L’orso in fuga M49 sia adottato dal Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise



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Negli ultimi giorni il caso della fuga dell’orso trentino M49 sta attirando l’attenzione di tutti i mass media. L’animale, fuggito dal centro faunistico del Castellar, nel territorio di Trento, viene braccato, senza successo, da alcune squadre di forestali. L’ordine prevede la cattura ma, nel caso in cui M49 dovesse rappresentare un pericolo per l’uomo, si potrebbe decidere di abbatterlo. Una scelta che non convince pienamente. Ed è proprio in questo scenario che viene lanciata una proposta interessante: il Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise adotti l’orso M49.

L’idea arriva dal commissario della Comunità Montana Peligna, Eustachio Gentile. “In questo modo salveremo la vita all’animale seppur garantendogliela in cattività. A mio modesto parere, meglio una buona vita in cattività che una brutale soppressione a colpi di fucile“. Una proposta che potrebbe consentire al plantigrado di essere trasferito nei territori del Parco dove vivrebbe in cattività ma, almeno, riuscirebbe a vivere.

Anche il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, tramite la sua pagina Facebook, si è dichiarato contrario all’abbattimento. Lo scorso 15 luglio, infatti, il ministro si è così espresso attraverso il suo spazio social: “La fuga di M49 dall’area attrezzata per ospitarlo non può giustificare un intervento che ne provochi la morte. Il presidente Fugatti [Presidente della Provincia Autonoma di Trento, ndr] moduli legittimamente il suo intervento“.

La soluzione migliore, dunque, potrebbe essere quella di limitarsi alla cattura di M49 per condurlo, come in passato è già accaduto a tre orsi che erano imprigionati e tenuti in pessime condizioni in Albania, negli spazi protetti del Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise. L’auspicio è che il PNALM intervenga prontamente per mettere in salvo M49 e che la Provincia di Trento non decida di abbattere comunque l’orso come in tanti temono.