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“San Giovanni in Laterano: tutta un’altra storia” il nuovo libro dell’avezzanese Mario Cipollone

Avezzano –  Certamente non è un romanzo, anche se a tratti ci assomiglia perché racconta molte storie, un mondo al maschile, privo di moderazione, polarizzato tra una massa indistinta e uomini affetti da delirio di onnipotenza. Racconta di santi e di peccatori. 

"San Giovanni in Laterano: tutta un'altra storia" il nuovo libro dell'avezzanese Mario CipolloneE’ molto più di una guida perché non si limita a descrivere il manufatto basilica, ma tenta di darne un’interpretazione, la analizza come prima chiesa della cristianità e cattedrale del papa. Illustra, spiega e soprattutto stimola la riflessione senza mai banalizzare e appiattire i temi pur non rinunciando a fornire accattivanti spigolature (come quella, per fare un solo esempio, della facciata orientale opera del raccomandato nipote di Galileo Galilei; finanziata, unitamente alla Fontana di Trevi, con i proventi derivanti dalla legalizzazione del gioco del Lotto). 

D’altra parte è troppo vasto l’argomento che affronta perché possa essere definito un classico saggio. Eppure ne ha molte caratteristiche, come il rigore, la riproposizione in modo originale di risultati già acquisiti, l’avanzamento di nuove ipotesi circa la vocazione istituzionale della Basilica in contrapposizione a quella devozionale di San Pietro.   

Lo scritto è destinato a un pubblico colto, ma non specialistico e non necessariamente romano. Si rivolge a chi vuole comprendere le ragioni che hanno determinato la nascita del primo tempio della cristianità, la visione del mondo che esprime e che lo ha ispirato, come e perché si è evoluto. E tutto questo in 144 pagine, senza perdersi nei dettagli e nei meandri dell’accademia e, soprattutto, con un linguaggio che si sforza di essere accessibile.  

Il libro intende suscitare, anche nel lettore che l’ha visitata più volte, il dubbio di non conoscere la cattedrale di Roma; fargli nascere il desiderio di tornarci ancora; più in generale, vuole rompere per un momento quello strano sortilegio che induce a guardare straordinarie testimonianze del passato senza vederle, senza che le stesse destino più stupore e meraviglia. 

Per recuperare il valore e il significato di quella Lateranense, per non darne scontata non solo la forma ma la stessa esistenza, per apprezzarne la bellezza, il libro prende per mano il lettore e gli propone un vertiginoso e istruttivo, ironico e divertente viaggio lungo mille e settecento anni attraverso tappe significative e spettacolari. In particolare, lo fa partecipare al dibattito che si aprì tra i soggetti interessati alla sua costruzione, analizza le alternative possibili ed espone come e perché pervennero a certe soluzioni. 

Per dare un’idea della novità, e persino dello sconcerto, che dovette suscitare, spesso cambia punto di vista, si mette nei panni dei pagani, guarda con i loro occhi la nuova religione e i singolari riti che l’edifico era destinato a ospitare. Indugia a confrontarlo con i templi classici. 

In questo viaggio, altro periodo oggetto di particolare attenzione prima di arrivare a Borromini non poteva che essere quello medioevale coincidente con la centralità della Basilica e con la massima potenza dei papi. Un’occasione per raccontare figure eccezionali e vicende straordinarie dentro una città unica al mondo; ridotta, in certi frangenti, a poco di più di un villaggio e però mai dimentica del suo passato imperiale. 

Argomenti sterminati che lo scritto naturalmente sfiora appena e senza mai prendersi troppo sul serio; che svolge con una vena di ironia che ne rende facile e piacevole la lettura. 

 

"San Giovanni in Laterano: tutta un'altra storia" il nuovo libro dell'avezzanese Mario Cipollone
Mario Cipollone

Mario Cipollone, classe 53, ha studiato al liceo Classico A. Torlonia e si è laureato in giurisprudenza alla Sapienza di Roma. Sposato, ha due figlie e due nipoti. Ha lavorato 34 anni in banca, per caso e con la testa altrove. Ma per fortuna nessuno se n’è accorto. Anzi è riuscito pure a fare carriera e a ricoprire incarichi di responsabilità. E per di più in una multinazionale, senza conoscere nemmeno una lingua straniera, girando come una trottola ma solo in Italia.      

Qualche anno fa ha scoperto la sua vocazione: descrivere la vita dopo averne vissuto la maggior parte. Una cosetta da niente dunque. La scoperta successiva è stata che la battuta di Troisi “Chilli sono tanti a scrivere e solo io a leggere” non era una battuta. Un bel colpo per il suo ego.    

Ha pubblicato due romanzi: In un paese d’Abruzzo… i passi dei pastori morti, ispirato a un fattaccio accaduto nel suo paese di origine (ma a tutti ha detto di aver fatto un’esperienza interiore) e La Vigilia di Natale dove ha raccontato la storia della sua famiglia.

Appassionato di Roma e di Arte, due termini che per alcuni secoli sono stati quasi sinonimi, ha da poco pubblicato San Giovanni in Laterano tutta un’altra storia, in cui ripercorre in modo assolutamente originale la storia della prima chiesa della cristianità e cattedrale del papa.

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