Oggi, 12 Marzo, l’Italia celebra la Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e sociosanitari.
Si tratta di una ricorrenza istituita per sensibilizzare le istituzioni e i cittadini su un fenomeno purtroppo in costante crescita, che mina le basi stesse del nostro sistema di assistenza.
La sicurezza di medici, infermieri e personale socio-sanitario non è solo una questione di tutela del lavoratore, ma è la condizione indispensabile per garantire un servizio sanitario efficiente.
Quando un operatore subisce un’aggressione, sia essa fisica o verbale, a essere colpita è l’intera comunità: lo stress e il timore derivanti da un ambiente di lavoro insicuro compromettono inevitabilmente la qualità delle cure erogate.
Secondo i dati più recenti dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e sociosanitarie (ONSEPS), le aggressioni segnalate sono migliaia ogni anno, con una preoccupante incidenza nei reparti di Pronto Soccorso e nei servizi di continuità assistenziale.
Per contrastare questa deriva, il legislatore è intervenuto con la Legge n. 113/2020, che prevede l’inasprimento delle pene per chi aggredisce il personale sanitario e l’istituzione di protocolli di sicurezza più rigidi nelle strutture ospedaliere.
Tuttavia, la prevenzione passa soprattutto attraverso l’educazione: ricostruire quel patto di fiducia tra paziente e curante che sembra essersi incrinato negli ultimi anni.
Celebrare questa giornata significa riconoscere il valore umano e professionale di chi lavora quotidianamente per la nostra salute.
Educare alla non violenza nelle corsie d’ospedale è il primo passo per assicurare che gli ospedali restino luoghi di curaSicurezza in corsia: la Giornata nazionale per fermare le aggressioni a medici e infermieri, speranza e sicurezza per tutti.


