ARCHIVIO DI STATO DELLL’AQUILA Int. SI,Cat. 27 – B 40134
( Corte Criminale di Aquila/Processi Seconda Serie) -f.1r
Volume Nono ( al margine sinistro si legge: “Civita retenga “(sic) ed al margine destro è riportato: “ 1808 n.d.a.)/Vol. 9 N. 552 pv. V/a/I Fratelli Piccioli di Navelli, e come/V. 7
C.I. N. B/Busta 2/Processo 15/
f .1v
Foglio lasciato in bianco n.d.a.
f. 2r ( al margine destro si legge. “ 1/uno” n.d.a.)/S.[an] Demetrio (è l’attuale San Demetrio dei Vestini in provincia dell’Aquila. n.d.a.)/ 29 set-[tembr]e 1808/Il Gov. [ernato]re del Circondario/al/Il Sindaco della Comune de Navelli/al/Sig.[no]r Gov. [ernato]r del Circondario di S.[an] Demetrio/Sig.[no]r Gov.[enator]e /Il Gov[ernator]e del Circondario/al/Sig.[no]r Sindaco del Comune di Civita/retenga (sic)/Per eseguire un incarico addossatomi/da Superiori, mi necessita, Sig.[no]r Sindaco nota di Cinque Persone, probe,/attaccate al p[rese]nte Governo, e che siano/intese di pubblico affari. Tanto mi oc-/corre di avere risposta, ed ho tanto ( al margine sinistro si legge: “Fortunato” n.d.a.)/il vantaggio di salutarla con stima//
f. 2v
Foglio lasciato in bianco n.d.a.
F. 3r ( al margine destro è scritto: “ 2/due” n.d.a.)/Civita Retenga (sic) p[ri]mo 8[otto]bre 1808. Il Sindaco di d.[ett]a Terra/Al/Sig.[no]r Gov.[ernato]re di S.[an] Demetrio/Sig.[no]r Gov.[ernato]re di S[an] Demetrio/Sig.[no]r Gov.[ernato]re/In riscontro alla sua favoritis.[si]ma de 29 caduto, colla quale mi chie-/de la nota di cinque P.[erso]ne probe, sono a dirle che frà/le altre sono le seguenti.V Ciro d’Innocenzo, Pietro Palom-/ba, Giulio di Luzio, Gaetano Napoleone, Giannicola/Napolione. Prevenendola d’essersi a suo espresso pa-/gato il pedatico. Tanto le debbo in discarico di mia atten-/zione, e coll’onore di altri pregiati comandi mi dico ( più sotto, a sinistra si legge: “ Fortunato” n.d.a.)/ Umilis.[si]mo Devotis.[si]mo ser.[v]o V.[ostro] obbligati.[si]mo/Nicola de Andreis Sindaco//
f. 3v
Foglio lasciato in bianco n.d.a.
f. 4r
S.[an] Demetrio 13 Ott.[obr]e 1808/Il Gov.[ernator]e del Circondario/al/Sig.[no]r Gov. [ernator]e di Barisciano/Al/Sig.[no]r Gov.[ernator]e di S. Demetrio/Sig.[no]r Gov. [ernato]re/Per esecuzione de’ vostri comandi de’ 13 corrente mi dà l’onore di riscontrarvi che li cinque Individui di Civitaretenga, da Voi ri-/chiesti per Testimoni, sono stati immediatamente avvertiti di poresentarsi, subito a codesta Corte./Nel passarvi a notizia un tale adempimento, mi dò l’onore/di rassegnarvi la mia
stima/Angelini ( più sotto a sinistra di legge: “ Fortunato” n.d.a.)Compiacetevi ordinare a Ciro d’Inno-/cenzo, Pietro Palomba, Giulio di Luzio,/Gaetano Napoleone, e Giannicola Napo-/lione tutti di Civita retenga/annesso al v.[ost]ro Circondario, affinché colla/massima sollecitudine si conferiscano per-/sonalm.[ent] avanti di me in q.[ue]sta Regia Corte ( al margine sinistro si legge: “ Fortunato” n.d.a.)/Deleg.[at]a p[er] essere interrogati sù di uno Inca-/rico addossatomi, e q.[ua]le saranno subito/disbrigati./E pieno di stima passo a riprotest[arm]i.//
f. 4v. ( al margine destro è scritto: “ 5/Cinque” n.d.a.)Adì 16 Ottobre 1808, Nella Regia Corte i S.[an] Demetrio Delegata/Ciro d’Innocenzo de età sua di anni/sessantuno Uomo di Campagna/Pietro Palomba di età sua di anni Cinquanta/due circa Bracciale/Giulio di Luzio di anni ottantadue circa/Bracciale /Gaetano Napolione di anni sessantasei c.del Regio Sig.[no]r Procuratore Gen.[era]le presso/il Tribunale irc]a Bracciale/Gio: [vanNicola Napolione di anni sessanta/due Bracciale.-/ordinario Bracciale/ Giulio di Luzio di anni ottantadue circa/Bracciale/Gaetano Napolione di anni sessanta/sei c. [irc]a Bracciale/Gio:[van]Nicola Napolione di anni sessanta/due Bracciale. Tutti del Comune di Ci-/vitaretenga ( al margine sinistro si legge: “ + Segno di Croce di Pie/tro Palomba sul tenore di una Copia di lettera del Regio Sig.[no]r Procuratore Gen.[era]le presso il Tribunale Straordinario sedente in Napo-/li, e propriam.[ent]e sul Cap.[ito] Ottavo, se in ( al margine sinistro si legge: “ Placidi” n.d.a.)/Luglio dello scorso anno fosse stato qualche attacco, e fusse stata assalita la Brigata della Gendarmeria ( al margine sinistro si legge: “ Fortunato” n.d.a.)/che stava colà Distaccata da’ Brigan-/ti sotto il Comando di Giovinotti della/Comune di Ovindoli, e sapessero se Co-/stui fusse stato consigliato da qualcuno/di Navelli o da altre Persone di rid[….]//
f. 7r
Fare, Han risposto Sig.[nor]e come Natu-/rali di Civitaretenga possiamo p[e]r la/verità deporre che nel giorno di S. /Lorenzo che si contavano li dieci del pass.[at]o Agosto p. [rossimo] p.[assato] anno 1807. Si portoni nostra Patria Giovinotti di Ovin-/doli, con l’orda de Briganti da esso co-/mandata circa il mezzogiorno, e perché ivi si trovava la Brigata dei Gendarmi/cominciarono questi a far fuoco contro/de Briganti, i quali parimenti resisteva-/no, facevano fuoco contro de’ medesi-/mi, e dopo qualche tempo dovettero i Bri-/ganti andarsene, e si portarono Loro Due Giumente, che presero, una a Massimo/Pirella, e l’altra al Sig.[no]r Gesuè Pacuvj/Circa poi, se fossero stati detti Briganti/consigliati da qualcuno de’ Navelli, o di altro Luogo ad andare ad assalire detta/Brigata, non possiamo saperlo, p[er]chè/non ci sta. Tutto ciò lo sappiamo, co-/me Naturali di Civitaretenga, e p[er]aver-/lo con proprj occhj veduti, cioè dal Deponente Gaetano Napolione, Da Gio:[vanNi-/cola Napolione, e Giulio di Luzio, e q[ues]ti/altri Due Deponenti Ciro d’Innocenzo,e/Pietro Palomba p[er] ver,lo sentito di-//
F. 7v. ( al margine destro si legge “ sei 6” n.d.a.)/dire in Popoli, dove ci eravamo portati al-/la Fiera che si fa di S. Lorenzo, e meglio/poi ce ne accertassimo appena tornati. Io Ciro d’Innocenzio(sic) depongo/come sopra/+ Segno di Croce di Pietro Palomba illett.[erat]o q[ua]le dep:[one] come sopra/Io Giannicola Napolione depongo sopra/P.A. (sotto a sinistra si legge: “ Fortunato” n.d.a.)
f.8r
Foglio lasciato in bianco n.d.a.
f. 8v
Volume demo ( al margine sinistro si legge: “ Capestrano” e, al margine destro si legge: “ 1808” n.d.a.)/Vitale tl. 552 Si.V./o/I Fratelli Piccioli, e Correi/V. 8 C.S. N. 16./ Ermenegildo Piccioli. Carte scritte Sedici
Gaetano
Gio:[van] Domenico Corsi
Leopoldo Marchi. Busta 2
Processo 17//
f. 9r
Foglio scritto in bianco n.d.a.
f. 9v ( al margine destro si legge: “ 1/uno”/S. Demetrio 31 Agosto 1808 Il R.[egio Go. [vernator]e e Giud[i]ce/Sig.[no]r Sindaco/p[er eseguire un incarico addossatomi dal Sig.[no]re/Intendente della Prov.[inci]a mi necessita a-/ver la nota da voi sei Persone probe,/ed attaccate al presente Governo, e che/siano intese de’ pubblici affari, ed ho il piacere di salutarvi ( più sotto, a sinistra, si legge: “
Fortunato” n.d.a.)//
f.10r
Foglio lasciato in bianco n.d.a.
f. 10r. ( al margine destro si legge: “Due” n.d.a.)/Capestrano li 9 7[settem]bre 1808/Il Sindaco della Comune Sud.[dett]a/Al/Reg:[i]o Gov.[ernator]e del Circondario di S. Demetrio/Sig.[no]re Gov.[ernator]e/In seguito di vostra pregiatis[si]mo foglio in data de 31 del pross.[im]o pass.[ato] Agosto/a me pervenuto oggi, attesa la mia assenza da q.[ue]sta Comune,/vi rimetto nota: delle persone richieste attaccate all’Attuale felicis.[si]mo/Governo, nonché intesi dei pubblici affari,E con stima mi dò l’onore di Salutarci./N.[ota]r Domenico Antini Sorsini Sindaco//D.[on] Pasquale Trocchetti (1)/D.[on] Carlo de Juliis/Sig.[no]r Giuseppe d’Antonio/Ermenegildo Rainaldi/D.[on] Floridaspe Alessandroni/Giandomenico di Fiore tutti di costà/Mi dirigo a voi Sig.( non G. [overnato]re, e V’invito , affinché vi compiacciate disporre, che i Sud.[dett]i/Individui Subito si portino avanti di me/assicurandoli, come assicuro voi, che saran(al margine destro , si legge: “Fortunato” n.d.a.)/no sollecitamente disbrigati. E con tut-/ta la stima mi dico//
NOTE
1) Fu lalistato nella vendita del comune di Capestrano : “ [….]16. Trocchetti Pasquale-Prop.[rietari]o- Capestrano- Gran Maestro[….]”. Archivio di Stato di Napoli, cit.
f. 11r
Foglio lasciato in bianco n.d.a.
f. 12v ( al margine destro si legge: 4/quatro” n.d.a.)/Capestrano 11 Sett. [embr]e 1808” n.d.a.)/Il R.[egi]o Gov.[ernator]e, e Giud.[ic]e del Circondario/al/Sig.[no]r Gov.[ernator]e di S. Demetrio/Farò Sentire a D.[on] Pasquale Trocchetti, D.[on] Carlo de Juliis, D.[on] Floridaspe Alessandroni, Sig. [no]r Gius.[epp]e di Ant.[oni]o, ermenegildo (sic) Rai=/mondi, e Giacomnant. [oni]o di Fiore di questa Città, che subito Sù di quanto occorre./Il Sindaco non ha voluto pagare il pedatico al no.[str]o Messo, asserendo di non esser di obligo di questa Com[un]e se sia/dunque d’intelligenza, nell’atto, che passo a rassegnar=/mi nella solita stima/Antonio Canofari ( al margine sinistro si legge: “ Fortunato” n.d.a.)//
f. 12r
Foglio lasciato in bianco n.d.a.
f. 12v ( al margine a destra si legge: “ 5/cinque” n.d.a.)/NellaRegia Corte di Capes.[strano/D.[on] Floridaspe Alesandroni della riferita città compa-( al margine sinistro sono impressi i due ovoidali sigilli uno da grani due e, l’altro, di grani 6 “ n.d.a.)/rendo dice come, tiene perciò bisogno di una fede giu-/rata] di verità del Dottor Fisico, e chirurgo condottati nella/medesima, colla q[ua]le dichiarino, se da molto tempo a questa parte/trovasi indisposto di Salute, di qual male ven-/ga incomodato; e se sia in stato di poter viaggiare./E perché richiesti ricusano fare una tal fede; quindi e,/che ne ricorre in q[uest]a R:[egi] C. [ort]e, e fu istanza ordinar à/loro che subito lo faccino, e la consegno; Et ita et/alias istan/Floridaspe Alessandroni comparisse come sopra/Fiat petti f[….], es veritas, chi sa Datum Cape-/strani die decima octava/7[septem]bris 1808/Canofari/in esecuzione del Venerato sopra.[dett]o ord.[in]e di questa Reg. [i]a corte/noi qui sottos[critt]i facciamo non dubbia fede da rattificarla/anche con giuramento, quatenus opus, qualmente il Sig.[no]r/D.[on] Floridaspe Alessandroni di questa città di Capestrano è molto indisposto da un preludio di orina sanguigna, e dietro/di esso, attualmente sta soffrendo una diabete, unita ad//
f. 13r
Una diarrea[….], tanto vero che è in cattivo stato/ne vuole viaggiare, mentre si esporrebbe in pericolo/di vita. Onde in fede# Capistrano (sic) 18 7[ettm]bre 1808,/Io D.[otto]r F.[isic]o Vincenzo Coletti atteso come sopra/Io D.[otto+r Chirurgo Vincenzo Capograssi attesto come sopra//
F. 13v ( al margine destro si legge: “ Sei 6” n.d.a.)/Adi diciannove settembre 1808 in S. Demetrio/Giuseppe d’Antonio della città di Capestrano/ha detto esser Mastro di Campo diSua/età d’anni cinquantatré circa./Interrogato sul tenore di una Copia di/lettera del Regio G.[overnato]re G.[e]n.[era]le presso il Tribunale Straordinario Sedente in/Napoli, e propriamente sul Capito-/lo p[ri]mo, ha risposto Saper molto bene/come Cittadino di Capestrano, Che circa il mese di Settembre del prossi/mo passato anno 1807, tempo in cui, l’Ex Capitano Sig.[nor] Ermenegildo/PIccioli di Navelli si portava alla testa dell’orda de’ Briganti, il Sig.[no]r ( al martin sinistro si legge: “ Fortunato” n.d.a.)/Giandomenico Corsi suo Concittadino/si portava spesso ne’ Navelli in Casa/Piccioli per confabulare anche sul/motivo, che si dice essere Parente di/d. [on] Ermenegildo Piccioli de’ Navelli./gli costa dappiù, che prima, che fus-/se arrestato d.[ett]o Sig.[no]r Corsi, che se quì/nell’Inverno scorso, andava
fuggia-/sco, né compariva fra le genti, nè sul Capitolo Nono, ha risposto,/esser cosa pubblica che il Sig.[no]r Gaeta-/no Piccioli nel passato anno 1807/aveva una assidua corrispondenza/col FratelloSig.[no]r Ermenengildo, il qua/.e si trovava nella Capitale di Napo-/li,/come pure può deporre, cheGio-/vanni di Magliano Borro della Reg[i]a Corte di Capestrano, che in oggi/tuttora fail Corriere, che periodica-/m.[en]te si porta in Popoli a prendere/le lettere/e perciò dal detto del med.[esim]o può il tut-/to rilevarsi, come si può ancora meglio/accertare dal Corriere delle lettere, che//
f. 14r
Da Popoli le portava in Aquila,/Interrogato sul tenore del Capitolo decimo,/ha risposto non, è da (è stato cancellato n.d.aa.)/dubitarne, che il Sig.[no]re/Gaetano Piccioli, ed il Sig.[no]r Leopoldi Mar-/chi de’ Navelli, cospiravano control’at-/tuale Governo di unita al Sig.[no]r Gaindo-/menico Corsi, quondam Sig.[no]r Gianfrance-/sco Petroncelli, quale morì circa liprincipj del passato prossimo Agosto nella/Città di Chieti; dov’era stato traspor-/tato in arresto, atteso il continuo mo-/to, che di unita facevano, e complotta-/vano tra di loro. Non gli costa però che/ci fosse di Unita ad una tal cospira-/zione l Can[onic]o D.[on] Giannandrea Ferreri./Esaminato sul capitolo decimo secondo, ha/risposto Sapere soltanto chili Sig.[no]r Raf-/faele de Giorgio si trova in Palermo, e che abbia sposata la madre del Sig.[no]r/Giandomenico Corsi, né altro può in d.[ett]o/capitolo deporre./Esaminando finalmente sulla condotta politi-/ca, e civile delle persone descritte in d.[ett]a Copia di lettera, e dell’attuale loro de-/stino han risposto che la condotta tenu-/ta dai riferiti Sig. [no]r Gaetano, e Ermenegildo Fratelli Piccioli, non che del Sig.[no]r Giandomenico Corsi, Sig.[no]r Leopoldo Marchi, sia stata niente plausibile, quale si trovano detenuti Cercerati in Napoli/dove vi è ancora carcerato il Cn. [oni]co D.[on] Giannandrea, e Sig.[no]r Gianvincenzo Ferra-/ri, per quali non può dirne, che/bene, come non può deporre cosa in contraria contro il Sig.[no]r Francesco Save-/rio Migliorati, il quale trovasi nella/prima casa in Capestrano, ed attende/a propri suoi affari, ed è la verità/Io Giuseppe d’Antonio hò deposto/come sopra ( sotto è riportato : “ P.A. Placidi” n.d.a.)//
f. 14v ( al margine destro si legge. “ Sette 7” n.d.a.)/Addì dietroscritto giorno, ed Anno in S. Demetrio/Ermenegildo Rainaldi di Capestrano Lavorato-/re di Campagna dista età d’anni/cinquantasette circa./Giacomantonio di Fiore anche di Capestrano/lavoratore di Campagna di età Sua/d’anni cinquantaquattro/Interrogato convenientemente l’uno dopo/ l’altro sul tenore di una Copia di lette-/ra del Regio G.[overna]tore presso il Tribunale Straordinario Sedente in Napoli,/e propriamente Sul capitolo decimo/Sedente in Napoli,/e propriamente giacchè sugli altri non han saputo/niente dipresso per esser Uomini/addetti alla coltura della Campagna/ed attendere ai loro proprj affari/han risposto esser cosa certa, che/iFratelli Sig.[no]r Ermenegildo, e Gaetano Piccioli Siano stati Motori dell’Orda de’ Briganti, e che nel tempo (al margine sinistro si legge: “ Fortunato” n.d.a.)/che il d.[ett]o Sig.[no]r Ermenegildo era in/libertà in Napoli l’anno scorso./il dildi F.[rate]llo Sig.[no]r Gaetano spessissi-/mo si portava in Capestrano, dove/stava per lo più in Casa del Sig.[no]r Gian-/incenzo Ferreri Corsi, e con i medesimi si vede-/va girare per la Città Specialm.[en]te/nel giorno diFesta giacché, gli altri/giorni della Settimana essi Depo-/nenti gl’impiegavano nella coltu-/ra della Campagna, più di questo/non sanno, onde/Ermenegildo rainaldi(sic) o dep.[osto]/come Sopra/Io Giacomantonio di Fiore o depos-/to come sopra ( sotto si legge: “ P.A./Placidi” n.d.a.)//
f.15r. ( al margine destrosio legge. “ 8/otto” n.d.a.)/Addi dietro[scri]tto giorno, ed anno Ibidem/Sig.[no]r Carlo de Juliis della Città di Capestrano ha detto esser/Benestante di sua età d’anni circa trentasei/Interrogato sul tenore di una copia di lettera del Reg.[i]o/Pro[curato]re G.[enera]le presso il Pro[curato]re Straordinario sedente in/Napoli, e propria.[ent]e sul capitolo nono, ha rispo-/sto Costargli benis[sim]o, chè nel prossimo passato anno 1807 il Sig.[no]r Gaetano Piccioli spesso vedeva/in Capestrano Come pure può deporre p[er] averlo/con suoi occhi veduto, che nella Capitale di Napoli scrivevano lettere dirette alla
