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Inizia questa sera lo sciopero di 24h dei treni, ferrovieri in protesta contro il governo: “ferrovia a pezzi”

Amaral Ercole

Nuova mobilitazione nazionale nel settore ferroviario. CUB Trasporti e SGB Ferrovie hanno proclamato uno sciopero di 23 ore e 59 minuti, dalle 21.18 di lunedì 7 settembre alle 21.17 di martedì 8 settembre 2026. L’astensione riguarda i dipendenti delle imprese che svolgono attività ferroviaria. Durante questo periodo sono previsti disagi per il traffico su rotaia, con probabili cancellazioni, ritardi o limitazioni.

La protesta si inserisce nello stato di agitazione avviato sulla piattaforma per il rinnovo del contratto del comparto ferroviario, trasmessa alle imprese il 4 gennaio 2024 e rinnovata da ultimo il 9 aprile 2026. Secondo le organizzazioni sindacali, dopo le numerose iniziative di sciopero degli ultimi due anni non sono arrivate risposte né dalle imprese né dai soggetti pubblici coinvolti. Al centro della vertenza c’è anche l’ipotesi contrattuale attualmente in discussione, ritenuta distante dalle richieste contenute nella piattaforma elaborata dai sindacati insieme ai lavoratori.

Nel comunicato congiunto, CAT, CUB Trasporti e SGB contestano inoltre le scelte del Governo sul futuro del servizio ferroviario e denunciano il rischio di una progressiva frammentazione del sistema. I sindacati sostengono che la messa a gara del servizio universale in tre lotti rappresenti un ulteriore passo verso la divisione della Ferrovia.

Di seguito il comunicato integrale con le ragioni della mobilitazione:

COMUNICATO

“FERROVIA A PEZZI, LAVORATORI IN SCIOPERO

Il Governo aveva rassicurato FILT-FIT-UILT-ORSA-UGL-FAST sul futuro del Servizio Universale: la gara sarà a lotto unico. Il 9 giugno all’uscita dall’incontro parlavano di “positive intese” e di un “positivo cambio di impostazione”: abbastanza per ottenere il ritiro dello sciopero dell’11 giugno da parte dei sindacati, poi sono arrivati i fatti. In seguito il Governo, rimangiandosi gli impegni presi, ha votato la messa a gara del servizio universale in tre lotti, giustificandolo come “imposizione dell’Europa” ma contestualmente il 3 agosto la Camera ha bocciato anche l’emendamento che manteneva la tutela della clausola sociale per i ferrovieri coinvolti. La strada è ormai evidente: spezzare la Ferrovia e consegnarla progressivamente al mercato.

Il risultato rischia di essere sempre lo stesso: tagli, aumento dei carichi di lavoro, dumping contrattuale, peggioramento delle condizioni di lavoro e minori tutele. Frammentare il sistema significa un danno per chi lavora e per chi viaggia. La separazione fra società rende infatti molto più difficile coordinare coincidenze, tariffe, l’assistenza ai viaggiatori e la stessa manutenzione. Questa poi ha un riflesso diretto sulla sicurezza di esercizio: disperdendo uomini e mezzi tra imprese diverse si riduce la capacità di intervento sui guasti in ogni parte del territorio. E l’esperienza ci dice che le conseguenze vengono poi scaricate sul personale e sul servizio.

È solo l’ultimo pezzo di un processo che conosciamo bene: Alta Velocità al mercato, ipotesi di vendita di quote azionarie di RFI, Trasporto Regionale a gara, Trasporto Merci frammentato tra imprese e contratti diversi, Manovra societarizzata, Verifica sostituita nelle stazioni da operatori privi di abilitazioni ferroviarie, crescita delle quote di ditte esterne generiche nella Manutenzione sia dei Rotabili che dell’Infrastruttura, servizi a bordo (notte e ristorazione) in appalto. Ora anche il servizio universale Intercity finisce nello spezzatino.

Mentre i sindacati ufficiali continuano a parlare di interlocuzioni e a scrivere lettere, i ferrovieri sciopereranno ancora: 7-8 SETTEMBRE SCIOPERO DI 24 Ore. Dopo un rinnovo contrattuale che non ha dato le risposte attese su salario, orari, salute, sicurezza e diritti, siamo costretti anche a difendere l’unità della Ferrovia e il trasporto pubblico dalla frammentazione.

La Ferrovia non è uno spezzatino da mettere all’asta. È un servizio pubblico da difendere. E non veniteci a raccontare che il Governo vuole evitare gli scioperi per tutela dei viaggiatori”.

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