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Pubblicità costosa VS pubblicità economica: chi ha più soldi vince?

Globalizzazione e multimedialità hanno avuto un enorme impatto sulla vita di tutti i giorni e hanno finito per cambiare quasi del tutto radicalmente anche il mondo dell’economia. Per il settore pubblicitario, in particolare, c’è stata una forte mutazione sia sul fronte delle strategie da utilizzare sia per quanto riguarda gli strumenti da adoperare per farlo. 

Gli esperti del settore hanno dovuto apprendere nuove competenze e si sono trovati a lavorare in un mercato sempre più competitivo e in continuo aggiornamento. Si pensi, ad esempio, al passaggio dall’outbound all’inbound, che si lega al fatto che siano le persone a cercare i prodotti e chi li propone e non l’inverso, come accadeva un tempo. 

Rispetto a questa panoramica siamo comunque soliti pensare che ad avere la meglio siano ora come in passato le aziende che, avendo di base un budget alto, possono puntare su campagne pubblicitarie di un certo livello. Questo anche perché c’è la possibilità di sfruttare al meglio le risorse online e quelle offline. Per farci un’idea di cosa s’intende per pubblicità costosa, o addirittura clamorosa, possiamo considerare il lancio dallo spazio a corpo libero di Felix Baumgartener, voluto da Red Bull nel 2012. Il salto del paracadutista, avvenuto a 34 mila metri di altezza, pare sia costato all’azienda decine di milioni di dollari.

Non sempre però il marketing per suscitare interesse deve essere costoso. A tal riguardo, si è andata definendo negli ultimi tempi la cosiddetta “guerrilla marketing”, ideata da Jay Conrad Levinsons negli anni ’90. Questa tipologia di marketing mira ad una promozione della merce a basso costo, ma di grande impatto sugli utenti. In questo caso a fare gioco forza sono altri fattori, che magari colpiscono i soggetti anche sul pianto emotivo. Imprescindibile, dunque, è la creatività, come nel caso di McDonalds che colpisce i passanti sostituendo le strisce pedonali con il dipinto delle patatine fritte. 

Allo stesso modo con un po’ d’immaginazione anche le piccole e medie imprese oggi possono curare la loro identità con degli accorgimenti oppure utilizzare tradizionali con qualche piccola innovazione. È questo il caso dell’omaggio, che oggi si rinnova grazie alla possibilità di scegliere in che modo presentarlo al cliente. È possibile, ad esempio, ordinare direttamente sul web calendari personalizzati, ciò vuol dire che a poco prezzo si può scegliere il tema, le immagini e le dimensioni. 

In sostanza, è pur vero che chi può spendere tanto in pubblicità parte con una marcia in più, ma questo non sempre è sinonimo di successo, poiché anche le piccole iniziative possono, se realizzate con criterio, portare un riscontro positivo. In questo caso i soldi aiutano, ma non sono indispensabili per stupire il cliente. 

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