Famiglia/Picioli, le q[ua]li non si sa da esso Deponente, se/sono stati scritti dal Sig.[no]r Ermenegildo Piccioli/che sento trovavisi in Napoli, e da altri/Esaminato sul decimo capitolo la risposta esser co-/sa pubblica, che il S.[igno]r Gaetano Piccioli, Sig.[no]r Leopoldo Marchi, Sig.[no]r Giandom.[eni]co Corsi, Canonico D. [on] Giannandrea Ferrara si trattenevano fra loro/pa-/ticolarm.[ent]e,come anche, il q.[uonda]m Gianfrancesco Pe-/troncelli. Esaminato inoltre sulla condotta de’/nominati soggetti, ho risposto, che riguardo al/Sig.[no]r Ermenegildo piccioli non è da dubitarsi,/che abbia cospirato contro l’attuale Governo,/o che sia stato uno de’ Capi Briganti pri[m]a di esser stato.[er]donato. Rispetto poi al Sig.[no]r/Gaetano Piccioli, il Sig.[nor]e Leopoldo Marchi, Sig:[no]r Giro-//
f. 15v
Girolamo Corsi D:[on] Giannandrea Ferra-/ra, e Giandomenico Ferrara, che si sente tut-/tavia trovarsi carcerati non può dirne cosa/alcuna contraria, come non può dirne del/Sig.[no]r Francesco Saverio MIgliori, che si trova/in libertà, p[er] quanto ad esso costa. E è la verità/Io Carlo de Juliis( sotto si legge: “ A.P.Placidi” n.d.a.)//
F. 16r ( al margine destro si legge: “ 9/nove” n.d.a.)/Adì, diestro.[scri]tto, giorno, ed anno.IIn S.[a]n Demetrio/Sig.[no]r Pasquale Tronchetti della città/di Caperstrano Benestante di/sua età d’anni quaranta circa./Interrogato sul tenore di una Copia/di lettera del R.[ei]o Procurator/Generale presso il Tribunale/Straordinario sedente in Na-/poli, e propriam.[en]te sul Cup.[itol]o/p[ri]mo ha deposto che circa la/fine di Settembre dello scorso/anno 1807 trovandosi Ma-/strodatti Interino della Reg.[i]a ( al margine sinistro si legge. “ Tocchetti” n.d.a.)/Corte di Capestrano Seppe /mediante Rapporto fatto a (al margine sinistro si legge: “ Trocchetti” n.d.a.)/quel Gov.[ernator]e del Sindaco della/Comune de Navelli in una/mattina di un giorno di d.[ett]o/mese che la sera anteceden-(al margine sinistro si legge: “ Fortunato” n.d.a.)/te a circa le due della not-/te rasi colà portata un’Orda de’ Briganti, alla te-/sta de quali vi andavano/Felice Ruggieri alias Giovinot-/ti di Ovindoli, Giuseppe
Mo-/naco d’Introdacqua, ed An-/gelantonio de Angelis di Città/di Penne altrimenti Conosciu-//
f. 16r
To sotto il Soprannome de’ Ma-/sciarelli,i quali dopo, aver pre-/teso da mangiare p[er]tutti. Si pigliarono diverse, esilmente di/taluniBenestanti di quel luogo,/fra quali una del sig.[no]r Fran-/cesconi, ed un’altra del Sig.[no]r/Onofrj. Essendo pochi giorni/dopo andato in Capestrano il/Sig.[no]r Clodoveo Onofrj della sud. [dett]a/Comune de Navelli, il medesi-/mo raccontando con più distin-/zione l’avvenimento de Bri-/gantii n quella sua patria,/il Dep.[onen]te si ricorda che lo stes-/so disse, che li tre sud.[dett]i Soli/Capi Giovinotti, Monaco, e Ma-sciarelli erano entrati dentro l’abitato de Navelli, dopo di/aver lasciato li Suoi Seguaci/nel num.[er]o di circa cinquanta/avanti l’Osteria fuori/ del paese, e che essendosi’/Onofrj nascosto p[er timore/in Casa del Sig.[no]r Leopoldi Mar-/chi insieme con questi, e con/D.[omi]ne Giandomenico Corsi,Casa/in dove p[er] allora abita lo/stesso//
f. 16v. ( al margine destro si legge: “ dieci 10” n.d.a.)/stesso Corsi colla sua Famiglia, era colà andato il Sig.[no]r Gaetano/Piccioli, ed aveva indotto il/Marchi, che insieme con esso/trovavasi da quel publico/scelto per Deputato
de viveri, e forag-/gi ai Briganti, che, come so-/pra si è detto, l’avevan pre=/teso. Che in effetti il Marchi/uscisse a premure benanche ( al margine sinistro si legge: “ Trocchetti” n.d.a.)/dello stesso Onofrj, il quale/temeva di ricever guasto nel/paese,/in dove pure il Giovinotti/e Monaco avevan mangiato (al margine sinistro si legge. “ Fortunato “ n.d.a.)/non avendo il Masciarelli
vo-/luto prender cibo alcuno( ed avendo tutti ricusato di/farlo dentro la Casa Piccio-/li, indove il sud.[dett]o Sig.[no]r Gaeta-/no li aveva invitati./Esaminato sul Capitolo nono: Ha risposto saper benissimo, che/il Sig:[no]r Gaetano Piccioli nel pas-//
f. 17r
sato anno 1807 ha tenuto cor-/rispondenza col di lui fratel-/lo Sig.[no]r Ermenegildo Picioli/che trovavisi in Napoli, a-/vendo co’ proprj occhi vedu-/to le lettere colla direzione,/che se ne facevano scambie-/volm.[en]te di rispettivo caratte-/re, al Dep.[onente] ben cognito coll’occasione, che la chiusura./e l’apertura della Valigia/delle lettere facevano nella Reg.[i]a Corte di Capestrano da/quel Gov.[ernator]e, presso di cui si/trovava quasi sempre p[er]/il motivo di sopra indicato./Depone inoltre, che lo stesso/Sig.[no]r Gaetano nel giorno della/partenza, e dell’arrivo della/Posta portavasi egli Me-/desimo ad impostare, e riscuotere le d.[ette] Lettere dal/Birro incaricato a portar-/le, e distribuirle, e quante/voltenon gli riusciva, spe-/diva un Messo p[er] far le sue /veci da Navelli./Esaminato sul cap.[itol]o decimo, ha rispo-/sto, che in luglio del 1806, se mal//
f. 17v ( al margine destrismi legge: “Undici 11” n.d.a.)/mal(sic) non si ricorda, allorché,/una mattina si vide in quel-/la sua partita una quanti-/tà di Gendarmeria R.[ea]le, e si seppe, che, al fr del giorno/aveva sorpreso, ed arrestato/in Casa il Notar/Gianvincenzo Ferreri, i quali/o p[er] non essersi trovati nelle7di loro rispettive case, ocper/essersene sul fatto fuggire (al margine sinistro si legge. “ Trocchetti” n.d.a.)/eransi esentati da tale arre-/sto. Si seppe ancora, che/nella stessa mattina si era/fatto lo stesso nella Casa di/Piccioli, e del Sig.[no]r Pasquale, il Sig.[no]r Gaetano, ed/il Sig.[no]r Gennaro tutti fratelli/Pisccioli, non che lo tesso Mar-/chi, in dove si era potuto/conseguir l’arresto del solo/Pasquale Piccioli. Si vocife-/rò fin d’allora, che un tale//
f. 18r
Arresto si era ordinato dal/Generale Goullus Comand.[an]te in quel tempo la Provincia, e dall’In-/tendente della stessa Sig.[no]r Dio-/nisio Corsi p[er] sospetti di rei-/tà di Stato. Pochi giorni dopo ciò accaduto si procedè/anche p[er] mezzo della Gendar-/meria all’arresto del fù/Sig.[no]r Gianfrancesco Petroncel-/li, ma trovavisi affetto di mal di gotta, e d’altri cronici, fù rilasciato colla guardia in Sua Casa, e quin-/di perché inabilitato a po-/ter viaggiare fù/fatto Colla Cauzione di diecimila/docati; ma ad onta di ciò/p[er] ordine del Colonnello
Pic-/ci Comand.[an]te in allora la Vallata di Solmona fù/ fatto dentro di una por-/tantina trasportare in /Chieti, in dove è morto da/poco tempo in qua.
Dopo/il sud.[dett]o tentato arresto il/nominato Sig.[no]r Ermenegildo/Piccioli si pose alla testa/di molti Scellerati, e se ne formò//
f. 18v. (Al margine destro si legge: “Dodici 12” n.d.a.)/mò (sic) in Agosto, a Settembre del/sud.[dett]o anno 1806 una Massa/da sotto li suoi ordini, Col/la quale cresciuta da gior-/no in giorno di numero in-/festò diverse Contrade:
Fi-/nalmentte avendo depositate/le Armi di unita Suoi/Seguaci circa la fine
di/Ottobre dello stesso surriferito anno p[er] avvalersi della/R.[ea]le Indulgenza all’Insur-/genti promessa, ottenne ( al margine sinistro si legge: “ Trocchetti” n.d.a.)/dal Generale di Divisione/Parteneux (sic) il perdono p[er] (al margine sinistro si legge: “ Piccioli” n.d.a.)/se, e p[er] li suoi Seguaci, Do-/po aver giurato fedeltà/al Sovrano Giuseppe Napo-/leone. Fece comprendere ( al margine sinistro si legge. “ Fortunato” n.d.a.)/nel perdono, o p[er] meglio dire/furon nel perdono compre-/si il Sig.[no]r Giand.[omeni]co Corsi, il/Sig.[no]r Leopoldo Marchi, li Sig.[no]ri/Gaetano, e Gennaro Piccioli, ch’/erano stati stati fin’allora nascosti, e venne parimenti/posto in libertà l’altro fra-//
f.19r
tello Sig.[no]r Pasquale Piccioli, che/trovavasi, come si è detto/carcerato.Durante l’epoca del passato Brigantaggio,/e propriam.[en]te quello avvenuto dentro lo scorso anno mil-/le Ottocento e sette, tutti li/sud. [dett]i Individui, p[er] quanto al/Dep.[onen]te costa son stati quie-/ti, e tranquilli in grembo delle rispettive famiglie;/che anzi p[er] averlo esso Dep[onen]te/più volte vedete (sic) in occa-/sione, che li Briganti si/son sentiti nelle vicinanze/di Capestrano, in dove il/Marchi, il Gaetano Piccioli,/ed il Sig. [no]r Corsi si son più volte portati, p[er] esser li due/primi parenti di quest’ultimo, han mostrato di essi/gran timore, ed han procu/rato di nascondersi. Conse-/cutivamente a cio si viddero/arrestati in Luglio del rid. [ett]o pas-/sato anno 1807 li numerati Sig.[nor]i/Giandomenico Corsi, il notar Gian-/vincenzo, e Canonico D.[on] Giannan-/drea fratelli Ferreri di Capestrano//
f. 19v (Al margine destro si legge: “ Tredici 13” n.d.a.)/strano(sic), ed il Sig. [no]r Leopoldo Mar-/chi de Navelli, ma non è al De-/ponente ben noto il motivo/del di loro arresto.Si procu/rò pure l’arresto di tutti/i Piccioli, ma non riuscì se/non quello del Sig.[no]r Gaetano, che/seguì in Capesttrano, e di è/quindi saputo, che il Sig.[no]r Ermenegildo visse Carcerato/in Napoli, e gli è palese co-/me cosa publica, che li/altri fratelli Piccioli tro-/vansi fuggiaschi: Si è sentito vociferare, che ciò sia seguito p[er] segreta corrispon-/denza con Giovinotti, Monaco, e Masciarelli-Soggiugne/il Delp[onen]te, che allorché nell’(al margine sinistro si legge: “ Fortunato” n.d.a.)/anno 1806 si procurò l’ar/resto del Notar Ferreri, il quale/si vedeva girar liberatamente/p[er] Capestrano. Ne altro so/Pasquale Trocchetti ha depo-/sto ( sotto si legge.“ P.A. Placidi” n.d.a.)//
f. 20r
Foglio lasciato in banco n.d.a.
f. 20v. ( al margine destro si legge. “ quattordici 14 “ n.d.a.)/S. Demetrio 24 7[settem]bre 186/Reg.[i]o G.[overnato]re, e Giud:[ic]e del Cirondario/al/Reg.[i]o Sig.[no]r G.[overnato]re e Giud.[ic]e di Capestrano/Mi necessita avere con la massima Sollecitudine/la Persona di Giovanni di Massimo di co=/stà, per esaminarlo su di un’incarico addos=/satomi.Vi prego farlo subito venire, che/Sarà con prestezza disbrigato, e con piena/Stima saluto ( sotto al margine sinistro si legge: “ Fortunato” n.d.a.)//
f. 21 r
Foglio lasciato in bianco n.d.a.
f. 21v. ( al margine destro si legge: “ Cap[estra]no 26 Sett.[embr]e 1808 Il Reg. [I]o Gov[ernato]re, e Giud.[ic]e del Circondario/al/Sig.[no]r Gov.[ernato]re di S. Demetrio/Il latore di questa mia è Gio:[vanni] di Massimo, da lei ri=/chiesto per esser esaminato sù dell’incarico addossa=/tomi. Vi prego a disbrigarlo Subito, essendo Costui/il portatore di lettere di questa Com=[un]e/Sono intanto colla Solita stima, e considera.[ion]e/Antonio Canofari ( sotto al margine sinistro si legge: Fortunato” n.d.a.)//
f. 23r
Foglio lasciato in bianco n.d.a.
f. 23v. ( al margine sinistro si legge: “ Sedici 16” n.d.a.)/Adì 27 Sett.[embr]e 1808 S. Demetrio Corte Delegata [….]/Giovanni di Massimo del Comune di Capestra-/no di Sua Età di anni cinquanta, in c.[irc]a/dice fare il Corriere di Lettere in d.[ett]o Comune/Int[errogat]o sul tenore di una Copia di lettera del Re/gio Sig.[no]r Pro[curato]re del Trib[una]le Straordinario SE-/dente in Napoli, e propriam.[n]te del Capitolo/Nono; Ha risposto:Mi costa molto bene/della lettera che da me si prendevano/in Popoli, come Corriere addetto a tal’uopo/da circa Ventitré anni a questa parte, le7portavo, come tuttora le porto in Cape-/strano, e so, e posso con accerto deporre/che quelle che andavano detta al Sig.[no]r/Gaetano Piccioli si prendevano dallo stesso/ e qualche volta che non si pigliavano diret-/tam[en]te da Lui, si prendevano dal Can.[oni]co D.[on] Giannandrea Ferreri di Capestrano, il q[uale ( al margine sinistro si legge: “ Fortunato” n.d.a.)/ne pagava il Nolo, e se ne incaricava/di mandarle p[er] Persona Sicura in Navelli,/ detta Lettera su quello che diceva venivano/scritte dal Sig.[no]r Ermenegildo Piccioli, il q[ua]le si trovava in Napoli. Posso di più deponere/che il Sig.[no]r Ermenegildo Piccioli da quanto in/quanto faceva delle Rimesse di Denaro al/ di lui F[rate]llo in Napoli, e ciò mi costa per a-/vere il red. [esimo impostati in Popoli, come po-/teva, ed impostava in d.[ett]o Luogo altro Dena-//
f. 24r
ro dl altri Naturali, di d.[ett]a n.[ostr]a Patria/Ed altro non mi costa/+ Signu[m] Crucis. (Sotto si legge: P.A. Placidi” n.d.a.)
f. 24v
Foglio lasciato in bianco n.d.a.
f. 25r
S. Demetrio 1808/Vol. 552 pv./Volume terzo/Vo. 3/a/I Fratelli Piccioli di Navelli, e Correi/V. 1 c.s. n: 32/Busta 2/Pr. 20//
f. 25v
Foglio lasciato in bianco n.d.a.
f. 26r. (Al margine destro si legge: “1/uno” n.d.a.)/Il Segretario Generale ( al margine sinistro si legge: Copia/Polizia/Intendenza di/Aquila N° (sic)” n.d.a.)/ per l’assenza dell’Intendente/Al Sig.[no]r Governatore di S.
Demetrio/Sig.[no]r G[overnato]re ( al margine destro si legge: “ Fortunato n.d.a.)/Il Sig.[no]r Procuratore Regio G[e]nerale del Tribunale
Straordinario Sedente in Napoli/colla posta di questa Settimana mi ha rimesso due mandati di ese=/cuz.[ion]e cito i Fratelli Piccioli di Navelli, perché siano eseguiti, e con/Sicura Scorta mandati in Vicaria./Incaricato di un tal geloso disimpegno non mi si è presentata avanti/gli occhi persona per tal commissione più opportuna che voi./V’incarico dunque nell’atto che vi compierò tali mandati ad eseguirli in/tutto il rigore.L’affare, come vedete è delicatissimo, domanda molta at=/tività coraggio e zelo. Spiegando tali qualità , che in voi ho sperimenta-/to in altre occasioni, Io vi auguro chetato seguirà prontamente, e fe=/licemente senz’alcuna opposiz.[ion]e, disordine. Dietro l’arresto voi nr disporrete/in custodia con una gelosissima vigilanza, dandomi conto dell’esecuz.[ion]e/Nel caso che per l’esatto adempimento v’importerà una forza maggiore/non dovete che domandarla perché vi si spedirà Subito./Simultaneamente (sic) vi rimetto una copia di lettera dello Stesso Sig.[o]r Procuratore Regio relativa a molti oggetti, ed individui su de’ quali si do?/mandano de’ rischiaramenti. Dalla medesima rileverete, che tutta la mate-/teria colà descritta è gravissima, degnissima delle più delicate ope-/razioni, e di una gelosa, e soprattutto, e di una circospezione presso chè//
f. 26v
Incalcolabile. Io incarico tutto a voi, perché prendiate tanto interesse sugli/affari, sicché ne facciate la vostra più grande occupa.[ion]e, e procuriate/di portare al giorno tutti i fatti e le circostanze che si accompagnano/con quella precisione, e nitidezza che impone l’indole dell’affare, e mi/riscontriate quella precisione, e nitidezza che impone l’indole dell’affare, e mi/riscontriate similmente del risultato. Vi avverto di nuovo, che io riposo/nella Conosciuta vostra attività per l riuscita della Commissione./Ho l’onore intanto di Salutarvi con distinta stima/M[edoro]
Mazza//
f. 27r. / al margine destro si legge: “ 2/Due” n.d.a.)/Napoli 13 Luglio 1808/Il Reg[i]o Procuratote Generale presso il Tribunale Straordinario e, al margine destro si legge: “ Fortunato” n.d.a.)/D’alcune deposizioni esistenti negli atti contro la Famiglia Piccioli/di Navelli si raccolgono i Seguenti fatti/1° che ai 30 Settembre 1807 i F[rate]lli Piccioli spedirono Francesco Angelone,/ed Andrea Damiani a’ Capobriganti Felice Ruggieri alias Giovinotto/di Ovindoli, e Giuseppe Monaco d’Introdacqua, che trovavansi nella mon-/tagna di Acciano, affine di premurarli, perché si fossero recati da essi/in Navelli. Secondarono costoro tali premure, li portarono in Navelli,/facendo rimanere fuori del Paese i briganti loro seguaci, e furono/ricevuti in Casa di Piccioli unitamente al figlio di Monaco, e Gio.[van]Pasqua-/le Ferrino (sic) dagl’individui della stessa, da Giandomenico Corsi di Ca-/pestrano, e dal Barone Leopoldo Marchi di Navelli, e ciò alle due/ oltre dell notte./2° Che D.[on] Ferdinando Scala di Popoli Spiegando a’ Piccoli il Suo mal-/contento contro i Francesi fece loro sapere di avere pronti 100 Uo-/mini per massacrare la guarnigione di Popoli nel momento opportu=/no./3° Che un tal/Eusanio Carosone di S.
