Un’acquasantiera del XVI secolo, custodita nella chiesa di San Nicola di Bari, riporta l’antico stemma comunale di Castellafiume.
La scoperta, attribuita a un gruppo di amici dell’associazione “Castellitti a Roma… e non solo”, riaccende il dibattito sulla valorizzazione dei simboli storici e sull’identità collettiva del paese.

Castellafiume – Un’acquasantiera del XVI secolo, custodita nella chiesa di San Nicola di Bari, riporta l’antico stemma comunale di Castellafiume. La scoperta, attribuita a un gruppo di amici dell’associazione “Castellitti a Roma… e non solo”, riaccende il dibattito sulla valorizzazione dei simboli storici e sull’identità collettiva del paese.
Un piccolo dettaglio d’arredo sacro si è rivelato una scoperta di grande valore storico e identitario. È quanto emerso dalle ricerche condotte da un gruppo di amici dell’Associazione “Castellitti a Roma… e non solo”, che hanno portato alla luce un prezioso elemento custodito all’interno della Chiesa di San Nicola di Bari: una raffinata acquasantiera del XVI secolo, popolarmente conosciuta come “jô pilozzo”.
Il termine, legato al mondo contadino e alla tradizione orale locale, rimanda alla donazione dell’oggetto all’abbazia montana da parte della nobile famiglia romana dei Colonna, avvenuta nel XVI secolo. In particolare, il dono si colloca nel contesto storico del 1434, anno in cui i Colonna subentrarono agli Orsini nella signoria della contea di Alba e Tagliacozzo.
Sul piedistallo dell’acquasantiera è scolpito un simbolo di straordinaria rilevanza: un castello posto sul fiume, sormontato da un cartiglio recante la dicitura “Castro de Fluminis”. Si tratta dell’antico stemma comunale di Castellafiume, utilizzato fino ai primi anni del Novecento, oggi riscoperto e ricostruito con cura filologica per restituirne l’aspetto più fedele possibile all’originale.

Lo stemma si presenta racchiuso in una cornice ovale riccamente decorata con motivi dorati di gusto barocco, che ne esaltano il carattere solenne. Al centro campeggia una fortezza in pietra composta da una torre principale affiancata da due torri minori, tutte merlate, simbolo di difesa, stabilità e autorità. Alla base della struttura scorrono onde d’acqua, chiaro riferimento al fiume e all’origine geografica e toponomastica del paese.
Nella parte inferiore dello scudo compaiono delle api, emblema universale di laboriosità, disciplina e senso del bene comune. Un richiamo potente a una comunità operosa e coesa, nella quale il “castello” come istituzione civica trova il suo vero sostegno nell’impegno e nel lavoro condiviso dei cittadini.
Questo stemma non rappresenta soltanto un elemento araldico, ma una vera testimonianza storica e culturale, capace di raccontare il profondo legame tra territorio, fede e identità collettiva. La sua presenza scolpita nel piedistallo degl’jô pilozzo della Chiesa di San Nicola conferma inoltre l’importanza del simbolo nella vita civile e religiosa della comunità.
Alla luce di questa riscoperta, nasce una riflessione più ampia. È noto che fino alla fine dell’Ottocento il Comune di Castellafiume utilizzasse uno stemma municipale fortemente radicato nella propria storia: il castello turrito con il fiume Liri ai piedi, la merlatura guelfa e il festone con il nome storico “Castro de Flumine”. In epoca successiva è stato invece adottato un diverso emblema, caratterizzato dal leone rampante sormontato da corona, la cui origine appare meno direttamente riconducibile alla tradizione storica locale.
Nel rispetto delle scelte amministrative e con spirito di costruttivo dialogo, l’associazione e i cittadini promotori della ricerca pongono una domanda legittima: non sarebbe opportuno avviare una riflessione condivisa sulla valorizzazione e sull’eventuale ripristino dello stemma storico del Comune?
Una proposta che nasce dal desiderio di rafforzare il senso di continuità con il passato e di riscoprire simboli autentici dell’identità di Castellafiume, nella convinzione che il confronto su temi storici e identitari rappresenti un valore aggiunto per l’intera comunità.









