con il Magnifico Geremia d’Amore ( nato a Cerchio il 4.1.1742 ed ivi deceduto il 3.8.1797 ), Dottore in “utroque jure “, avvocato e maestro dei fanciulli nonché Giudice della Regia Doganella di Pescina ( dal 1778 al 1781 ). Suo erede universale fu il nipote Venanzio d’Amore Fracassi il vecchio ( 1772-1854). Amiconi F.:” Geremia D’Amore” Marsica Domani, N. 5/92 del 31.3.1992; Amiconi F.:” Geremia d’Amore Giudice della Regia Doganella del Dipartimento di Pescina” ( II parte), Marsica Domani, N. 10/92 del 15.6.1992; Amiconi F.:” Geremia D’Amore Giudice della Regia Doganella del Dipartimento di Pescina “ (III parte), Marsica Domani, N. 11/92 del 15.7.1992.
- Angelica Mattia nacque a Cerchio il 26.5.1746. Si unì in matrimonio, con il dottor fisico Ludovico Semperlotti di Castevecchio Subequo, il 30 Novembre 1782.
- ) Nacque a Cerchio il 1.11.1724 ed ivi deceduto il 23.5.1778.
- Nacque a Cerchio il 5.6.1742.
- Nacque il 5.4.1746.
- Nacque a Cerchio il 22.12.1738 ed ivi deceduto il 20.9.1828.
- Archivio Privato Cerchio.
ARCHIVIO DELLA DIOCESI DEI MARSI AVEZZANO
Cerchio C/88/2032
Inventario della chiesa della Madonna delle Grazie di Cerchio compilato il 5 Settembre 1877
“ Eccellenza R[everendissi]ma ( al margine destro si legge: “ Copia alla Cura di Cerchio” n.d.r. ) Partecipo all’E.[ccellenza] V.[ostra] R.[everendissi]ma che il P.[adre] Domenico da Onna, quale dalla Soppressione della Comunità Religiosa nel nostro Convento delle Grazie, si trovava in continuazione Rettore di quella Chiesa, per intimo di questo Municipio ( era sindaco di Cerchio, dal 1876 al 1878, Carlo Felice Meogrossi, n.d.r.), ha dovuto lasciare Convento, e Chiesa. Egli è partito di qui la sera del giorno 5. Corrente Settembre, ed in data del 7 ha scritto dall’Aquila per la definitiva cessione della Chiesa, arredi per questa lettera in copia aggiunta agli Atti ordinati dalla R[everendissi]ma Curia che accludo in seno al presente. La predetta Chiesa di pieno diritto, e per disposizione emanata dalla R[everendissi]ma Curia in data ( al margine sinistro si legge: “ S.[ua] E.[ccellenza] Monsignor Vescovo de Marsi Pescina” n.d.r.) 17 Luglio u:s. è ricaduta al Parroco, e Capitolo della Parrocchiale, come sempre gli appartenne in Antico fino alla fondazione della Comunità Religiosa nel giorno 2 Luglio del 1858. Noi però prima di entrarci in possesso, ed esercitare verun atto di giurisdizione, attendiamo i Venerati ordini di V.[ostra] E.[ccellenza] R[everendissi]ma. Previo il Bacio del S.[acro] Anello, implorando la S.[anta] Pastorale Benedizione, con umile rispetto mi raffermo D.[i] V.[ostra] S.[ignoria] R[everendissi]ma Um[ilissi]mo D[evotissi]mo Suddito Obb[ligatissi]mo Beniamino Pietroiusti// Copia Eccellenza R[everendissi]ma in data dei 4 Luglio ho ricevuto l’ufficio con cui mi viene intimato l’uscita dal Convento per ordine, si dice Superiore; or posto ciò, tra pochi altri giorni partirò da Cerchio, ma prima mi aspetto gli Ordini di Cotesta R[everendissi]ma Curia per la rassegna di questa Chiesa, e di tutti gli Arredi Sacri. Il Rettore F.[ra] Domenico di Onna, Di Cerchio 16 Luglio 1877.
Non senza Dispiacere apprendiamo del presente esposto la ingiunta espulsione, verificando la quale, la Chiesa che l’esponente aveva in Custodia, e tutti i Sacri Arredi, ed altre Suppellettili alla stessa appartenenti Saranno consegnate al Parroco del luogo, rediggendosi analogo Verbale, coll’intervento di tutto in triplice copia, di cui una resterà presso l’esponente, l’altra Sarà data al Parroco, e la terza Sarà trasmessa a Voi sottoscritta tutte tanto dal passato Rettore, quanto dal nuovo Consegnatario. Pescina li 17 Luglio 1877 Gio:[vanni] Arcidiacono Ricciotti Vicario generale. In seguito de su espressi Venerati ordini, ed in esecuzione de Medesimi, dall’ex Rettore Domenico di Onna Consegnante, e dal Parroco locale D.[on] Beniamino Pietroiusti Consegnatario, assistiti dal Sacerdote D. Sotero Cimini, che ha verificato, e numerato gli oggetti, e dal Terziario CappuccinoFr:[a] Costanzo da Cerchio Testimonio, si è proceduto a fare, e redigere il seguente Inventario, come nella pagina seguente, Volti// Inventario Nella Chiesa. Oggetti, ed arredi sacri ivi esistenti Altare della Madonna delle Grazie 1.° Croce di madreperla con Crocifisso Simile. 2.° Urna di Legno dorata. In essa la S.[acra] Imagine di Maria S[santis]S[i]ma delle Grazie, coronata con Corona di Argento. L’Urna è ornata 3.° al lato destro con un filo di acini d’Oro pendente a festone 4.° al fronte della Stessa quattro fila di Acini d’Oro pendente a festone con tre 5.