Eusanio nel 1806 cospirava/col Capitano Piccioli contro del Governo, e quindi rifugiatosi in Ro=/ma era in criminosa corrispondenza colla di costui Famiglia./4° Che nel 1806 D.[on] Ciro Campanella di Bussi favorì molto i/briganti/5° che nell’inverno del 1897 il brigante Andrea Damiani fu tenuto//
f. 27v
Occulto in Prata dalli Bartolomei./6° Che l’Erario di S.[an] Martino Ocre, (sic) il i cui nome non è Liquidato die=/de delle notizie all’armanti (sic) al brigante Giovinotto, gli fece sape=/re di avere nell’Aquila 300 Uomini partigiani del passato Gover-/no, tra quali l’avvocato Pasquale Barone, gli disse che bisogna-/va assolutamente impadronirsi dell’Aquila, cosa facile per l’intelligenza che si aveva colla stessa, e Specialmente con un
Arti-/gliere per nome Boccardi, o Boccanera./6° Che un tal Gazzarra i Castel vecchio Subequo, o Castel di jeri, il/quale fa da artigliere delle Feste nell’età del 1807, somministrò/della polvere a’ briganti comandati da Masciarelli di Penne, dal/quale riceve perciò docati, venti./7° Che il Padre Gaetano Rossi Agostiniano di Collelungo incoraggì/il Giovinotto a rimanere nel brigantaggio, gli disse, che il Padre Domizio Iacobucci era già alla testa di molti briganti, ed egli stesso, Enea delle persone pronte a prendere le armi./8° Che à 9 Luglio fu il Giovinotto stesso con altri briganti consi=/gliato dal Barone Marchi ad assalire la brigata di Gendar=/meria di Civitaretenga la quale loro resistette/9° che D.[on] Gaetano Piccioli in criminosa corri-/spondenza colFratello Ermenegildo in Napoli nel 1807 andava a prendersi le sue lettere in/Capestrano, ove ricavasi da un birro di quel Comune che va periodica-/mente in Popoli a prendere le lettere di Napoli;Ma che poi dubitan-/do che fossero aperte dal Governatore di Capestrano le faceva pren-/dere a Popoli dal Corriere, che da questo luogo le porta nell’Aquila/10 Che D.[on] Gaetano Piccioli, e D.[on] Leopoldo Marchi di Navellli in com-//
f. 28r. (Al margine destro si legge: “ tre-3” n.d.a.)/pagnia de’ Sig.[no]ri Petroncelli, D.[on] Giandomenico Corsi, Canonico D.[on]Gio=/vannandrea Ferreri di Capesttran cospiravano contro il Governo/11 che lo stesso D. [on] Gaetano anche prima di settembre corrispondeva/co’ briganti Monaco, e Giovinotti, a’ quali scrisse una lettera dal/la Montagna di Campana, e quindi a’ 9 Agosto Si portarono a Na-/velli colla loro masnada, e comunicarono colli Piccioli./12° Che li Piccioli avevano intelligenza in una corrispondenza che li/teneva in Palermo col celebre de Giorgio da’ Sig.[no]ri di/Capestrano, e da .[o] Giandomenico Corsi./Interessando altamente, che questi fatti siano d’altronde verificati, vi pre-/go dare all’uopo le più energiche disposizioni, mettendo a profitto/Tutti mezzi che sono in vostro potere; di far prendere ancora
de-/gli esatti rischiaramenti Sulla condotta politica, e civile delle/persone, cui sono relativi, ed informarsi dell’attuale loro destino, pre-/venendoli, e che il mezzano della corrispondenza, che si tenta dal/brigante Monaco era un tal Luigi Barisciano pastore, e quin-/di brigante. Vi compiacerete
ancora far rinrrein un processo verbale/tutti volumi; che possono aversi sul conto di/
- Gaetano Piccioli
- Ermenegildo di Navelli
- LeopoldoMarchi Barone
- Donato Ferrara Suo domestico di Turri
- Giandomenico Corsi
- Francesco Saverio Mgliorati
- Gio:[van]Andrea Ferreri Canonico. Di Capestrano
- Gio:[van]Vincenzo Ferreri
( sotto al margine destro rilegge: “ Fortunato” n.d.a.)//
f. 28v
Accusati di aver cospirato contro lo Stato, favorito, protetto, e corrispo-/sto con briganti, riaverli ricoverati, e di avere animato delle perso=/ne a riunirirsi nonché di far corrisposto col nemico in
Plaermo/Essendo la casata di costoro della più grande importan-/za, ed affidata al Tribunale con decreto del Re impegno tutta/la vostra conosciuta energia, e zelo nel soddisfare a queste mie/richieste, e vi prego incaricarne una persona intelligente di/vostra intima fiducia; giacche altrimenti non si potranno acqui-/stare ulteriori prove contro de’ Piccioli, e correi che sono delle persone potenti. Ho l’onore di Salutarvi con tutta la Stima, e per=/fetta considerazione. M.[ichele] Agresti/P.[ost] S.[criptum]/Soggiungo al 1° Articolo che D.[on] Gaetano Piccioli man a cura le/ore 22 di quel giorno un biglietto a Monaco per lo stesso
og-/getto, per cui Spedì poi Angelone, e Damiano. M.A./
f. 29r ( al margine destro si legge: “ 4/quattro” n.d.a.)/In nome della Legge,/mandato di Deposito/Noi Michele Agresti Reg.[i]o Procuratore Generale accusato pub-/blico presso il Tribunale Straordinario Sedente in Napoli/In virtù della legge degli 8 Agosto 1806/Mandiamo e ordiniamo ad ogni individuo della forza pubblica di/condurre, e deporre nella Vicaria, casa di arresto di detto Tribu=/nale, il nomato Gennaro Piccioli di Navelli= Inquisito di corrispo-[n]/denza col nemico./Mandiamo inoltre al custode della detta Casa di deposito di rice=/verlo e guardarlo, confermandosi alla Legge. Invitiamo in conseguen=/za tutti i depositari della forza pubblica a’ quali il presente ma[n] dato sarà notificato, di prestar man forte per la sua esecuzione, in caso di necessità/Fatto in Napoli dai 13 Luglio 1808/M.[ichele] Agresti. ( sono al margine sinistro si legge. “ Fortunato “ n.d.a.)/al Sig.[no]r Intendente della Pov.[inci]a dell’Aquila/sotto le condizioni espresse/nella lettera d’invio/dello stesso giorno//
f. 30v. ( al margine destro silloge: “ 5/cinque n.d.a.)/In nome della Legge/Mandato di deposito/Noi Michele Agresti Reg.[i]o Procurar Generale accusato pubblico/presso il Tribunale Straordinario Sedente in
Napoli/In virtù della Legge degli 8 Agosto 1806/Mandiamo e ordiniamo ad ogni individuo della Forza pubblica, di/condurre a deporre nella Vicaria, Casa di Arresto di detto Tribunale il nomato Pasquale Piccioli di Navelli= inquisito di corrispon-/denza col nemico= Mandiamo inoltre al custode della detta Casa/di Deposito di riceverlo e guardarlo, Conformandosi alla Legge. Invitia-/mo in conseguenza tutti i depositari della Forza pubblica a’ quale/il presente mandato sarà notificato, di prestar man forte per la sua/esecuzione in caso di necessità./Fatto in Napoli adi 13 Luglio 1808/M. [ichele] Agresti ( sotto a sinistra si legge. “ Fortunato “ e, più sotto, si legge ancora: “ Al Sig.[no]r Intend:[ent]e della Provincia/delll’Aquila sotto la cond.[izion]e/espressa nella lettera d’invio/dello stesso giorno” n.d.a.)//
f. 31r
Foglio lasciato in bianco n.d.a.
f. 31v ( al margine destro si legge: “ 6/Sei” n.d.a.)Certiicato Io Sotto[scri]tto Sindaco della Comune di Navelli come nella giorna-/ta di Oggi che si contano ventuno luglio circa il far del/Giorno il Sig.[no]r Gov. [ernato]re di S. Demetrio D.[on] Alessandro Placidi, e il Mastrodatti/di d. [ett]a Corte si sono portati in questa Sud:[dett]a Comune con forza/Armata, ed hanno due testimonj chiamati per nome/d.[on] Valentino Giuliani, e Bartolomeo Pacuvj, e dietro le di-/ligenze fatte non si è trovato nessuno, che per la verità ne ho rilasciato il presente firmato da me, e munito del/Popolare Suggello./Navelli 21 Luglio 1808/Il Sindaco Nicolantonio Cantalini Certifica come sopra/1808 ( sotto a sinistra è impresso il citato “ suggello con, a fianco, la solita sigla: “ Fortunato” e, più sotto, a destra, si legge: “ De Felice Cancelliere” n.d.a.)//
f. 32r
Foglio lasciato in bianco n.d.a.
f. 32v. ( al margine destro si legge: “ 7/Sette” n.d.a.)/Certifico Io qui sottoscritta Io Prep.[ost]o Parroco della Comune de/Navelli, come D.[on] Pasquale, e D.[on] Gennaro Figli del Sig.[no]r D.[on] Gianfran.[ces]co Piccioli, da che seguì l’arresto del Padre/mi costa, che stiano in Casa ( no per la verità ho fatto/il p[rese]nte scritto, e firmato di mia mano- Navelli oggi li/ventunoLuglio 1808/Io Giuseppe Prep.[ost]o Parroco Baldassarre certifico, Come sopra ( a sinistra si legge: Fortunato” n.d.a.)//
f. 33r
Foglio lasciato bianco n.d.a.
f. 33v. ( al margine destro si legge: “ Otto/8” n.d.a.)/Ill.[ustrissi]mo Sig. [no]r Sig.[no]r P:[adro]ne S.[igno]r Colen[dissi]mo/il di due( è stato cancellato n.d.a.) 19 dell’andante Mese circa/le ore ventidue, e mezza sonate da un/Gentarme Ausiliario a Cavallo ricevej/una venerata lettere de’ ( al margine sinistro era posta un’annotazione che è stata cancellata n.d.a.)/V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma della stessa data, colla q.
[ua]le/nel Soccartarmi i due mandati di ese=/cuzione contro i Fratelli Pasquale, e/Gennaro Piccioli de Navelli Spediti/ dal Sig.[no]r Procuratore Regio Gen.[era]le/del Tribuna]le Straordinario Sedente in Napoli, mi incaricò ad eseguirli ( al margine sinistro rilegge: “Fortunato” n.d.a.)/con tutto il rigore,/Si compiacque pure racchiudermi una copia/di lettera dello stesso Sig.[no]r Procuratore/Regio relativa a molti oggetti, ed Individui su’ de quali si domandano de/rischiarimenti.Non mancai in pront’esecuzione di tal de=/licato, e geloso incarico di riconcentrare/me stesso, onde rimanere fedele.[en]te/appuntino eseguite le Sopracennate/disposizioni riguardante l’interessante/arresto dei cennati due Fratelli Piccioli//
F. 34r
Diffatti questa notte ho fatto Sequisse/la mossa mia da questa’ordinaria re=/sidenza + di unita a questo ordinario ( al margine sinistro si legge. “
+ verso il Comune di Navelli” n.d.a.)/Mastrodatti al Capitano ( è stato cancellato n.d.a.) Sig[o]r Iatozzi Capi=/tano della Guardia Civica di questo/Comune, ed a molti Individui di d.[ett]a/Guardia Civica, dal Caporale, e aitre/Individui della Gendarmeria Ausiliaria/residente in questa Reg.[i]a Corte, Sono/giunto Nell’avvisato Comune coi soprac=/cennati Soggetti al far del giorno, ed/avendo immediata.[en]te
( è scritto sopra n.d.a.) posto prima le Sentinelle intor=/no la Casa di essi Piccioli, ho fatto chiamare il Sindaco del Comune med.[esim]o/e colla di lui Scorta mi sono acinto/ di unita ai Sud.[dett]i Capitano, e Mastrodatti/ed alla. Presenza di due Testimonj ( segue una piccola cancellatura n.d.a.) Guardia a fedelmente ( è stato cancellato n.d.a. gelosa.[en]te, e/con coraggio perseguire ne’ luo=/ghi i più remoti di d. [ett]a Casa/ ed anche ( è stato cancellato n.d.a.) e nelle confinanti, special=/mente in q[ue]lla, che attacca, e vi è la/comunicazione dell’ex Barone de Marchi (ma infruttuosa si è resa tale operaz.[io]ne/giacchè d. [ett]i ( segue una cancellatura n.d.a.)due fratelli Piccioli/non vi sono affatto rinvenuti./Ho//
f. 34v. ( al margine destro si legge: “ Nove 9” n.d.a.)Ho chiesto( è stato cancellato n.d.a.) Parroco, ed il/procurato di averne qualche/certezza da quel R.[everendo] Parroco, ed il/med.[esim]o mi ha accertato non averli vedu-/ti da che seguì l’arresto del di loro/ Padre Gianfrancesco Piccioli, e non co=/starsi se siano dentro la Casa./Farò altri maneggi, e prendere altr’in=/dagini a Cer.[ca]re ( è scritto sopra n.d.a.),per risapere il sito fisso/dove possano li Succennati Fratelli Piccioli procurare il diloro arresto./Non mancherò ( segue una cancellatura n.d.a.)/ altresì ver=(al margine sinistro rilegge. “ Fortunato” n.d.a.)/sare col massimo impegno scrupolosità,/ed esattezza per rendere eseguiti i di/li ordini, e quasi del Prelodato Sig.[no]r Pro=/curatore Reg.[i]o relativo (è stato cancellato n.d.a.) in ordine ai rischia=/rimenti sù molte oggetti, ed Individui(c’è una cancellatura n.d.a.)/descritti nella cennata copia/della lettera del med. [esim]o, e Fedelm.[ente] ne/terrò ( segue una cancellatura n.d.a.) informata V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma/La Supplico compiacersi rimanere in tale in-/telligenza;: e pieno della solita costan-/te Stima, e
rispetto, passo a riprotes=/tarmi per sempre /Di V.[ostra] S.[ignoria] Ill. [ustrissi]ma. S. Demetrio sei Luglio 1808( è scritto tra n.d.a.) ( al margine sinistro si legge: “ Sig.[no]r Intendente della 2a/Provincia di (Aquila)”n.d.a.)//
f. 35r
Foglio lasciato in bianco n.d.a.
f. 35v. ( al margine destro si legge: “ 10/Dieci “ n.d.a.)/S. Demetrio 3 Agosto 1808/Il Reg.[i]o G.[overnato]re del Circondario di S. Demetrio/al/Reg.[i]o Sig.[no]r G.[overnato]re del Circondario di Pratola ( è l’odierna Pratola Peligna in provincia dell’Aquila n.d.a.)/Per eseguire Sig. [no]r P.[rocurato]re un pressantissimo geloso in=/carico addossatomi da’ Superiori, mi occor=/re avere in questa Residenza la Persona/di Pasquale Ferrini di Goriano Sicoli/commorante in Rajano./Mi dirigo perciò a voi Sig. [no]r G.[overnato]r, e v’invito af=/finchè vi compiacciate disporre, che il sud.[dett]o/al margine sinistro si legge: “ Fortunato “ n.d.a.)/Individuo Subito mi si porti avanti di me/assicurandolo, come assicuro voi, che sarà/il medesimo Sollecitam=/[ent]e disbrig[at]o./Ho l’onore di salutarvi con/stima.//
f. 36r
Foglio lasciato in bianco n.d.a.
F. 36v ( al margine destro si legge: 11/Undici” n.d.a.)/ Pratola 4 Agosto 1808/Il Gov.[ernator]e di Essa Centrale/Al/Reg.[i]o Sig: [no]r Gov.[ernato]re del Circondario di/S. Demetrio/Nel ricevere, Sig.[no]r Gov:[ernator]e, la Sua Ufficiale, ho subito Spedito/in Rajano, dove. Mi chjegna (sic) che sia la residenza/di Pasquale Ferrini di Goriano, facendoli ordinare,/che sollecitamente si portasse così alla di lei presen-/za, altrimenti’ lavrei fatto arrestare./Ho la gloria di Salutarla con tutta la Stima/Teodosio. Sarduzzi ( al margine sinistro si legge. “ Fortunato” n.d.a.)//
f. 37r
Foglio lasciato in bianco n.d.a.
f. 37v ( al margine destro si legge: “ 12/Dodici” n.d.a.)/
S. Demetrio 13 7[Settem]bre 1808/Il Sindaco del Comune de Navelli/al/Signo]r Gov.[ernator del circondario di S.[an] Demetrio/Sig. [no]r Gov.[ernato]re, e Giud.[ic]e del Circondario Delegato/al/Sig. [no]r indaco del Comune de’ Navelli/Per incarico addossatomi da’ Superiori mi neces=/sita avere in nota da voi Sig.[no]r Sindaco/cinque Persone probe attaccate al p.[rese]nte/Governo, e che siano intese dei pub.[blic]i affa=/ri. E con piena stima ho/l’onore di/salutarvi ( al margine sinistro si legge: “ Fortunato n.d.a.)//
f. 38r (Al margine destro si legge: “ 13/tredici” n.d.a.)/Navelli 17 7[Settem]bre 1808/Il Sindaco del Comune de Navelli/al/Signo]r Gov.[ernato]re/nell’acclusa nota segnatele Cinque persone più pro-/be, ed attaccate al presente Governo, che siano in questo Comune/questo è q.[uan]to devo in esecuzione di q.[uan]to siete venuti a/ricercarmi, e pieno di ogni stima passo a salutarvi/Nicolant.[oni]o Cantalini ( al margine destro si legge:
Fortunato” n.d.a,.)//
f. 38v
Foglio lasciato in bianco n.d.a.
f. 39r. ( al margine destro si legge: “ quattordici 14” n.d.a.)/Nota delle Cinque persone probe, attaccate al presente/governo ed intese di pubblici affari, che sono in q.[ues]sta Comune/de Navelli/
Sig.[no]r D.[on] Clodoveo Onofrj
Sig.[no]r D.[on] Giovansaverio Francesconi Sig.[no]r D.[on] Angelantonio di Felice Sig.[no]r Giangiuseppe Gaimpietro/
Nicolant.[oni]o Cantalini Sindaco ( sotto al margine sinistro si legge: “ Fortunato”. n.d.a.)//
f. 39v
Foglio lasciato in bianco n.d.a.
