Scarpe per bimbi e anziani malati, anche dieci mesi per una visita



Condividi su facebook
Condividi
Condividi su whatsapp
INVIA
Condividi su telegram
Telegram
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su email
Email
Condividi su print
Stampa

Avezzano – C’è chi ha otto anni e chi nove. Poi c’è chi ne ha 85, 86 e chi anche di più. In comune hanno il bisogno di farsi realizzare delle scarpe ortopediche, ognuno per necessità diverse, ognuno per patologie differenti.

Fatto sta che con una ricetta medica, prescritta da un dottore che ne ha accertato la necessità, chiamano il Cup (il servizio di prenotazione della Asl) per chiedere l’appuntamento con uno specialista che faccia una visita che accerti il bisogno, quindi l’acquisto delle scarpe da parte del servizio sanitario pubblico ma per farla, devono attendere sette, otto o anche nove mesi.

Ha dell’assurdo quello che è accaduto a tanti marsicani che oggi interrogano il nuovo manager della Asl Avezzano/Sulmona/L’Aquila, Rinaldo Tordera, se questa sia o no una buona sanità. E questo perché alla fine, chi può permettersi di acquistarle quelle scarpe, sicuramente non aspetterà un anno per averle, chi invece non può permettersi la spesa, alla fine si ritroverà ai piedi scarpe vecchie e usurate senza poterci fare nulla. I tempi, infatti, se si considera che poi lo specialista può impiegare anche decine di giorni per concludere l’istruttoria e dare il nulla osta alla “concessione” delle scarpe, si allungano ulteriormente.

“Abbiamo sollevato il problema”, dice un genitore, “perché sappiamo che non tutti possono affrontare la spesa di scarpe che arrivano ad avere anche costi molto sostenuti. Ci chiediamo il perché di tempi così dilatati. Da cosa dipende? Dagli specialisti che non ci sono o dal servizio di prenotazione che non si rende conto che con le scarpe le persone devono camminarci? Persone che sono bambini malati o anziani con problemi di deambulazione. Le visite sono state prenotate già da qualche mese e sono fissate per ottobre ma anche per dicembre. Che Paese è quello in cui non vengono rispettate le esigenze dei malati?”.




Lascia un commento