La tac non funziona, gira cinque ospedali diversi prima di essere operato d’urgenza di appendicite



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Avezzano. Spostato in cinque ospedali diversi, viene operato d’urgenza solo quando l’appendice è ormai perforata. E’ questa l’odissea di un trentenne avezzanese che ora tramite un legale ha denunciato la Asl, per chiedere giustizia. Il legale ha chiesto un risarcimento di circa 100mila euro.

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L’avvocato Berardino Terra

Secondo quando ricostruito dall’avvocato Berardino Terra, nominato come legale di fiducia da L.C., 30 anni di Avezzano, lo scorso 16 gennaio, a causa di forti dolori addominali, l’avezzanese veniva accompagnato allo studio del suo medico curante. «Non avendo ricevuto giovamento dalla terapia farmacologica prescritta», spiega l’avvocato Terra, «di lì a poco il giovane paziente veniva accompagnato all’ospedale di Avezzano dove, dopo una lunga attesa, gli veniva comunicato che non vi erano posti letto e che dunque lo avrebbero trasportato all’ospedale di Sulmona dopo essere prima passato al presidio ospedaliero di Pescina, dove doveva essere prelevato un altro paziente».

«Quando il paziente è arrivato al presidio di Pescina», continua il legale, «veniva perso dai sanitari, altro tempo prezioso giacché vi era disaccordo tra loro nel trasportare con l’ambulanza due pazienti. Giunti all’ospedale civile di Sulmona il paziente e i suoi familiari venivano informati del fatto che l’esame Tc non poteva essere effettuato in quanto il macchinario non era funzionante e dunque, il paziente veniva di nuovo caricato sull’autoambulanza e trasportato all’ospedale di Popoli. Qui, finalmente, veniva effettuato l’esame strumentale che diagnosticava “un’appendicopatia evoluta in peritonite”, motivo per cui veniva riportato nuovamente all’ospedale di Sulmona, dove veniva sottoposto finalmente a un intervento chirurgico in data 17 gennaio».

«Tuttavia, a causa sia del grave ritardo nell’esecuzione dell’intervento chirurgico sia per l’inefficienza delle strutture ospedaliere coinvolte in questa triste e kafkiana vicenda», incalza l’avvocato Terra, «sia per l’imperizia di tutti i sanitari che si sono avvicendati per non aver saputo formulare una corretta e tempestiva diagnosi e dunque per non aver effettuato un intervento chirurgico nei tempi e nei modi previsti, il giovane paziente ha subito la perforazione dell’appendice e l’evoluzione in una peritonite diffusa di un quadro clinico assai più banale e quindi con gravi danni permanenti».

Per la vicenda il giovane paziente ha già intrapreso davanti al tribunale civile di Avezzano una causa contro la Asl n.1 formulando una richiesta di risarcimento danni di circa centomila euro.




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