F. 40r. ( al margine destro si legge: “ quindici 15” n.d.a.)/Gioacchinio Napoleone per la Dio Grazia Re/D’ordine della Reg.[i]a Corte di S. Demetrio Delegato p[er]/Servienti/Per essere informato di un’affare di giustizia, e per La retta ammi-/nistraz. [io]ne di essa, ho preciso bisogno delle qui sotonotate per=/sone, che però subito al ricevere del p.[rese]nte si conferiscano a=/vanti di me in questa R.[egi]a Corte Delegata, mentre infor=/mato, che sarò di quello mi necessita Sapere saranno con la//massima sollecitudine disbrigate. Si guardino del contrario/sotto pena d’once d’oro XXV per ciascuno F.R.P. il p.[rese]nte./Dato nella R.[egi]a Corte di S. Demetrio Delegato li 20/7[settem]bre 1808/Alessandro Placidi/Navelli a /Sig.[no]r Clodoveo Onofrj/Sig.[no]r Giansaverio de Roccis/Sig.[no]r Angelantoio de’ Felice (sic)/Mag.[nifi]co Giuseppe Giampietro (sotto a sinistra si legge: “Fortunato” e, più sotto si legge ancora: “Ord.[in]e come sop.[r]a “ n.d.a.)//
f. 40v
Eodem retro[scri]pto ibide[m]/Pitro ( è stato corretto n.d.a.)/Antonio Di Pasquale con giuramento riferisce a me/So.[ttoscri]tto di essersi
oggi di Sud[dett]i portati in Navelli, e notificato il dietroscritto ordine agli inseriti Individui/pers.[onalment]e rinvenuti In fede/Giand. [omenic]o Bugni sb e relaz.[ion]e//
f. 41r. (Al margine destro si legge: “ Sedici 16” n.d.a.)/Adì 29 Sett.[embr]e 1808. In que[sta Corte di S. Demetrio Delegato/Sig.[no]r Giangiuseppe Giampiero del Comune de’ Navelli di età sua cinquanta-/quattro circa Benestante./In/terrogato sul tenore di una Lettera del/Regio Sig.[no]r Pro.[curato]re del Trib. [una]le Straordinario se=/dente in Napoli, e propriamente sul/Cap. [ito]lo p.[ri]mo, e Cap.[ito]lo undecimo, giacché/sù gli altri h risposto niente saperne/Sig.[nor]e Come Cittadino de’ Navelli posso con/certezza deporre, che a 9 di Agosto del-/l’anno scorso 1807, sa mal non mi ricor-/do comparve circa le ore due della Notte/La Massa di Giovinotti di Ovindoli noma-/to Felice Ruggieri, Giuseppe Monaco d’introdacqua, ed altri, i q[ua]li dopo aver ricevute le razioni de’ Viveri, che gli vennero somministrate dal Sindaco di/quel tempo Domenico Giuliani, p.[er] q.[ue]llo/si diceva p[er] il Paese, e se ne parti-/rono la mattina poi sentii dire, dalle Genti, e fra’ le Genti di d. [ett]a mia Patria che/aveano della obbligazione al Sig.[no]r Gennaro ( al margine sinistro si legge: “Fortunato” n.d.a.)/PIccioli, ed all’ex Barone Sig.[no]r Leopoldo Mar-/chi, i quali avran fatto delle buoneParti/a favor del Paese, p.[er] cui non era avvenuto/quel danno e che poteva accadere, se non/si fossero loro trasmessi/Esa//
F. 41v
Esaminati finalmente sulla Condotta/politica, e Civile delle persone descrit-/te in detta Copia di Lettera, e dell’attuale/Loro degno, ha risposto: P[er] la detta occa=/sione di essere io Naturale de Navelli,/e di aver conosciuti il Sig.[no]r Gaetano, il Sig.[no]r Ermenegildo ed il Sig.[no]r Gennaro F.[rate]lli Piccio-/li, non che l’ex Barone Sig.[no]r Leopoldo de/Marchi, posso con accerto dire, che circa/il Sig.[no]r Ermenegildo non è stato niente plausibile La Condotta tenuta p[er] essere/egli stato il Fautore. Del Brigantagio/rispetto poi al Sig.[no]r Gaetano, ed il Sig.[no]r Gen=/naro, non che l’ex Barone Sig.[no]r Leo-/poldo Marchi p[er] quanto a me costa non/posso dirne, nè male nè bene, solo p[er] q. [ue]llo/si dice si trovano tutti arrestati nelle7Carceri della Casa di Napoli, come rei/di Brigantaggio, meno che il Sig.[no]r Gennaro/Piccioli, che si dice sia fuggiasco. Più/di questo non mi costa. Ed è la verità/Io Giangiuseppe Giampiero ò deposto come
so-/pra % A. Placidi//
f. 42r. ( al margine destro si legge: “ 17/Diecisette “ n.d.a.)/Sig:[no]r Giansaverio Francesconi, di sua età/di anni cinquantasei circa Be-/nestante/Sig.[no]r Giuseppe Roccis di sua età di/anni quarantanove circa Be-/nestante amendue (sic) della Comune de Navelli. Interrogati conveniente.(ent]e L’uno/dopo l’altro sul tenore di una/Copia di lettera del Reg.[i]o Sig.[gnor] Pro. [curato]re Generale presso il T[ri]bunale Straor/dinario Sedente in Napoli, e specialm.[en]te sul p.[ri]mo Capo. Han-/no risposto costargli molto bene/che sotto il di nove di Agosto 1807 circa Le/ due ore della notte si portò/nella Loro Patria una orda de ( al margine sinistro si legge: “ % Placidi” n.d.a.)/Briganti, i quali p.[er] quello senti-/ron dire la mattina susseguen-/te prendessero le razioni corrispon-/denti tanto de viveri, che di fo-/raggi, e specialm. [en]te sentirono che/era stato obbligato da dove si/era nascosto D. [on] Leopoldo Marchi ( al margine sinistro si legge: “ Fortunato” n.d.a.)/ ad uscire e distribuire le sud.[dett]e ra-/zioni, perché si trovava Depu-/tato de’ viveri di unit al depo-/nente Francesconi, che si era
na-/scosto senza che fosse potuto rinvenirsi, ed insieme con D.[on]
Clodoveo//
f. 42v
Onofrj altro Deputato, che parim-/m.[en]ti stava nascosto con stata da veruno chiama-/ta, che alla testa di essa vi andava Felice Ruggiero alias Giovinotto, che porzione di d.[ett]a mas-/sa aveva lasciata sotto il Paese, e che in d.[ett]a Casa Piccio-/li erano entrata una porzio-/ne di d.[ett]i Briganti, i quali nel/partire che fecero si rubarono/quattro Animali, Cavallini,/cioè due al Deponente Fran-/cesconi, e due al Sig.[no]r
Nicolan-/tono Cantolini./Interrogati sulla rimanenti capi so-/lo hanno deposto sapere molto/bene, che il Sig.[no]r Ermenegildo Pic-/cioli, e che poi si fosse quello, che/andava alla testa di un Orda/de Briganti, e che poi si ripre-/sentasse avvalendosi del Perdo-/no insieme con molti Briganti,/e si mise a reclutare per conto//dell’attuale Felicis.[isi]mo Governo,//
f. 43r. ( al margine sinistro si legge. “ 18/Dieciotto” n.d.a.)/ ma poi vendono ristretti una/buona quantità in che dovevan/partire se gli rivoltarono, e re-/stò senza soldati per qualche/tempo nel Paese. Quindi poi se/ne passò in Napoli in dove/si trova sento, che fusse arrestato./Depongono Leopoldo Marchi/de Navelli, Donato Ferrara Pennese, il Sig.[o]r Giandomenico Corsi, Gian-/nandrea Ferreri, e Gianvincenzo/Ferreri/tutti di Capestrano tro-/vansi Carcerati in Napoli, e che/il Sig.[no]r Fran-/esco Saverio MIgliorati/sia in libertà. Domandati sulla condotta politica/e civile de sud.[dett]i Individui han-/no risposto, che per quanto a loro/costa privatam.[ent]e dopo dopo del perdo-/no ottenuto non diedero/alcuna riprova in contrario contro dell’attuale governo ed à giurato / al margine sinistro si legge: “ Fortunato” n.d.a.)/per la verità: Onde/Giansaverio Francesconi depone/come
sopra/Giuseppe de Roccis depone come sopra” più sotto è riportato: “%A.
Placidi” n.d.a.)//
f. 43v. ( al margine destro si legge: “ Diecinove 19 ” n.d.a.)/ Adì 30 7[settem]bre 1808 S. Demetrio/Sig.[no]r D.[on] Clodoveo Onofrj di età sua anni/ventinove in circa benestante/Sig.[no]r D.[on] Angiolantonio (sic) de Felice di età sua di anni/ventisei in circa benestante ambendue/del Comune de Navelli/Interrogati convenientemente l’uno dopo l’altro sul tenore di una Copia di lettere/del Regio Sig.[nor]e Procuratore Gen.[era]le pres-/so ilTribunale Straordinario Sedente/in Napoli, e propriamente sul p.[rese]nte # ed undecima Capo…….(sic)”/Capo anno risposto niente saperne, perché ( al margine sinistro si legge: “= Onofrj” n.d.a.)/il p[ri]mo in d.[etta] epoca si trovava assente dal/suo Paese e il Secondo sebbene pressato, cio(al margine sinistro si legge: “ %De Felice “ n.d.a.)/nondimeno perché erano pochi giorni che era/tornato dalla Città di Aquila dove era per/Causa di Studi nulla può dire di preciso, ora per quanto avesse inteso il Sig.[no]r Onofrj che ne’ Navelli sotto il nove di Agosto( al margine destro si legge: Fortunato” n.d.a.)/180sette, la sera circa l’ora una di notte/si portò in detto Paese un Orda di Brigan-/ti tra’, q.[ua]li vi andava Felice Rugieri(sic), alias/Giovinotti di Ovindoli, Giuseppe Monaco/d’Antrodacqua( è l’odierna Introdacqua in provincia dell’Aquila n.d.a.), ed altri, e che esso Deponente/stando in un Largo della Piazza de Navelli/di unita al Barone Marchi, D.[on] Giovandomenico=//
f. 44r
co(sic) Corsi ed i Fr[at]elli D.[on] Pasquale, D.[on] Gae-/tano, e D.[on] Gennaro Piccioli, ed altri all’improvisa (sic) nuova dell’arrivo de’ Briganti/a Cavallo si posero in sicuro nascoden-/dosi tutti di unita in Casa inabitata/di Marchi ma dubitando qualche urina al-/le loro case obbligò tra’ gli Altri esso/Deponente ad uscire tanto il Barone Mar-/chi, che D.[on] Gaetano Piccioli, specialmente/forzò il Marchi come Deputato de’ vi-/veri che( è scritto sopra n.d.a.) insieme col Deponente si trovava desti-/nato di unita all’altro D.[on] Giansaverio France-/sconi per dare i viveri, e foraggi alle Truppe Francesi che di continuo transitavano/in quella Comune come luogo di tappa. Do-/po qualche altr’ora essendo essi due Mar-/chi, e Piccioli ritornati nell’istesso luogo dove il Deponente era nascosto sentì dalli stessi aver somministrato alla Massa l’occorrente in viveri, e Foraggi per non fare nascere un guasto in tutto il Paese. La matti-/na poi sentì di(è scritto sopra n.d.a.) dire pubblicamente dalle genti/e frà le genti del Paese che porzione di Mas-/sa era rimasta a piedi del Paese, e la rima-/nente si era trattenuta per poco tempo nel-/la pubblica piazza dove avevano ricevute le/loro razioni, e che il solo Giuseppe Moaco/era entrato nella casa de’ Sig.[no]ri Piccioli. Come/lo stesso depone il Sig.[no]r De Felice per aver-/lo//
F. 44v. ( al margine destro si legge: “ Venti 20” n.d.a.)/ lo(sic) sentito dire nella Città di Aquila dove/si trova, alcuni giorni dopo di d:[ett]o accaduto/Interrogati sugli altri rimanenti Capi hanno ri-/sposto niente
saperne./Interrogati finalmente sulla Condotta Politica, e Civile elli nominati Soggetti, e della loro Per-/manenza, e noto-/ria che in 7[sette]mbre dell’anno 1806-sei (sic) uscì/in Campagna colle Masse, e che dopo poco/tempo fù Amnistiato da S.[ua] M.]aestà] Giuseppe/Napoleone per mezzo del Sig.[no]r G.[enera]le Per-/tenoaux (sic), tant’ero che dopo del Perdono/si pose a reclutare a conto dell’attuale /Governo essendo stato fatto Capitano Co-/mandante, essendo però partito a Maggio /1800sette (sic) per la Capitale di Napoli che an-/no inteso che sia stato ivi arrestato. Ri-/spetto poi al Barone Marchi, D.[on] Giando-/menico Corsi, e D.[on] Gaetano Piccioli so-/no i Deponenti che nella sud.[dett]a epoca de/180sei(sic), e dopo non si sono mai uniti alle ( al margine sinistro si legge: “ Fortunato” n.d.a.)/Masse essendo stati o nascosti o fuggia-/schi. Ad 8[otto]bre poi dell’anno passato/1800 sette(sic) furono essi arrestati e quindi, condotti in Napoli. Non poten-/do niente asserir negli altri per non esse-/re dell’istesso Paese. E così/Clodoveo Onofrj ha deposto come sopra/Angiolantonio de Felice ha deposto come sopra/(sotto si legge: “ %A. Placidi” n.d.a.)//
f. 45r
Foglio lasciato in bianco.
f.45v (al margine destro si legge: 21/Ventuno” n.d.a.)/S. Demetrio 30 7[settem]bre 1808/Il Gov.[ernato]re del Circondario/al/Reg.[i]o Gov: [ernetor]edi Pratola/Sig.[no]r Governatore/Con altra mai del dì 3 Agosto corrente anno, V’invitai a far venire alla mia presenza Pasquale Ferrini commrante in Rajano, e voi con lettera de’ 4 dì d[ett]o Mese/mi accertate la Sua venuta, quella/per altro, che non si è mai effetti./Vi rinnovo dunque Sig.[no]r Gov:[ernator]e Le premu-/re; affinchè possa io esaminarlo Sull’incarico addossatomi da’ Superiori, diver-/samente Sono costretto farne rapporto/dove Si conviene ( al margine sinistro si legge: “ Fortunato” n.d.a.)/Mi desidero il piacere di qualche vo=/stro Comando, e con tutta la Stima mi dico//
f. 46r
Foglio lasciato in bianco n.d.a.
( al margine destro si legge. “ Fortunato” n.d.a.)/ S. Demetrio 30 7[settem]bre 1808/Il Governatore/Con altra mia del di3 Agosto corrente anno, v’in-/vitai a far venire alla mia presenza Pasquale Ferrini Commorante in Rajano,e voi con lettera de’ 4 di d.[ett]o mese/mi accertata la Sua venuta, quella/per lato, che non si è mai effetti:/Vi rinnovo dunque Sig.[no]r Gov:[ernator]e Le premu-/re; affinché possa io esaminarlo Sull’incarico addossatomi da’ Superiori, diver-/samente Sono costretto a farne rapporto/dove Si conviene ( al margine sinistro si legge: “ Fortunato” n.d.a.)/Mi desidero il piacere di qualche vo=/stro Comando, e con tutta la Stima mi/dico//
f. 46v. ( al margine destro si legge: “ 22/Ventidue” n.d.a.)/ Pratola ( è l’odierna Pratola Peligna in provincia dell’Aquila n.d.a.) 30 settembre 1808. Il Governatore di Esso Centrale/Al/Reg.[io] Sig.[no]r Governatore di
S. Demetrio/Sig.[no]r Gov.[ernator]e/Mi ricordo benissimo, in data de’ 4 Agosto, nel rispondere ad/una v.[ost]ra pregiatis.[sim], con la quale mi faceva cono-/scere, che per un disimpegno Fiscale avevate bisogno/di Pasquale Ferrini di Goriano Sicoli, ma mi ri-/cordo altresì di avervi riscontrato, che il medesimo/era assente da Rajano, che ha scelto per sua di=/mora. Vi rappresentai dippiù, che al di lui Ritor-/no li si sarebbe fatt’ordine di presentarsi nella/v.[ostra presenza Costi, a quell’effetto aveva passato/invito al mio Incaricato in Rajano di subito ris-(al margine sinistro si legge: “ Fortunato “ n.d.a.)/pingere a Voi l’anzidetto Ferrini appenacche si fos-/se ripadritato. Nell’atto che Io era sicuro, che/tanto il mio Incaricato, che il Ferrini medesimo aves-/sero adempito Ciascuno per la sua parte a V.[ost]ri desi-/derj, Sento con sorpresa, che per si lungo tempo tutto/si è negletto. Cercherò di Rimediare a tal disordine//
f. 47r
Imitando l’anzidetto mio Commesso a correggere l’attraverso/con far pagare il pedatico di adesso, e ricorso al presen=/te Corriere dal riferito Ferrini, il quale a traverso dell’/ordine Riceuto, non ha obedito./Mi fò pregio di Salutarvi con distinzione, ed Amicizia,/P.[ost] S.[criptum] Da una lett.[]ra del Red.[ett]o mio Incaricato, che conservarsi in q.[uest]o/Archivio, si rileva, che il Ferrini per disposizione del/Regio Proc. [urato]re G.[enera]le presso il Tribunale Straordinario degli/Apruzzi, Si era dovuto portare in Napoli. Se ne ha fatto/ritorno, Io perfetta.[en]te L’ignoro; ma tanto ne ho scritto/con caldo al pred.[ett]o Incaricato, perché si facci un dovere di/darne riscontro a Voi, ed a me. E di nuovo il piacer/di ossequiar/Teodosio Sanduzzi//
f. 47v. ( al margine destro, è riportato: “ 24/ventiquattro” n.d.a.)/ S. Demetrio/Addì 3 ottobre mille ottocento otto/Giampasquale Ferrini di Goriano Sicoli com0/morante in Rajano, dice fare il ferraro/di sua età di anni quaranta in circa/Interrogato Sul tenore di un copia di let=/tera del Reg.[i]o Sig.[no]r Procuratore Genera=/le presso il Tribunale Straordinario Sedente ( al margine sinistro si legge: “ Placidi” n.d.a.) primo, ha risposto Signore, coll’occasio=/ne fui sedotto dal Sig.[no]r Ermenegildo/Piccioli, ad unirmi nella massa de Bri=/cni (sic) sotto il Comando del del Capitano
del-/l’orda del medesimo Giuseppe/Monaco di/Antrodacqua, So benissimo, che Sotto il/di nove Agosto di Ac=/ciano, in unione di Felice Ruggieri/alias Giovinotti di Ovindoli, ed altri./Si portarono ivi Francesco Angeloni, ed/Andrea Damiani de Navelli, i quali/dissero Felice Ruggieri, e Giuseppe//
f. 48r
Monaco, che erano Stati Spediti dai Fra-/telli Piccioli de Navelli, affinché, Si fusse=/ro Subbito Colà portati, come di fatti la/Sera stessa di detto giorno ci portassimo tut=/ti, e circa le ore due della notte, lascian=/do
fuori del Paese la Massa, fossimo ricevuti in Casa Piccioli, cioè Felice Ruggieri, e suo Figlio, Giuseppe Monaco, e/Suo Figlio, Pelino Petrella di Pratola, nonché Andrea Damiani e Francesco Angeloni de Navelli, i quali erano in/nostra compagnia ritornati, e fossimo ri=/ceuti dal Sig.[no]r Gennaro, Sig.[no]r Gaetano,e/Sig.[no]r Pasquale Fratelli Piccioli, e pro=priament il Sig.[o]r Gennaro, si chiamò in/una camera il Capitano della massa,/col quale conferì Segretamente per lo/spazio di circa un quarto di ora do=/po fossimo trattati a cena, e mentre Sta=/vamo cenando Comparvero il Sig.[no]r Gian=/domenico Corsi di Capestrano, ed il Barone/Sig.[no]r Leopoldo (sic) Marchi de Navelli, ma/appena terminato la Cena ce ne partim=/mo con essere stati accompagnati dai /Signori//
f. 48v ( al margine destro si legge: “ Venticinque 25” n.d.a.)/Signori Gaetano, e Pasquale Piccioli/sino all’ultima porta della Casa passeggian=/do, e discorrendo Specialmente il Signor Gae=/tano con bassa voce col Capitano Giu=/seppe Monaco, e ci portassimo indi a riunire con gli alti Bricanti (sic) Sotto il/Paese all’infuori di Francesco Angeloni,/che retrocede verso i Navelli, e tutti/uniti dalla volta di Civita Retenca (sic) ( al margine sinistro si legge: “ Placidi” n.d.a.)/Francesco Pellegrini/ Sul Capitolo 6 Esaminato, ha risposto Solo pos=/so deponete, che in Civita Retenca vi//
f. 49r
fosse l’attacco con i Gentarmi(sic), ma non sò/sè per quali insinuazioni, giacché mi ero/Sperduto, e diviso dalla massa giorni p.[ri]ma./Sul decimo esaminato, ha risposto, che atte=/se le cose antecedente arguisco
benis-/simo, che i Fratelli Piccioli, e il Sig.[no]r Leo=/poldo Marchi de Navelli, ed il Sig.[no]r ( al margine si legge: “ Ferrini” n.d.a.)/Giandomenico Corsi di Capestrano cospira=/vano contro l’Attuale Felice Governo/giachè degli altri Sig.[no]r Pietroncelli, Sig.[no]r/Canonico D.[on] Gianfelice Ferreri di Cape=/strano non posso dirne ne male, ne be=/ne, che no li conosco/esaminato sul Capitolo decimo secondo/giacchè degli capi dice niente sa=/perne, ha risposto Posso per la verità/deponere soltanto, che il Sig.[no]r Ermene=/gildo Piccioli circa, il mese di Ottobre/dell’Anno 1806 fece leggere a Giovinotti/Monaco e tutta l’intera massa un dis=/paccio//
f.49v ( al margine destro si legge: “ Ventisei 26” n.d.a.)/paccio(sic) Scritto a mano col quale faceva/vedere, che da Palermo gli era Stato/rimesso per mezzo di un espresso Corrie=/re a nome passato Re dal Segre=/tario di Stato, col quale lo dichiarava/Generale delle tre Provincie, cioè di/Chieti, Aquila, e Teramo e che esso/Piccioli aveva avuto l’alter ego, e le (al margine sinistro si legge: “ Ferrini “ n.d.a.)/facoltà di creare l’ufficialità, qual/dispaccio volle che si affiggesse in di=(al margine sinistro si legge: “ Placidi” n.d.a.)/versi Paesi, come sentii, che si effettua,/Sò inoltre, che Luigi di Barisciano, che ne ignoro il Cognome era quello, ( al margine sinistro si legge: “ Fortunato “ n.d.a.)/ portava di
notte tempo le notizie a/Giovinotti, e Monaco colla massima se=/gretezza essendo egli capace di quei/luoghi ne faceva ancora il Brigante,/Finalm. [en]te Esaminato Sulla condotta politica, e/Civile delle nominate persone, e dell’attuale loro destino e tra essi, che ne/sia del nominato Luigi di Barisciano/ha risposto, Non si pone in dubbio,/chel ’Autore del Brigantaggio sia//
f. 50r
Stato il Sig.[no]r Ermenegildo Piccioli/de Navelli, e che, come Persona facol=/tosa, e pulita gli avevano tutta la/fiducia, per cui facilmente eravamo/creduli ai suoi detti, e che in oggi per/quello ho trasentito strattona carcerato/nela Capitale di Napoli./il Sig.[no]r Gaetano Piccioli di unita al Sig.[no]r Leopoldo Barone Marchi de Navelli,/ed il Sig.[no]r Giandomenico Corsi di Capestra=(al margine sinistro si legge: Fortunato “ n.d.a.)/no, Che in oggi prementi sento dire che/si trovino carcerati in Napoli, cospirava-/no contro del Governo, perché allorche/mi portai nei Navelli in casa Piccioli, di unita agli altri nella sera del dì/nove Agosto del passato anno mille/Ottocento sette da mal non ricord/vi eranoin detta Casa i medesimi, e/per ciò vedo meglio a spiegarmi di quel=/che ho detto. Rispetto pi a Donato/Ferrara, e Suo domestico di Turri, Fran=/cesco Saverio Migliorati, Sig.[no]r Giandrea/Canonico Ferreri Sig.[nor] Gianvincenzo Fer=/reri//
F. 50v ( al margine destro si legge. “ Ventisette 27” n.d.a.)/ reri(sic) di Capestrano, perché non gli ho/avuti in pratica, non posso dirne, ne/Male, ne bene./Depongo finalmente per la verità, e//per quello Nicosia, il Capitano/delle Masse Giuseppe Monaco di Antrodacqua, e Suo Figlio, Felice Ruggieri/alias Giovinotti di Ovindoli, Andrea Damia=/ni di Navelli, Pelino Petrella di Pratola ( l’odierna Pratola Peligna in provincia dell’Aquila n.d.a.) alias Muscillo,perchè cospirato=/ri dell’attuale/Felice Governo, e
( al margine sinistro si legge: “ Fortunato “ n.d.a.)/e Bricanti (sic) si trovano passati agli eterni ri=/posi, Sò dappiù per averlo sentito dire/ che li figlio(1) di Giovinotti si trova Carce=/rato nell’Aquila, come uno dei Brican=/ti, non mi costa però l’attuale destino di Luigi Barisciano, ne di Francesco Angeloni di Navelli parimenti Brican=/ti/ Gianpasquale Ferrini ò deposto come so-/pra. ( sotto si legge: “ %A. Placidi” n.d.a.)//
NOTE
A.Di questi, purtroppo, come pure degli altri congiunti del sunnominato, Felice Ruggeri alias Giovanotti di Ovindoli, non conosciamo nè il nome né quale sorte subì.
f. 52r
Foglio lasciato in bianco n.d.a.
f. 52v. (Al margine sinistro sl legge: “ 29/Ventinove” n.d.a.)/Castel d’Ieri 12 D[ecem]bre 1808/Il Sindaco i Castel di Ieri/al/Reg.[i]o Sig.[no]r Gov.
