Le nostre montagne raccontano. La Valle D’Arano di Ovindoli

Un anello sospeso tra noccioleti e boschi di faggio

di Angelo Ianni

Ci troviamo a pochi chilometri da Ovindoli in una cosiddetta valle sospesa, come vengono definite le valli montane che all’inizio si sviluppano in piano e poi  precipitano bruscamente in una valle principale. Qui si trova la Valle D’Arano, formatasi quando durante le antiche glaciazioni le valli erano ancora ricoperte da ghiaccio. L’erosione ha quindi agito prevalentemente sui pendii che emergevano dal ghiacciaio principale.

Successivamente divenne un lago nato dal torrente Foce a cui si deve la creazione delle Gole di Celano-Aielli. Attualmente la valle si trova ad un’altezza tra i 1351 e i 1620 metri con un dislivello di circa 300 metri tra il ponte sul torrente  e la parte alta dei Prati Del Popolo. E’ una valle montana circondata dai rilievi del Parco Naturale Regionale Sirente-Velino del Pizzo di Ovindoli, del Monte Faito, della Revecena, del Monte Savina, del Monte Etra, della Serra di Celano e il versante sud-ovest del Monte Sirente.

Ovindoli è un’importante stazione turistica sia estiva che invernale e conserva ancora monumenti e tracce della sua antichissima storia. Le frazioni di Santa Jona e San Potito, insieme alla verdeggiante Valle D’Arano custodiscono antiche testimonianze che raccontano la storia dell’intero territorio marsicano.

La Via Romana
In età romana un importante diverticolo collegava la via Valeria con la strada antica che da Alba Fucens portava ad Aveia, l’attuale Fossa nella Valle Aterno vicino L’Aquila. Il tratto della Via Romana che iniziava da Aielli terminava vicino Fonte D’Arano.

Resti della chiesa di Sancti Angeli in Arano
Nei pressi della Fonte D’Arano sorgeva la Chiesa di Sancti Angeli in Arano, come documentato dalla Bolla papale di papa Clemente III (1188).

Accampamento delle truppe di Carlo D’Angiò
Ai Campi di Ovindoli nel 1268 sostò il re di Francia Carlo I D’Angiò di parte guelfa, prima di scendere ai Piani Palentini dove fu combattuta la battaglia contro i ghibellini sostenitori di Corradino di Svevia. L’esito della battaglia che vide Carlo D’Angiò prevalere su Corradino Di Svevia cambiò le sorti della nazione e dell’Europa.

Ruderi dell’antico Monastero dei monaci Celestini 
In fondo alla Valle d’Arano, in un luogo solitario e selvaggio, si trovano i resti murari del Monastero celestiniano di San Marco alle Foci  (Sancti Marci in fauce) realizzato nel 1328 dai monaci dei Casareni di San Marco di Aielli, accanto ai ruderi della chiesa rupestre di Santa Maria intra Fauces.

ESCURSIONI E TREKKING 
Alle porte di Ovindoli, la Valle D’Arano è una delle mete più frequentate nei dintorni dell’Altopiano delle Rocche. Si tratta del punto di partenza migliore per escursioni a piedi o sugli sci verso il Sirente, il Monte Etra, le Gole di Aielli-Celano, la Serra di Celano, il Monte Faito, il Pizzo di Ovindoli ma anche di una piacevole meta per passeggiate a piedi, in bicicletta, a cavallo o in sci di fondo. A tale scopo l’anello della sterrata  che percorre il fondovalle è stato chiuso al traffico.

Da Ovindoli alla Valle d’Arano
Dalla piazza di Ovindoli (1379 m), lungo la strada che esce dall’abitato verso l’Altopiano delle Rocche, dopo pochi metri si prende subito a destra toccando alcuni maneggi e girando infine a destra, dopo circa 1 km si entra nella Valle d’Arano (2,5 km).   

Anello della Valle D’Arano (1351 m)
La sterrata dell’anello di Valle D’Arano è tutta pianeggiante. Tempo di percorrenza totale circa 2 ore.

