Raddoppio ex superstrada del Liri, un’opera da 500 milioni di euro fra luci e ombre



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San Vincenzo Valle Roveto – Nei giorni scorsi il Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, aveva annunciato che il prossimo 12 aprile avrebbe presentato il progetto di raddoppio della Strada Statale 690, la ex superstrada del Liri, declassata da Superstrada a Strada Statale, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, nel 2005.

Sul tema abbiamo chiesto un parere qualificato al Sindaco di San Vincenzo Valle Roveto, Giulio Lancia, che oltre a fare l’amministratore, svolge anche la professione di ingegnere. A lui abbiamo chiesto se fosse a conoscenza dei principali elementi del progetto che Marsilio presenterà a Balsorano lunedì 12.

I dati che ho, sono quelli che ho letto sul Centro. Direi che in generale, tutte le opere riguardanti le infrastrutture sono condivisibili, come è condivisibile l’azione propositiva di chi si proietta a mettere in campo iniziative importanti come questa.

Cosa vuol dire per la Valle Roveto il raddoppio dell’ex superstrada del Liri?

“Dal punto di vista di chi vive il territorio, quello che si prospetta come un sistema di collegamento più efficiente e rapido fra le regioni Lazio e Abruzzo, rischia di diventare un ulteriore elemento di isolamento della Valle Roveto”.

Quali sono i suoi dubbi?

“Vede, se l’ANAS, contestualmente alla realizzazione di questo progetto, che ripeto, è assolutamente condivisibile per l’importanza logistica dell’opera, assicurasse anche interventi altrettanto importanti sulla ex statale 82 che, per i comuni della Valle Roveto, rappresenta un’arteria importantissima per la viabilità interna, allora si potrebbe dare un giudizio più dignitoso al progetto”.

Quali criticità rileva?

“Se mi si viene a parlare di un progetto, senza dubbio importante, ma che rischia di restare avulso dal territorio che attraversa, allora mi dispiace, ma sarei assolutamente contrario. Questo progetto, così come viene presentato, sembra essere stato messo a punto da persone che non hanno la minima cognizione di quello che è la Valle Roveto”.

Tecnicamente come lo valuta?

“Io sono un tecnico, non ho nulla da eccepire sugli aspetti tecnici di questo progetto, almeno per i dati rilevati sui giornali. Ma se questa iniziativa viene calata, bypassando un territorio dove da anni si lesinano le poche risorse disponibili, mai risolutive, allora credo sia il caso che ANAS, oltre che occuparsi della progettazione del raddoppio, prendesse in carico anche la ex SS82, ripristinando la viabilità locale per consentire al tessuto sociale e connettivo delle comunità della Valle Roveto di tornare a una mobilità da paese civile“.

La ex statale 82 è ridotta molto male?

“Ci sono frane diffuse per tutta la valle e la strada è chiusa per molti tratti. L’attuale gestore, che è la provincia, riesce a fare ben poco nonostante la spesa, talvolta ingente di risorse, che però, sembrano essere sempre insufficienti. In questo contesto, ha senso pensare a un raddoppio della SS690 senza pensare prima a un restyling della viabilità delle aree attraversate dalla nuova direttrice? Non farlo, sarebbe come avere una casa decrepita e farci attorno una recinzione d’oro“.

Cosa direbbe a Marsilio?

Io non posso che avere parole di ringraziamento per il Presidente della Regione, ma è necessario assumere la consapevolezza che ci sono questioni che hanno assoluta priorità. Non so se andrò alla presentazione perché sono contrariato dal fatto che si faccia calare un progetto del genere senza neanche discuterlo col territorio“.

Non ha gradito il metodo?

“Personalmente sono abituato a condividere con i miei colleghi di amministrazione le scelte che riguardano la comunità. Alla base di ogni scelta politica ci deve sempre essere il valore sociale e collettivo delle soluzioni proposte”.

La politica non c’entra nulla?

“Qui non si tratta di partigianeria politica, ma di rappresentare i legittimi interessi di un territorio. Se col raddoppio si vuole portare giovamento a Sora e Avezzano, loro diranno certamente di sì. Noi della Valle Roveto restiamo in mezzo, e senza voce in capitolo, senza una visione d’insieme, rischiamo di rimanere sempre più isolati”.



Redazione Contenuti

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