[ernator]e del Circond.[ari]o di D. Demetrio/In esecuzione delli Ord.[ini] di V.[ostra] S.[ignoria] le complico il/Certificato delle Persone probe, et attacca-/te all’attuale Governo, ed intesi de/Pubblici/affari, e con tutta la stima passo a raff.[ermarm]i( al margine sinistro si legge: “ Fortunato “ n.d.a.)/Donato de Angelis (1) Sindaco//
NOTE
A.Fu iscritto nella vendita carbonara, composta da 92 adepti, di Castel diIeri:”[….]10. Donato de Angelis – Prop[rietari]o- Castel diIeri- Carb. [onar]o[,,,,]”. Archivio di Stato di Napoli cit.
f. 53r
Foglio lasciato in bianco n.d.a,
f. 53v. ( al margine destro si legge: “ 30/trenta “ n.d.a.)/Castel di Ieri 12 X[decem]bre 1808/Certifico io qui sotto[scritt]o Sindaco di d.[ett]o comune, co-/me le Persone Probe, i nemici del briganteggio,/attaccati all’attuale Governo, e che sono intesi/de Pubblici affari sono li Seguenti/ Sig.[no]r Pier luigi Anzini, Gesuè Gentile/Nicola Cercone/Fran.[ces]co de Angelis/Donato di Virgilio/E per la verità si è fatto il p.[rese]nte munito del solito popular Sugello, ed in fede/Donato de Angelis Sindco/Aleri Santoro Cancell.[ier]e ( al margine sinistro è impresso il citato circolar sigillo comunale e più sotto si legge: “Fortunato” n.d.a.)
f. 54r
Foglio lasciato in bianco n.d.a.
f. 54v. ( al margine destro si legge: “ trentuno 31” n.d.a.)/Gioachino Napoleone p[er] la Dio Grazia, p[er] le Costituzioni/rè delle Due Sicilie, Principe e Grande Ammiraglio della/Franci/D’ordine della Regia Corte di S. Demetrio Delegato/Sentiti Per essere informati di un’affare di Giustizia/e p.[er] la retta Amministrazione di essa hò precisato biso=/gno delle qui dietro notate Persone, Che però subito/al ricevere del p.[rese]nte noi conferiscano subito avanti di me/in questa regia Corte Delegata, Atteso informato sarò/di quel toto mi necessita Sapere, saranno colla possibile/celerità, saranno Licenziati Tanto dunque eseguiranno sotto/La pena di once D’oro XXV F.° R.° p.[er] ciascun Contravenuto/E non altrimenti S. Demetrio li 20 Ott[ob]re 1808(sotto si legge: “ %Alessandro Placidi G.[overnato]re” e, più sotto si legge: “ Fortunato” n.d.a.)/ Ord.[in]e come sopra//
f. 55r
“ Castel di Ieri/Sig.[no]r Pierluigi Anzini/Gesuè Gentile/Nicola Carlone/Fancesco De Angelis/Donato di Virgilio” n.d.a.)/Adì retrosc.[ritt]o giorno, ed anno/Pietrantonio di Pasquale P.C. con giuramento riferisca a me/sotto[scritto di essersi oggidì Sud.[dett]o conferito di persona nel comune di Castel-/di Ieri e di aver notificato il dietrosc.[ritt]o ordine,
e quanto su di esso si con-/tiene alla Soprascritti Individui pers. [onalment]e rinvenutiIN fede/Giand.[omenic]o Bugni Subì a relaz: [io]ne//
f. 55v ( al margine destro si legge: “ trentadue 32” n.d.a.)/Gesuè Gentile del Comune di Castel di/Ieri di Età sua di anni settantaquattro/circa, Uomo di Campagna./Esaminato sul tenore di una Copia di/Lettera del Regio Sig.[no]r Pro[curato]re Gen.[era]le del Tri-/b[una]le Straordinario Sedente in Napoli, e/propriamente sul Capitolo Sesto, se co-/noscesse/un tal Gazzarra di Castelvecchio/Subequo, o Castel di Ieri, e conoscendolo, di dove si rattrova, e se abbia questi som-/ministrava(sic) Polvere a Briganti, Hà ris-/posto Sig.[no]r Posso p[er] la verità deporre/che nell’anno scorso la Massa de Bri-/ganti Comandata da Masciarelli di Pen-/ne, tempo in cui si radunava il Grano ( al margine sinistro si legge: “ Fortunato” n.d.a.) e propriam.[ent]e nell’anno 1807, fù p[er] q. [ue]llo/si diceva in Casa di Giuseppe Cera (1) alias/Cazzara (sic) di Castel di Ieri mia Patria, non/posso disporre con accerto se questi Som-/ministrò Polvere a detti Briganti, la q.[ua]le/potrà facilmente da esso trovarsi,p[er] che/fà lo Sparatore delle Feste; Mi costa
per-/che essendosi in d.[ett]a mia Patria portata/una Compagnia di Truppa Francese poco tem-/po dopo alle Masse, si presero nella Casa/di d.[ett]o Gius.[epp]e Cera, alias cazzarra (sic) una quan//
NOTE
1) Iscritto nella vendita carbonara del comune di Castel di Ieri: “[…]34. Cera Giuseppe- Prop.[rietari]o- Castel di Ieri- Carb. [onar]o[…]”. Archivio di Stato di Napoli, cit.
f. 56r
Tità di Polvere che detto Giu=/seppe Cera alias Gazzarra si trova tuttavia/in libertà p.[er] la mia Patria Questo è q.[uan]to/p[er] la verità posso disporre onde/+ Segno di Croce del sud.[ett]o Gesuè Gentile/ill.[etterat]o come dice, q.[ues]to ha disposto quanto/di sopra ( sotto si legge: “ %A. Placidi” n.d.a.)/f.
f.56v
Volume Settimo ( al margine sinistro si legge: “ Prata “ e, al margine destro si legge: “ 1808” n.d.a./Vol. 7 lv. 552: IV/a/I Fratelli Piccioli de’
Navelli, e come/V. 5 C.S.N. 4/Busta 2/Processo 14” n.d.a.)//
f.57r. ( al margine destro si legge: “ Due 2” n.d.a.)/In Capistrano oggi giorno di Mercoledì in cui/si contano li sei del corrente Mese di De-/cembre andante anno 1808, precedente/chiamate, si è conferito avanti il Reg.[i]o Sig.[no]r/Gov.[ernator]e del Circondario di
Capestrano istesso/il nominato Domenico Cantalini./Domandanto primieramente del suo nome ( al margine sinistro si legge. “ Fortunato “ n.d.a.)/Cognome, Padri, età, e Mestiere ha rispo-/sto limarsi Domenico Figlio di Giusep=/pe Cantalini, e di Ascenza Cimella; nativo di,/ e domiciliato nella Comune di Navelli; es-/ser d’anni trenta sette e di esercitare il il/Mestiere di Falegname./Domandato quindi esso Testimonio con giu-/ramento a dire se avesse mai fatto al ( al margine sinistro verticalmente si legge: “ Cantalini “ n.d.a.)=/cun rapporto a questo Reg.[i]o Corte relat-/ivamente alla gita di qualche Masnada di Briganti nella sua Patria, ed in caso ( al margine sinistro si legge: “ Canofari “ n.d.a.)/di affermativa specifichi con distinzione/quando, dove, in che modo, e p.[er] qual causa./Ha risposto Sig.[no]re Gov.[ernato]re Nel prossimo scorso/anno io mi trovai prima eletto della/mia Padria. Il Sig.[no]r Francesco Paolo Gior-dani Sindaco prescelto in tal’anno dal De/curionato supponendo di avere delle ec-//
f. 57v
cezioni, che lo esentassero da questa cari-/ca, trovandosi p.[er] propri affari in Civitel-/la Casanova Prov.[inci]a di Teramo, dopo avuta/la notizia di sua elezione, seguito colà a/trattenersi più Mesi, nel frattempo de’ q.[ua]le/procurò de far valere le sue eccezzioni(sic)/p.[re]sentarmi della sud.[dett]a carica.Questo fù il/ motivo p[er] cui io venni d’ordine dell’In=/tendente della Provincia, costretto a far le ve-/ci del Giordani nella carica di Sindaco. Nel-/la sera di 9 del Mese di Agosto del detto/anno milleottocento, e sette mi trovavo/dentro della mia Casa, e stano p.[er] coricar=/mi allorché potevano essere circa le ore due/della notte, mi fù battuto alla porta. Aprj/la medesima, e mi si presentò Domeni=/co Giuliani, il q.[ua]le trovavisi insieme con/me ultimo eletto nell’Amministrazio=/ne del Comune de’ Navelli mia Padria./In sua compagnia io osservai, che vi era pure, un Uomo armato da me non conosciu-/to. Avendomi l’uno e l’altro palesato, che/da circa Briganti comandati da/Giuseppe Monaco d’Introdacqua, e da un/tal//
f. 58r
tal(sic) Giovinotto di Ovindoli, chiamato/come poi ho sentito dire, Felice Rugiero,/erano andati in quel punto, e che vole=/vano delle razioni di viveri, io agio sull’/istante, e supponento(sic), come era difatti,/che la P.[erso]na armata era del numero dei/Briganti giunti, accompagnato da essi, (al margine sinistro si legge. “ Fortunato” n.d.a.)/mi feci da diversi Galantuomini sommi=/nistrare all’oggetto del pane, del vino, e del formaggio Corrispondente, cose tutte/ con sollecitudine distribuite ai Brigan-/ti, dappoichè essendosi la Masnata (sic) di es=/si formata fuori del Paese, dentro del
q.[ua]le/erano entrati soltanto il Monaco, il Gio-/vinotto, e pochi altri di loro seguaci, mi=/nacciavano di far entrar tutti dentro l’abitato, se prontamente non si adem-/piva alla somministrazione ordinata./Vollero ben’anche una quantità d’orzo p.[er] i Cavalli, e fù loro data. Si rubarono in=/seguito due Giumente del Sig.[no]r Frances=/coni, e due del Sig.[no]r Contalini; e final=/mente potendo essere circa le ore sei/della notte, valutando dire dopo il tratte=/nimento di quattro ore, avendo tutti//
f.58v
Mangiato s’incamminarono p.[er] l stra=/da, che conduce alla prossima Comune di/CittàRetenga (sic), dicendo di voler andare a/trovare la Brigata di Gendarmeria R.[ea]le,/che trovasi ivi p[er] disposizione del Gover-/no Stazionata. Di questo accaduto io non/mancai la mattina seguente de’ dieci di farne a V.[ostra] S. [ignoria] Sig.[no]r Gov.[ernator]e il conveniente rap=/porto. E siccome si sentivano ancora in/queste vicinanze li Briganti suddetti, così/stimai di non azzardarlo in carta, e mi portai di P.[erso]na a riferirlo a Voce,/Domandato finalmente a dire se vi sono al-/tre P. [erso]ne, le quali possano deporre, quanto/da esso Deponente si è detto: ha risposto/l’Eletto mio Compagno Domenico Giu=/liani da me citato, ed il Cancelliere Giu=/seppe di Felice che lo possono anche deporre/Io Domenico di Giuseppe Cantalini/ o disposto (sic) come sopra ( sotto si legge. “ Canofari” n.d.a.)/Ciambolli, pra mast.is//
f. 60r. (Al margine destro si legge: “ quattro 4” n.d.a.)/ Gioacchino Napoleone p.[er] la Grazia di Dio, e per la/Costituzione dello Stato Rè delle due Sicilie, Principe e/Grande Ammiraglio di Francia/Antonio Canofari Reg[i]o Gov.[ernator]e, e Giud.[ic]e/Per servizio della Giustizia le qui sotto[scritt]e P.[erso]ne, al ricevere del/p.[rese], subito si conferiscano in questa Regia Corte,/mentre informati veruno di quanto ci occorre sapere, sa-/ranno colla massima sollecitudine licenziate. Si guardino/del contrario sotto pena di onze d’oro XXV I.R. Il p.[resen]te/ Capestrano sette dicembre 1808/Canofari
( al margine sinistro si legge: “ Si attendono li/testimoni p.[er] le ore 16 di doma-/ne/ Navelli/P. Domenico Giuliani/P. Giuseppe di Felice” e più sotto ancora si legge: “ Fortunato”n.d.a.)/Ciombotti p.[er] Pigliacelli Mas.[trodat]ti (al margine sinistro si legge: “ or.(din)e V. S.a “ n.d.a.)//
f. 60v
Adi re.[troscri]tto/Gio:[van]Battista Santini P.[rocuratore] R.[egio] di questa Reg.[i]a Corte con giuramento riferisce a me/so.[ttoscri]tto di aver oggi re.[troscri]tto giorno notificato il re.[troscri]tto ord.[in]e alle re.[troscri]tte P[erso]ne nel modo, e forma sono segnate mediante accesso In fede/Pietro d.[ett]o Ciambotti Pro Mas[trodat]ti A relaz. [ion]e In fede//
f. 61r (al margine destro si legge: “ cinque 5 “ n.d.a.)/In Capestrano oggigiorno di Giovedì in cui/ si contano li otto del corrente mese di Decem-/bre andante anno 1808/precedente chia-/mata si è conferito avanti il Reg.[i]o Sig.[no]r Gov.[ernator]e/del Circondario di Capestrano istesso il nominato Sig.[no]r Giuseppe di Felice/Domandato primieramente del suo Nome. (Al margine sinistro si legge: “ Giuseppe de Felice
depone” n.d.a.)/Cognome, Padria, età, e Mestiere:ha rispo=/sto chiamarsi Giuseppe Figlio di Angelo. ( al margine sinistro si legge: “ Canofari” n.d.a.)/cognome, Padria, età, e Mestiere: ha rispo=/sto chiamarsi Giuseppe Figlio di Angelo ( al margine sinistro si legge. “ Canofari” n.d.a.)/ e di Maddalena di Felice, nativo, e domi=/ciliato nella Comune di Navelli, esser di/anni sessanta sei di vivere del suo ( al margine sinistro si legge: “ Fortunato” n.d.a.) Domandanto quad esso Testi.[oni]o con giuramen-/to a dire se fosse mai fatto alcun/rapporto a questo Reg.[i]a Corte relativ-/mente alla gita di qualche Masnata di/Briganti in Navelli sua Padria, da chi,/quando, dove, in che modo, e p.[er] qual causa/Ha risposto Sig.[no]r Gov.[ernator]e, Io mi ricordo feli=/cemente, che nella sera di nove di Agosto/delprossimo scorso anno milleottocento/e sette, stando in mia Casa a cura le ore/due della notte venne a trovarmi Dome-/nico di Giuseppe Cantalini, e Domenico/Giuliani miei Paesani, i quali trovavan//
f. 61v
si in tal anno Eletti di quella Uni/versità di/medesimi mi dissero, che da circa cinquan-/ta Briganti comandati da Giuseppe Mona-/co d’Introdacqua, e da un tal Giovinot=/ti di Ovindoli chiamato, come in segui-/to ho sentito Felice Rugiero, erano arri=/vati in quel punto e che essendo rimasti/fuori l’abitato, pochi di essi entrati nel/Paese avena domandato da magiare per/tutti. E siccome avran minacciato di en=/trar tutti, e metter sossopra il Paese, se pron/tamente nn si somministrava loro ciò/che avevano chiesto, così essi Cantalini/e Giuliani, a cui come capi della
Comu=/ne, si eran direttivi soggiunsero, che non/avendo come fare, p.[er] rimediare la quan-/tità de’ generi, che necessitavano all’og=/getto, in una ora così avanzata, soci avean/pensato/di richiedere del pane, del vino, e del formaggio a tutti i Benestanti, onde che io come tale avessi dato quel che più/mi riusciva comodo.Per allontanare/qualunque inconveniente, avendo veduto,/che in difficoltà maggiore era quella di/rinvenire dell’orzo, che hai Briganti a=/vevano anche chiesto, io che avevo//
F. 62r. ( al margine destro si legge. “ Sei 6” n.d.a.)/ne diedi una salma all’istante. Nel far/ciò essendomi casualmente accostato al/Portone di mia Casa, viddi in tal
occasio-/ne/che nella Piazzetta contigua circa dieci/dei detti Briganti tutti armati, tre dei/quali stavano a Cavallo. Dopo aver conse-/gnato la salma suddetta di orzo, chiusi di/bel nuovo il mio Portone, e Giuliani riferito, che/essendosi portata da essi pane, vino, e form- ( al margine sinistro si legge: “ Fortunato” n.d.a.)/maggio nel luogo dove i Briganti non/ si firmati, e che avendo que[s]ti mangiato (sic), se/ne eran portati p.[er] la volta di Cività Retenga (sic), e che avena minacciato di voler colà an-/dare, a trovare la Brigata di Gendarme-/ria, che vi era stanziata. Tovandomi/io Cancelliere della Comune ridetta, in=/sinuai all’eletto Cantalini di portarsi di/Persona qui in Capestrano a farne il cor-/rispondente rapporto a voce a V.ostra] S.[ignoria] gic=/che non lo torva lo stesso a azzardarsi in/scritto, p.[er] la ragione, che i Briganti/riferiti si sentivano girare ancora/in quelle vicinanze. E questo è quanto/Io sò ed è la verità//
f. 62v
