Paolo Leone e la sua band in un tributo a Califano a San Pelino di Avezzano



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Avezzano – Ieri sera, in una calda serata di mezz’estate nella piazza di San Pelino nell’ambito della serata a scopo di beneficenza intitolata “San Pelino accoglie Amatrice”, con degustazione della famosa amatriciana e prodotti tipici, c’è stato un tributo musicale e canoro a Franco Califano dal cantante avezzanese Paolo Leone e la sua band.

La serata dell’artista locale ci ha regalato un mare di emozioni. Paolo Leone, stimatissimo e apprezzato per le sue doti umane, grande artista ci ha riportato indietro nel tempo facendoci sognare, interpretando i più bei brani del Maestro. Ci ha saputo riproporre il talento genuino, la schiettezza e l’immediatezza del Califfo della canzone italiana la cui vita è stata talmente sregolata da aver adombrato la sua grandezza di cantautore. Di lui si dice che abbia avuto un numero talmente elevato di donne da far sembrare gente come Mick Jagger e Keith Richard dei seminaristi.

Eccessivo, inaffidabile e sfacciatamente italiano, rappresentante della beat generation, artista scomodo ma unico nel suo genere, Califano è molto amato da Leone che ieri sera ha raccontato l’amore e gli amici e il tempo che passa, quello che non fa male ma che inevitabilmente porta via tutto. I monologhi che Leone ha citato, alternati alle canzoni del Califfo, di grande impatto emotivo, divengono il suo cavallo di battaglia. Stanotte l’artista Paolo Leone ha toccato le corde di tutti i presenti, senza distinzioni sociali e anagrafiche. Leone ha rappresentato in maniera encomiabile Califano e ha cantato mirabilmente le sue canzoni,di colui che ha scritto le più belle pagine della canzone dialettale romanesca. E quando Leone e la sua band ha intonato le prime note di “Tutto il resto è noia” si è alzato un applauso a non finire. Un testo che tra filosofia e pragmatismo è stato anche oggetto di discussione in molte aule scolastiche.

Paolo Leone e la sua band in un tributo a Califano a San Pelino di AvezzanoL’artista Leone ha saputo interpretare un inno alla vita pienamente vissuta dal grande autore, così come si presenta nella totale indipendenza. Il cantante Leone ha descritto con minuzia frammenti e momenti salienti di un nuovo amore, vita che tutti hanno vissuto, i primi approcci, la tensione della conquista, la passione da dimostrare nella prima notte a letto, e poi la ripetizione del quotidiano o il tramonto della passione. Leone ha interpretato a meraviglia brani senza tempo, capaci di parlare a tutti. Ci ha presentato con merito l’utimo dei belli e dei bulli, playboy della Dolce Vita, sfrontato antiborghese alla Jean Belmondo.Tutti noi ascoltando le felici interpretazioni di Leone avremo immaginato Califano, il Maestro, testimone di quella Roma dei night. E Leone ha cantato a San Pelino tutto ciò, le mille variazioni dell’amore, mai idealizzato, il lato romantico della solitudine, la nostalgia del tempo andato via. Quello di ieri sera è stato il più bel tributo reso al grande Maestro e la moltitudine di gente che affollava la piazza ha pienamente apprezzato.




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