Provocano traumi, disorientamento, fughe caotiche e shock immediati negli animali selvatici, con conseguenze spesso mortali: ma anche effetti a lungo termine, come alterazioni comportamentali e danni al sistema riproduttivo. Causano panico, ansia e stress negli animali domestici.
I botti in città possono danneggiare anche la vegetazione: le alte temperature e le scintille possono innescare incendi o provocare bruciature a chiome e tronchi, mentre i residui chimici ricadono sul suolo.
A tutto questo si aggiunge un inquinamento atmosferico non trascurabile per la presenza di metalli pesanti, particolato e perclorati.
Stiamo parlando dei fuochi pirotecnici che salutano l’arrivo del nuovo anno. Una tradizione che ha portato negli anni anche morti e feriti gravi tra le persone e che sarebbe ora di abbandonare, magari sostituendoli con opzioni a basso rumore o giochi di luci.
È questa la richiesta del WWF, che lancia un appello ai comuni affinché vietino, con una apposita ordinanza, i botti di Capodanno.
Proprio nella Capitale, nel Capodanno 2021 e 2023, si è assistito al triste spettacolo di un tappeto di uccelli morti sull’asfalto. Uno studio austriaco su oche selvatiche ha rilevato un marcato stress fisiologico: il battito cardiaco medio è aumentato del +96% e la temperatura corporea è salita, con effetti protratti fino al mattino successivo. I bang e i flash di luce possono inoltre interferire con accoppiamento e migrazioni.
Un’indagine (2024) su animali domestici ha rivelato che il 26% si nasconde, il 20% tenta di fuggire e fino al 24% manifesta stress persistente. Nel 2022 a Napoli, fuochi non autorizzati hanno generato un incendio nell’Oasi WWF Cratere degli Astroni, distruggendo 40 ettari di bosco.
Le detonazioni rilasciano sostanze tossiche e persistenti che rappresentano un rischio per la salute umana e animale, contaminando ecosistemi, alimenti e corsi d’acqua. Eva Alessi (WWF Italia) sottolinea: “Basta vedere come reagiscono i nostri animali domestici, terrorizzati. Per la fauna selvatica la fuga improvvisa si conclude spesso con la morte”.
Cani e gatti possiedono un udito molto più sensibile di quello umano (fino a 60.000-70.000 Hz). Anche negli animali d’allevamento le esplosioni possono provocare traumi e, in casi estremi, aborti.
Si stima che ogni anno in Italia migliaia di animali muoiano a causa dei botti di fine anno!
Di questi circa l’80% sono animali selvatici, soprattutto uccelli, tra cui rapaci, che spaventati perdono l’orientamento e finiscono spesso contro ostacoli.
Molti abbandonano improvvisamente il loro dormitorio invernale (alberi, siepi o tetti) e vagano al buio senza trovare riparo, morendo per il freddo a causa del dispendio energetico improvviso in una stagione caratterizzata da basse temperature e scarsità di cibo.
Fonte: WWF

