Mancato Consiglio a Capistrello, il Prefetto: “Questione complessa, quesito al Ministero”



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Capistrello “Attesa la complessità della questione oltreché l’esistenza di pareri non concordi, questa Prefettura ha ritenuto di porre un quesito al Ministero dell’Interno”.  Lo scrive il Prefetto dell’Aquila in merito alla segnalazione fatta dalla minoranza consiliare sulla mancata convocazione di un Consiglio Comunale sulle scuole. La Prefettura, dopo aver invitato l’Amministrazione Ciciotti a convocare immediatamente il Consiglio, ha accolto il ricorso della maggioranza basato sulla documentazione presentata a sostegno delle proprie ragioni e, per di più, ritenendo la vicenda molto complessa ha deciso di fare ricorso al parere del Ministero per dipanare la matassa. Mancato Consiglio a Capistrello, il Prefetto: “Questione complessa, quesito al Ministero"

I fatti: Pochi giorni prima dell’ inizio del nuovo anno scolastico, i consiglieri di minoranza Francesco Piacente, Dina Bussi, Wilma Stati e Annarita Mariani avevano chiesto la convocazione di un Consiglio Comunale avente per oggetto le scuole ma, per due volte, il consigliere anziano, vice sindaco Geltrude Scatena, in veste di sostituto del presidente del consiglio vacante, aveva respinto la richiesta facendo rilevare loro che “la stessa era errata poiché carente della relativa proposta di delibera, così come previsto dallo statuto e dal regolamento”. I consiglieri di minoranza si erano rivolti al Prefetto che, in data 3 ottobre, aveva intimato al consigliere anziano di convocare subito l’assise civica. L’Amministrazione Comunale, contraria alla esposizione fornita dalla Prefettura, si era attivata fornendo la propria interpretazione delle norme di legge e dello statuto comunale, allegando la corrispondenza intercorsa  con il gruppo consiliare “Un Paese in Comune” e sottolineando che “l’irricevibilità della richiesta era dovuta al vizio formale che i consiglieri di minoranza non avevano sanato”.

Ieri la risposta della Prefettura che rinvia tutto al Ministero.

“La Prefettura – fanno sapere dall’Amministrazione Ciciotti – in qualche modo ci sta dando ragione. La questione verrà ora vagliata dal Ministero e siamo sicuri che alla fine la verità sarà dalla nostra. La minoranza ancora una volta si è lasciata andare a facili entusiasmi, lanciando accuse infondate e aleatorie e mostrando, per di più, incompetenza in materia. Parlano di ‘violazione del principio democratico’ e di ‘arroganza’ chiedendo, a mezzo stampa, addirittura le dimissioni del vicesindaco, colpevole secondo loro di ‘non saper interpretare le norme’. La risposta della Prefettura smentisce queste loro basse insinuazioni. Si mettessero l’anima in pace Piacente e i suoi, noi non siamo come loro. Noi non ci ‘dimentichiamo’ di trascrivere (la forma è sostanza) ciò che abbiamo deliberato in Consiglio, meno che mai atti importanti come il bilancio. La trasparenza e la completezza della nostra azione amministrativa è sotto gli occhi di tutti, non esiste atto che non sia accessibile a tutti i cittadini. La chiarezza, il rispetto delle istituzioni e della legalità sono i principi ispiratori della nostra azione politica, a differenza di chi ha adottato numerosi atti amministrativi che non risultano presenti in archivio né tantomeno sono stati pubblicati”.

“Una domanda – concludono – però sorge spontanea: perché i consiglieri di minoranza non hanno presentato la richiesta di convocazione del Consiglio attenendosi alle norme previste dallo statuto e dal regolamento? Erano davvero interessati a parlare delle scuole? Era nel loro interesse riportare a galla la perdita di fondi regionali (240.000 euro) per la scuola Sabin? Era nel loro interesse parlare della scuola più sicura e più moderna d’ Italia, come la definirono sui giornali nel 2012 salvo poi essere smentiti dagli indici di vulnerabilità? La risposta è scontata. Vogliono solo continuare con sterili strumentalizzazioni e provocazioni”.




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