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Insorgenze nella provincia dell’Aquila. La Marsica (1806-1812) – (Sesta parte)

Fiorenzo Amiconi

CAPITOLO VII ARCHIVIO DI STATO DELL’AQUILA
Intendenza, SerieI , affari Generali, Categoria 27 – Anni 1807-1809 – 4815B

“ A di 6 A.[gost]o [1807]/al Sig.[no]r Gov.[ernator]e di Celano/L’Eletto del Comune di Cerchio ha/oggi ricapitato un di lui rapporto de’ 23 p[rossimo] p.[assato] Luglio. Con esso ma-/nifesta l’andata in d.[ett]o luogo de’/briganti, le scelleratezze commes-/se, e l’ntelligenza, che ebbero/nella loro andata taluni dell’/istesso Luogo.Piacciavi, Sig.[no]r Gov.[ernator]e,/di prendere Stretta confidenza/di questo affare, di pratticare/le più esatte, e riservate diligen-/ze per venire a giorno della ve-/rità, e per mettermi nella situaz.[ion]e di dare que’ procedimenti rigo-/rosi, che il caso richiede. Mi ris-/pingerete con le carte il ricesso/ e vi saluto//  Cerchio 6 Agosto 1807/Borro di Lettura Scritta al Gov.[ernato]re Celano di Celano per l’andata/de’ Briganti in Cerchio//

“8 Agosto 1807/Al S.[igno]r Gen.[era]le Parteneaux/L’orda de Briganti Coman-/dat dal noto Giovinotti di/Ovindoli da del Monaco(sic) di/Introdacqua e di unita(è scritto sopra n.d.a.) Ferrini di/Goriano Sicoli è riunita, e/Scorre p.[er] le parti di Acciano,/Gagliano, ed altri luoghi vici-/ni alle montagne. Commette( è stato corretto n.d.a.) degli eccessi, e va crescendo di nu.[er]o di gironi giorno./Le popolaz.[ion]i oltremodo atterri-/te p.[er] le voci allarmanti, che/i scelerati Spandono ( al margine sinistro si legge: Tracce di terrore/e per gli eccessi” n.d.a.)/I pub=/blici funzionari ( al margine sinistro si legge: “ non lasciano sotto di loro troppi” n.d.a.) spaventati ( dagli esempi degli eccessi/ comm.[es]si in altri Luoghi ( al margine sinistro si legge: “ e perché riservati specialm(ent)e” n.d.a.]Sono/Stati nella necessità di allon-/tanrsi dalle Residenze, Alcu=/ni Sono qui venuti a Rifuggiar-/si. Il S.[igno]r Gen.[era]le Digonet dopo/averlip erseguitati ( è stato cancellato n.d.a.) una Corsa (è stato scritto sopra n.d.a.) p.[er] varj giorni senz’averli potuto mai/attaccare ( è stato cancellato n.d.a.) incontrarli ( è scritto sopra n.d.a.)  si è qui ritirato ed/ al comando della Truppa ( è stato cancellato n.d.a.)//è rimasto un tal Piccioli delli/Navelli ( al margine sinistro si legge: “ a dirigere un corpo di Fran-/cesi” n.d.a.) che non gode la con-/fidenza del popolo, e che non dà il menomo avviso degli av-/venimenti, che accadono, e,/de’ quali sono informato da/altri. Egli si è trovato ( è stato cancellato n.d.a.) in Go-/riano Sicoli 3 ( al margine sinistro si legge: ora siccome non gode la publica opinione, ed è talem[ent]e scarso di mezzi, così la sua presenza in luogo di.   Scoraggisse/i buoni” n.d.a.) e deve vivere/nell’inerzia, Intanto i Bri-/ganti commettono degli eccessi/e vado a riflettere, che non/inviandosi la forza per per-/seguitarli e distruggerli, e non/detsinandosi dei Soggetti probi,/e che possano imporre pel co=mando, vi troveremo dopo al=/tri giorni in cattive aque/ed in uno Sato simile alla/Prov.[inci]a di Teramo. Io vi prego S.[igno]e Gen.[era]le a prendere in consi-/derazione questa provincia/e Spedire delle forze con bra-/vi Comandanti, in/tal modo li partigiani del Gover-/no riprendano Spirito ne pos-/sano colla forza med.[esima] agire/p.[er] la effettiva distruzione de’/malvaggi. ( è stato cancellato. Al margine sinistro si legge: “ Non posso far’ammeno(sic) di/sottomettervi la Riflessione/che se non si spedirà un/forza importante, o al meno/quella che si ha non sia/dirette di peri(è stato cancellato n.d.a.) da coraggiosi/e fedeli.[ssim]i comandanti/tal che si distruggano q:[uest]a orda, che va ingrandendosi/li disordini in breve” n.d.a.)//

In breve(sic) e muteranno quello/ della Provincia diTeramo./Dal che doma=/ni noi si  daran-/no altri Riscontri sullo Stato/n° 2:0 ora:=, ed ho l’onore”//Aquila 8 Ag.[ost]o 1807/Borro di rlaz.[ion]e avanzata/al S.[igno]r Gen.[era]le Partouneaux/ p.[er] i Briganti, che turbano/la Prov.[inci]a”//

“ Stato/Provincia di Abruzzo Ultra/Nominativo degli Individui, che han profittato dell’amministra accordata da S.[ua] M.[aestà] Giuseppe/Napolione Re delle due Sicilie

    • “Aquila 17 8[otto]bre 1807/A S.[ua] E.[ccellenza] il M.[inistr]o della/Polizia G.[e]n.[er]ale e non dubito, che/ne abbia ricevuto delle relazioni/ancor più dettagliate da questo/Sig [no]r Generale Huard/Quella Comune chiede della forza/che la garantisca da qualche nuova/aggressione, giacché la scellerata/orda di Ventresca, di cui è stato/mio (è stato cancellato n.d.a.) misero (è scritto sopra n.d.a.)le/Ecc.[ellenza] ( al margine sinistro si legge: “ Riscontro/Sono veri i due saccheggi sofferti/dal Comune di Gioja ( è l’attuale comune di Gioia dei Marsi in provincia dell’Aquila n.d.a.) ai 15 e 29 7[settem]bre/dall’orda di Ventresca, che la minaccia di nuovi eccidi ( seguono delle correzioni n.d.a.)/Ho ricevuto il suo veneratisi.[sim]o foglio in data de’ 10 corr.[ent]e, onde si è degnato rimettermi/Una supplica del Proc.[urato]re del Comune di Gioia per informarz.[ion]e, e per provvedim.[ent]i opportuni./In pronto adempi.[ment]o ho l’onore di ( è scritto sopra n.d.a.) rassegnarle, che quanto si espone nella supplica è tutto vero, ed io trovo averne, già/fatto rapporto all’Ecc.[ellenza] V.[ostra] nelle perioti-/che (sic) lettere su lo stato della Prov.incia] de/15, e 9 7[settem]bre p.[rossimo] p.[assato]; e non dubito che ne abbia ricevuto delle relazioni/ancor più dettagliate da questo/Sig.[no]r Generale Huard/Quella Comune chiede della forza/che lo garantisca da qualche nuova/aggressione, (è scritto sopra n.d.a) gicchè la scellerat/orda di Ventresca,(1) di cui è stato mio(è stato cancellato n.d.a.) misero( é scritto sopra n.d.a.) bersaglio, la minaccia di nuovi//eccidj, ed # ( # all’incontro le posi.[io]ni di (è scritto sopra n.d.a.)/sotto vico(è stato cancellato n.d.a.) verso la provincia(è scritto sopra n.d.a.) di Te-/ramo, dove ha rivolto tutte le Sue/forze per altri assassini che quivi/ Si (segue una cancellatura n.d.a.) aggirano, per cui resta/ancora sfornita del chiesto soccorso./che imploro dall’E.[ccellenza] V.[ostra]” n.d.a.)/le posizioni di questo Sig.[no]r/Sembra però, che il bisogno di una forza/colà sia presso che tosto attesa la/distruzione della Comitiva di Giovinotti, e del Monaco (sic), e l’allontana-/mento di quella del d.[ett]o Ventresca, che infesta il Circondario di Pescocostanzo/e Castel di Sangro./Ho l’onore di f. (È stato cancellato n.d.a.)//
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    •                                                                         NOTE
    • 1) Amiconi F. ( a cura): “ La repressione del brigantaggio nell’Abruzzo Ulteriore II nel <<Rapporto Storico>> del Capitano francese Alò ( 1806-1812)” Edizioni Kirke, Cerchio-Avezzano, 2019, pp- 35-36: “ […]Il capo brigante Ventresca, che durante l’inverno aveva brigantarggiato nella Puglia sulla riva dritta dell’Ofanto, e particolarmente nei boschi di Montemelone, e di Melfi, come gli altri Capo Briganti della provincia negli anni antecedenti, tornò nel mese di Aprile 1808 nella vallata di Sulmona, egli condusse seco trentuno Briganti dalla Puglia, ma posto il piede nel territorio di Pietranzieri la notte dei 9 di detto mese fu attaccato da un distaccamento composto da gendarmi, e soldati del 10° Reggimento piazzati in Roccaraso, il Ventresca con otto compagni nella maggior parte della Provincia fuggirono verso Sulmona; i rimanenti retrogradarono sopra la Puglia. Giunto Ventresca nella Vallata di Solmona fu nella notte attaccato e battuto alle falde del Morrone nelle vicinanze della celebre badia de’ Celestini; egli fu ferito nella coscia sinistra, che ebbe forata da una palla, e fuggì in quella circostanza; varii suoi compagni furono arrestati, e particolarmente il così detto Lancianese, che nell’eccidio di Gioia aveva fatto da macellaio, scannando gli undici infelici gioiesi[…]”. 
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    • “ S.[….”. pp.35,36.] R.[eale] M.[aestà] ( al margine sinistro è immesso un sigillo ovale recante al suo interno un aquila con una corona in testa recante trono la scritta: “ NAP.[OLEONE] E. SIC.” e,sotto i piedi della sopracitata aquila è posta la seguente scritta: “ G.[RANA] 6” n.d.a.)/Sig.[no]re/Il Proc.[urato]re della Comune di Gioia in Prov.[inci]a dell’Aquila, sup.[plican]do/divotam.[en]te e spone a V.[ostra] M.[aestà], come per mezzo dell’Intend.[en]te, o/di alto Funzionario di quellaProv.[inci]a dev’esserle pervenuto il Rapporto dei funestassi.[im]i avvenir.[en]ti ai quali andò sog-[getto sul piccolo Paese nella notte de’ 10 del disco.[ren]te mese /di Sett.[embr]e in occasione della coraggiosa resistenza, che fece/per più tempo ad una Comitiva di Assassini briganti/composta di c.[irc]a 50 individui armati. Incendiarono alla fine costoro il Paese in cari punti, lo saccheggia-/rono per molte ore, e finali.[ent]e uccisero empia.[en]te 13 persone quasi tutte le primarie Famiglie di tal Paese, recando a ciascuna esse una vera desolaz.[ion]e//Non sarà però a notizia della M.[aestà V.[ostra], che questi assassini eb-/bero il coraggio di tornare in d.[ett]a Comune il dì 24 di d.[ett]o/cor.[ren]te mese, facendo un novello saccheggio particolare.[en]te nel-/le case di quelle famiglie, le quali nel giusto timore diri-/maner vittime della loro sperimentata ferocia, erano da/quel paese sloggiate, rifugiandosi nella Città di Celano: e/molto meno sarà noto alla M.[aestà] V.[ostra], che quei scellerati ebbe-/ro in tl rincontro anche L’ardim.[en]to di minacciar publi-/camentte la vita di tutti gliUomini di d.[ett]o Paese, ove protesta-/starono di voler seminare sala in vendetta di quella resi-/stenza, che gli fu fatta./Questi fatali avvenum.[en]ti anno incusso tanto timore, e spavento/negli animi di quei miseri Naturali che quasi tutti van/fuggiaschi, sono risoluti di abbandonare quel Paese fin-/che non venga abbattuta, e fugata La Comitiva Sud.[dett]a./E’ necessario, o Sig.[nor[e, che questa venga dissipata all’istante non so-/lo perché ciascuno di quei Cittadini senza pericolo di vit/potrà di=//morare nella propria Casa, per la semina delle Vettova-/glie, assistere all’incominciata vendemmia, ed inviare al R.[egi]o Tavo.[ier]e di Pugliia il meschino avanzo dei loro anima-/li slavo delle mani di d.[ett]a Comitiva; ma ben anche/perchè  a questa non si dia tempo d’ingorssarsi, e fare simili guasti in altri vicini Paesei, come sono Bisegna, S. Sebastiano, ed altri, che non lasciano di minacciare./Il Sup.[plicant]e è sicuro, che la giustizia della M.[aestà V.[ostra] non abbia tardato un/momento a mandar nelle contrade sud.[ett]e della Truppa, la/quale dissipar possa quest’empia Comitiva e rider in cer=/to modo sicura la vita di quei cittad.[in]i già divenuta precaria,/ma se mai la spedizi.[ion]e della Truppa non ancora eseguita si fusse il Sup-[plican]te ne por-/ge alla M.[aestà] V.[ostra] le sup.[pli]che più vive, riservandosi d’implorar poi dal-/la V.[ost]ra R.[ea]l Clemenza a pro diquella comune, e delle famiglie desolate Antonini, Del-/fino Antonini-Pietro Taccone quei soccorsi, che saranno più degni del Vostro pietoso R.[ea]le Animo, ut Deus/Leopoldo Mascitelli(1) Proc.[urato]re Sup.[plic]a V.[ostra] M.aestà] C.[ome] S.[opra]//All’I.[ntendente] della P.[rovincia] dell’Aquila/p.[er] le pronte providenze/di Giustizia”
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    •                                                             NOTE
    • 1) Diede alla stampe, il 24 marzo 1810 “ PER LA LIBERTA’ SU’L LAGO FUCINO COTRO IL SIGNOR DUCA SFORZA, IL SIGNOR CONTESTABILE COLONNA, ED I REGJ DEMANJ nella Commissione Feudale A relazione del Signor Giudice Matucci, nella Stamperia di Raffaele Raimondi con il permesso della Prefettura di Polizia,Napoli 24 Marzo 1810. Amiconi F.: “ Storia del lago di Fucino.Attraverso gli atti dell’Intendenza dell’Aquila”, Terremarsicane Polvere d’Archivio, 2025.
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    • “ Copia- Aquila 26 Aprile 1807- Regno di Napoli. Il Capitano/della Valle Comand.[an]te la Gendarmeria (sic) reale nella Provincia/Al Sig.[no]r Intend.[en]te della Provincia di Aquila- Sig.[no]rmIntend.[en]t/Dietro le disposizioni del Sig.[no]r G[e]n[e]ra]le Digonet Comand.[an]te della Provincia sonostatiarrestati dalla Gendarmeria reale in Celano/i seguenti Individui- N.[ota]rPietro Grisogono Antoniani, Del-/fino Antoniani. Pietro Taccone- Felice Marsegna- Paolo Pac-chiatrotta, Giuseppe Perleone, Venanzio Tomassetti, Simplizio Tomassetti ( è stato cancellato n.d.a.)di Alessandro, Luigi villa, Simplizio Perlone, e Gio.[van]B.[e]r[ardi]no Tomassetti, de’ quali i tre primi sono in queste carceri,/da jeri sera, e gli alti dovranno arrivare in questa giornata socr-/tati da un distaccamento di Truppa di linea. Tutti formano/parte della nota da me rimessami sin dai 6 del corrente meno che Pieto di Somma arrestato, e condotta a/queste carceri il dì15 (è stato corretto n.d.a.) corrente. Per mandati del/Sugnor Proc.[uratore Regio del Trib.[una]le Straordinario si sono/arrestati anche dalla Gendarmeria, e consegnati a queste/Caceri Giovanni Merli, Domenico Pandolfi, Filippo/Valentini, Arcangelo d’Angelo e Emidio DElj/di Campotosto, come anche Emidio Richetti di/Coppito. Ho l’onore di salutarvi con distinzione,e/Stima A.
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    • Della Valle//Semplicio Perleone
    • Giusepe Perleone
    • Venanzio Tomassetti
    • Gio:[van] Berard.[in]o Tomassetti.    Di Celano
    • Semplicio di Alessandro
    • Paolantonio Pacchiarotta, e
    • Luigi VIlla”// (1)
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    •                                                            NOTE
    • 1) Amiconi F.: “ Storia di Celano durante l’invasione francese ( 1806-1812)”, Terremarsicane  Polvere d’Archivio, 2025.
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    • “ Copia Aquila 26 aprile 1807 Regno di Napoli/Il Cap.[itan]o della Valle comanda[an]te la Gentarm:[eri]a Reale nella /provincia ( al margine sinistro si legge: “ Gentarmi(sic) Reale/1a Legione(3° Squadrone 3a Compa.[gni]a” n.d.a.)/Al Sig.[no]r  Intendente/Dietro le disposizioni del sig.[no]r G.[e]n.[era]le Digonet Comandante della provincia sono stati arrestati dalla Gentarmeria Reale i[n] Celano i seguenti Individui/Notar CrisostomoAntoniani,Dlefino Anto-/niani, Pietro Taccone, Felice Marsegna, Paolo Pacchiarotta,/Giuseppe Perleone, Venanzio Tomassetti, Semplicio di Alessandro/Luigi VIlla, Simplicio Perleone, e gio.[van* Berardino Tomassetti/dei quali i primi tre sonni queste Carcei da jeri sera, e gli altri devono arrivare in questa giornata scortati da un distaccamento di Truppa di Linea. Tutti formano parte della/nota da me rimessa sin dai 6 del corrente, non meno che Pietro di Summa arrestato, e condotto a queste car-/ceri il dì 14 corrente/Per mandati del Sig.[no]r Procurator Regio del Tribunale straordinario si sono /arrestati dalla Gentarmeria, e consegnati a quelle carceri  Giovanni Merli, Domenico Pan-/dolfi, Filippo Valentini, Annunzio d’Angelo, ed Emi=/dio del di Campotosto, come anche Emidio Richetti/di Coppito./Ho l’onore di salutarvi con distinzione,  e stima/=Della Valle=//Si è rimesso l’originale/Mazzo de’ processi ver-/bali degli arrestati dei Gentarmi ( al margine sinistro si legge: “ Aquila 26 Aprile 1807/Il Capitano la Valle/è.[er]l’arresto di n.[ota]r Crisostomo Antoniani/Delfino Anoniani/Pietro Taccone//Felice Marsegna/Paolo Pacchiarotta/GiuseppePerleoni/Celano ed altri(1)//
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    •                                                           NOTE
  1. Amiconi F. :” Storia di Celano op.cit.”.

