“La moda veste la pace” è la campagna contro le discriminazioni lanciata dall’Associazione di Promozione Sociale “African Fashion Gate”

African Fashion Gate (Associazione di Promozione Sociale Ente del Terzo Settore) con sedi in Africa, Europa e USA,  si pone come Laboratorio Etico Permanente di iniziative culturali e di proposte legislative, contro i fenomeni di razzismo, xenofobia e antisemitismo nelle Arti, nello Spettacolo, nella Moda e nello Sport, che fornisce alle Istituzioni preposte ed in particolare all’Agenzia dell’Unione Europea per i Diritti Fondamentali informazioni e dati obiettivi, attendibili e comparabili sui predetti fenomeni discriminatori in Europa. 

AFG, quindi si propone di aiutare l’Agenzia dell’Unione Europea per i Diritti Fondamentali ad adottare misure o a definire iniziative per combattere tali fenomeni. AFG, avvalendosi di specialisti ed esperti del settore, studia la portata e l’evoluzione del razzismo e della xenofobia nell’ambito delle attività connesse all’Arte, allo Spettacolo e della Moda, analizzandone le cause, le conseguenze e gli effetti, in particolare mediante la creazione di una rete europea di informazione sul razzismo e sulla xenofobia, incaricata di raccogliere informazioni a livello nazionale. AFG, attraverso parlamentari europei, sensibili all’argomento, ha presentato interrogazioni al Parlamento Europeo.

La campagna d’informazione La Moda Veste La Pace, lanciata nel 2016 da AFRICAN FASHION GATE per combattere ogni discriminazione fondata sull’origine etnica, il credo religioso, l’età, l’orientamento sessuale e la disabilità, intende trasmettere un messaggio e un’informazione positiva sulle differenze, sfruttando i canali della TV, della carta stampata e di Internet. 

Al fine di svolgere una informazione globale, AFRICAN FASHION GATE ha reso LA MODA VESTE LA PACE un evento itinerante. All’appuntamento annuale di Bruxelles presso il Parlamento Europeo e quello di Parigi presso Arti Decorative del Louvre, nel 2019, AFG ha ritenuto significante aggiungere quello di Minsk, capitale della Bielorussia, nazione che tanto ha fatto discutere in tema di Diritti Fondamentali dell’Uomo. 

LA MODA VESTE LA PACE è contenitore di quattro eventi:

  • Il Congresso Mondiale delle Donne della Moda e del Design
  • Il Premio la Moda Veste la Pace
  • Il Premo Internazionale al Giornalismo della Moda
  • La Moda Veste La Pace alle Arti Decorative del Louvre

Ogni anno, durante la Fashion Week parigina, il Musée des Arts Décoratifs, uno degli spazi più iconici del Palazzo del Louvre, noto come Pavillon de Marsan, al 107 rue de Rivoli, ospita LA MODA VESTE LA PACE con le sue sfilate ed esposizioni. 

L’appuntamento vuole essere un viaggio in terre lontane e meravigliose in un mix e match di stili e di tempi rievocati dalle creazioni di stilisti e studenti di moda che ogni anno giungono da ogni parte del Mondo. 

È un’avventura sartoriale per chi vuole vestire la Pace e una passerella nel Tempio della Cultura Mondiale che per un giorno lo rende una vera e propria officina di talenti della Moda.

La Moda Veste la Pace, considerato l’incubatore più fertile dell’Ethical Fashion e che coinvolge gli stilisti e le scuole di moda che considerano la sostenibilità un valore cruciale, andrà in scena il 23 settembre 2019 con una serie di sfilate, una delle quali dedicata alle creazioni di studenti delle scuole di moda. La selezione dei candidati sarà svolta dalla Commissione Moda Etica, un organismo interno alla Moda Veste la Pace formato da esperti e giornalisti del settore. 

