Inceneritori nì, la transumanza dei rifiuti


Marsica – Un clamoroso cambio di rotta che rischia di trasformarsi in un altrettanto clamoroso autogol. E’ il ‘nì’ agli inceneritori che la Regione Abruzzo ha espresso nel corso della conferenza Stato-Regioni tenutasi giovedì scorso sul cosiddetto ‘Decreto Inceneritori’, programmato dal Governo Renzi sulla base dell’art.35 dello Sblocca Italia per la realizzazione di 8 nuovi mega-inceneritori di rifiuti. Tra le associazioni e i cittadini scatta l’allarme rosso, tra l’incredulità generale: fra la netta opposizione espressa inizialmente dalla regione Abruzzo e il ‘ sì ma…però’ c’è un abisso e c’è il destino di intere aree.

Il colpo di scena arriva a pochi giorni di distanza dal fermo diniego confermato nella precedente conferenza – tenutasi lo scorso 20 gennaio – da Mario Mazzocca, Sottosegretario alla Presidenza della Regione con delega all’Ambiente. Che ci sia stato un fraintendimento, un malinteso? Che il diniego espresso per conto della Regione Abruzzo dal Sottosegretario targato Sinistra Ecologia e Libertà fosse riferito ad altro?
E’ stato lo stesso Mario Mazzocca a chiarire che: “Nella conferenza di servizi la Regione Abruzzo, rappresentata dal vice presidente Giovanni Lolli, ha ribadito il proprio parere negativo sul Decreto inceneritori, parere per altro già formulato sia in sede di ‘Commissione Ambiente’ che in una precedente seduta della Conferenza stessa. Analizzando nel dettaglio il tema specifico della capacità complessiva di trattamento degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani con il collega molisano Vittorino Facciolla, abbiamo ragionato su una proposta condivisa che vede le Regioni Abruzzo e Molise, sul tema specifico, lavorare in stretta sinergia. Di ciò si era già discusso nel corso del tavolo sulla qualità dell’aria al Ministero dell’Ambiente. Al fine di superare le criticità evidenziate anche da altre regioni (Marche, Umbria e Campania), il Presidente della Conferenza Stefano Bonaccini ha quindi cercato insistentemente una mediazione con il governo, tentativo che ha avuto un esito positivo nel pomeriggio. In sede di conferenza Stato-Regioni, infatti, il governo ha accolto i due emendamenti decisivi, quali il riconoscimento della valenza delle pianificazioni regionali e la possibilità di stipulare accordi interregionali. Manifestiamo tutto il nostro apprezzamento per la condivisione della soluzione trovata. Con la Regione Molise inizieremo presto a studiare e approfondire i dettagli della proposta al fine di renderla agevolmente e speditamente praticabile. In ogni caso, ogni ragionamento non potrà prescindere dalla necessità di avviare una decisa strategia sul tema dell’economia circolare ed implementare tutte quelle attività finalizzate a contenere al massimo la produzione di rifiuti”.

Quindi inceneritori sì, ma in Molise: transumanza della monnezza sola andata.
Arriva a stretto giro la replica del Movimento 5 Stelle, che proprio al sottosegretario Mario Mazzocca rilancia la palla avvelenata del piano regionale per la gestione dei rifiuti, fermo al 2007.

“ Spostare i rifiuti in Molise, questa la (non)soluzione del Sottosegretario Mazzocca con delega ai rifiuti che trasforma il no all’inceneritore in un sì, purché a bruciare i rifiuti abruzzesi sia l’impianto molisano”, affermano i consiglieri del M5S, “ Una decisione stridente con quell’anima ambientalista che il Sottosegretario di Sel dovrebbe adoperare per tutelare la nostra regione. Una decisione che avvalora la politica reinserita in Italia dallo sblocca Italia, volta alla transumanza dei rifiuti da Nord a Sud dell’Italia, che ha dato origine a drammatiche realtà come la terra dei fuochi.
“E’ inconcepibile che l’Abruzzo scelga di nascondere i rifiuti sotto al tappeto del vicino Molise, rinunciando ai vantaggi economici e lavorativi che si genererebbero grazie all’economia del riciclo e ad una vera incentivazione dell’industria dei rifiuti nel territorio abruzzese”continua il M5S Abruzzo “il consigliere Mazzocca ha la grave responsabilità di non aver ancora dotato Regione Abruzzo del nuovo piano regionale per la gestione dei rifiuti, fermo dal 2007”.

Un piano che, secondo il M5S, dovrebbe guardare al recupero della materia prima e non all’incenerimento, con lo scopo di trasformare la spazzatura in una risorsa economica e in nuove opportunità lavorative, garantendo, inoltre, la tutela ambientale nella regione verde dei parchi.

“ Il M5S al contrario della sindrome bipolare dei partiti, anche sui rifiuti propone le stesse soluzioni: dalla Legge “ Rifiuti 2.0” depositata in Parlamento, alle azioni nei Consigli Regionali e Comunali. In tema rifiuti” concludono i consiglieri 5 stelle “Il Governo Renzi e il PD vogliono riportare l’Italia al Medioevo. E’ menzogna, sostenere che l’incenerimento, per di più, aggravato dall’apertura ad una libera circolazione dei rifiuti possa essere una soluzione”.


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