Abruzzo – Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise rinnova il proprio organico e lo fa con l’ingresso ufficiale di sei nuovi Guardiaparco.
Tre ragazzi e tre ragazze hanno varcato la soglia di quella che non sarà solo una nuova occupazione, ma un impegno civile e morale verso uno dei territori più preziosi e delicati d’Italia.
Indossare l’uniforme del Parco rappresenta, per queste nuove leve, l’assunzione di un ruolo di punto fermo per la comunità e per la tutela della biodiversità.
L’ingresso in servizio dei nuovi agenti avviene in un momento storico in cui la cultura della conservazione è chiamata a fare la differenza.
Il loro compito non sarà semplicemente quello di vigilare, ma di agire come argini viventi contro l’abuso e l’indifferenza.
La filosofia trasmessa dall’Ente è chiara: conservare non significa “mettere sotto vetro“, bensì proteggere gli elementi vitali (acqua, suolo, foreste e fauna) che a loro volta proteggono l’uomo.
I nuovi Guardiaparco sono chiamati a far rispettare le regole, non intese come meri vincoli burocratici, ma come strumenti necessari per mantenere l’equilibrio tra sicurezza e bellezza, legalità e futuro.
In questo contesto, l’uniforme diventa un simbolo di autorevolezza che si conquista giorno dopo giorno attraverso la professionalità e l’integrità dei piccoli gesti.
Il Presidente del Parco ha accolto con entusiasmo i sei giovani, sottolineando come il loro arrivo porti un’energia vitale per l’intera squadra: “Quando una squadra si rinnova, si rinnova anche la speranza che la tutela sia una scelta concreta e che la cura torni a essere un valore di Stato nel senso più alto: servizio e responsabilità“.
Anche il Direttore ha voluto rimarcare l’importanza dello spirito di corpo, ricordando che la forza del Guardiaparco risiede nel sostegno reciproco e nella lealtà.
In un territorio vasto e complesso, nessuno agisce da solo: l’obiettivo è diventare un punto di riferimento per i cittadini, unendo l’applicazione della legge a una profonda umanità e misura.
Ai nuovi assunti viene chiesto di mantenere viva la curiosità e la capacità di ascolto, imparando dai colleghi più esperti e dal territorio stesso.
Ogni loro scelta, anche la più piccola, è vista come un tassello fondamentale per costruire quella credibilità necessaria a guidare la collettività verso un rapporto più consapevole e rispettoso con la natura, superando l’idea pericolosa che le risorse ambientali siano infinite e a totale disposizione del consumo umano.