“ Gent.[armeri]a Reale Napoletan-a Processo Verbale-Luogotenenza di Celano/1a Legione dell’arresto di Emanuele e Pasquale de Renziis comm[oranti] in Tagliacozzo/e Massa/Essendo pervenuto a mia notizia Ten.[en]te comando.[an]te la Gentarmeria/della Luogot.[enen]za di Celano che circa la metà del corrente Apri-/le fusse passato per Tagliacozzo un tale Lorenzo Fantini Celano reo/rinomato di briantaggio, e che era arrestato senza passaporto dalla/brigata ivi resi.[en]te, fosse stato dal Gov.[ernato]re di Tagliacozzo messo/in libertà, all’essere a giorno di tale successo, non mancai pas=/sare agli ordini di Marcant.[oni]o Santelia Comandante d quella brigata per/rendermi conto di tal successo, come difatti di risposta si sono/dal ma[rescia]llo d’alloggio spediti arrestati Emanuele, e Pasquale de/Renziis di Celano de’ quali il primo Comm[oran]te in Tagliacozzo, ed i, s[econ]do in Massa. L’arresto disposto contro di essi, è stato cuasa-/to da chili Pasquale er Compagno del briganti Fantini ri-/tornando di unita da Roma, ed arrestati insieme in Tagliacozzo/ed Emanuele fù quello, che arrestò8è stato cancellato n.d.a.)/ la buona condotta dal Lo-/renzo Fantini suo paesano, in seguito della quale fu libe-/rato il Gendarme (è stato cancellato n.d.a.) brig.[an]te ( è scritto sopra n.d.a.) sud.[dett]o della Gentarmeria di Tagliacozzo da/cui non si formò, né processo verbale, ne Si curò di prendersi/migliori indagini sulla persona di Lorenzo Fantini arrestato/senza passaporto dalla Gent.[arme]ria reale Liberandolo sulla semplice/assertiva di due Soggetti, de quali uno era di lkuio Compagno//di viaggio, e Compaesano, cioè il Pasquale de Renziis, e l’altro, cioè/Emanuele un uomo volgare, e senza opinione, per cui, fu colpa(della liberazione di un Individuo, la di cui cattura sarebbe ri-/uscita molto utile per il buon ordine pubblico. Ho disposto/egualmente che il Gentarme bumabitacelo, che fù nell’arreso degli/Individui sud.[dett]i, ed altri posteriori del Gov.[ernato]re accennati, che/giunge al p.[rese]nte verbale processo, cacio vale dove convegni. Dato/in Celano 26 Aprile 1807. Per Copia Conforme. A. Della Valle Capitano”//Si è rimesso l’originale/al Reg.[i]o Proc.[urato]re/a 19 Maggio”//

“ Eccellenza/Ad oggetto di accertare colla dovuta esat-( al margine sinistro è impresso il sigillo ovale più volte descritto di grani due con la sigla intrecciata delle lettere F e C n.d.a.)tezza tutte le circostanze delle insurrez.[io]ni/che hanno avuto in Celano (1), Cicoli/ed altre contro l’ord.[in]e publico, che/proprietà particolari, ho fatto questa/mattina, partire dalla residenza D.[on] Pierangelo Maffei Ud.[itor]e (2) di questo Tribunale ^ onde ( è scritto sopra n..a.) ( segue una cancellatura n.d.a.) compare i pro-/cessi verbali, e sistemare i gradi della/ delinquenza, che concorre infiascano di/ Rei p[er] potersi con giustizia adattare a med.[esi]mi la pena corrispondente.# ( al margine sinistro si legge: “ # non avendo avuto altri di fiducia da disimpegnare un affare complicato, e/di estasi rapporti, e che p[er]ciò richiede-/va un Soggetto Superiore a tutti/i sospetti” n.d.a.),/La molteplicità de’ delitti, la diversità, e /distanza de’ luigi ne’ quali la maggior par-/te rimane a carcerarsene, esige tipo, e fatica non indifferente. Io non ho mancato di eccitare nella maniera l/più veemente la energia del nomato/Ministro, e son scuro dell’effetto ana-/logo alle mie premure./Conviene però che V.[ostra] E.[ccellenza] si compiaecia dis-/porre, come io la supplico, che il Tesoriere som[m]inistri, per ora, la somma/di dosati centocinquanta per un ajuto/di costo al cennato Ministro per le/necessarie spese che occorrono tanto per/esso, quanto per gli altri, funzionari che/gli sono subornati. In tale attenzione/col solito rispetto passo a costante.[en]te Se/gnarmi ( al margine sinistro si legge: “ Sig.[no]re Saliceti” n.d.a.)/DiV.[ostra] E.[ccellenza] Aquila i 22 Ap[ri]le 1806”/Aq[ui]la 22 Aprile 1806/si manifesta a S.[ua] E.[ccellenza] il Sug.[no]r Saliceti/la destinaz.[io]ne dell Uditore Maffei a compila-/re li processi per le insurrezioni in Ce-/lano, Cicoli “.

                                                                NOTE

  1. Amiconi F.: “ Storia di Celano op.cit.”
  2. Giudice.

“ Aquila 7 Maggio 1807 ( al marine sinistro, scritto a Tampa, si legge: “ PROVINCIE/N° si prega indicare nella/risposta il Numero sopra/notato/Oggetto” n.d.a.)IL GIUDICE/Del Tribunale straordinario degli Abruzzi/PAOLO MELCHIORRE ( è scritto tutto a stampa n.d.a.)/Al/Sig.[no]r Intendente della Provincia di Aquila/Sig.[no]r Intendente/Troansi da circa otto giorni ristretti in queste Forze/Simplicio di Alessandro/Luigi Villa, Gio:[van]Berardino Tmassetti/Venanzio Tomassetti/Paolantonio Pacchiarottta, Simplicio Perleone, e Giuseppe Perleone di Celano (1)i quali già ho/intrrogati. Il Tribunale ignora la causa del loro arredo./Quindi nel caso vi sia nota, vi prego di aver la compia-/cenza di manifestarmela./Accogliete intanto i sentimenti della mia stima,/e considerazione/Paolo Melchiorre ”//

                                                                    NOTE

  1. Amiconi F.: “ Storia i Celano op.cit.”.

                                                    CAPITOLO VIII  

                                         ARCHIVIO DI STATO DELLL’AQUILA

                                            Intendenza, Serie I, Affari Generali

                                               Categoria 27- Anni 1806-1808

                                                                4816C

( seguono vari nominativi di arrestati di  entrambi i sessi. Vedi i Amiconi F.: “ Storia di Celano op.cit.” (vedi qui foto),

                                                  ARCHIVIO DI STATO DELLL’AQUILA

                                     PROCESSI II GRAN CORTE CRIMINALE L’AQUILA

                                                                Processi II Serie B 217

“ Provincia Corte Criminale Mazzo Undici 1809/Vol.[ume] 43 Busta 3/Pr. 29/D alto tradimento verso la Patria per aver cospirato contro l’attuale Glorioso Governo affine/di rovesciare l’ordine stabilito delle cose ( al marine sinistro si legge: “ col:[io] 300” n.d.a.)/tentsr la rivolta, e per avere in comitiva arm-Tam, ed insigniti di coccarda rivoluzionaria in/ vari più paesi della Proincia, commettendovi fur-/ti, esortazioni (sic), ed omicidj/a/Pasqule Gramanzuio alias Cazzone di Catell’Alto/Provincia di Teramo/Pietr Persia alias Turchetto di Alfedena/Giuseppe Lattarino alias Fonzilli di Solmona/Francesco Fioravanti (1) di Cicoli, ( al margine destro si legge: “ Cri. 300” n.d.a.)/Nicola Jacobacci di Cerchio(vedi)/Vincenzo Vicaretti di Celano, Benedetto Angelitti alias Chiavarini di Aielli ( vedi) Pasquale di Biase detto il Tamburrino di Carapelle/Luigi ajezza alias Codone di Barisciano/Gregorio di Sisto Bucci/Pasquale Zaccagnini di Alfedena/Giovanni di Anastasio Pelino/Giovanni Cavallone ed/Antonio Cotracchio / di Loreto/Saverio di Donato Santangelo/Domenicantonio di Bernardino Rossi/di Rocca Ca[….]/Nicola Cercone Alias Bertocchio di Pacentro/Silvestro di Atonio Costantini di Casal Vecchio/Emilio Bevilacqua alias Zanno di Rajano/Giuseppe Gallina di S. Stefano/Giovanni di S. Giovanni di CUgnoli/Donato di Tronco d’Introdacqua/e/Pietro Valeri di Castigliani della Pesca-/tenuto nelle forze di Teramo alto tradimento anche contro la Patria/per essersi uscito, e noccardato alla Comitiva/sud.[dett]a, avendo scorso de’ Paesi, e resistito/alla forza/a/Agostino Angelone di Castel Vecchio Subequo/Di altro tradimento sud.[dett]o per essersi Unito/armato ai. Briganti sud.[dett]i, che tentavano/la rivolta: di parte avuta nell’assalto/del Casino del Sig.[no]r Angelo Piccioli, e fur=/to in suo danno commesso, avendo mentito lo/spionaggio per tradire, e finalmente di/aver/tentto il disarmo della Sentinella/a/Antonio Pozzi di Castelvecchio Carapelle//D’intelligenza, a favore prestato alla sud.[dett]a Comitiva/a/Giuseppe(2) e/Stefano Bisegna(3) di Collelongo/Tommaso Liberati di Gagliano/a/Crespino Pignatellli/Giovanni Vecchiola e/Antonio Cesareo di Castel Vecchio Subequo/E/Finalmente. Di unione ai briganti sud.[detti],e/travestimernto come dentro/a/Maria Coletta di Civitella Casanova//

                                                                          NOTE

  1. E’ il già citato Francesco Fioravanti. Vedi qui.
  2. Fu iscritto nella vendita caronata del comune di Collelongo, composta da 37 adepti: “[….] 2. Giuseppe Bisegna- Prop.[rietari]0 –  Colleongo- Carb.[onar]o[…]”. Archivio di Stato di Napoli, cit.
  3. )Fu annotato nella suddetta etnia carbonara del comune di Collelongo: “[…]Bisegna Stefano- Prop.[rietari]o- Colleongo- Carb.[onar]o[….]” Archivio di Stato di Napoli, cit.

(Al margine destro è riportato scritto a matita, il numero “1” n.d.a.)/Il Regio Procuratore presso la Corte Criminale di Aquila/visti gli atti del novello brigantaggio prevenuto da Tivoli/che n’avuto luogo in questa Prov.[inci]a, dal primo/6 di Maggio corrente anno, e che ancora va/serpeggiando al confine di essa, e dalla Provincia di Teramo ha rilevato/che un’Orda di assassini p.[e]r la maggior parte/rei di antecedenti delitti, e di antico bri-/gantaggio esercitato nelle dolorose epoche/che afflissero questa Provincia, nel 1806/e 1807 riunita in Tivoli verso la fien/diAprile corrente anno concerto(si)di pe=/netrare nel Rego, e promuovervi la rivolta contro l’attuale glorioso Governo, onde aver/campo di rinnovare furti, ed Assassinii/de’ quali s’eran pasciuti più volte. Capi della and.a e di loro principali Agenti erano/Francesco Fiorvanti di Cicoli, il quale sotto/tre diversi nomi di Giacmo Jacoboni, Giuseppe iò Maglianese, e Ferdinando Petricca/non e che la stessa p.[erso]na, ed è stato em-/pre un delinquente, Sotto il nome di/Giacomo Iacoboni di Magliano, è prevenu=/to di aver attentato l  tranquillità delllo/Stato nel 1806. E prevenuto pure con /altri otto malviventi di resistenza usata/alla squadra Pontiiia, spedita p.[er] estir-/parli, coll’uccisione del di lei Tenente,/ccollo spoglio, e furto delle di costui armi,/e denaro commesso a 7 Aprile 1785 (sic)/sotto il nome di Giuseppe il Maglia-/nese, è prevenuto on altri di pre=/meditata, e violenta invasione in Co-/mitia, e con mano armata nelle persone de’ naturali di Poggio Filippo/on replicati colpi di schioppettate p.[er] uc-/ciderli neipropri Seminati a cuasa/di furto, e con furto di Salme settanta-/due di grano del valore di docati[……]/in Luglio 1801, e sottili nome di Fer-/nan//do Petricca fuggi l’anno scorso dal Regno ( sopra al margine destro è riportato il numero “2” scritto a matita n.d.a.)/portandosi nello Stato Romano./Il Soe Checco di Chieti, che diceva esser Reoo/di Parricidio in p.[erson]na di Suo Fratello/Giovanni Cavallone di Loreto pel quale si atten=/dono le perquisizioni/Luigi Marezza A.[lia]s Cardone di Bariisciano, che in Tivo=/li si faceva chiamare Sabatino di Barisciano/celebre antico brigante, e premuto pure/di furto di grano con Cassazione, e mano ar=/mata in danno di D.[on] Gesuè Carli commesso/la notte de’ 24 Marzo 18000./Pasquale di Biase detto il Tamburino di Carapelle; anche amico famoso rigane e prevenuto di colpa: e causa in Omicidio con/premeditaz.[ion]e e, concerto in p.[erso]na di Vincenzo Tro-/iani suo Paeano/Emidio Bevilacqua alias il Zuano d Rajano antico/celebre brigante/Benedetto Angelitti A.[lia]s Chiaverini di Ajelli (Vediqui ) bri=/gante antico, e prevenuto ancora di/omicidio, commesso  a colpo di Coltello in p.[erso]na di Filippo Iacobucci(1)//

sotto li 12 Mag=/gio 1803//Nicola Cercone a.[lia]s Bastocchia di Pacentro//anche antico brigante, e/Pietro di Carlo Persia di Alfedena,/Questi//

                                                                         NOTE

  1. Non sappiamo al momento se questi sia “ Felippo Giacomo Bened.[ett]o nato ad Aiellli il 3 Aprile 1770 da Giovanni ( 14 settembre 1728) figlio di Orazio Iacobucci e fratello di Padre Domizio e, quindi, nipote del detto Padre Domizio. Nè al momento sappiamo il motivo di tale omicidio. Amiconi F.: “ Padre Domizio Iacobucci, alias Fra Diavolo (1769- 17??)” Terremarsicane, Polvere d’Archivio, 2025.

