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Sito archeologico del monastero benedettino di Luco. Archeoclub Marsica sollecita l’intervento del Sindaco

Luco dei Marsi – L’allarme viene lanciato dall’Archeoclub Marsica e riguarda il prezioso sito archeologico del monastero benedettino di Sancta Maria de Luco, sede della prestigiosa Prepositura cassinese di Luco, edificio che sorgeva sul fianco meridionale della chiesa di S. Maria delle Grazie e sulle mura della città antica. L’Archeoclub chiede l’immediato e solerte intervento del Sindaco di Luco dei Marsi per risolvere una situazione piuttosto degradata che, ormai da diversi anni, riguarda proprio questa area del territorio luchese.

Sito archeologico del monastero benedettino di Luco. Archeoclub Marsica sollecita l'intervento del Sindaco
Recinto abusivo all’interno del chiostro

Il muro esterno, con portale tardo rinascimentale di quello che era il monastero, è stato chiuso a uso privato e utilizzato per custodire animali. Da anni qualcuno ha occupato gli spazi del sito e si rifiuta di rilasciare l’area accampando pretese illegittime e infondate. Inoltre l’occupante abusivo ha collegato l’area in cui ha i suoi cani con un tubo di gomma che, senza permesso, attinge l’acqua piovana dal tetto della chiesa, utilizzando parte del chiostro o orto interno. L’Archeoclub Marsica, constatata l’importanza del complesso e alla luce di un eventuale futuro scavo, sollecita un rapido ed efficace intervento da parte dell’amministrazione di Luco dei Marsi e del Sindaco. Sarebbe importante conoscere quali siano le iniziative che il Comune del paese marsicano intende assumere a tutela del patrimonio archeologico e storico di Luco.

Sito archeologico del monastero benedettino di Luco. Archeoclub Marsica sollecita l'intervento del Sindaco
Scavi prof. Redi e Archeoclub (1999)

Nel 1999 il sito del monastero benedettino di S. Maria di Luco è stato al centro di una campagna di scavi condotti dal prof. Fabio Redi, dell’Università dell’Aquila, in collaborazione con l’Archeoclub Marsica. Vale la pena rammentare che il monastero è stato edificato nell’XI secolo e rappresenta, secondo il prof. Giuseppe Grossi, uno dei migliori esempi di architettura monastica fortificata dell’Abruzzo medioevale. Nel corso del XVI secolo, scrive Grossi, il complesso ha subito dei rifacimenti ad opera del clero secolare luchese. Fu ampliato con la creazione di un chiostro (o orto?) nella parte posteriore e con l’apertura di un portale archivoltato sul lato ad est e di altra porta architravata, più piccola, sul lato ovest comunicante con il chiostro interno.

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