Sporcizia, incrostazioni, muffe e unto, i Nas ad Avezzano sospendono l’attività di un ristorante cinese



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Avezzano. La ristorazione etnica dell’estremo oriente nel mirino dei Carabinieri del NAS di Pescara. Nei giorni scorsi i militi hanno ispezionato diversi ristoranti con cucina asiatica e araba.

A Pescara, in un ristorante del centro, i militari hanno rilevato importanti carenze igienico-sanitarie, strutturali e gestionali, sia in tema di autocontrollo che in materia di procedure di rintracciabilità degli alimenti. Unitamente al personale del Dipartimento di Prevenzione dell’ASL è stato immediatamente assunto il provvedimento di sospensione dell’attività. Analogo provvedimento è stato adottato nei confronti di un bar tavola calda, nella zona della Stazione Centrale, all’interno del quale venivano preparate e somministrate pietanze asiatiche. Il retro bancone, i vani tecnici e l’area preparazione alimenti erano in condizioni igienico sanitarie e strutturali tali, da imporre l’adozione del provvedimento di sospensione dell’attività da parte dell’ASL.

In un altro ristorante a cucina orientale, ad Avezzano, i carabinieri del NAS pescarese, agli ordini del maggiore Domenico Candelli e il personale dell’ASL aquilana si sono imbattuti in locali per la preparazione e conservazione degli alimenti tenuti in gravi condizioni igienico – sanitarie, per presenza di sporcizia, incrostazioni, muffe e unto diffuso.

I Carabinieri hanno, altresì, rilevato che l’operatore del settore alimentare effettuava le lavorazioni per la preparazione e somministrazione di pesce destinato ad essere consumato crudo o praticamente crudo in maniera difforme rispetto a quanto previsto nel piano di autocontrollo aziendale.

Per questo motivo sono stati avviati alla distruzione oltre 50 kg di prodotti ittici e preparazioni gastronomiche, quali sushi e sashimi, non rintracciabili e potenzialmente in grado di creare nocumento alla salute pubblica. L’attività ristorativa è stata immediatamente sospesa e in tutti i casi potrà riprendere solo dopo che il personale sanitario avrà verificato il ripristino delle condizioni igienico-sanitarie. Ingenti le violazioni amministrative contestate, che ammonterebbero a circa 10.000 euro.




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