“Massimo tre giorni e mi deve far uscire, c’ho da fare. Ho solo sparato a mia moglie”



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Scurcola Marsicana – “Deve provare le stesse pene, lo stesso dolore che ha provato mia madre. Sennò me lo levo io lo sfizio, ma non per mano mia”. Lo sfogo di un figlio a cui il padre ha tolto sua madre. Che ha subito umiliazioni, che non ha ricordi felici da raccontare dei suoi appena 17 anni. Che ha saputo che il papà – secondo quanto riportato da Il Messaggero – va a dire all’avvocato: “Massimo tre giorni e mi deve far uscire, c’ho da fare. Ho solo sparato a mia moglie”. Sono le parole che Augusto Nuccetelli avrebbe rivolto al legale dopo aver ucciso la moglie, Assunta Finizio, in un bar di Roma con quattro colpi di pistola.

“Se aveva un problema lui si sfogava su di noi, mamma sopportava per me, diceva che ero piccolo. Da 3 anni beveva di brutto, era sempre ubriaco, andava dietro alle donne, stava da tempo con una giovane albanese, le liti erano aumentate”.

E poi il racconto di quel giorno. “Le ha sfilato il telefono dalla borsa mentre lei mi preparava un panino. Più tardi ha chiamato per dirle che aveva lasciato il cellulare, che ci potevamo vedere in un bar di Lunghezza, voleva che andassi anche io, ma io sono rimasto con nonna. Le ha detto: “Se non ritornate a casa vi ammazzo, prima a tuo figlio e poi a te”. E lei: “Tu non sei così uomo da fare una cosa del genere”, lui si è alzato per andarsene, si è girato e iniziato a sparare. Insieme a mia madre è morto pure lui per me“.




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