Santa Croce, Comune Canistro a Colella: “Colella accusa tutti tranne se stesso”

“Ancora una volta Colella usa la stampa per propalare la sua personalissima versione dei fatti. Accusa Regione e Comune di Canistro riferendo spudoratamente delle falsità”. Lo affermano in una nota congiunta il Sindaco del Comune di Canistro,  Angelo Di Paolo, e l’assessore competente Ugo Buffone, ancora chiamati in ballo dall’imprenditore.

“Dal punto di vista legale – spiegano gli avvocati del Comune Salvatore Braghini e Renzo Lancia – la Santa Croce ha beneficiato non di una ma di ben 3 proroghe, e ciò è agli atti della Regione, mentre la concessione gli è stata revocata nell’ottobre 2015 per irregolarità del DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) e nel gennaio 2016 il TAR ha annullato il bando della regione. Colella – affermano sindaco e assessore – ha avuto le sue chance ma invece di incrementare un’azienda lanciatissima nel mercato delle acque minerali ha progressivamente ridotto il personale rompendo le trattative con la Regione, perché voleva portarlo al di sotto delle 40 unità. Di qui una crisi irreversibile che è all’origine della frattura sociale con i lavoratori, i quali non sono stati più pagati, e oggi, pur dopo aver viste riconosciute le loro ragioni dal Tribunale, ancora non ricevono quanto loro spettante. Come può proprio Colella parlare di danno erariale e violazione di norme quando sui suoi beni grava un sequestro di 30 milioni per evasione fiscale e su di lui una condanna penale emessa dal Tribunale di Milano per il reato di corruzione tra privati. E’ una vergogna! Farebbe meglio a tacere Colella e a non sviare le sue responsabilità attuali, atteso che proprio il Comune ha allertato le Autorità competenti per verificare quale acqua viene imbottigliata nello stabilimento. Ed anzi sollecitiamo ancora una volta Regione, ASL, NAS e Procura ad intervenire tempestivamente per fare chiarezza, a tutela della salute dei consumatori, i quali sono fortemente disorientati dalla presenza di prodotti sotto il marchio Santa Croce contenenti acque minerali di provenienza eterogenea, senza dimenticare che qualche mese fa è stato sequestrato un lotto di acqua Santa Croce immessa nel mercato con una presenza di muffa che supera i limiti fissati dal D.Lgs. 08.10.2011 n. 176″.

“Siamo fiduciosi nelle istituzioni e non tolleriamo che Colella delegittimi l’operato di chi si sta prodigando per risolvere i problemi affinché il nuovo aggiudicatario, ossia la Norda spa, possa implementare la nuova attività di produzione delle acque minerali nel rispetto degli standard igienico-sanitari, ambientali e occupazionali, per rilanciare un settore strategico per il territorio dopo molti anni, troppi, di mala gestione.

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