Avezzano – È giunta alla nostra redazione un’immagine che, purtroppo, parla più di mille parole. Lo scatto, inviato da un nostro lettore, ci mostra una realtà molto spiacevole, che purtroppo è diventata quasi una “condizione ordinaria” all’interno del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Avezzano.
La fotografia mostra pazienti costretti a sostare per troppo tempo su barelle di fortuna, sistemate in spazi angusti che appaiono decisamente non idonei a garantire né la privacy né la dignità della persona.
Si vedono pazienti che, evidentemente, sono esposti in aree di passaggio, una situazione che stride con l’idea di un servizio sanitario efficiente e rispettoso.
Da diverso tempo i cittadini lamentano disagi. Nonostante sia ufficialmente in atto il progetto per la costruzione del nuovo ospedale, la situazione attuale non rassicura e non piace a nessuno.
Se è pur vero che guardare al futuro e alle nuove infrastrutture è un passo giusto e necessario, la domanda che la comunità pone è una sola: “E nel frattempo?“.
Un ospedale sulla carta non può accudire in maniera soddisfacente i pazienti oggi. La politica e i vertici aziendali non possono permettere che l’attesa del “nuovo” diventi l’alibi per abbandonare il “presente” all’improvvisazione.
La situazione difficile non riguarda solo i malati, ma mette a dura prova anche il personale sanitario.
Medici, infermieri e operatori sono costretti a lavorare in condizioni di perenne emergenza, cercando di garantire assistenza in ambienti che non permettono una gestione ottimale delle criticità.
Il rischio di errore umano aumenta, così come il sovraccarico di lavoro di chi, ogni giorno, deve impegnarsi professionalmente davanti a cittadini esasperati.
Non bastano le rassicurazioni sui tempi di costruzione della nuova struttura. Servono soluzioni immediate, forse il potenziamento del personale o la riorganizzazione degli spazi esistenti.
La redazione continuerà a raccogliere segnalazioni e a dare voce a chi si trova in difficoltà, magari appoggiato su una barella all’interno di uno spazio ospedaliero inadatto perché non ci sono alternative.









