L’orticello della bontà e della salute



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Molte abitazioni di campagna ma anche di città, dispongono di un minuscolo giardino di forma più o meno regolare. Da un po’ di anni, gli stessi giardini hanno accolto nel loro interno dei veri e propri orticelli produttivi, visti i tempi che corrono e la scarsità di denaro. In questi orticelli si coltiva di tutto, e a farlo, non sono solo gli anziani, già avvezzi alla conoscenza della terra. Sono i giovani nuclei familiari ad aver capito (con cognizione di causa) che allevare poche e piccole piantine da orto, nel tempo libero o dopo aver lavorato in fabbrica o in ufficio, è cosa conveniente e distensiva. Fare una breve visita alle piantine nel giardino, accudirle e sorvegliarle, significa scaricare tutte le tensioni accumulate durante la giornata sul posto di lavoro.

L’orticello della bontà e della salute

Ammirare una pianticella che cresce, un fiore che sboccia, che sfiorisce e che produce frutti, in quei pochi metri quadrati di orto, è una sensazione piacevolissima che rende orgogliosi. Non c’è soddisfazione più bella che quella di raccogliere qualche ciuffetto di erbette aromatiche per insaporire pietanze da preparare con le proprie mani. E’ bello conviviare a tavola e apprezzare con conoscenti e amici la propria produzione casareccia tutta naturale. Lo sanno bene i dipendenti della Silicon Valley dove le multinazionali e le grandi imprese hanno dato vita ad un fenomeno piuttosto recente, ma ben collaudato, chiamato Corporate Gardens.
Sulle terrazze e sui tetti di queste aziende, gli stessi dipendenti, coltivano orti aziendali dove oltre a praticare orticoltura e giardinaggio, hanno l’opportunità di approfondire la sfera relazionale e professionale.

L’orticello della bontà e della salute

Si è riscontrato che l’abbattimento delle barriere gerarchiche in queste grandi aziende, ha portato enormi benefici anche sul lavoro di “Team” nell’ambito professionale. Conoscere i primi rudimenti di agricoltura, o se si vuole, le tecniche più sofisticate riguardanti le pratiche orticole più disparate, oggi è possibile farlo. Basta entrare in alcuni degli svariatissimi siti della rete internet, e quindi, consultare e/o raccogliere informazioni, comprare semi e piante di tutte le specie.

Dopo aver acquisito dimestichezza e scaltrezza nella conduzione dell’orticello “FamiGliare” non ci si accontenta più di allevare piantine di mediocre vigoria. Ci si prefigge unicamente di ottenere piantine vigorose che menano frutti grossi e appariscenti. Si acquistano semi o piantine derivanti da incroci e che il mercato pubblicizza per migliori. Senza alcun dubbio, questi prodotti offrono tutte le garanzie possibili, col risultato che si raccolgono frutti grossi, uniformi e fanno bella mostra di se’.

Per i veri appassionati di orticoltura e di cucina e, in special modo, per i veri cultori del pomodoro, il campetto coltivato deve contenere piantine che esprimono le migliori caratteristiche organolettiche e vegetative. Il campetto deve altresì contenere (per ragioni su cui è bene estendere il ragionamento in altra occasione) alcune di quelle antiche varietà locali, come ad esempio di pomodoro, che forse nelle forme e nelle dimensioni non esprimono il meglio di se’ , ma che nel sapore, nel colore, nell’odore e nell’adattamento secolare al clima marsicano esprimono tutta la tradizione orticola e la genuina cucina di un tempo.




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