Nuovo incarico in Provincia per Gianni Di Pangrazio



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Avezzano – Nuovo incarico in Provincia per Gianni Di Pangrazio. L’ex Sindaco di Avezzano ed attuale consigliere di minoranza, infatti, si occuperà di questioni non gestionali, come sancito dall’Anticorruzione.

Come riportato dall’edizione odierna del quotidiano il Centro, il presidente della Provincia Angelo Caruso, in un primo momento, dopo la mancata rielezione a sindaco, lo nominò suo portavoce ma la delibera, in seguito a forti proteste del centrodestra, venne bloccata.Poi nuova delibera gli ha affidato funzioni differenti che non hanno carattere gestionale e di indirizzo: si tratta di attività di studio su una proposta per il funzionamento delle attività di energia e controllo sugli impianti termici e la cura dei rapporti con le istituzioni e le università per predisporre proposte di percorsi formativi per l’ente e i comuni del territorio. E, infine, attività di studio sull’acquisizione di fondi regionali, nazionali e comunitari volti a garantire flussi di entrate finalizzate alla viabilità e all’edilizia scolastica.

Ci sono poi altre attività di supporto all’ente. La Provincia, nel frattempo, ha chiesto su tale aspetto un parere all’Autorità nazionale anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone. Questi, tramite delibera ha indirettamente escluso che ci sia il problema dell’inconferibilità dell’incarico. «Nel caso di conferimento dell’incarico dirigenziale di natura gestionale», scrive Cantone, «a colui che ricopre contemporaneamente la carica di consigliere comunale in un Comune con popolazione superiore a 15mila abitanti nella stessa regione dell’amministrazione che conferisce l’incarico, si determinerebbe la violazione delle disposizioni del decreto 39 del 2013». E non è il caso di Di Pangrazio visto che le funzioni che lui ha, come recita la delibera provinciale, «non hanno contenuto gestionale».Ma questo a Di Pangrazio non basta. Infatti il 12 luglio dello scorso anno l’ex sindaco di Avezzano ha citato in giudizio la Provincia davanti al tribunale civile, sezione lavoro, tramite la procedura di urgenza ex articolo 700. Udienza il 18 ottobre. Le sue richieste, ora al vaglio di un giudice, sono quella della reintegrazione negli incarichi dirigenziali non rinnovati sia per il risarcimento dei danni.

«Il parere di Cantone», dice Di Pangrazio, «se ben interpretato, «conferma quanto da me sostenuto, ovvero l’assenza di incompatibilità o inconferibilità posto che io stesso, all’atto di assunzione della carica politica, ero già dirigente di ruolo e lo sono ancora». La stessa interpretazione è stata già data da Cantone per una vicenda simile in Friuli. «In caso contrario», dice «ci troveremmo di fronte a una palese violazione di diritti garantiti dalla Costituzione, del diritto al lavoro e del diritto all’elettorato passivo».




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