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LFoundry, Verdecchia e Tangredi: “Senza un vero piano industriale si condanna la Marsica all’incertezza”

L-Foundry
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Avezzano – In una nota congiunta, Roberto Verdecchia, candidato sindaco per il Patto per Avezzano, e Rosalia Tangredi, referente di Sinistra Italiana – AVS Area Marsica, intervengono sulla situazione dello stabilimento LFoundry di Avezzano, sollecitando Governo e Regione a chiarire strategie e prospettive per l’azienda e i lavoratori. Di seguito la nota integrale:

“Da troppo tempo – scrivono – la vicenda LFoundry viene gestita come una crisi da ‘tamponare’ e non come una vertenza strategica da governare. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: assenza di un piano industriale credibile, incertezza crescente e misure temporanee che – nei fatti – hanno finito per dare alcuni vantaggi all’Azienda tramite l’utilizzo degli ammortizzatori sociali, senza garantire prospettive produttive e, quindi, occupazionali. I fatti e le date, d’altra parte, parlano chiaro: nell’ottobre 2024 vengono annunciati 134 licenziamenti; a fine novembre 2024 l’azienda “fa un passo indietro” e si va verso 24 mesi di strumenti di solidarietà/ammortizzatori, per una platea che, secondo quanto riportato, arriva fino a circa 1.400 dipendenti tra diretti e somministrati.

Mentre in troppi, dalle parti dei governi nazionale e regionale, si sono sperticati in ringraziamenti all’azienda, che in realtà sembra aver “guadagnato” 5 milioni di euro dagli ammortizzatori sociali, a gennaio 2026 i sindacati hanno denunciato che una parte dei lavoratori somministrati sarebbe stata esclusa dalla rotazione prevista dall’accordo di solidarietà del 24 novembre 2024, con la cessazione del rapporto di lavoro per circa 100 persone, dal 1° gennaio 2026, lavoratori con oltre 10 anni di anzianità nel sito.  È evidente che questo è l’effetto concreto dei palliativi: ammortizzatori e ‘gestioni’ emergenziali non costruiscono futuro, ragionano su un presente privo di orizzonte e quando viene meno l’orizzonte, prima o poi, si è destinati ad affondare. Ci sarebbe allora  da domandarsi e il “piano industriale”?

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha comunicato l’11 dicembre 2025 un incontro dedicato a LFoundry, azienda ricordiamolo con oltre 1.200 dipendenti, di proprietà della holding cinese Sparc, con l’obiettivo di fare chiarezza su investimenti e strategia, “anche alla luce del progressivo contenimento dei costi e del parziale smantellamento della produzione industriale” nello stabilimento abruzzese. Il giorno successivo, un servizio Rai ha evidenziato che il 2026 si annunciava  come dire “complesso” e che la produzione sarebbe potuta tornare a crescere solo dal 2027, dopo un’ulteriore fase di calo. Anche i sindacati, al tavolo del 13 dicembre 2025, hanno parlato di un piano “aggiornato”, ma sostanzialmente simile a quanto annunciato da tempo, con l’incognita della commessa Onsemi prevista in esaurimento a metà 2026 e l’impatto sul reddito nel 2026 – inizio 2027. 

Siamo convinti che quando la Politica diventa accettazione del presente, automaticamente perde il senso profondo del suo agire, perde di significato diventando amministratrice di processi e non costruttrice di futuro. Governo  Regione e tutti le altre forze politiche smettano di essere spettatori: servono attenzione, chiarezza, consapevolezza della natura strategica della LFoundry, impegni concreti, piano industriale.Da un lato si chiedono sacrifici ai lavoratori e dall’altro si accettano soluzioni che non obbligano l’azienda a presentare, con atti e numeri, un vero piano: volumi, linee produttive, investimenti, occupazione, formazione, tempi e responsabilità. E soprattutto garanzie verificabili, non slide e promesse. È per questo che noi chiediamo:

1. Riconvocazione immediata e periodica del tavolo nazionale, con la presenza del vertice proprietario e documentazione scritta del piano industriale. 

2. Ruolo protagonista della Regione Abruzzo: basta atteggiamenti notarili. Se si utilizzano risorse pubbliche (dirette o indirette) devono essere vincolate a obiettivi occupazionali e produttivi, con clausole di tutela e restituzione in caso di mancato rispetto.

3. Tutela piena anche per i lavoratori somministrati, evitando scorciatoie molto spesso lesivi in dignità e pericolose per la tenuta sociale all’interno dello stabilimento. 

    4. Un impegno straordinario ad avere un disegno di politica industriale coerente con il carattere strategico dei semiconduttori.

        Gli ammortizzatori sociali e i contratti di solidarietà – strumenti previsti dalla normativa nazionale – non possono diventare un modo per rinviare il problema e socializzare i costi senza un futuro industriale certo. La Marsica non può vivere di proroghe: o c’è un piano serio, verificabile e vincolante, oppure si ha il dovere di dire la verità ai lavoratori e al territorio. Per questi motivi nei prossimi giorni solleciteremo un incontro con le organizzazioni sindacali, convinti come siamo che c’è bisogno di un interlocuzione continua tra la politica, a tutti i livelli, e le organizzazioni dei lavoratori per essere forti sui tavoli di discussione e per affrontare insieme i vari passaggi attraverso i quali si gioca molto il  futuro di questo territorio e non solo di questo territorio, siamo pronti anche a sederci ad un tavolo tecnico alla presenza del Ministro Urso al fine di trovare soluzioni strutturali ad una crisi ormai annunciata, chiediamo  al Ministro di  venire ad Avezzano al fine di iniziare “realmente”  un confronto sulle prospettive di sviluppo del sito aziendale e comprendere che è arrivato  il momento di prendere un impegno serio e valido nei confronti dei lavoratori di questa azienda e di tutta la marsica proprio così da confermare il sostegno del governo ad  una filiera nazionale ed europea  dei semiconduttori che è e deve essere sempre più solida”.

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