Furono seguiti dagli altri seguenti Assassi=/ni/Pasquale Cramanzio di Aollìalto Provincia di Teramo, ch’erano in Tivoli, Sottoil nome di Vin=/cenzo Tondi/Giuseppe Lattanzi A.[lia]s Donzillodi Solmona, già/prima reo di premeditato Omicidio com=/messo in persona del suo Paesano[….]/sotto li 5 GIugno1806, ed antico/famoso brigante./Nicola Iacobacci a.[lia]s Scarcitto (vedi qui) di Cerchio, an/che antico famoso brigante./Vingenzo Vicaretti di Celano fù uno de’ rei dell’/insorrezione Seguita in quel comune il/giorno 26 Marzo 1806 (1), ed antico brigan=/te/Un tal Giammarino di Celano sud.[dett]o/Giovanni ……..(sic) di S. Stefano/Ventura Sautore di Vestea/….(sic) Marcone di Vestea/Antonio Catracchio A.[lia]s Catracchiello di Loreto/per q[ua]le si attendono le perquisizioni/Saverio di Donato S. Angelo di Roccaccasale an=//anche antico brigante ( al margine destro scritto a matita è riportato il numero “3” n.d.a.)/Giovanni di Anastasio di Palma di Alfedena/antico brigante e moscia Amnistiato/Un tal Francesco……(sic) di Farindola/Giuseppe Gallina di S. Stefano/Giovanni di S. Giovanni di Cugnoli/Un tal Berardinuccio di Farindola/Gregorio di Sisto Bucci/Pasquale Zaccagnini di Alfedena/Domenicant.[oni]o di Berardino Rossi di  Roca=/casale antico brigsnte/Silvestro di Ambrosio Costantini di Castelvec=/chio Subequo/Pietro Valeri di Castiglione della Pescara Pro-/vincia di Teramo, e detenuto in quelle/Prigioni/un Giovane di Acciano che si sospetta essere/Gio:[va+Domenico finamore/Tre altri di Rajano, e due Disertori di S. Benedetto in Perillis i di cui nomi; e Co=/gnomi non sono ancora liquidati,/ma si sospetta essere Giovanni de/Angelis, e Francesco Corazza, antichi//briganti./Un tal Girolamo…….(sic) di Cerchio/Un tal Vincenzo di Anelli, Donato Pronto d’Introdaqua/Due di Filettino Stato Romano, uno/di nome Domenico, l’altro Mi=/chele ed un tal Nicola dellaCasasanta di Loreto/che faceva il guardiano in Tivoli/Parte di quest’orda di assassini/tra quali il Pietro di Carlo Persia,/Gregorio di Sisto Bucci, Pasqua=/le Zaccagnini; Giovanni di Ana-/stasio di Palma di Alfedena Sud.[dett]o/Emidio Bevilacqua A.[lia]s il zauno// Rajano, e Saverio di Donato S. An=/( al margine destro, scritto a matita, è riportato il numero: “4” n.d.a.)gelo di Roccacasale concertarono/in Roma di unirsi con altri antichi//briganti, che fugati da questa Prov.[inci]a, e da quella di Teramo si erano/colà rifugiati, e rinterro in Regno p[er] promuovere la rivolta Senzacche/i Sudetti Pietro di Carlo Persia, Gre-/gorio di Sisto Bucci, Giovanni di Anas/tasio di Palma, e Pasquale Zacca=/gnini avessero voluto ascoltare le/preghiere del loro Paesano Leonardo/di Servideo di Fiore, che all’oggetto/si partì da Roma, e si portò a/trovarli in Tivoli in dove pose in//

                                                                     NOTE

  1. Amiconi F.: “ Storia di Celano, op.cit.”.

Sopra tutt’i mezzi i più Sen=/sivi per farli risalire dall’impresa, e ricondurli in Roma Sud.[dett]a in dove/erano aspettati dalle di loro Madri,e/Mogli, e parenti respettivamente/a premura de’ quali fece loro in=/dendere il di Fiore d’essersi colà/all’oggetto condotto. Si unirono/dunque con altri in Tivoli dove/giunsero sin da’ ventisei aprile e l’ese=/guirono due miglia distante da Tivoli an=/zidetto la sera di Domenica 30 Aprile/formando il numero di circa quaranta/da quali armatesene quindici con fu=/cili che presero in un vicino bosco,e/gli altri tutti di armi e corte, e taluno/con mazza S’incaminarono p[er] q.[uest]o Regno//I suddetti in effettopenetrarono nel ( al marine destro, scritto a matita, è riportato il numero “5” n.d.a.)/Lunedì primo Maggio corrente anno, e/presero da direzione di Roccca di botte. Quin=/dici di essi erano armati di fucile gli altri/di Coltelli, baionette, e di grosse maze/di legno, ed insigniti i Capi della rivolu=/zionaria coccarda rossa egualmente che/gli altri armati di fucile. Sedici compressivi, i capi Sud.[dett]i, vi penetrrono, e ne riscossero/le azioni di pane, vino e formaggio/porzione delle quali furono inviate/ai briganti rimasti fuori.Presero pure, uno schioppo n casa di Domenicantonio/Morelli, e due bacchette p[er] schioppo una di ferro, e l’altra di legno in Casa di Anto=nio Pietroletti (1): né altro Sostituì questo p[ri]mo/Paese che il Capo Gius.[epp]e diceva esser/la sua Cameratella avevi della/conoscenza in modo che ebbe luogo ab=/boccamento vicino quell’osteria// con alcune persone, che sembravano ivi=/li, e che gl’insinuarono di andarsi a/provedere delle armi in Oricola nel/Palazzo del Capo di quella civica/Infatti a circa ( è scritto spar n.d.a.) venti di essi Sulle ore diecisette/di d.[ett]o giorno armati, ed inseguiti come/sopra giunsero in Oricola essendo gli/altri rimasti alle falde del monte in/distnaza di circa mezzo quarto di Miglia:/Ivi forzarono con minacce di vita, e con Schioppi spianati Pietro NItoglia di quel/luogo portarsi in Casa del Sig.[nor]e Giovanni Mariani ( Capitano della civica. Ne forzarono la porta, e ne minacciarono/gli abitanti. Apert vi entrarono den-/tro sette, o otto di essi co’ fucili spiana-/ti, ed alcuni con cartocci in bocca, restan=/do gli altri a far la Sentinella, si prese=/ro a viva forza dodici fucili di Naz=/ne(sic)//

                                                                       NOTE

1) Fu iscritto nella vendita carbonara del comune di Rocca di Botte, composta a 14 adepti: “[…]12. Pietroletti Ant.[oni]o -Prop.[rietari]o- Rocca di Botte- Carb.[onar]o[….]” Archivio di Stato di Napoli, cit.

E senza pietre, e Scarichi, ed uno ( al margine destro, scritto a matita si legge: “6” n.d.a.)//alla paesana di pertinenza di d.[ett]o S.[igno]r Mariani, che colla fuga aveva scam=/pato la vita. Si portarono in Casa del S.[igno]r de/Vecchis dove arrestarono il Sacerdote/Filippo Bultrini, che due di essi con=/dussero fuori l’abitato p[er] fucilarlo, nel mentre che gli alti gli rubarono alcune gioie del valore diScudi Romani 263, circa ducati quaranta in moneta effettiva, tre fazzoletti di colore, e due/bianchi. La vita del Bltrini sal=vata dal d.[ett]o Capo Gius.[epp]e che persuaso/di non potere avere le richieste baionette,/giberne, Taschi, e mozione, se ne andò via colla sua Comitiva scenden-/do all’Ospiizio della Madonna de’ biso=/gnosi sito in lenimento di Pereto/Cirondario di Carsoli, e dover pretese=/ro, ed ebbero del pane, vino, e carne/Salato, e da dove Se ne partirono dopo/Circa un’ora e mezza dirigendosi verso/ la Montagna detta di Serra secca te=/nimento di Rocca di botte x ( l margine sinistro si legge: “ x F ivi riconosciuto il Capo/esser Ferdinando Pettricca (1) di/Magliano per essersi stato/altra volta in 7[settem]bre dell’Anno/scorso allora quando si portò nello Stato Romano” n.d.a.)/Il giorno seguente 2 Maggio sulle ore/19 si approssimò la masnada di Cappadocia. Quattordici di essa, armati ed insegniti, come sopra di noccarda rossa,/entrarono nell’abitato, essendo tutto il resto rimasto fuori, in distanza d’un tiro/di fucile. Immediata.[en]te si occuparono/a ritener il Sindaco, il quale trovando-/si assente, scortati dalla di costui figlia/Maddalena, si portarono nella cassa di/quel Cancelliere CarlantonioTesta, che/obligarono ad uscire di Casa, ed à Somministrare//ministrar (sic) loro de’ viveri, come dove pratti=(al Martine sinistro, scritto a matita, si legge: “ 7” n.d.a.)/care, precedenti minacce di fucilazione/per] tutti gli altri rimasti fuori del Paese; Dopo di aver mangiato pretesero dal d.[ett]o/Cancelliere un paio di Scarpe, ed aven=/dogli risposto di non aver altre, che quel=/le he portava ai piedi, si portava nella bottega dal Calzolaio Vincenzo Fabiani, e/si presero un para di Scarp di Vacchetta/nuove, e vari pezzi di Sola, di cui il loro/Capo ne fece ricevuta di ducati quattro,/che consegnò al Fabiani, e sottoscrisse col=/la firma di Giacomo Iacoboni di Mo=/cario quello che si crede naturale di/Magliano p[er] esservi colà questa famiglia../Le buone maniere usate da d.[ett]o Cancellie=/re verso tali assassini liberò lui, ed/il Paese da maggiori irruenze. Furono in tal rincontro riconosciuti un tal Girolamo/di Cerchio (2), un tal Vincenzo di Ajelli, un’/altro verso le parti di Solmona e Dona=/to di Pronio (sic) d’Introdacqua si tratten=/nero//

                                                                         NOTE

  1. Fu iscritto nella vendita carbonara del comune di Magliano dei Marsi, composta da 93 adepti: “[….]61.Petrica Ferdinando-Prop[rietari]o- Magliano- Carb:[onar]o[….]“ , Archivio di Stato  di Napoli cit.
  2. Al momento non sappiamo chi fosse.

nero(sic) in circa un’ora e mezza, e quindi/riunitisi quelli, cogli altri, si diressero verso l’altro/comune di Petrella/Giunsero qui verso le ore ventuno. Domandarono, e rinvennero quell’Eletto Filippo Pacifici Mi=/nacciandolo Subito di Fucilazione, gli richiese=/ro dieci Scoppette, e sette solature di Scarpe. Fu loro risposto di non averle. Gli replicaro=/no, che le armi si tenevano da un tal Vin-/cenzo de Dominicis, per cui postosi in mezzo l’Eletto, si recarono alla casa del de/ Dominicis, che p[er] averla trovata chiusa/la Scassarono.Entrati dentro, la perquisiro=/no, Ma nulla vi rinvennero. Si presero pe=/rò, e rubarono ducati 15, che il de Domini=/cis teneva nascosti tra certo grano; ed una/infilsa di Salciccie. Allora rinnovarono/minacce di fucilazione all’eletto, quella, che si sarebbe eseguita Se un di d.[ett]i Assassini,/di bassa statura  (al magine destro scritto, a matita, s legge: “  “8” n.d.a.)/ non avesse/rattenuto .Decisero dunque di volere o dieci/schioppi, o ducti cento, che a stenti ne/furono uniti 90, e carlini30, tra quei bene-/stanti ^ furono ( è scritto sopra n..a.)loro consegnati, della qual somma ne formò ricevuta colla firma/di Gius.[epp] e Iacoboni di Macario, che si con=/ser il di lui verbale dal Brigadiere della Gendarmeria/reale Mezzocapo, il di cui Carattere/è stato riconosciuto p[er] quello del suddetto/Iacoboni che p[er] anni ha domiciliato in Magliano. Sebbene il di lui vero/nome e cognome è di Francesco Fio=/ravanti di Cicoli. Nel mentre, che/l’Eletto sud.[dett]o girava pel Paese, guardato/da briganti, p[er] rinvenire il denaro altri/di essi tenevano assediata la Casa/del S.[igno]r Giuseppe Troiani delll’istesso Comu=//ne. Assalirono pure la Casa di un tal Pie=/tro Fiorentini, in dove Si rubarono, preceden=/te Cassazione di un inginocchiatoio, circa/ducati dieci, e varie Scritture, che poi ri=/legarono. Quindi riunitisi tutti, e dopo il trattenimento in Petrella di circa di due ore,/e dopo di aver commessi i narrati eccessi,/vessazioni, ed estorsioni, con aver fino a due/volte posto in situazione di fucilare detto/Eletto, Sulle ore 23 di d.[ett]o giorno 2 Maggio,/Se ne uscirono fuori diquello abitato, e/riuniti con vari altri, che ivi erano rimasti,/s’incaminarono p[er] la volta delle Pagliare/nel numero di circa 35, o 38 x (al margine sinistro di legge: “ x In quella notte si dissunì/dalla Comitiva sud.[dett]a il Capo/Giuseppe unita.[en]te ai sud.[dett]/Nicola di Cerchio (1) e Vincenzo i Celano che si vuole/ritornassero in Tivoli, e prese/l comando della med.[esim]a il/nominato Ser Checco di/ Chieti “ n.d.a.)/Proseguendo la di loro scorreria p[er] le montagne di Tagiacozzo piombarono [è scritto sopra n.d.a.) nel giorno seguente/de’ tre Maggio Sull’ore 20 c.[irc]a nel Comune di Luco, dove commisero de’ violenti arresti e/minacce di fucilazione, concussioni, estorsio=/ni//

                                                                          NOTE

  1. E’ il già citato Nicola Jacobacci, alias Scarcitto, nato Cerchio il 1 marzo 1777. Amiconi F.: “ Parasitt’ Il brigante che morì due volte”, Edizioni Kirke, Cerchio-Avezzano,2015, pp.57,58,59.

ni(sic) nelle p.[erson]e del Canonico Apone ( nel margine  destro si legge: “9” n.d.a.)/Maria Vittoria Apone, Sacerdote Ma=/rinelli, e Cancelliere Placido, ed a Teresa Ercole, e figlio Filippo. Le Somme storte furono a quella omune/ducati 9 , e 45 fra denaro, e generi/al d.[ett]o Canonico Apone ducati 5, oltre/de’ due fucili che gli rubarono in Casa./al Marinelli Carlini 30, e ll detta/d’Ercole (sic), e Figlio dotati 62, un pajo/disdtivali nuovi e varie biancherie./Dopo eseguito in Luco gli eccessi mentovati/ne partirono sull’ore 23 riprenden=/do quelle Montagne. Fu allora che/incaricò dalla Comitiva il Sostituto/Comand.[ant]e Sir Checco di Chieti uni=/tamente al nominato Chivarini/di Aiello, Giammaria di Celano, un//giovine di ciano, e quel Vincenzo/Sopranominato Gius:[epp]e Cazzone Liquidato/D[on] Pasquale Gramanzio, che calato in/Avezzano fu ivi arrestato, e,condotto/in queste Fore/Resttono al comando della Comitiva/Giovanni Cavallone di Loreto, ed Emi=/io detto il Zauno di Rajano. /Si era la comitiva sud.[dett]a incontrata in quella/sera con Giuseppe Bisegna di Colle=/longo, che ritornando da Roma si resti=/tuia nella di lui Patria, che chiama=/to, e discorrendo lungamente con i Capi Sud=/detti Manifedstò loro( per quel che è essi/ne riferirono alla Comitiva) esservi i/Collelongo un Galantuomo molto dena-/roso che potevano facilmente sorprende=/re. Giunti infatti nelle vicinanze di d.[ett]a Comune// Comune(sic) si portarono col detto Bi=( al margine destro, scritto a matita, si legge: “10” n.d.a.)/segna a dormire in un vicino paglia=/ro; e la mattina seguente de’ 4/Magio sullo spuntar del giorno Se=/guente dallo stesso Bisegna vi penetra-/rono Tre, o quattro di essi si diressero/nella Casa di quel Sindaco S.[ino]r Fran=/cesco Saverio Floridi, che costretto dalle violenze, e minacce aprii loro la porta/di Sua Casa, fu obligato a dar del grano, vino, e pregiato (sic): nell’atto di questa distri=/buzione uno de’ DDud.[dett]i briganti glinrubò in ca=/sa la somma di ducati 174 molti oran=/menti d’oro, e di Trento e moltipanni; /e tele, EiPosate di Trento, ed altri du=/cati quattordici furono (è scritto sopra n.d.a.) estorti alla di lui Moglie./Circa mezz’ora dopo altri tre briganti si portarono nella Casa di quelli’Ag=/giunto S.[igno]r Alessandro Boticelli (sic).Entraitvi/dentro pretesero sulle prime ducati 200/e le razioni p[er] 300 di loro Compagni. Alla risposta data dall’Alessandro di/non avere tal Somma, né potersi dalla/Comune sull’istante Somministrar tan=/te razioni p[er] essere povera, minacian=/do se ne  uscirono, a Capo di pochi mi=/nuti vi tornarono in Maggior numero/grdando che si fosse aperto il portone/fatto chiudere dal Botticelli. Non vedendolo esegui=/re l’atterrarono, e salirono sopra /Tutti allora della famiglia fuggirono per /la porta che conduce all’orto, ed alla/Campagna Raggiuundo l’Alessandro/ricevè un colpo di fucile nel braccio, e/poco dopo un’altro nel petto, ed il di lui Nipote riceve un’altro colpo di fucile/tiratogli//tiratogli(si) da un brigante postato in una ( al margine destro, scritto a matita, si legge: “11” n.d.a.)/finestra della propria di lui Casa, dal/quale non rimase offeso: Si vantarono di/queti colpi il Tamburrino di Carapelle,/e Codone di Barisciano. La maggior/parte de’ briganti invase la Casa de’ Botticelli, e vi diedero un sacheg=/gio il più terribile diruto il più pre=/zioso in ornamenti di oro, pietre fine,/argenteria, fornimento di tavola, tele,/abiti biancheria, e denaro in Somma/di ducati tredicimila quattrocento; qua=/rantasei, comprensivi dorati mille, e venti=/sette ritratti da psi Fiscali, in modo/chetutto il furto può ascendere a/circa dotati diciotto mila.Ne di ciò contenti, tornati due di detti assassini/nel luogo, ove morto rimase dal ricevuto colpo l’Alessandro Botticelli, gli tolsero/ancora gli stivali, ed i calzoni. Ricchi di/questa preda, contenti di questi ecessi/straizzarono in un’ala fuori del Paese/ove furono numerati p[er] 31 Individui, e/con un Cane Corso nero, e furono seduti tutti armati e con noccarde rivoluzionarie./Furono tra di essi riconosciuti Turchetto/ddi Alfedena,Gius.[epp] Gallina di S. Stefano,/Antonio che dicesi pure di Alfedena/ ma ra il celebre Catracchiello, Schicchit0/to, e Donato, e Michele di Filettino Sta=/to Romano. I sparse subitola. Voce, che/il Giuseppe Bisenga tornando da Roma/si fosse unito abitati, e gli avesse con=/dotti in Collelongo:Molti indizi raita=/no sopra di lui, e lo convincono. E’ ricar=/cabile/cabile(si) il malcontento mostrato dal ( al margine destro, dritto a matita, si legge: “12” n.d.a.)/Giuseppenella mutazione del presente/glorioso Governo, e l’essere stao il primo/che nell’insorgenza di Fra Diavolo/tornando da Sora facesse pompa (si) della noarea rivoluzionaria al suo Cappello,/ed il solo, che insinuasse al suddito del/re di ricorrere al potere di frà Diavo=/lo p[er] ottenerne l’escarcerazione./Partita l’ora dall’ara di Collelongo inca=/minasse p[er] la ia de’ Casali di Lecce ( dei Marsi n.d.a.), e proseguendo la sua scorreria si portò/nel giorno 5 Maggio in S. Sebastiano./Si fermarono p[er ]l’acqua in una stalla fuori dell’abito, costrinsero l’Eletto a/somministrar loro de’ ieri, ed estorssero i viveri,/e quattro paja di Scarpe.Fu fatta/ricerca dell’aggiunto S.[igno]r Strozzi,  che fortunosamente non fu rinvenuto/nel suo nascondiglio./Dopo in trattenimento di due ore partiro=/no p[er] Castelvecchio Subequo dove giun=/sero sull’ore quattordici, e dove si tratten=/nero circa sei ore, la maggior parte/situata in un Aja fuori l’abitato nell’/Atto che i Capi si applicarono a gira=/re p[er] ilPaese p[er] le solite estorsioni./Fecero ricerca particolare del Coman=/dante la Civica Ginnetti. Ma non divennero che il di lui Padre Concezio/che// che(sic) a forza di puntate condussero nell’ al margine destro, scritto a matita, si legge: “ 13! N.d.a.)/aja minacciando di volerlo fucilare, /che non seguì p[er] lo sborso che ebbe a /fare di ducati mille, ed otto che/ebbe in  impronto dal S.[igno]r Paolo Valeri,/il ile p[er sorte teneva preparata/tal Somma pel prossimo matrimonio/di una Sua figlia./Mentre altri briganti giravano p[er] rinvenire quel Cancelliere compare/Agostino Angelone di d.[ett]o Comune, arma=/to di Schioppo, e con noccardaRossa/al Cappello, il quale si.mise in cerca/del Cancelliere lo ritrovò, lo fece legare, e in tal’Ato Scanzò il med.[esi]mo di perder/la vita  p[er] un colpo di spada tiraagli/in testa, ed un colpo di fucilata che/non prese fuoco/Molti altri eccessi vi si commisero. Due// schioppi, e ari mobili furono presi in/Casa Ginnetti. Uno schioppo, e vari robe/ furono rubate in Casa di Felice Cera(1)/S’invei contro la i osti Moglie p[er]/un cappello rinvenutovi colla noccarda/Francese. Uno schioppo, e docati 6 nella/Casa di Donato Celso./Oltre all’Angelone, che inteso della concer=/tata cospirazione aveva mostrato della/gioja, e che all’arrivo de’ briganti non tar=/dò un momento unirsi armato./e minacciar di morte tutti i Galantuo=/mini, tre altri di Castelvecchio Subequo,/pure intelligenti da pria Si unirono a/gozzovigliar colla Massa. Essi furono/Crispino Pignatelli, convinto d’intelligenza/ e di aver impegnato altri ad unirsi al/

