La Powercrop rinuncia alla richiesta di sospensiva. Il comitato per il No: “Non c’è mai stato interesse per lo sviluppo del territorio



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Avezzano. Lo scorso 27 luglio al tribunale dell’Aquila la multinazionale Powercrop ha rinunciato alla richiesta di sospensiva presentata al Tar contro il provvedimento di diniego pronunciato dalla Regione Abruzzo. Powercrop fa un passo indietro poiché l’entrata in vigore del Decreto Fonti Energetiche Rinnovabili (FER) non fotovoltaiche, emanato dal Ministero dello Sviluppo Economico, dal Ministero delle Politiche Agricole e dal Ministero dell’Ambiente, prevede l’accesso alle tariffe incentivanti soltanto per gli impianti già autorizzati e nel limite complessivo di 83 MW elettrici. «Questo vuol dire che l’inceneritore Powercrop nel Fucino è tagliato fuori dal sistema incentivante», commenta Sefora Inzaghi del comitato No Powercrop, «ciò dimostra quello che da anni andiamo affermando, ovvero che senza il meccanismo degli incentivi statali questo inceneritore non è economicamente sostenibile e quindi non vantaggioso per la multinazionale, alla quale non è mai interessato fare sviluppo economico nel territorio per il territorio contrariamente a quanto andavano farfugliando i pochi profeti pro impianto promettendo posti di lavoro che non esistono. E poiché la partita si chiude solo quando l’arbitro fischia, è una citazione, restiamo in attesa dei futuri sviluppi, con la speranza che, con o senza centrale, a rimetterci non siano i cittadini, per scelte scellerate fatte da chi a suo tempo firmò l’accordo di riconversione». La decisione della multinazionale è stata presa all’indomani della notifica della memoria di comparsa depositata al Tar dall’amministrazione comunale di Avezzano che, con il legale Herbert Simone e con l’assessore all’Ambiente Roberto Verdecchia, ha contestato entrambi i principi sui quali si basava il ricorso della Powercrop. «Non è stata una battaglia semplice ma l’abbiamo affrontata con fiducia nei risultati chiesti dai cittadini», dice l’assessore Verdecchia, «si tratta di un risultato importante che mi fa arrivare a dire che la realizzazione di una centrale a biomasse a Borgo Incile ora sembra definitivamente allontanata dal nostro futuro».




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