L’accoglienza? Un dono reciproco



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Alla vigilia di un nuovo anno, volgendo uno sguardo all’ Europa, pare evidente che non tutti passeranno delle buone feste.

Parlandodi Brexit, di una crisi economico-finanziaria che si fatica a superare, dell’ avvento al potere di forze politiche populiste e spesso euroscettiche, si rischia di avere sempre qualcosa su cui discutere. La questione che, però, sta più a cuore alle nazioni bagnate dal “Mare Nostrum” è quella migratoria che non solo sta rivelando l’ inettitudine di chi sta al potere ma anche il crollo di certi valori etico-morali che hanno permesso alla nostra Unione Europea di crescere salda nelle sue fondamenta.

La denuncia all’ individualismo che porta all’ indifferenza o peggio, ad un’ aporia che mina principi morali come l’ uguaglianza, la libertà, la solidarietà. Anche se non tutte le nazioni hanno egoisticamente chiuso I confini, contravvenendo agli stessi accordi di Bruxelles, come Polonia o Ungheria, queste hanno comunque affrontato il problema portandolo all’ estrema esasperazione e dei cittadini ospitanti e di quelli ospitati. È forse questa migrazione un così grande problema? La biologia ci spiega che non esistono razze e la Storia ci insegna che proprio le migrazioni di popoli e la loro conseguente unione hanno delineato il mondo come lo vediamo ora.

Accusare uomini  e donne che sono fuggiti da una realtà aliena al nostro benesserismo di star annientando l’ economia dell’ intera Europa è  frutto di ideologie totalitarie e razziste che seppur sconfitte nel 1945 rimangono spesso radicate nelle masse.

Eppure, secondo I dati raccolti dall’ Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim) nella prima metà di quest’ anno solo 14500 uomini sono sbarcati sulle coste italiane. 16,2 milioni sono gli immigrati che mondialmente sono costretti a fuggire, di cui 11,8 hanno scelto di trovare rifugio entro I confini del proprio paese: non vengono quindi a “conquistarci” o a “macchiare la nostra identità culturale”, quando in primis non verrebbero nemmenovenire, se potessero. Chiaramente è impensabile credere di risolvere la situazione chiudendo le dogane o riportando indietro I pochi fortunati che sopravvivono al viaggio d’ andata.

Nel Vangelo viene detto <Accoglietevi perciò gli uni gli altri, come anche Cristo accolse voi> (Rm 15,7) , ma anche attraverso un semplice sguardo al passato è possibile giungere alla soluzione più semplice eppure più efficace: come noi italiani fummo ospitati da Francia, Belgio o dalle Americhe, così stavolta noi dovremmo ospitare questi uomini, dalla storia cosi simile eppure differente dalla nostra. Solidarietà leopardiana, fraternità cristiana o semplice buonsenso, questo è il valore che ci rende umani.

Cesare Augusto Scipioni, corsista dell’Accademia “Primo Levi”




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