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Parco Nazionale d’Abruzzo, Dacia Maraini e il suo racconto sulla guida di Repubblica

Per me è importante potere passeggiare in mezzo ai boschi. Mi piace camminare nelle zone più trascurate, in mezzo ai fitti alberi di lecci e noccioli, lì dove qualche volta si incontrano i cervi, i camosci, le volpi.

Pescasseroli – Dacia Maraini introduce con un racconto personale la guida che il quotidiano La Repubblica ha dedicato al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

La nota scrittrice narra la sua esperienza a Pescasseroli tra le montagne del Parco: ”Cercavo un posto dove ritirarmi a scrivere in tranquillità. I miei amici Ettore e Gigliola Scola mi hanno invitata a casa loro a Pescasseroli e stando fra queste montagne sono rimasta affascinata dai boschi, conquistata dal paese e dai suoi abitanti. Così ho scoperto il Parco”.

Dacia Maraini, conosciuta quale scrittrice, poetessa, drammaturga e sceneggiatrice, ha un legame molto forte col territorio del Parco; l’autrice per 13 anni è stata alla direzione del Festival di Gioia Vecchio, sua è anche l’iniziativa annuale culturale Pescasseroli Legge che ha visto la luce nel 2018. Nel 2013 Pescasseroli le ha conferito la cittadinanza onoraria.

Sempre sulla guida di Repubblica la Maraini scrive: ”Per me è importante potere passeggiare in mezzo ai boschi. Mi piace camminare nelle zone più trascurate, in mezzo ai fitti alberi di lecci e noccioli, lì dove qualche volta si incontrano i cervi, i camosci, le volpi. Molte volte ho incontrato nelle mie passeggiate dei cervi. Sono sempre stata impressionata dal fatto che con quel peso addosso (quaranta chili ogni palco di corna) siano capaci di muoversi senza fare rumore. Sono degli animali curiosi, hanno qualcosa di fiabesco, si fermano a osservarti senza paura. Hanno occhi luminosi e sono agili come gazzelle. Forse sanno che qui nel Parco sono difesi e nessuno può cacciarli.

Poi naturalmente ho incontrato tante volpi, e tanti cinghiali. Non parliamo dei cani che vanno liberi e sono socievoli. Ho fatto amicizia con un cane pastore grande e bianco che ho chiamato Marso”.

Nelle parole della grande scrittrice si evince l”ammirazione per luoghi, piante ed animali che caratterizzano questo territorio, traspare un forte attaccamento alle montagne che sembra le permettano di concentrarsi: “Per me queste montagne rappresentano la pace, il silenzio, la concentrazione”.

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