Il corso d’arte parla di gusto e di cucina.
Domenica 8 febbraio, una nuova lezione al Polo culturale Le Clarisse di Grosseto con Mario Iacomini, cuoco e animatore culturale.
Al Polo culturale Le Clarisse, domenica 8 febbraio alle ore 18, prosegue il ciclo di incontri del corso d’arte “La bellezza non salverà il mondo”, ideato dal direttore Mauro Papa. Stavolta sarà la cucina protagonista con un appuntamento dal titolo “Rinascimento del gusto: Pensiero Biodiverso / La Cucina come Arte e un’Estetica ormai Postuma”, un confronto aperto tra gastronomia, filosofia dell’estetica e cultura contemporanea, che interroga il ruolo del gusto come forma di pensiero e come pratica culturale.
Protagonisti dell’incontro saranno Mario Iacomini, Mauro Papa, direttore del Polo culturale Le Clarisse, ed Emilio Guariglia, giornalista, autore e capo servizio della redazione grossetana de Il Tirreno. Il dialogo intende superare i confini disciplinari tradizionali, restituendo alla cucina una dimensione simbolica e critica: non semplice pratica funzionale, ma spazio di resistenza culturale e terreno di elaborazione per una nuova estetica, consapevole della propria condizione postuma.
«La cucina può diventare una forma di disobbedienza silenziosa – dichiara Mauro Papa – capace di agire sul gusto e sulla memoria più che sull’apparenza. Nel lavoro di Mario Iacomini la biodiversità non è un concetto astratto, ma materia concreta fatta di sementi antiche, grani dimenticati, sapori marginali. Recuperarli non significa nostalgia, ma rimettere il passato in circolo, renderlo nuovamente pensabile nel presente.
La sua ricerca mette in discussione l’idea che la bellezza di un piatto sia soprattutto visiva e sposta l’attenzione su un’estetica del sapore, da cui nasce il concetto di “forma-sapore”: il gusto come costruzione dotata di peso, direzione, volume e tempo.
Ogni sapore disegna una forma nello spazio percettivo di chi assaggia, trasformando il mangiare in un’esperienza estetica piena, che coinvolge corpo, memoria e pensiero. È un’estetica che rifiuta la spettacolarizzazione del cibo e l’omologazione sensoriale, affidando al gusto il compito di costruire forme interiori che restano nel tempo».
Il contributo di Mario Iacomini nasce da oltre 30 anni di esperienza e trova dal 2016 un ulteriore spazio di ricerca nell’Osteria Futuro a Scurcola Marsicana, ristorante e laboratorio culturale diretto insieme a Vincenzo Nuccetelli e Giuseppe Verrecchia, in cui la ricerca gastronomica si intreccia con arte, pensiero contemporaneo e valorizzazione della biodiversità. Accanto a lui, Emilio Guariglia offrirà uno sguardo analitico sui processi sociali e culturali del presente.









