Abruzzo – Un orso bruno marsicano che attraversa un torrente, un gambero di fiume adagiato su una pietra coperta di muschio e, poco più in basso, una trota mediterranea che nuota tra i sassi del fondale.
Non ci troviamo lungo gli argini del fiume Gizio, ma davanti a un muro del parcheggio del Parco di Archeologia Industriale di Pettorano sul Gizio.
L’opera, firmata dall’artista Marco Preziosi, è un manifesto visivo che racchiude un profondo messaggio ecologico: l’orso bruno marsicano non è solo.
La sua sopravvivenza e la sua presenza sul territorio dipendono strettamente dalla salute dell’intero ecosistema.
I torrenti integri e i fondali puliti, resi vivi e visibili proprio da specie come la trota e il gambero di fiume, formano quella rete vitale da cui dipende anche il grande plantigrado. Tre specie diverse, unite dalla stessa acqua.
L’iniziativa è stata realizzata nell’ambito di LIFE Bear-Smart Corridors, un progetto internazionale che lavora per favorire la coesistenza tra l’uomo e l’orso attraverso la creazione di “corridoi di coesistenza“.
Pettorano sul Gizio fa parte della Comunità a Misura d’Orso Genzana, un territorio in cui la tutela della fauna selvatica e la vita quotidiana delle comunità umane cercano un equilibrio concreto e armonioso.
“Un murale è vernice su cemento, ma trasforma uno spazio anonimo in un luogo che dice qualcosa di sé. Qui, dice che l’orso non è altrove: è parte del paesaggio quotidiano.”