brigantaggio, ed inteso delle di lor’operazioni,/e riunito ad essi in Tivoli, minaciando/la rivolta//

                                                                          NOTE

1) Iscritto alla vendita carbonara del comune di Castelvecchiosubequo, composta da 59 adepti: “[…]22. Felice Cera -Prop[rietari]o- Castelvecchio – Carb.[onar]o[….]” Archivio di Stato di Napoli cit. rivolta (sic) nel Regno: Egli è ancora imputato ( al margine destro, scritto a matita, si legge: “14” n.d.a.)/del tentato assassinio in p[erson]a del Ca=/pitano Ginnetti, e Co[lonnell]llo in 2[second]o Quinzi/Giovanni Vecchiola ha l’istessa imputazione/col di più avere estrinsecata la minaccia/di doversi uccidere tutti i Galantuomini./Egli è ancora un diffamato ladro, ed aspor=/tatore d’armi vietate, e si sospetta REo/anora dell’Omicidio di Pietropaolo Ingen=/ni diSolmona, che faea da ortolano, in Castelvecchio, e si trovò ucciso nella/valle di Acciano,/Antonio Cesareo, ha l’istessa imputs=/zione deglialtri due Se non/fu edito in Castelvecchio, se non  al=/cuni giorni dopo la i loro entrata/in quelPaese, tutto fosse torna-/to in loro unione da Tioli/Anche Gabriele Colabattista fu vedu=/to// to(sic) in allegra compagnia de’ briganti/Sud.[dett]i della di ui stretta amicizia/godevanopure/Agostino, e/Franceso/di adamio/Loreto Tosco/Francesant.[oni]o, e/Andrea di Berardo/ già, tutti antichi briganti amnistiati ( è scritto sopra n.d.a.)/Partiti i briganti da Castelvecchio Sull’ore/20 del citato giorno 6 Maggio presero/La direzione di Molina, dove incontratosi/l’Angelone con Loreto Mancini disse che/si fusse fucilato, come spia di Gendarmi.Partirono da Molia, e piombarono sulle/22 or sopra Aiano facendo Alto in/un’Aja che resta agosto la Paese. Ivi/a suono di violini ballarono, e buttarono/varie monete di rame, imposero al Sin=/dao pagarsi ducati otto, e grana 60 allo Calzolaio Stefano del Poggio p[er] quattro paja//paja(sic) di scarpe, e solature di cui ebbe=(al margine destro, scritto a matita, si legge: “15” n.d.a.)/ro bisogno, lasciandogli un biglietto/Sistente negli atti: ebbero dal Sindaco/pane, e pregiutti, ed affissero alla porta/della Casa dell’Università il proclama rivoluzionario per chiunque volesse ascriversi all’altro compagnia della/Morte, colla pena del Sacco, e fuo=/co a chi ne lacerava l’affisso, il quale/originalm.[en]te è nel processo./Partirono da Acciano verso le ore ventiquattro, e fingendo dirigersi alla old de’ Navelli/ripiegarono alla Sinistra, e circa le ore due della notte giunsero in Rocca)/preturo, dove fecero Capo della Casa/di un  tal Domenico Ferrante Luciani/che resta fuori l’abitato, e la notte//dormirono in una stalla aditatogli/dallo stesso luciani/La Mattina de’ Sette pr]ima giorno par=/tirono da Rocapreturo, e salirono p[er] la montagna della Valle./Vicino S. Benedetto in Perillis s’incontra=/rono colla Truppa comandata dal Tenente Co[lonne]llo Ricciardi, colla quale/si batterono. Sopravvenuta la notte/idiiseroin due bande l’una coman=/data dal Giovanni Cavallone di/Loreto, si diresse verso Bominaco do=/ve ebbero i Vieri, Calarono p[er] Capestrano andando la notte a dormire in una/grotta vicino S.Pio delle Camere, e/l’altra Comandata dall’Emilio Be=/vilaqua sotto/le mura di questa Città a circa/le// ore quattro presero la direzione ( al margine destro, scritto, a matita, si legge: “ 16” n.d.a.)/della Montagna di Pesco Costanzo./Si unirono alla prima banda Coman=/data dal Cavallone Gius.[epp]e Lattanzi(a.]liasd Donzelli di Solmona, Luigi Majozza/a.lia]s Codone di Barisciano, Tamburrino di Cara/pelle, Antonio Catracchio a.[lia]s Catracc=/chiello di Loreto, Saverio diDonato, S. Angelo di Roccacasale, Giovanni di/Anestasio di Palma di Alfedena/Francesco/di Farindola, Berardinuccio di Farindola/Pietro Valeri di Casiglion della Pesaro,/Ventura di Vestea, Marcone di Vestea,/Giuseppe Gallina di S. Stefano, Giovanni/di S.Giovanni di Cugnoli./Siunirono all’altra banda comandata//dall’Emidio, Pietro di Carlo Persia a.[lia]s/Tronhetto, Gregorio insisto Bucci, e Pasqua=/le Zacagnini di Alfedena, Silvestro di/Ambrosio Costantini di Castelvecchio,/Nicola Cercone a.lia]s Barchini di Pa=/centro, un tal Domenico, e Saverio/di Roacasale, e due alti non liqui=/dati./Dinquesta secona banda non si ha altra/notizia se non quella che ci somministra/il detenuto Pietro Persia che ne/faceva parte, ed il quale in unio=/ne del suo compagno Gregorio di/Sisto Bucci, divisi dalla comiitva/Sud.[dett]a pensarono invece di andare/all’agro Romano come fecero gli/altri, di mantenersi in ccampagna/armati. I sud.[dett]i sorpresi dia natura=/li dello Scontrone nel passaggio, che ( al margine destro, scritto a matita, si legge: “ 17” n.d.a.)/tentar volevano del Sangro si salvaro0/no mediante un colpo difficile tira=/to dal Gregorio. Per bisogno de’ viveri/vi entrò il Pietro Persia nella sua Padria, allora che gli fu sopra il/comand.[a+te di quella Guardia Civica/S.[ino]r Lombardozzi, arrestollo, trovandogli/sopra una bajonetta con manico di ferro, varia oggetti di monizione, ed una/Carta di ricognizione spedita dal/dì 26 Luglio 1806, e rinnovata con/punibile inavvertenza a 14 Maggio 1809 dal sindaco Reginaldo di/Lauro. L’arresto del med.[esim]o seguì nella/notte de’ 29 a trenta Maggio fu/immediatamente interrogato da//quel Giudice di Pace, e fù confesso/con qualità scusantiRimesso in queste/forze dietro l’istruzione regolare//compilata su questo nuovo brigantag=/gio, e riconosciuto da molti, ha/nel suo costituto innanzi l’intiero/Collegio ratificata la Sua confessio=/ne./La pocessura seguita a presentare/altri atti, ed eccessi dell’altra or=/da de’ briganti comandati dal/Loreto Cavallone./Esse alle ore 12 del giorno otto Mag=/gio fu nel casino della Sig.[no]r Celestina/Milani di Castelvecchio Carapelle/e furono riconosciuti, nel numero indicati (è scritto fior n.d.a.)/ ar=/mati, ed insigniti di noccarda rivo=/luzionaria. Particolarmente poi/fu/fu(sic) riconosciuto il Tamburrino di Ca=(al marini destro, scritto a matita, si legge: “8” n.d.a.)/pelle anzi.[ett]o. Chiesero di mangiare/che fu subito loro dato, e S’incaminarono dopo per la via del colle vers’Ofe=/na dirigendosi a Villa S. Lucia,e/quindi salirono alla Montgna detta/di Connatino dove più giorni si trattennero/Antnio Pozzi di Carrapelle spiegando/da giovanetto una malvagia inclinazione/al furto, e ad altri eccessi fu costretto/di allontanarsi dalla Padria, e condursi/in Roma dove fu carcerato p[er] imputa=/zione di furti.Ritornato da Roma com=/mise un barbaro Omicidio in persona/del Sig.[no]r Cassiodoro Corsi di Capestrano p[er] lo quale fu carcerato, e condan=/nato alla pena di Galea p[er] anni 15/che gli venne poi computata in/servizio Militare con decreto  della//abolita Regia Udienza della data de’/………(sic) passò a servire il Reggimento San…/Nel 1806 seguì l’ex Principe Ereditario/nelle Calabrie, e quindi in Sicilia/In Giugno del 1807 ritornato nelle Ca=/labrie con altri Regimenti, e disfatti, questi dalle Truppe Francesi, se ne disertò, e portossiin Napoli dove/si trattenne p[er] gli amori di una/sua conoscente, e da dove se ne partì/il giorno 10 Maggio p[er] restituirsi in/Padria. Giunto in……(sic) rubò la carta di ricognizione dalla Sacca di Gre=/gorio Pizzuti, e con questo nome e/Cognome proseguì la strada. S’incontrò con Sabatino Marino di Fratto=/lj Prov.[inci]a di Teramo, col quale pro=/seguì il viaggio. Passando p[er] Rocca/Valle//Valle (sic) Scuro di unita al Sud.[dett]o Marini/essendo stato formato dal posto della/Gendarmeria Reale, e richiesto della/carta di ricognizione esibì l sopra-/descritta del Gregorio Pizzuti, col/qual nome disse chiamarsi. Ma giunto/nella sera de’ quattordici Maggio in unio=/ne del d.[ett]o Sabatino Nella publica/Strada in lenimento de’ Navelli l’as=/salì proditoriamente, e l’offre a colpi di grosso bastone indi bubboli due/berrettini di bombace/due salviette/di cottone unite, ed una borsa/di pelle bianca piena di tabacco Sot=/tile. Il Sabatino riavutosi dall’offesa/e fattane denunzia all’aggiunto de’ Navelli, delineò il Pozzi sotto il nome/di Gregorio Pezzuti, come diede la fi=/liazione h’esattamente gli corrispn=/de// de(sic). Dopo tal fatto si unì il Pozz/ai briganti Sud.[dett]i nella Montagna di/Cannatino ed uno di loro unione assalì/nella notte di 16 Maggio il casino/del Capo Battaglione Piccioli sito/nella contrada della Valle di passo/circa quattro miglia distante da/Carapelle da dove fortunatamente/il d.[ett]o Sig.[no]r Piccioli dietro la voce, che/i briganti giravano p[er] quel contorno/ne aveva fatti togliere i migliori/mobili/Fu dunque in d.[ett]a notte forzato l’indicato/Casino, ed i briganti vi s’intromisero/collo sfascio e violenza alle porte/vi accesero il fuoco dove cocettero/dell’ova, e rubati poi mobili ri=/masti di pertinenza tanto il d.[ett]o/Sig.[no]re Picioli del di lui pastore,/Se//Sene(sic) partirono lasciando sopra di ( al margine destro, scritto a matita, si legge: “20” n.d.a.)/una sedia una borsa di pelle bian=/ca con entro certo tabacco sottile, e del peso di circa due libre. I Ladri/sud.[dett]i ivi( è scritto sopra n.d.a.) rubarono una pietra focaia col suo/acciarino un mantile da tavola, una tovaglia, un coltello, ossia trincio col/manico di legno nero, una Camiscia/di tela fine, un rasoio, ed una botti=/glia impigliata col boccaglio rotto/cose appartenenti al Sig.[no]r Picioli/si rubarono pure, una camicia grossa=/lana, e due pane di Calzette di la-/na, una ricotta Salata, un pezzo di/formaggio di circa libre quattro/ e certe pane di Ragione delPastore/Emidio di Bartolomeo detto Bar=/tolonucci, e risalirono la Montagna/di Cannatino di loro consueto Asilo.//Nell sera de’ 20 Maggio il nominato/Sig.[no]r Piccioli ritornando da questa/Città dell’Aquila con due salme/di fucili, onde armare Legionarj/riuniti in Carapelle, giunto c.[irc]a/un’ora, e mezza di notte nella/cimata della Montagna di S. Lonardo, s’incontrò con un uomo che/portava in collo una biscia, con/entro della roba, e che all’invito fst=/togli da due Legionari di Sua Scorta/di far altro, cercava di evitarli. Qrresta=/tosi, e domandato chi fosse, rispose essere un tal Gregorio Pizzuti, che veniva dalla Puglia p[er] rendersi nella/Fiera dell’Aquila, che si faceva in occasione/del perdono (1) a qual’effetto gli mostrò/una carta di ricognizione, che p[er] essere /notte non poteva leggiere(sic). Interrogato/come//come(sic) viaggiava di notte rispose p[er] ( al margine destro, scritto a matita, si legge: “21” n.d.a.)/non esser rubato da briganti. Gli replicò/dunque, che fosse retroceduto in Carapelle,/ma mostrò della difficoltà. Obligato però/da minacce continuarono uniti il camino, ma si avvide esso Piccioli, che l’Uomo an=/zid.[ett]o cercava sempre di Stringergli alla vita, guardando a dritta, ed a sinistra, come se volesse attentare alla di lui persona,/p[er] cui insospettito gli ordinò di marciare/avanti, altrimenti lo avrebbe ucciso./Allora l’uomo suda.[ett]o vedendosi mal piaz-/zato, domandò riparlargli. Fatto alto/gli disse, che era Antonio Pozzi di Cara=/pelle, e veniva dalle parti di S. Maria di capua- dove dimorava. Ciò sentendo/pensò esso Piccioli di avvalersi di lui. Lo/incombensò di andarsi ad unire a Brigan=/ti, e cercare di farne seguire l’arresto// mentre avrebbe pensato rifargli avere/la Carta di ricognizione dalla Comune.Il/Pozzi accettò l’incarico, e fu p[er]ciò rilasciato in libertà Unitosi effettiva=/mente il Pozzi a’ briganti nella Mon=/tagna detta di Cannatino, la notte/de’ 23 Maggio si portò a trovare il/Fattore di d.[ett]o Piccioli, che giusta l’or=/dine ricevuto dal Padrone dormiva nel/divisato Casino. Gli disse di dar la/notizia al d.[ett]o Suo Padrone, che gli avesse mandato una fune, una/bottiglia di vino oppiato (2), ed una senza/non che libre tre di prigiutto, ed una ventina di Carlini p[er] darli ai briganti,/acciò//acciò(sic) di lui non conoscessero sospetto ( al margine sinistro, scritto a matita, si legge. “ 22” n.d.a.)/e gli riuscisse cos’ portali con qualche pretesto nel Suo Casino, ove il Piccioli/avesse fatto tirare tre P[erso]ne nascoste/p[er] aiutarlo nel di loro arresti. In ciò/Sentirsi del Piccioli, s’insospettì mag=/giormente, sembrandogli impossibile,7come con una sola fune si potesse/legare 14 P[erso]ne. Ad insinuazione però del/Suo Fattore gli mandò solamente le/libre ti prigiotto(sic), e carlini ventiquat=/tro, e gli mandò dicendo, che invece/dell’oppio, e della fune gli avrebbe man=/dato un forte distaccamento p[er] eseguire/l’arresto, onde che avesse pensato di con=/durre a fine la commissione ricevuta./La ara seguente si portò nuova.[enn]t/il Pozzi dal Fattore di esso Piccioli, e//gli fece le stesse premure p[er] l’oppio,/p[er] la fune, e p[er]lse tre p[erso]ne soggiun=/gendogli di non volere altra gente al=/trimenti niente ne avrebbe fatto/ del concertato, che aveva promesso/di far rimanere eseguito la notte di/Domenica 28 di d.[ett]o Mese di Maggio./Questo parlare, e modo di domanda/del Pozzi fece crescere al Piccioli viep=/più sospetto della di lui infedeltà-/ciò no di meno sospese p[er] quel giorno di di (è stato cancellato.d.a.)/ mandargli d.[ett]a bottiglia di/vino coll’oppio, e nell’altra potervi del/sublimato corrosivo p[er] non perder e/ilPozzi, nel caso che l’affare fosse falso./La sera seguente di venerdì a circa/un’ora, è mezza di notte, invece il Pzz=/zi di attendere la spedizione tutto/ciò//