Nella valle si sviluppa un anello (5,3 km) percorribile in tutte le stagioni dell’anno: a piedi, a cavallo, in mountain bike, con le ciaspole e con gli sci di fondo. Adatto per escursionisti di tutte le età. Qui si respira un’aria particolare ricca di profumi di erbe selvatiche e di coloratissimi fiori. All’ombra dei faggi che ricoprono la parte destra dell’anello (3 km circa) si raggiunge il fontanile posto in fondo alla valle. La parte sinistra della sterrata che gira intorno alla valle è coperta da un fitto noccioleto. Il silenzio che avvolge l’intera valle viene interrotto solo  dal tintinnio dei campanacci che accompagna il bestiame al pascolo. Oltre i noccioleti, sul pendio della montagna, ci si addentra subito nella faggeta dove arriva in lontananza il rombo dei motori delle motoseghe dei taglialegna di Secinaro. I boschi di faggio forniscono legna da ardere per riscaldare le abitazioni del paese di Ovindoli nei freddi mesi invernali. Per il trasporto della legna provvedono i mulattieri di Cappadocia che portano al seguito l’intera famiglia in un clima di festa e di allegria.

La Serra di Celano (1923 m)  dalla Valle D’Arano (1351 m)
Dislivello 500 m. Tempo di salita 2 ore.
Seguendo la strada che dal centro di Ovindoli porta a Valle D’Arano, arrivati alla pinetina si piega a destra su una strada asfaltata fino a incrociare la strada che porta al Pizzo di Ovindoli. Si prosegue girando a sinistra su una sterrata ampia ma spesso dissestata e a volte fangosa. Si sale in leggera salita fino al fontanile Dei Curti (1490 m) dove si parcheggia l’auto. Si continua per una sterrata più sconnessa che costeggia il Monte Faito e porta ad una sella (1550 m) dalla quale, tra ampie erosioni, ci si affaccia sulla Valle Dei Curti e la parete nord della Serra di Celano. Si scende leggermente per la strada che entra nella valle e dopo qualche centinaio di metri si lascia per seguire a sinistra i segnavia che per il lungo pendio  accompagnano  la vista dei rocciosi canaloni della Serra. Raggiunta la sommità si segue il filo di cresta che conduce a una selletta (1833 m) dove si apre la vista sulle profonde e bellissime Gole di Celano. Dopo alcuni saliscendi con suggestivi panorami sulla Piana del Fucino e i campi di Sci del Monte Magnola, si arriva alla vetta del Monte Tino-Serra di Celano (1923 m). Dalla croce colpisce un impressionante panorama che a 360 gradi si può ammirare sulla sottostante Piana di San Vittorino, sull’abitato di Celano, il Cafornia, le piste da sci della Magnola, la Piana del Fucino, il Monte Sirente e, in lontananza, la lunga dorsale del Gran Sasso con il Corno grande. La discesa per questo itinerario richiede 1 ora e 30 minuti.

La traversata delle Gole di Celano-Aielli dalla Valle D’Arano
Dislivello 570  m. Tempo di percorrenza 2 ore 2 e 30 minuti.
La traversata dalla Valle D’Arano a Celano permette di seguire passo dopo passo le gole scavate dal torrente Foce verso il Fucino e di apprezzare i sorprendenti mutamenti nel paesaggio. Dalla piazza di Ovindoli (1379 m) si raggiungono i maneggi e poi si prosegue fino all’inizio dell’anello della Valle D’Arano da dove si raggiunge il fontanile posto in fondo alla valle (5,5 km). Vicino al fontanile (1332 m) inizia il sentiero n 12 CAI che dopo un breve tratto nel sottobosco raggiunge una radura.

