MAZZAMURELLO, LO GNOMO DEI BOSCHI



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Il successo ottenuto in questi ultimi anni da romanzi come Il signore degli anelli e Lo Hobbit ha riportato in auge la figura del folletto e dello gnomo. Non c’è regione che non abbia leggende legate a queste figure fantastiche e l’Abruzzo non ne è esclusa. Tra le tante che si tramandano di padre in figlio e che ne dà traccia anche Gabriele D’Annunzio ce n’è uno particolarmente divertente e spiritoso.

Se all’improvviso, in casa avvertite uno strano picchiettio che proviene dai muri, non spaventatevi, è un simpatico e dispettoso folletto dei boschi che vuole attirare la vostra attenzione.

Si chiama Mazzamurello e l’etimologia del nome di questo folletto deriva dai termini “mazza” (colpo) e “murello” (mura), per indicare la sua abitudine di battere contro le mura di una casa per manifestarsi. In ogni caso, secondo la tradizione fiabesca popolare, la presenza di un mazzamurello in casa indica la prossimità di un tesoro, un pericolo imminente per uno degli abitanti o più spesso un messaggio di un caro defunto che cerca di comunicare con i vivi.

Il Mazzamurello è un piccolo gnomo delle nostre montagne che porta buona sorte a chi lo ospita gentilmente, svelando tesori, e facendo dispetti se sarete cattivi. È un intermediario con l’aldilà che porta messaggi dei defunti.

Essi appartengono al “Piccolo popolo” e nel nostro territorio vivono ai piedi del massiccio Marsicano, nel comune di Opi, ai confini della terra degli antichi Marsi, una zona che persino sulle carte viene nominata “Mazzamore”.

Ma anche il Velino sembra essere terra di Mazzamurelli, e le vecchie leggende li identificano come abitanti delle vecchie travi di legno nelle case di montagna. Sono leggende ma se passeggiando nei nostri boschi vi sentirete osservati, seguiti, spiati, non spaventatevi, potreste scorgere tra i cespugli gli occhietti vispi di un Mazzamurello.




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