                                                                     NOTE

  1. E’ la nota festa della  in costume storico della Perdonanza aquilana istituita da papa Celestino V. Ancora oggi in auge nella città dell’Aquila si svolge ogni anno dal 23 al 30 agosto al cospetto del popolo festante, in costume d’epoca, degli sbandieratori ,dei musici, e delle autorità civili, militari e religiose.
  2. Notizia molto interessante attraverso la quale veniamo alla conoscenza che gli insorgenti solevano bere vino unito all’oppio. Derivato dal papavero da oppio ( Papaver somniferum) Tale sostanza, veniva usata ,fino a qualche deernnnio fa, nella medicina popolare, mediante infusione, come potente analgesico e potente sedativo per far addormentare i bambini irrequieti.

Ciò(sic), si portò in Carapelle, in dove fu ( al margine destro, scritto a matita, si legge: “23” n.d.a.)/ arrestato p[er] avere tentato di sorprende=/re, e disarmare la Sentinella di quel/Quartiere de’ Legionarj. Interrogato/dal Piccioli come si trova arrestato,/e portatosi colà,, quando che aveva pro=/messo di far Succedere l’arresto de’ brigati p[er] il giorno di Domenica 28 Mag=/gio, da quali non si sarebbe appartato/p[er] non lasciarli di mira, rispose con so=/lamente con varii pretesti, adducendo/che i briganti Situati ne’ Monti fra/Navelli, e Carapelle in distanza di /c.[irc]a nove Miglia l’avevano inviato a/procuragli del vino. All’incontro/tanto la Sentinella, che il Tenente/Migliorati, che vicino alla med.[esi]ma trat=/teneasi a prender freso videro che//il Pozzi era venuto p[er] la Strada che/da fuori del Paese conduce al Quartie=/re: Che alla Sentinella, la quale a0/vea gridato chi vica, area risposto delle/parole confuse, e poi se l’era ac=/costato con tanta celerità p[er] sorpren=/derla, come avrebbe fatto, se ilMigliorati, non fosse accorso p[er] afferra=/re p[er] petto il Pozzi, e lo avesse arresta=/to. Credè dunque con fondamento/che lo stesso fosse venuto dalle Ville/di S. Lucia, dove erano i briganti, men=/tre se veniva dalla parte de’ Navelli/dovea rientrare a piedi del Paese, e non/passare p[er] avanti il Quartiere luogo/totalmente opposto: Gli si trovò un Coltel=/lo che portava nascosto in petto da dove/gli cadde allorché fu invito p[er]/ritrovargli//ritrovargli (sic) la Camicia di tela, osserr=( al margine destro, scritto a matita, si legge: “24” n.d.a.)/vatsi la bisaccia che indossava si riconobbero tutti gli oggi(è stato cancellato n.d.a.) oggetti (è scritto sopra n.d.a.)/ di pertinen=/za del Sig.[no]r Piccioli, ch’egli disse di aver ricevuto da briganti, siccome/fu riconosciuto il Coltllo sud.[dett]o. Egli con=/fessò ch’eran sue le due salviette di/cottone unite, e gli due berretti di bombe rubati al Sabatino Marini,/Siccome à sostenuto che son sue le/due paia di calzette di lana, e la/Camiscia di pertinenza di Baertolucci,/che questi riconobbe tra simili, e dissimili innanzi all’intro Collegio. Gli si rin=/venne pure la Carta di ricognizione/in testa di Gregorio Pizzuti, che gli con=/fessò aver ricevuta dal med.[esim]o. Venne/quindi tradotto in queste forze, ed è//soggetto al presente giudizio./Dopo l’arresto delPozzi la omitia Sud.[det]a passò alle Montagne di Farindola, e/allacommune di Celiera, e Vestea dove/in un giorno di d.[ett]o Maggio ven=/ne arretrato il di loro Compagno, Pietro Valeri del Castiglione di Pesar/Il giorno 26 Maggio nel rimasto numero/di 13 tornarono i briganti sud.[dett]i nelle/ille di S. Lucia in dove vollero de’ viveri,/e si presero libre cinque , e mezza di/Sola nella bottega di qual Calzolajo/Antonio Grantis, minacciano di fu=/cilazione l’Eletto di quella Comune./Furono in tal rimcontronuovamente/riconosciuti Codone di Barisciano,/Vincenzo di bUscio di Vestea, Catrac=/chitti di Loreto./Da// Da(sic) tal luogo si diressero p[er] la strada ( al margine destro, scritto a matita, si legge: “ “25” n.d.a.)/della Montagna di Volino, e nel/luogo Sud.[dett]o dove avevano nel di 21 Maggio/otto di essi assalita, violentata, ed offesa/Anna Francesca Moglietta(1) di Carapelle/che ritornava circa le ore ventitré dal=/la contrada di Valle di Pago tenimento di/Capestrano/Riprese l’orda Sud.[dett]a un’altra volta le Mon-/tagne di Farindola percorrendo, Ora in una Montagna, ora in un altra/a Seconda delle notizie che avevano i bri=/ganti da’, loro fautori specialmen=/te/nella Provincia di Teramo, che gli prov=/vedevano de’ viveri, e che il Ca/[p]o Cav=/allone mandava a prendere p[er] al=/cune de Suoi a tenore del bisogno./Spesso alcuni di Comitiva cala=vano nella Prov.[incia di Teramo, e circa//la metà di Giugno di queste/spedizioni guidata da Codone di Ba=/risciano, e composta dd Giovanni di S./Giovanni di Cugnoli e garbato in un’occhio/e da Marcone di Vestea, e di un’altro/non liquidato si recò in Civitella/Casanuova, a ritrovare l’antico/brigante Amnistiato Silvestro…../…..(sic) in isposa/Maria di Vincenzo Coletta di detto/luogo, che aveva tre anni anni fa ingravi=/data, e che avea dato alla luce un /figlio. Condussero il d.[ett]o Silvestro/avanti la Casa della Coletta, da dove/fatt’aprire la porta l’estrassero c[irc]a/la mezzanotte, e presentatola allo/Sposo dissero che ambi gli avessero/Seguiti//Seguiti(sic) nella Montagna p[er] unirsi alla ( al margine destro, scritto a matita, si legge: “ 26” n.d.a.)/comitiva. Riluttò il Silvestro, e restò vittima del di loro furore con un colpo di /fucile tiratogli; dopo di che trasportarono/la Donna Sud.[dett]a nella Montagna di Farindola/dove fu presentata al Capo Cavallo=/ne, il quale volle rattenere p[er] se/la citata Donna (2), e mandato a prende=/re del panno p[er] mezzo de’ buttari di/Colella di Castel del monte, la fece vestire da Uomo cucendosi gli abiti da un/degli loro compagni qual era ap=/punto il Sartore Ventura di Vestea./Continuando a stare in d.[ett]a Montagna ca=/larono in un giorno in Assergi a prende=/re i viveri./Nel giorno 28 Maggio calando dalla Montagna tutta la comitiva nove//de’ quali giorni prima si erano prov=/veduti di Cavalli incontrarono vicino Ba=/risciano due p[aesa]ni, che andavano a cac=/cia uno delle quali porta lo schiop=/po, e seco loro lo condussero in S. Ste=/fano. Ivi si fecero riferire i Cavalli/ e si presero una Sella della Casa di D.[on] Basilio Leone. Fecero una requisii.[io]e di denaro che i Capi dissero essere/di dotati enti. Dopo circa due/ore furono rilasciati i paesi Sud.[dett]i/nominati Gius.[epp]e di Pasquale……/……(sic), ma non si volle resti=/tuire lo schioppo da Luigi Majezza/a.[lia]s Cordone, che fu riconosciuto u=/nitamente a Giuseppe Gallinella/di S. Stefano. Nella sera si por=/tarono//tarono(sic) ad uno stazzo di pecore, dove si ( al margine destro, scritto a matita, si legge: “ 27” n.d.a.)/presero due Giumente, una delle/quali se ne servì Pasquale, il Tam=/burrino di Carapelle, e l’altra se la prese Ventura di Vestea./Da detto stazzo ripresero la Montagna/di Farindola, e si posero a dormire/nella solita grotta abbandonata/da pastori Coverta di Tavole. In/ questo luogo, e sulla mezza notte/vi accorrere l Guardia Provinciale/comandata dal Capo Battaglione/S.[igno]r Piccioli di Carapelle. Ivi Seguì/un conflitto tra i briganti, nel qua=/le rimase ferito, ed arrestato Gius.[pp]e Lattanzi, a.[lia]s Tenzilli di Sulmona,/e M.[ari]a Coletta di Civitella Casa=/nuova//che furono condotti in queste forze. Vi fu ucciso l’altro brigante/Berardinucci di Farindola, e gli altri dopo di avere opposta tutta la/difesa che poterono ^ fuggirono ( è scritto sopra n.d.a.)/lasciando la Mag=/gior parte delle armi, e mozione,/che furon tutte prese/nella Sera Sud.[dett]a. Tra le armi ri=/conobbe il Giuseppe Lattanzi il Cac=/ciarro che asportava, non dando po=/tuto riconoscere il suo fucile. Interro=/gato avanti l’intero Collegio/il Donzelli si è reso confesso con qual=/che qualità di scusante: E stato rico=/nosciuto da’ complici Gramanzio,/e Peresia, egli ha riconosciuti/ed//

                                                                        NOTE

1) Episodi questi, che purtroppo, tristemente caratterizzarono e caratterizzeranno quando regna l’anarchia ed ognuno si sente padrone del mondo: dove ad ognuno è lecito far qualsiasi cosa sia contro le persone che le cose.

2) Triste epilogo per la incolpevole donna , che poco dopo, fortunosamente per lei, verrà arrestata, dopo un conflitto a fuoco con i briganti e la suddetta Guardia Provinciale e sicuramente porrà fine alla sua miserevole avventura nella quale, suo malgrado, si era cacciata:prima arrestata e poi in attesa di giudizio presso la Corte Criminale dell’Aquila.

ed(sic) affrontati i Sud.[ett]i( al margine destro, scritto a matita, si legge: “ 28” n.d.a.). La Maria COletta siè resa anche con=/fessa di unione, e commercio avuto, con due de’ briganti, che la presero, e/col Capo Cavallone, anche con qua=/lità scusanti./Tutti, e duesono stati ancora riconosciu=/ti da altri Testimonij./Ecco tutta la Storia che la processura/ presenta rapporto al brigantaggio/Sud.[dett]o al che si propone aggiungere/ le ultime notizie pervenute di esser=/si trovato ucciso l’altro brigante Mo=/cone riconosciuto per Germano, Mancini alias (è scritto sopra n.d.a.)Mor=/cone di Pacentro, e di essere Stati, arrestati, feriti in Castelli luogo/della provincia di Teramo Sei altri/de’ briganti Sud.[dett]i su de quai si ri=//serba il publico Ministero produr=/re maggiori rischiaramenti nel/publico dibattimento dietro le noti=/zie, che ne ha domandate dal pu=blico Ministero presso quella Corte/Provinciale, giachè Egli, crede che non/convenga più oltre trattenere/la causa de’ Sud.[dett]i briganti arrestati,/la quale ha acquistata una tale/chiarezza, e un tal nesso di proe/che ne resta sodisfatto il più/scrupoloso, e dubbio spirito./Qundi In vista di tutto ciò, e p[er] l’esercizio del publi=/co ministero affidatogli Egli accusa li/detenuti Pasqale Gramanzio a.[lia]s Gius.[epp]e/Cazzone di Castelalto Prov.[inci]a di Teramo./Pietro Persia a#lia]s Turchetto di Alfedena/Giuaseppe Lattanzi, a[lia]s Donzello di Solmona/Tutti, e tre detenuti in queste Forze//nonche gli assenti ( al marine destro, scritto a matita, si legge: “29” n.d.a.)/Francesco Fioravanti di Cicoli sotto i nomi di/Giacomo Iacoboni, Ferdinando Pertica, e/Gius.[epp]e il Maglianese./Nicola Iacoboni(1) a[lia]s capetti di Cerchio/Vincenzo Vicaretti di Celano/Benedetto Angelitti a.[lia]s  Chiavarini di Ajelli/Pasquale di Biase detto il Tamburrino di Carapelle/Luigi Majezza a.[lia]s Codone di Barisciano sot=/to il Nome di Sabatino/Gregorio di Sisto Bucci/Pasquale Zaccagnini/Giovanni di Anastasio di Palma/ di Alfedena//

                                                                  NOTE

  1. Potrebbe essere  il già citato Nicola Jacobacci in quanto questi, da come ho potuto constatare in altri documenti, risulta essere sempre in compagnia dell’altro insorgente Benedetto Angelitti alias Chiavarini di Aielli, residente in Cerchio. Al momento non sono riuscito sapere se questi due erano uniti da qualche antica amicizia o erano in realtà parenti. 

