Incidente mortale nel Fucino, disposta una super perizia dal Tribunale



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Avezzano – Il Giudice del Tribunale Civile di Avezzano, Andrea Dell’Orso, ha disposto una complessa perizia tecnica volta ad accertare le responsabilità di tutti gli enti pubblici coinvolti nel relativo giudizio civile, nonché la ricostruzione dinamica dell’incidente in cui perse la vita Alessandro Giancarli, giovane dipendente di Telespazio.

Come consulente d’ufficio è stato nominato l’Ing. Marco Colagrossi di Roseto degli Abruzzi.

Il ctu, alla presenza di circa sette ingegneri nominati da tutte le rispettive parti in causa, i genitori di Alessandro Giancarli, il Comune di Ortucchio, il Consorzio di Bonifica e la Provincia dell’Aquila, ha  proceduto ad effettuare i primi e necessari sopralluoghi lungo la Via Cintarella nonché tutte le misurazioni relative alla strada ed al canale irriguo dove è morto il giovane.

“Abbiamo piena fiducia nell’operato professionale della magistratura – dichiarano gli avvocati Berardino ed Antonella Terra,  legali della famiglia –  che anche in ambito civile  intende far luce su tale spiacevole vicenda posta al vaglio critico anche in sede penale. La ctu è stata disposta dal Tribunale anche per accertare di fatto quale ente pubblico avesse la manutenzione del luogo teatro del sinistro il giorno dei fatti e ciò in quanto tra loro gli enti pubblici convenuti in giudizio ognuno dalla sua parte ritiene responsabile l’altro “.

Tra i numerosi accertamenti, poi, il ctu dovrà anche verificare se la Via Cintarella fosse di proprietà del Comune di Ortucchio oppure della Provincia dell’Aquila e ciò anche alla luce del Decreto n.43 del 21.09.2010 del Presidente della Provincia dell’Aquila con il quale detta strada, a parer della Provincia, sarebbe ricaduta nel potere di custodia del Comune di Ortucchio.

Dal suo canto, invece, l’ente comunale sostiene che di fatto mai nessuna consegna formale della Via Cintarella sia stata fatta dalla Provincia dell’Aquila in suo favore e comunque residuerebbe una responsabilità anche del Consorzio di Bonifica perché proprietario del canale irriguo privo di guardrail.




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