Scuola digitale, a che punto siamo in Italia? Il progetto Decode e lo stato della rete



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Internet e i media digitali sono una passione per tanti, ma la rete non è solo una fonte di svago e di divertimento, tutt’altro, visto che se ben utilizzata è anche un potentissimo mezzo di informazione e di istruzione.

Per questo motivo è fondamentale integrare l’utilizzo delle tecnologie digitali nella didattica di tutte le scuole d’Italia. Facciamo il punto della situazione.

Lo stato della rete nelle scuole italiane

La situazione della rete nelle scuole italiane si presenta totalmente disomogenea, perché esistono Istituti che sono riusciti ad attrezzarsi in modo ottimale, ed altri dove Internet praticamente c’è, quando va bene, solo nelle stanze della Segreteria e dell’Amministrazione scolastica.

Ovviamente esiste anche un forte divario tra il Nord e il Sud-Italia, e il grado di conoscenza e di aggiornamento dei docenti lascia troppo spesso di fronte a imperdonabili lacune. Questo lo spaccato che mostra il rapporto “Economia digitale” di AgCom sulle scuole in Italia e che denuncia, tra l’altro, la totale mancanza di connessione negli Istituti di alcune regioni del Sud e in Abbruzzo. Al contempo, va detto che non basta avere un semplice collegamento ad Internet, ma che è ormai indispensabile che sia a larga banda e che il Wi-Fi raggiunga tutte le aule e i laboratori con un segnale adeguato.

D’altronde un collegamento alla rete è indispensabile anche in casa, visto che anche l’educazione familiare è altrettanto fondamentale come quella scolastica: proprio dalle mura domestiche infatti dovrebbe iniziare il processo di alfabetizzazione digitale dei più piccoli. Fortunatamente oggi la percentuale di famiglie che si connesse è in costante crescita, per merito degli investimenti in infrastrutture e dei nuovi servizi che come nel caso di Linkem portano l’adsl senza fili in molte aree precedentemente non servite dalla rete cablata.

Il progetto Decode

Ma se le scuole italiane si stanno adeguando alla necessità di rendere disponibile il collegamento alla rete, anche il corpo docente deve adeguarsi ai tempi moderni e padroneggiare le nuove tecnologie, in modo da poterle trasferire agli studenti.

Non basta infatti che Internet ci sia e funzioni ovunque, ma bisogna saper sfruttare le opportunità che offre e, soprattutto, spiegare anche ai ragazzi come fare. A questo obiettivo punta infatti il progetto internazionale Decode, che vuole creare un modello di formazione per la classe docente finalizzato al trasferimento efficace delle nozioni digitali agli alunni.

Infatti la professoressa Stefania Capogna, Direttrice del Centro di Ricerca Digital Technologies, Education & society alla Link Campus University sostiene che non si può banalmente scaricare tout court sui docenti la responsabilità di un insegnamento digitale non adeguato, ma che bisogna rianalizzare la scuola come una “organizzazione complessa”, affrontando la questione sul piano progettuale e organizzativo, soprattutto in merito alla e-leadership, che spesso porta ad una prevedibile inversione dei ruoli in classe.

L’uso del digitale, quindi, per imparare ad insegnare il digitale, approfittando anche del lavoro di gruppo tra docenti, come scambio di conoscenze ed esperienze, la ricerca e la messa a punto di strategie efficaci. E il progetto Decode, acronimo di DEvelop COmpetence in Digital Era, infatti, è stato realizzato all’interno di un partenariato strategico internazionale, proprio per raggiungere lo scopo di analizzare le necessità formative, condividere le esperienze e supportare metodologicamente gli insegnanti.