Le Faggete Vetuste del Parco Nazionale D’Abruzzo, patrimonio da tutelare



Pescasseroli – Il 20 Agosto scorso, in un Convegno al Centro Natura di Pescasseroli, si è svolto un incontro dedicato alle Faggete Vetuste per la loro tutela e conoscenza, da trasmettere a livello turistico, di tutte quelle aree protette e dichiarate Patrimonio dell’Umanita’ UNESCO.

Ha aperto il Convegno Il Presidente della Comunita’ del Parco Antonio di Santo, che ha spiegato l’importanza del Patrimonio delle Faggete e del  bosco all’interno del Parco Nazionale D’Abruzzo come un tesoro prezioso, ripercorrendo tutta la lunga strada che ha portato al riconoscimento da parte DELL’ UNESCO, di una rete che collega vari paesi in tutta Europa, sottolineando che i Faggi più antichi sono presenti nel Parco Nazionale D’Abruzzo, Lazio e Molise, nello specifico uno dei faggi più antichi ha circa seicento anni e si trova nel territorio di Villavallelonga. 

Il Presidente della Comunità del Parco, ha spiegato che le faggete sono state conservate integralmente, in parte perché erano zone impervie, difficili da raggiungere per l’approvvigionamento del legno e in parte grazie alle Amministrazioni comunali che si sono susseguite negli anni e che ne hanno vietato il taglio, poi con una versione a suo dire romantica afferma che “gli antichi avi abbiano voluto lasciare in eredità quei boschi che sono di inestimabile valore, diventati in seguito primo sito UNESCO in Abruzzo e primo sito d’Italia per il suo valore biologico”. 

Facendo paragone al Colosseo che è un Patrimonio paesaggistico architettonico e chiaramente percepibile per la sua straordinaria bellezza, una foresta Vetusta non è facilmente percepibile come bellezza paesaggistica, per questo motivo far conoscere e capire il valore biologico è un poco più complicato e ci si può riuscire solo trasmettendo la conoscenza del territorio del Parco. Il Presidente ricorda il Dott. Sipari Erminio ideatore del Parco e primo Presidente che nella sua relazione che scrisse e lesse nella Camera dei Deputati dell’epoca, ebbe l’intuizione di voler trasformare il territorio dall’ Industria armentizia e boschiva in territorio turistico,  che in seguito poi con il movimento ambientalista, fondò il Parco Nazionale D’Abruzzo. Ha Scritto come una sorta di presagio: “ Ma è il bosco, la foresta che più  colpisce ed attrae, che riempie l’animo di dolce meraviglia, è una selva primitiva, una foresta si può dire, ancora vergine, quasi dovunque densa e fitta per non pochi tratti inestricabile di uno splendore superbo di una magnificenza insuperabile. La faggeta che ne costituisce la quasi totalità nella parte più elevata della zona montana, e fatta di fortissimi annosi faggi, dai fusti eccelsi grossissimi, dalla chioma maestosa e i rami dalla quale pendono ammirabili festoni, grigi licheni che spiccano sul verde cupo e sotto gli alberi insieme ad altre poche essenze legnose di sottobosco, stanno a massi fra loro assolutamente impenetrabili, di piccoli faggi di tutte le età”.

Questo è interpretato come un augurio che Sipari ha fatto alle faggete, che sono arrivate ai giorni nostri come Patrimonio dell’umanità.

Un bosco che si appresta a compiere i suoi cento anni il 9 Settembre del 2022 che sarà un centenario dell’istituzione privata, e nell’anno 2023 sarà il centenario ufficiale.

I comuni che fanno parte del sito UNESCO con faggete distribuite sul territorio del Parco sono sei : Pescasseroli, Opi, Lecce nei Marsi, Scanno, Civitella Alfedena e Villavallelonga con il comune di Gioia dei Marsi che potrebbe essere il prossimo.

Al convegno erano presenti oltre ai sindaci dei comuni interessati, il Sindaco di Pescasseroli Attilio Pistilli, il Vice Presidente  del Parco Augusto Barile, il Presidente della Provincia dell’Aquila Angelo Caruso e il Vice Presidente della Regione Abruzzo Emanuele Imprudente, il colonnello Anastasi Comandante della Guardia di Finanza, la Comandante d’Arcangeli del corpo dei Carabinieri Forestali, la Dott.ssa Cinzia Sullo moderatore del Convegno, il Dott Carmelo Gentile responsabile tecnico del Parco, Serafino di Profio per la biodiversita’ della natura, Antonio di Nunzio per le faggete vetuste e il benessere umano, Paride Vitale con un esempio di green economy riproducendo  profumi caratteriali della montagna e dei fiori e piante del bosco come il fiore la scarpetta di venere, la Faggeta, bosco e sottobosco, a seguire Giuliano Montaldo che in base alla sua esperienza ha creato una linea di gioielli ispirata alla foglia di faggio allestendo anche una piccola mostra all’interno del Centro Natura.