Domandato finalmente a dire, chi può de=/porre tutto ciò, che si è da esso deposto/Ha detto li sudetti Eletti Domenico di/Giuseppe Cantalini, e Domenico Giuliani,/lo possono deporre con più distinzione/Giuseppe de Felice depone come sopra ( sotto si legge. “ Canofari” n.d.a.)/Ciambitti per Mas.[trodat]ti”//
F. 63 r. (Al margine destro si legge: “ sette 7” n.d.a.)/In Capestrano oggi giorno di Giovedì/in cui si contano li otto del corrente Me-/se di Decembre andante anno 1808, pre-/cedente chiamata, si è conferito avanti il Reg.[i]o Sig.[no]r Gov.[ernator]e del Circondario di Capestra-/no istesso il nominato Domenico Giuliani/Domandato primieramente del suo Nome,/Cognome, Patria, età e Mestiere: ha ris=/posto chiamarsi Domenico Giuliani Fi=/glio di Francesco Giuliani,ed Antonia de/Laurety (sic), nativo, e domiciliato nella comu/n de’ Navelli, esser d’anni cinquanta/quattro, Uomo di Campagna ( al margine sinistro si legge: “ Canofari” n.d.a.)/Domandato quindi esso test[imoni]o con giuramen/to a dire se sapesse d’essersi fatto qualche ( al margine si
legge: “Fortunato” n.d.a)/rapporto a questa Reg.[i]a Corte relativo aven=/o alla gita di qualche Masnada di Bri=/ganti nella sua Patria de’ Navelli, da/chi, quando, dove, in che modo, e p.[er] qual=/causa: Ha risposto Sig.[no]r Gov:[ernator]e In Agosto/del prossimo scorso anno mille ottocento, e/sette, io mi trova ultimo Eletto dell’Uni[versi]tà de’ Navelli. Nella sera de nove di/detto Mese, dopo di essermi posto a letto/sentj bussare la porta della mia Casa//
f. 64v
Dissi a mia Moglie, che non si era ancora coricata, che avesse aperto, e veduto chi/era. Avendolo eseguito, viddi entrare in/essa da sette in otto Briganti Armati, il/capo de’ quali, che mi disse gli stesso chia=/marsi Giuseppe Monaco d’Introdacqua,/m’impose con autorità ad alzarmi dal/letto, e di procedere all’istante le razioni/per sessanta de’ suoi seguaci, ed una salma/di orzo p.[er] i Cavalli. Mi soggiunse, che avea/fatti fermar questi fuori del Paese, ma che/se non era prontamente ubbidirlo, li ave-/rebbe (si) farli fatti entrare dentro, e lo ave-/rebbe posto sossopra.Io mi alzai imme=/diatamente; usci di casa, ad accompagnarlo/da uno dei detti Briganti mi portai a chia-/mare l’altro Eletto mio Compagno Do=/menico di Giuseppe Cantalini che p.[er] man-/canza del Sindaco faceva le di costui veci,/e gli palesai quanto mi era accaduto, e la volontà el scudetto Monaco. Siccome non/vi era niente in pronto, così pensammo/di far Capo datati i Benestanti del Pae=/se p.èer] aver pane, formaggio, vino ed orzo;/onde poterlo
somministrare ai Brigan-/. Ci riuscì di aver fatto, e fù loro por=//
f. 65r ( al margine destro si legge: “ Otto 8 “ n.d.a.)/tato nel luogo dove si erano fermati./Mangiarono, e quindi stendo essere cir-/ca le ore sei della notte s’incammina/rono p.[er] la volta di Cività Retenga, in cui/dissero di voler andare a trovare i Gen=darmi, che vi erano stazionati. Seppimo/di fatti la matina seguente, che si era=/no portati e che si erano con essi attaccati/senza p.[er]altro che li avessero potuti offen=/dere: si seppe ancora, che fù la comi=/tiva de’ Briganti riferiti vi erano An=/drea Damiani, ed un tal Gio:[van] Pietro de’ ( al margine sinistro si legge: “ Fortunato” n.d.a.)/Navelli istesso, p[er] cui io seppi, che da/questi fussero stati condotti in mia Casa/quantunque io la notte non li avessi ve=/duti. Riseppi dappiù che p.ri]ma di partire/la Masnada suriferita aveva rubato una/Giumenta al Sig.[no]r Francisco, ed altre due/al Sig.[no]r Nicolantonio Cantalini, ai quali a=/vevano con violenza aperto le rispetti-/ve stalle. Correndomi l’obbligo di far-ne, come Eletto il rapporto a questa Reg. [i]a/Corte, parlai col poveretto mio Compagno/Cantalini, al quale fù consigliato di
por-/tarmi di P.[erso]na ad adempirlo a voce in q.[uest]a Reg.[i]a Corte, giacché non era prudenza//
f. 65v
Di azzardarlo in iscritto, p.[er] la maggio=/re/re che iMesso, che doveva portarlo po=/tea incontrarsi coi Briganti, i quali nella mattina de’ dieci del sud.[ett]o Mese di Agosto/si aggiravano ancora a giorno avanza/to nelle vicinanze di Navelli. E questo è quanto io sò, ed è la verità./Domandato infine a palesare chi può depor-/re la verità il d.[ett]o fatto, che da esso Deponen-/te si e narrato. Ha risposto. Il nom=/inato mio Compagno Domenico di Giu=/seppe Cantalini, ed il Sig.[no]r Giuseppe di/Felice lo lp possono anche deporre/+ Signum Crucis ( più sotto si legge. “ Canofari” n.d.a.)/Ciambotti pro Mas[trodatt]i//
f. 66r ( al margine destro i legge: “ 1/uno” n.d.a.)/S. Demetrio 27 Sett[embr]e 1808/Il Gov.[ernator]e del Circond.[ri]o/Al Sindao di Prata/Sig.[no]r Sindaco/Mi necessita in risposta avere da Voi/una nota di quattro Persone probe, oneste,/attaccate al pr[rese]nte Governo, e che sianointese de publici affari Affrettatevi di ri-/metterla p. [er] potere eseguire con pre=/stezza un Incarico addossatomi ( al margine sinistro si legge: “ Fortunato” n.d.a.)/ Prata 29 7[settem]bre 1808/Facciamo fede noi sotto. [oscritt]i Sindaco, ed Eletti della sud.[ett]a Com[mu]ne,/qualmente le persone probe
cercate con ord.[in]e del Sig.[no]r Governatore del Circondario di S. Demetrio sono, Pasqua-/le Sidonio, Angel’Ant.[oni]o Eusanio, Bernardino di Bar=/tolomeo, e Pietro dell’Orso, le quali sud.[ett]e persone/sono attaccate al p.[rese]nte Governo, ed al buon or=( al Margine sinistro si legge: “ Fortunato” n.d.a.)/dine e non disturbano la publica tranquillità./Onde in fede del vero abbiamo formato la p.[rese]nte fede,/formato da noi, e robborata col popolar Sugello/di questa Com[u]ne Sopra.[ett]a In fede/+ Segno di Croce di Silvestro Turonio Eletto Ill.[ettera]to/gommarino(sic) d’Alfonso eletto/Loreto Tarquinio Sindaco ( al margine sinistro è impresso l’ovale timbro comunale della suddetta università n.d.a.)/Leoni Concetta//
f. 66v
Foglio lasciato in bianco n.d.a.
F. 67r / al margine destro si legge: 3 tre” n.d.a.)/Gioacchino Napoleone p.[er] la Dio Grazia Rè delle Due/Sicilie, Principe, e Grande Ammiraglio della Francia/La Regia Corte di S. Demetrio Delegata/Se noti Subito al ricevere del p.[rese]nte si conferiscano avanti/di me in questa Regia Corte le dietroscritte Persone attese/informati che sarà di quanto mi necessita Sapere, saran-/no colla possibile Celerità disbrigata. Tanto dunque esequa=/no sotto la pena di due.[cati] d’oro XXV p.[er] ciascun Contrave[nu]to/F.R. e noialtri.S. Demetrio li 9 ott.[obr]e 1808( sotto al centro si legge: “ %Alessandro Placidi” e, più noto, al margine sinistro si legge: “ Fortunato” n.d.a.)//
f. 67v
Prata/Pasquale Sidonio/Angelant.[oni]o Eusanio/Ber.[nardi]no di Bartolomeo/Pietro dell’Orso/Noi retroscritto giorno, ed anno/Demetrio Antonio di Pasquale P.C. riferisce a me so.[ttoscri]tto di esserli/Ogi di sud.[dett]o portato nel Comune di Prata, e di aver notificato/il dietroscr[itt]o ord.[in]e alle sopra.[ett]i Individui per l’[….]venato/In fede./ Gra n° Rugeri[…..]//
f 68r. ( al margine destro si legge. “ quattro 4” n.d.a.)/Addi tre ottobre mille ottocento otto/Pasquale Siconio della comune di Prat/di età sua d’anni sessantasette circa/ Uomo di Campagna/Angelantonio Eusanio dello steso Comune/di età d’anni sessanta in circa/Uomo/di campagna:/Pietro dell’Orso di età sua d’anni settantacinque in/circa Uomo di campagna/Esaminati convenientemente l’uno dopo l’altro/sul tenore di una copia di lettera del/Reg.[i]o Sig.[no]r Procuratore Generale presso/il Tribunale Straordinario Sedente in/Napoli, e propriamente sul Capitolo/quinto han risposto Signore Come Na=/( al margine sinistro si legge: “ Fortunato” n.d.a.)/turali del comune di Prata possiamo/ certamente ponere, che nell’inverno/del passato anno mille ottocento, sette, il fù Bricante Andrea Damiani, con l’occasione de lavori, nella Chiesa di/San Nicola in Prata in qualità i Sca=/rapellino, ritirava nella casa di Vincen=/zo di Bartolomei, ed appena termina=/to il lavoro, se ne andiede colla mas=//
f. 69v
sa del Sig.[no]r Ermenegildo Piccioli de Na=/velli. Deponiamo in oltre, che il nomato/Vincenzo de Bartolomei fù parimenti/Bricante, ed avuto il perdono se ne par=/ti colle Truppe Francesca (sic), e più non/abbiamo avuto notizia. Finalmente de=/poniamo, che il mastro Andrea Damiani de Navellli, perché Bricante, e cos=/piratore contro l’attuale Felice Governo/fù per mezzo della giustizia contanna=/to (sic) a morte, e la di lui testa esiste esposta (1) nel Comune de Navelli Sua Pa=/tria ed è la verità./+ Segno di Croce di Pasquale Sidonio Ill.[ettera]to/come ha detto, quale ha deposto come/sopra/Pietro dell’Orso depone come sopra ( sotto si legge. “ “%A. Placidi” n.d.a.)//
NOTE
A. Quindi chiaramente si evince che ancora un anno dopo che il Nostro fu giustiziato nella fortezza dell’Aquila, il 9 ottobre 1807, la sua testa era ancora, come macabro
trofeo, esposta alla tremenda visione di tutti: l’orrendo volto sfigurato dalle intemperie, dal tempo e dai rapaci: un luogo senz’altro da evitare, sicuramente lì, tutti, passavano di corsa senza guardare e senza fermarsi. Dobbiamo immaginare, quindi, che lo stesso metodo sia stato usato anche per le teste di tutti i giustiziati per ordine dei vari comandanti francesi.Chissà quando, queste furono tolte (vi era un tempo stabilito?) e, dobbiamo supporre, che una volta tolte fossero sepolte in un luogo consono. E i resti dei corpi degli insorgenti impiccati dove furono sepolti?Nel luogo dove furono giustiziati o nella loro piccola patria?Le teste, o quello che rimanevano di queste, furono riunite con gli altri resti mortali? Dobbiamo immaginare che qualche confraternita,( la Misericordia ?), mossa dalla vera pietas cristiana, avesse il triste compito dello spiccamento e della sepoltura. Sicuramente doveva esistere un esatto procedimento comportamentale codificato con leggi apposite sia ecclesiastiche che civili. Perché altrimenti come si faceva? Dovevano essere cristianamente sepolti o no? E il rito della sepoltura avveniva due volte? La prima sepoltura per i resti avulsi della testa. E la seconda della riunione di tutti i resti? O, in ultima analisi, la teste venivano sepolte da sole in un luogo a loro esclusivamente riservate?
f. 69r
Divisione degli Agosto 1808 Provincia di Abruzzi Aquila
In. 552 IV
Volume Secondo
Commissione Militare/
Busta 2
Processo 10
Carte contro i fratelli Piccioli di Navelli, e complici/
Briganti Capo Monaco//
f.69v
Foglio lasciato in bianco n.d.a.
f. 70r ( al margine destro si legge: “ Uno 1 “ n.d.a.)/Compagnia di 2[Secon]do Apruzzo Ulteriore ( al margine sinistro si legge: “ Gendarmeria Reale/1[prim]a Legione/3° Squadrone e, sopra, di fianco si legge: “ Fortunato” n.d.a.)/Processo verbale nell’arresto di D.[on] Giovan Francesco Piccioli e D.[on] Leopoldo/Marchi di Navelli e Donato Ferrara domestico di Marchi/Oggi giorno undici Ottobre 1807 ad ore una di notte d’Italia, essendo=/mi portato io qui sottoscritto Capo Squadrone della Gendarmeria Reale/a Naelli, dietro l’ordini del Sig.[no]r Generale Huard Comandante/la Provincia, ad oggetto di arrestare i nominati D.[on] Giovan Francesco/Piccioli, ed il Barone D.[on] Leopoldo Marchi di Navelli istesso, quali/ corrispondenti parteggiani (sic) dei Briganti, sono entrati nella casa/del Sig.[no]r Piccioli sud.[ett]a, e ho arrestato, come pure D.[on] Leopoldo Marchi/il quale erasi nascosto dietro il mio arrivo in Navelli,, per trasportarli/quindi dell’Aquila, secondo gli ordini ricevuti. Contemporaneamente/ho arrestato ancora il nominato Donato Ferrara di Turri, Provincia di Chieti, domestico del Marchi, qual uomo sospetto, e col Marchi istesso,/intelligente, e perché avendo io giunto a Navelli spedito de’ Corrieri/per affare di Servizio, il med.[esim]o Ferrara ha raggiunto uno di essi, ed ha/voluto essere informato dell’oggetto, e del loco pel quale era destinato/Fatto a Navelli nel g[ior]no, ed ora come sopra/(seguita con un illeggibile firma n.d.a.)//
f.70v
Foglio lasciato in bianco n.d.a.
F. 71r. ( al margine destro si legge: “ Due 2 “ n.d.a.)/1a Luogotenenza e,al margine sinistro, sopra, si legge: “ Gendarmeria Reale/1a Legione” ancora,/Processo verbale sull’arresto dei nominati Gaetano Piccioli di Navelli/Giovan Domenico Corsi, al centro, si legge: “ Fortunato” ed, al margine destro è riportato: “ 3° Squadrone/5a Compagnia” n.d.a.)/Processo verbale sull’arresto dei nominati Gaetano Piccioli di Navelli/Giovan Domenico Cri, Canonico D.[on] Giovanni Andrea Ferreri, Giovan/Vincenzo Ferreri, e Fran.[ces]co Saverio Migliorati Diu Capestrano./Oggi giorno sedici ottobre 1807 essendomi portato io qui sottoscritto/Tenente della Gendarmeria Reale a Capestrano, dietro gli ordini/del Sig.[no]r Generale Huard Comandante la provincia, ad oggetto di arre=/stare i nominati Gaetano Piccioli di Navelli, Giovan Domenico Corsi/Canonico D. [on] Giovan’Andrea Ferreri, Giovan Vincenzo Ferreri, e/Francesco Saverio Migliorati di Capestrano, Cospiratori conto lo Stato, corrispondenti con iu Briganti, dopo le misure prese gli ho arresati, e riuniti in quel Regio Forte- Avendo perquisite, le loro/rispettive case, ho trovato al Sig.[no]r Migliorati delle carte le/quali sono state da me suggellate con suggello del Migliorati/istesso alla di costui presenza, e del Sig.[no]r Tenente Santa Croce del//
f. 71v
1° Reggimento Leggiero Napoletano, Comand.[ant]e la Piazza medesima ( è stato cancellato n.d.a.)/Fatto a Capestrano nel giorno ed ora come sopra/Alò (1)//
NOTE
A. Di questi, in Francia, si conserva nella Biblioteca Nazionale un suo “ RAPPORTO STORICO DEL BRIGANTAGGIO DELLA PROVINCIA DEL 2° ABRUZZO ULTRA DAL 1806, EPOCA DELLL’ENTRATA DELL’ARMATA FRANCESE NEL REGNO, SINO ALLA
DISTRUZIONE DE’ BRIGANTI STESSI “ manoscritto inedito da me pubblicato nel 2019, presso la benemerita casa Editrice Edizioni Kirke, Cerchio-Avezzano, dal titolo:<< La repressione del brigantaggio nell’Abruzzo Ulteriore II nel “ Rapporto Storico” del Capitano Francese Alò (1806-1812) dal Manuscrit Italien 1127 della Bibliothèque Nationale de France >>, al quale si rimanda.
