Sanità, università e il tribunale nel pensiero dell’avvocato Marcangeli



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Avezzano – Desidero sottoporre ai tuoi lettori, alcune mie riflessioni e proposte sui grandi problemi che interessano nell’attualità la nostra Marsica, e ciò faccio sulla base della esperienza maturata quale Presidente del Comitato di Gestione della ULSS che curò il trasferimento dall’Ospedale di Via Monte Velino a quello attuale, nonché quale Presidente della Comunità Montana Marsica 1, amministratore locale ed esponente dell’avvocatura:

Sanità.
L’ospedale, inaugurato il 5.11.1985 sulla base di un progetto degli anni ’60 era già vecchio, ma ora presenta criticità notevoli per insufficienza di personale e strutture e risente dell’enorme carico di servizi dovuti all’incremento della popolazione anche straniera ed alla soppressione di fatto o comunque al ridimensionamento drastico dei Presidi Ospedalieri di Pescina e Tagliacozzo. Il personale tutto si adopera con grande impegno e al di sopra delle forze: recentemente per ragioni familiari ho avuto modo di conoscere il reparto di cardiologia e posso dire che vi sono medici competenti e preparati e personale specializzato e molto umano verso i pazienti. Altrettanto si potrebbe dire per tutti gli altri reparti ma tutto ciò non basta a rendere il P.O. efficiente. A ciò aggiungasi che i lavori in corso al Pronto Soccorso hanno ulteriormente appesantito la situazione determinando lunghe attese e difficoltà nei ricoveri.
Sappiamo che è stato finanziato un nuovo ospedale ed allora la mia proposta è quella di chiedere alla Regione Abruzzo e se necessario agli organi centrali, di rendere, in via di urgenza, operativi h 24 i punti di primo intervento di Tagliacozzo e Pescina riportandoli alla potenzialità di veri Pronto Soccorso, dotando anche i due presidi di alcuni posti letto per la medicina, geriatria e lungodegenza in attesa che entri in funzione il nuovo ospedale e quindi quanto meno in via temporanea. Tutto ciò avrebbe un marcato effetto deflattivo con poca spesa.

Università
E’ palese che la facoltà di giurisprudenza è divenuta una cattedrale nel deserto e che quel corso di laurea non offre rassicuranti prospettive di lavoro. Si tenga presente che il numero dei candidati agli esami di avvocati presso la Corte di Appello dell’Aquila in pochi anni è sceso da 1300 circa a meno di 600. E’ inutile fare della sede distaccata di giurisprudenza un Fort Alamo: ed allora si moltiplichino le pressioni degli amministratori locali delle forze politiche e sociali del territorio, affinché si possano aprire ad Avezzano corsi di laurea di tipo tecnico-scientifico più collegati con la realtà sociale ed economica del momento e con le vocazioni del territorio.

Tribunale
La commissione regionale (composta dai quattro Presidenti degli ordini dei Tribunali soppressi) istituita al fine di elaborare un documento unico da presentare al Ministero della Giustizia sta lavorando ma con le inevitabili difficoltà della strenua difesa che ciascuno fa della propria realtà.
Nel frattempo dobbiamo registrare positivamente che nel contratto dell’attuale maggioranza governativa è prevista la modifica della sciagurata riforma della geografia giudiziaria con l’intento dichiarato di riportare la giustizia nel territorio. Non possiamo però prevedere soluzioni veloci e alla ripresa dell’attività giudiziaria del nostro Tribunale dopo la pausa estiva, sarà inevitabile che quanto meno il collegio penale ma anche i giudici civili ed esigenze di ruolo debbano rinviare le cause a dopo il settembre 2020, data prevista per la soppressione. Ed il rinvio sarà all’Aquila o ad Avezzano che sulla carta non ci sarà più?
Ed allora si impone un’ azione corale, in particolar modo dei politici nazionali abruzzesi e dei Sindaci affinché il Governo adotti un provvedimento di sospensione sine die delle leggi del 2011 e 2012 fin quando non verrà varata la legge di riforma e di attuazione del programma governativo.

Concludo proponendo al Sindaco di Avezzano di sostituire il suono della sirena delle ore 12.00 che richiama in modo anche triste tempi e difficili, con il rintocco di un orologio che suonando 12 volte chiami all’appello tutte le forze politiche e tutta la cittadinanza non solo di Avezzano affinché su problemi così importanti come quelli qui segnalati, vi sia un impegno corale ed una forza propositiva massiccia verso l’esterno che dimostri l’unità del popolo Marso in difesa del proprio territorio.




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