 Qui si apre  uno straordinario panorama sulle Gole di Celano-Aielli e sulle pareti dei Monti Etra e Savina che la chiudono a oriente. Proseguendo il sentiero che scende ripidamente con qualche tratto ghiaioso, si arriva alla deviazione che porta, dopo pochi minuti, ai resti del monastero di San Marco. Tornati al sentiero si raggiunge il fondo del canyon (1000 m circa). Da qui conviene sicuramente risalire brevemente lungo il corso d’acqua fino alla suggestiva Fonte degli Innamorati (1029 m) con l’acqua che sgorga dal tetto di una grotta. Proseguendo sul sentiero segnato ci si avvicina rapidamente al tratto più spettacolare delle gole dove il torrente sparisce una seconda volta sotto a dei grossi massi scivolosi. Il tratto della strettoia con pareti verticali alte un centinaio di metri è davvero molto suggestivo. Si continua lungo un tratto meno impegnativo ma sempre dominato da alte pareti, dove il sentiero passa numerose volte da una sponda all’altra. Dopo un’ultima strettoia rocciosa si giunge allo sbocco delle gole. Attraverso una pineta di rimboschimento di pino nero, si arriva al piazzale (780 m) raggiunto dalla sterrata che arriva da Celano. Se si vuole raggiungere Celano occorre seguire la sterrata fino alla strada asfaltata.

Dalla Valle D’Arano a Monte Savina (1760 m) e Monte Etra (1818 m) 
Dislivello 500 m. Tempo di percorrenza 5 ore.

Uscendo da Ovindoli in direzione Rocca di Mezzo si incrocia subito una strada asfaltata che va a destra, verso una pineta e alcuni maneggi. Si segue questa strada che si addentra nella Valle d’Arano. Qui l’asfalto termina e si parcheggia l’auto prima del divieto. Si prende la sterrata di sinistra e poi ancora una sterrata che abbandona il fondovalle e inizia a salire con pendenza costante. Si segue un lungo tratto rettilineo, superando il bivio con il sentiero n 13 CAI che va verso il Vallone dei Puzzilli. Dopo un paio di lunghi tornanti si raggiunge la Bocchetta dei Prati del Popolo (1607 m), da dove si scorgono i Prati di S. Maria di Aielli in basso a destra. Qui si sale sulla cresta rocciosa di destra seguendo i segnavia. Lungo il percorso si alternano tratti di bosco e piccole radure ed è possibile ammirare le Gole di Celano, la Serra Dei Curti, la Serra di Celano e il Sirente. Il bosco termina prima di raggiungere Monte Etra, la cui vetta è segnalata da una grossa croce metallica. Qui il panorama si apre sulla Difesa di Aielli, sui resti delle fortificazioni di epoca italica sulla cima di Monte Secino e sui canali della Piana del Fucino.

Da Valle D’Arano al Monte Sirente (2348 m)
Dislivello 500 m. Tempo di percorrenza 4 ore.
All’altezza del divieto di transito posto sulla sterrata di Valle D’Arano si prende la strada che sale verso il Sirente. Questa lunga sterrata molto comoda conduce fino a quota 1800 metri con una pendenza estremamente dolce. Dopo circa tre chilometri a piedi due svolte prima a sinistra poi a destra portano alla Bocchetta del Prato del Popolo. Osservando il versante meridionale del Monte Sirente notiamo che questo digrada dolcemente con una serie di colli e doline. Sulla nostra destra abbiamo la sagoma del Monte Etra a Sinistra il Monte della Revecena. Risialiamo la sterrata per una in direzione della Monte della Revecena per circa 400-500 metri per poi affrontare il lungo piano inclinato che conduce alla cima del Monte Sirente. La vetta rimane nascosta dietro alle gobbe della montagna. Di fatto la cima non è molto evidente. La sua esatta posiziona la si individua esattamente  quasi quando si giunge a quota 2000. Rimangono oltre 300 metri di dislivello. Fra doline, massi e bassi promontori ci muoviamo tenendo la direzione nord-nordest. Lentamente seguendo il fossi erosivi della montagna tendiamo a seguire sempre più verso nord-est. La salita con neve può risultare estremamente faticosa se non si dispone di ciaspole e sci. In ambiente estivo invece il percorso può essere lungo e a tratti noioso.
Una volta giunti sulla vetta del Sirente abbiamo in direzione Nord-Nord-Ovest la vetta poco pronunciata di Punte Macerola. Il ritorno è molto intuitivo si punta direttamente alla Bocchetta di Prato Del Popolo molto evidente ed incuneata fra il Monte Etra e il Monte della Revecena. Attenzione in caso di nebbia questo grande piano inclinato (il versante meridionale del Sirente) può rivelarsi un luogo perfetto per perdere l’orientamento. Ricordarsi di portare una bussola e una cartina per ritrovare la giusta direttrice. Alla Bocchetta di Prato del Popolo ritroviamo la sterrata che ci condurrà in modo semplice alla macchina.