Giovanni Cavallone, ed

Antonio Catravacchio/di Loreto/

Saverio di Donato S. Angelo,eDomenicant.[oni]o di Berardino Rossi di Roccacasale/Nicola Carchione a.[lia]s Bertocchio di Pacentro/Silvestro di Antonio Costantini di Cstel/Vecchio Subequo/Emidio Bevilacqua a.[lia]s Zanno di Rajano//Gius.[epp]e Gallina di S. Stefano/Giovannni di S. Giovanni di Cugnoli/Donato di Pronio (sic) d’Introdacqua (1) e Pietro Valeri di Castiglioni della Pescara de0/tenuto nelle Forze di Teramo./Rei di altro tradimento verso la Patria p[er]/aver auto cospirato contro l’attuale Glorioso Go=/verno, affine di rovesciare l’ordine Stabilito/delle Cose, e tentare la svolta, e p[er] aver in comitiva armata, ed inseguiti di noccar=/da rivoluzionaria in vari più Paesi di q.[uest]a Prov.[inci] Commettendovi furti, estorsioni,/ed Omicidj./Acccusa pure come rei di altro tradimento./ancora Agostino Angelone di Castel/Vecchio Subequo unitosi armato^ e noccardato ( è scritto sopra n.d.a.) alla/Comitiva sud.[dett]a ^ scorso de’ Paesi, e resistito alla forza ( è scritto sopra n.d.a.)ed Antonio Pozzi di Carapelle unitosi anche egli, Armato,/ed avendo avuto parte nell’assalto del/Casino di Piccioli, e nell’aver mentito/lo// lo(ic) spionaggio p[er] tradire, ed aver tentato ( almaergine destro, scritto a matita, si legge: “ 30” n.d.a.)/il disarmo della Sentinella di Carapelle/Accusa similmente, come convinti di in=/telligenza, e di favore prestato alla Comitiva Sud.[dett]a/Crispino Pignatelli, e Giovanni Vecchiola/detenuti in q.[uest]e forze/e Antonio Cesareo Assente tutti, e/tre di Castelvecchio Subequo, e/Giuseppe Bisegna di Collelongo dete0/nuto in queste forze/Accusa finalmente i detenuti Sebastiano Bisegna di Collelongo, e Tommaso Li=/berati disagiano, Come sospetti nell’/intelligenza, e favore Sud.[dett]i, e Maria Coletta di Civitella Casanova di u=/nione ai Sud.[dett]i, e travestimento./Domanda quindi che questo sia il titolo/del processo, ed il rispettivo carico di/ciascuno oltre quello, che gravita con=/tro di essi p[er] delitti Comuni, e per//antecedente brigantaggio, e salvo il dritto/contro gli altri imputati./Chiede in conseguenza che sia posta la Causa/in spedizione, si dia fuori la prima cita=/zione contro gli assenti già liquidati,/Salve le ragioni del publico Ministero con=/tro gli altri assenti i di cui connotati non/Sono ancora p[er] interi liquidati, che copia del presente atto di accusa si passi/al Pro[curato]re Regio presso laCorte Criminale di Teramo p[er] la persona dell’arrestato Valerj, e finale.[en]te gli facciano tutti ( è stato cancellato n.d.a.)/gli atti preparatori p[er] appuntarsi il pu=/blico (sic) dibattimento. Dato in Aquila/dall’Officina del Regio Pro[curato]re oggi li 6/Luglio 1809./G. Liberatore ( al margine sinistro si legge: “ Il p[rese]nte atto di accusa è p[rese]nte/depositato in Canc.[lle]ria oggi Sei Luglio, 1809/ferra.re” n.d.a.)// La Corte Criminale del 2° Abruzzo Ulteriore ( al margine destro, scritto a matita, si legge: “31” n.d.a.)/Visto l’atto di acusa depositatoin Cancelleria per part/del Ministero Publico (sic) contro i Detenuti Paqua-/le Gramanzio alias Giuseppe Cazzone si Castelalto Pro=/vincia di Teramo, Pedro Persia alias Tronchetto di Alfe-/dena, Giuseppe Lattanzi alias Domizillo di Solmona/Maria Coletta di Civitella Casanova in Teramo,/Pietro Valero di Castiglione della Pescara, detenuto/in Teramo, Antonio Pozzi di Carapelle, Crispino Pi=/gnatelli, e Giovanni Vecchiola di Castel Vecchio Subequo, Giuseppe Biegna e Sebastiano Bisegna di Col-/lelongo, Agostino Angelone di Casal Vecchio Subequo,/ e Tommaso Liberati di Gagliano, e gli Assenti Fran=/cesco Fioravanti di Cicoli sotto i nomi di Giacomo Iaobi./bini (sic), Ferdinando Pertica; e Giuseppe il Maglianese,/ Nicola Iacoboni alias Scalpelli di Cerchio, Vincenzo Vicaretti di Celano, Benedetto Angelitti a.[lia]s Chiave-/rini di Aielli, Pasquale di Biase detto il Tamburrino/di Carapelle, Luigi Majezza alias Cosone di Barisciano sotto il nome di Sabatino, Gregorio di Sisto Bucci,Pasquale Zaccagnini, Giovanni di Anastasio di Pal=/ma di Alfedena, Giovanni Cavallone, ed Antonio Catracchio di Loreto, Saverio di Donato Santange=/lo, e Domenicant.[oni]o di Berardino Rossi di Rocca-casale,/Nicola Cercone alias Vertocchia di Pacentro, Silve=/stro d’Ambrosio Costantini di CastelVecchio Subequo, Emidio/Bevilacqua alias Zanno di Rajano, Giuseppe Gallina di/S. Stefano, Giovanni di S. Giovanni Cugnoli, Donato di Pronio d’Introdacqua, ed Antonio Cesareo di Castel Vecchio/Subequo/Delibera che s’interpellino separatam[en]te,, ed un per uno gli/indicati Rei presenti a termine dell’art.[icol]o 170 del Re-/golamento organico a secolare pronta.[en]te il rispettivo di-/fensore, altrimenti o non vendono, o volendone ri-/mettere la scelta ai Giudici, ne sarà fatta subito la/nomina dalla Corte Criminale./Delibera inoltre, che contro gli accusati  Rei Assenti si spe-disca la prima Citazione a termini dell’art.[icol]o. 209./Delibera finalmente che per la diligenza del Sig.[no]r Can.[cellier]e/Regio Copia dell’atto di accusa depositato in Can-/celleria si rimetta Sig.[no]r Pro.[curato]re Regio, presso la Corte Criminale di Teramo. E così Aquila sei Lug.[li]o 1809. Gol.[i]o 159/che Riceuto grani ven/ticinque pel detto, e tre pel decimo/Guminuce/Reg.” n.d.a.)//Certifico io qui sottoscritto Usciere di questa Corte (sola al margine destro, scritto matita, si legge: “32” n.d.a.)/Criminale, come oggi sottoscritto, ho notiifi=/cato la retroscritta decisione della Core Criminale/agli Carcerati Pasquale Cramanzio a.[lia]s Cazzone/Pietro Persia a.[lia]s Turchetto, Giuseppe Lattanzio a.[lia]sDomi=/zillo, Maria Coletti (sic), Antonio Pozzi, Crispino Pignatelli,/Giovanni Vecchioli, Giuseppe Bisegna, Agostino An=/gelone, Tommaso Liberati, e domandato i medesimi/se avevano Patrocinatore per assumete le loro/[rispettive difese, hanno risposto di non aver=/li; in fede- Aquila li sette Luglio milleotto-cento nove. In Aquila il di 12 7[Settem]bre 1809 fol:[lio] 64 C.I. Ricevuta grani opra” (sic)/venticinque pel detto,  Cinque pel(decimo Guminuce” n.d.a.)// La Corte del 2° Abruzzo Ulteriore ( sopra almargne destro si legge: “ 33” n.d.a.)/Vistol’ato dell’Usciere, che in Seguito di decisione del=/la Corte Criminale, ha interrogato i detenuti Pasqua=/le Gramanzio, Antonio Pozzi, Crispino Pignatelli, Giovanni Vcchioli/Il Sig.[no]r Pietropaoli per Patrocinatore di, Agostino Angelone, Sebastiano Bisegna, Maria Coletta, Il Sig.[no]r Camerini per Patrocinatore di Giuseppe Lattanzj, a.[lia]s Tonzillo, To-/maso Liberati, Pietro Persia, a.[lia]s Turchetto, e Giuseppe Pisegna (sic) a nominare il di loro rispettivo Patrocinatore/Nomina il Sig.[no]re Carli per patrocinatore di Pasquale  Gra-/manzio, di Antonio Pozzi, di Crispino Pignatelli, e/Giovanni Lattanzi a.[lia]s Tonzillo e di Tommaso Liberati//Il Sig.[no]r Casale per Patrocinat.[or]e di Pietro Persia, e /Giuseppe Disegna./I Patrocinatori med.[esim]i entro cinque giorni sono abilita/ti a produrre tutte le eccezioni di nullità ammesse su/ il capitolo della Circoscrizione degli Atti nulli. Con/tali eccezioni siano opposte, la Corte Criminale, con/le parti, pronunzierà il convenevole../Nel termine med.èesi]mo, Sino essi abilitati a domandare uttti7gli esperimentati di fatto, di cui la natura de respettivi/carichi, e la posizione degli Affari Siano suscettibili/Fatto in Aquila 8 luglio 1809/Canofari/ (e scritto da altra mano si legge: “Pionati/Orazj/Bassi/Battinelli/ferrini Caruso “ / Registrato in Aquila il dì 11 7[Settemb]bre 1809 fo:[io] 59 C: 4/Ricevuta grani Venticinque/pel dritto, e tre per decima/Guiminuce n.d.a.)// anno mille ottocento nove Mese di Luglio gior(sopra la margine destro, scritto a matita, si legge: “34” n.d.a.)no otto aquila/Io sottoscritto Usciere di questa Corte Criminale/ho notificato la decisione della Corte, med.[esim]a/agli Patrocinatori Sig:[no]r Romaldo Carli, Pietro/Pietropaoli, Camillo Camerini, Gennaro/Casale; i quali Sig.[no]ri Patrocinatori hanno accetta=/to la difesa de’ rispettivi Carcerati, notati/in detta decisione, ad eccezione del Sig.[no]r/Pietro Pietropaoli che ha rinunciato per esse=/re legittimamente occupato. Ne fò il pre/sente perché costi in fede/Afflitti Usciere ( scritto da altra mano continua: “ Registrato in Aquila il dì 12 Settembre/1809 col.[io] 64 C. 2:venti/pel dritto, e due per decime./Guminuce “ n.d.a.)//Ill.[ustrissi]mo Sig.[no]re ( al margine destro.scritto a matita, si legge: “ 35” e, al margin sinistro è impresso un’altra sigillo ovale già descritto recante la seguente scrittura: “ G.[rani] 6” n.d.a.)/L’Avvocato Piero Pietropaoli spone a V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma/essersigli notificato il patrocinio addossatogli in/Persona di Agostino Angelone, Sebastiano Pisenga/Maria Coletta/Egli di buon  rado accetterebbe il patrocinio.Ma torovasi attualmente impegnato nel disimpegno [della]/Carica di Agente distrettuale nei circondari di ……/soli, e Tornimparte per la esecuzione della legge relatia/alla divisione dei DEamnj, che lo tiene di conti……/applicato e di cui non può distogliersi; non è/istato di potere i accettare il suddetto Patrocinio./Quindi supp.[li]ca V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma di compiacersi ricevere/le Sue Scusa e servirsi affidare lo stesso Patrocinio ad altro Patrocinatore, e l’avrà, ut deus/Pietro Pietropaoli Supp.[l+ca c.[ome] Sopre “// La Corte Criminale della Seconda proincia/Abruzzo Ulteriore/Vista la vos.[t]ra rinuncia dell’Avv.[oca]to Sig.[no]r Pietro Pietro-/paoli./Nomina il Sig.[no]r Angelo De Santis pel Patro/cinatore de sue clienti confidati al Patrocinio del Sig.[no]r Pietropaoli: Si notifichi Subito. E così Aquila li dodici Luglio 1809/Canofari/Pionato/Orazj/Bassi/Battino/ferrari ( scritto con ltd mano, si legge: “ Registrato in Aqula il dì 11 7[Settem]bre 1809 fol.[i]o 159 c. &/Ricevuti grani venticinque/pel dritto, e tre pel decimo/Guminoci” n.d.a.)/Essendosi nella Ruota di questa corte Criminale furono os…/sav il sud.[ett]o decreto al Sig.[no]r Angelo de Sanctis, il medesimo/ha accettata la diesa de cennati torte clineti. In fedee/Aqui-/la li dieci Luglio 1809 Ferrari.” Anno mille ottocento, e nove mese di Luglio, gior0(al margine destro, scritto a matita, si legge: “ 36! N.d.a.)/no undici. Aquilq/Io so[ttoscri]tto Domenico papa usciere di questa/Corte Criminale ho notificato personal=/mente al Sig.[no] Angelo de Santis, Sebastiano/Bisegna, e Maria Coletta, il decreto di d.[ett]a Corte Criminale de’ otto corr.[en]te Luglio/con cui viene abilitato esso Patrocina=/tore ufficioso destinato delli Carcerati Agostino Angeloni, Sebastiano Bisegna, e Maria Coletta, il decreto di/d.[ett]a Corte Criminale de’ otto corr.[en]te Luglio/con cui viene abilitato esso Patrocina=/tore a produrre dentro cinque gior=/ni tutte le eccezzioni(sic) di nullità ammesse/sotto il cap.[itol]o della circoscrive.[io]ne degli atti, e/a domandare tutti gli esperimenti di/fatto di cui la natura de rispettivi ca=/richi, e la pos.[izio]ne( al margine sinistro, scritto da altra mano, verticalmente, si legge:” Registrato in Aquila il 12 Settembre 1809  col.[io] 64 C. 3/Ricevuti graniCinque pel dritto……..pel decimo/Guminuce “ n.d.a.)// Certiico io qui Sotto Sostituto Canc.[lli]r di q:[uest]a Cort Criminale di Aquila( sopra, al margine destro, scritto a matita, si legge: “37” n.d.a.)qual.[en]te essendomi stamattina condotto in Casa del Sig.[no]r Angelo/de Santis, ho trovato, che il medesimo è confinato in letto per/male di podagra,(1) p[er]cui mi ha fatto sentir di essere inabilitato/a fare La difesa affidatagli da quella Corte Criminale p[er] i Car-/cerati Agostino Angelone, Sebastiano Pisegna (sic), e Maria Coletta./In fede Aquila 13 Luglio 1809/Bernardo Ant.[oni]o Caputi, Sost.[itut]o Cance[lli]ere( scritto, con altra mano, si legge: “ Registrato in Aquila il dì 12 settembre/1809 fol.[i]o 160 C. 3 Ricevuti grani venticinque pel dritto, e tre pile decimo/Guminiceli)” n.d.a.)//La Corte Criminale della 2a Prov.[inci]a di Abruzzo Ult.[eriore] ( al marine dedico, scritto a matita, si legge: “ 38” n.d.a.)/isto l’atto del sostituto Canc.[ellie]r di trovarsi il Sig.[no] e Angelo de Sanctis/confinato in letto p[er] male i podagra../Nomina in luogo del medesimo il Sig.[no]r Giambattista Mariani per patrocinato de’ detenuti Agostino Angelone, Sebastiano Pise=/gna (sic) e Maria Coletta, al di cui effetto si notifichi Subito il me-/desimo, perché prontamente Si applichi alla difesa di detti De-/tenuti Sudetti a stretti termini del decreto diquesta Corte Cri-/minale della data de’ otto or-/rente Luglio, il quale si notifichi an-che a detto patrocinatore. E così- Aquila 13 luglio 1809./Canofari/Pionati/Barilla/Orazi/Bassi/ Ferrari (sic) aq ( al margine sinistro, scritto da altra mano, si legge: “ Registrato in Aquila/il dì 12 Settembre 1809/fol:[io] 160 C. 4 Ricevuti/grani venticinque/ sl dritto, e tre pel decimo/Gruminuce” n.d.a.)//

Anno mille ottocento, e nove, mie i luglio, gra-(in tredici Aquila/IO sottoscritto Usciere della Corte Criminale, ho notificato personalm.[en]te al Sig.[no]r Giambattista Ma-/riani Patrocinatore Officioso letto p[er] li Car-/cerati Agostino Angelone, Sebastiano Bi-/segna, e Maria Coletta, non meno il re[troscri] de-/creto, quanto l’altro decreto della data dell’/otto corr.[en]t Luglio, con cui viene abilitato esso/Patrocinatore a produrre dentro cinque /giorni tutte l’eccez.[io]ni di nullità ammesse/sotto il cap.o della circoscriz.[io]ne degli atti, ed/a domandare tutti gli esprime.[en]ti di fatto di/cui la natura de’ rispettivi carichi, e le posi.[io]ni degli affari siano suscettibili in/fede a=/ Dom.[eni]co Papa usciere della Cort Criminale ( al Marin sinistro verticalmente si legge: “ Registrato in Aquila il dì 12 7´settem]bre/1809 for.[i]o 64 C. 4 Ricevuto grani Cinque/pel dritto, ed uno sul decimo Guminace “ n.d.a.)//

La Corte Criinale della Proinia ( al margine destro scritto a matita, si legge: 39” n.d.a.)/Visti gli atti a carico rispettivamente dei detenuti/Pasquale Gramanzio, Antonio Pozzi, Carissimo Pignatelli, Gio-/vanni Vecchiola, Antonio Angelone, Sebastiano Pisegna/Maria Coletti (sic), Giuseppe Lattanzi, alias Tonzillo, Tomasso/Liberati, Pietro Persia, alias Turchino, e Giuseppe Pisegna(sic)   /Ordina, che si notifichino l’Accusatore publico,/i Sudetti Detenuti, ed i di loro risse.[tti]vi Patrocinatori/perche fino ore ventiquattro esibiscano le note scam-/bievoli de testimonj colla indicazione del loro domi-/cilio, avverandoli, che fra due altri giorni potranno/opporre l’eccezione contro le persone de tstimnj/compresi negli articoli 137-138:141, e 142 del regolamento,/affine Aquila li ventuno Luglio 1809/Canofari/Pionati/Barilla/Orzj/Bassi/D’Ambrosio/ Ferrari  Canc.[ellie]re ( al margine destro, scritto da altra mano, si legge: “ Registrato in Aquila/il dì 12 7[settem]bre 1809 gol.[io] 160/C. 5: Ricevuto grani ven/ticinque del dritto, e tre/pel decimo/Guminuce” e (al marine sinistro, scritto da altra mano, si legge: U. Basttinelli; esercitando /da Rif. Procc. E/in sua assenza” n.d.a.)//

Il Presidente della Corte Criminale/Visti gli atti a Carico dei controscritti Detenuti/or-/dina, che tutti gli atti  medesimi si uniscano, e si po…../pro subito al Sig.[no]r Giudice Pionati, il quale, si com[mpiac]cia sostenere le intera commessa/ Canofari //

