La “Nona” di Beethoven emoziona al teatro dei Marsi e sigla una Stagione perfetta



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Avezzano – Chiude con una serata stellare la stagione musicale al teatro dei Marsi, proposta dall’associazione culturale Harmonia Novissima e diventata negli anni sempre più partecipata e prestigiosa, come rimarcato dal Direttore artistico, il M° Massimo Coccia, colonna portante dell’Associazione. Nella serata di gala, il commiato da questa Stagione è affidato al genio di Ludwig Van Beethoven nella Sinfonia n. 9 in re minore op.125, nei quattro tempi – Allegro ma non troppo, un poco maestoso; Molto vivace; Adagio molto e cantabile; Presto – Allegro assai – Recitativo: O Freunde, nicht diese Töne – Coro: Freude, schöner Götterfunken. Una composizione maestosa, che nell’alchimia perfetta andata in scena al teatro dei Marsi ha avvolto il pubblico rapito; imponente il “colpo d’occhio”: oltre 200 i protagonisti alla ribalta del teatro dei Marsi, tra orchestrali, cori e soli, con la partecipazione di Li Keng, soprano;  Daniela Nineva, contralto; Riccardo Della Sciucca, tenore; David Maria Gentile, baritono; con l’Orchestra Sinfonica Abruzzese, il Coro del Conservatorio A. Casella di l’Aquila; il Coro Ventidio Basso di Ascoli Piceno, Corale Novantanove di L’Aquila, Schola Cantorum San Sisto di L’Aquila, Coro dell’Accademia di Pescara, nella magistrale direzione del M° Pasquale Veleno.

Un capolavoro monumentale e rivoluzionario che, eseguito per la prima volta nel 1824, rappresentò una sintesi perfetta di quanto era stato fino ad allora sperimentato e infranse le barriere del genere sinfonico, realizzando la convivenza di diversi generi: un grandioso affresco sonoro che trasporta lo spettatore verso quel finale che si dipana maestoso, attraverso gruppi tematici incastonati in sezioni molto definite e contrastanti, fino al lento sorgere del tema della Gioia, che si presenta appena tratteggiato e si espande poi in tutta l’orchestra e nelle voci. Il recitativo “O Freunde, nicht diese Töne!” , che  precede l’esposizione cantata del Tema, dalla libera interpretazione dell’Ode alla Gioia di Schiller, spalanca le porte al resto del movimento, che si svolge festosamente ricamando sul tema corale i quattro episodi peculiari, fino alla trionfale conclusione.

Un’opera che evoca la perfezione, un tragitto dalle tenebre alla luce; alla “Prima”, nel teatro di Porta Carinzia, a Vienna, il 7 maggio 1824, il Compositore, seduto vicino al palco, voltava le pagine della partitura scritta da lui e batteva il tempo per un’orchestra che, ormai, non poteva più udire. Il vastissimo pubblico decretò il trionfo della Sinfonia tributando a Beethoven non gli applausi, ma un  festante sventolare di fazzoletti. “L’ultima sinfonia di Beethoven è la redenzione della musica dal suo elemento più peculiare verso l’ arte universale. È il vangelo umano dell’arte dell’avvenire”, scriveva Richard Wagner della “Nona”, nella sua “Opera d’arte dell’avvenire”, pubblicata a Lipsia nel 1849, “ Dopo di essa non è possibile alcun progresso, perché non può seguirla immediatamente che l’opera più perfetta: il dramma universale, di cui Beethoven ci ha fornito la chiave artistica”. Una chiosa straordinaria per l’undicesima stagione musicale curata da Harmonia Novissima e al contempo, è l’auspicio, già una promessa per la prossima, all’insegna di nuove, eccellenti proposte alla platea marsicana e non solo.




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