La Via Romana da Valle D’Arano ad Aielli
Tempo di percorrenza 1 ora e 40 minuti.
Dall’inizio di Valle D’arano, provenendo da Ovindoli, si segue la sterrata di sinistra, o quella di destra, fino ad arrivare al fontanile posto in fondo alla valle. Qui si trova il segnavia iniziale del sentiero n 12 CAI e si entra nella faggeta salendo leggermente a sinistra. Si attraversa il bosco in leggera salita fino ad arrivare ad una prima radura, dalla quale si possono ammirare la Valle D’Arano e la Serra Dei Curti.  Si rientra nel bosco e si raggiunge una seconda radura da dove si può godere un magnifico panorama sulla fitta vegetazione. In alcuni tratti è possibile vedere gli scavi praticati nella roccia per allargare la sede stradale. Proseguendo, in corrispondenza di un masso, si trova il bivio con il sentiero n 12 B che dalla Difesa di Aielli sale sul Monte Secino. Il percorso dell’antica Via Romana stretto (2,10 m) e ricavato sulla roccia calcarea, permetteva il passaggio di un carro per volta, per questo nelle curve si allargava (4,20 m) per aumentare la possibilità di transito a due carri. A circa tre quarti del percorso, sotto il Monte Savina, si riconoscono i resti di un muro di terrazzamento in opera poligonale di II maniera composto da grossi blocchi. L’antico tracciato della via di epoca romana è visibile per una lunghezza di 5 km, che dalla Fonte D’Arano (1331 m) raggiunge la valletta posta fra i Monti Secino e Etra.Al ritorno si può anche salire verso Vado Cstello, raggiungere i Prati di S. Maria e la Bocchetta dei Prati del Popolo e da qui scendere lungo la sterrata che riconduce all’inizio del percorso. Unica nota negativa da segnalare all’escursionista è quella di una frana che nel tratto iniziale della faggeta ha letteralmente portato via il sentiero. Al suo posto rimane una grossa voragine che si può aggirare, con fatica, risalendo il pendio del sottobosco. 

Rifugio Val D’Arano
Lungo la strada che dalla piazza di Ovindoli porta alla zona dei maneggi, dopo circa 1,5 km, si trova il Rifugio Val D’Arano. Nato nel 2022 come punto di ristoro della pista ciclabile dell’Altopiano delle Rocche con l’ambizione di diventare un punto di riferimento per lo sport all’aria aperta sia nella stagione estiva che in quella invernale con lo sci di fondo e lo sci alpinismo. 

La falesia di Ovindoli (1390 m)
La falesia di Ovindoli si trova a Valle D’Arano poco dopo i maneggi. L’imponente e compatta parete di roccia calcarea è visibile, per chi proviene da Ovindoli, già dalla fine della strada asfaltata, proprio dove ci sono i cartelli dell’inizio dell’anello di Arano. Si raggiunge seguendo una comoda mulattiera che, parallelamente alla strada asfaltata ma in senso contrario, in pochi minuti porta alla costa rocciosa. La falesia è dotata di catene e spit, ci sono 13 vie monotiro dal 5c al 7a ed una via a 4 tiri.