In scena ci sarò anche il food, con un connubio tra il bello e il buono, fra armonia di linee e di sapori dove le eccellenze enogastronomiche incantano quanto le collezioni in passerella, a conferma che moda e gastronomia sono un brand che può ben coesistere per la promozione dell’immagine della propria nazione.

Nelle edizioni passate all’evento hanno partecipato Accademie di Moda e Scuole di Formazione come lo IED di Roma, la BAU e ESMOD Dubai. Quest’anno le Scuole di Moda protagoniste della kermesse sono l’Accademia Mario Foroni e la Esquela Superior Sevilla de Moda

Lo spazio la Moda Veste la Pace si compone di tre aree:

  • Area A, dedicata agli incontri con le Istituzioni, Stampa e buyers ed ai booths informativi delle scuole, delle associazioni e aziende
  • Area B, dedicata alle sfilate 
  • Area C, dedicata all’enogastronomia 

Il CONGRESSO MONDIALE DELLE DONNE, DELLA MODA E DEL DESIGN

Ogni anno, il Congresso Mondiale delle Donne della Moda e del Design, che tanta positiva risonanza mediatica ha riscosso per gli altissimi valori morali, da appuntamento a Bruxelles presso il Parlamento Europeo.  Al dibattito sono chiamati a partecipare i parlamentari europei, gli addetti ai lavori della filiera moda e i giornalisti del settore. Non mancano i massimi esperti dell’inclusione e dell’Islamofobia, storici, illustri giuristi e responsabili delle associazioni d’impresa come ad esempio Federmoda

Gli argomenti trattati spaziano dal razzismo nel calcio a quello nella moda, dall’omofobia e l’islamofobia all’inadeguatezza delle norme a tutela dei diritti fondamentali dell’Uomo.  Gli esiti del congresso si tramutano in interpellanze parlamentari, ad enti e proposte legislative.

Il PREMIO LA MODA VESTE LA PACE

Nella sua prima edizione, svoltasi il 30 giugno 2016, il Premio la Moda Veste la Pace è stato conferito alla Direttrice di Vogue Italia Franca Sozzani. Il 20 febbraio 2018, LA MODA VESTE LA PACE, svoltasi appunto al Parlamento Europeo di Bruxelles, ha premiato il celebre stilista Valentino Garavani. L’11 aprile 2019 il Premio la Moda Veste la Pace è stato assegnato a Edward Enninful Direttore di VOGUE UK, a Gabriele Gravina Presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio ed all’Amministratore Delegato di Rai Cinema Paolo Del Brocco. 

IL PREMIO INTERNAZIONALE AL GIORNALISMO DELLA MODA

Una delle iniziative tese a sensibilizzare i cittadini su questo importante tema e che sta maggiormente caratterizzando la campagna, è il Premio Internazionale al Giornalismo della Moda, giunto alla sua terza edizione, che African Fashion Gate assegna a quei giornalisti che hanno dato un contributo significativo a diffondere il valore dell’importanza della lotta alla discriminazione e del sostegno alla diversità. Il premio, è aperto sia ai giornalisti della carta stampata che a quelli che lavorano in rete senza limiti di confine geografico. Gli articoli, come nelle due edizioni precedenti, verranno valutati in base alla pertinenza delle informazioni, alla complessità delle ricerche, all’originalità dei soggetti, all’obiettività e alla qualità della scrittura. Una giuria composta da professionisti della comunicazione ed esperti in materia di discriminazione, antidiscriminazione e inclusione, selezionerà il vincitore. Nel 2017 il Premio Internazionale al Giornalismo della Moda venne assegnato a Stefania Ragusa caposervizio di Glamour, nel 2018 a Veronica Timperi del Il Messaggero, a Leonardo Metalli caporedattore del TG1, a Federico Poletti di Repubblica ed a Luca Mattiucci del Corriere della Sera. Nel 2019 il riconoscimento è stato assegnato alla giornalista di Vogue Italia  Lucia D’Angelo con particolare riferimento alla sua attività di informazione esplicata per Vogue Black