Anno mille ottocento nove Mese di Luglio giorno ven-/tuno Aquila/Io sottoscritto Usciere di q.[uest]a Corte Criminale, ho notariato il/Dietrodcritto decreto agli detenuti Pasquale Graman-/zio, Antonio Pozzi, Crispo Pignatelli, Giovanni Vec-/chiola, Agostino Angelone, Sebastiano Biegna. Ma-/ria Coletti (sic), Giusep[p]e Lattanzi, alias Tonzillo, Tommaso (sic) Libe-/rati, Pietro Persia, alias Turchino, e Giuseppe.[p]e Bisegna anche alle dimoro rispettivi Patrocinatori Sig.[no]r Romoaldo/Carli, Sig:[no]r Camillo Camerini, Sig:[gno]r Gennaro Casale/ e Sig:[no]r Gio:[van]Battista Mariani, in fede./Aflitti Usciere ( continua, scritto da alata mano: “ Registrata in Aquila il dì 12 Settembre 809 gol.[i]o 64/C. 5 Ricevuti grani Settantacinque pel dritto, ed otto/pl decimo/Guminuce “ ( al margine sinistro, scritto verticalmente, si legge: “ Registrato in Aquila il dì 12 Settembre 1809/fol. 160 C. 6 Ricevuto geni venticinque pel dritto, e trarre pel decimo/Guminuce” n.d.a.)//

Nota de’ tstimonj che dal Regio Procuratore presso questa Corte Criminale ( sopra la Marin destro, dritto a matita, si legge: “ 40 “ n.d.a.)/ Si producono nella Causa del novello Brigantaggio che ha avuto/luogo in questa Provincia/x Carlo Giuseppe Francischelli/x Michelangelo Ciacciavicini/x Bartolomeo Bonanni/x Giuseppe Petruci/x Giovanni Ciacciavicini/x Gioacchino Ferrari/diRocca di btte/x P. [adre] Gianfrancesco di Pereto Presidente di quell’ospizio/x P.[adre] Giuseppe da Vicenza stanziante in esso/x Pietro NItoglia/Sacerdote D.[on] Paolo de Cesaris/x Sig.[no]r Teodosio de Vecchis/X Pietro Laurenzi/x Francescangelo Baldassarre/x Girolamo d’Emilio, e/Basilio Antinucci/di Oricola//

X Paolantonio  Ferrari/x Vincenzo Fabbiani/x Gabriele Ferrazzan/x SEprenzio Testa e/x Vincenzo d’Asceno/diCappadocia/Vitantonio Lozzi di Casteellafiume/x Filippo Pacifici/x Pietro Fioravanti/x Paolo Ippoliti/x Pietro Fabiani/x Antonio Rubeo/x Giuseppe Tommasi/della Petrella/x Not.[a]r Francescantonio Scipioni/x Luigi Tavani, e/Notar Raffaele Panei/ di Maglianox Notar Antonio Fallaci di Tagliacozzo/x Giambattista Cheruni/x Placido Costa /di Luco//x sacerdote D.[on] Ferdinando Marinetti ( al margine destro, si legge: “ 41” n.d.a.)x D.[on] Giovanfrancesco Apone/x Sacerdote D.[on] Pasquale  Apone/x Teresa Canofari/x Filippo Erocle/x Rachele Apone/x Teodora Cherubini/x Angela Felice Saturnini/x Noè Palma/x D.[on] Gennaro Candelori Paroco/X Lucia Alfidi/x Alessandro Castellani/x Sig.[no]r Gianfelice Candelori/X Sig.[no]r Carlo Biasini/di Luco/Sig.[no]r Modesto Lippa/Sig.[no]r Agostino Vitturini/x Loreto Fabrinni/x Giuseppe Mariani/x Sig.[no]r Gaetano Botticelli/Sig.[no]r Vincenzo Floridi/x Angelo Maria Venitti/x Giuseppe Cesta/x Lucia Cesta/di Collelongo//x Domenico Guglielmi, X Domenico Rocco Pisegna/x Cristina Venitci/x Marianna Rossi/Giambattista Cesta/x Maddalena Mariani/x Pasquale Cesta/x Stefano Pisegna di Pietro/x Maria Giuseppa Venetacci, e/Luigi de Medicis/di Collelongo/Fortunato Spera/x D.[on] Vincislao Grassi Arcip.[re]te/x Rosato Rosati/e Giuseppantonio Sforza e/x Lorenzo Berardni/di S. Sebastiano/x Sig.[no]r Concezio Giannetti/x Parroco D.[on] Liborio Semperlotti/x Sig.[no]r Agapito Tosone/di Castelvecchio Subequo/x Pancrazio Cipolla di Calascio/e Daniele Florio di Carapelle/x A una Franc.[ec]co Moschetta idem//x Sig.[no]r Domenico Camerini ( al margine destro, scritto a matita, si legge: “ 42 “ n.d.a.)/Marco La caavanti/X Michele Cesareo/x Sig.[no]r Paolo Valero 8 al margine sinistro si legge: “infermo” n.d.a.)/x Sig.[no]r Bradino Semperlotti/X Maria Olivieri/x Giovan Tommaso Colabattista/x Costanzo Ricotta/x Sig.[no]r Nicola Calcagni/x Felice Cera/x Vincenzo celeste/X Sebastiano Polidori/x Remigio Pignatelli/x Donato Calisse/x Berardino Paolini/x Loreto FResca/x Giuseppe Bianchi/x Concezio Pignatelli/x Beniamino Cesareo/x Gennaro Colangelo/x Diomede Cesareo/Felice Cera ( al margine sinistro si legge: “ Duplicato” n.d.a.)/di Castelvecchio Subequo/ Francesco Ricotta Carcerato in Aquila, Copia della di cui posizione/si umilia/x Luigi Aloisantoni/x Emidio de Gregoriis/xAngelo de Felice/di Castel di jeri/x Giannantonia Buffoni/e Rinaldo Mancini/x Francesco Pignatelli/x D[on] Domenico Tesone Parroco/x D.[on] Gaetano Amicarelli/x  D.[on] Francesco Masci/x Teresa di Giorgio/x Angela Amicarella/x Santa Accilj/x Pasqua Marigliano/x Anna Rossi di Gius.[epp]e di Giacomo/x Giovanni Mancini/di Acciano//x Giuseppe di Silvestro ( al margine destro, scritto a matita, si legge: “43” n.d.a.)/x Bonafede di Silvestro/Agostino di Silvestro/di Bussi/x Vincenzo Rampini di Fontecchio/x Mattia Mancinotti/x Francesco Picina/x Colomba Camilli e /Francesco de Sanctis/ di Rocca di Preturo/X Sabatino del fù Pietro Marini di Frattola Prov.inci]a di Teramo./sig.[no]r Francesco Morelli di Caporciano/x Sig.[no]r Giovanni Giananti/x Berardino Altobelli/x Tommaso Santucci/Nicola Chiarini di Civitaretenga-Gar/on/xAntonio Damiani/di Navelli/x Capo Batt.[aglion]e Sig.[no]r Angelo Piccioli di Carapelle/x Tenente Sig.[no]r Pierluigi Migliorati di Ofena//x Franco Bertolucci di Carapelle/x Simone d.[ett]o Alessandro di Barisciano/x Stefano di Castel del Monte ferrato in S. Stefano//x Sig.[no]r Filippo di Francescantonio/x Nicola Pellegrini/Sig.[no]r Francesco Battistone/di Solmona/x Filippo di Luigi Lorusso/x Luigi Valentini/x Nicola lo Ca….. alloca-/to da Panfilo Cardilli/x L’osta dell’Osteria di Rocca di botte/Aquila à 16 Luglio 1809/C Battimelli ( al margine destro, scritto verticalmente, si legge: “ Registrato in Aquila il dì12 settembre/1809 fol. 161 C. 1° Ricevuta grani/venticinque pel dritto, e tre pel decimo/Guminuce” n.d.a.)/La pred.[et]ta nota di sezione, è fatta p[resen]te esibita in Canc[elle]ria dal/Conim.o del Proc.[urato]re Reg.[i]o Gius.[pp]e de Blasiis(1) Aquila Ventuno/Luglio 1809 ferri Canc.[ellier]e/Registratoi n Aquila il dì 12 Settembre 1809/fol.[i]o 161 C. 2 Ricevute grani venticinque/pel dritti, e tre pel decimo/Guminuce “//

Testimonj da esaminarsi. Difesa di Maria Coletti (sic) di ( sopra la margine destro, scritto a matita, si legge: “45 “ n.d.a./di(sic) Civitella di Casanova in Teramo/Il R.[everen]do Parrocco del Paese/Il Sindaco del Comune e/Il Sig.[no]r Alessandro Ianachi/a dì Aquila 21 Lug.[li]o 1809/Il Pan.[rocinator]e Linnimi ( al margine sinistro, scritto verticalmente, si legge: “ Civitella Casanova in Teramo” e, scritto orizzontalmente, si legge:” C. Battelli “ n.d.a.)/La presente nota de testimonj a discarico è stata oggi so[ttocri]tto/giorno, esibita in Canelleria dal Signor Giambattista Ma-/riani in fede, Aquila il dì 12 settembre 1809 fol.[io] 161 C. 3° Ricevuto grani Venticinque/Pel dritto, e tre pel decimo/Guminuce” n.d.a.)//

                                                                  NOTE

  1. Fu iscritto nella vendita carbonara del comune delll’Aquila composta da 164 adepti: “[…]*22. De Blasiis Giuseppe- Cancelliere nell G.[ran] C.[orte] Cri.[inal]e-Aquila-M[aest]ro al Dicastero. Di ottima morale [….]”. Archivio di Stato di Napoli, cit.

“Nota ( al Margine destro, scritto a matita, si legge: “ 46” n.d.a.)De testimonj a difesa, che si dà nella Causa/Di Giuseppe Bisegna di Collelongo/Felice Ramelli/Francesco Fiore/D[on] Angelant.[oni]o Cerrone/Domiciliati in Collelongo/C. Battelli.   Gennaro Casali Pat.[rocinato]r/la presente nota di Testimonj a discarico è stat oggi sottoscritta esi-/bita dal Sig.[no]r Procuratore Gennaro Casali. In fede Aqui-/la li ventidue Luglio 1809 Ferrari Can.[cellier]e/Registrato in Aquila il dì 12 Settembre 1809/fol.[io] 161 C. 4 Ricevuto grani venticinque/pel dritto, e tre pel decimo/Guminuce”//

Tetimonj da esaminarsi a difesa di Agostino Angeloni ( sopra al margine destro, scritto a matita, si legge: “ 47” n.d.a.)/di Castelvecchio Subequo in Prov.[inc+a del 2 Abruzzo ul-/teriore/Emidio e/Carlantonio/di Gregorio/Domenico del Prevosto/Il Sindaco del Paese/Pasquale di Lonardantonio/Francesco  di Celestino/Il Parroco fr[a] Ciborio Semperlotti/Il P[atrocinator]e Mariani ( al margine sinistro, scritto verticalmente, si legge: “ Castelvecchio Subequo” e ,orizzontalmente, si legge: “ C. Bettinelli” n.d.a.)/La presente nota de’ Testimonj a discarica è stata oggi so.[ttoscri]tto giorno esibita in Canc.[elleri]a dal  Patrocinatore Sig.[no]r Giimbatti-/sta Mariani. In fede Aquila li ventuno Luglio 1809/ferrari Can[cellier]e/Registrato in Aquila il dì 12 Settembre 1809 col:[io] 161 C. 5: Ricevuto grani ven/ticinque pel dritto, e tre pel decimo./Guminuce “ n.d.a.)//

Testimonj da esaminarsi a difesa di Sebastiano Pise-( sopra la margine destro, si legge: “ 48” n.d.a.)/gna in q.[uest]a Provinci del 2[secon]do Abruzzo Ulteriore./Pietro de Medici,/Felice Rossi, e/Gio:[van]antonio Galante (1)/Il Pat.[rocinator]e Mariani (al margine sinistro, scritto verticlamente, si legge. “ Collelongo” e, orizzontalmente, si legge: “ C. Battelli “ n.d.a.)/La presente nota de testimonj a discarico è stato oggi so[tto]scritto/ giorno esibita in Cancelleria dal Patrocinatore Giam-Battista Mariani. In fede Aquila il ventuno Luglio/1809 Ferrari Can.[cellier]e/Registrato in Aquila il dì 12 Settembre 1809 fol.[io] 161 C. 6 Ricevuto grani venticinque/pel dritto, e tre pel decimo/Guminuce//

                                                                     NOTE

  1. Fu iscritto nella vendita carbonara del comune di Collelongo:”[…]23. Galante Gio[an] Ant.[oni]o-  Bra:[cia]le-Colleongo- Carbonaro[….]”. Archivio di Stato di Napoli, cit.

Nota ( al margine destro, scritto a matita, si legge: “ 49” n.d.a.)/De Testimonij a difesa, che si da nella causa/Di Pietro di Carlo di Persia di Alfedena/Reginaldo di Lauro/Sante Brunetti/Giovanni di Palma/Antonia di Fiore/Domiciliati in Alfedena/C. Battelli Gennaro Casali Pat[rocinator+e/la presente nota è stata oggi so[ttoscri]tto giorno esibita in Cancelle-/ria dal Sig.[no]r Patrocinatore Gennaro Casali. In fede il dì 12 Settembre/1809 col.[io] 152 C. 1a ricevuto garni ento/Cinque pel dritto e tre pel decimo/Guminuce//

Certifico io so[rttoscri]tto a matita, si legge: “50” n.d.a.)/sta Provincia di Aquila, dualmente avendo premu-/rato i Sig.[no]ri Romualdi Carlo, e Camillo Camerini/ad esibire la nota de testimonj a difesa de’ loro/signori Clienti Carcerati Pasquale Gramanzio, Antonio/Pozzi, Crispino Pignatelli, Giovanni Vecchiola, Giuseppe Lattanzi, alias Tonico, e Tomasso Liberati, i medesimo/mi hanno risposto, e fatto sentire di non aver alcun/testimonio da produrre a discarico di essi Carcerati./Per la verità ne ho formato il presenteSo[ttoscri]tto di mia propria mano. Aquila li ventitré Luglio mille ottocento, e nove 1809 Ferrari Can[cellier]e ( a margine, scritto da altra mano, si legge: Registrato in Aquila il dì 12 Settembre /1809 fol:[io] 162 C. 3. Ricevuto grani Ven-/ticinque pel dritto, e tre pel decimo/Guminuce”//

Il Giudice della Corte Criminale della Provincia ( sola al margine destro, scritto a matita, si legge: “ 51” n.d.a.)/di Aquila Domenicantonio PIonati/Visti gli atti a carico rispettivamente dei Detenuti Pasquale Gramanzio, Antonio Pozzi, Crispino Pi-/gnatelli, Giovanni Vechiola/Agostino Angelone, Se-/btiano Pisegna, Maria Coletti, Giuseppe Lattanzi, alias/Tonzillo, Tomasso Liberati, Pietro Persia, alias Turchetto,/e Giuseppe Pisegna./Vista la nota de testimonj prodotti dal publico Ministero in sostegno dell’ accusa contro delli sudetti/Detenuti Agostino Angelone, Maria Coletti, Giuseppe Pisegna, Sebastiano PI-/segna, e Pietro Persia, alias Turchetto/Visto il certificato del Cancelliere della Corte Criminale, di aver i Patrocinatori degli altri Carve-/rati amnifeststo, che non hanno Testimonj da produr-/re a discarico de medesimi./Ordina, che conformemente all’Articolo 179 del//regolamento organico Si comunichino scambievolmen-/te note esibite, onde le Parti/procunicianti Su la Supplenza, ed insussistenza del/medesimo Aquila li ventiquattro Luglio 1809/Pionati/ferrari Canècellier]e (al margine sinistro, scritto da altra mano, si legge: “ C. Battinelli/ha sedute le note/de testimonj a difesa” e, più sotto, scritto ad altra diversa mano, si legge: “ Registrato in Aquila il dì 12 Settembre 1809/fol.[io] 161 C. 3 Ricevuta grani venticinque/pel dritto, e tre pel decimo/Guminuce” n.d.a.)//

Anno mille ottocentonove Mese di Luglio gior0( al margine destro, scritto  matita, si legge: “52” n.d.a.)/no ventiquattro Aquila/Io sottoscritto Usciere di q.[uest]a Cortre Criminale, ho notificato personalmente il dietroscritto decreto agli dete=/nuti Pasquale Gramanzio; Antonio Pozzi, Crispino PIgn-/gnatelli, Agostino Angelone, Gio:[vanni] Vecchiola, Seba=/staino Biegna,Maria Coletti e Giuseppe Lattanzio, alias/Tonzillo, Tommaso Liberati, Pietro Persia, alias/Turchitto e GiuseppePisegna, non che di loro/rispettivi Patrocinatori Sig.[no]ri omoaldo Carli, Ca=/millo Camerini, Gennaro Casale, e Gio.[vam]Battista Ma=/riani, con avere a ciascuno di essi Patroinatori/rilasciata Copi della nota de’ Testimonia car=/co prodotto dal publico (sic) Ministero, in fede/Afflitti Usciere/( con scritto a altra mano, continua: “ Registrato in Aquila il dì 12 Settembre 1809/fo:[io] 64 C. 6 Ricevuta geni Settantacinque/pel dritto, e otto pel decimo/Guminuce” n.d.a.)//

