“Non lasciamoli soli” un progetto della  Fondazione dell’Ordine degli Psicologi dell’Abruzzo



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Avezzano –  Il Presidente della Fondazione dell’Ordine degli Psicologi dell’Abruzzo OnLus, dott. Paolo Manfreda, in seguito al terribile sisma che ha colpito il centro Italia ha voluto creare l’iniziativa “Non lasciamoli soli”  al fine di raccogliere fondi da destinare per l’attivazione di cinque borse di lavoro per giovani psicologi selezionati, formati ed esperti nel trattamento dei disturbi post traumatici da stress.

Dott. Manfreda cosa l’ha spinta a formulare questo progetto?

Dopo il tragico terremoto  del 24 agosto mi sono chiesto come potevo  attivarmi per dare solidarietà, come Fondazione, all’intera popolazione che stava vivendo il trauma di così inaspettate e devastanti perdite. Ascoltare quelle continue grida con le quali si pregava di  non abbandonarli,  che le luci dei riflettori non venissero mai spente sul loro dramma,  imponevano di agire in soccorso.  La funzione dello psicologo e dello psicoterapeuta è proprio quella di intervenire in tali situazioni, pertanto  il Presidente dell’Ordine degli Psicologi dell’Abruzzo ha subito creato una task force di psicologi volontari che potessero  essere di supporto ai terremotati e soprattutto a disposizione  della protezione civile, almeno fino al termine di novembre. Si richiedeva dunque la necessità di protrarre questo tempo, perché i nostri professionisti sono consapevoli che il loro intervento è ancor più necessario quando la fase d’emergenza terminerà, quando necessariamente ogni persona vittima del sisma dovrà tornare alla propria quotidianità.”

Quando è stata costituita  la Fondazione dell’Ordine degli Psicologi dell’Abruzzo OnLus?

Esiste da tre anni e ha già operato delle progettualità, questa però ci è apparsa subito un’opportunità vera, affinché i giovani professionisti dell’Ordine possano trovare anche  una modalità operativa completa.  La Fondazione funge da riferimento per  sostenerli  in queste eventualità.

Bisogna considerare che gli appartenenti all’Ordine degli Psicologi  lavorano in maniera volontaria nell’ambito dei luoghi dove i terremotati sono stati inviati, e sono di supporto immediato proprio con un trattamento di desensibilizzazione del trauma per queste persone che hanno perso tutto.

Il progetto della Fondazione “Non lasciamoli soli” abbiamo pensato di crearlo al termine dell’intervento volontariato, con la raccolta fondi  per cinque  borse di lavoro per giovani colleghi esperti che potessero in forma duratura essere attivi in uno sportello dedicato esclusivamente ai terremotati. A gennaio, valutato il budget della Fondazione, verrà  creato  un bando nel quale si richiedono delle caratteristiche specifiche, come le  specializzazioni e si potrà poi intervenire in maniera stabile per almeno il primo anno accanto ai terremotati, anche se prefiguriamo che il  lavoro debba protrarsi per più di un anno, in quanto le problematiche non possono essere risolte così all’immediato.”

Nel progetto, in base alle possibilità economiche, è previsto  uno sportello  a lungo termine stante in funzione per supportare le vittime di varie situazioni traumatiche, che non sono solo quelle derivanti da sismi tellurici ed eventi catastrofici, si pensi anche a episodi  violenti vissuti  nella vita quotidiana, incidenti o situazioni in cui le persone sono deprivate dei loro affetti . Attualmente i servizi pubblici che dedicano un ascolto  a queste situazioni sono quelli ormai consolidati come  i centri di salute mentale,  ma tanti non hanno una struttura psicopatologica talmente grave da dover far riferimento esclusivamente a questi centri.

Dott. Manfreda, in questo caso sarà l’utente a chiedere aiuto?

“L’utente saprà di avere uno spazio fisico dove poter avere una referenzialità chiara, senza essere  sballottato  di qua e di là, e di trovarsi in un servizio dedicato esclusivamente a lui, proprio perché c’è la richiesta autonoma da parte di chi sente questo bisogno e sente che può affrontarlo. Il rischio grande e mettere da parte il momento  traumatico  pensando che col tempo passerà, invece, senza aiuto e supporto professionale,  non passerà.”

Dove verranno dislocate le sedi?

Una sede sicuramente verrà collocata probabilmente a Montereale, dove già sussiste il nostro distretto della Azienda Sanitaria Locale,  una volta ipotizzate  quante sono le persone in permanenza  nella zona. Le altre quattro pensiamo di dislocarle  nelle Provincie, là dove attualmente i terremotati sono stati inviati e sono stati motivati a lasciare i propri luoghi.  Ancora di più stanno vivendo la sofferenza, con il desiderio di tornare nel luogo d’origine, perché la disgregazione che si attua poi con la deportazione da un luogo di vita è quello che profondamente incide nel futuro di queste persone.”

Gratuito il servizio di ascolto e psicoterapeutico, una presa in carico diretta e senza alcun costo per l’utente.

Quali canali ha attivato per sollecitare i fondi?

Abbiamo richiesto interventi a varie realtà territoriali e alle Amministrazioni. Attualmente solo il Comune di Aielli ha risposto creando una giornata di solidarietà dove è intervenuta l’Avis, sono giunti  gli Alpini e c’è stata la grande partecipazione della cittadinanza per sostenere questa iniziativa. Altre fonti sono state quelle di alcune parrocchie di Avezzano, coinvolte da Don Aldo, che hanno voluto concorrere  più realisticamente per vedere realizzato  questo progetto.

Il Presidente della Fondazione dell’Ordine degli Psicologi dell’Abruzzo OnLus, Paolo Manfreda, ha tenuto a precisare la totale trasparenza nei movimenti finanziari in quanto  tutto quello che afferirà alla Fondazione verrà pubblicato sul sito dell’Ordine degli Psicologi, non solo per come verrà speso l’importo raccolto ma con una visibilità di chi  ha sostenuto questa iniziativa, inoltre si avrà la possibilità anche di quanto si sta attuando.

L’obiettivo di base è quindi aiutare ad elaborare la tragedia e a “incanalare” le emozioni, in modo da arrivare lentamente a non viverle più.” -puntualizza il dott. Manfreda– “Trattare il trauma che non si vede, una ferita nell’anima che rischia di non chiudersi mai ma che ora è sempre più conosciuta come stress traumatico: una precisa patologia con la quale le vittime di una tragedia naturale come un terremoto debbono imparare a vivere. Un trauma così profondo che è in grado di scatenare anche altre patologie”.

Per informazioni:  www.ordinepsicoloiabruzzo.it

Conto Corrente Fondazione,    BPER Banca:

IBAN: IT 44VO538739450000002424631

BIC: BPMOIT22XXX




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