Lo scontro tra Udc e De Angelis infiamma la campagna elettorale di Avezzano



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Avezzano. Una campagna elettorale senza esclusione di colpi, a volte dai toni non poco imbarazzanti. Comunicati stampa al vetriolo, dove in campo scendono gli “scudi” crociati, i “toni perentori”, qualche volta si scivola anche nel personale e si offende pure, tra un “prato collettivo” e l’altro.

Ad Avezzano il confronto tra candidati si fa sempre più spietato e ai poveri (in ogni senso) giornalisti marsicani non resta altro che correre tra un’inaugurazione e un’altra, da un’apertura di sede all’altra. Tutti pronti a sbandierare principi e buoni propositi che finiscono sui titoli, nelle pagine dei giornali, virtuali e non. Dall’altra parte il cittadino, oggi più che mai al centro dell’interesse degli amministratori e degli aspiranti tali. Confuso e felice? Non direi, confuso quasi sicuramente. Felice, non credo proprio.

Anche la politica nazionale si è mossa per venire a promuovere questo o quel candidato.

Uno dei personaggi che più spesso in questi giorni è finito sui giornali locali marsicani è Lorenzo Cesa, segretario dell’Udc, europarlamentare che da oltre 25 anni compare nella cronaca giudiziaria, da dieci è alla guida del partito (Lorenzo Cesa: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/03/28/cesa-il-lato-oscuro-delludc-soldi-e-societa-tutti-i-casini-del-segretario/929178/). Arrestato nel 1993 e condannato in primo grado a 3 anni e 3 mesi per corruzione aggravata nello scandalo Anas (la storia è quella delle mazzette per 30 miliardi di lire), Cesa si è poi salvato con un cavillo insieme al coimputato Prandini (condannato in primo grado a 6 anni e 4 mesi). Nel 2003, la Corte d’appello di Roma si accorge infatti che il Tribunale dei ministri che aveva rinviato a giudizio i protagonisti dello scandalo Anas non poteva svolgere funzione di gup e così il processo è ritornato al punto di partenza e tutto è scivolato nella prescrizione, perché gli atti sono stati poi giudicati inutilizzabili. Nel 2006 Cesa fu di nuovo indagato per truffa “per avere ottenuto illecita erogazione di circa 5 miliardi di lire” dalla Ue e dalla Regione Calabria. L’inchiesta era in mano al pm Luigi De Magistris. Quando il sindaco di Napoli venne sollevato dal suo incarico, venne tutto archiviato.

Dall’arrivo ad Avezzano del politico dal passato burrascoso, in città per “benedire” la “stupenda” sede del partito stiamo assistendo a un interminabile “battibecco” fatto di toni ardenti ma di contenuti quasi pari allo zero. Arriva ora l’ennesima nota dell’Udc rivolta al candidato sindaco Gabriele De Angelis che titola: “L’Udc a De Angelis: ti stai dando la zappa sui piedi”.

«L’Udc “striglia” Gabriele De Angelis, l’aspirante candidato a sindaco ed ex potente assessore nella giunta Di Pangrazio, “dove” ironizzano il segretario provinciale, Lino Cipolloni, il coordinatore marsicano, Rocco Di Micco e il coordinatore cittadino, Luigi Gallucci, “volendo stare al suo tranciante giudizio, non proprio equilibrato, sulla città immobile, per oltre trentasei mesi ha sonnecchiato sulle più importanti poltrone del governo cittadino: negli oltre tre anni in giunta, De Angelis ha esercitato, si fa per dire”, punzecchiano i dirigenti Udc, “l’incarico di assessore a: bilancio, sviluppo economico, trasporti, industria, commercio, artigianato, turismo, nucleo industriale, sportello unico attività produttive, innovazione tecnologica, politiche della casa, cultura, teatro, tempo libero, progetti strategici, sviluppo territoriale, ambiente, sicurezza sul lavoro, verde pubblico, arredo urbano, mobilità, edilizia e infrastrutture pubbliche, impiantistica, marketing territoriale, promozione e organizzazione di grandi eventi, progetti smart city e innovazione tecnologica, cimiteri e contratto di quartiere”», si legge nel comunicato stampa che prosegue, «Per Cipolloni, Di Micco e Gallucci, quindi, il candidato “teleguidato da nuovi colonizzatori e vecchie guardie della politica marsicana e di altri territori della regione, non è proprio il più credibile quando parla di città immobile, per poi proporsi come l’uomo della provvidenza, visto il potere esercitato ma senza grandi risultati. Il grande Totò”, aggiungono i tre, “avrebbe liquidato così il suo maldestro tentativo di mischiare le carte: “ma mi faccia il piacere!” Sul fronte politico, l’assessore ringrazia il segretario nazionale, l’onorevole Lorenzo Cesa, per il sostegno alla lista Udc e al sindaco della “concretezza”, Gianni Di Pangrazio, e ricorda all’ex assessore, ora aspirante sindaco, De Angelis, di quando nei tempi andati, era alla “corte” di Catone e Buttiglione, sempre nel campo dell’Unione di Centro». E ancora: «“La verità”, concludono, “è che De Angelis cerca di vendere fumo illudendosi di non far vedere l’arrosto, ovvero i grandi risultati raggiunti dall’amministrazione Di Pangrazio in tutti i campi, con in testa la rinascita di Avezzano, ovvero l’autonomia politica e la leadership marsicana che i suoi sponsor vorrebbero cancellare”».

Quest’ultimo un chiaro riferimento alla scesa in campo, dalla parte di De Angelis, dell’assessore regionale di Sulmona Andrea Gerosolimo e dell’onorevole celanese Filippo Piccone.

Altra “sorpresa” della campagna elettorale di Avezzano è l’avvicinarsi all’Udc di Lorenzo De Cesare fino a qualche tempo fa fidato alleato di un altro candidato, Nazzareno Di Matteo. Con lui, poco più di un mese e mezzo fa, aveva presentato un progetto a tre teste (c’era anche Tiziano Genovesi di “Noi con Salvini”) per le prossime elezioni. De Cesare che però a quanto pare non sarà lui candidato ma sua moglie, ha lasciato Di Matteo e probabilmente (non c’è ancora l’ufficialità) correrà al fianco dell’Udc e quindi di Di Pangrazio.

Lo stesso De Cesare, che ha iniziato la sua militanza politica in Alleanza Nazionale, alle elezioni del 2012 si candidò contro di Pangrazio, nella stessa lista di Gabriele De Angelis.

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