° picciole Croci d’Oro, ed un’altra più grande con pietre Verdi. 5° Al lato sinistro una Collana di Argento, con medaglia simile pendente, più un piccolo Crocifisso, ed un pieduccio parimenti di Argento. 6. Al Collo della S.[acra] Imagine: Villutino con Ciappa e Croce d’oro, una Catenella d’Oro, sei fila d’Oro, ed un bianco di perla, Un figuirna contornata di perle, e N[umer]o 14 pezzi d’Oro tra anelli, ed orecchini. 7. Nella mano Destra: N[umer]o Diecisette Anelli 17 variamente ornati, cioè quale con pietra, quale con ismalto, quale liscio. 8. Nella Mano Sinistra: Anelli Simili, cioè variamente ornati N[umer]o 24 ventiquattro. 9. Nelle Orecchie: Un pajo di pendenti con pietre. Sull’Altare, oggetti che vi esistono 10. Quattro quadri di piccolo taglio, Cioè de S[santis]S[imo] Cuore di Gesù, e di Maria, Di S.[an] Giuseppe, e di S.[an] Francesco. In Vicinanza alle Mura pendono il quadro di N[ostro] S.[ignore] del S.[acro] Cuore, e della S.[acra] Famiglia. Detti quadri alcuni sono in Oleografia, ed altri di Carta. 11. Candelieri di varia grandezza N.[umer]o 22 Ventidue, dei quali Sei dorati, due//[di] metallo, argentato, ed il rimanente Antichi, e Malconci. 12. N[umer]o 14 quattordici rami di fiori in tela, dei quali Sei più nuovi, e gli altri Antichi, e Scolorati. 13. 3 Carteglorie dorate a Vela, e con vetro. 14. 3 Tovaglie Stese sulla Mensa, con copertina. Altare di S. Vito 15. Una Croce di Metallo. Otto candelieri Antichi, tre Carteglorie Simili, due Tovaglie, con sopra tovaglie. Altare di S. Nicola. Interdetto, Senza pietra, il piano della mensa rovianto. Una Croce, due candelieri, tre Carteglorie tutto in pessimo stato. L’Altare è coperto con Sopratovaglia. In Sacrestia 1.° Una Croce processionale di Ottone 2.° Due Croci con Crocifissi tutto di Madreperla per Altare, ed una di Ottone. 3° Una Corona da Statua di Ottone. 4. Messali N.[umer]o e Incenziere, e navetta di ottone. Un Ombrellino. Una Scatola di ottone per Ostie. Una Sfera d’Ottone Argentato per l’Esposizione del Sacramento. Lampade di Ottone N.[umer]o due. 5. Calice colla sola Coppa di Argento, e patena N.[umer]o Uno più un Calice con patena, tutto di metallo dorato; interdetto. 6. Una piccola pisside di Argento, e sua Copertina. 7. Tovaglie per Altare N.° 18 diciotto. 8. Camici n:[umer]o 3 tre. Cotte N.[umer]o 3 tre. Amitti n:[umer]o 12 dodici. Purifica- 8. tori, e fazzoletti N.[umer]o trentacinque. Asciugamani N.[umer]o tre. 9. Parati intonzo N.[umer]o tre. Tonacelle senza Pianeta due. Pianete sciolte n.[umer]o Sette. 10. Pluviali di Seta N.[umer]o due. Veli venerali due; uno di Seta, ed uno di Cotone//11. Il Cereo Pasquale, ed altri quattro Cerei minori, o torcie. Il presente inventario non avrà altro Vigore che di semplice notamento fino a che il P.[adre] Domenico presente non darà al definitiva Consegna, o se assente, non manderà Suo atto firmato da esso, nel quale Cede, e da Consegna della chiesa, ed oggetti Sopra descritti. Intanto, dovendo assentarsi Momentaneamente per Suoi affari, deputa Custode risponsable Fr:[a] Costanzo Terziario Cappuccino di Cerchio, cui Consegna Oggetti, e Chiavi di Chiesa, e Sacrestia. Cerchio 5 Settembre 1877 settantasette. F.[ra] Domenico di Onna. Beniamino Pietroiusti. Copia Car[issi]mo Amico Sorpreso ho trovato la Chiamata dal Sig.[no]r Arcivescovo di Aquila, che mi ha obbligato portarmi in Fagnano, e perciò l’inventario di tutti gli Arredi Sacri, appartenenti alla Chiesa delle Grazie abbia tutto il pieno vigore Secondo le leggi canoniche, e le disposizioni di Cotesta R[everendissi]ma Curia Marsicana, cui obbedisco, essendo umile figlio della Santa Chiesa. Di Aquila 7 Settembre 1877. Fra Domenico di Onna Al Signor D.[on] Beniamino Pietroiusti, Molina per Cerchio Colla presente lettera, e sua firma, l’ex Rettore P.[adre] Domenico da la definitiva Consegna della Chiesa delle Grazie in Cerchio, e di quanto in essa si contiene, come sopra vien detto, e Secondo gli accordi orali ripassati tra esso ed il Parroco locale Cerchio 10 7[settem]bre 1877 L’Economo Curato Beniamino Pietroiusti// Inventario degli oggetti trovati nella Chiesa della Mad.[onn]a delle grazie in Cerchio (più sotto obliquamente è scritto: “ dall’Economo Curato di Cerchio/Beniamino Pietroiusti” e, al margine sinistro scritto verticalmente si legge: “ A Sua Eccellenza R[everendissi]ma Monsignor Vescovo de Marsi” con a fianco il sigillo ovoidale della chiesa parrocchiale di Cerchio recante dentro le due immagini dei centurioni romani Giovanni e Paolo martiri ed intorno la seguente scritta: “ ARCHIP.[RETURA] ET PAR.[OCCHIA]”.









