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 L’esodo degli italiani giuliano-dalmati in una poesia di Maria Assunta Oddi si fa memoria di affetti

 L'esodo degli italiani giuliano-dalmati in una poesia di Maria Assunta Oddi si fa memoria di affetti
 L'esodo degli italiani giuliano-dalmati in una poesia di Maria Assunta Oddi si fa memoria di affetti

Il Giorno del Ricordo è una commemorazione civile italiana, celebrata il 10 febbraio di ogni anno, per conservare e tramandare ai giovani la memoria dei massacri delle foibe e l’esodo forzato giuliano-dalmata nel secondo dopoguerra.

Nella poesia “Profughi”, della scrittrice d’Abruzzo Maria Assunta Oddi, il dramma e il dolore di un esodo mai del tutto compreso, si fa voce degli affetti familiari che sopravvivono e germogliano come semi nell’amore nei sopravvissuti con trepidazioni della passione a vincere ogni oblio.

Profughi.
Doloroso amore provo
quando la notte Sposa
il suo manto di stelle
sulla terra di nessuno
quando l’insidia del giorno
assedia i tuoi pensieri
adagiati sulle coste dalmate
con parole vaghe di gabbiani.
In viaggio verso i porti
non ti sorprenderai
se l’alta marea ti porterà
al largo dove s’immergono
ingannevoli sirene
perché tu porti tra le mani
come un piccolo seme
il fermento degli affetti lontani.

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