Mazzocchi e Alfonsi: “Polizia Provinciale nel Limbo”



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Avezzano – “Nell’ambito del trasferimento di funzioni alla regione, il capitolo Polizia Provinciale è pieno di insidie. Il timore è che le peculiari capacità in materia di piani di abbattimento, controlli ambientali, competenze in materia faunistica, depurazione e molto altro possano subire una drastica frenata a tutto danno del territorio e degli stessi operatori parcheggiati in un limbo con troppe ombre”. E’ quanto affermano in una nota stampa i consiglieri provinciali Felicia Mazzocchi e Gianluca Alfonsi.

“Sin dalla emanazione della legge Delrio 56/2014 – spiegano – la polizia provinciale ha subito le ristrettezze imposte dalle regole di bilancio, ma qualcosa in più si poteva e forse si può fare, obiettivamente.  Il nucleo ambientale che resta in provincia è molto carente se si pensa al vasto territorio da coprire. Sole 3 unità più il coordinatore non assicurano una turnazione soddisfacente i bisogni dei cittadini”.

“Per quello che riguarda il nucleo faunistico – continuano i consiglieri – sono comunque stati assicurati i servizi essenziali legati alla stima dei danni agricoli con oltre 140 sopralluoghi fatti ogni anno, la predisposizione dei piani di controllo del cinghiale sempre approvati da ISPRA, il coordinamento e la realizzazione degli interventi di campo per l’abbattimento dei cinghiali. Tra le competenze della P.P. si annovera inoltre il controllo alle autoscuole ed alle strutture ricettive turistiche quali B&B ed ostelli, ma anche controlli in materia di tartufi. Si pensi, inoltre, che il Corpo Forestale dello Stato è ormai in via di smantellamento per il passaggio nei Carabinieri e Vigili del Fuoco”.

“L’assunto reclamato dal vice Presidente Lolli che accusa di poco introito il settore è disarmante. Il problema – concludono- va risolto subito visto che la portata della legge è nota ormai da più di due anni e la regione Abruzzo è l’ultima a legiferare. Ci aspettiamo un’azione decisa del presidente della Provincia, che finalmente non si accodi ai diktat di D’Alfonso. Si era parlato di avvalimento o procedure che potessero snellire il passaggio, ma qui la brutta sensazione è di avvilimento piuttosto”.




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