Avezzano – L’orsa Amarena è stata uccisa il 31 Agosto del 2023. La sua morte è al centro di un processo penale che vede come imputato Andrea Leombruni.
Il caso è giunto alla sua quarta udienza, che si tiene proprio oggi, 26 Settembre 2025, presso il tribunale di Avezzano.
In questa giornata cruciale, il Giudice per l’udienza preliminare (Gup) è chiamato a sciogliere le riserve sulle eccezioni procedurali sollevate dalla difesa e a decidere se avviare il giudizio per l’imputato.
Il procedimento vede la partecipazione di circa 40 parti civili, tra cui enti e associazioni ambientaliste come Appennino Ecosistema.
Quest’ultima fa parte della Global Alliance for the Rights of Nature, un’alleanza internazionale che si batte per il riconoscimento dei diritti della natura come soggetto giuridico.
Appennino Ecosistema ha ribadito la richiesta che l’imputato non venga perseguito solo per l’uccisione di un animale, reato punibile con una pena detentiva da 4 mesi a 2 anni, ma anche per reati più gravi e pertinenti, come l’uccisione di specie selvatiche protette e l’inquinamento ambientale.
Secondo questa associazione, infatti, l’uccisione di un’orsa marsicana, una specie in via di estinzione, costituisce un danno significativo per la sopravvivenza della specie, riducendo la già esigua popolazione del 5%.
La richiesta di un’accusa più severa riflette la convinzione che un atto come l’uccisione di Amarena non possa essere equiparato a quella di un animale domestico.
Il processo per l’uccisione dell’orsa Amarena, che oggi entra nella sua fase decisiva, non riguarda solo la punizione dell’imputato, ma si propone di essere un punto di riferimento per il futuro della giustizia ambientale in Italia.
L’esito del procedimento potrebbe segnare l’inizio di una nuova era in cui i crimini contro l’ambiente e la fauna selvatica vengono trattati con la serietà che meritano, riconoscendo finalmente la natura come un bene giuridico da tutelare.