f. 72r ( al margine destro si legge: “tre 3 “ n.d.a.)/Francesco Antonio Juliano di Prezza di Anni 20 Illetterato Costituito avanti/il Sig.[no]r Cat.[itan]o Fornier(sic) Oggi 6 8[otto]bre 1807 dice/Che da quattro giorni è andato in Compagnia de Briganti/portato da Del Monaco (sic) per suo Trabante. Dice che nello stesso gior-/no fu preso si portassero nei Navelli da una Perso-/na piuttosto Pulita, e crede fosse il Cocchiere di Piccioli, ed entrarono Del Monaco, suo figlio, Giovinotto, e Muscillo, e vi si trat-/tennero un’ora.Dice che stando in Stiffe, fossero attaccati dai/Gendarmi, e Giovinotto sparasse una sola fucilata ad oggetto di/far restringere la gente, che stava in disparte pel Paese, e che/nello Spazio di quattro giorni avesse da Del Monaco una biasta-/trice da uno di Ovindoli andasse a portargli stili, e due/pugnali a Giovinotto che era stato ferito/le cap. [itai]ne Command.[ant]e Fournier ( al margine sinistro si legge. “ Fortunato” n.d.a.)/Il Cap.[ita]no R.[egi]o della Commissione] M.[ilita]re/Alò//Relatore
f. 72v ( al margine destro si legge: “quattro 4 “ n.d.a.)/Vincenzo Rosati (vedi qui n.d.a.) di Ovindoli di circa 20 (sic) Anni illetterato costituito avan-/ti il Sig.[no]r Cat.[itan]o Fornier (sic) oggi il di 6 8[otto]bre 1807 dice/Ch’esso si portasse con suo zio Giovinotto dal giorno in ( al margine sinistro si legge: “ Fortunato “ n.d.a.)/ cui il Generale Medin fece arrestare la sua Parentela, e/ sempre con lui si è trattenuto sino al dì 5 corrente. Dice che/un giorno della settimana passata nel Paese Monaco, il/figlio, Giovinotto, e Muscillo, e ritornando portarono su Damiani. Dice che nella Casa di Cannella di Luco andassero i Brigan-/ti del Monaco (sic), Suo Figlio, Giov.[anni] ed ebbero il Rosolio. Dice che il figlio di giovanotto fosse a Stiffe, e vi prendesse il Cavallo, dice/incontrando il Corriere e propriam.[ent]e il Garzone di Masciarelli,/Muscillo voleva assoluta.[ent]e fucilarlo. Dice che un Paesano di Capor-/ciano dicesse che un Galantuomo del Luogo aveva un Cavallo, e glie-/lo facesse prendere dai Briganti. Dice che nel giorno, in cui
an-/diede ad unirsi coi Briganti li trovò= Del Monaco (sic)= Suo Figlio=/Giovinotto=Il figlio= Venanzio Ferrini= Gianpasquale Ferrini=/Luiggi Maiezza= Ciuccio di Carapelle= Iagnemma di Barisciano= Saverio di Prezza= Francesco di Prezza= Altro Francesco di Prezza=//
f. 73r
Pucitto delle forme= Muscillo/Ninno Cico delle Forme-Pater-/no= Carlantonio di Goriano= Anselmo suo Fra[te]llo= Luigi Pennese/monaco venuto da Roma= PIzzincrilla di Terra negra ( l’odierna Terra Nera in provincia dell’Aquila n.d.a.)=Angelo/maria della Rocca ommogliato(sic) in Terranegra= Un Militare di/Roccadi cambio=Franceso Monaco di Magliano=Chiavarini-/Troja=/Le Cat.[itai]ne Commanand.[an]te Fournier/Il Capo. [ita]no R:[elato]re della Com:[missione] Mil:[itare]/Alò//
F. 73v ( al margine destro si legge: “ Cinque 5” n.d.a.)/Pelino Petrilli(sic) Muscolo di Pratola costituito avanti il Sig.[no]r Cat:[ita]no Fornier (sic)/oggi il di 5 8[otto]bre 1807 dice di essere illetterato, e che (è stato cancellato n.d.a.)/ d’anni 38/che avesse avuto da D.[on] Cesare Spadaccino una carta di/Sicurezza per non essere arrestato da Francesi, mentre aveva del-/le istruz.[ion]i, colle quali dove tradire Gius:[eppe] del Monaco (sic), e Giovinotto/Che nel giorno di Mercoledì Settimana passata andas-/sero i Capobriganti Monaco, Giovinotto, il figlio di Monaco di notte ai Navelli./Che il Car. [ita]no Pellegrini si ritirò in una Casa insieme/colla sua gente, e che fosse costretto dalla molteplicità della/Massa a ceder le Armi, e fuggire, e che poi i Paesani L’indirizzarono/al Figlio del Monaco, e Ferrini, e da questo ucciso/Le Cap.[itai]ne Comandan[dan]te Fournier ( al margine sinistro si legge. “ Fortunato” n.d.a.)//Il Cap. [ita]no R.[elato]re della Commiss.[ione] Mili.[ta]re Alò//
F. 74r. ( al margine sinistro si legge: “ Sei 6” n.d.a.)/Andrea Damiani di Anni 35 del Comune di Nav.[elli] [costituito] avanti il Sig=/[no]r/Capitano Fournier oggi li 6 8[otto]bre 180[7] [dic]e quanto e[…]gue/Ch’egli p[er] tre giorni sia stato colla Massa comanda-/ta da del Monaco(sic), e Giovinotto e di Sapere p[er] certo che il Principe Barberini abbia sempre avuto intelligenza con loro, e p[er] fargli capitare le lettere siasi servito di Migliorati di Cape=/strano.Dice ancora sapere col Mezzo di Francesco Angelone de (Navelli che D.[on] Ferdinando Scala di Popoli andasse ai Navelli/per dire che tenta circa cento persone di Suo comando e che in=(al margine sinistro si legge verticalmente: “ Andrea Damiani” n.d.a.)/tendeva far rivoltare i Paesi giacché era stanco di più soffri-/re il Presente Governo. Dice sapere che questo stesso Francesco Ange-/lone sia stato alquanto tempo con i Briganti, e dopo aversi fatto un bottino stasi ritirato nel Paese. Dice ancora che D.[on]Gennaro Piccioli, e da D.[on] Giandomenico/Corsi di Capestrano, e fusero serviti dal Servit.[o]re Donato di Sulmona, e che di Seguito per loro Ordine fossero/dallo stesso Angelone scortati insito alla Nunciata, dopo aver=/gli persuasi i F.[rate]lli Piccioli a non presentarsi perché le forze/di Ferdinando IV erano prossime a Venire./Andrea Damiani dico come Top.[r]a/La Cap.[itai]ne/Fournier/Il Cap[ita]no R.[elato]re della Com.[missione] Mil.[itare]/Alò//
f. 75r ( al margine destro si legge: “ 7/sette” n.d.a.)/Felice Ruggieri di Ovindoli, di Anni 48 costituito avanti ilSig.[no]r Can.[itan]o Four./nier Oggi il di 5 8[otto]bre 1807 dice/Che mercoledì della scorsa settimana fossero introdotti di/notte per una porta Segreta, Esso Monaco, il figlio, e Muscillo/nella Casa di Piccioli de Navelli,e che cenassero assistiti da tutti i F.[rate]lli Piccioli, e da un tal Barone, di cui non sa il Cogno=/me, e da un altro che non conosce. Dice che da questi ricevessero/delle notizie contro il Governo presente, e che fossero persuasi a no[n]/presentarsi p.[ri]ma di altri 15 giorni, perché le armate di Ferdinan-/do IV erano prossime a veinre e che dassero (sic) un piano à Del Monaco(sic) cifrate p.[er] non far conoscere il Carattere, oltre L’avergli as-/sicurato, che Fiipstat aveva distrutto Ventimila Uomini France-(al margine sinistro si legge: “ Fortunato” n.d.a.)/si tornando dalla grande Armata. Dice che in Marano abbia-/no ricevuto della polvere col mezzo di quel Uomo, che fù ucciso dal Ten.[ent]e Jatta di Gendarmeria, e che Damiani da circa Cinque gior=/ni era con
Loro/Io Filice (sic) Ruggieri(1) diponne Come sopra/Le Cap.[itain]e Command.[an]te (sic)/Fournier/Il Cap.[itano R[elatpre della Commis.[io]ne Mil.[itar]e/Alò//
NOTE
1) I questa deposizione conosciamo la firma autografa del sunnominato Felice Ruggieri.
F. 75v. ( al margine destro si legge: 8/otto” n.d.a.)// Commissione Militare ( al margine sinistro si legge: Provincia [di]/Aquila” n.d.a.)/Si certifica da me Capitano Relatore della Commissione Militare, che/i nominati Francesco Antonio Julliano (sic) di Prezza, Vincenzo Rosati di Ovindoli,/alias Giovinotti(sic) di Ovindoli, Briganti arresti coll’arma alla mano nei primi giorni/di Ottobre 180sette furono mandati a Morte per ordine del Sig:no]r Generale Huard/Comandante la Provincia, Pelino/Petrilli alias Muscillo di Pratola, Andrea Damiani di Navellli e Felice Ruggieri/alias Giovinotti (sic) di Ovindoli. Briganti arresti coll’arma alla mano nei primi giorni/di Ottobre 180sette furono mandati a Morte per ordine del Sig.[no]r Generale Huard/Comandante la Provincia senza formalità di processo, parte in Celano, e parte/nell’Aquila, non si potette in conseguenza da me qual Capitano Relatore della/Commissione Militare prendere le loro disposizioni in regola; ricevei però dal Sig.[no]r Generale suddetto i cinque interrogatori da me segnati, che i succennati/individui subirono avanti al Sig.[no]r Capitano Fornier(sic) in Celano nell’atto del di loro arresto per tenerne conto nella causa contro dei fratelli Piccioli e complici/Fatto all’Aquila oggi giorno 20 Agosto 1808/Alò Cap.[ita]no R.[elato]re (a sinistra si legge: “ Fortunato” n.d.a.)//
f. 76r
Foglio lasciato in bianco n.d.a.
f. 76v ( al margine destro si legge: “ Nove 9” n.d.a.)/Oggi giorno 10 9[novem]bre 1807 ad un’ora di Francia dopo ( al margine sinistro si legge: “ Deposizione/di Gianpasquale/Ferrini di/Goriano Sicoli “ n.d.a.)/ mezzo
giorno si è presentato avanti di Noi Capit=/ano Relatore della Commissione Militare sedente all’Aquila, assistito dal Sig.[nor]e SIgismondo Cancelliere/da Noi nominato nel Palazzo del Vescovato, abita=/zione del Sig.[nor]e Generale Comand.ant]e la Provincia/propriam.[en] in una delle Camere del palazzo stes=/so, il nominato Gio: [van]Pasquale Ferrini di Goria=/no Sicoli Brigante presentato, ad oggetto di essere/esaminato su quanto dietro gli ordini del Sig.[no]r/Generale suddetto/Int. [errogat]o del suo nome Cognome, età, patria, e/mesiere./Ha risposto, chiamarsi Gio:[van]Pasquale Ferrini/figlio di Girolamo Ferrini di Goraino Sicoli di anni 38 circa, Ferraro/Int.[errogat]o a dire come si fosse trovato unito con ( al margine sinistro si legge: “ Fortunato” n.d.a.)/ i briganti, e che rapporti avesse avuti duran=/te il Brigantggio tanto egli che i due Capi Monaco d’Introdacqua e Giovinotti di Ovindoli. Ha risposto. Io ero tranquillo a Casa mio/Signore, ed ubbidiente alle leggi di Sua Mae=/
f. 77r
Stà Giuseppe Napoleone nostro Re, allorché nei/principi di Agosto del passato anno 1806 mi/si disse, che alcuni nemici mi avessero de=/nunciato all’Aquila, e dovevo essere arrestato/per gli affari del 1799; per cui mi appartai/dal paese, e mi tenni nascosto su quelle vici=/nanze. Fu allora che, il Capitano D.[on] Ermene-/gildo Piccioli di Navelli, causa di tanti mali/avvenuti in questa Provincia, scrisse al fu Giu=/sepoe Monaco di armarsi contro l’attuale Go=/verno Unir gente, e di partecipare anche a me/siffatti ordini, per cui io per sfuggire le ricer=/che, che si facevano contro di me fui forzato/ad inerire a siffatte inique suggestioni scritte/dal Piccioli al Monaco, e da questi a me co=/municate; suggestioni, che furono tanto più/valevoli, in quanto che venivano da una per=/sona possidente, e ricca di questa Provincia,/qual’era il Sig.[nor]e Piccioli a cui, Signore, si de=/ve attribuire la svolta; tutto il male, e la Se-/duzione di tanti sudditi ribellati, i quali//
f. 77v ( al margine destro si legge: “ Dieci 10” n.d.a.)/non si sarebbero mossi senza le maligne, e Bu=/giardi suggestioni del Piccioli stesso. Unito,/che io fui, e travisato con i briganti, segui il Piccioli fino all’epoca della presentazione segui-/ta a Campo di Giove ai 25 di 8[otto]bre 1806. Dopo/la presentazione stesso non cessarono i miei/nemici di perseguitarmi, fra quale D.[on] Bene-/detto Corsetti di Goriano Sicoli, Cher minacciò di/riammazzarmi per cui fui costretto rimettermi in fuga di nuovo, e riunirmi al succennato/Capo Brigante Giuseppe Monaco nella primavera del corrente anno, col quale sono ri/masto fino a che mi sono presentato di nuo=( al margine sinistro si legge: “ Fortunato” n.d.a.)vo per esortare del perdono da Sua Maestà ac=/cordato. Per rapporto poi alle persone, che erano intelligenti, ed avevano rapporto con-/me, e con i Capi Monaco, e Giovinotti; pos=/so dire, che io non aveva intelligenza cose alcune,/ed ignoro i rapporti dei Capi suddetti. Mi co=/sta solo, che ai 30 di 7[settem]bre p[rossim]o p.[assa]to, essendo sulla/montagna di Acciano vicino a Navelli con//
f. 78r
Monaco, e Giovinotto, e con gli altri Brriganti, ven-/nero colà due persone di Navelli, cioè Damia-/ni, ed un Angelone, mandati dai Fratelli Pic-/cioli ad oggetto di dire ai due Capi sudd.[ett]i; acciò si portas/sero ai Navelli in casa di Piccioli stesse, ed infatti par-/timmo essendo più notte, e giunti a’ Navelli in compa-/gnia de’ due succennati individui ci portammo in/Casa Piccioli le seguenti persone Monaco, Giovinotti, il figlio di Monaco, Muscilo di Pratola ed/io, giunti colà fummo ben ricevuti, giacche ci/aspettavano, ci fù preparata la cena, e vi erano/le seguenti persone D.[on] Gennaro, D.[on] Gaetano, e D.[on] Pasquale Piccioli, e quindi vennero il Barone/Marchi, di Navelli, e D.[on] Giandomenico Corsi di/Capestrano. Si fecero vari discorsi dai medesi=/mi, i quali ci assicurarono, che loro erano del partito del passato Rè, ed amici dei/rivoltosi Monaco parlò quindi in segreto con/D.[on] Gaetano, e D.[on] Gennaro, i
quali lo tenevano/sotto al braccio, e passeggiavano lungo tempo//
f.78v. ( al margine destro si legge: “ Undici 11” n.d.a.)/per la Casa, nè sò cosa dicessero, e compinassero (sic), perché io rattrovandomi poco bene, era seduto in/un angolo della Sala. Quindi partimmo dopo es=/serci riuniti alla banda de’ briganti, che erano ri=/masti fuori de’ Navelli, secondo gli ordini ricevu=/ti da Monaco. Un tal Luigi di Barisciano pa=/store, è quindi brigante, ero informato dei/rapporti, ed aderenti di Monaco, perché da/questo mandato spesso in giro per ricevere lle/notizie dai di lui amici, e corrispondenti An=/selmo di Carlo di Goriano Sicoli brigante pre=( al margine sinistro si legge: “ Fortunato” n.d.a.)/sentato, e che sente che siasi di nuovo appar=/tato, può sapere le corrispondenze, che monaco/aveva ad Introdacqua, perché andò co/di costui figlio in detto paese a prendere lumi, ed a comunicare. Questo è quanto posso dire p.[er] la verità./Int. [errogat]o se allorché andò a Navelli in Casa /Piccioli, Come ha di sopra detto, vi fossero/delle altre persone, oltre le nominate attenen=/ti alla famiglia Piccioli, e se vi fosse D. [on] Gio.[van]//
f. 79r
Francesco Piccioli Padre./Ha risposto.Vi era il Servitore di Casa/per nome Donato, e D.[on] Gianfrancesco era in Casa,/ma io non lo vidi. Vi era anche Francesco An=/gelone de’ Navelli, quel medesimo che venne in/compagnia di Damiani a chiamarci nella mon=/tagna, confidente di Piccioli, e che deve esse=/re a giorno di molte cose, e può dire, quello chè/i Piccioli dissero a Monaco, e Giovinotti nella/sera de’ 30 7[Settem]bre scorso, perché si trovò presente/Int.[errogat]o se avesse altro ad aggiungere. Ha quindi letta la presente deposiz.[ion]e, giu=/rata, e firmata di proprio pugno./Fatto all’Aquila nel giorno, ed ora come sopra/ Gianpasquale Ferrini depone come sopra/Alò Cap. [ita]no R.elato]re. Sigismondi Canc.[ellie]re//
F. 70v ( al margine destro si legge: Dodici 12” n.d.a.)/Oggi giorno 15 9[novem]bre 1807 ad ore due di Fran= ( al margine sinistro si legge:” Deposizione/di Francesco/Angeloni (si) di/Navelli” n.d.a.)/cia dopo mezzo giorno è stato condotto avanti/di Noi Capitano Relatore della Commissione Mili=/tare sedente in questa Piazza dell’Aquila, assistito dal Sig.[nor]e Sigismondi Cancelliere da Noi no=/minato in un delle Camere della medesima/destinata per ufficio, il nominato Francesco An=/gelone di Navelli; ad oggetto di essere esaminato/su quanto dietro ordine del Sig:[nor]e Gen.[era]le Comand. [ant]e la Prov.[inci]a/Libero, sciolto, e senza ferri si sono fatte/al medesimo le seguenti interrogazioni/Int.[errogat]o del suo nome, Cognome, età, patri,e(al margine sinistro si legge: “ Fortunato” n.d.a.)/professione./Ha risposto chiamarsi Francesco Angelone/figlio naturale di Maria Angelone e Pancrazio Piccioli di Navelli, d’anni 27 circa calzo=/lajo./Int.[errogat]o a dire quel che fosse a di lui notizia sul/brigantaggio, che ha avuto luogo in questa Pro=/vincia, corrono già i due anni, e sulla condotta degl’individui della famiglia Piccioli di Na=/velli/Ha risposto Trovandomi, Io Signore, ai Na=/velli//
F. 80r
velli(sic) mio paese nel mese di Giugno del passato/anno 1806 addetto alla Casa Piccioli, giacchè/essendo stato io Soldato del passato Esercito per/molto tempo nella Comp: [agni]a di Cavalleria coman=/data dal Cup:[ita]no D.[on] Ermenegildo Piccioli, aveva ser=/vito il medesimo in vari rincontri, ed aveva aqui=/stato (sic) la confidenza della famiglia, mi accorsi che/D.[on] Ermenegildo stesso, e D. [on] Gaetano Piccioli, e D.[on] Leo=/poldo Marchi di Navelli, in compagnia dei Sig:[no]ri Petroncelli/D.[on] Giandomenico Corsi, can:[oni]co D.[on] Gian=/nandrea Ferreri di Capestrano, ed altri Cospirava=/vano contro l’attuale Governo; ne era anche in=teso D.[on] Pasquale, e D.[on] Gennaro Piccioli, ma a que=/sti due ultimi non agivano, essendo quelli, che/si occupavano
degli affari di famiglia e D.[on] Gian=/Francesco Piccioli stesso padre, de’ sunnominati/era intelligente nella casa. I miei sospetti, si verifica=/rono dopo qualche giorno di dett’epoca, allorche/D.[on] Ermenegildo succennato si mise in fuga in=/sieme con i fratelli ed altri, ed incominciò ad/agire personalmente contro l’attuale Governo/procurando la sommossa di questa Provincia,//
f. 80v. ( al margine sinistro si legge: “ tredici 13” n.d.a.)/la riunione di gente armata, cose tutte, che mi co=/stano di causa scienti, per avere io sempre Segui=/to il D.[on] Ermenegildo in quel tempo, il quale per=/chè di poca buona salute era da me assistito, al=/lorchè si mise in fuga in dett’epoca/si portò a Capestrano inteso che erano a par=/te i summentovati individui di Capestrano inteso che erano a par=/te della cospirazione. E a tutti noto, Signore,/quelchè accade nel passato anno nel mese susseguente all’epoca di casi ho parlato, allorchè D.[on] Er=/menegildo Piccioli menzionato riuscì a riunire ( al margine sinistro si legge: “ Fortunato” n.d.a.) ungaro numero di briganti alla di cui testa lui fa/sempre sino alla presentazione che accadde alla fine/ di 8[otto]bre del passato anno, se mal non mi/ricordo.Dopo ciò si è rimasto tranquillo tutto l’in=/verno fino a che il D.[on] Ermenegildo partì per Napo=/li nella Primavera scorso, ed in tale occasione D. [on] Gaetano Piccioli mi ha varie volte detto, che pri=/ma di partire aveva convenuto con D.[on] Ermenegildo di lui fratello, un metodo di scrivere,/per mezzo del quale gli avrebbe da Napoli/avviste le notizie, e la maniera come doveva=//
f. 81r
no regolarsi qui le persone attaccate al passato/Governo, metodo il quale aveva per base una/certa lite di un tal Angeletti, non che un’altra/lite
del Can:[oni]co Ferreri. Allorché dicevano, che le/liti stesse andavano bene, Significava, che anda=/va anche bene la causa di Ferdinando IV e ma-/le quella dei Francesi. Si era convenuto ancora,/secondo varie volte mi ha detto il sunnominato/D.[on] Gaetano, che quando la linea, che si mette sot=/to al millesimo nel principio della lettera era/piccola, significava che lo sbarco, che l’Inglesi, Russi, ed altri nemici della Francia aveva?/no eseguito, o dovevano eseguire in questo Re=/gno, ancora. In fatti va-/rie lettere, e quasi in ogni Settimana D.[on] Erme=/negildo ha scritto da Napoli in quest’estate a D.[on] Gaetano sull’assunto, siccome D. [on] Gaetano stesso/mi ha detto varie volte, lettere, che D.[on] Gaetano/andava a prendere a Capestrano, giacché un/Birro di Capestrano va periodicam.[en]te a Popoli/ a prendere le lettere, che vengono da Napoli,
f. 81v ( al margine destro si legge: quattordici 14” n.d.a.)/verso la fine della scorsa estate dubitando, che/il Governatore di Capestrano le aprisse, campiaro=/no (sic) direzione e le facevano prendere a Popoli/dal Corriere che porta le lettere da Popoli stesso/all’Aquila. Siffatte lettere portano sempre/delle buone notizie a favore di Ferdinando IV/col metodo di sopraddetto: cioè che le cose dei/Francesi andavano male, che prossimo erano li/sbarchi di numerose Truppe, e la riconquista ( al margine sinistro si legge: “ Fortunato” n.d.a./del Regno, avevano sempre l line sotto al mil=/lesimo grande assai, e contenevano altre cose di/questa natura, fra le altre che stassero (sic)pronte/le carte delle liti, di cui si è parlato per la ria)/pertura de’ Tribunali, che voleva dire, che stassero pronti gli amici del passato Governo agli avve/nimenti, che dovevano succedere ai principi di 9[novem]bre, che era prossima a scoppiare a Napoli/una cospirazione de’ Lazaroni ed altro. Affascinato il D.[on] Gaetano Piccioli, ed altri/disopra menzionati da siffatte notizie, che dal/fratello riceveva,
consigliava i traviati a rima-/nere ancora in armi contro l’attuale Governo,/ed a tale oggetto alla fine di 7[Settem]bre, e propria-//
f. 82r
mente, ai 30, se mal non mi ricordo il D.[on] Gaetano/Piccioli inviò Andrea Damiani ai Capi Briganti/Monaco, e Giovinotti nella vicina montagna do=/ve erano con la massa, ad oggetto di chiamarli,/e farli andare venne a chiamarmi in nome de/D[on] Gaetano stesso, accio an=/dassi in di lui Compagnia, trovandomi allora na=/scosto nelle vigne vicine a Cavalli, ed io ubbidii,/ed andammo ambedue verso le 24 ore nella vicina/montagna fra Navelli, ed Acciano, a chiamare/i suddetti Capibriganti Monaco, e Giovinotti, accio si portassero a’ Navelli, come eseguirono ver=/so due o tre ore di notte; e trovammo che Monaco/e Giovinotti stesso avevano ricevuto antecendente=/mente nel giorno medesimo. Giunti a Navelli, i capi fecero rimanere i briganti/fuori del paese, e loro andarono in Casa Piccioli/e furono li seguenti, Giuseppe Monaco d’Introdacqua, Giovinotti, il figlio di monaco, Gian-/pasquale Ferrini di Goriano Sicoli, e Pelino//
f. 82v ( al margine destro si legge. “ quindici 15” n.d.a.)/Petrella Alias Muscillo di Pratola, colà furono ricevuti da D.[on] Gaetano, D.[on] Pasquale, e D.[on] Gennaro/Piccioli, dal B[aro]ne Leopoldo Marchi, e da D. [on] Gio[van]/domenico Corsi di Capestrano, e trovarono la cena,/che D.[on] Gaetano aveva antecedentem.[en]te preparata,/e dettero ai capi stessi, e particolarmente a Mo-/naco, e Giovinotti tutte le notizie, che dal/D.[on] Ermenegildo si erano ricevute da Napoli/per mezzo delle lettere di sopra dette, e com=/pinarono (sic) altre cose sull’assunto che o ignoro,/giacchè era occupato a girare per la Casa
per/provedere le cose necessarie per la tavola, presso ( al margine sinistro si legge. “ Fortunato” n.d.a.)/dire solo per la verità, che il Capo Brigante Mo=/naco, e Giovinotti mi dissero per la strada, pri=/ma di arrivare ai Navelli, che non volevano/ascoltare le ciarle, e le speranze, che gli dava/D.[on] Gaetano Piccioli, e che voleva partire per/la Puglia con la loro gente, per cui non essendo quin=/di partiti deve supporsi, che D.[on] Gaetano li aves=/se persuasi a rimanere ancora in questi luoghi/con la speranza del prossimo sbarco di Truppe/del passato Governo. Dopo aver mangiato, e//
f. 83r
compinate(sic) le cose, partirono i Capi de’ briganti/succennati, ed Andrea Damiani mi disse, che/ciascuno Lunedì si sarebbero i briganti appros-/simati ai Navelli, e che il Damiani stesso sa=/rebbe andato per ricevere da D.[on] Gaetano
le/altre notizie, che sarebbero venute da Napoli/per mezzo le lettere di D.[on] Ermenegildo. Altre comunicazioni avevano avute antecedentemente/in questa scorsa estate i due Capi de’ briganti/succennati Monaco, e Giovinotti con D.[on] Gae=/tano Piccioli, e fratelli, e mi ricorda(sic) che una/volta il Monaco scrisse a D.[on] Gaetano, una lettera/dalla montagna di Campana, e che ai 9 di Ago=/sto vennero ai Navelli i due Capi suddetti con/i briganti, ed ebbero comunicai. [ion]e (sic) con/i Piccioli stessi. Il D.[on] Gaetano Picioli riceveva delle notizie, per mezzo/di uno dell’Aquila, favorevoli al passato Gover=/no, le quali venivano scritte da Roma da/Principe Barberini cosa che non ho creduto/mai, perché sò che particolarmente la sig. [no]ra//
f. 83v ( al margine sinistro si legge: “ Sedici 16” n.d.a.)/Principessa Barberini è attaccata all’attuale Governo, per aver perduto un fratello decollato/dal
Governo passato, e suppongo, che il D.[on] Gaetano lo dicesse per accreditare le di lui notizie,/ e mantenere sempre noi altri traviati nello/stato di ribellione.
