Lecce nei Marsi celebra il suo patrono San Biagio con processione e benedizione delle “sciambelle”



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Lecce nei Marsi – Si è svolta ieri 2 febbraio, a Lecce Nei Marsi, la tradizionale festa in onore di San Biagio patrono del paese. Una celebrazione molto sentita soprattutto in località Vallemora, dove è ubicata la chiesetta dedicata al Santo.  Nel pomeriggio dopo la celebrazione della Santa messa, si è svolta la processione con la statua di San Biagio accompagnato da uno Stendardo, donato da Elisabetta Gallotti in occasione del centenario festeggiato nel 2008, fino ad arrivare in località Vallemora, dove è ubicata la chiesetta dedicata al Santo.
Viene acceso un grande falò e vengono benedette le “sciambelle di San Biagio”, dolci preparati con cura dai forni del paese, intonando canti al Santo fino a tarda sera.

     La storia di San Biagio protettore della gola
San Biagio nacque a Sebaste, in Armenia, sul finire del III secolo dopo Cristo. Studiò medicina e intraprese la professione di medico ma lo fecero vescovo, lui però non dimenticò mai la sua vera natura.
Un giorno una madre disperata si rivolse a lui perché suo figlio aveva mangiato del pesce, una lisca gli si era conficcata in gola e ora stava soffocando. Biagio non si perse s’animo, prese un pezzo di pane e lo fece inghiottire al ragazzo. La mollica portò con sé la lisca e il bimbo riprese a respirare normalmente (metodo peraltro ottimo tuttora). Ma prima di far ingoiare la mollica al ragazzo l’aveva benedetta facendogli il segno della croce quindi si cominciò a parlare di miracolo.
Agricola, prefetto di Diocleziano per l’Armenia decise che era meglio eliminarlo per evitare che il popolo ne facesse un santo. Detto, fatto, lo fece scorticare con pettini da cardatori e poi decapitare, ecco perché divenne un martire e poi un santo, il Santo protettore dei cardatori e dei materassai.