Maxi discarica abusiva scoperta nella Marsica



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Celano – E’ in corso in queste ore il sequestro da parte dei carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Pescara di una discarica abusiva estesa piu’ di 40 ettari in localita’ Cese San Marcello a Celano.
L’area, paragonabile a circa 20 volte il Colosseo, e’ stata individuata dal Noe di Pescara grazie alla collaborazione tecnica con Res.Gea, azienda Spin-off dell’Universita’ “G. d’Annunzio” di Chieti specializzata nel monitoraggio ambientale attraverso servizi di telerilevamento e gestione di database territoriali. Durante l’operazione verranno utilizzati anche droni per fornire un quadro preciso e tempestivo delle attuali condizioni del sito. La consulenza tecnica di Res.Gea ha permesso di individuare, attraverso l’analisi multi-temporale di immagini acquisite da piattaforma aerea e satellitare, zone utilizzate per l’interramento illecito di rifiuti. Avendo l’intera area una storia evolutiva complessa, e’ stato effettuato uno studio specifico per il quale i tecnici si sono avvalsi dell’uso di immagini aeree e satellitari acquisite a intervalli irregolari a partire dagli anni ’50, giungendo fino ai giorni nostri.
L’approccio metodologico di telerilevamento utilizzato, associato al sopralluogo effettuato- spiega Res.Gea – ha permesso di individuare diversi siti precedentemente adibiti ad attivita’ estrattive, silenziosamente colmati totalmente o parzialmente con materiale di dubbia provenienza, aree che nel corso degli anni sono state oggetto di svariati abbandoni di rifiuti direttamente sul piano campagna, e altre aree con evidenze di movimentazione di terreni e suoli al di sopra di aree utilizzate a fini agricoli. Le immagini analizzate, hanno mostrato l’abbancamento di cumuli le cui dimensioni superavano i 4 metri in pianta (oltre le capacita’ dei mezzi a uso domestico) e hanno evidenziato la gestione ordinata delle operazioni, presumibilmente riconducibili ad aziende specializzate nel settore dei rifiuti.
Inoltre, l’analisi tecnica ha portato anche alla stima dei volumi dei materiali interrati senza autorizzazione alcuna, che si attestano su cifre superiori al mezzo milione di metri cubi. Molti terreni oggetto d’esame, in precedenza a vocazione agricola, risulterebbero ora interamente corrotti dall’abbandono e dalla permanenza dei rifiuti riscontrati dall’indagine. Le indagini proseguiranno con analisi specifiche volte a chiarire la natura e le caratteristiche dei rifiuti individuati nelle zone.
Celano, ing. Settimio SantilliIntervento del Sindaco di Celano, ing. Settimio Santilli
La città stia tranquilla

In riferimento al sequestro odierno applicato dai NOE di Pescara dell’area di circa 43 ettari di estensione, contigua alla ex discarica di San Marcello,” dichiara il Sindaco di Celano, ing. Settimio Santilli, “è doveroso precisare che la suddetta area interessa i terreni che furono oggetto di attività estrattiva per la realizzazione del tratto autostradale della A25 e che poi nel corso degli anni, in parte sono stati trasformati dal Comune di Celano nella ex discarica di “San Marcello”, mentre il resto sono di natura privata come rilevato nel corso delle indagini.
Per eseguire indagini più approfondite sulla natura degli stessi rifiuti – continua il Sindaco Santilli – i NOE effettueranno già nei prossimi giorni indagini geologiche più approfondite e proprio per questo ci siamo resi disponibili ad eseguire tutte le azioni possibili in merito. Pertanto, prima di parlare di “Nuova terra dei fuochi” e causare ulteriori danni all’economia dell’intero territorio, soprattutto all’agricoltura, è necessario aspettare lo svolgimento delle indagini da parte delle autorità preposte.
Bisogna precisare infatti, onde evitare un ingiustificato allarme, che contrariamente a quanto dichiarato da diversi organi di stampa e dal segretario del PD locale, in maniera del tutto scellerata e strumentale, i terreni interessati non sono stati mai stati destinati alla coltivazione agricola negli ultimi 50 anni e che la natura dei rifiuti è ancora del tutto da accertare.
Tuttavia, in qualità di sindaco e di ex assessore all’ambiente ritengo necessario precisare tutte le attività che nel corso dell’ultima amministrazione, e mai nelle precedenti, sono state eseguite nella medesima area, ovvero:

  • la chiusura e il rispristino ambientale della discarica di “San Marcello”,
  • la realizzazione in un’area limitrofa a questa, di uno dei primi “centri di raccolta di rifiuti differenziati” dell’intera Marsica,
  • la presentazione in provincia del progetto inerente la chiusura e la messa in sicurezza della discarica per inerti,
  • la chiusura, più volte effettuata, degli accessi proprio a tale area, al fine di evitare potenziali sversamenti di rifiuti,
  • il posizionamento di fototrappole di sorveglianza, in seguito oggetto di furti ed atti vandalici,
  • la continua asportazione dei rifiuti più visibili abbandonati nell’area, con ingenti spese di smaltimento dei medesimi

Ben venga quindi e sono io il primo a volerlo, l’azione intrapresa dai NOE – conclude Santilli –  utile a fare ulteriore chiarezza nella vicenda e a punire coloro che si sono resi protagonisti di tali azioni incivili, in una realtà locale che ha mostrato invece tutto il suo senso civico e la sensibilità ambientale con il 65% di raccolta differenziata raggiunto già dal 2013, con l’avvio dei corsi di formazione ambientale nelle scuole materne, a dimostrazione dell’impegno e del cambio di rotta intrapreso dal sottoscritto in merito alla salvaguardia dell’ambiente.

 

 

 

ecologistidemocraticiIntervento Associazione Ecologisti Democratici Circolo Provinciale L’Aquila

Il sequestro della Discarica abusiva estesa circa 40 Ha di terreno effettuato oggi a Celano è un fatto di assoluta gravità.
E’ da almeno un decennio che da più parti il problema era stato segnalato e denunciato.
Da anni infatti nella zona ora posta sotto sequestro si verificavano incendi e si assisteva a fenomeni di abbandono di rifiuti di ogni genere.
Anche in presenza di precise segnalazioni sia l’amministrazione comunale di Celano sia gli altri organi addetti al controllo del territorio non sono intervenuti in alcun modo.
La zona interessata è posta vicino all’area fucense ad alta produttività agricola.
Già negli anni, in particolare durante i frequenti incendi dei rifiuti anche tossici, si è assistito ad un innalzamento dei livelli della zona, ma ora il problema che desta maggiore preoccupazione è il possibile inquinamento delle falde acquifere e del sottosuolo.
Si pone con urgenza il problema della bonifica e del risanamento di tutta l’area.
Speriamo che finalmente si intervenga in modo serio, vengano accertate eventuali responsabilità, ma soprattutto si proceda a studiare e mettere in cantiere soluzioni che possano portare a risolvere la grave situazione che si è venuta a creare.




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