Santa Croce, Orlando Coco “Accordo di programma tardivo e non risolutivo, con gravi conseguenze economiche per il Comune di Canistro”



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Canistro – “Quanto è stato oggetto di interpellanza dell’opposizione alla Giunta del Sindaco Angelo Di Paolo è risultato totalmente fondato” si legge in una nota stampa del Capogruppo consiliare di opposizione Orlando Coco

“L’accordo di programma quadro, si diceva in interpellanza, era tardivo e non risolutivo poiché in una fase non conseguenziale di altre condizioni necessarie mancanti.

Infatti, l’amministrazione comunale convoca il Consiglio proponendo la ratifica dell’Accordo di programma e l’approvazione dello schema di convenzione, ma poi il Sindaco propone l’emendamento di non procedere alla ratifica dell’Accordo di Programma e all’approvazione dello schema di convenzione, vista la nota della Regione Abruzzo con la Determina di archiviazione del PAUR (provvedimento autorizzatorio unico regionale) riguardo al progetto proposto dalla Norda di affidamento definitivo della concessione mineraria S. Antonio Sponga di Canistro.

Questo è un “fine corsa” che non sarebbe mai accaduto se si fosse deciso di percorrere altre strade.

La Giunta Di Paolo è la responsabile, ha mancato il risultato, è stata incapace di trovare soluzioni e in Consiglio ne sono state chieste le dimissioni.

Quello che la Giunta intendeva fare, per come voleva farlo, era improponibile sia in fatto che in diritto. È mancata una diagnosi azzeccata sul livello occupazionale possibile con Sorgente Santa Croce, quindi si è battagliato e non trattato per salvare intanto il salvabile, e la cura è risultata del tutto inefficace. La Giunta aveva rassicurato tutti sulla buona riuscita dell’operazione Norda: oltre due anni invece per un nulla di fatto, e con il Comune esposto a controversie legali. Si sono determinati contenziosi inutili e costosi, e a tal proposito apro una parentesi: vedendo lo schema di bilancio di previsione finanziaria 2018/2020 ed i suoi allegati, approvati dalla Giunta Comunale, ai fini di prevedere un utilizzo diverso delle stesse risorse economiche-finanziarie a favore e a vantaggio dei Cittadini, in un momento di grave crisi economica, proponevo al Consiglio Comunale un emendamento per riduzione delle spese per incarichi legali, che solo per il caso Santa Croce sono stati del tenore di € 5.000,00 + 10.000,00 + 7.000,00 + 8.000,00 + 6.000,00 + altri 6.000,00 e 6.000,00, ecc., quindi oltre 50.000,00 €, addirittura per interventi volontari ad adiuvandum come nel caso del Giudizio Norda / Regione Abruzzo.

Ma al di là di questo, già per il Consiglio comunale del 26.10.2016 presentavo un’interpellanza per conoscere in che modo la Giunta aveva intenzione di operare di fronte al caso Santa Croce, quali provvedimenti voleva assumere riguardo all’invito a chiudere le saracinesche, arrivatole dal Servizio risorse del territorio e attività estrattive della Regione Abruzzo;

A luglio 2017 richiedevo un Consiglio C. per discussione sulla questione Santa Croce proponendo un’interpellanza se, e attraverso quali attività per le rispettive competenze e attribuzioni, la Regione Abruzzo e il Comune di Canistro si stavano adoperando per rispettare i termini stabiliti nell’accordo con la Norda S.p.A.

Attenzionavo quali conseguenze negative si sarebbero potute avere, per il Comune, dal non rispetto dei termini stabiliti nell’accordo con la Norda. Altresì chiedevo a che punto fosse, e che si concludesse, l’iter per la disponibilità dei terreni per la nascita di un nuovo stabilimento.

Proponevo ancora la costituzione di una Commissione consiliare per la questione di specifica rilevanza ovvero per l’approfondimento di iniziative dello sfruttamento delle acque minerali.

Ma, tutto questo e altro ancora sempre rigettato dalla maggioranza per partito preso.

Ora, però, i timori che l’opposizione ha sempre manifestato in merito alle modalità con le quali la Giunta del comune di Canistro ha gestito in questi due anni la vicenda Santa Croce – Norda sono stati purtroppo concretizzati dalla triste realtà che conosciamo.

Addirittura la Giunta vorrebbe addebitare responsabilità a soggetti extra comunali, politici e amministrativi regionali, con responsabilità che invece sono senza dubbio, dico io, solo Vostre, quelle Comunali.

Tuttavia, sempre improntato con il mio gruppo alla costruttiva collaborazione e disponibilità a cercare soluzioni per i cittadini tutti, chiedo ancora: quali soluzioni proponi Sindaco? Cosa vogliamo garantire?

Rispondere che si faccia un nuovo bando è troppo poco, significa solo parlare di tempi come quelli già vissuti, mentre adesso? Nelle more del bando, altri anni in attesa?

Come contributo per costruire e non per battagliare a distruggere quel poco che abbiamo, non da domani ma da oggi sono pronto a lavorare anche con il Sindaco per verifiche del caso necessarie ed urgenti per trovare una soluzione nelle more di un nuovo bando, proprio nell’interesse della collettività tutta, e cosa propongo: quello che ho già proposto in Consiglio scorso e un’altra ipotesi adesso, di intercedere con la Regione Abruzzo, politici e dirigenti amministrativi, per una riconcessione temporanea al vecchio concessionario o ad un consorzio che si potrebbe costituire con compartecipazione del Comune anche con il vecchio concessionario, visto l’interesse pubblico rilevante, affinché la mancata ripresa della produzione e il mancato utilizzo della preziosa acqua minerale che finisce nel fiume Liri, con gravi conseguenze economiche per il Comune di Canistro, non si protragga ancora nelle more del nuovo bando, poiché ci sono tanti disoccupati e se c’è chi per qualunque motivo o ragione non vorrebbe lavorare per il Colella ci sono tanti concittadini di Canistro disoccupati che vorrebbero anche subentrare a lavorare al loro posto“.




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