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Sicurezza sul lavoro, Abruzzo in zona gialla: nel 2025 sono aumentati gli infortuni

Sicurezza sul lavoro, Abruzzo in zona gialla: nel 2025 sono aumentati gli infortuni
Immagine di repertorio

Abruzzo – Il bilancio della sicurezza sul lavoro in Abruzzo per l’anno 2025 delinea uno scenario complesso, caratterizzato da un aumento delle denunce totali a fronte di una leggera diminuzione degli episodi fatali.

Secondo i dati elaborati dall’Inail, la regione ha chiuso l’anno con 12.033 infortuni, registrando un incremento di 211 casi rispetto all’anno precedente.

Il trend negativo ha colpito in modo particolare le province di L’Aquila, Teramo e Pescara, mentre il territorio di Chieti, pur registrando una lieve flessione numerica, si conferma l’area con la criticità maggiore.

Nonostante l’incremento degli infortuni totali, il dato relativo alle vittime sul lavoro mostra una parziale flessione, passando dai 23 decessi del 2024 ai 19 casi del 2025.

La provincia di Chieti detiene il primato negativo con 7 decessi, seguita da L’Aquila, Teramo e Pescara che hanno registrato 4 vittime ciascuna.

Il profilo dei lavoratori coinvolti evidenzia una trasversalità anagrafica preoccupante, con vittime di sesso maschile di età compresa tra i 21 e gli 83 anni.

A livello settoriale, la logistica e il magazzinaggio rappresentano il comparto più a rischio, seguiti dall’edilizia, dall’agricoltura e dal comparto della fabbricazione di autoveicoli.

Tale distribuzione dei rischi ha portato l’Osservatorio Vega a inserire l’Abruzzo nella cosiddetta fascia gialla, una classificazione che indica un livello di incidenza della mortalità che, seppur non critico come nelle zone rosse del Paese, richiede una soglia di attenzione ancora molto alta.

Le organizzazioni sindacali, in particolare la Cgil Abruzzo, denunciano la natura strutturale del problema, evidenziando come le azioni di prevenzione messe in campo finora non siano sufficienti a invertire la rotta.

Il sindacato esprime forte preoccupazione per la carenza di risorse pubbliche destinate alla sicurezza, sottolineando come l’assenza di investimenti per potenziare le ispezioni e i controlli nei luoghi di lavoro impedisca di garantire una reale tutela della salute dei lavoratori abruzzesi.

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