Al Signor Preside.[ent]e dela Corte Criminale ( sopra al margine destro, scritto a matita, si legge: “ 53” n.d.a.)/adì venticinque Luglio Milleottoento/nove. Aquila p[rese]ntata il Sig.[no]re Genn[a+ro Casale/ferrari Ca[cellier]e/il Pan.[rocinator]e di Pietro di Carlo Persia di/Alfedena, e di Giuseppe Bisegna/di Collelongo espone, come Lionardo (sic) di Fiore tesi.[on]e eamina-/to a carico del primo, ed il/sig.[no]r GaetanoBoticelli, Sig.[no]r Vincenzo Floridi, Marianna di Silvestro Rossi, e Giuseppe BVene-/tacci testimonj intesi a/carico del Secondo, soffrono ( al margine sinistro si legge: “ Addì 25 Lug.(li)o 1809/C. Battelli ha/veduto le controscritte/eccezioni” n.d.a.)/Le Seguenti ecdezioni/Lionardo Fiore è inimico di/Pietro Persia, perché qualchi/anni addietro fu da qusto/aspramente battuto, per cui sin di allora gli dimostrò, e/gli ha dimostrato un odio/implacabile/Il Sig.[no]r GaetanoBOtticelli, e Sig.[no]r/Vincenzo Floridi hanno int-/ressi in causa, e Marianna//Rossi è al servizio di quest’ul/timo, e Giuseppe Venetacci, di Lei Sorella Uterina, dopodiché malmenati come si vi-/de, e Supposero, che ne fos-/se Stato il Cid.e il d.[tt]o Giu-/seppe Bisegna./Domanda per tanto che delle addotte/ elezioni se ne abbia/La dovuta ragione in discarico/degli Imputati/Gennaro Casali//

La Corte Crim.[inal]e del 2° Abruzzo Ult.[erior]e ( al margine destro, scritto a matita, si legge. “ 54” n.d.a.)/Visti gli atti  a carico dei detenuti Pietro Prsia/e Giuseppe Bisegna/Viste l elezioni proposte dal Patrocinatore di/d.[ett]i Carerati contro talun’Indiidui esamniati/a carico de med.[]mi/Inteo il rapporto del Sig.[no]r Giudice Comm.[issa]rio Piona-/ti, il sud.[dett]o Patrocinatore, ed il Publico Ministero//Delibera a termini dell’art.[icol]o 141 dl rgolame-/nto, che l’erezione proposta contro il Testimo-/nio Lonardo Fiore non ha luogo/Dichiara che i Sig.[no]ri Botticelli, e Vince-/nzo Floridi saranno in dibattimento/intsi come principali per quella parte/che ripara il di loro particolare inte-/resse- Pel dappiù, dove interesse non/abbiano, si sentiranno come Testimonj.//E sempre la Corte colla sua religione/prudenza calcolerà il preso delle di loro/deposizioni./Della deposizione parimenti di Marianna/Rossi si terrà quel conto che la prudenza, e la giustizia della Cort Sugge-/rirsnno dieto i risultati del publico/dibatimento/Finalmente delibera che l’eccezion predetta/contro di Giuseppe Venetacci non è affatto/ammissibile a termini della legge./Fatto in Aquila 26 lUglio 1809/Canofari/Pionati/Barilla/Orqzj/Bassi/ferrari Canc.[ellier]e ( al Marin sinistro si legge: “ V.C. Battianelli/REgistrato in Aquila/il/dì 12 Settembre 1809 fol.[io]/162 C. 4 Ricevuto grani venticinque pel dritto, e tre/pel decimo/Guminuce” n.d.a.//

Anno mille ottocento nove. Mese di Luglio giorno( sopra, al margine destro, scritto a matita, si legge: “ 55 “ n.d.a.)/ventisei Aquila/Io sottoscritto Usciere di q.[uest]a Corte Criminale ho notifi=/cato il dietroscritto Decreto tanto agli Carcerati/Pietro Persia, e Giuseppe Bisegna, quanto al di=Loro Patrocinatore Sig.[no]r Gennaro Casale, in fede/Afflitti Usciere ( sotto, scritto da altra mano, si legge: “ Registrato in Aquilr il dì 12 Settembre/1809 fol.[io] 64 C. 7° Ricevuto grani qun-/dici pel dritto, e due pel decimo/Guminuce” n.d.a.)//

Eccezioni che si producono da Agostino Angeloni di Castelvecchio  ( sopra al margine destro, scritto a matita, si legge: 56” e, al margine sinistro , si legge: “ adì venticinque Luglio/1809 con la presenta p[er] il/P.[rourator]e Gio:[an] Battista Mariani/ferreri Canc.(ellier)e” n.d.a.)/Subequo avverso i Sig.[no]ri testimoni contro dildi esaminati/p[er] la dimostra:[zio]ne del g.[ua]li dichiara di arravere do-/cumenti dimostrativi./II. Rimanenti eccezionali agapito(sic) Tosone, Michele Cesareo, Pa-/olo Valerj; Gio:[van] Tommaso Colabattista, e Costanzo Ri-/cotta, p[er] essere stretti amici, familiari, depiuvati./e parenti, entro confini della legge Ugnioti del/B[aro]ne Semperlotti, nemico capitale dell’articol[azion]e/che ne à avverso l’accusa, che è catrame anche cau-/sa che è deposto nella med.[esim]a, e che p[er] tale we li è i-/chiarato ( al margine sinistro si legge: “ Addi 25 Lug.[li]o 1809/C. Battinella ha/viste le presenti elezioni” n.d.a.)/II. Rimangono uguali.[ent]e eccezionali Manco della Sentenza/il q.[ua]le oltre l’essere un miserabile addetto al vile7impiego di bilico, è nemico dell’Eccezionale p[er] inte-/resse, come lo sono Beradino Paolini, Gennaro Colan-/gelo, Beniamino Cesareo, Loreto Mancini di Molina/e Francesco Pignatelli, d’acciano(sic), come per se Do-/menico Ricotta p[er] essere un familiare de’ Ginetti; ad-/detto al i lui servizio, e del Semperlotti/III. Rimane uguale.[ent]e elezionato Francesco Ricotta p[er] essere/ da fatuo uno stupido, matto, immorale, facile a/dire qualunq.[ue] cosa che seilinsinua e di niuna fede,// e p[er]che Tuttociò che è deposto è falso avendolo detto/ad insinuazione di un tal Peppucio de’ Mastropietro//Bianchi nemico dell’articol.[ant]e p[er] un gettito, che fai…../donati la dildi casa, e che del med.[esim]o con incanali sta-/to del piacere….(sic)/soffre, avendolo il Ricotta costes-/sato nel carcere ad un tal Tommaso…….(sic)/di Gagliano nel med.[esim]o astretto/All’aquila (sic) il 21 Lug.[li]o 1809/Il Patro[cinatore] Mancini//

La Corte Criminale della Provincia di Aquila ( sopra, al Marin destro, scritto a matita, si legge: “ 57” n.d.a.)/Visti gli atti a carico del Detenuto Agostino Angeloni di/Castelvecchio Subequo./Visto le eccezioni prodotte dal Patrocinatore del Sudetto Carcerato contro taluniTestimonj esaminati a carico del mede-/simo./Inteso il rapporto del sig.[no]r Giudice Com.[missa]rio Pionati, il detto Pa-/trocinatore ed il publico Ministero/Delibera, che l’eccezioni prodotte contro de Testimonj Te-/sone, Cesareo, Valerj, Colabattista, e Ricotta si rigettino,/specialmente perché quel’a dell’ascenta paventata su/i detti Testimonj, e l’Accusatore e Semperlotti non è/stt allegata, e documenta a termini dell’articolo 137/del regolamento./Si rigettino pure l’eccezione contro de Testimonj/Santacarsa, Paolini, Colangeli, Cesareo, Semperlotti, e Domeni-/co Ricotta concepite in termini troppi vaghi, e generi-/ci, senza esservisi indicato il motivo dell’inimicizia tra i/detti Testimonj, e l’imputato Angelone, e perché infine/dette elezioni pro-/dotte contro delTestimonio Franceso Ricotta che le detterà la Sua religione, e/prudenza nella estirnazzione(sic) delle prove. E cosìAquila/li ventisei Luglio 1809/Canofari/Pionati/Barilla/Orazj/Bassi/ferrari/ Can.[cellie]re ( al martin sinistro si legge: “ V. C. Battinelli£ e, sotto, continua, scritto da altra mano: “ Registrato in Aquila il dì 12 Settembre 1809/fo.[io] 162 C. 5 Ricevuto grani ventinque/pel dritto, e tre pel decimo/Guinimuce” n.d.a.)//

Il Giudice della Corte Criminale della Provincia ( sopra al margine destro, scritto a matita, si legge: “ 59” n.d.a.)/Domenicantonio PIonati/Visti gli atti a carico dei Detenuti Pasquale Gramanzio, Antonio Pozzi, Crispino Pinatelli/Giovanni Vecchiona, Agostino/Angelone, Sebastiano Pisegna, Maria Coletti, Giueppe/Lattanzi alias Tonzillo, Tomasi Liberati, Pietro Persia, alias/Turchitto, e Giuseppe Pisegna/Vista la not de Testimonj. Carico contro i Sudetti/detenuti prodotti dal publico Ministro./Viste le notte de Tetimonj a discarico esibite per/ parte rispettivamente dei suddetti Detenuti Agostino An-/gelone, Maria Coletta, Giuseppe Pisegna, Sebastiano Pise-/gna, e Pietro Persia, alias Turchetto./Viste le deliberazioni della data di ieri per la discus-/sione dell’ecezioni prodotte da risp[etti]vi Patrocinatore de/Carcerati Pietro Persia, alias Turchetto./Viste le deliberazioni della data di ieri per la discus-/sione dell’ecdezioni prodotte da risp[etti]i Patrocinatore de/Crferati Pietro Persia, Giuseppe Pisegna, ed Agostino Angelone/Ordina, che le note de Testimonj

a carico, e/discarico bibite some sopra restino ferme. Ed a all’effet-//tosi passino gli atti al Sig.[no]r Presidente, perché si com-/piaccia appuntare le giornate per l publico Dibat-/tito, onde potersi devenire alla decisione della Causa/E così Aquila li ventisette Luglio 1809/Pionati/ferrari Canc.[ellier]e (sotto, scritto da altra mano, continua: “ Registrato in Aquila il dì 12 Settembre 1809/fol.[io] 162 Casella 6 Ricevuto grani venti/cinque pel dritto, e tre pel decimo/Guniameci” n.d.a.)//

Il Presidente della Corte Criminale della Provincia ( sopra, al margine desto, scritto da altra mano, si legge: “ 60 “ n.d.a.)/Visti gli atti a carico dei detenuti Pasquale Gramanzio, Antonio Pozzi,Crispino Pignatelli, Giovanni Vecchio-/la, Agostino Angelone, Sebastiano Pisegna, Maria Coletti. Giuseppe Lattanzi, alias Tonzillo, Tomasi Liberati/Pietro Persia, alias Turchetto, e Giuseppe Pisegna,/./Destina il giorno ventuno dell’entrante mese di/Agosto per il Dibattimento./SE ne avvisi Chiunque conviene, ed il Sig.[no]r Giudice/Commissario si compiaccia spedire le Cedole a Testimo-/nj Aquila li ventisette Luglio 1809/Canofari/ferrari Can.[cellier]e, scritto da altra mano continua: “ I° Ricevuto grani venti-/cinque pel dritto, e tre pel decimo./Guniameci” n.d.a.)//

Castel di Sangro 3 Agosto 1809 ( al margine destro, scritto a matita, si legge: “ 61” n.d.a.)/Il Giud.[ic]e di Pace del sud:[dett]o Circondario/Al Sig.[no]r Procuratore  Pionati Giudice di cotesta/Corte mi ha rimesso 15 cedole con altrettante Copie per la/notifica è avvenuta in Seguito Costà di diversi Testimonj/della Comune di Alfedena, con invito di rimettere a V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissima/le originali colla relata, e di vigilare per la di loro pron-/ta venuta per il giorno 20 dell’andante Mese. Essendo/già eseguita la notifica per mezzo dell’Usciere di questa Giu-/stizia di Pace, mi fò il dovere ora di rimetterle assicuran-/dola, che non mancare di vigilare per la di loro pronta, e venuta, e ad oggetto ho invitato quella’Aggiunto, e Sindaco/ad informarmi con prevenzione di tempo la riluttanza/di qualcuno, che potesse aver luogo onde obbligarlo ol meo della forza./In questo rincontro mi conviene farle presente; che tra i detti/Testimonj vi si trovi Antonia di Fiore moglie di Carlo Per-/sia tuttavia in queste prigioni; come con mia de’ 30 cadu-/to Mese mi trovo averla informata, per cui si è compia/ciuta rispondermi in data 1 corrente, che invigilassi/sulla sicurezza della medesima, fino a che mi com[m]unica-/rebbe ulteriori disposizioni. La prego dunque dirmi/come abbia a regolarmi circa le venute di Costei/nel designato tempo./trovando citato con cedola sull’assunto Giovanni di Palma/debbo informarla. Che di tal nome ve ne sono due in//in(sic) quel Co[m]mune UNoper nome di Giovanni di Anastasio/di Palma, alias Ciacciariello, l’altro Giovanni di Filippo di7Palma a[lia]s Notaro.Il primo Brigante compagno del Carcerato Pietro di Carlo Persia, alias Torchetto di Alfedena, am-/mazzato giorni fa dalla Truppa Francese nel Pizzole, in Provincia di Terra di Lavoro, il secondo già citato, che/trovasi in detta Co[m]mune./Finalmente la prevengo che sissome questo Usciere, trovandosi/assenti in Alfedena taluni Testimonj, per trovarsi al la-/vorio delle Campagane del Co[m]mune istesso e perciò noti/ficò quel Sindico. Così IO non ho mancato di rinovare le/premure al sindaco med.[esim]o, ed invitarlo di nuovo con quel’Aggiunto a vigilare per la di loro pronta venuta, e avvisarmi se taluno fosse riluttante per obligrlo( con altra graffi continua: “ Ho l’onore di ossequiarla in distinta stima e rispetto//Tommaso de Cola ( e con altra ulteriore mano, continua: “ Registrato in Aquil il dì 2 7[Settem]bre 1809 fol.[io] 163 C. 2° Ricevuto grani/10 dieci pel dritto, ed uno pel decimo/Guniameci” n.d.a.)/si riscontri del ricivo/se l’ingiunga che faccia/pervenire in q.[uest]e forze/da squdriglia in squadriglia la carcerata Ant.[oni]a/Fiore citata pel publi[c]o di battimento./Adempito ripassino le/carte al Sig:[no]r Giud:[ic]e Comm.[issari]o a S. Reg.° ecc.” n.d.a.)//.

                                                             POSTFAZIONE

   A ben vedere i soprariportati documenti  della Gran Corte Criminale dell’Aquila riguardanti le Insorgenze filoborboniche  accadute nella provincia dell’Aquila ( 1806-1812) sono fra i pochi documenti salvatisi dal totale incenerimento ordinato per volontà reale nei tre citati infelici e sciagurati editti reali emanati il 16 gennaio 1800, il 10 gennaio 1803 ed il 1 novembre 1829 attraverso i quali furono inceneriti tutti i procedimenti penali relativi all’ultimo quarantennio cioè grossomodo dal 1789 al 1829. Sicuramente tali documenti si sono salvati perché, molto probabilmente, furono utili per redigere il “ RAPPORTO STORICO DEL BRIGANTAGGIO DELLA PROVINCIA DI 2° ABRUZZO ULTRA DL 1806, EPOCA DELL’ENTRATA DELL’ARMATA FRANCESE NEL REGNO, SINO ALLA DISTRUZIONE DE’ BRIGANTI STESSI “ dal Capitano Comadante la gendarmeria della Provincia  Alò il 20 marzo 1813 e da  me, integralmente, pubblicato presso la benemerita Casa Editrice KIrke dal titolo esatto: “ La repressione del brigantaggio nell’Abruzzo Ulteriore II del capitano Errigo Alò (1806-1812) dal Manuscrit Italien 1127 della Biblioteque National de France- Introduzione, trascrizione e note a cura di Fiorenzo Amiconi “, Edizioni Kirke, Cerchio-Avezzano, 2019.

    Da questo fondo archivistico ho tratto notizie utili per scrivere, nel corso degli anni, i seguenti volumi pubblicati nel nostro “ Polvere d’Archivio”:

Ai quali si rimanda per avere un quadro di unione di quel travagliato periodo.

Padre Domizio Iacobucci alias fra Diavolo ( 1772- 18??)”, 2025;

Storia di Celano durante l’invasione francese”, 2025;

Francesco Marinacci capitano della Massa di Collarmele” durante l’invasione Francese nell’Abruzzo del 1799”, 2025;

Felice Rugggiero alias Giovinotto d’Ovindoli. Insorgente (1760?-1803)”, 2025;

Avezzano durante l’invasione francese (1798-99 e 1806-1812)”, 2025;

Venanzio ‘Amore Fracassi il “ Dottor in urtoque jure” che segnò la storia di Cerchio (1772-1854)”, 2025;

Mons. Giuseppe Bolognese, il Vescovo Sanfedista (1742-1803)”;

Giuseppe Monaco d’Introdacqua, Colonnello de’ reali eserciti, comandante del corpo volante ( 17??-1807)”, 2025.

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