Dissingannati (sic) finalmente da/l’accecazione in cui siamo stati tenuti da tante/bugie, che i Sig:[no]ri Piccioli ci hà detto sempre, io,/Signore, ed alti citiamo presentati per ottene=/re il perdono da Sua Maestà nostro Re Giu=( al margine sinistro si legge. “ Fortunato” n.d.a.)/seppe accordato./Int[errogat]o Se allorché i capi briganti sudd:[ett]i Monaco,/Giovinotti, ed altri andarono a’ Navelli in Casa/Piccioli, Siccome, ha detto, fosse ciò noto d D.[on] Gian=/francesco Piccioli Padre, e se il medesimo conoscesse le operazioni de’ figli./Ha risposto. D.[on] Gianfrancesco si trovava/in Casa la sera de 30 7[Settem]bre allorché i Capi bri=/ganti andarono in di lui Casa e si trattenne/sul principio in Cucina, esistente nel piano Su=/periore della Casa, ma verso l’ultimo discese/nella Sala, dove i capi briganti mangiavano//
f.84r
E parla con qualche d’uno di essi nel mentre anda=/va nella sua stanza per andare a dormire. Circa/il resto devo dire per la verità, che D.[on] Gianfran=cesco
era inteso delle operaz[ion]i dei figli, tanto/nel passato anno, nel corrente, ma nelle/circostanze non compariva./Int.[errogat]o a dire se conoscesse la cagione per cui D.[on] Ermenegildo Piccioli, ed altri della famiglia agi/vano contro l’attuale Governo, e da chi fossero a/ciò spinti./Ha risposto. Io ignoro, Sig. [no]re, per quale motivo/avesse D.[on] Ermenegildo, e gli altri della famiglia/Piccioli agito contro l’attuale Governo/sò però,/e mi costa, per averlo inteso dai Signori/Piccioli stessi, che il Sig.[no]r Petroncelli di Capestrano, e D.[on] Giandomenico Corsi, avendo e’rapporti in Palermo, particolarmente con il
ce=/lebre de Giorgio avessero contribuito molto/a fare agire il D.[on] Ermenegildo sudd.[ett]o, e glialtri,/e ò pure, che vi contribuì D.[on] Ferdinando(Cortelli di Civita Retenga, che rattorvasi in Na/poli a fare l’Avvocato, il quale si carteg=//
f. 83v ( al margine sinistro si legge. “ Diecisette 17” n.d.a.)/
Giava nel passato anno D.[on] Ermenegildo, e ri/cevè da questo allorché era Capobrigante una/lettera, che gli fu inviata a Napoli per farla/capitare alla passata Regina Carolina, Siccome/sentj dire, e gli furono rimessi per tale ogget=/to a Napoli ducati cento. Int. [errogat]o se avesse altro ad aggiungere/Ha risposto. No Signore./Ha quindi letta la presente disposizione pa=/rola per parola, ed ha giurato, e segnato di/proprio pugno/Fatto all’Aquila nel giorno, ed ora sopra/Io Francesco Angelone depongo (sic) come sopra/Alò Cap.[ita]no R.[elatore/Sigismondo Can: [cellie]re ( al margine sinistro si legge: “
Fortunato” n.d.a.)//
f. 86r
Foglio lasciato in bianco n.d.a.
F. 86v. ( al margine destro si legge: “ Diciotto 18” n.d.a.)/Oggi giorno 23 Dicembre 1807 ad ore 2 1/2 di Francia di sera( al margine sinistro si legge. “ Aggiunzione/alla Deposiz.[io]ne di Francesco/Angeloni di/Navelli “ n.d.a.)/è stato condotto avanti di Noi Capitano Relatore della Commissione Militare il nominato Francesco Angelone di Navellli, dietro/gli ordini del Sig.[no]r Generale Comand.[ant]e la Provincia ad oggetto
di/fare un’aggiunzione alla deposizione da lui fatta il giorno/15 Novembre passato, per essersi ricordato di alcuni fatti a/carico dell’individui della famiglia Piccioli ./Interrogato/Ha risposto, Credo Signore, che nella deposizione da me fatta il/giorno 15 Novembre contro i fratelli Piccioli non vi siano i seguenti fatti di cui mi sono ricordato in appresso e in conseguenza/per la verità, e per far conoscere di esser io veramente pentito de/passati trascorsi ne ho otto avvisato il Sig: [nor]e Generale Comandante/la Provincia il quale mi ha rimesso a voi per dire, che allorchè/i Capibriganti Monaco, e Giovinotti, ed altri vennero a Navelli/in casa Piccioli, li 30 Settembre del for: [rent]e anno, come mi tro[vai]/aver nella mia deposizione suddetta il Sig.[no]r D.[on] Gaetano Piccioli consegnò al Capobrigante Monaco un’editto incendia=/rio, e tendente alla ribellione, e contro l’attuale Governo, acc[iò] lo facesse affiggere nei Paesi di questa Provincia, editto, che il D.[on]/Gaetano/lesse si due Capibriganti suddetti in mia presenza//
f. 87r
E di cui intesi il contenuto colle mie proprie orecchie nella/maggior parte, non avendo inteso tutto per non essermi trovato/all’intiera lettura, perché occupato agli affari di casa, viddi in=sequito (sic), che il Capobrigante Monaco se lo mise nel suo portafoglio,/editto che mi parve di carattere dell’istesso D.[on] Gaetano; Mi ricordo/ancora, che in quell’occasione insinuò a Monaco, e Giovinotti/di radunare quanta più gente
potevano, giacché Ferdinando IV/era sbarcato ad Eboli con molta truppa, siccome scriveva il di/lui fratello D.[on] Ermenegildo da Napoli. Mi ricorso pure, che ai/principi di Agosto D.[on] Gaetano, mi disse, che D.[on] Erminigildo(sic) di lui/fratello li aveva scritto da Napoli di aver scritto in Palermo/alla passata Regina Carolina, le operazioni, e i meriti, che si ac=/quistavano in queste Provincie i Capi Briganti Monaco, Giovinotti,/ed altri, cosa che il D.[on] Gaetano Piccioli istesso replicò a Monaco, e Giovinotti suddetti in mia presenza a 9 Agosto la sera allor=/chè questi andarono alla casa Piccioli, come mi trovo/aver detto nella mia deposizione più volte nominata./Mille altre cose cose potrei dire se rivenissero a mente, ma che/in sostanza dimostrano Che la cagione principale di tanti sconcer=/ti accaduti in queste Provincie è dipesa dall’ostinata determina=//
f. 87v. ( al margine destro si legge: “ Diecinove 19” n.d.a.)/zione dell’individui della famiglia Piccioli alla ribellione; Los, Signore, sono stati sempre gli autori di ogni male, ed i fieri nemici dell’attuale Governo, non ostante il perdono ricevuto nel passato anno./Gli si è quindi mostrato un foglio, ch’è quell’istesso ritrovato fra/le altre carte nel portafoglio dell’ucciso Capobrigante Monaco,/ed è stato dal medesimo riconosciuto per quell’istesso, che D.[on] Gaetano/Piccioli consegnò al Capobrigante suddetto, come ho di sopra de-/posto. Int:[errogat]o se avesse altro da aggiungere. Ha risposto Nò Signore./Ha quindi
letta, e giurata la presente aggiunzione, che ha sot-/toscritta di proprio pugno./Fatto all’Aquila nel giorno come sopra./Francesco Angelone deponcho(sic)= come sopra/Alò Cap.[ita]no R[elato]re/Sigismondi Canc.[elli]ere ( al margine sinistro si legge: “ Fortunato” n.d.a.)//
f. 88r. ( al margine destro si legge: “ 20/Venti” n.d.a.)/Divisione degli Abruzzi. 10[deci]mo Reggimento Comandante/la 3[terz]a Compagnia del 1° Battaglione ( sotto si legge: “ Fortunato” n.d.a.)/Si certifica da me Capitano del 10[deci]mo Reggimento di/Linea Francese, come trovandomi io con la Compagnia sotto ai miei ordini/in Celano qual Comandante di quel Circondario sotto gli ordini/del Sig.[no]r Generale Huard nel mese di settembre, e ottobre dell’anno1807, avendo dei sospetti, e degli’indizi che la Banda de’ Briganti coman=/data dai due celebri Capo Briganti Giuseppe Manco d’Introdacqua,/e Felice Ruggieri alias Giovinotti di Ovindoli, il giorno tre di Ottobre/di detto anno dopo mezzo giorno si trovasse su delle montagne fra/forca Caruso, Aiello, e Gagliano, partii immediatamente con la mia Truppa,/e detti le altre disposizioni convenevoli, e particolarmente prevenni il Sig. [no] Genot Capitano similmente del 10[deci]mo Reggimento Comandante a Pescina/ dopo/il mezzogiorno, dopo di aver visitati tutti quei luoghi, rinvenni la Banda stessa, la sorpresi,
l’attaccante la distrussi quasi che interamente, avendo io stesso per il primo ferito il Giovinotti uno dei Capi. Alcuni dei Briganti, benché feriti ebbero il tempo di fuggire come, come Monaco Padre e figlio,/Giovinotti, il Capo Pellino (sic) Petrilli alias Muscillo di Pratola, Vincenzo/Rosato di Ovindoli Nipote di Giovinotti, il Capo Andrea Damiani di Navelli, Francesco Antonio Julliani (sic) di Prezza, e qualche altro, ma/essi furono tutti presi nella notte, e nel giorno susseguente, giacché io/non rallentai mai la di loro persecuzione, ed i Capo de’ Briganti, Monaco, ed il di lui figlio furono ammazzati nello stesso giorno a/tre miglia di distanza coll’azione dei Soldati Francesi della compagnia/del Sig.[no]r Capitano Genot,e da questi fu rinvenuto sul di lui Cadavere/ [un] portafoglio pieno(?) Di carte il quale fu rimesso immediatamente//
f. 88v
Al sig.[no]r Capitano Genot stesso , e da lui a me consegnato ben chiuso/qual Comandante il Circondario, carte le quali io esaminai, e lessi,/e vidi che riguardavano la corrispondenza che il detto Monaco aveva/avuto particolarmente con i fratelli Piccioli di Navelli, e vi era fra/le altre un proclama incendiario contro l’attuale Governo; carte che io mi affrettai rimettere al Sig.[no]r Generale Huard Comandante/in allora la Provincia, come rimisi similmente al medesimo Sig.[no]r/Generale cinque deposizioni che io
presi nei giorni seguenti cinque/sei di ottobre dai appresso esaminati Briganti, che presi vivi per/mio ordine furono trasportati alle carceri di Celano, cioè Felice Ruggieri/alias Giovinotti di Ovindoli, Andrea Damiani di Navelli, Pelino, Pitrilli (sic) alias Muscillo di Pratola,, Vincenzo Rosati di Ovindoli, e /Francesco Antonio Tulliani di Prezza, deposizioni fatte avanti di me, e da me controsignate. Ed in fede della verità, e sul mio onore hò/fatto il presente Certificato.
Aquila oggi giorno Venti agosto mille/Ottocento otto./Fournier/Il Cap.[itan]o R:[elato]re della Commissi.[o]ne Mil:[ita]re/Alò//
f.89r (al margine destro si legge: “ Ventidue 22/ventuno 21” (sic) n.d.a.)
10[decie]me Regiment d’Infanterie de Ligne ( al margine sinistro si legge: “ 2[secondie]me Bataillon/1[premi]er Compagnie” n.d.a.)/Nout Giudiziere ce Certificat Ripert/Cambone,Lievain, er arnudin fusilier/de la dette Sudit Bataillon, Commande par/Monsieur Genot Capitaine/Etaut lu Garnisone/à Pescina, que le journée trois Octobre 1807. Etaut ( al margine sinistro si legge:“ Fortunato” n.d.a.)/Parte sua Les ordres de Monsieur Genot Cap[i]t[ain]e/avec plusieurs Le autre/militai/rs de la Compagnie/lu Patruville vert lu muntagnale de Furca Carous. Et Parcourant à me certaine distance, uout/avut Rencontrè plusieurs Brigands qui se/suavient et qui avaient déjà etè. Attaqué par d’autre
troupale Francaise sous Les ordres/de Monsieur La Capitaine Fournier/uvule les averti poursuivis lu tirant de Caup/de Fusile suive lus/dant fat tuu[…] le Etut/de Brigande Giuseppe Monaco, et suo fille, nous avoun/trouvez sus le Cadavre/de Monaco Pere un Portefeuit formè,/et Renples de Papiers que nous avans/descritte consegue a notre Capitaine Monsiuer/Genot. Le quelle à Esaminè le dite/Papiers, e destituite les à Renvenir avec le//Portefeuille à monsieur La Capitaine Fournier/Commandant/Laroudisement de Celano, En sors de quoi nous avons fait le/Presente Certificat pour la vérité et sur/notre honneur/Pescina, le 23 aout 1808/ Sinjs de Croix pour signitare/ai depuis sont eus des sommier Ripert,/Lievain, et Arnudin/Genot/Il Cap.[ita]no R.[elato]re della Comm.[issio]ne Mil. [ita]re/Alò//
f. 89v ( al margine destro si legge: ” Ventidue 22” n.d.a.)/10[deci]em Regiment d’jnfanterie de Ligne ( al margine sinistro si legge: “ Division/des Abruzze” ed al margine destro si legge: “ province de L’Aquila” n.d.a.)/Genot, Capitaine au 10[decie]me Regiment/d’Jnfanterie de Ligne, Commandant/La p[remi]er Compagnie du deuxième Bataillon/Je soussigné Certifie que le Jour/troi Octobre 1807 ont Etè attaque Sur le/Mountagnes voisins de forca carouse
(l’attuale Forca Caruso in tenimento del comune di Collarmele vedi qui n.d.a.), la Bande de Brigands/commandè par le chef de Brigands Giuseppe Monaco d’jntrodacque, et Felice Ruggieri alias/Giovinotti di Ovindoli, plusieurs Brigandes de/La usieme Bande doit il y avoir Le Chef Giuseppe Monaco, fuyant de la dette attaque/ furent Rencontrè, et le Battinens avec vu/d’Etachement de una compagnie tout fut tuè le chef de Brigands Giuseppe Monaco/et son file par le nommè Ripert//
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Timbour Lievain, et Arnandin, tout deus/fuciliere, dont il out trouver sur le cadavere/Sudit Monaco pere, un portfeuil le quele/Etat remplir de papiers tout il y en avait/plusieure conservant la corrispondence//
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qu’il/avait particulièrement avec fratelli piccioli/de Navelli il aj avoir En out vue proclame/Jncendaire contre le gouvernement Actuel, ce /portfeuil elle fut remisse de scritte par Le dit/Soldates le quel je repris sous Mes a heure, et quel moi après avoir Esaminè je le remise suitte Bien Cache/a Monsieur Le Capitaine Fournier, quila re/a Monsieur le générale Huard,/En son la Vérité, et sur mon honneur/J’ai le present Certificat/Pescina le 23 aout 1808/Genot/Il Cap[ita]no R.[elato]re commissione Mil[ita]re Alò//. (1)
NOTE
1) Sicuramente il “ Capitano Relatore della Commissione Militare Errigo Alò con questa documentazione elaborò il<< RAPPORTO STORICO DEL BRIGANTAGGIO DELLA PROVINCIA DI 2° ABRUZZO ULTRA DAL 1806, EPOCA DELL’ENTRATA DELL’ARMATA FRANCESE NEL REGNO, SINO ALLA DISTRUZIONE DE’ BRIGANTI STESSI>>
documento conservato nella Biblioteca nazionale di Francia e da me dato alle stampe, nel 2019 dal titolo esatto:<< LA REPRESSIONE DEL BRIGANTAGGIO NELL’ABRUZZO II NEL “ RAPPORTO STORICO” DEL CAPITANO FRANCESE
ALO’ ( 1806-1812) dal manuscrit Italiane 1127 della Biblioteche Nationale de France “ Introduzione, trascrizione e note a cura di Fiorenzo Amiconi, Edizioni Kirkke, Cerchio- Avezzano, 2019.









