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sabato, 27 , Febbraio

“L’Eccellenza deve ripartire”, il gruppo social fa rumore nelle stanze dei vertici calcistici

Rimbalzo di responsabilità tra gli alti vertici del calcio, che ancora, dopo 4 mesi, si interrogano sulla ripresa dell'Eccellenza, non arrivando mai ad una...

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Lettera di un operatore sanitario del reparto covid19 di Avezzano al sindaco di Celano “Non vedo la mia famiglia da un mese perché sono in autoisolamento”

Celano – “Caro Settimio. Sono Giancarlo, io lavoro presso l’ospedale di Avezzano in un reparto covid19. Ex malattie infettive. Per mia libera scelta sono in auto isolamento dal primo di marzo e non perché positivo ma quando meno per preservare la mia famiglia e gli altri da un eventuale contagio.

Le uniche ore di libertà che mi sono concesse sono quelle di quando esco da casa per recarmi al lavoro come è giusto che sia. La realtà in cui viviamo noi operatori sanitari è di estrema sicurezza, peccato che quando finiamo il turno di lavoro abbiamo ancora i segni i faccia delle mascherine, visiera, occhiali ecc.

D.p.i. che lasciano il segno sopratutto nei volti delle donne infermiere e questo capisci che vale il doppio del sacrificio se non altro per un fatto estetico altrettanto importante. A volte Settimio si ha l’impressione, come di essere al fronte avere un fucile in mano è non avere le munizioni per difendersi perché scarseggiano le munizioni i famosi d.p.i.vNon vedo le mie figlie e sopratutto le adorate nipotine da un mese mi pesa enormemente ci sentiamo qualche volta in video chiamata ma non è la stessa cosa.

Noi non siamo eroi ma solo servitori dello stato come è giusto che sia… sia in tempo di pace che in tempo di guerra.
Invita i cittadini a rimanere a casa. Quando sarà tutto finito le nostre piazze si riempiranno nuovamente di gente e allora si’ che sarà una grande festa collettiva. Tutti insieme ce la faremo. Un abbraccio sempre a tua totale disposizione e dei miei concittadini per eventuali informazioni”.

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