La protesta degli abitanti delle baracche del terremoto di Avezzano in un manifesto d’epoca


Avezzano – Un manifesto d’epoca (datato 4 febbraio 1954) ci racconta che a ben 39 anni dal devastante terremoto di Avezzano, molte persone abitavano ancora nelle baracche predisposte per dare soccorso e riparo ai cittadini colpiti dalla nefasta sciagura. Gli abitanti delle baracche di Avezzano, così si firmano queste persone, mostrano attraverso questo documento tutta la loro frustrazione: “sono passati 39 anni, molti dei nostri familiari sono morti senza il conforto della casa; molti di noi siamo nati, ci siamo sposati, abbiamo dato vita ai nostri figli nelle baracche. Le nostre condizioni di vita si sono fatte sempre più dure. Viviamo in condizioni bestiali, non certo degne di un paese civile“.

Baracche di Avezzano nel 1915

Il Governo viene sollecitato affinché intervenga in fretta. Vale la pena ricordare che da lì a pochi giorni, esattamente il 10 febbraio 1954, l’Italia avrebbe avuto un nuovo Governo, il decimo della storia della Repubblica Italiana, presieduto da Mario Scelba (DC). Il Presidente della Repubblica, al tempo, era Luigi Einaudi. Gli avezzanesi costretti a vivere ancora nelle baracche post-terremoto 1915 sono ancora parecchi e sono decisi a far sentire al nuovo Governo Scelba la loro voce, nella speranza che le loro richieste vengano finalmente accolte.

Manifesto di protesta (1954)

Concittadini aiutateci!” chiedono con questo manifesto conservato nell’Archivio Digitale dell’UDI (Unione Donne in Italia). La richiesta di condivisione e solidarietà è forte: “Uniamoci tutti per chiedere al Governo gli stanziamenti necessari perché siano distrutte le baracche, perché anche a noi sia data la possibilità di avere una casa sana e decente!“. Un ultimo storico dettaglio: il manifestino venne stampato dalla tipografia A. Manzoni di Avezzano che oggi non esiste più.

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